Daniele De Rossi

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jandileida23
00Thursday, January 30, 2020 1:42 PM
Re: Re: Re:
lucolas999, 30/01/2020 12.02:




mi basta in tv, fa tanto sangue, sopporterei pure baricco pe arrivà a dama

Sarebbe un grande sacrificio da parte tua.
Giacomo(fu Giacomo)
00Thursday, January 30, 2020 1:47 PM
Re: Re: Re: Re:
jandileida23, 30/01/2020 13.42:

Sarebbe un grande sacrificio da parte tua.




forse Baricco no, dai, c'è un limite alle perversioni.
lucaDM82
00Friday, July 3, 2020 11:37 PM
Di Marzio: “La Fiorentina punta De Rossi come allenatore"
[SM=g27991]
giove(R)
00Saturday, July 4, 2020 12:20 AM
no no insisto un pezzo de legno te ritrovi con Conchita sotto le pezze :D
Detto ciò a me per anni m'ha attizzato la Gelmini con quell'aria da Adrianaaaaa quando le togli gli occhiali e si trasforma ;)
la vedo molto più da Casa della Libertà, più Oh yes yes.
De Gregorio a un certo punto ti dice No, Gelmini secondo me No Limits
lucaDM82
00Sunday, December 6, 2020 7:56 PM
Sto leggendo sui sitarelli nostrani gli articoli su De Rossi che sta facendo il corso per diventare allenatore...gia si parla di "metodo de rossi", "idee chiare, giochera' cosi' cosa'"...occhio
Sound72
00Tuesday, February 9, 2021 9:39 AM
Daniele De Rossi, ex capitano della Roma, è intervenuto durante una diretta sul canale Twitch di Christian Vieri insieme ad Antonio Cassano, Lele Adani e Nicola Ventola. Queste le parole dell'ex numero 16 giallorosso:

Domanda di Cassano: Il corso da allenatore?
Prosegue bene, purtroppo siamo davanti ad uno schermo 4 ore al giorno. come in ogni scuola alcune lezioni ti prendono di più, altre meno. Si è creato un gruppo Whatsapp della classe che dà gradi soddisfazioni (ride, ndr).

Domanda di Cassano: E' stato detto che eri vicino ad allenare la Fiorentina. Saresti stato pronto?
Finchè non inizi non lo sai se sei pronto. Non lo ero legalmente. mi mancava il patentino. Io penso che ci devi provare. Pirlo? Già uno che ha il coraggio di prendere in mano una situazione del genere vuol dire che è pronto




Domanda di Cassano: Hai già l'idea del tuo calcio?
Non c'è da inventare nulla, c'è da prendere vari spunti. Per me il più forte è Guardiola, purtroppo non tutti sono bravi come lui e questo è un limiti perchè in molti lo scimmiottano senza riuscire ad eguagliarlo. Comunque se dovessi iniziare mi piacerebbe iniziare da quell'idea lì. Lui ha cambiato il calcio, lo ha fatto con una grande squadra, col giocatore più forte del mondo, ma le sue idee sono uniche. Anche giocatori come Messi hanno beneficiato delle sue idee

Domanda di Cassano: Spalletti è quello che ti ha influenzato maggiormente, soprattutto nella sua prima esperienza?
Anche nella seconda sua esperienza a Roma ho trovato un tecnico fortissimo. E' nettamente uno dei più forti che mi abbia mai allenato. E' un tipo diretto, forse troppo diretto e tu lo sai bene (ride, parlando con Cassano ndr), ma ho un bel rapporto con lui. A livello di campo, di idee è molto forte. Mi spiace non abbia avuto un'esperienza in una big, una consacrazione. Ne ho avuti tanti che mi hanno influenzato. Io ho avuto anche Capello, Lippi, che hanno fatto un calcio di un’altra generazione, ma che hanno fatto la storia del calcio. Erano completamente diversi come approccio. Spalletti l’ho avuto per più anni di altri, ma ci sono anche Simeone o Klopp che hanno usato altre filosofie rispetto a Guardiola ma di rispettare.

Domanda di Cassano: Luis Enrique?
Alla Roma aveva una squadra buona ma non fortissima. Quando si parte con un'idea e con un progetto non puoi dare 10 mesi a un allenatore. Se ne è voluto andare lui e questo non glielo perdonerò mai. Ci era entrato dentro in pochissimo tempo. Il primo giorno dopo qualche esercizio ha preso il pallone e ci ha detto "Giocate. Prima devo capire il vostro livello, poi subentro io". Noi facemmo una partitella come alla scuola calcio: tutti dietro al pallone. Secondo me era scattato qualcosa in quella squadra, se fosse rimasto ci saremmo divertiti tanto

Domanda di Cassano: Gattuso?
Non lo vedevo allenatore, invece è uno dei più forti

Domanda di Vieri: Fonseca? Lo vogliono mandare via da due mesi ed è terzo in classifica... Non lo capiscono che serve tempo?
E' il paradosso della nostra città. Lui è quarto, ora la Roma ha Udinese e Benevento, magari tra 15 giorni sarà ancora più su. Mettere in discussione un allenatore terzo o quarto è pura follia. E' vero che con le big la Roma fa un po' di fatica, ma bisogna scindere: la società è dalla sua parte. Non ci si può accontentare di vincere solo con le piccole, bisogna ambire a qualcosa di più ma per il gioco e i risultati di quest'anno siamo in piena linea con le aspettative. Non ero d'accordo con chi dava la Roma settima o ottava, credo che Fonseca stia rispettando le aspettative.

Cassano: "Bisogna capire nelle piazze di Roma e Napoli che non partiranno mai coi favori del pronostico. La piazza deve tranquillizzarsi. Stiamo criticando un allenatore come Fonseca che sta facendo benissimo. Ogni volta bisogna cambiar tutto e buttare tutto a mare. Quando ci criticavano ai miei tempi io andavo avanti. Bisogna trovare giocatori con personalità forti, dei leader, e io non li vedo né nella Roma né nel Napoli".

Domanda di Adani: Villar?
E' forte. Mi è sembrato subito uno che sa cosa fare con la palla in mezzo ai piedi. All'inizio era stato un po' criticato, ho iniziato a guardarlo e secondo me avrà un ottimo futuro. Ma ci sono tanti centrocampisti bravi: Pellegrini ha fatto un grande salto in avanti, da trequartista sta facendo gare essenziali, è un altro che si sta ritagliando uno spazio importante

Domanda di Ventola: A Roma il problema è il derby...
Sì, è molto sentito ma penso che questa storia dell'ambiente romano sia un po' ingigantita. Il derby è una partita, finita quella ne giochi un'altra. Forse negli anni '80 era un problema, quando ho iniziato io c'era qualche contestazione ma credo che ora la situazione sia molto più tranquilla.

Domanda di Cassano: De Rossi ha una grandissima personalità, si sa confrontare. Ha due palle grandi. Ci vogliono personaggi come te, io non li vedo: Dzeko, Pellegrini, hanno personalità. Ma in quelle piazze lì devi avere due cog**** così.
Francesco (Totti, ndc) aveva una personalità grandissima in campo. È importante anche chi si fa dare la palla e non si nasconde mai. Non l’ho mai visto nascondersi, la palla scottava eppure lo trovavi sempre. Pirlo pure parlava con me perché eravamo in stanza insieme, ma era la stessa cosa, in campo si faceva vedere.

Domanda di Cassano: Non posso immaginare che quando le cose non vanno un Pellegrini o uno Dzeko attaccano al muro qualcuno.
Dico che ci sono dei ragazzi che hanno più personalità di quanta ne dimostrino fuori. Pellegrini sta facendo un cambio, sia da come cambia che da come gioca. Prima era più bello a vedersi, ora è ancora più utile. Come leadership? È un ragazzo che lo sta facendo, dopo il 3-0 nel derby si è messo la fascia di capitano, è entrato in campo e ha fatto partite buone. Non è un ca**sotto, poi ognuno sviluppa le proprie skill.

Domanda di Cassano: Com’è giocare col Boca?
Avevo una passione, ma dopo essere andato non pensavo mi prendesse così brutta. Il telegiornale subito dopo la cronaca parla del Boca. Mi sono innamorato però anche del River, poteva dar fastidio a tanti in Europa. Se la metti in Italia sta nella parte sinistra della classifica con la sigaretta. La gente era di estrazione sociale diversa, hanno un approccio simile ma è sempre l’uno contro l’altro. C’è grande contrapposizione, l’ho vissuto in maniera pura. Vivevo nel palazzo del presidente del River, non ho mai fatto fatica a riconoscere la grandezza del River. Però il Boca è una cosa enorme, bisognerebbe vivere lì per capire cos’è. Il presidente del Boca poi è diventato presidente della Repubblica. Basta dire questo. Ci sono tifoserie incredibili in Argentina, ci sono emozioni e colori che in Italia un po’ si sono persi. Nella Bombonera c’è qualcosa di diverso, riconosco la grandezza del River ma quando entri in quello stadio riconosci che la gente del Boca è diversa, sono un gradino sopra a tutti. La sera del Clasico è stata una delle emozioni più grandi della mia carriera: è da stupidi negare che è stata una sconfitta tosta a Madrid, io sono arrivato gli ultimi sei mesi e avevano nuovo staff e giocatori, hanno rimesso il Boca in piedi perché hanno un orgoglio, qualcosa di diverso dentro. Sento parlare di maglia, rispetto, amore, dei tifosi: lì ci credono. Sono una grande squadra, dal primo all’ultimo si buttavano su tutte le palle. Facevano la guerra in campo e i tifosi fuori. Quella partita l’abbiamo vinta 1-0 dopo l’andata persa 2-0, ma lo spettacolo è stato incredibile e indimenticabile. Ma meno importante di quello che è successo dopo il fischio finale: quello che fanno loro non lo fa nessuno. A Roma-Slavia Praga ero allo stadio con mio padre, era Coppa Uefa… I tifosi del Boca battevano le mani con gli occhi lucidi. Non ho sentito un fischio, un insulto. Se leggi i social si scatenano, tutto il mondo è paese, ma poi conta lo stadio, chi viene a sostenerti. E dobbiamo valutare quello anche quando si parla di ambiente in Italia. Sui social siamo tutti ultras, poi non sono gli stessi che scrivono che vanno in trasferta a sostenerti. Una volta abbiamo incontrato i tifosi prima del Clasico: sono venuti, delle facce anche particolari, ci hanno chiesto di fare una partita degna e con orgoglio. Ci hanno detto che erano una famiglia, pensavo a qualche intimidazione. Non erano ragazzini, hanno un modo diverso di fare le cose. Racconto un aneddono: mi chiedono più maglie del Boca che della Roma. Ho chiamato un dirigente del Boca chiedendo di comprare 60 magliette: ho chiesto di mandarmi l’Iban e avrei pagato. Mi ha detto che il presidente, con cui ho vissuto dieci giorni, che le avrebbe regalate lui. Mi hanno detto che ero un orgoglio del Boca, eppure sapevano che potevo permettermele 60 maglie. Sono gesti piccoli che ti fanno capire che lì è una famiglia. Lì non c’è Pallotta che vende a Friedkin, ci sono le elezioni e c’è un potere clamoroso. In quei giorni si parlava solo di elezioni. Non faccio campanilismo, il River lo stimo, il Superclasico al Monumental è stato clamoroso. Ma quelli del Boca sono diversi.

Domanda di Adani: Quando sento parlare del Boca, vedo qualcosa di diverso.
Io sono stato uno di passaggio, un testimone. Ma sono romano e romanista, il brivido che mi dà la Roma non me lo darà nessun’altra squadra al mondo. Ho fatto la scelta del Boca perché li rispetto e perché era un desiderio. Se mio figlio giocasse e mi dicesse di un’offerta del Boca gli direi subito “vai”. Non so quando tornerò, ho libertà di poter dire quello che penso, e sono pazzeschi in tutto. Spettacoli, rumori, colori, cose che non abbiamo in Italia. Anche per una questione di leggi: qui non si possono portare tamburi, migliaia di palloncini, qui è un po’ più ghettizzata la cosa.

Domanda di Adani: E il calcio non è così male in Argentina, no?
Gli argentini stessi pensano che il loro calcio faccia schifo, ma non è vero che è sempre così. Ci sono anche stadi molto brutti e squadre che giocano male, ma loro sono i primi che pensano di essere inferiori come calcio. E invece hanno strutture impressionanti, vere. Sono andato lì con un po’ di pregiudizio, dentro al campo non succede nulla. I giocatori hanno un calcio incredibile, alcune squadre sono più organizzate di altre ma come in Italia o in Inghilterra. Loro sono i primi che devono rendersi in conto che non c’è questo divario, ma lì c’è un calcio rispettabilissimo, non parliamo di terzo mondo.

Domanda di Adani: Com'è strutturato il settore giovanile?
Al Boca dai più piccoli ai più grandi, giocano tutti Boca-River a tutti i livelli. A 12 anni non dico che è come i grandi ma si prendono, si attaccano, c’è grande sportività. Il Boca ha un centro sportivo all’inglese, quindici campi, palestre, piscine, e il settore giovanile si allena lì. Poi c’è il centro sportivo dietro la Bombonera che profumava di storia, ma i ragazzi li vedi tutti i giorni.

Domanda di Vieri: Come hai iniziato con il padel? Cosa ammiri di Conte allenatore?
Qualche anno fa prendevo in giro Francesco (Totti, ndr), adesso vedo palline ovunque. Mia moglie mi ha visto che facevo eccentrica per i polpacci. Questa cosa me la faccio passare, guardo tre ore di calcio al giorno, e sceglierò il calcio. Qui a Roma ha preso tanto come sport. Giochi con ex calciatori, poi ti trovi quattro minuti di audio di disamina tattica. Io gioco, male, a sinistra. Conte? Mi è entrato dentro, l’esperienza insieme è finita con 50 persone a piangere in una stanza. Tutti a piangere per quanto ci eravamo uniti e per quanto ci dispiacque uscire con quell’avversaria. Ha trasmesso qualcosa di diverso, la gente l’ha capito, ed era tutto figlio dell’allenatore. Credo abbia continuato a farlo, alla Juve, al Chelsea. Quest’anno rischia di vincere all’Inter, lo stimo tanto a livello umano non solo per le vittorie e per il calcio che fa. Anche tatticamente lui è diverso da Guardiola, ma bisogna apprezzare chi arriva ai risultati in maniera diversa. Ho conosciuto l’uomo, particolare eh, sbrocca e fa casino quando perde ma è un uomo leale. Difficilissimo essere un suo giocatore ma è molto bello. Ti chiede il massimo, ti succhia le energie, ma è appagante. Mi ha sempre detto in faccia le cose, mi disse che se avessi continuato a giocare così non mi avrebbe portato agli Europei.

Domanda di Vieri: Cassano era pazzo?
Pazzo e così forte, è stato un privilegio. Oltre alle gioie, i soldi, ti restano gli aneddoti: lui dopo un po’ diventava pesante, la sua voce me la sognavo la notte. Ma le risate che mi ha fatto fare lui, sono irripetibili. Cose che non dirò mai.

Domanda di Adani: Conte quest’anno è obbligato a vincere, altrimenti diventa fallimentare.
Non è sbagliato. Ci sono tante squadre forti, la Juve ogni volta che fa le sostituzioni mi viene da pensare: “Come fanno a non vincere loro?”. Credo che dentro parli solo di vincere, lo chiedeva a noi di vincere anche se non eravamo fortissimi. Sa che si vince attraverso un tipo di atteggiamento. Lui ha vinto quando prima la Juve arrivava undicesima. Sa come si vince, ci sono gli avversari, ma per come si è messa la stagione è importante che riesca a vincere lo scudetto.
Giacomo(fu Giacomo)
00Tuesday, February 9, 2021 9:44 AM
sai che stamattina il Jjjjemelo ha commentato quest'intervista in tono un po' sprezzante?
dev'esserci stato un distacco brusco, tra un'empanada e una cerveza
jandileida23
00Tuesday, February 9, 2021 9:59 AM
ahahah stavo a sentì adesso!

De Rossi dixit!

Non gli ha pagato i contribuiti quando gli ha fatto da badante a Baires.
lucaDM82
00Saturday, February 27, 2021 8:28 PM
ROMA - Daniele De Rossi studia per diventare allenatore. La pandemia lo ha fermato, lui avrebbe voluto cominciare prima i corsi per prendere il patentino, ma inevitabilmente prima il lockdown poi le varie restrizioni hanno rallentato il suo percorso di studi. A marzo sarà a Coverciano per continuare il periodo di apprendistato, nei giorni scorsi ha visitato il centro sportivo del Bologna per studiare dall'amico Mihajlovic. Questa mattina invece De Rossi è stato ospite dell'Università Luiss per il secondo appuntamento con il Corso di Team Manager.



C'è un calcio prudente in Italia e più legato ai risultati?
"Lentamente stiamo cambiando registro. In Italia si sta iniziando a cercare il bel gioco. Ci sono molte squadre che provano a giocare a un calcio propositivo e offensivo. Il problema è il giudizio: in Italia vieni giudicato per il risultato, più che negli altri campionati europei. Un allenatore si spaventa di ricercare il bello e invece cerca una scorciatoia per arrivare subito al risultato. Secondo me chi gioca meglio ha più possibilità di vincere. Non succede sempre, ma alla lunga hai più possibilità di vincere. Non è facile ovviamente fare il calcio del Barcellona se non hai Iniesta e Xavi, l'allenatore deve cucire il giusto abito sulla rosa che ha a disposizione".

Sul ruolo del team manager.
"Tanti allenatori hanno il proprio personal team manager: Guardiola ha un amico storico e credo che anche Fonseca lo abbia. È una figura che ai miei tempi non esisteva, un ruolo che si è evoluto e aggiornato con il passare degli anni. Tempistilli faceva un altro ruolo rispetto a Gianluca Gombar, due team manager che ho avuto alla Roma".

Sull'istruzione dei giocatori.
"Le squadre si stanno occupando di più delle scuole rispetto al passato. Io sono un giocatore riconosciuto che sa parlare e si sa comportare, ma ho la terza media. Prima non c'era quell'attenzione che forse prima vorrei avessero avuto per riuscire a conciliare calcio e scuola: prima le squadre non si interessavano del percorso scolastico dei giocatori. A volte i calciatori sono portati a una scelta. Il Boca Juniors ha la scuola vicino allo stadio, e tutti i ragazzi che giocano nelle giovanili devono anche frequentare la scuola. Adesso il calcio sta seguendo questo cammino".

L'Italia è in ritardo sulla formazione dei giovani?
"Sì, siamo in ritardo. In Germania iniziano a formare i giovani fin da piccoli: li fanno giocare e studiare. Le scuole? Negli Stati Uniti non c'è un atleta che non passi dell'università. Sia per un percorso di crescita personale che sportivo. Questo essere costretti a passare dall'università ti porta poi verso una via d'uscita anche se non diventi uno sportivo".

La pressione in Argentina?
"È peggio che a Roma. Il Boca è una lavatrice che fa la cetrifuga per 24 ore al giorno. È più devastante di Roma. Il giornalista del Boca parla del Boca e massacra il River. Il giornalista del River parla della sua squadra e si inventa qualcosa anche sul Boca ed è successo che inventassero anche su di me".

L'ambiente romano?
"Io sono stato uno di quelli che ha sempre visto nell'ambiente un problema, o qualcosa che toglieva che aggiungeva. Più andavo avanti negli anni però ho tolto peso a questa situazione. I giocatori e il club sono artefici del proprio destino. Alla fine non vincevi i campionati perché la Juve comprava i giocatori più forti e i tuoi giocatori più forti, perché l'Inter aveva il triplo del tuo monte ingaggi. La Roma era una squadra forte, arrivava seconda e poi la Juventus l'anno dopo ti comprava il giocatore più forte. E quindi facevi un altro passo indietro. L'ambiente romano è un fantasma che aleggia: ci sono i rompi scatole e quelli che si lamentano sempre, ma non scendono in campo".

Su Ibrahimovic a Sanremo.
“Non è una cosa che può gestire l’allenatore, ma la società. Anche perché il giocatore si chiama Ibrahimovic: lui ha preso uno squadra e l'ha completamente rivoluzionata. Chi ci gioca insieme mi dice che si allena più di tutti, che è il più forte di tutti ed è un esempio. Se ha chiesto di partecipare a Sanremo in un momento delicato - ed è sicuramente una cosa fastidiosa per l'allenatore - penso debba intervenire la società. L'allenatore non può essere il parafulmine sempre e colui che si prende tutte le responsabilità altrimenti diventa un tiro al bersaglio. Credo ci sia stata un po' di manica larga, perché lui è uno che ha veramente stravolto l'immagine del Milan: da squadra che faceva fatica a stare tra le cinque-sei squadre del campionato a una squadra che fino a una settimana fa era prima in classifica. Credo gli sia stato dato un po' più di spazio per questo motivo, ma credo glielo abbia dato la società e non se lo sia preso da solo. Non voglio pensare a questo. L'allenatore deve accettare quello che succede".

Sul caso Pellegrini-Immobile per una foto. Guarda che è successo…
"Questo è figlio delle rivalità e del mondo social. Io non mi sento molto a mio agio sui social, ci sono entrato da tre mesi perché c’erano 15-20 pagine fake che parlavano a mio nome, ma stavo benissimo nel mio anonimato social e di vita. Non puoi incontrare sempre gente che accetti la tua libertà di frequentare chi vuoi, chi è aperto di mente, ecco perché dobbiamo cercare di esternare queste cose. Peruzzi è un club manager, parlo di lui perché è stato uno dei primi a fare questo ruolo ed è il migliore a farlo. Io sono amico di tanti giocatori della Lazio, abbiamo un amico in comune con Cataldi. Una volta eravamo agli Internazionali di tennis, gli ho parlato e l’ho messo a suo agio ed è un ragazzo meraviglioso. Ho fatto bei derby, ne ho vinti e persi, c’era questa grande foga che mi ha portato ad avere atteggiamenti sopra le righe, ma adesso a distanza di anni non penso ci sia un calciatore che pensi male di me a livello professionale e umano. Perché non mi piacciono i social? Perché se voglio fare gli auguri a un mio amico della Lazio lo chiamo al telefono e glieli faccio. Se fossi stato club manager, avrei detto a Lorenzo di chiamarlo e magari di non mettere la foto. Non perché è sbagliato, ma perché così nessuno si offende, visto che era passato qualche giorno dal derby perso. Ma non ha mancato di rispetto di nessuno. La prossima volta che perderemo un derby, magari ci penserà due volte a mettere la foto ma solo per togliersi qualche rottura di scatole".

Sul “no” alle Olimpiadi e allo stadio.
"Avere uno stadio di proprietà per la Roma sarebbe stato importante, ma entriamo in discorsi che non conosco. Non so perché hanno detto di no, sono cose che non conosco e faccio fatica a giudicare. Ero affascinatissimo dalle Olimpiadi, chiesi di fare il fuoriquota perché sono un appassionato di sport. Tutti avrebbero avuto piacere a vedere le Olimpiadi dietro l’angolo. Ma non conosco i termini e perché abbiano detto di no e quali problemi avrebbe creato alla città. E sullo stadio idem. In un’altra città che è Torino, la Juve ci ha messo poco. Gli Agnelli sono influenti, magari hanno avuto qualche porta aperta in più, ma hanno avuto il loro stadio. Non faccio l’economista, ma abbiamo letto quanto aiuto lo stadio. Ho fatto due presentazioni dello stadio a Roma, con i Sensi e Pallotta. Hanno tirato via il velo, tutti ad applaudire, pensavo fosse fatta in entrambi i casi: poi siamo rimasti col plastico che sarà in qualche sgabuzzino. È un peccato, immagino ci siano state mille problematiche e rivalità, ma è un peccato per la Roma e la città. Sarebbe stata la miccia che avrebbe dato un cambio di marcia".

Su Gombar e l'errore dei sei cambi contro lo Spezia.
"C'è stata una cascata d'odio sui social. L'errore lo ha fatto. Credo ci sia stato un concorso di colpa, ma ha responsabilità. Lui non ha mai detto di non aver sbagliato. Quando l'ho chiamato si è preso le sue colpe "Ho sbagliato Daniè, ho sbagliato. Accetto se mi mandano via o se mi cambiano ruolo", mi ha detto. Ma se avessero mandato via tutti quelli che hanno sbagliato, dentro Trigoria ci sarebbe solo la statua della lupa all'ngresso. Soi è preso le sue responsabilità. La mia difesa nei suoi confronti non è stata capita, è difficile per molti analizzare un testo. Io ho salutato un ragazzo che veniva borbardato di insulti, non l'ho difeso".

Pensi di essere pronto a una grande squadra o vuoi partire da una medio-piccola?
"Non lo so. Sono pronto per questo nuovo mondo, ho grande voglia. Ieri sono stato a Casteldebole a vedere il Bologna. Sto bene a casa, mi sono riappropriato della famiglia, però ho risentito il brivido vedendo la squadra che si allenava. Sono pronto per fare questo percorso. Devo prendere il patentino che inizierà l’8 marzo. Non so con cosa comincerò, la squadra molto grande non mi cercherà perché c’è un percorso per tutti quanti. Pirlo ha avuto un inizio sui generis, è difficile trovare un allenatore senza esperienza in una squadra come la Juve. Spero di partire dal posto più alto possibile perché hai i giocatori forti ed è più facile che capiscano, che risolvano loro le situazioni quando sbaglio cambi o formazioni. Gli errori li fai e si notano meno quando hai grandi giocatori. C’è stato abbastanza interesse nei miei confronti in questi ultimi tempi, ma ora non posso allenare".

Sulla panchina della Roma.
“L’ho sempre detto che mi piacerebbe, sarebbe un sogno vincere da allenatore della Roma. Cerco sempre di non parlare della Roma perché le mie parole hanno un peso diverso. Cerco sempre di non farlo, ad esempio ho annullato un’intervista dopo il 3-0 contro la Lazio. La cosa che mi ha dato sempre fastidio sono i giocatori della Roma che andavano via e parlavano male".

La componente social quanto incide e quanto conta la società nell’educare i giocatori?
"Capita che un giocatore non facendo niente di male e rivendicando un’amicizia come quella di Pellegrini e Immobile, si dà fastidio a qualcuno. Non c’è niente di male, ma per lavorare bene c’è assoluta serenità e un team manager può aiutare. Anche io faccio gli auguri a Immobile, i tifosi devono mettersi l’anima in pace: chi gioca in nazionale è amico. Io ho un fratello che è Pinzi, ha l’aquila tatuata. Ma noi dobbiamo essere furbi da evitarci quelle scocciature che possiamo evitarci. Non dobbiamo non voler bene una persona o non frequentarla, ma ci sono mille modi per non farsi beccare. Ho sempre salutato e abbracciato i giocatori della Lazio o della Juve, ma le cose uscivano solo quando perdevamo. Bisogna cercare di non sbattere queste cose in faccia a chi è talmente innamorato da essere offuscato, e la società deve aiutare".

Gli ex calciatori sono agevolati nel diventare allenatori o direttori sportivi?
"Pirlo ha preso la Juve prima di fare l’esame. Il regolamento dice che se sei iscritto al corso Uefa Pro, puoi chiedere una deroga e allenare. Lui è stato anche bloccato dal Covid, così come me o i miei compagni di corso. Però sì, abbiamo un vantaggio rispetto a chi non ha giocato ad alti livelli. Non solo come percorso di studi, ma anche perché un dirigente è più affascinato dall’ex calciatore piuttosto che a uno che è più bravo. Ma è una cosa naturale, poi ci sono le partite che o le vinci o le perdi. Questi percorsi hanno le gambe corte: posso avere vantaggi, ma se poi faccio male per tre anni, il quarto avrò difficoltà a trovare una panchina".

Il calciatore in cui ti rivedi di più? È stato giusto il modo in cui la Roma ha gestito la fine del tuo rapporto?
"Di giocatori ce ne sono diversi. Ma la Roma ora ha due capitani degni che sono Lorenzo Pellegrini e Edin Dzeko. Sarebbe sbagliato a Lorenzo di avere il mio carattere focoso o lo stesso a Edin. Ma saranno capitani a modo loro, sono rappresentato bene da loro. Il mio allontanamento dalla Roma è stato gestito in maniera normale. Ma una cosa mi è dispiaciuta ed è un articolo di giornale, che è stato scorrettissimo e ci sono possibilità che sia partito da dentro ed è una cosa che mi ha fatto male. Pallotta e Baldini sono stati presi a parole in tutto il mondo ma non ho rancore nei loro confronti. Avrei voluto fare qualche anno in più, non vedo un attacco al re o alla regina clamoroso nel non rinnovare un contratto a un giocatore di 36-37 anni. Tante cose si potevano fare in maniera diversa, ma è stata presa una decisione sportiva e l’ho accettata. L’aria non era buona nello spogliatoio perché erano e sono attaccati a me. Avevo sempre persone sotto casa, era un baccano che non mi faceva impazzire. Non continuare mi ha dispiaciuto, ma non l’ho mai vissuto come una tragedia. L’ho capito mesi prima che non l’avrebbero rinnovato, ma non è stata una bestemmia. La gente mi chiede come mai non abbia pianto: perché ero contento di quello che avevo fatto. Poi l’addio di Francesco è stato l’anticamera del mio addio. L’ho visto soffrire, volevo arrivarci pronto per star bene con me stesso. Una volta ero a fare le onde d’urto al ginocchio e questo dirigente mi disse: “C’è una Roma con De Rossi e una senza, devi stringere i denti”. Poi mi è stato raccontato che lo stesso dirigente ha detto: “Non ce la faceva più, camminava in campo”. Queste piccole dinamiche mi hanno dato fastidio, io non ho sputato veleno con nessuno. Più l’articolo di giornale… Mi hanno dato fastidio più queste cose".

Come si gestisce lo spogliatoio dopo una vittoria come quella del Barcellona?
"Io ero all’antidoping… Nei giorni successivi si cerca di fare il contrario di quando si prendono le batoste: cercavo di fare il giullare, di analizzare gli errori, di dare una pacca sulla spalla. Quando vinci invece fai il contrario: cerchi di trattare male quello che è già con la testa ad alzare la Champions… Quando vinci sei rilassato, devi fare il rompiscatole di turno. Anche perché pochi giorni dopo avremmo giocato partire per centrare la qualificazione in campionato. Io ero il primo che festeggiava, anche a 35 anni quando vincevamo partite importanti e i compagni andavano in discoteca io mi buttavo dentro. Bisogna saper godere di queste cose, il calcio è anche gioia. Si vive talmente male in questa città quando si perde che è bello ritagliarsi momenti di fanciullezza e incoscienza quando si vince".

Il cambio contro la Svezia e la protesta per il cambio. E perché non sei entrato per il rigore contro la Germania?
"Non ho detto che non sarei entrato, ho rispettato sempre le scelte e dopo poco mi sono andato a scaldare. Una volta con Spalletti sono entrato a venti secondi dalla fine contro l’Inter, rispetto le scelte. A Bordeaux avevo chiesto di battere il rigore a Massimo Carrera. Non ero in grado di giocare, correvo e calciavo ma ero zoppo. Sturaro giocò con un ginocchio rotto e giocò benissimo. Provammo i rigori, uno di quelli con la media più alta era Simone Zaza, che io stesso ho consigliato come rigorista. E lui ancora me lo dice che l’ho rovinato…"

Come si gestisce un campione? Un essere umano che ha la consapevolezza che quello che fa lo fa nel miglior modo possibile?
"Ho giocato con tanti campioni, da Totti a Pirlo, Buffon, Cannavaro e Nesta. I campioni veri sono i più facili da gestire. Quelli che hanno i grilli per la testa, che vogliono un trattamento particolare, non rendono come questi qui. Totti è stato un top assoluto per 25 anni ma non è mai stato un problema né diverso dagli altri. Buffon sono sicuro che non vada a chiedere trattamento di riguardo o l’ora in più libera. Arrivi a essere un campione perché sei di un’altra categoria e ce ne sono pochi nella storia del calcio unici come giocatori e unici come persone. Maradona ogni tanto si prendeva un’ora in più di permesso o non si presentava, però non ce n’è uno che non sottolinei quanto fosse semplice e normale, facile da gestire, altruista. Un campione così che si fa voler bene, gliela concedi più volentieri un’assenza o un chilo in più o un ritardo".

Ti rendi conto di essere immortale a Roma?
"È una cosa grande. Mi ritrovo a parlare con mio figlio piccolo, non sa che gioco a pallone e si ricorda più cose del Boca. Cerchiamo di spiegargli perché la gente mi abbraccia per strada o perché mi fermano ogni due metri per una foto. Ne sono consapevole, riguardo l’immortalità vediamo quanto dura… Ma è dovuto alle scelte che abbiamo fatto io e Francesco, quanto abbiamo difeso i colori. C’è un amore nei confronti della Roma che non trovi da altre parti, che non puoi spiegare a chi è di altre parti, ti direbbero che è eccessivo: ma è quello che porta me, Pellegrini e Florenzi – finché ha potuto – a rifiutare proposte di squadre dove magari vincere. Amadei non ha ore di video, di Losi abbiamo una dichiarazione di quando giocò bendato, lo stesso Giannini, Di Bartolomei, Bruno Conti: tutti giocatori indimenticati e indimenticabili che avrebbero più risalto se avessero ore e ore di interviste, di immagini, video. Spero di essere in grado di essere allenatore, ma girerò tante squadre: non si può rimanere tanti anni in una squadra. Ma quello che sogno più di tutto è vincere qualcosa qui da allenatore, sarebbe la chiusura di un cerchio unico".
giove(R)
00Monday, March 1, 2021 5:40 PM
Ma ...... [SM=g8305] per caso qualcun altro ha notato questo passaggio.....?

Sul caso Pellegrini-Immobile per una foto. Guarda che è successo…
"Questo è figlio delle rivalità e del mondo social. Io non mi sento molto a mio agio sui social, ci sono entrato da tre mesi perché c’erano 15-20 pagine fake che parlavano a mio nome, ma stavo benissimo nel mio anonimato social e di vita. Non puoi incontrare sempre gente che accetti la tua libertà di frequentare chi vuoi, chi è aperto di mente, ecco perché dobbiamo cercare di esternare queste cose. Peruzzi è un club manager, parlo di lui perché è stato uno dei primi a fare questo ruolo ed è il migliore a farlo. Io sono amico di tanti giocatori della Lazio, abbiamo un amico in comune con Cataldi. Una volta eravamo agli Internazionali di tennis, gli ho parlato e l’ho messo a suo agio ed è un ragazzo meraviglioso. Ho fatto bei derby, ne ho vinti e persi, c’era questa grande foga che mi ha portato ad avere atteggiamenti sopra le righe, ma adesso a distanza di anni non penso ci sia un calciatore che pensi male di me a livello professionale e umano. Perché non mi piacciono i social? Perché se voglio fare gli auguri a un mio amico della Lazio lo chiamo al telefono e glieli faccio. Se fossi stato club manager, avrei detto a Lorenzo di chiamarlo e magari di non mettere la foto. Non perché è sbagliato, ma perché così nessuno si offende, visto che era passato qualche giorno dal derby perso. Ma non ha mancato di rispetto di nessuno. La prossima volta che perderemo un derby, magari ci penserà due volte a mettere la foto ma solo per togliersi qualche rottura di scatole".
.....

Cioè.... [SM=g8305] lui che dopo il licenziamento di Gombar, DA ESTERNO, FA IL TWEET di solidarietà...
Con la società, che non è PIU' la tua società, è una realtà di cui tu non fai parte, che prende una decisione drastica.... [SM=g8305]
....con la squadra che invece di pernsare CHE CON LO SPEZIA DOVEVA VINCERE MA NO... si mette perorare GOMBAR.. chiede il confronto... [SM=g8305]

Insomma NEL PIENO di una situazione che TU DA ESTERNO TE DEVI FA LI CAZZI TUA...
che fai? AH lì i bei consigli, i social, "Lorenzo".... quanto sei saggio tu, quanto sei sempre giusto, sempre dalla parte giusta, MAI BANALE, spesso ANALE...

Capito... "Lorenzo" doveva pensarci su... per gli auguri a un amico..
LUI INVECE CHE FA IL TWEET, lui POVERO CHE NON USA I SOCIAL perché è Equilibrato, Giusto. Sempre.

Lui invece che "io da team maager avrei detto, avrei fatto".....
SI intanto tu da esterno su una cosa CHE TE DEVI FA LI CAZZI TUA (pubblicamente), che fai?
Alzi il telefono (cit. TUA) o invece scrivi il tweet (pubblico)^

E pure CI TUA.


Ma uno scandalo, la CECITA' di questo ambiente, che fa passare da Garibaldi un fintone, o nella migliore delle ipotesi uno che non sa nemmeno quello che dice.

Lui parla.... poi che "dica" ah quello è tutta un'altra cosa...

"Lorenzo ci doveva pensare certe cose le fai in privato".....

TWEET PUBBLICO DI DE ROSSI:

"Mi ricorderò sempre di chi ho incontrato nella mia vita pensando a ciò che mi ha trasmesso come uomo. Un errore professionale è un incidente di percorso che non cambia quello che tutti noi che ti conosciamo pensiamo di te.
Sempre a testa alta Gianluchino, persona perbene, educata e dal cuore buono".


Ah e C'E' PURE LA FOTO TENERA DI LORO A BRACCETTO...

Come è che ha detto De Rossi nell'intervista su questa cosa di Pellegrini?

Ah si...

"Se fossi stato club manager, avrei detto a Lorenzo di chiamarlo e magari di non mettere la foto" [SM=x2478851]

.... [SM=g10890] ma voi non siete degli intervistatori o dei commentatori, voi fate popo le pompe altro che. ma cor risucchio.

[SM=g27988]
Giacomo(fu Giacomo)
00Monday, March 1, 2021 6:54 PM
Oggi ho sentito la risposta di Galopeira a un ascoltatore (sempre nella mezz'ora che mi sono inflitto): come mai prima di venire in questa radio dicevi «Francesco» e «De Rossi» e ora «Totti» e «Daniele»?

«Perché De Rossi dice sempre quello in cui io tifoso della Roma mi rispecchio. Mentre altri giocatori magari non hanno fatto gli interessi della Roma»

Sarebbe da ridergli in faccia non fosse sintomo di quanto so' ARIGALATI.
lucaDM82
00Monday, March 1, 2021 7:28 PM
Roba degna del peggior marione
jandileida23
00Thursday, March 18, 2021 1:17 PM
Entrato nello staff tecnico di Mancini in nazionale
ShearerWHC
00Thursday, March 18, 2021 2:17 PM
Sta bene lì...
jandileida23
00Thursday, March 18, 2021 3:04 PM
È solo il primo passo verso la panchina della....
Giacomo(fu Giacomo)
00Thursday, March 18, 2021 6:35 PM
Re:
jandileida23, 18/03/2021 15:04:

È solo il primo passo verso la panchina della....




...Fiorentina?
ShearerWHC
00Friday, April 9, 2021 5:23 PM
Ricoverato allo Spallanzani... Sto focolaio è stato cattivello, speriamo che siano solo accertamenti
Giacomo(fu Giacomo)
00Wednesday, May 5, 2021 8:15 AM
Che brutta fine... essere incensato dai cazzati delle radio e dei giornali (ma leggete bene: «l'ipotesi non è confermata dal club» [SM=x2478856] )

La prima mossa sarà analizzare i giocatori della Roma attualmente in prestito: quello che ha più chance di restare è Justin Kluivert , che Mourinho apprezza - si ricorderà il colloqui tra i due dopo la vittoria dello United sull' Ajax nel 2017. Il portoghese rilancerà senza dubbio Zaniolo , già corteggiato ai tempi del Tottenham . Ci sarà poi da risolvere anche il caso Mkhitaryan : non ha ancora messo la firma sul rinnovo di contratto che scadrà il 30 giugno e la scelta dello Special One potrebbe portarlo ad allontanarsi dalla capitale. Altre veccnie conoscenze: Pedro , Smalling e Santon . E ci sarà da risolvere il nodo Dzeko . Il bosniaco ha ancora un anno di contratto, ma potrebbe essere l'attaccante giusto da alternare a un bomber da 25 reti stagionali. Sul mercato serviranno un paio di centrali, due esterni bassi - uno a sinistra e uno a destra -e un centrocampista da affiancare a Veretout . Per completare l'opera potrebbe arrivare anche De Rossi come allenatore in seconda , ipotesi che al momento non è confermata dal club. Mourinho percepirà un ingaggio di 7.5 milioni di euro a stagione più bonus, ma grazie al decreto crescita il peso sulle casse giallorosse sarà di 5.3 milioni netti. (Il Messaggero)
jandileida23
00Wednesday, May 5, 2021 8:44 AM
Ma mourinho e de rossi se conoscono? A me sfugge proprio da dove venga l'associazione.
giove(R)
00Wednesday, May 5, 2021 12:03 PM
Re:
jandileida23, 05/05/2021 08:44:

Ma mourinho e de rossi se conoscono? A me sfugge proprio da dove venga l'associazione.



Semplice:
Tiroso medio romanista = orgojonismo e provincialismo (ma sedicente Grandezza) = metaorgojone.

E da qui De Rossi Vice, Maicon osservatore in Brasile, Rizzitelli seconda voce su SKY, il tempio di Franco Sensi all'entrata di Trigoria, er tatuaggio de Agostino sul braccio, tutti pure gli impiegati.
E Grazie Roma come suoneria.


Sound72
00Saturday, August 14, 2021 9:22 AM
Polemiche anche per i vostri festeggiamenti sul pullman scoperto a Roma e le norme anti Covid.

"Il problema dell’innalzamento dei contagi non credo sia dipeso da quel tratto di strada, dopo aver visto giorni di feste nelle piazze e migliaia di persone davanti ai maxischermi durante tutto l’Europeo. Se polso fermo doveva esserci, era giusto mostrarlo anche prima. Gli enti preposti dovevano organizzare meglio il nostro rientro e l’inevitabile accoglienza. Detto questo, non è neanche normale che se il ministero dice di no, poi cambi idea perché i calciatori chiedono un’altra cosa".
........

Una banalità sarebbe.. ma di questi tempi per una volta per nulla banale
giove(R)
00Saturday, November 13, 2021 11:57 AM
De Rossi allenerà a rotazione tutte le giovanili azzurre

Il futuro calcistico di Daniele De Rossi si ritinge di azzurro. Dopo aver fatto parte dello staff dell’Italia e aver conquistato EURO 2020, l’ex capitano della Roma è pronto per allenare le giovanili dell’Italia. De Rossi gestirà a rotazione tutte le squadre dall’Under 15 all’Under 20, mettendosi in condizione di poter ottenere il patentino UEFA Pro, cercando di trasmettere tutti i suoi valori ai giovani italiani.

(gasport)


Quali? La seconda pelle, una sola carriera da dedicare alla Roma, oppure le pizze in faccia, i cazzotti in bocca, le entrate spaccagambe, non appena stai perdendo?
O i "non dobbiamo chiedere scusa a nessuno", dopo i vari 7-1, 6-1, 6-2? L'incapacità di ammettere che per 4 anni (almeno) ha fatto schifo, ha giocato più per il nome che per il rendimento?

Non lo so, vedremo.

Di certo, come ulteriore sguardo panoramico su aaaaa bbbbiazza, vorrò assistere ai percorsi paralleli di come va sul cazzo (giustamente) un allenatore che ti parla del "mio calcio, il mio calcio"... cosa detta e sottolineata da chiunque......
E al contrario quanto è fico un altro se ti parla de "i miei valori"...
Differenze, poche. Ma considerazione, nettamente diversa.
E allora due pesi due misure.

Per ora comunque, De Rossi non ha dichiarato "insegnerò I MIEI valori".
Ma a me, come sempre, piace esprimermi PRIMA.

E del resto l'ho scritto due anni fa, quando ha lasciato: "aspettiamoci un'altra faida perchè è CHIARO che De Rossi diventerà allenatore della Roma e ci saranno spinte, tirate, commenti tutto fuorché obiettivi.

Del resto c'hanno provato pure appena arrivato Mourinho. Per una settimana il problema, la priorità, era che De Rossi gli facesse il secondo.

Stanno arrivando, ciclicamente, tempi duri in cui non si potrà parlare serenamente di Roma ma ci si dividerà in cosche.
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