Dai Veda-lamento di un giocatore d'azzardo.

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ShivaBhakta
00Tuesday, July 4, 2006 4:56 PM
Salve a tutti.
Come molti già alcuni sapranno i Veda sono delle scritture sacre indù.Adesso riporterò un inno vedico chiamato Aksah.Purtroppo non so il significato di questa parola sanscrita.Il sanscrito è la lingua in cui sono scritti i Veda e altre scritture indù.
L'inno si trova in Rig-Veda,libro 10,inno 34.In pratica parla di un giocatore d'azzardo che si lamenta di non riuscire a smettere di giocare ai dadi.

La versione dei Veda che leggo è tradotta e commentata dal teologo cattolico Raimon Panikkar.Ecco l'inno in italiano.

Rig-Veda X,34
[Il giocatore d'azzardo:]
1.Queste noci che una volta si agitavano su alti alberi nel vento ma ora prontamente rotolano sulla tavola,quanto le amo!Attraenti quanto un sorso di soma sulla montagna i vivavi dadi hanno catturato il mio cuore.
2.La mia fedele consorte non ha mai litigato con me nè si è indignata;verso di me e i miei compagni di gioco ella fu sempre gentile,eppure io l'ho scacciata per amore del malaugurato lancio di un dado.

[Il Coro o il Poeta:]
3.La madre di sua moglie lo maledice,sua moglie lo respinge;egli implora l'aiuto della gente ma non trova pietà in alcun luogo.Un giocatore sfortunato non è migliore da vendere al mercato di un vecchio ronzino.
4.Altri uomini si prendono libertà con la moglie di un uomo la cui ricchezza e i cui beni gli avidi dadi hanno rubato.Suo padre e sua madre e i suoi fratelli ,tutti dicono:
"Egli non è nulla per noi.Legatelo,mettetelo in prigione!"

[Il giocatore:]
5.Io prendo la decisione di non giocare più d'azzardo.
I miei amici se ne vanno e mi lasciano indietro.
Ma non appena le brune noci vengono scosse e lanciate,
io corro a incontrarle,come una ragazza amorosa.

[Il Coro o il Poeta:]
6.Si affretta al luogo d'incontro il giocatore.
Vincerò?si chiede,sperando e tremando.
Ma i lanci dei dadi distruggono le sue speranze,
dando i punteggi pià alti ai suoi avversari.
7.I dadi,credetemi,pungono:pizzicano e saltellano,
feriscono e tormentano e procurano grave dolore.
Per il giocatore essi sono come doni di fanciulli,dolci come il miele,ma si rivoltano in rabbia per il vincitore e lo distruggono.
8.Questo gruppo di cinquatrè elementi salta giocosamente,
come Savitr,il Dio le cui leggi sono vere.
Essi non si curano dell'ira dei potenti;
il re in persona si cura di loro.
9.Giù essi rotolano,poi saltano in aria!
Sebbene essi siano privi di mani,possono avere il predominio su coloro che le hanno!Sulla tavore,come carboni magici,sebbene freddi,riducono in cenere il cuore del giocatore.
10.Abbandonata,la moglie del giocatore si strugge di dolore.
Addolorata è anche sua madre mentre lui vaga smarrito.
Spaventato,indebitato,perennemente avido di denaro,
egli ruba di notte dalla casa altrui.
11.Egli è attanagliato dal rimorso quando vede la sorte di sua moglie,
rispetto a quella della sua vicina con una casa bene in ordine.
La mattina,tuttavia,egli aggioga i bruni destrieri
e di notte si instupidisce davanti ai freddi tizzoni.
12.Al potente capitano del vostro intero gruppo,
a quello che è divenuto il re della vostra truppa,
a lui mostro le mie dieci dita distese.
Non rifiuto nessuna ricchezza!Giuro che dico la verità!
[Il Dio Savitr:]
13.Evita i dadi.Lavora bene il tuo campo.
Rallegrati di ciò che ti è concesso e tienilo in gran conto.
Guarda,o giocatore,i tuoi armenti,tua moglie.
Questo è il consiglio del nobile Savitr.

[Il Coro o il Poeta:]
14.Concedeteci la vostra amicizia,abbiate pietà di noi!
Non distruggeteci col vostro feroce attacco!
Possano la vostra ira e la vostra cattiva intenzione essere placate!
Possa il dado bruno andare a irretire qualcun altro!


Saluti
Orlando.

[Modificato da ShivaBhakta 04/07/2006 16.56]

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