il giudizio universale di begnini

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Serpe
00Thursday, December 13, 2007 1:35 AM
«TU, IMMAGINA, ARRIVA DIO» - Ma dico: se tornasse il Nostro Signore come ci giudicherebbe? Tu immagina, arriva Dio improvvisamente e trova la Terra così un casino, un inferno, guerre di qua, guerre di là, e chi si fa male, la foresta bruciata, il buco nell’ozono... Oh mamma, Pietro guarda laggiù, oh mamma che casino le guerre... tutte a nome mio poi, che sono lo stesso dappertutto, guarda che casino, quante trasfigurazioni genetiche... E quello che è, il mandarancio? Quello mica l’ho fatto io. Hanno fatto fare l’amore a un mandarino con l’arancio è venuto fuori il mandarancio. Quello che è, il cane lupo? Ha fatto l’amore un cane con un lupo ed è venuto il cane lupo. E quello che è: la zanzara tigre. Veramente è una zanzara?... E quello che è? Quell’incrocio stranissimo...? No, quella è una persona. Chi? Giuliano Ferrara. Sì, Giuliano Ferrara, sia pure con un mazzo di verdure in mano. Sta andando a Sanremo...
Serpe
00Thursday, December 13, 2007 1:36 AM
«TUTTI SULLA COLLINA» - Pensi: Giudizio universale... perché si arrabbierebbe. Tutti di qua: gli arabi, i palestinesi, i faraoni, i cinesi che non c’entrano sulla collina... Cinesi tutti di là, non ci si entrano, madonna quanti ce n’è... vi sistemo dopo... aspettate un momentino voi di là ... voi di qua... politici, tutti di là: sarete sottoposti al giudizio mio e di Pietro. Berlusconi: Di Pietro anche qua... è una tortura proprio... Sì, andrete nelle fiamme dell’Inferno e quelli più cattivi sotto, divorati dalle Iene. «Culattoni, ora chiamo Confalonieri»: Sgarbi appena sente nominare le Iene... è una cosa tremenda. E uno dice: «Silvio, Silvio». «Chi è che mi chiama Silvio?». È Emilio Fede. E lui: «No, io mi chiamo Dio, no Silvio». Lo vede proprio come Dio, no? Tutti ’sti cinesi li sistemo dopo... dov’è Fassino... vallo a trova’ Fassino: è come cerca’ un ago in un pagliaio, capirai. Perché è il contro-Ferrara: a destra c’è Ferrara a sinistra c’è Fassino per far vedere la differenza... Spostatevi... dividetevi: quelli che avevano il conflitto di interesse e non l’hanno risolto di là, quelli che l’hanno risolto di qua. Berlusconi dove va? Vada dalla parte bona! Oh mamma: che è quel girotondo di bambini? No, è Nanni Moretti che sta facendo il girotondo. No, è un grande regista: ha fatto «La stanza del figlio» che non è piaciuto a Ferrara perché voleva un film su di sé: «La stanza del Foglio». Via, spostatevi... quelli che hanno detto che aumentavano le pensioni e non le hanno aumentate di là, quelle che l’hanno aumentate di qua: Berlusconiii... Silvio... si fa per scherzo. Guarda che lavoro... guarda quelli che corrono dietro a quell’altro: sono tutti quelli licenziati che inseguono Maroni, sono quelli dell’articolo 18, è un complesso musicale. Fermateli o l’ammazzano. Baudo tiri fuori il suo passaggio a livello... Chi è que’ cannibali che girano intorno a quella persona? Chi è lì in mezzo? Giuliano Ferrara. Eh... lo so che è un bel bocconcino ma non si può. Ferrara se ne vada da lì, se no la mangiano. Se n’è andato? I cinesi: tutti al posto di Ferrara, c’entrano anche i giapponesi.
Serpe
00Thursday, December 13, 2007 1:37 AM
«QUANDO SI AMA SI PUO’ PECCARE» - Ora che siete qua tutti insieme volevo fare una fotografia: chi è quello che fa le corna? Berlusconi, la smetta... Vi ho dato tanti insegnamenti, dice Dio, ma ce n’è uno che li racchiude tutti ed è quello di sant’Agostino: ama e fai ciò che vuoi. Quando si ama si può peccare, si può saltare addosso, guardate qua ( verso la Belvedere ), alle delizie del mondo che quando sorridono si improfuma l’aria di viole intorno a noi. Guardate qua: è una quiete accesa, una salute lucente. Queste non sono donne, sono il ministero della Sanità. E’ una cosa d’una bellezza. Quando si ama si può fare quello che ci pare perché l’amore è la mano di Dio sulla spalla dell’uomo. Quando amano, anche i cani abbaiano in rima. E non si deve amare un po’ così e un po’ cosà, ma continuamente: l’amore che s’accende e si spenge, si fulmina. Bisogna amare con grandezza. L’amore che vivacchia, che tira a campare, more. L’amore è il Nettuno del sangue. E quando non si sa finir la frase, quello vuol dire che si ama. L’amore è l’unica limitazione della libertà che ci rende più liberi. E’ una cosa maravigliosa, proprio con la A. E allora io, proprio per dedicarvi questo, lo ripeto, vi vorrei dedicare i versi più hard in questa sede di Sanremo, dove ormai s’è parlato d’amore e scritti da una persona vivente, un pover omo, insuperati, di una scandalosa bellezza dedicati alla donna per eccellenza che è la Madonna, Maria Vergine. Versi scritti nel 1300, insuperati. Durano poco poco e fanno così: «Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti... ( i versi del XXXIII Canto del Paradiso di Dante proseguono fino alla settima terzina ).
È un omaggio alla donna... (ovazione) No, no, che mi viene... se vi potessi far vedere il mi’ cuore, il mi’ corpo è in tumulto... ve lo farei vedere che batte forte, ve lo tirerei in faccia questo affetto centuplicato per mille perché vi voglio un bene che travalica le montagne, dovunque vada... E per finire, perché l’amore per la persona amata è il più grande di tutti, persino più di quello di quando siamo nati, che se i nostri genitori ci hanno fatto scendere dal cielo alla terra, l’amore per la persona amata ci riporta dalla terra al cielo. Coltiviamo l’amore per la persona amata. E volevo concludere con questa canzone scritta insieme a Cerami e musicata dal maestro Nicola Piovani che si intitola(...) «Quanto t’ho amato»: «Se tu mi avessi chiesto come stai, se tu mi avessi chiesto dove andiamo, ti avrei risposto...» (La canzone segue)
Serpe
00Thursday, December 13, 2007 1:38 AM
«BUON LAVORO PRESIDENTE» - Grazie. Grazie ancora per questo amore... e un augurio ai tre presidenti: al presidente neo eletto Baldassarre che ha avuto belle parole per me e belle parole per come farà funzionare tutto l’assetto televisivo; al presidente Ciampi e alla Signora che devono stare lì a far sì che funzioni giustizia e bellezza e al presidente Silvio Berlusconi con l’augurio che ognuno di noi quando va a letto, lui agisca in modo da farci sentire orgogliosi di essere italiani. Buon lavoro presidente! Buon lavoro! Grazie, non me lo scorderò mai fin che campo
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