Anton Gaudì

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maldoror.
00Wednesday, December 24, 2008 9:04 PM
1852-1926
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...Ma ci si potrebbe chiedere perchè è stata proposta la beatificazione per Gaudì? La risposta sta nella stessa volontà dell'architetto, che nelle sue opere ha sempre manifestato il desiderio di essere "l'architetto di Dio". Gaudì considerava la natura un'architettura divina e riteneva di poter fungere da intermediario architettonico fra Dio e gli uomini. Dalla natura traeva le forme architettoniche. "Ciò che è in natura è funzionale, e ciò che è funzionale è bello......Vedete quell'albero? Lui è il mio maestro" diceva Gaudi a chi gli domandava da dove traeva le sue forme. Ciò è palpabile in alcune sue opere che sembrano essere veri e propri atti di fede come la sua più famosa opera, la Sagrada Familia, ancora incompiuta, o come la Cripta della Colonia Guell, dove ogni elemento decorativo ha un profondo simbolismo religioso, esempi di una fede fortissima radicata nel centro rurale dove Gaudì ha vissuto da bambino, e dove la professione del cristianesimo era l'anello di congiunzione fra l'individuo e la collettività.

Si è detto tanto sulle sue condizioni fisiche, sul suo modo di vivere. Addirittura si è detto che soltanto un persona che facesse uso di sostanze stupefacenti avrebbe potuto partorire tali mirabili risultati. Per questa teoria si è preso come spunto la forma di un padiglione del parco Guell assomigliante a un fungo allucinogeno. Si è anche spettegolato sulla sua condizione di "eterno single". Ma c'è un altro argomento che ultimamente affascina gli storiografi di Gaudì ed è proprio quello del suo paese natio. Reus, come si è sempre saputo? O Riudoms, a pochissimi chilometri di distanza? ambedue nella provincia di Terragona.

A dire il vero le prove su cui si basano i sostenitori di Riudoms sono labili. E' invece certo che alcune ore dopo la sua nascita Gaudì sia stato battezzato a Reus, e non si spiegherebbe il motivo per cui un bambino appena nato, in non perfette condizioni fisiche, avrebbe dovuto affrontare tale viaggio, sia pur di pochi chilometri. Ma la polemica appare sterile. L'ambiente in cui ha vissuto Gaudì è comunque quello rurale catalano, ed questo che può avere influito sulla sua personalità di artista, come ha influito certamente la sua appartenenza ad una famiglia di artigiani sia da parte di padre che da parte di madre. Ambedue le città, comunque, sia Reus che Riudoms se ne assumono la paternità e ambedue ne vanno orgogliose.

E', invece, interessante fare notare che la prima opera di Gaudì, secondo lo storico catalano Ernest Vallhonrat i Llurba, non si trovi a Barcellona, bensì a Terragona, ed è la Cappella del Collegio di Gesù e Maria, da lui progetta nel 1877, un anno prima della sua laurea. Ma in tutte le opere di Gaudì appaiono le sue radici locali, dai superbi paesaggi naturali catalani, alle architetture mudejar aragonesi (casa Vicens), a quelle gotico-catalane (Bellesguard). Ed è sorprendente come egli con le sue opere sia riuscito a dialogare col mondo intero.

Soltanto il barocco, sintetizzato in forma modernista da Gaudi, non appartiene certamente alla cultura catalana. Tuttavia è impossibile non vedere nella Sagrada Familia il tipico barocco spagnolo slanciatissimo in altezza, molto in uso nel 700 oltre che in Castilla e Andalusia, anche in Sicilia e Sudamerica e nella facciata della natività il tipico portale retablò churrigueresco, anch'esso in voga nel 700.

Ma l'opera di Gaudi non può essere letta a fondo a prescindere del periodo in cui essa si sviluppò. Barcellona a cavallo fra 800 e 900 era forse l'unica città della Spagna vitale, non dormiente. Era una città che aveva ripreso ad essere capitale del commercio, ma questa volta via Atlantico, una città che andava demolendo le mura esterne e si andava sviluppando secondo i tracciati dettati da Ildefonso Cerdà. Ed è proprio qui che si sviluppa il modernismo di Gaudì, coevo del nostro Liberty. In questa città Gaudì ebbe anche la fortuna di incontrare un ricco industriale, rimasto estasiato da una vetrina per un negozio di guanti disegnata dal maestro in gioventù. Si trattava di Eusebi Guell, il quale, diventando il suo mecenate, gli diede massima fiducia e massima disponibilità economica affinchè Gaudi potesse lasciarci ciò che ci ha lasciato.

Un'architettura, tradizionalista o avanguardista che sia, fatta di forme nuove, frutto di continue sperimentazioni che il maestro, grazie alla pratica svolta presso l'officina del padre calderaro, svolgeva spesso con modelli tridimensionali e a volte in cantiere stesso. Tali sperimentazioni in cantiere, come nella Cripta della Colonia Guell, lo portarono a realizzare pilastri inclinati, volte ardite e strutture portanti atipiche.

Gaudi era strutturalista come Viollet Le Duc, nello stesso tempo era legato alle forme artigianali, come Morris, ed eclettico, nel senso che dagli stili del passato prendeva ciò che più si addiceva alle sue idee formali, sperimentando e cercando di correggerne i difetti.

Nelle sue opere egli sembrava plasmare la natura, come nel Parco Guell dove usa le pietre del posto, ed in questo si può definire, senz'altro, un precursore di Wright, ma non un ecologista, come hanno detto alcuni, dato che nel periodo in cui viveva non c'era bisogno di esserlo, grazie a Dio.

Fonte:www.architectsonline.it
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