Adamo ed Eva

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Cristianalibera
00Friday, April 1, 2011 12:36 PM
Adamo ed Eva erano due persone reali oppure rappresentavano l'umanità in genere?
Ne ho discusso già tempo fa in un altro forum con l'utente Freddie in una discussione abbandonato dalla stesso per motivi di impegni privati, ma mi ha promesso che avremmo potuto riprenderla qui:

Io sono una probabilista ormai, non do per scontato nulla se mi ci si persuade con argomenti validi potrei anche arrivare a convenire che Adamo ed Eva rappresentavano l'umanità in genere, ma mi sono sempre chiesto come e quando il peccato originale sarebbe entrato nel mondo attraverso l'umanità anziché attrraverso di un sol'uomo...come invece dice anche NT?
principessac
00Monday, April 4, 2011 11:44 AM
se ci sono delle prove fondate che Adamo ed Eva sono esistiti io ci credo
Cristianalibera
00Monday, April 4, 2011 11:49 AM
Re:
principessac, 04/04/2011 11.44:

se ci sono delle prove fondate che Adamo ed Eva sono esistiti io ci credo



Scusami, questo ora non ho capito, tu ci dici se... allora hai qualche dubbio?







principessac
00Monday, April 4, 2011 5:34 PM
Re: Re:
Cristianalibera, 04/04/2011 11.49:



Scusami, questo ora non ho capito, tu ci dici se... allora hai qualche dubbio?











senza prove non credo a niente [SM=g7343]
Leone29
00Friday, April 8, 2011 8:08 PM
c'e chi crede per fede c'e' chi crede chi tocca con mano.. c'e' chi crede.. perche' e' costretto a farlo.
Cristianalibera
00Saturday, April 9, 2011 5:03 PM
Re:
Leone29, 08/04/2011 20.08:

c'e chi crede per fede c'e' chi crede chi tocca con mano.. c'e' chi crede.. perche' e' costretto a farlo.



In che senso costretto a farlo?



Cristianalibera
00Monday, April 18, 2011 11:10 AM
Re:
Cristianalibera, 01/04/2011 12.36:

Adamo ed Eva erano due persone reali oppure rappresentavano l'umanità in genere?
Ne ho discusso già tempo fa in un altro forum con l'utente Freddie in una discussione abbandonato dalla stesso per motivi di impegni privati, ma mi ha promesso che avremmo potuto riprenderla qui:

Io sono una probabilista ormai, non do per scontato nulla se mi ci si persuade con argomenti validi potrei anche arrivare a convenire che Adamo ed Eva rappresentavano l'umanità in genere, ma mi sono sempre chiesto come e quando il peccato originale sarebbe entrato nel mondo attraverso l'umanità anziché attrraverso di un sol'uomo...come invece dice anche NT?





UP! [SM=g27987]

Cristianalibera
00Thursday, April 21, 2011 11:28 AM
Re: Re:
Cristianalibera, 18/04/2011 11.10:





UP! [SM=g27987]




Freddie la domanda era soprattutto per te! [SM=g7340]
Ma anche voi altri sentitevi liberi di commentare.


Blumare369
00Thursday, April 21, 2011 3:09 PM
Adamo ed eva sono stati inventati nei tempi in cui la Chiesa si poteva permettere di raccontare di tutto... Come la terra piatta e il sole che ci gira intorno. Nel 1890 la popolazione era analfabeta per il 48% al Nord e per l' 80% al Sud.

Dire di credere ad Adamo ed Eva è una sciocchezza che dimostra una credulità e una ignoranza di genetica e riproduzione abissale.

Ma non fa male credere a queste cose. Non fa venire la febbre e nemmeno la malaria.

Tuttavia scientificamente per creare una popolazione si deve partire da almeno una cinquantina di coppie in età fertile e in buona salute.

Non è Blumare che lo dice, ma scenziati specializzati in genetica, biologia, medicina. Ebbi modo di assistera ad un dibattito dove tutti convenivano sul numero minimo di coppie necessario per rifondare una popolazione.

Bisogna considerare che in assenza di medicine la mortalità per gestazione, parto, neonatalità, prima infanzia, adolescenza è altissimo. Inoltre vanno considerate le insidie delle infezioni, punture insetti, aggressione di predatori, malattie varie...

Inoltre una sola coppia, per generare una popolazione devrebbe praticare quasi esclusivamente l' incesto e l'incesto che, come accade per i purosangue, da un'altissima probabilità di individui geneticamente difettosi e deboli.

Infine narra la favola che uno dei fratelli, Caino, uccise l' altro, Abele. Quindi quella povera Eva dovette condividere il giaciglio con marito e figlio. Poi la favola, stranamente, finsce dopo il fraticidio e non si sa più cosa accadde a quella famiglia.

Eppoi quella famiglia era bianca o nera? stante il fatto che è provato dai risultati delle ricerche ormai consolidate che le prime popolazioni di homo sapien sapens sono risalite dall' Africa.

[SM=g7349]

Cristianalibera
00Thursday, April 21, 2011 7:52 PM
Re:
Blumare369, 21/04/2011 15.09:

Adamo ed eva sono stati inventati nei tempi in cui la Chiesa si poteva permettere di raccontare di tutto... Come la terra piatta e il sole che ci gira intorno. Nel 1890 la popolazione era analfabeta per il 48% al Nord e per l' 80% al Sud.

Dire di credere ad Adamo ed Eva è una sciocchezza che dimostra una credulità e una ignoranza di genetica e riproduzione abissale.

Ma non fa male credere a queste cose. Non fa venire la febbre e nemmeno la malaria.

Tuttavia scientificamente per creare una popolazione si deve partire da almeno una cinquantina di coppie in età fertile e in buona salute.

Non è Blumare che lo dice, ma scenziati specializzati in genetica, biologia, medicina. Ebbi modo di assistera ad un dibattito dove tutti convenivano sul numero minimo di coppie necessario per rifondare una popolazione.

Bisogna considerare che in assenza di medicine la mortalità per gestazione, parto, neonatalità, prima infanzia, adolescenza è altissimo. Inoltre vanno considerate le insidie delle infezioni, punture insetti, aggressione di predatori, malattie varie...

Inoltre una sola coppia, per generare una popolazione devrebbe praticare quasi esclusivamente l' incesto e l'incesto che, come accade per i purosangue, da un'altissima probabilità di individui geneticamente difettosi e deboli.

Infine narra la favola che uno dei fratelli, Caino, uccise l' altro, Abele. Quindi quella povera Eva dovette condividere il giaciglio con marito e figlio. Poi la favola, stranamente, finsce dopo il fraticidio e non si sa più cosa accadde a quella famiglia.

Eppoi quella famiglia era bianca o nera? stante il fatto che è provato dai risultati delle ricerche ormai consolidate che le prime popolazioni di homo sapien sapens sono risalite dall' Africa.

[SM=g7349]




Io spero solo che in quel convegno gli esperti abbiano anche considerati che le condizioni ambientali nelle quali Dio creò Adamo ed Eva potrebbero essere state completamente diversi da oggi, idem il loro stato fisico dall'uomo odierno.


Riguarda l'origine dell'uomo dai una guardata qui:

freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9645983


Blumare369
00Thursday, April 21, 2011 9:41 PM
Molto interessante il brano linkato. Davvero molto interessante. Nella storia della Terra certo è più che probabile che sia siano avviendate specie umane simili. Magari un cataclisma eveva semiestinto una specie che poi i pochi sopravvissuti potrebbero aver provveduto a ricreare.
Cristianalibera
00Friday, April 22, 2011 11:15 AM
Re:
Blumare369, 21/04/2011 21.41:

Molto interessante il brano linkato. Davvero molto interessante. Nella storia della Terra certo è più che probabile che sia siano avviendate specie umane simili. Magari un cataclisma eveva semiestinto una specie che poi i pochi sopravvissuti potrebbero aver provveduto a ricreare.




[SM=g28002] cataclisma come un diluvio [SM=g27988] ...


Blumare369
00Friday, April 22, 2011 4:12 PM
Si, certo, come un diluvio. ma non creedo che il d
iluvio lo abbia mandato dio. Perché? Ma perché non avrebbe avuto bisogno di sprecare tanta acqua. Per uccidere. Gli sarebbe bastato -essendo un creatore che tutto prevede- aver previsto e modificato il comportamento dell'uomo. Perché uccidere migliardi di specie animali e la specie umana? Un dio così darebbe l'idea dell'improvvisazione e dell' incostanza, nonché un carattere collerico e feroce.

In pratica un dio che non risponderebbe a quanto di bello dite di lui.

Forse invece sarebbe lecito pensare a una glaciazione poi seguita da un repentino quanto fatale disgelo, che innalzando il livello dei meri di qualche centinaio di metri avrebbe sommerso popolazioni, pianure piene di animali e quanto si trovasse in prossimità delle sponde del mare.
Cristianalibera
00Friday, April 22, 2011 4:17 PM
Re:
Blumare369, 22/04/2011 16.12:

Si, certo, come un diluvio. ma non creedo che il d
iluvio lo abbia mandato dio. Perché? Ma perché non avrebbe avuto bisogno di sprecare tanta acqua. Per uccidere. Gli sarebbe bastato -essendo un creatore che tutto prevede- aver previsto e modificato il comportamento dell'uomo. Perché uccidere migliardi di specie animali e la specie umana? Un dio così darebbe l'idea dell'improvvisazione e dell' incostanza, nonché un carattere collerico e feroce.

In pratica un dio che non risponderebbe a quanto di bello dite di lui.

Forse invece sarebbe lecito pensare a una glaciazione poi seguita da un repentino quanto fatale disgelo, che innalzando il livello dei meri di qualche centinaio di metri avrebbe sommerso popolazioni, pianure piene di animali e quanto si trovasse in prossimità delle sponde del mare.



Abbiamo anche parlato in apo perché non l'ha fatto, avrebbe potuto farlo già con la prima coppia umana, ma sarebbe non conciliabile con il concetto del libero arbitrio, io gli ringrazio di avermelo concesso. [SM=g27998]


Blumare369
00Friday, April 22, 2011 4:35 PM
Il libero arbitrio è -a mio avviso- un escamotage del credente che gli consente di poter dire che dio ha il merito quando una cosa va bene e che l'ha fatta lui per amore, mentre quando va male dire che la colpa è degli uomini perché hanno usato il libero arbitrio.

Penso che il credente avrebbe tanto da guadagnare se dicesse che dio è una entità spirituale di supporto, ma che non ha alcun potere negli eventi favorevoli né in quelli sfavorevoli che accadono sulla Terra.

Altrimenti come si spiega che un uomo possa avere libero arbitrio nell'uccidere milioni di uomini, mentre gli stessi milioni di uomini uccisi non hanno avuto il libero arbitrio di seguitare a vivere? Alludo a dittatori.

Sarebbe un dio assai ingiusto se desse il potere a taluno più forte verso taluno più debole.

No, Vero. Il libero arbitrio è impraticabile. Lo si vuole solo perché si fa una netta separazione fra ciò che è positivo e ciò che è negativo per l'uomo, attribuendo il positivo a un dio che ama e il negativo all'uomo che sbaglia per colpa o ignoranza. Ma se dio amasse, amerebbe anche quando taluno sta per sterminare una massa, fermandolo in qualche modo, per amore di chi sta per essere ucciso. Non ti pare?

ulisse2011
00Wednesday, April 27, 2011 6:27 PM
Sull'esistenza storica della prima coppia umana vi sono moltissime opinioni. Anche all'interno di una medesima denominazione cristiana.
Certo che se uno vuole le prove della loro esistenza, allora c'è poco da fare. Ed ogni opinione assume legittimità.

Io un'idea l'avrei. Gesù Cristo ha menzionato la prima coppia, ergo, se uno è disposto a dare credibilità alle sue parole, pur sempre attraverso il resoconto neotestamentario (non è il caso di aprire un altro 'fronte' su questo!) dovrebbe giungere alla conclusione che, almeno per Gesù Adamo ed Eva furono due esseri reali, non un mito, non un simbolismo, niente altro che un uomo ed una donna.
Cristianalibera
00Wednesday, April 27, 2011 6:33 PM
Re:
ulisse2011, 27/04/2011 18.27:

Sull'esistenza storica della prima coppia umana vi sono moltissime opinioni. Anche all'interno di una medesima denominazione cristiana.
Certo che se uno vuole le prove della loro esistenza, allora c'è poco da fare. Ed ogni opinione assume legittimità.

Io un'idea l'avrei. Gesù Cristo ha menzionato la prima coppia, ergo, se uno è disposto a dare credibilità alle sue parole, pur sempre attraverso il resoconto neotestamentario (non è il caso di aprire un altro 'fronte' su questo!) dovrebbe giungere alla conclusione che, almeno per Gesù Adamo ed Eva furono due esseri reali, non un mito, non un simbolismo, niente altro che un uomo ed una donna.




Appunto, l'ha menzionato Gesù come l'ha menzionato anche Paolo. [SM=g28002]
Di questo avevo già discusso con Freddie nel forum menzionato ma non riesco a trovare più la discussione altrimenti avrei fatto bel copia/incolla.


ulisse2011
00Monday, May 2, 2011 4:23 PM

Peccato originale
dall’intervista di V.Messori al card. J.Ratzinger, in Rapporto sulla fede, Paoline, Cinisello Balsamo, 1985, pp. 77-82

V.Messori: C'è chi dice che la cristologia sia messa in difficoltà anche dalla dimenticanza, se non dalla negazione, di quella realtà che la teologia ha chiamato " peccato originale ". Alcuni teologi avrebbero fatto proprio lo schema di un illuminismo alla Rousseau, con il dogma che è alla base della cultura moderna, capitalista o marxista che sia: l'uomo buono per natura, corrotto solo dalla educazione sbagliata e dalle strutture sociali da riformare. Intervenendo sul "sistema" tutto dovrebbe sistemarsi e l'uomo potrebbe vivere in pace con se stesso e con gli altri.

J.Ratzinger dice: "Se la Provvidenza mi libererà un giorno da questi miei impegni, vorrei dedicarmi proprio a scrivere sul "peccato originale" e sulla necessità di riscoprirne la realtà autentica. In effetti, se non si capisce più che l'uomo è in uno stato di alienazione non solo economica e sociale (dunque un'alienazione non risolvibile con i suoi soli sforzi), non si capisce più la necessità del Cristo redentore. Tutta la struttura della fede è così minacciata. L'incapacità di capire e presentare il "peccato originale" è davvero uno dei problemi più gravi della teologia e della pastorale attuali...

In un'ipotesi evoluzionistica del mondo (quella alla quale in teologia corrisponde un certo "theilardismo") non c'è ovviamente posto per alcun "peccato originale". Questo, al massimo, non è che un'espressione simbolica, mitica, per indicare le mancanze naturali di una creatura come l'uomo che, da origini imperfettissime, va verso la perfezione, va verso la sua realizzazione completa. Accettare questa visione significa però rovesciare la struttura del cristianesimo: Cristo è trasferito dal passato al futuro; redenzione significa semplicemente camminare verso l'avvenire come necessaria evoluzione verso il meglio. L'uomo non è che un prodotto non ancora del tutto perfezionato dal tempo, non c'è stata una "redenzione" perché non c'era nessun peccato cui riparare ma solo una mancanza che, ripeto, sarebbe naturale. Eppure, queste difficoltà di origine più o meno "scientifica" non sono ancora la radice della odierna crisi del "peccato originale". Questa crisi non è che un sintomo della nostra difficoltà profonda di scorgere la realtà di noi stessi, del mondo, di Dio. Non bastano di certo, qui, le discussioni con le scienze naturali, come ad esempio la paleontologia, anche se questo tipo di confronto è necessario. Dobbiamo essere consapevoli che siamo di fronte anche a delle precomprensioni e a delle predecisioni di carattere filosofico".

Difficoltà comunque giustificate, osservo, visto l'aspetto davvero "misterioso" del "peccato originale", o come lo si voglia chiamare.

Dice: "Questa verità cristiana ha un aspetto di mistero ma anche un aspetto di evidenza. L'evidenza: una visione lucida, realistica dell'uomo e della storia non può non scoprirne l'alienazione, non può non rivelare che c'è una rottura delle relazioni: dell'uomo con se stesso, con gli altri, con Dio. Ora, poiché l'uomo è per eccellenza l'essere-in-relazione, una simile rottura raggiunge le radici, si ripercuote su tutto. Il mistero: se non siamo in grado di penetrare sino in fondo realtà e conseguenze del peccato originale, è proprio perché esso esiste, perché lo sfasamento è ontologico, sbilancia, confonde in noi la logica della natura, ci impedisce di capire come una colpa all'origine della storia possa coinvolgere in una situazione di peccato comune".

Adamo, Eva, l'Eden, la mela, il serpente... Che dobbiamo pensarne?

"La narrazione della Sacra Scrittura sulle origini non parla alla maniera storiografica moderna ma parla attraverso le immagini. È una narrazione che rivela e nasconde allo stesso tempo. Ma gli elementi fondanti sono ragionevoli e la realtà del dogma va in ogni caso salvaguardata. Il cristiano non farebbe abbastanza per i fratelli se non annunciasse il Cristo che porta la redenzione innanzitutto dal peccato; se non annunciasse la realtà dell'alienazione (la "caduta") e al contempo la realtà della Grazia che ci redime, ci libera; se non annunciasse che per ricostruire la nostra essenza originaria c'è bisogno di un aiuto al di fuori di noi; se non annunciasse che l'insistenza sull'auto-realizzazione, sull'autoredenzione non porta alla salvezza ma alla distruzione. Se non annunciasse, infine, che per essere salvati occorre abbandonarsi all'Amore".



FONTE: www.gliscritti.it/preg_lett/antologia/peccaro_originale.htm


"La narrazione della Sacra Scrittura sulle origini non parla alla maniera storiografica moderna ma parla attraverso le immagini. È una narrazione che rivela e nasconde allo stesso tempo.



FATTA LA LEGGE, TROVATO L'INGANNO! Si specula sulle obiettive difficoltà che un libro tanto antico presenta sotto molti aspetti. Non è propriamente storico, ma il peccato originale è sicuramente avvenuto!
Cristianalibera
00Monday, May 2, 2011 5:37 PM
ulisse2011:

Non è propriamente storico, ma il peccato originale è sicuramente avvenuto!



Bello questo e mi chiedevo appunto come quando e commesso da chi?
Blumare369
00Monday, May 2, 2011 6:27 PM
Una delle cose più orribili sul piano della coscienza è aver ricevuto in dono il peccato originale. Come si fa, dico io, a pensare una cosa così fuori da ogni logica? Il peccato originale è così evidentemente oscurantista come concetto che dovrebbe spaventare e far fuggire ogni cattolico dalla fede.

Pensateci: 75/150.000 anni orsono un uomo e una donna avrebbero commesso il peccato di voler conoscere le cose... e noi, oggi nasceremmo sporchi di quel peccato! che guarda caso lo si pulirebbe solo iscrivendosi -col battesimo- alla gente di dio.

Io davvero vorrei avere la chiave della mente di chi crede in queste cose e leggervi dentro.

Mi viene da pensare che la fede sia una sorta di ipnosi di massa che impedisce di distinguere il vero dal falso anche quando il falso è così plateale ed evidente.

Credo che la stessa fede che porta a credere in dio sia un fenomeno collettivo identico a quello esercitato dai grandi dittatori della storia.

le adunate oceaniche e la frenesia delle grandi masse ai piedi dei dittatori, a mio avviso, erano assoggettate alla stessa influenza psichica di quelle masse che nei tre giorni scorsi inneggiavano al Papa beatificato. Le stesse facce allucinate e scolvolte di quelle che uscivano dalle adunate di Berlino, di Roma, di Mosca.

Io non credo, ma capisco che in determianate cisrcostanze le masse possono venir governate e manovrate da leader carismatici e portate a qualunque conseguenza: guerre di religione, come guerre civili.

Il mito di dio come il mito nazista o comunista. Per dio si è ucciso e bruciato donne, bambini, vecchi. Per Hitler o Stalin si sono sterminate razze (ebrei) e popoli.

Se la santa inquisizione fosse terminata nel '900 sarebbe come i due regimi nominati, solo che i due grandi dittatori sono stati sconfitti da altre popolazioni, mentre dio no. Dio, in quanto concetto intangibile, risorgerà sempre fintantoché l' uomo avrà paura della morte e si sentirà solo davanti ai fatti tristi e dolorosi della vita.

Le religioni monoteiste fondate da Abramo puntano tutto sul dolore, sulla vergogna, sui sensi colpa, perché solo in quelle condizioni si schiavizza moralmenmte l'essere umano. Un essere umano sereno, libero, felice non va in chiesa, perché non ha bisogno di dio. Io, come tutti gli atei davvero atei, non andiamo in chiesa. Non abbiamo bisogno di dio, perché anche se sofferenti sappiamo ormai bene che tutto è dovuto all'addivenire del, delle cose tempo e del caso.


[SM=g7349]
Cristianalibera
00Thursday, May 5, 2011 7:08 PM
cosa dice il catechismo della chiesa cattolica?
III. Il peccato originale
La prova della libertà

396 Dio ha creato l'uomo a sua immagine e l'ha costituito nella sua amicizia. Creatura spirituale, l'uomo non può vivere questa amicizia che come libera sottomissione a Dio. Questo è il significato del divieto fatto all'uomo di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, « perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti » (Gn 2,17). « L'albero della conoscenza del bene e del male » (Gn 2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L'uomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l'uso della libertà.

Il primo peccato dell'uomo

397 L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore 516 e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell'uomo. 517 In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.

398 Con questo peccato, l'uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l'uomo era destinato ad essere pienamente « divinizzato » da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare « come Dio » (Gn 3,5), ma « senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio ». 518

399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. 519 Hanno paura di quel Dio 520 di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative. 521

400 L'armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell'anima sul corpo è infranta; 522 l'unione dell'uomo e della donna è sottoposta a tensioni; 523 i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all'asservimento. 524 L'armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all'uomo. 525 A causa dell'uomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione. 526 Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell'ipotesi della disobbedienza 527 si realizzerà: l'uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. 528 La morte entra nella storia dell'umanità. 529

401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera « invasione » del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele; 530 la corruzione universale quale conseguenza del peccato; 531 nella storia d'Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dell'Alleanza e come trasgressione della Legge di Mosè; anche dopo la redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi. 532 La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e l'universalità del peccato nella storia dell'uomo:

« Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se l'uomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l'uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create ». 533

Conseguenze del peccato di Adamo per l'umanità

402 Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: « Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori » (Rm 5,19); « Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... » (Rm 5,12). All'universalità del peccato e della morte l'Apostolo contrappone l'universalità della salvezza in Cristo: « Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita » (Rm 5,18).

403 Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l'immensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e l'ineluttabilità della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è « morte dell'anima ». 534 Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali. 535

404 In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo « sicut unum corpus unius hominis – come un unico corpo di un unico uomo ». 536 Per questa « unità del genere umano » tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo però dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutto il genere umano: cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un peccato personale, ma questo peccato intacca la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta. 537 Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l'umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato « peccato » in modo analogico: è un peccato « contratto » e non « commesso », uno stato e non un atto.

405 Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, 538 in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta: è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all'ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male è chiamata « concupiscenza »). Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l'uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell'uomo e lo provocano al combattimento spirituale.

406 La dottrina della Chiesa sulla trasmissione del peccato originale è andata precisandosi soprattutto nel V secolo, in particolare sotto la spinta della riflessione di sant'Agostino contro il pelagianesimo, e nel XVI secolo, in opposizione alla Riforma protestante. Pelagio riteneva che l'uomo, con la forza naturale della sua libera volontà, senza l'aiuto necessario della grazia di Dio, potesse condurre una vita moralmente buona; in tal modo riduceva l'influenza della colpa di Adamo a quella di un cattivo esempio. Al contrario, i primi riformatori protestanti insegnavano che l'uomo era radicalmente pervertito e la sua libertà annullata dal peccato delle origini; identificavano il peccato ereditato da ogni uomo con l'inclinazione al male (« concupiscentia »), che sarebbe invincibile. La Chiesa si è pronunciata sul senso del dato rivelato concernente il peccato originale soprattutto nel II Concilio di Orange nel 529 539 e nel Concilio di Trento nel 1546. 540

Blumare369
00Saturday, May 7, 2011 6:57 PM
E' semplicemente orribile tutto ciò. Quale mente perversa può aver pensato queste idiozie?

Ma tuttavia posso anche capire che 2000 anni fa qualcuno, conoscendo i propri simili abbia pensato di gabbarli così. Ma oggi... via! Credere a queste follie è puro masochismo.

Chi vive nella fede non può capire il ridicolo di queste assurdità. Ma viste da fuori sembra di assitere al teatrino delle marionette in versione demenziale anziché comica.


[SM=g27993]
Cristianalibera
00Tuesday, August 2, 2011 8:06 PM
Re: ulisse2011:
Cristianalibera, 02/05/2011 17.37:


Non è propriamente storico, ma il peccato originale è sicuramente avvenuto!



Bello questo e mi chiedevo appunto come quando e commesso da chi?




UP!!!!

Giacché è tornato Freddie, possiamo magari svelare questo enigma?


Cristianalibera
00Sunday, May 13, 2012 11:53 AM
Ormai qui siamo rimasti a metà strada... ma vi complichero la vita e mando in onda questo articolo che ne pensate?

Origine della vita: il Giardino dell' Eden e la storia di Adamo ed Eva

Adamo ed EvaDalla creazione dell' uomo alla cacciata dal Giardino dell' Eden: le teorie di Sitchin sembrano incrociarsi con quanto narrato nella Bibbia. In questo articolo, si cercherà di esaminare i 'pro' e i 'contro' per una valutazione il più possibile bilanciata.
Tanto affascinante, quanto complesso, a tratti visionario, il pensiero e le teorie di Zecharia Sitchin fanno discutere ancora, alimentando l'aura di mistero sull'origine della vita.Ma per capire meglio quello che lo studioso vuole dire, la cosa migliore è procedere in parallelo quella di leggere quanto scrive per prendere in considerazione i 'pro' delle sue ipotesi e, quindi, analizzare i 'contro' di una serie di teorie alternative per poter dare una valutazione, per quanto complesso, il più possibile bilanciata.

Questo articolo, quindi, cercherà di affrontare le teorie e le ipotesi sulla nascita del Giardino dell'Eden diffuse da Sitchin, attraverso una serie di passaggi tratti da alcuni sui libri. Ne 'Il Pianeta degli Dei' ad esempio, lo studioso scrive: "E il Signore Dio piantò un frutteto nell'Eden, a oriente...E il Signore Dio fece crescere dalla terra ogni albero e ogni frutto piacevole a vedersi e buono da mangiare". Le generazioni che vissero in epoca biblica sapevano bene dove si trovasse l'Eden: esso era "ad oriente", ovvero ad oriente di Israele, in una terra in cui scorrevano quattro grandi fiumi, tra i quali il Tigri e l' Eufrate. Non vi è alcun dubbio che il Libro della Genesi lo collocasse proprio sugli altipiani da cui nascevano questi fiumi, nel nord-est della Mesopotamia: la Bibbia e la scienza, dunque, sono in perfetto accordo.

I RACCORDI TRA LA BIBBIA E I TESTI SUMERICI. Di fatto, se si legge il testo originale ebraico della Genesi come un documento scientifico, non teologico, ci si accorge che anch'esso descrive accuratamente il processo di domesticazione delle piante. Non appena la Divinità biblica, così come gli dèi sumerici, ebbe creato l'uomo, creò anche un giardino e lo assegnò all'uomo perché lo lavorasse. Più avanti, la Bibbia descrive la Divinità che "passeggia in giardino alla brezza del giorno", ora che il nuovo essere aveva cura del Giardino dell'Eden. Ma questa versione è poi davvero lontana dai testi sumerici che descrivono la protesta degli dèi e il loro desiderio di affidare ad altri "lavoratori" il loro oneroso compito, in modo da potersi riposare?

LA CREAZIONE DEGLI UOMINI, MA A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI CHI? Le fonti sumeriche sostengono che la decisione di creare l'uomo venne presa collettivamente da tutti gli dèi Anunnaki riuniti in assemblea, in tanti. Da questo punto di vista, pur esaltando apparentemente l'impresa di un'unica divinità anche il Libro della Genesi utilizza significativamente il plurale "Elohim" (letteralmente, "dèi") per indicare "Dio", attribuendogli secondo Sitchin una ben strana affermazione: "Ed Elohim disse: 'Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza'" Una frase, quest'ultima, in cui compaiono molti plurali. A chi si stava rivolgendo questa divinità unica, ma plurale (Elohim)? E a immagine e somiglianza di chi ("nostra") intendeva creare l'uomo? A questa domanda il Libro della Genesi non dà risposta.

IL GIARDINO DELL'EDEN E I FRUTTI PROIBITI. È come se l'umanità si portasse dentro, ancora oggi, la sensazione inconscia che vi sia stata, in un passato imprecisato, un'epoca di grande tranquillità e felicità e ciò si deve, con tutta probabilità, a leggende e racconti narrati non dai primi uomini, ma dagli stessi Nefilim (gli 'angeli caduti'). L'unico resoconto completo degli avvenimenti che videro protagonista l'uomo una volta che giunto nella dimora degli dèi in Mesopotamia, è il racconto biblico di Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden:

E il Dio Yahweh piantò un frutteto nell'Eden, a oriente;
e vi pose Adamo che Egli aveva creato. E il Dio Yahweh
fece crescere dalla terra ogni albero piacevole a vedersi e buono da mangiare;
e nel frutteto vi era l'Albero della Vita e l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male...
E il Dio Yahweh prese Adamo e lo mise nel Giardino dell'Eden perché lo lavorasse e ne avesse cura.
E il dio Yahweh disse ad Adamo:
"Di ogni albero del giardino potrai mangiare;
ma dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male non mangerai;
perché il giorno che tu ne mangiassi sicuramente moriresti". [dal libro 'Il Pianeta degli Dei']

Vi erano, dunque, due frutti vitali a disposizione nell'Eden, ma ad Adamo ed Eva era vietato solo il frutto dell'Albero della Conoscenza. A quel punto, ormai, alla Divinità non importava più che l'uomo potesse tentare di arrivare all'Albero della Vita. L'uomo, però, non fu capace di sottostare nemmeno a quell'unico divieto, e fu la tragedia. Il quadro idilliaco si tramutò rapidamente in una scena drammatica, quella che teologi e commentatori biblici chiamano la Caduta dell'Uomo. È una storia, che ben conosciamo, di comandamenti divini inascoltati, divine bugie, un Serpente tentatore (che tuttavia dice la verità), la punizione, l'esilio. Comparso dal nulla, il Serpente osò sfidare i solenni avvertimenti divini:

E il Serpente... disse alla donna:
"Davvero Dio ha detto
"Voi non mangerete alcun frutto degli alberi del giardino?" E la donna disse al Serpente:
"Dei frutti degli alberi del giardino possiamo mangiare;
è del frutto dell'albero che sta in mezzo al frutteto che Dio ha detto:
"Non mangerete di esso, né lo toccherete, altrimenti morirete".
Il Serpente disse allora alla donna:
"No, che non morirete; è che Dio sa bene
che il giorno in cui ne mangerete i vostri occhi si apriranno
e voi sarete come Dio - conoscerete il bene e il male".
E la donna vide che l'Albero era buono da mangiare e piacevole da vedere;
e inoltre aveva il potere di rendere saggi;
ed ella prese il suo frutto e lo mangiò e ne diede anche al suo compagno, ed egli mangiò.
E gli occhi di entrambi si aprirono, ed essi videro che erano nudi;
e allora legarono insieme foglie di fico coprirsi. [dal libro 'Il Pianeta degli Dei']

L'INIZIO DELLA CONSAPEVOLEZZA E DELLA CONOSCENZA PRECLUSA. Leggendo e rileggendo questo brano conciso, e tuttavia molto preciso, non si può fare a meno di domandarsi qual è la vera posta in gioco di questo scontro. Diffidati, pena la morte, dal toccare il Frutto della Conoscenza, i due terrestri vennero poi convinti ad andare avanti e a mangiare pure di quel frutto che avrebbe dato loro una "conoscenza" simile a quella della Divinità. E invece, tutto ciò che avvenne fu che i due si ritrovarono improvvisamente consapevoli della loro nudità. Il fatto di accorgersi di essere nudi, in realtà, non era che uno degli aspetti macroscopici di una situazione molto più complessa.

Il racconto biblico di Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden si apre con l'affermazione: "Ed entrambi erano nudi, Adamo e la sua compagna, e non se ne vergognavano". Per quanto è dato capire, è come se entrambi fossero ad un livello inferiore di sviluppo umano rispetto agli individui pienamente evoluti: non solo erano nudi, ma erano anche ignari di ciò che questo comportava. Se esaminato in modo più approfondito, il testo biblico sembra accennare al fatto che, a un certo punto, l'uomo abbia acquisito una certa capacità sessuale: era questa la "conoscenza" che avrebbe dovuto essergli preclusa e non, come si è pensato finora, una serie di informazioni scientifiche. E a conferma di ciò vi è il fatto che, non appena ottenuta questa "conoscenza", "essi seppero che erano nudi" e si affrettarono a coprirsi le parti inferiori del corpo. La Divinità si accorse subito che essi avevano trasgredito agli ordini:

Ed essi udirono il suono del Dio Yahweh
che passeggiava nel giardino nella brezza del giorno, e Adamo e la sua compagna si nascosero
dalla Divinità Yahweh tra gli alberi del giardino. E il Dio Yahweh chiamò Adamo
e gli disse: "Dove sei?". Egli rispose:
"Ti ho sentito arrivare nel giardino
e ho avuto paura, perché sono nudo;
così mi sono nascosto". E Dio disse:
"Chi ti ha detto che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero
di cui ti avevo ordinato di non mangiare?" [dal Libro della Genesi]

Adamo dovette ammettere la verità, ma accusò la sua compagna e questa accusò a sua volta il Serpente. In preda a una grande collera, la Divinità maledisse il Serpente e i due terrestri. Poi, a sorpresa, "il Dio Yahweh fece per Adamo e sua moglie delle vesti di pelli, e li coprì". Naturalmente non si può pensare che tutta questa storia, che portò all'espulsione dei terrestri dal Giardino dell'Eden, serva solo a spiegare come l'uomo abbia iniziato a vestirsi. Il fatto di indossare delle vesti, in realtà, non era che una manifestazione esteriore della sua nuova "conoscenza", l'acquisizione della quale insieme ai tentativi divini per sottrarla all'uomo, rappresentano il punto centrale della vicenda.

I RISCONTRI BIBLICI CON QUELLI NARRATI DALLE TAVOLE SUMERICHE. Anche se non è stato ancora trovato un testo mesopotamico che possa essere considerato il corrispettivo della Bibbia, non vi sono dubbi che il racconto, come tutto il materiale biblico riguardante la Creazione e la preistoria dell'uomo, era di origine sumerica. I riscontri sembrano esserci tutti: il luogo è la Dimora degli Dèi in Mesopotamia; i due alberi vitali, quello della Conoscenza e quello della Vita come nella Dimora di Anu; il gioco di parole sul nome di Eva ("quella della vita", "quella della costola"). Persino le parole della Divinità riflettono l'origine sumerica, poiché anche qui l'unico Dio degli ebrei compie un nuovo "scivolone" nel plurale, rivolgendosi a "colleghi" divini che non hanno certamente riscontro nella Bibbia, bensì nelle tavole d'argilla sumeriche:

Allora il Dio Yahweh disse:
"Ecco, Adamo è diventato uno di noi, e conosce il bene e il male.
E ora non potrebbe stendere la mano
e attingere anche all'Albero della Vita, e mangiarne, e vivere per sempre?".
E il Dio Yahweh cacciò Adamo dal Giardino dell'Eden [da 'Il Pianeta degli Dei']

GLI ANUNNAKI RIESCONO A CREARE L'HOMO SAPIENS SAPIENS. Non si saprà mai cosa provocò il conflitto nel Giardino dell'Eden, ma alla fine Enki riuscì a portare a termine il famoso "lavoratore primitivo" e a creare così l'Homo sapiens sapiens, un individuo completo e capace di generare una propria discendenza. A questo punto, nella Bibbia, Adamo diventa non più un termine generico per indicare "l'uomo", ma una persona specifica, il primo patriarca, anche se questo ha comportato una sorta di scisma tra Dio e l'Uomo. Secondo tali fonti, dunque, l'esistenza indipendente dell'uomo iniziò non nel sud della Mesopotamia, dove i Nefilim avevano fondato le loro città e i loro campi, ma ad est, nei Monti Zagros: "Ed egli scacciò Adamo e lo mandò a vivere a oriente del Giardino dell'Eden". Ancora una volta, dunque, il racconto biblico corrisponde perfettamente ai ritrovamenti scientifici: la cultura, la civiltà umana iniziò tra i monti che circondavano la pianura mesopotamica.
Massimo Rossini (01/03/2012)

www.nannimagazine.it/articolo/8235/origine-della-vita-il-giardino-dell-eden-e-la-storia-di-adam...
Cristianalibera
00Tuesday, September 4, 2012 12:40 PM
Tu che ne pensi alfredogennari.?
Cristianalibera
00Tuesday, November 12, 2013 6:17 PM
Questo è ciò che scriveva Pio XII in "Humani Generis":

"Però quando si tratta dell'altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio (cfr. Rom. V, 12-19; Conc. Trident., sess. V, can. 1-4)."

www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis...
kelly70
00Wednesday, November 13, 2013 12:25 AM
Re:
Cristianalibera, 12/11/2013 18:17:

Questo è ciò che scriveva Pio XII in "Humani Generis":

"Però quando si tratta dell'altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio (cfr. Rom. V, 12-19; Conc. Trident., sess. V, can. 1-4)."

www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis...




Ecco, appunto. E vorrei aggiungere che Adamo ed Eva sono anche canonizzati. Ossia sono santi. Vorrete mica dirmi che sono santi immaginari, vero? [SM=g27987]
Cristianalibera
00Wednesday, November 13, 2013 10:34 AM
Re: Re:
kelly70, 13/11/2013 00:25:




Ecco, appunto. E vorrei aggiungere che Adamo ed Eva sono anche canonizzati. Ossia sono santi. Vorrete mica dirmi che sono santi immaginari, vero? [SM=g27987]




Volete, chi?



kelly70
00Wednesday, November 13, 2013 10:49 AM
Re: Re: Re:
Cristianalibera, 13/11/2013 10:34:




Volete, chi?






Quelli che ci credono. Non certo io. [SM=g7352]

Cristianalibera
00Wednesday, November 13, 2013 11:06 AM
Re: Re: Re: Re:
kelly70, 13/11/2013 10:49:



Quelli che ci credono. Non certo io. [SM=g7352]





Dunque tu non ci credi che Adamo ed Eva in realtà siano solo figure allegoriche che rappresentano tutta l'umanità?

Certo, tu non ci credi nemmeno che siano persone in realtà esistite.
Ma cmq non credendo in niente, non hai nemmeno nulla da contraporre, o anche tu sei convinta della teoria dell'evoluzione, macroevoluzione inclusa?
Mi sembra di ricordare di no.




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