Anche la frutta nuoce all’ambiente

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giuggyna
00Wednesday, June 11, 2008 2:54 PM
Fa sprecare energia e inquina l’aria
La frutta e la verdura sono, nell’immaginario collettivo, il simbolo stesso dell’alimentazione sana e genuina, semplice e “come natura comanda”. A nessuno verrebbe in mente che i prodotti della terra finiscano sul banco degli imputati con l’accusa di essere “ecologicamente scorretti” e responsabili di sprechi di energia o di causare emissioni di pericolosi gas serra. Eppure è proprio così.

La Coldiretti ha infatti stilato una classifica di frutta e verdura che causano sprechi di energia e che, a causa del lungo viaggio che devono intraprendere per arrivare dal luogo di produzione alla nostra tavola, causano emissioni di gas ad effetto serra. Sul podio di questa poco invidiabile classifica si trovano prugne,fagioli e uva. Le prime provengono spesso dal Cile, i legumi sono importati dall’Argentina e l’uva arriva direttamente dal Perù. In ogni caso, questi prodotti devono percorrere distanze nettamente superiori ai 10mila chilometri prima di giungere nel nostro Paese; tra l’altro si tratta di alimenti potrebbero essere sostituiti da ben più valide alternative offerte dalla produzione nazionale.



La speciale classifica è stata stilata dalla Coldiretti per evidenziare come anche un comportamento di acquisto responsabile possa contribuire alla riduzione dell'inquinamento e al risparmio energetico, soprattutto in un momento in cui il pezzo del petrolio continua a salire. Nella classifica dei prodotti da evitare per un comportamento ambientalmente sostenibile, la Coldiretti ha inserito oltre alle prugne cilene, ai fagioli argentini e all'uva peruviana, le pere dal Sud Africa e il melone dal Guadalupe. Si tratta in tutti i casi di prodotti per i quali, durante la stagione di maturazione, la produzione nostrana garantisce una valida alternativa a livello qualitativo, con in più un maggiore risparmio e freschezza.

Secondo Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l'anno. Le prugne cilene, che devono volare per 12mila chilometri consumando 7,1 kg di petrolio, liberano 22 chili di anidride carbonica; i fagioli argentini viaggiano per 11mila bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica, mentre l'uva del Perù percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l'emissione di 20,2 chili di anidride carbonica. Parlando in termini globali, si stima che un pasto medio percorra oltre 1.900 chilometri viaggiando su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola. Spesso occorre più energia per
portare il pasto al consumatore di quanta il pasto stesso ne fornisca in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra.

Per questo motivo Coldiretti ha avviato una mobilitazione per consentire ai consumatori di scegliere in modo consapevole prodotti che non inquinano e salvano il clima, fino all'inaugurazione del primo circuito “a chilometri zero” mentre sul sito www.coldiretti.it si può trovare un elenco di quasi diecimila aziende agricole in tutte le province in cui è possibile comperare direttamente dagli agricoltori senza intermediazioni e lunghi trasporti.
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