Accordo tra Birdlife e Face

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Sunkmanitu tanka
00Thursday, October 14, 2004 5:57 PM
Testo tratto dal sito nazionale della LIPU... che possa essere di buon auspicio...

Saluti.

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ACCORDO STORICO TRA BIRDLIFE E FACE

Uno storico accordo per la conservazione degli uccelli è stato firmato stamattina a Bruxelles da Mike Rands, Segretario Generale di Birdlife International, la più grande federazione mondiale per la protezione degli uccelli, e da Gilbert De Turckheim, Presidente della Federazione europea dei cacciatori (FACE). L'accordo, solennemente siglato alla presenza della Commissaria europea per l'ambiente, Margot Wallstrom e della Direzione Generale Ambiente della Commissione europea, riguarda potenzialmente 25 Paesi europei e oltre dieci milioni di membri delle due organizzazioni ed è il punto d'arrivo di un percorso lungo e difficile, in linea con l'iniziativa "Sustainible hunting" della Commissione. Un punto d'arrivo ma anche di partenza, visti i contenuti in molti aspetti rivoluzionari del documento.

Con l'accordo si riconosce definitivamente che la Direttiva “Uccelli” (n.79/409/CEE) è lo strumento appropriato per la conservazione dell’avifauna e che nessuna azione verrà intrapresa dalle due organizzazioni firmatarie al fine di emendarla o svilirne il valore (artt. 1 e 2). Al contrario, l'impegno è quello di rafforzare gli strumenti legali europei per la protezione degli uccelli (art. 2), al fine di preservare le specie a rischio (art. 7) e contribuire all'arresto del declino della biodiversità entro il 2010 (art. 3), secondo l'impegno assunto dall'Unione Europea. Ancora, l'impegno è quello di chiedere agli Stati membri di applicare correttamente e consolidare le legislazioni nazionali, soprattutto tramite il rafforzamento degli strumenti di controllo e prevenzione (art. 8). Inoltre, l'accordo chiama al rispetto stringente dei dati scientifici, cui le pratiche di caccia devono subordinarsi (art. 6).
Di straordinaria importanza per la conservazione degli uccelli e della natura è anche l'articolo 9 dell'accordo, in cui si sancisce l'impegno delle due organizzazioni a promuovere la messa al bando, al più presto possibile e comunque non oltre il 2009, dei pallini di piombo dalle zone umide. Va ricordato in proposito che il piombo usato dai cacciatori, diretti e indiretti, è causa di gravissimi danni, tanto all'avifauna e agli ambienti naturali quanto alla salute umana.

Secondo Giuliano Tallone, Presidente della LIPU (il partner italiano di Birdlife International) si tratta di "un accordo storico che dimostra in modo inequivocabile che la conservazione degli uccelli va considerata una priorità assoluta per tutti, ambientalisti, politici, cittadini e anche cacciatori. Da vent’anni, pur valutando negativamente la pratica della caccia, anche per ragioni etiche, la LIPU cerca di convincere il mondo venatorio ad adottare tutti gli strumenti idonei al fine di limitare i danni agli uccelli e alla natura. Con questo accordo, che ci auguriamo venga preso sul serio e rispettato anche dai cacciatori italiani, giunge una conferma solenne alle posizioni della LIPU, di Birdlife International e di tutto il mondo ambientalista".

Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura della LIPU, presente alla firma di Bruxelles, afferma che "l'accordo è chiarissimo nei suoi principi e nelle potenziali conseguenze. Applicarlo in concreto significherebbe voltare definitivamente pagina e dare alla natura il ruolo prioritario che merita. Inoltre, come è stato ufficialmente dichiarato durante la cerimonia, l'accordo dimostra che i tentativi italiani di modificare la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, ma anche l'atteggiamento di alcune parti del mondo venatorio, rappresentano un caso grave, da risolvere al più presto".

Ma quali sono dunque le potenziali ricadute dell'accordo sull'Italia? "Tra le conseguenze logiche e immediate dell'accordo - afferma Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali della LIPU - la prima sarebbe quella dell'abbandono definitivo di ogni velleità di modifica della 157. Basta dare un'occhiata all'accordo, oltre che alla Direttiva Uccelli e ai dati scientifici ufficiali esistenti, per capire che chi vuole cambiare la legge, aumentando le specie cacciabili, i tempi di caccia e così via, si muove in un territorio impraticabile dal punto di vista legale, scientifico, politico e persino culturale. Ed è clamoroso, a nostro avviso, che proprio i cacciatori che in Italia rappresentano la FACE, sostengano queste proposte. Alla luce dell'accordo di Bruxelles, ci aspettiamo dunque un segnale forte e inequivocabile da parte di tutto il mondo venatorio italiano. La LIPU chiede: chi ci sta? Chi prende sul serio e concretamente, un evento di questa ufficialità e importanza?".

La LIPU, che si avvia a consegnare le firme della grande petizione contro "caccia selvaggia", lancia infine un appello al Ministero dell'Agricoltura italiano: si comporti sulla caccia con lo stesso coraggio dimostrato su altre questioni rilevanti: rispetti la natura e gli animali selvatici e li anteponga, in linea con la Direttiva europea e questo solenne accordo, agli interessi di parte.

12 ottobre 2004 - Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia

[Modificato da fcvinci 17/11/2004 17.59]

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