Berlusconi: "Non mi fa paura nè Fini nè Casini". Sì ai ticket nella Cdl

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Affari Italiani
00Saturday, September 24, 2005 7:54 PM


Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a parlare della leadership della Cdl. "Non mi fa paura nessuno", ha risposto il premier a chi gli chiedeva un commento sulle possibili candidature di Casini e Fini alla premiership del centrodestra. Sulle primarie chieste dall'Udc Berlusconi ha poi aggiunto: "Aspettiamo che la proposta diventi concreta e si stabiliscano costi e modalità".

Il premier ha anche aggiunto che spetta all'Udc, il partito che ha proposto le primarie per scegliere il candidato premier della Cdl alle prossime elezioni, dire "come farle" e "quanto costano". "Un partito della coalizione -ha spiegato il premier- ha avanzato la proposta delle primarie. Ora, aspettiamo che sia questo partito a far diventare la proposta concreta", dando le indicazioni giuste per stabilire "come organizzarle queste primarie e naturalmente quanto costano".

"Perchè no, perchè no". E' stat invece questa la risposta di Berlusconi, a conclusione della convention della Cdl sulle riforme a Reggio Calabria, a chi gli chiedeva se era d'accordo con l'ipotesi di un 'ticket' del premier e del suo vice nella corsa alle primarie della Cdl. E sull'eventuale preferenza tra Gianfranco Fini, attuale ministro degli Esteri, e Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, Berlusconi ha detto: "Dipende da loro", spiegando che queste "sono cose che decideremo e che normalmente si decidono da sole dando tempo al tempo, senza anticipare nulla". "Adesso - ha spiegato Berlusconi ai giornalisti - bisogna fare blocco per approvare la riforma della Costituzione, poi c'è la legge elettorale e poi ci saranno anche le primarie che chiamiamo così - ha aggiunto- in senso generale, senza sapere di cosa si tratta veramente". Quanto alle primarie dell'Unione il premier ha parlato di "una farsa perche' puo' succedere di tutto". A chi gli chiede se nel ticket veda meglio Fini o Casini, Berlusconi risponde: "Non so, dipende anche da loro".

Ma dopo le parole di Fini oggi a Reggio Calabria non si fida piu' di lui che del leader Udc, insistono i cronisti. "Ma no, no, non direi... Ma insomma, sono cose che decideremo e che normalmente poi si decidono da sole, dando tempo al tempo e senza anticipare nulla".

Silvio Berlusconi si è rivolto alla CdL dai rostri della convention sulla devolution e spiega: "C'è un solo modo per far sì che gli italiani ci ridiano ancora la fiducia, c'è una sola discontinuità: smettere di litigare e essere uniti. E per far questo c'è un solo grande progetto, che io per primo ho portato avanti e che adesso anche Fini condivide: unire tutti i moderati italiani in una sola grande forza di democrazia e libertà". Uscendo dal palazzetto dello sport di Reggio Calabria, Silvio Berlusconi risponde alla domanda se il partito unico sia una condizione imprescindibile per le primarie. "Non ci sono condizioni", spiega, "non in questi termini. Siamo convinti che il partito unico farebbe bene alla coalizione".

"Io voglio la certezza politica che se dobbiamo fra di noi vedere chi ha maggior consenso un minuto dopo le primarie, non c'è più Alleanza Nazionale, Forza Italia o l'Udc ma un unico grande schieramento di Centrodestra". Così il vicepremier Gianfranco Fini, leader di An, ha concluso il suo intervento alla manifestazione della CdL di Reggio Calabria dedicata alle riforme, ma che è stata l'occasione per tracciare l'azione politica da mettere in campo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. "Agli italiani - ha detto Fini - dobbiamo inviare un messaggio convinto, di unità. Senza di noi l'Italia torna indietro, non ci può essere nostalgia di Prodi e della prima Repubblica".

"In Italia c'è un blocco di potere abile, sepolcri imbiancati pronti a cambiare bandiera". Il vicepremier Gianfranco Fini attacca i cosiddetti blocchi di potere. "In alcune realtà italiane - ha detto - il centrosinistra è al potere da decenni, un vero e proprio blocco di potere, in cui rientrano coloro che in un'altra epoca avremmo chiamato catto-comunisti. Blocco di potere, lo vogliamo dire con chiarezza - ha sottolineato Fini - che vede buona parte del sindacalismo italiano legato a difesa di certi aspetti stratificati. Ed è un blocco di potere che certamente è presente anche nel mondo dell'industria e della finanza. Noi rispetteremo chi produce ricchezza - ha concluso il vicepremier - ma c'è quel capitalismo che specula solo in termini finanziari e sta nel blocco di potere che certamente ha individuato nel centrodestra un nemico giurato".
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