CRIMEN PERFECTO-(Finché morte non li separi)

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hiara
00Tuesday, May 10, 2005 2:28 PM
vi siete mai cimentati?non parlo di recensioni nel vero senso del termine anche perchè non so ancora bene quale sia il "vero senso del termine" ma anche di opinioni articolate in un discorso comiuto di qualche riga. la mia opinione è che la recensione non sia un racconto della trama, come credono in molti. per me è una delle tante forme di scrittura, nella modestia e nell'immodestia che questo comporta. comunque mi dilungo come al solito in cose poco interessanti... postate qui le recensioni scritte di vostro pugno...e magari mettete anche qualche link (se a danspeed non dispiace)di siti dove sono pubblicate.

comincio io:
CRIMEN PERFECTO-(Finché morte non li separi)

Titolo originale:
Crimen ferpecto

Nazione:
Spagna

Anno:
2004

Genere:
Commedia

Durata:
105'

Regia:
Álex de la Iglesia

Sito ufficiale:
www.crimenferpecto.com



Cast:
Guillermo Toledo, Mónica Cervera, Luis Varela, Enrique Villén, Fernando Tejero, Javier Gutiérrez, Kira Miró, Rosario Pardo, Gracia Olayo

Produzione:
Sogecine S.A., Planet Pictures, Panico Films

Distribuzione:
Nexo

Data di uscita:
08 Aprile 2005 (cinema)


A qualche anno da La comunidad ritorna Alex de La Iglesia con una comicità sbarazzina di cui sarebbe meglio diffidare. Crimen Perfecto è un piccolo "grande" film, ma è l'apoteosi del tragico, dell'immobile e del funereo. Anche nel riso sguaiato del volto-maschera della terribile commessa, anche nell'insensato ritmo seduttivo e collezionistico del protagonista Rafael dai tempi comici irascibili e gioiosi si nasconde quel grottesco affannoso che non è gioia, e non è bellezza. Il magazzino iberico è un concentrato di eleganza da cui scappano gocce di sangue, e nel quale si annidano ossessioni e spauracchi manovrati da Lourdes solo per questo istante, l'istante lungo e meticoloso della pellicola in cui la "strega cattiva" dipana la sua verve, il suo dolore, la sua rabbia e le sue gabbie assimilate (l'assurda famiglia, le trasmissioni simil-stranamore indottamente amate). Con forza apotropaica Lourdes stringe (e alla fine attira) a sé Rafael, e il suo volto macchinoso esplode dalle inquadrature obnubilando il mondo luccicato che esiste solo nella testa, o sulla testa spianata e untuosa di Rafael. Ma qual'è la vera bruttezza, la vera malvagità? Ridendo animatamente lo spettatore si inoltra nel vortice desolante del posticcio (i grandi magazzini) e del bello posticcio che per legge divina è contrapposto al brutto e all'"insignificante" della protagonista. Eppure la stessa ferinità, determinazione e follia anima i belli e i brutti, lo stesso desiderio di vuoto appagante e clownesco, espresso nel consueto stile paradossale del finale, un po' stonato, un po' macchiettistico. Un tentativo edulcorante di scrollarsi di dosso quella furia atavica e annichilente, quell'incendio doloso e quel fantoccio che rosola sul fondo dell'ascensore. L'inferno sopravvive nei sorrisi della moda-pagliaccio, una tristezza rabbiosa e radiosa passa sopra le teste del brillante aspirante-capo reparto e del rivale ucciso, e cancella i petali festanti delle ultime inquadrature e delle battute volutamente "fuori tema". Lourdes è ormai una stilista famosa, Rafael ha una nuova identità, e tutto in modo splendidamente semplice. Ma a insidiarci rimane la "ferpezione" del titolo. Un piccolo errore di stampa appena sfiorato all'interno del film diventa un pungolo, uno stimolo, un prurito sabbioso che si espande.



questa era la mia ultima...dal mio orribile sito:
utenti.lycos.it/sfuggentiattitudini

[Modificato da danspeed21 11/05/2005 8.58]

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