Le truppe etiopiche avanzano verso Mogadiscio. Unione africana: giusto intervenire

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vanni-merlin
00Wednesday, December 27, 2006 12:27 AM
26 dicembre 2006
Le truppe etiopiche avanzano verso Mogadiscio. Unione africana: giusto intervenire


Le truppe etiopiche stanno avanzando verso la capitale somala Mogadiscio e contano di conquistarla entro 24-48 ore. «Le nostre truppe - ha detto il portavoce dell'Etiopia Abdikarin Farah - sono a 70 chilometri da Mogadiscio e potrebbero conquistarla nelle prosssime 24-48 ore». Almeno mille miliziani delle Corti islamiche sarebbero stati uccisi nelle ultime ore. L'aviazione di Addis Abeba ha sparato sulle truppe delle Corti islamiche somale in ritirata dopo una settimana di scontri al confine con l'Etiopia. Secondo fonti della milizia islamica, che controlla gran parte del Paese e si oppone al governo che fa base Baidoa, tre guerriglieri sono morti nel raid su Leego, a est di Burr Hakaba, città ripresa dalle truppe filo-governative. Le Corti, sostenute dal nemico di sempre dell'Etiopia, l'Eritrea, parlano di «ritirata strategica» per riorganizzare le forze e prepararsi a uno scontro prolungato. Migliaia di guerriglieri hanno raggiunto l'avanguardia al confine con l'Etiopia a bordo di camion su cui sono montati cannoni antiaerei. «Combatteremo fino all'ultimo uomo» ha detto il portavoce del movimento islamico, Abdi Kafi, «e fino a quando non saremo sicuri che neppure un soldato etiopico è rimasto nel Paese».

Il governo di Addis Abeba ha rivendicato la conquista di sei località in Somalia dal giorno dell'inizio della controffensiva, l'altro ieri, e sostiene che che le milizie islamiche stiano battendo in ritirata. «I fondamentalisti in Somalia stanno battendo in una confusa ritirata, incapaci di resistere alla controffensiva lanciata dalle forze nazionali di difesa etiopiche e del governo di transizione somalo (Tfg)», secondo quanto scritto in un comunicato del ministero dell'Informazione di Addis Abeba. «Il contrattacco lanciato contro le forze fondamentaliste è stato rafforzato su tutti i fronti» e «gli islamici, il governo eritreo, il Fronte di liberazione dell'Ogaden e il Fronte di liberazione nazionale oromo, oltre al gruppo internazionale dei Mujahidin hanno subito gravi perdite umane e materiali». Il governo etiopico accusa le milizie islamiche somale di aver arruolato nei propri ranghi degli jihadisti stranieri e membri dei movimenti separatisti etiopici e della regione dell'Oromo, nel sud e dell'Ogaden, alla frontiera con la Somalia.


L'Etiopia aveva diritto ad intervenire militarmente in Somalia sentendosi minacciata dall'avanzata delle milizie delle Corti islamiche somale. Questo il parere dell'Unione africana, Ua, stando a quanto dichiarato dal vicepresidente della Commissione Patrick Mazimhaka, che ha detto: «È diritto di ogni Paese prendere le misure necessarie per difendersi contro quanto arrechi minaccia alla sua sovranita». Mazimhaka, inoltre, compie una sorta di autocritica ammettendo che l'Ua non ha reagito né in tempo né adeguatamente nel far fronte al deteriorarsi della situazione in Somalia, e questo malgrado i continui moniti e richiami in tal senso avanzati dal governo di Addis Abeba.
Una riunione dell'Unione africana con all'ordine del giorno il problema somalo (e non è certo che ci sia una totale concordanza sulla decisa posizione del vicepresidente della Commissione) è prevista tra domani e dopodomani; mentre a fine mese ci sarà il summit dei capi di stato e di governo dell'organizzazione panafricana.

Ieri due aeroporti somali controllati dalle milizie islamiche sono stati bombardati da caccia etiopici. Per primo è stato colpito quello internazionale di Mogadiscio: operazione in realtà più dimostrativa che militarmente sensibile. Ben più importante la seconda incursione che ha colpito l'aeroporto militare di Baledogle, 100 km. a nord ovest di Mogadiscio, nodo strategico di grande importanza. Ciò dopo che due giorni fa il premier ed uomo forte etiopico Meles Zen awi aveva ufficializzato che il suo Paese era in guerra con gli islamici somali per garantire la sicurezza e l'integrità nazionale. Aveva detto ciò dopo che i suoi caccia erano intervenuti nel corso della giornata contro quattro centri strategici in mano alle Corti. Due sull'asse Mogadiscio-Baidoa (245 km a nord ovest della capitale, sede delle istituzioni governative somale che senza le armi etiopiche sarebbero state spazzate via da tempo) e due nel nord nord-est, presso il confine. Soldati etiopici, peraltro, tra i 15 ed i 20.000 erano presenti da mesi sul suolo somalo.
Intanto le Corti hanno chiamato i combattenti islamici di tutto il mondo ad unirsi loro per combattere l'invasore etiopico. Per Addis, la prova che sono in mano agli estremisti, e dirette da al Qaida.Intanto un portavoce del governo somalo ha invitato le milizie islamiche ad arrendersi offrendo loro in cambio l'amnistia.


da: www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2006/12/rb261206_somaliaetiopia.shtml?uuid=5913e96c-94bc-11db-bb76-00000e251029&DocRulesVie...


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