Nidi di Rondine e Balestrucci, un esempio da seguire

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fcvinci
00Wednesday, March 21, 2007 2:55 PM
Soprattutto in primavera avvengono distruzioni di nidi di Balestruccio e Rondine a causa di persone poco tollerati, che accusano gli utili uccelli di “sporcare”.

Basandosi sulla normativa europea e nazionale sulla tutela della fauna selvatica (Convenzioni di Berna e Bonn, legge 157/92, ecc.) e sul rapporto della Polizia Locale che ha verificato la rimozione di alcuni nidi di Rondine, il Comune di Cernusco sul Naviglio (provincia di Milano) ha avviato un provvedimento di ordinanza nei confronti di un amministratore di condominio.

La comunicazione invita, entro quindici giorni, a rimuovere le reti installate per dissuadere le Rondini, a sostituire i nidi rimossi con nidi artificiali forniti dalla LIPU, diffidando il condomino ed i condomini dal mettere in atto comportamenti e dispositivi che possono recare danno agli adulti, ai nidi ed ai piccoli di Rondini, Rondoni e Balestrucci.

Si tratta di un precedente importantissimo e certamente da seguire, a maggior ragione perché è l’espressione di un ente pubblico che tutela concretamente l’avifauna.
fcvinci
00Sunday, March 25, 2007 10:18 PM
Una vicenda più o meno simile è accaduta a Cosenza.
Nell'estate del 2004 ci pervenne una segnalazione della distruzione di una colonia di rondoni come conseguenza di alcuni lavori di ristrutturazione di un edificio.
I rondoni avevano colonizzato l’interno di una fessura, di circa 10 cm di larghezza, che percorreva verticalmente due attigui edifici fino alla base.

Evidentemente, poiché questi utilissimi volatili hanno la sola colpa di emettere dei versi abbastanza sostenuti, qualcuno aveva pensato “bene” di risolvere il problema apponendo delle fasce di alluminio lungo tutta la fessura, impedendo così l’accesso agli uccelli.
Uova, nidiacei e con tutta probabilità anche qualche adulto in cova, sono rimasti intrappolati all’interno senza alcuna via di fuga e destinati pertanto ad una lunga, silenziosa agonia, tra la disperazione dei genitori che, invano, cercavano di entrare.

Constatato ciò abbiamo immediatamente denunciato l'accaduto chiedendo l'intervento dei Vigili Urbani e dell'Assessore all’Ambiente del Comune di Cosenza.

La cosa straordinaria di questa triste vicenda è stata la determinazione e la rapidità con la quale l’Assessore ha risolto il caso. In poco più di 48 ore ha fatto rimuovere, così come avevamo chiesto, le fasce di alluminio. Operazione tra l’altro non certo facile poiché i lavori di ristrutturazione erano già stati ultimati da circa due settimane e non esisteva più l'impalcatura.

L’intervento non è servito a salvare i piccoli rondoni, purtroppo trovati morti, ma ha consentito, alla stessa colonia di rioccupare il sito.
L’intervento è stato anche utile per sensibilizzare l’opinione pubblica oltre che creare un importante precedente.

Il comune di Cosenza ha così fatto rispettare, non solo la Convenzione di Berna e la legge 157/92, ma anche la Delibera Salvarondini che aveva approvato qualche anno prima.

Ritengo che per evitare (o comunque limitare) situazioni spiacevoli del genere, una valida iniziativa è quella di fare approvare ai comuni la delibera salvarondini. E' un ottimo deterrente oltre che un valido strumento per sensibilizzare gli amministratori e l'opinione pubblica.
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