ARTeFATTI

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elisa.adragna
00Thursday, May 27, 2010 8:10 AM
A breve sarà possibile vedere il capolavoro dell'immortale Maestro Vantin anche su youtube.
Ciro Cumulo
00Thursday, May 27, 2010 11:21 AM
Re:
elisa.adragna, 5/27/2010 8:10 AM:

A breve sarà possibile vedere il capolavoro dell'immortale Maestro Vantin anche su youtube.




Grande Elli! Quando è pronto, dimmi, che lo devo girare a un po' di persone che non riuscivano a vederlo altrimenti!
elisa.adragna
00Thursday, May 27, 2010 4:38 PM
Re: Re:
Ciro Cumulo, 27/05/2010 11.21:




Grande Elli! Quando è pronto, dimmi, che lo devo girare a un po' di persone che non riuscivano a vederlo altrimenti!





Bruttoformo
00Thursday, May 27, 2010 5:02 PM
Re: Re: Re:
elisa.adragna, 27/05/2010 16.38:







Ecco, ora anche quelle persone che non riuscivano a vederlo altrimenti andranno a cercarlo a casa per corcarlo bene di mazzate.
elisa.adragna
00Thursday, May 27, 2010 5:47 PM
Re: Re: Re: Re:
Bruttoformo, 27/05/2010 17.02:


Ecco, ora anche quelle persone che non riuscivano a vederlo altrimenti andranno a cercarlo a casa per corcarlo bene di mazzate.




è fantastico il fermo immagine, non l'avevo notato!
Ciro Cumulo
00Thursday, May 27, 2010 8:30 PM
Re: Re: Re:
elisa.adragna, 5/27/2010 4:38 PM:









Spettacolare fermo immagine, lo userò come copertina del DVD versione deluxe!
Zeman81
00Tuesday, August 24, 2010 8:16 PM
Amiche e amici, è con una certa emozione che vi comunico che ho raccolto sette miei scritti, li ho rivisti, rivisitati e corretti e li ho messi assieme. Oggi ho fatto una stampata.
Non so cosa ne farò, forse li pubblicherò, forse no, i don't know.
Devo ancora valutare se trasportare due dei sette racconti dalla prima alla terza persona oppure no, devo pensarci a modo, forse rischierebbero di perdere forza.
Devo poi trovare un'ordine ai 7 scritti, ho chiara solo la fine (che però è geniale, e il fatto che io lo dica apertamente è dovuto al fatto che m'è venuta per caso e non perché sia una cosa premeditata).

Non so perché ne parlo con voi; nel senso: non che sia importante che il MEF sia a conoscenza di questa cosa, ma magari, semplicemente, voi potreste dire:"cazzo ce ne frega?"
Lo so, e avreste ragione.

L'unica delusione che mi aveva dato SETTEMBRE NON TORNERA' era stata che alcune cose le avevo già lette, proprio qui, sul MEF.
Altre delusioni le ho avute con SQUARCIAFAVOLE, e per delusioni intendo che buona parte della roba scritta io l'avevo già letta sul blog di Emanuel.

E in questa mia raccolta di scritti, ammesso e non concesso che venga un giorno pubblicata, ce ne sono alcuni che avete già letto.
Da un lato, ammesso e non concesso che la raccolta venga un giorno pubblicata, avrei voluto evitare questa cosa.
Dall'altro, ammesso e non concesso che la raccolta venga un giorno pubblicata, no.
Alla fine, se mi è venuta voglia di dare una profondità a questa idea è anche perché ho trovato spunti e sostengo dal/e nel mondo MEF, per cui ci sta che conosciate chi 4/7, chi 5/7, chi 3/7 della roba che ho scritto.

Basta.

Gli scritti sono:

- Una tranquilla notte d'estate (già pubblicato sul blog col nome di Explosions in the Sky)
- Un attimo infinitamente lento (già pubblicato sul blog con lo stesso nome)
Roba che ormai ha cinque anni e che faceva parte di un unico e medio scritto, ma se il primo non ha mai subito grandi sconvolgimenti, il secondo è stato bellamente modificato dopo uno stupendo pomeriggio al Frignano che mi ha dato un totale di idee.

- Il 21 di Gennaio (già pubblicato sul blog con lo stesso nome).
- Lily (praticamente mai pubblicato da nessuna parte)
Roba che ha quattro anni e che faceva parte di un unico e lungo scritto. Il primo dei due è stato modificato pesantemente rispetto alla mia prima stesura. C'è voluta l'Irene perché prendesse forza indipendente. Lily, quello che ritenevo il più strano e l'unico il cui titolo non ha alcun riferimento temporale sembrava il più avulso rispetto agli altri. Invece s'è trasformato nella migliore delle conclusioni possibili. E alla fine ci sta che, da ultimo, abbia un titolo ESTRANEO e chiuda tutti i cerchi.

- Fuori dal tempo (pubblicato sul blog con il nome di Fuori Tempo Massimo)
Roba del marzo di tre anni fa. Alla fine, quando lo rileggo, mi piace sempre.Anche perché è l'unico che ha un'ambientazione maranellese.

- Sono dieci anni che è così (già pubblicato sul blog con lo stesso nome).

- La terza settimana di Agosto (in assoluto la cosa migliore che io abbia mai scritto, non ci fosse la forza devastante di Lily).

Come dice qualcuno, adesso scrivono tutti, tutti pubblicano libri, non c'è più gusto.
Può darsi che sia così, ma a me non frega un cazzo.
Se mi viene lo sghiribizzo, mi informerò su come pubblicare.
Tanti saluti.
Bruttoformo
00Wednesday, August 25, 2010 9:50 AM
Re:
Zeman81, 24/08/2010 20.16:

Amiche e amici, è con una certa emozione che vi comunico che ho raccolto sette miei scritti, li ho rivisti, rivisitati e corretti e li ho messi assieme. Oggi ho fatto una stampata.
Non so cosa ne farò, forse li pubblicherò, forse no, i don't know.


Il mio suggerimento è SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌ!!!!!!!!!!!!
Black Francis
00Wednesday, August 25, 2010 10:02 AM
Re:
Zeman81, 24/08/2010 20.16:

Non so perché ne parlo con voi; nel senso: non che sia importante che il MEF sia a conoscenza di questa cosa, ma magari, semplicemente, voi potreste dire:"cazzo ce ne frega?"
Lo so, e avreste ragione.



A me l'unica cosa che interessa è leggere quelli che non ho ancora letto.


Von Wafer
00Wednesday, August 25, 2010 10:58 AM
Subito sono rimasto quasi ferito.
Perchè ritengo la scrittura una cosa completamente diversa da ogni altra espressione, talmente privata che mi ingelosisce un po' condividerla con altri.
Hai ragione a dire che adesso scrivono e pubblicano tutti. E' una cosa che mi dà un fastidio immenso, che mi ferisce. La scrittura non dovrebbe essere così. Uno dovrebbe pubblicare se e solo se è sincero fino in fondo. Non devi mentire. Bortolotti ha mentito, tutti hanno mentito. Si sono presi una cosa talmente privata e intima che non avevano il diritto di imputtanirla. Scrivere è da soli, è scrivere per sé, è un non scendere a compromessi con nessuno.
Tutti scendono a compromessi. Con le altre espressioni si deve farlo, ma con la scrittura no. Sei solo tu.
Si è ridotta la scrittura a una merce da scarpe, a un prodotto come gli altri. Cazzo no. Uno deve avere la sua personalità, un suo messaggio, una sua poetica. Uno deve arrivare più in là. Deve avere uno scopo, un perchè, una visione che va oltre.
L'unico che vedo come scrittore, l'unico che accetto è Gavioli, anche se non risponde ai requisiti.

E ora ci sei tu. Penso tu sia sincero. Mi dà un po' da fare l'essere in tre, stavolta.
Leggere le cose su internet non conta un cazzo. Rileggerle in un libro, un libro vero, studiato per essere tale, è tutt'altra sensazione.
Sono curioso. Molto.
Black Francis
00Wednesday, August 25, 2010 12:10 PM
Re:
Von Wafer, 25/08/2010 10.58:


L'unico che vedo come scrittore, l'unico che accetto è Gavioli, anche se non risponde ai requisiti.




Lo accetti perchè è tuo amico. Come ti può mai passare per la testa (se non sei suo amico) di leggere un libro di chi scrive quella roba su facebook?


Von Wafer
00Wednesday, August 25, 2010 12:40 PM
Re: Re:
Black Francis, 25/08/2010 12.10:



Lo accetti perchè è tuo amico. Come ti può mai passare per la testa (se non sei suo amico) di leggere un libro di chi scrive quella roba su facebook?






In effetti.
Zeman81
00Thursday, August 26, 2010 12:47 PM
Re:
Von Wafer, 25/08/2010 10.58:

Subito sono rimasto quasi ferito.
Perchè ritengo la scrittura una cosa completamente diversa da ogni altra espressione, talmente privata che mi ingelosisce un po' condividerla con altri.
Hai ragione a dire che adesso scrivono e pubblicano tutti. E' una cosa che mi dà un fastidio immenso, che mi ferisce. La scrittura non dovrebbe essere così. Uno dovrebbe pubblicare se e solo se è sincero fino in fondo. Non devi mentire. Bortolotti ha mentito, tutti hanno mentito. Si sono presi una cosa talmente privata e intima che non avevano il diritto di imputtanirla. Scrivere è da soli, è scrivere per sé, è un non scendere a compromessi con nessuno.
Tutti scendono a compromessi. Con le altre espressioni si deve farlo, ma con la scrittura no. Sei solo tu.
Si è ridotta la scrittura a una merce da scarpe, a un prodotto come gli altri. Cazzo no. Uno deve avere la sua personalità, un suo messaggio, una sua poetica. Uno deve arrivare più in là. Deve avere uno scopo, un perchè, una visione che va oltre.
L'unico che vedo come scrittore, l'unico che accetto è Gavioli, anche se non risponde ai requisiti.

E ora ci sei tu. Penso tu sia sincero. Mi dà un po' da fare l'essere in tre, stavolta.
Leggere le cose su internet non conta un cazzo. Rileggerle in un libro, un libro vero, studiato per essere tale, è tutt'altra sensazione.
Sono curioso. Molto.



Jean, tu una volta devi aver detto con Gav che la scrittura è una lotta contro la pagina bianca.
Gav è iper d’accordo, io invece no. Come in tutte le arti, le cose ti devono arrivare addosso, è la famosa ispirazione.
Può essere un giro di accordi, un riff, una mezza storia, un accenno, una parola, una chiacchiera da bar, una visione come la chiami tu.
In più dev’essere qualcosa che non c’è, qualcosa che manca.
Ho sempre avuto l’idea di scrivere di calcio, storie sconosciute, ma rimaneva troppo poco di mio ed era già stato fatto. Serviva qualcosa dove ci fosse tanto di mio e non fosse già stato fatto o non come l’avevo in testa io.

Quanti aneddoti abbiamo scritto da quando esiste il MEF, quanti ce ne siamo raccontati? Quanti ancora ne scriveremo? Quanti non crediamo abbiano forza narrativa e invece ne hanno? A volte racconto cose a voce che fanno ridere o che la gente si ricorda a distanza di tempo, ma che per iscritto non penso abbian alcun tipo di presa. E forse mi sbaglio. Altri li scrivo, e fan cagare; detti a voce funzionano.

Eppure ho impiegato 5 anni a dirmi: bon, queste cose van bene.
Queste sono le storie che mi sono arrivate addosso, che non ho cercato, ma che ho seguito una volta che mi ci son trovato davanti.
Sincero son sincero, anche troppo, ed è per questo che son timoroso a pubblicare.
Gav mi ha detto:”Di queste cose parli solo tu”, devi pubblicare per forza.
A Barigo ho letto una cosa ad un ragazzo che non credo abbia mai preso in mano un libro in vita sua né mai lo farà. Era la prova del 9. Ha ascoltato tutto e quando è stato ora di commentare, non ha commentato il pezzo che sapevo gli sarebbe piaciuto e con cui lo avevo coinvolto ad ascoltarmi (è un racconto che parla di calcio, come no…, una mezza facciata, sì e no…), ma ha commentato la parte che aveva più profondità, più difficoltà nell’essere trasmessa.

Raccontare (ma raccontare qualsiasi cosa) è un’arte.
Andate in un bar: potete avere la migliore favella di questo mondo, potete avere la storia più bella che ci sia: non è detto che vi ascoltino.
Bisogna aver la storia, vanno usate le parole giuste, va saputa raccontare.
Se arrivi diretto al cuore di qualcuno che altrimenti non ti ascolterebbe mai parlare di una cosa così, e ci arrivi con la carta più difficile da calare, allora vinci tu, allora sei sincero. E bada, dire:”Bisogna aver la storia, vanno usate le parole giuste, va saputa raccontare” suona molto come un compromesso. Se però riesci a usare la storia, le parole e il racconto come una cornice di quel che vuoi veramente dire, allora non se ne accorgerà nessuno, ma le regole le starai facendo tu.

Se invece è un esercizio di scrittura di una storia preconfezionata allora è una merda, allora non coinvolgerai mai nessuno. In quel senso si mente. C’è chi su fb scrive come status che sta scrivendo e ti dice anche cosa sta scrivendo (non parlo di Gav), e a me un po’ colpisce. Se scrivi, scrivi, non esiste altro, sei in un mondo compositivo tuo dove esisti solo tu e finché ne hai vai, non ti fermi a raccontarlo a fb.


Outroducing.
Come scritto altre volte, io ho alcune influenze. In primis Giovanni Lindo, per la capacità di trasmettere le immagini nella loro Alta Definizione, il blog dei Ministri per la voglia di sperimentare e usare parole nuove, una ragazza di Fiorano che ha un talento sopraffino e vede cose che il 95% della popolazione mondiale non vede ma io sì (ed è il motivo che mi spinge a dire: non sono l’unico, e se ha voglia di scriverle una che è più capace di me e che tra l’altro è anche figa, allora forse sono importanti), i bar, dove nascono tantissimi spunti e circolano sempre nuovi modi di comunicare le stesse cose, e il gergo calcistico (che a mio parere è la fonte più prolifica di lingua e immagini, una cosa pazzesca)
Da quando Gav mi ha regalato il moleskine, io l’ho riempito di cose sentite qua e là, di parole, di modi di dire, di detti, di idiomi, di neologismi, tante robe da usare. E’ diventato come il taccuino di Mourinho. E mi ha aiutato tantissimo a migliorare il mio modo di scrivere.
Se alle tue influenze aggiungi una costante ricerca stilistica, c’è solo un modo per far peggio di prima: non avere la storia e sforzarsi lo stesso di scriverla. Ma se di volta in volta hai una storia e di volta in volta sai scrivere meglio, l’asticella la alzi di continuo.

Come dico sempre a Gav, “giocare facile non è facile”, per cui “l’esercizio di scrittura” paradossalmente non porterà mai ad un linguaggio semplice ed immediato, ma porterà solo ad un linguaggio difficile e lento. Perfetto, probabilmente, ma non “sgaggio” e innovativo. Anche in quel senso menti. Sacrifichi te stesso per la tecnica ed alla fine chi legge, non leggerà quello che davvero vuoi trasmettere, leggerà quel che hai scritto e non andrà mai oltre.

Faccio un esempio.
Una volta ho sentito dire:”Sei un bel sarto, mi hai fatto proprio un bel vestito”.
Avrebbero potuto dire:”Mi hai messo in un mare di merda”, “Mi ritrovo in una situazione difficile, estremamente complicata”.
Volgare il primo, scontato e senza resa il secondo.
Ma quello del sarto, di quelli che si sentono al bar, quanto fa?
Non c’è una parola ricercata o difficile, è una bella metafora e non è nemmeno di uso comune.

Boh, non so, ho scritto un totale di cose a caso.

Questi scritti si basano su queste cose, è il loro filo comune.

Bruttoformo
00Wednesday, September 8, 2010 10:20 PM
Apro la scatola della verità e trovo DOLOOOOOOOOREEEEEEEEEEEE!!!!!

www.facebook.com/video/video.php?v=329188868307&ref=mf

Stavo per metterlo nella sezione Musica ma poi ho pensato che sarebbe un po' fuori luogo...
Bruttoformo
00Wednesday, September 8, 2010 10:20 PM
Apro la scatola della verità e trovo DOLOOOOOOOOREEEEEEEEEEEE!!!!!

www.facebook.com/video/video.php?v=329188868307&ref=mf

Stavo per metterlo nella sezione Musica ma poi ho pensato che sarebbe un po' fuori luogo...
Bruttoformo
00Saturday, October 2, 2010 11:40 AM
Jean, sai qual è l'aspetto più figo del fatto che fai delle letture all'Officina? Che interagirai con LA MIMMA. LA MIMMA (il cui nome va sempre scritto tutto in maiuscolo e, nel discorso parlato, pronunciato con un vocione profondo) è la gestrice dell'Officina, un donnone che ama mantenersi giovanile vestendosi come se fosse a caccia di maschietti imberbi. Un mio amico la prima volta che è stato in quel posto ha detto che se la sarebbe fatta LA MIMMA, io dico che a gh'vól dal curàg.
Io credo di non averci mai parlato con LA MIMMA, mi sono sempre chiesto come dev'essere intrattenere una conversazione con lei.

Oh, ma poi i carpigiani vengono? Per quello che ne so ora non frequentano più tanto l'Officina, ma magari per l'occasione tornano...
Bruttoformo
00Sunday, November 14, 2010 3:48 PM
Vanity, e se aprissimo un blog e/o un gruppo facebook per raccogliere i fumetti elaborati da te, me e Jean?

Ieri ho avuto un'idea per una striscia (non di carattere politico o religioso) che spaccava il culo, ma me la sono scordata! Ora capisco perché i più o meno noti scrittori emiliani girano sempre con un taccuino...
Ciro Cumulo
00Sunday, November 14, 2010 7:26 PM
Re:
Bruttoformo, 14/11/2010 15.48:

Vanity, e se aprissimo un blog e/o un gruppo facebook per raccogliere i fumetti elaborati da te, me e Jean?

Ieri ho avuto un'idea per una striscia (non di carattere politico o religioso) che spaccava il culo, ma me la sono scordata! Ora capisco perché i più o meno noti scrittori emiliani girano sempre con un taccuino...




SSSSSSSSSSSSSSIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bruttoformo
00Tuesday, December 7, 2010 12:56 AM
Caaaaaaaaaarllll!
Questa è una segnalazione di Fede.
È una di quelle cose che fanno riderissimo per il solo fatto di non poter immaginare una stronzata più grossa!



Edit: volevo metterlo in "Videocazzate" ma mi sono sbagliato. Se qualche sceriffo ha tempo e voglia di spostarlo può farlo...
Zeman81
00Tuesday, February 22, 2011 7:13 PM
In questo tempo "libero" spesso mi dedico alla scrittura.
Ho messo insieme 9 "racconti".
Mi sembrava di avervelo già detto, ma poi ne ho messi insieme altri due, rispetto ai 7 di cui vi avevo accennato.

Ho scelto quelli che sono legati tra loro da due fattori:
- irripetibilità del momento;
- potenza evocativa dell'immagine di cui si parla.
Vuole dire che non ha importanza che l'oggetto della descrizione o del mini-racconto sia un ragazzo, una ragazza, me stesso, un posto, un panorama.
Quel che conta è la forza di quello che sto guardando, IN QUEL PRECISO e UNICO MOMENTO.
8 dei 9 scritti hanno un titolo che chiama in causa il tempo.

01. Una tranquilla notte d'estate -'07
02. Sono dieci anni che è così -'10
03. Fuori dal tempo -'08
04. Il 21 di Gennaio -'06
05. Un attimo infinitamente lento -'07
06. A orologi fermi -'11
07. La terza settimana di Agosto -'07
08. En passant -'10
09. Lily -'06

Sto facendo un labor limae pazzesco, non so poi perché.
Per esempio, ho messo tutto in terza persona, tutto tranne l'ultimo.
Dovesse mai diventare qualcosa di pubblicabile, il titolo penso che sarebbe: Lily, lo specchio di questa terra.

Qualcuno di voi ha già letto qualcosa, altri qualche bozza. Vi volevo lasciare per la lettura (nel vostro tempo libero) l'intro del racconto 07. La terza settimana di Agosto, che è l'unico ad essere diviso in parti.

Intro

L’Alto Frignano è magnifico durante la terza settimana di Agosto: è bello e cattivo. È bello perché i colori verdi dei prati e dei boschi iniziano a sfumare verso il marrone, il giallo, il rossastro; e conserva fascino anche se il blu terso del cielo va in fumo, s’impolvera, intonandosi sul grigio, il bianco livido, lo scuro.
Sono i primi accenni di un impaziente autunno che, tempo un mese, busserà alle porte delle montagne, avvolgendone le selve, i crinali e le vallate di manti suggestivi ed incantevoli.
Delle terre del Frignano, questa è una delle prime ad arrossare, ad imbrunire, a tingersi di quelle gradazioni crepuscolari che la vestiranno fino all’arrivo della prima neve che, spietata, spazzolerà via dagli alberi le ultime reduci ed obsolete foglie dalle meravigliose tinte bronzee, vermiglie e paglierine.
È cattivo perché ferragosto segna il climax della bella stagione, l’apice estivo. Una volta oltrepassato, l’estate inizia a tramontare, e le belle giornate si concludono in fastidiosi acquazzoni serali, le successive mattine sono accompagnate da brusche e inattese folate di freddo, e le cime più alte vengono incappucciate da insolite avvisaglie di neve fuori stagione.

In questo periodo il Frignano non solo sfoggia il fascino decadente della fine dei bei giorni ma anche quello più palese ed emotivo dell’abbandono dei villeggianti.
I turisti fanno ritorno alla bassa, in pianura; mentre i nipoti, come ogni estate, salutano i nonni, li salutano ancora una volta. Dopo aver trascorso l’estate in loro compagnia, se ne tornano a mezza montagna o nelle città, laddove qualche decina di anni prima i genitori sono scappati a vivere in cerca di lavoro. Un arrivederci, quest’ultimo, straordinario nella sua rassegnazione, carico di tutte quelle emozioni che solo ieri e domani riescono ancora a trasmettersi. Generazioni identiche nel sangue ma che hanno visto e vissuto mondi completamente opposti: una moderna transumanza di consuetudini che si incontrano in un intervallo temporale tra passati del futuro, un momento ineffabile che esiste solo in un luogo definito, un incrocio unico tra spazio e tempi.

È tutto il contesto ad essere triste.
Lungo le strade non compaiono più cartelli o segnalazioni ufficiali, ufficiose o amatoriali che reclamano o indicano feste di paese: il bel tempo delle sagre è finito. Niente più celebrazioni dei maggi, dei ferragosti, dei soli, delle lune, delle birre, dei treppi, dei mulini, dei lamponi, dei mirtilli, dei boschi. Niente di niente: solo desolazione.
Nei bar/drogherie non si incontrano più le rezdore cittadine ansiose di ritirare le torte caserecce che hanno prenotato alle cuoche del posto, le cui mani, frutto di tradizioni secolari e genuine, sono garanzia intrinseca di qualità e bontà superiori rispetto ai dolci comperi dei supermercati di città.
Nelle piazze di paese, nelle piazzette dei borghi, nei cortili delle seconde case e nei campetti non si sentono più gli schiamazzi dei bambini che giocano tra loro. Anche le amicizie stagionali si sono inesorabilmente sciolte quando le madri hanno decretato che occorreva fare ritorno a casa per rassettarla, mettere ordine, lavare i panni, prepararsi psicologicamente al rientro lavorativo, e avere il tempo necessario per cacciar via il magone.
Resistono quelli che sono nati e cresciuti lì, e hanno deciso -nonostante tutti i nonostante- di invecchiarvi. E resistono i superstiti alla villeggiatura, quelli che per svariate ragioni vogliono rimanere ancora un po’, indugiando nell’intimità di loro stessi, di qualche affetto privato, della natura, e del momento. Nondimeno entrambe le facce di queste due razze appaiono ugualmente scontente, segnate da un velo nemmeno troppo sottile di malinconia.
La prima categoria di reduci ha maledetto i vacanzieri per tutta estate, sperando che se ne andassero il prima possibile e che liberassero la propria piccola patria della loro ingombrante presenza. Ora si sfregano le mani in attesa dell’inverno, non vedendo l’ora di potersi lamentare nuovamente dei turisti. In fondo sono dispiaciuti, non hanno più niente di cui parlare, nessun nemico cui far fronte comune, nessun rumore che li tenga svegli la notte, che dia loro capi d’accusa da imputare agli invasori.
La seconda categoria, delle due, è invece la più curiosa, la più romantica. Gente di via, ma che si sente vincolata al paese quasi se ne sentisse adottata, che prova dispiacere nell’andarsene e vorrebbe trattenersi, quasi avida del tempo che sta fuggendo, e si ferma, rimandando il ritorno fintanto che le ferie lavorative glie lo consentiranno. Sembra quasi che questi forestieri vogliano stringere un’intesa con il paese, accettare di accompagnarlo verso i tempi più bui a patto di essere a propria volta accettati, e venirne riconosciuti come figli legittimi.

È un resoconto semplice e naturale, e soprattutto è ciclico e testato. Di volta in volta possono cambiare i protagonisti e le comparse, ma il copione da recitare rimane lo stesso. Questo è il gioco, queste sono le regole.
Però, come in ogni cosa, non mancano le eccezioni, e a volte ci si imbatte in chi non fa capo a nessuna delle due razze di cui sopra.
Quelle rare volte occorre avere la fortuna d’essere presenti, l’occhio per non perdere nemmeno un dettaglio di quello a cui si sta assistendo, e la memoria per ricordarsi di ogni cosa che si ha avuto la buona sorte di vedere.
Zeman81
00Thursday, March 24, 2011 1:45 PM
Ho partecipato ad un concorso letterario.
Il tema era il colloquio di lavoro.
Ha vinto uno che era tra gli organizzatori.
Vabbé.

Poi d'accordo, si è presentato sotto mentite spoglie, e sotto falso nome, ma il risultato non cambia.
Se organizzi, non partecipi, altrimenti vai poi a fare l'allenatore-giocatore come Luca Vialli ai tempi del Chelsea.
E però era un altro calcio.

indieopenbar.blogspot.com/2011/03/delle-due-luna.html

Questo comunque è il racconto che non ha vinto.
Tommychaos
00Thursday, March 24, 2011 2:18 PM
Re:
Zeman81, 24/03/2011 13.45:

Ho partecipato ad un concorso letterario.
Il tema era il colloquio di lavoro.
Ha vinto uno che era tra gli organizzatori.
Vabbé.

Poi d'accordo, si è presentato sotto mentite spoglie, e sotto falso nome, ma il risultato non cambia.
Se organizzi, non partecipi, altrimenti vai poi a fare l'allenatore-giocatore come Luca Vialli ai tempi del Chelsea.
E però era un altro calcio.

indieopenbar.blogspot.com/2011/03/delle-due-luna.html

Questo comunque è il racconto che non ha vinto.


1) l'aneddoto lo conoscevo già, ciononostante mi è piaciuto il modo in cui l'hai rielaborato

2) "ha vinto uno che era tra gli organizzatori" è spettacolare. Poi dicono che chi governa o, comunque, chi è in Parlamento non rappresenta il c.d. "paese reale". Recatevi a defecare.

3) come/dove l'hai trovato questo concorso?
Zeman81
00Thursday, March 24, 2011 3:01 PM
Re: Re:
Tommychaos, 24/03/2011 14.18:


1) l'aneddoto lo conoscevo già, ciononostante mi è piaciuto il modo in cui l'hai rielaborato

2) "ha vinto uno che era tra gli organizzatori" è spettacolare. Poi dicono che chi governa o, comunque, chi è in Parlamento non rappresenta il c.d. "paese reale". Recatevi a defecare.

3) come/dove l'hai trovato questo concorso?




Me l'ha detto una mia amica che ne fa parecchi.
Poi son diventato amico di APPUNTO IL GIORNALE su fb che ne organizza vari e di IL RASOIO.
Tommy, ma sei a casa?
Tommychaos
00Thursday, March 24, 2011 10:03 PM
Re: Re: Re:
Zeman81, 24/03/2011 15.01:


Tommy, ma sei a casa?


Da un mesetto circa. Ma è stato un mesetto molto incasinato.
Ciro Cumulo
00Friday, March 25, 2011 3:38 PM
Zeman81
00Friday, March 25, 2011 3:44 PM
Re:
Ciro Cumulo, 25/03/2011 15.38:




Grande Vintage!

Tommychaos
00Friday, March 25, 2011 3:49 PM
Re:
Ciro Cumulo, 25/03/2011 15.38:



Bear Notari come Gianni Morandi?
Ciro Cumulo
00Saturday, March 26, 2011 1:03 AM
Bruttoformo
00Wednesday, July 13, 2011 7:59 PM
Van't Schip, ma hai per caso frequentato corsi di disegno o cose del genere recentemente? Mi sembra di vedere notevoli miglioramenti nello stile...
Ciro Cumulo
00Thursday, July 14, 2011 12:24 PM
Re:
Bruttoformo, 13/07/2011 19.59:

Van't Schip, ma hai per caso frequentato corsi di disegno o cose del genere recentemente? Mi sembra di vedere notevoli miglioramenti nello stile...




No, dipende da quanto mi tira il culo o meno!
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