Ambiente. Social Forum: nasce manifesto del cibo sostenibile

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CHM LIPU OSTIA
00Tuesday, February 3, 2004 2:25 PM
Esiste un'alternativa al modello di agricoltura industriale che in tutti
questi anni ha prodotto devastazioni ambientali e sociali, senza garantire
ne' qualita' ne' cibo per tutti; essa e' capace di coniugare diritti degli
agricoltori e dei consumatori, sviluppo rurale e sicurezza alimentare. La
indica il Manifesto sul futuro del cibo presentato al Social forum di
Bombay dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini e dalla
scienziata e filosofa Vandana Shiva. Il Manifesto e' rivolto a tutte le
amministrazioni pubbliche del mondo (dai Comuni, alle Regioni, agli Stati)
ed e' stato portato anche al vertice dell'organizzazione mondiale del
commercio (Wto) di Cancun in Messico. La constatazione di partenza e' il
fallimento del modello agricolo delle grandi multinazionali, che non ha
assicurato ne' cibo al Sud del mondo ne' sicurezza alimentare al Nord del
mondo, traducendosi piuttosto in gravi danni per il patrimonio ambientale e
culturale e per la biodiversita'. Per questo gli studiosi della Commissione
esprimono la loro opposizione ''alla industrializzazione e alla
globalizzazione della produzione alimentare'' e manifestano il loro impegno
per ''sostenere il passaggio a tutte le alternative di produzioni
sostenibili, appropriate alle specificita' locali e su piccola in scala''.
E cio' perche' il cibo non e' solo un prodotto commerciale ma e' un diritto
di tutti; l'agricoltura decentrata e' efficiente e produttiva; alcune
tecnologie diminuiscono la sicurezza alimentare; e' necessario perseguire
gli obiettivi della sovranita' alimentare, della permanenza dei piccoli
proprietari contadini (anche riconoscendo prezzi equi alle loro
produzioni), della protezione della biodiversita' e delle identita'
culturali. E' inoltre necessario, afferma ancora il manifesto adottare un
principio di precauzione nei confronti di tecnologie potenzialmente
pericolose e che vanno contrastati brevetti o monopoli sugli esseri
viventi. Relativamente agli Ogm nel testo si afferma che le modalita' con
cui e' stata impostata la questione rischia di minare la ''liberta' di
scelta'' e di produrre un inquinamento genetico irreversibile, accelerando
la dipendenza alimentare dalle multinazionali e violando il diritto degli
agricoltori a proteggere i propri campi. Per questo si chiede il pieno
riconoscimento del ''diritto di conoscere e di scegliere in quanto tutti
gli individui, tutte le comunita' e tutte le realta' nazionali hanno il
diritto fondamentale di disporre di ogni principale informazione sugli
alimenti che consumano, i processi che li hanno prodotti e la loro origine''.
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