Così, tanto per... (non credo l'abbiano in molti).

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giorgio azz
00Friday, November 29, 2002 6:31 PM
Lucio Battisti
intervista fuori campo
di Pino Beccaria

Lucio Battisti può essere considerato uno dei migliori artisti nel mondo: compositore, esecutore ed arrangiatore. In ogni sua interpretazione, composizione o realizzazione c’è un progresso constante a livello di ricerca di suoni, di costruzione melodica e ritmica degli arrangiamenti; Lucio Battisti con le sue musiche e Mogol con i suoi testi creano una simbiosi perfetta. Dovremmo dire subito che Battisti non significa solamente una o più canzoni di successo; ha il suo mondo particolare, propone ciò che fa ad un livello artistico che impera ormai da anni e che lo fa considerare il più grande fenomeno musicale italiano.
Battisti ha avuto decine successi, raggiungendo Il primo posto nelle classifiche con ogni sua canzone. I suoi brani hnno creato il successo di nuovi artisti e contribuito a consolidare il prestigio di altri già noti: questo gli ha permesso di diventare il leader incontrastato della musica di casa nostra, almeno per ora.
Gran parte di questo successo è dovuta, dicevamo, ai testi di Mogol dove non si parla di normali storie d’amore, ma si tratta con particolare linguaggio privo di false modestie e sottintesi le principali problematiche dell’uomo nella vita di ogni giorno. Il viaggio che ha effettuato in America Latina (dove è nato il 33 "Anima Latina") e più recentemente negli Stati Uniti (che hanno ispirato l'LP "Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera" e dove ha registrato recentemente due LP "Io tu noi tutti", in italiano, e un altro LP dei suoi più grandi successi in lingua inglese), hanno indubbiamente ampliato il suo backgronnd tecnico e artistico, portandolo ad una statura internazionale.
È del ‘71 il primo fatto internazionale di Battistì: fu premiato da Billboard con la seguente motiva "Lucio Battisti, cantante, compositore di reputazione internazionale ha rilanciato il gusto del pubblico italiano ed ha rivitalizzato il mercato d’Italia in un periodo critico".
Risaliamo ora nella lunga carriera e nella vita di Battisti per dare anche un lato cronistico
a queste note. Battistì è nato nel marzo del ‘43 a Poggio Bustone, ha frequentato la scuola ottenendo il diploma di perito. In questo periodo iniziò a suonare la chitarra ed in breve tempo la musica prese il sopravvento e portò Battisii a Milano, dove giunse nei primi mesi del ‘65. Un anno dopo incontrò Mogol, già noto autore di testi, che comprese immediatamente il nuovo stile musicale e le possibilità di Battisti. E da qui l’inizio di una collaborazione che continua ancora oggi. Battisti ebbe prima successo come musicista e nel ‘66 compose i suoi primi hit: "Il vento", interpretato dai Dik Dik, "Nel cuore è nell’anima" e "29 settembre" entrambe interpretate dall’Equipe 84. Nel ‘68 prese parte al Cantagiro con "Balla Linda" ed un anno dopo al festival di Sanremo in coppia con Wilson Pickett. Da allora in poi tutte le sue canzoni sono state ai primi posti delle classifiche.
Ad Antonella, responsabile dell’ufficio stampa della Numero Uno, avrò telefonato almeno venti volte per avere un appuntamento con Lucio Battisti. E ogni volta la risposta era questa: "Fino a un momento fa era qui, adesso non c’è più. È scappato via. Gliene parlo io domani, mi richiami". L’indomani richiamavo e la risposta non era cambiata: "Era qui un minuto fa, adesso è scappato. No, l’appuntamento non me l’ha ancora fissato. Riprovi fra due o tre giorni".
Come Dio ha voluto, e senza più passare per il telefono dell’Antonella, sono riuscito a mettermi in contatto personalmente col cantautore. La prima volta, però, si è fatto negare perché credeva che fossi un brianzolo intenzionato a "piazzare " certe (mie) canzoni, la seconda volta è stato gentilissimo, ma, spiacente doveva andare a Roma. La terza volta non si trattava più di Roma, ma di Carate Brianza. La quarta volta, aveva, ma guarda che brutta combinazione, il raffreddore ed era a letto. La quinta volta, finalmente, ha detto: "Oggi ci vediamo, venga in Galleria del Corso. Oh, a patto che lei eviti le solite domande... Niente chiacchiere sulla musica, sulla mia carriera, sul prossimo trentatrè girì...".
Vado,, busso, apro la porta e mi trovo di fronte, invece che Lucio Battisti le seguenti persone: a) una bella ragazza che canticchiava, b) un vecchietto che recita ad alta voce delle poesie, c) Ivan Graziani che strimpella al pianoforte, d) un giovanotto che guarda il soffitto, e) un fotografo che scatta rullini alla ragazza che canta dicendo ogni tanto: "Mi scusi, prego, si sposti».
Battisti mi ha visto, mi ha fatto un cenno con la mano, mi ha strizzato l'occhio e poi è tornato ad ascoltare la ragazza che cantava. Ma per poco, però, dato che l’ha quasi subito interrotta. "Ma no, Rita. Non così. Ecco, vedi, tu queste cose non le dici bene. Per dirle bene bisogna essere sporchi dentro. Senti, come devi fare". E si è messo lui a cantare, facendo la parte della bella ragazza, o Jenny delle Spelonche, o Madre Coraggio. Era tutte queste cose assieme a Rita e si vede che lui dentro, doveva essere o sentirsi sporco, dato che la canzone la cantava benissimo...
Giovani Giganti: Scusi, Battisti, sta forse provando le scene di un suo nuovo spettacolo?
BATTISTI: Scherza? Stiamo semplicemente divertendoci un po'. Fra amici si può fare...
GG: C’è qualcosa che desidera da molto tempo?
BATTISTI: Sì, che non mi facciano più domande, che non si facciano più domande, in generale. Questa convenzione dell’intervista a tutti, su tutto, in tutte le occasioni, sta diventando la forma più imperversante di un sistema informativo che ha ormai assunto proporzioni deliranti. Per una forma non più di igiene, ma di salvezza mentale, sarebbe forse il caso che ogni tanto e per periodi sempre più lunghi i giornali smettessero di uscire, la televisione restasse spenta, la radio tacesse, in modo che ognuno tornasse ad avere il tempo per occuparsi veramente di sè stesso, della propria individualità, magari soltanto per rimettere insieme i pezzi, i brandelli.
GG: ...
BATTISTI: Sono esaurite le pile?
GG: Sono semplicemente un po' imbarazzato... Un tipo come lei di che cosa ha paura?
BATTISTI: La mia ignoranza mi fa paura. La stupidità mia e di altri. E soprattutto mi atterrisce la secrezione più diretta e pericolosa dell'gnoranza e della stupidità, cioè l‘approssimazione. Essere approssimativi è un connotato nostro, tipicamente italiano, un’attitudine psicologica che coltiviamo da sempre con cura compiaciuta, a volte perfino con presunzione, come se fosse una risorsa, una qualità genetica che gli altri ci possono solo invidiare, mentre quasi sempre non è altro che la rassegnazione a sopravvivere.
GO: Cosa pensa dei giornalisti?
BATTISTI: Fra di loro ci sono uomini validissimi, preparati, ma anche degli incompetenti. Alcuni di loro hanno delle opinioni, dei preconcetti che non sono disposti a rivedere. Sanno già cosa scrivere prima ancora di intervistarti.
GO: Ctede di avere un vero amico?
BATTISTI: Quando ho creduto di averne uno, il tempo mi ha dimostrato il contrario di quanto pensavo.
GO: Cos’è per lei la riconoscenza?
BATTISTI: La riconoscenza è come il caffè, ottimo finché caldo.
GG: Che cosa è il denaro per lei?
BATTISTI: Ho una nozione molto imprecisa del valore reale del denaro e quindi dei suoi rapporti con le cose e il loro valore. Mi può capitare, per esempio, di restare del tutto indifferente davanti a cifre rilevanti (e che perciò posso prodigare dissennatamente), e di avere invece dei soprassalti di sorpresa ridicola nei confronti di cifre modestissime da cui mi separo dopo esitazioni e riluttanze da derubato.
GG: È vero che tutti hanno un prezzo?
BATTISTI: Sì, ma per questa intervista ho deciso di essere ragionevole...
GG: Che cosa la disturba di più in un rapporto?
BATTISTI: L’ingerenza di estranei, dei cosiddetti amici o consiglieri. Ogni rapporto è unico e pertanto va giocato a due. Realizzato e giocato cioè all’interno della coppia.
GG: Secondo lei, che cosa determina la fine di un amore?
BATTISTI: La convinzione di uno dei due partner di conoscere bene l’altro. Questa è la fine. In
ogni momento un rapporto ha un ‘evoluzione diversa e tale per cui è sempre nuovo e interessante da scoprire.
GO: Dopo questa domanda può anche mandarmi al diavolo: lei si è innamorato spesso?
BATTISTI: Che domande! E poi guardi: la caratteristica dell'innamorato è proprio che non si accorge di essere innamorato. Ma sì! Amare significa perdere la propria libertà. Perciò, più si ama, più si fa resistenza. E viceversa. Chi grida: ti amo, ti amo, con troppo abbandono spesso finge l'amore, se lo inventa, per vanità o per nostalgia, perché, in fondo, lo stato d’amore è il più felice.
GG: Cos’è il potere?
BATTISTI: La possibilità di farsi ubbidire.
GG: Cosa non rifarebbe?
BATTISTI: Molte cose.


mamino
00Friday, November 29, 2002 7:30 PM
Sono tra quelli che non.....
Grazie.
Elisa
00Friday, November 29, 2002 9:18 PM
.. .penso che avrebbe potuto fare un altro dei suoi capolavori, mettendo in musica il testo di quest'intervista!
raffy44gatti
00Friday, November 29, 2002 9:30 PM
Re:

Scritto da: giorgio azz 29/11/2002 18.31
Lucio Battisti
intervista fuori campo
di Pino Beccaria

CUT




Caro Giorgio,
ho letto e riletto l'intervista per vedere se il mio data base cerebrale la identificava e me la segnalava...nulla...zero informazioni. Non l'ho mai letta.
Ora ti chiedo una cortesia: dove e quando è apparsa (presumo dopo IMAGES)e chi ne è veramente l'autore, se Pino Beccaria (che non credo sia un ex dei Ragazzi italiani, ma forse uno dei fondatori di Radio Milano International)o quel Giovani (Giovanni credo)Giganti (o GG o GO) che pare intervistare Battisti.

Sono arrivata ad una conclusione che forse vedrà qualcuno d'accordo con me e altri in completo disaccordo:
Non riconosco lo stile di Lucio in quelle risposte...noto una proprietà di linguaggio (non che Lucio fosse ignorante intendiamoci)che non combacia con altre interviste lette o sentite...anche il senso dell'humor mi sembra "intelligentemente forzato" e le risposte secche e brevi quasi confezionate o in accordo con le domande.
Unica cosa che ho letto e che mi rammenta qualcosa in proposito è l'episodio che riguarda il non spendere volentieri il poco per poi spendere in libertà il tanto.
Ecco queste le mie conclusioni..sconclusionate..ma io sento puzza di contraffazione ..che qualcuno ci abbia marciato con la fantasia.
Questa non vuole essere una critica a te che l'hai postato..sia ben chiaro.
(ma l'hai riscritta tu?)


Raffaella
elisa
00Saturday, November 30, 2002 2:47 PM
neanche io l'avevo mai sentita,anche se forse la mia conoscenza in materia non fa testo! comquneu anche a me sembra unostile un pò diverso dal solito.. mi sembra troppo esplicito,chiaro e poco "misterioso" per essere lui.. generalmente non si è mai concesso a questo tipo di domande,a quanto mi risulta. però mi sono piaciute comunque molto le risposte, chiunque le abbia date.. onestamente se fosse davvero tutto TESTUALE di lucio mi sorprenderebbe ma neanche troppo! da un genio tale TUTTO E' POSSIBILE!

bacio x tutti, buon week end
ps: giorgio,attendiamo delucidazioni... !
Andeja!
00Saturday, November 30, 2002 7:46 PM
Re: Re:

Scritto da: raffy44gatti 29/11/2002 21.30


Sono arrivata ad una conclusione che forse vedrà qualcuno d'accordo con me e altri in completo disaccordo:
Non riconosco lo stile di Lucio in quelle risposte...Raffaella




Non è sua, mi ci gioco quel che volete...
Forse un indizio può essere nella dicitura "intervista fuori campo"?
Bah...
Ande [SM=g27778]


giorgio azz
00Tuesday, December 3, 2002 12:40 PM
Manaccia, quanti professori!

Io la vedo così, no, io la penso cosà, però forse la terza lettera della seconda risposta della quarta cartella...

Io so che è stata pubblicata e ho le due pagine strappate nel mio "archivio".
Purtroppo, ho molte cose, stupidamente, prese da riviste senza pensare alla copertina o alla data di uscita.
Peccati gravi di gioventù.

GG è proprio Giovani Giganti (forse Pasquale, ma no, è troppo giovane e non è nemmeno un gigante...).

Cos'altro?
Se vi dico chi era (è) l'intervistatore?
A chi giova?
Intervista fuori campo: forse si riferisce a qualche sport, che ne dici Andeja?
Non si parlava anche di giganti?
2 + 2 fa sempre 4 ?
Lo stile e i vocaboli non sono quelli che conosciamo? Quante volte chi scrive adatta lo sbobinamento del nastrino alla propria cultura e lessico?

Non mi piace sentire che, sia pure sottovoce, qualcuno pensa che possa essere stato io a fare uno "scherzone".
Ma tanto, a offendere non ci vuole molto.
Riparare alle offese (per un permaloso quale io sono) è tutto un altro paio di maniche.

'bona (lo si dice dalle nostre parti, non c'è riferimento alcuno alle signore...)
rmc sta giusto passando un LB d'annata ("...ho fame anch'io..."), sono le 12,43 e l'appetito mi assale.
buon pasto miei leoncini.

gi
raffy44gatti
00Tuesday, December 3, 2002 2:58 PM
Re:

Scritto da: giorgio azz 03/12/2002 12.40
Manaccia, quanti professori!

Non mi piace sentire che, sia pure sottovoce, qualcuno pensa che possa essere stato io a fare uno "scherzone".
Ma tanto, a offendere non ci vuole molto.
Riparare alle offese (per un permaloso quale io sono) è tutto un altro paio di maniche.




Spero tu non ti riferisca a me riguardo colui o colei quello che ti incolpa di aver trascritto o peggio ancora confezionato ciò che tu definisci uno "scherzone".
Mai pensato ad una cosa simile,non sono mai stata così limpida e così schietta e mi sembra di aver sottolineato che non è influente il fatto che l'abbia postata tu...ma il fatto che non mi convince..punto e basta..avrei opinionato comunque.

Non hai i dati? pazienza ho anche io materiale non catalogato e mi mangerei le mani..ma non è un reato.

Raffaella
giorgio azz
00Tuesday, December 3, 2002 5:04 PM
Raffaella, probabimente ho letto un po' di fretta e me ne scuso.

Prova della mia risposta affrettata è che non ho detto da dove ho preso quell'intervista (che ho da... sempre).
La rivista era "Giovani Giganti" e veniva cellophanata periodicamente assieme ai "Giganti del Basket", primo mensile italiano ineramente dedicato alla pallacanestro.

Tanto per capire un filo di più.
Ho lavorato per Giganti a più riprese e per lungo tempo.
Iniziando nel 1980, se la memoria non mi tradisce.
La redazione, così come il proprietario (leggi editore), è completamente cambiata.
Con alcuni "vecchi" sono tutt'ora in contatto.
Con uno, purtroppo, no.
Ne è stato caporedattore.
Credo che, almeno di fama, molti di noi qui lo conoscono.
Il suo nome era Tullio Lauro.

Da questo ad affermare con sicurezza che quell'intervista fosse vera ce ne passa.
Ma non mi sentirei nemmeno di escluderlo.

Ultima cosa, mi sembra, che mi è stata chiesta e a cui non ho risposto prima. Non ho trascritto il testo, ma ho usato un ocr, come ce ne sono tanti in commercio. Anzi, quello che ho utilizzato è quella della redazione, piuttosto affidabile.
Il testo, l'ho cmq riletto e sistemato prima di postarlo.

Au revoir,
gi
raffy44gatti
00Tuesday, December 3, 2002 5:47 PM
Re:

Scritto da: giorgio azz 03/12/2002 17.04
Raffaella, probabimente ho letto un po' di fretta e me ne scuso.

Au revoir,
gi



bene ciò mi basta per non avere sempre complessi di colpa se devo obiettare qualche cosa.
Grazie per aver capito il vero senso della mia obiezione. e mi fa piacere sapere che anche tu in qualche modo hai dei dubbi più che certezze sul fatto che possa essere vera quell'intervista.
Raffaella
Luca
00Saturday, December 7, 2002 3:30 PM
Non sono parole di Lucio
Senza urtare la suscettibilità di alcuno direi che le risposte dell'intervista non possono essere attribuite a Lucio Battisti.
Più opportuno sarebbe stato allegare l'intervista dicendo "potrebbe essere di Lucio. Ragazzi cosa ne pensate?"
Raffaella che ha molto buon senso e sa esprimersi bene ha rimarcato come fosse impossibile che Lucio utilizzasse quel tipo di vocaboli.
Concludo dicendo: chi ha studiato bene Battisti capisce subito che non sono sue parole.
Ciao a tutti.
jack
00Saturday, December 7, 2002 5:26 PM
Re: Non sono parole di Lucio

Scritto da: Luca 07/12/2002 15.30
Senza urtare la suscettibilità di alcuno direi che le risposte dell'intervista non possono essere attribuite a Lucio Battisti.
Più opportuno sarebbe stato allegare l'intervista dicendo "potrebbe essere di Lucio. Ragazzi cosa ne pensate?"
Raffaella che ha molto buon senso e sa esprimersi bene ha rimarcato come fosse impossibile che Lucio utilizzasse quel tipo di vocaboli.
Concludo dicendo: chi ha studiato bene Battisti capisce subito che non sono sue parole.
Ciao a tutti.



hai urtato la mia suscettibilità.giorgio è sempre opportuno.
perchè devi suggerirgli cosa scrivere?!?[SM=g27785]

mi pare che in quel "Raffaella che..." ci sia un tentativo di
provocazione.di confronto.mooolto poco opportuno.

jack
raffy44gatti
00Saturday, December 7, 2002 7:26 PM
Re: Re: Non sono parole di Lucio

Scritto da: jack 07/12/2002 17.26


hai urtato la mia suscettibilità.giorgio è sempre opportuno.
perchè devi suggerirgli cosa scrivere?!?[SM=g27785]

mi pare che in quel "Raffaella che..." ci sia un tentativo di
provocazione.di confronto.mooolto poco opportuno.

jack



Ragazzi e ragazze..non vorrei provocare un incidente diplomatico!
pensavo che "questa cosa fosse ormai chiusa e ripetersi non potesse"...ringrazio Luca per aver appoggiato il mio Luciopensiero...nel non riconoscere il modus operandi di Battisti intervistato.

In quanto a provocazione non entro nel merito...non ho da parte mia assoldato nessuno che sposi la mia causa e si eriga a paladino del mio pensiero..e avevo chiarito col Giorgio qualche post più sù.

Dai stiamo sereni..guardiamo gli arcobaleni[SM=g27776]

Raffaella
ps
e domani per motivi di diporto non posso replicare!
cinzia1
00Sunday, December 8, 2002 10:04 AM
mah...in effetti l'intervista è un po' sospetta, ma non si può mai sapere.teniamo presente però che se si è arrivati a "falsificare" dei provini, molto più facile sarebbe inventarsi delle risposte, o semplicemente modificarle.(naturalmente mi riferisco alla fonte e non a giorgio che gentilmente ci ha postato l'intervista[SM=g27768] )
giorgio azz
00Sunday, December 8, 2002 1:08 PM
A Luca...
...che non so neppure chi sia e ,per parte mia, non merita neppure risposte.

Voglio solo sottolineare che, oltre a qualche cazzata scritta più su ce ne saranno tante anche più giù.

L'utilizzo di certe parole all'interno di un'intervista non denotano la falsità o meno della stessa.
Quando leggo ...Tutto, solo per fare un esempio, e trovo, che so, un'intervista a Bob Dylan e la leggo in italiano, mi devo scandalizzare ritenendola falsa? mi devo sentire truffato dal giornalista?

Raga, scendiamo con i piedi per terra!

Come è risultato incredibile l'intervista di Giorgio Fieschi, intreprendente ma poco più che ventenne, non vedo perché meravigliarsi di questo (presumo) giovane che riesce, con costanza e perseveranza (forse perch si è presentato con due donne?) a ottenere un incontro che altri hanno solo sognato.

Ma io vorrei sapere come il buon Mirenzi ha potuto verificare la veridicità di tutto quanto ha riportato nel suo libro.
Quante "invenzioni" ci saranno?
Accusiamo Mirenzi di essere truffaldino nei nostri confronti?

Proprio perché ben conosciamo il modo di esprimersi di LB (certamente riveduto e corretto nello scritto rispetto al parlato: immaginate una delle sue apparizioni o registrazioni, ve lo sentite?), tanto è più facile falsificarlo bene, che non, al contrario, farsi "beccare" con aggettivi inusuali. No?

Basta, su questo non ci torno più...

hurry,

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