Converge-Jane Doe.

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Svag3llo
00Sunday, April 10, 2005 1:58 PM
Converge - "Jane Doe" (Equal Vision/W&B)



. . Track List:

1. Concubine
2. Fault and fracture
3. Distance and meaning
4. Hell to pay
5. Homewrecker
6. The broken vow
7. Bitter and the some
8. Heaven in her arms
9. Phoenix in flight
10. Phoenix in flames
11. Thaw
12. Jane Doe


A volte ci sono dischi che non possono passare inosservati perché il gruppo "è avanti migliaia di chilometri rispetto al resto" e perché "ci sa fare", allora ti chiedi da quale pianeta provenga la band (domanda più che legittima in questo caso).
Le possibilità di non farsi travolgere dai Converge sono praticamente pari a zero, e hai bisogno di premere più volte quel dannato tasto dello stereo per tornare al primo pezzo (Concubine) e quindi capirne la tecnologica brutalità: la materia si distrugge senza lasciare traccia alcuna di colpevolezza, tutto si muove dal Profondo Inferno e il devastante impatto sulla Terra risulta ficcante come un trapano noise-grind dalle struggenti conseguenze… Lo stesso dicasi per la successiva Fault and fracture, probabile causa di orgasmo per un Glenn Benton che, dinanzi a certe costruzioni di cattiveria, potrebbe provare imbarazzo.
Proseguiamo pure e violentiamo le nostre coscienze citando, senza timore, il gusto cadenzato profondamente doom-sludger di Hell to pay: un uomo perde il senso della realtà e, strisciante, chiede aiuto. Molto hardcore invece appare Homewrecker la quale, in situazioni live, potrebbe far danni solo per le schegge di adrenalina del primo riff. Bitter and the some mi ricorda molto un certo death svedese alla At The Gates, soprattutto per la siccità provocata dal suono delle chitarre; e che dire della sterzata black metal nella strofa di Heaven in her arms? Assolutamente imprevedibile, ma maledettamente carica di fascino… La title-track si erge dinanzi a noi in veste di opera psichedelica e il grigio diventa ora bianco, ora maledettamente oscuro, ma è libera l’interpretazione per chiunque abbia il coraggio di visitare il mondo dei Converge. Un mondo tutto da scoprire perchè vario e compatto, un mondo dove la ribellione arriva a livelli folli: ed è tutta questione di coscienza.
Post-hardcore?

Voto:5/5

By Munnezza.it



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CONVERGE
Jane Doe
Equal Vision




Ne sono convinto. Il nuovo post metal core (o come diavolo vogliamo definirlo), quello di band come Candiria, Isis, Botch, Bearch Will Haven, e, appunto, Converge e la musica estrema del nuovo millennio. Mentre l’hardcore piu’ classico sembra non potersi smuovere dalla ripetizione stantia dei propri modelli, e il death metal si e’ ormai ridotto, con poche eccezioni, ad un clichee vecchio di dieci anni (spiace davvero dirlo, ma le ultime uscite del genere sono piuttosto insignificanti), queste bands hanno posto il concetto di musica estrema in una nuova dimensione.

Prendiamo “Jane Doe”, questo nuovo, mastodontico, disco dei Converge. Incorporando quanto impeto hardcore, impatto metallico, ed un certo strutturalismo quasi post rock (sebbene in misura minore che i Breach), la band riesce a concentrare in dodici pezzi l’essenza i tutto cio’ che voglia dire davvero estremismo, violenza, nella sua forma piu’ attuale e moderna. Dopo l’iniziale, “Concubine”, un pezzo praticamente grindcore, i Converge superano il concetto di velocita’=estremismo, piuttosto dipanano un tessuto narrativo sonoro fatto di riff giganteschi, subdoli e nascosti innesti melodici francamente terrorizzanti (sentite “Hell To pay”, o “The Broken Vow”), vocals inumane ed aliene a qualsiasi pretesa di orecchiabilita’, il tutto posto su tempi assolutamente pazzeschi ed in costante mutamento. Sicuramente esistono dischi musicalmente molto piu’ pesanti di “Jane Doe” in circolazione, ma la capacita’ di questo disco di penetrare nel tessuto nervoso dell’ascoltatore, di catalizzarne le nevrosi e concentrarle nella propria musica, e’ ineguagliabile.

Difficile, credetemi, descrivere la musica dei Converge, mi rendo conto di quanto le mie parole riescano solo fino ad un certo punto a rendere l’idea di cos’e’ “Jane Doe”. Le etichette, in questo caso, sono superflue e quanto mai fuorvianti. Piuttosto, quello che dovrete affrontare se avrete il coraggio di acquistarlo, e’ la rappresentazione in musica di un incubo cerebrale ossessivo e deprimente, una sorta di sinfonia (il disco va ascoltato nella sua interezza, guai a provare a scinderlo) alienante dalla tensione drammatica accecante ed insostenibile, che raggiunge il culmine nella suite finale della title track, uno dei pezzi piu’ agghiaccianti che mi sia mai capitato di sentire, con il suo coro che pare provenire direttamente dall’inferno.

Se credete che la musica debba essere un piacere per la mente e le orecchie, beh, state lontani miglia da questo disco, la tortura alla quale vi sottoporrebbe potrebbe essere insopportabile. L’ascolto di “Jane Doe” e’ riservato ai piu’ arditi di voi, a chi non ha bisogno di esorcizzare il proprio malessere con un prodotto musicale “forte” e non ha paura di contenuti profondi e schockanti. Per quanto mi riguarda, siamo prossimi al capolavoro.
(20/12/01)


Voto:4,5/5

By Kronic.it


Genere:post-hc/noise/metal.



Ve li consiglio caldamente,a patto che abbiate i timpani resistenti,perchè questo album spacca e di brutto,esprime rabbia,intensità e passione da ogni singola nota,bellissimo.




whthppnsnxt
00Tuesday, April 12, 2005 8:49 PM
secondo me sono brutti proprio, ma proprio tanto tanto.
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