Anteprima..."Playing the victim"

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hiara
00Wednesday, October 25, 2006 2:11 AM
ecco la mia rec. del film vincitore della prima Festa del cinema di Roma

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Salutare settimana, quella della festa del cinema a Roma. Con un po’ di inorgoglita noncuranza, sottile e divertita stizza a posteriore per non essere nella “rosa odorosa” della giuria popolare, che si immagina composta di personaggi tanto cari agli stereotipi di celluloide, ci si può avventare, febbricitanti e umidi d’aria malsana, verso l’Auditorium pernullabencollegato, e scoprire, senza avvedersene, un piccolo gioiello.
Con la fretta di andar via sprofondiamo presto nella storia più bizzarra, senza compiacimenti tipici della parola, che la mente di un commediografo potrebbe partorire. Partoriente abbozzato, sofferente e claudicante e capace di insidiarci con i suoi rigogliosi incubi, questo misconosciuto Serebnichov. L’inganno è quello di un mondo verdazzurro, albeggiante in 3d. Un frame nel frame dall’apparenza occhieggiante che introduce la reale storia, e i titoli di testa. Il cartoonesco Valya, poco meno di 30 anni, vive con la madre ed è fidanzato con la fragile Olya da un’eternità. Supereroico nella sua completa astrazione della realtà, Valya non percepisce il pericolo e questo gli permette di interpretare con naturalezza la vittima nelle ricostruzioni degli omicidi effettuata dall’isterica squadra di polizia di Mosca. Sfilano di fronte alla sua impertinenza mariti ossessivi, finestre inspiegabili, semi-nani innamorati e maniaci del parco, mentre un capitano di polizia codardo, incerto e collerico umilia la sciocca recluta e approccia la curiosa operatrice con la telecamera incastrata negli occhi, sulla spalla, nelle orecchie. Lo stesso Capitano nsi lancia in una filippica contro i giovani d’oggi, ma il male è più capillare e polveroso, attraverso le case povere riprese da fasci di luce taglienti. Il male è generalizzato e ipocrita, tagliuzzato dagli occhi azzurri e muti del comicissimo, tempistico Valya. Mentre lavora per la polizia scopre una storia “immorale all’interno della sua famiglia”, e reagisce forse nel modo più scontato possibile – momento debole e inevitabile all’interno della storia – ma senza rinunciare ad una professionalità acquisita impressionante, aberrante e insieme profondamente “morale (citazione involontaria di un altro film in concorso alla Festa?). Definire Playing the victim grazioso sarebbe veritiero ma riduttivo, trattandosi di un’opera seconda gradevole nella sua sgradevolezza, naturale nella sua ricerca del grottesco e nella perfezione dei tempi comici. E’ una commedia inusuale, non festivaliera, a tratti televisiva e videoclippara ma con un nucleo atavico, stemperato solo in parte, con visioni e scioglimento ben attesi. Recitazione meccanicamente irresistibile e perfetto corollario di un evento che vorrebbe coinvolgere “tutti” e che arriva “solo” a molti, nella sua verbosa e burocratica difficoltà, nella sua ambizione globale, naive e sorridente.









Titolo originale: Izobrazhaya zhertvu
Regia: Kirill Serebrennikov
Sceneggiatura: Oleg Presnyakov, Vladimir Presnyakov
Interpreti: Yuri Chursin (Valya), Vitali Khayev (Commissario), Liya Akhedzhakova (madre di Valya)
Durata: 96 minuti
Paese: Russia
Anno: 2006
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