:. Impianti sciistici Etnei - Quali prospettive per il futuro?

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etnasci
00Wednesday, June 7, 2006 9:55 AM
Le perfette e prolungate condizioni di innevamento della stagione sciistica etnea trascorsa hanno permesso di collaudare le effettive potenzialità del nostro vulcano. Il risultato è che il vulcano offre molto, anzi moltissimo. Basta guardare le immagini della nostra fotogallery o il nostro video per rendersi conto di avere un patrimonio di inestimabile valore naturalistico, paesaggistico e dunque con un potenziale turistico enorme per 365 giorni l'anno. Ma come procede la ricostruzione delle due stazioni etnee e che prospettive riserva l'immediato futuro? Ecco la situazione: a Linguaglossa - Etna Nord è scaduta la "vita tecnica" trentennale dei due skilift Monte Conca e Anfiteatro. Dunque questi dovrebbero essere smatellati e sostituiti con altri impianti. Ma ancora, a causa di alcune controversie legali protrattesi tra i gestori e l'amministrazione locale, non sono stati appaltati progetti e ciò non fa ben sperare per degli interventi a breve termine. Attualmente l'unico impianto che è stato appaltato e che - il condizionale è d'obbligo - dovrebbe entrare a regime la prossima stagione è la seggiovia che sostituirà gli skilift Baby e Tanaurpi danneggiati dalla lava. Da rilevare comunque che questo nuovo impianto servirà due piste destinate ai principianti e fa soltanto guardare dal basso l'impianto Coccinelle, danneggiato in modo molto lieve dall'eruzione, ma che fino ad oggi resta ancora inservibile e il cui destino è ancora incerto e, comei suoi "colleghi", da appaltare. Rimangono comunque alcuni nodi di difficile comprensione e che ad oggi non hanno trovato a nostro parere una spiegazione plausibile per una stazione che dovrebbe puntare non solo ad una ricostruzione ma ad un rilancio: La Stel, società che gestisce gli impianti, aveva proposto un progetto di rimmodernamento delle strutture turistiche ma che per motivi che non conosciamo non è stato approvato nelle sedi preposte. In sostanza la Stel ha proposto un progetto con seggiovie in sostituzione dei due impianti "pensionati", in modo da poter consentire l'accesso ai turisti anche nella stagione calda alle zone sommitali in virtù di rendere fruibile e redditizio il versante non solo agli sciatori. Ma tale lungimirante e produttiva idea, sembra non sia stata vagliata (per usare un eufemismo...). Progetti futuri a parte, le persone da noi interpellate ad oggi, rilevano lo scarso livello di servizi ricettivi (un solo ristorante è poco), l'assenza di rifugi ove poter fare una pausa o trovare riparo in caso di maltemo e i soliti problemi legati alla viabilità (spesso in crisi in presenza di ghiaccio e neve con strade bloccate e pericolose). Per quanto concerne il versante di Nicolosi-Etna Sud, si rileva la consolidata ripresa delle attività escursionistiche durante i mesi estivi, vero fulcro della stazione. Gli sciatori hanno fino ad ora potuto sfruttare solo la cabinovia, ma non gli impianti di risalita ristrutturati dopo l'eruzione, ovvero la seggiovia Monti Silvestri e lo skilift Omino. Invero era stata annunciata l'apertura di questi impianti entro la stagione trascorsa, ma gli sciatori hanno solo potuto "ammirare" i nuovi impianti. L'omologazione delle piste dovrebbe comunque avvenire a breve e sarebbe assurdo un perdurare del fermo di queste strutture. Sembra inoltre si debbano avviare i lavori per il recupero del 3° e 4° skilift (danneggiato solo parzialmente). Dal canto nostro rileviamo che proprio il 4° impianto (Montagnola) dovrebbe costituire una priorità per il rilancio della stazione nicolosita visto anche che fino all'ultimo nostro sopralluogo (6 Maggio '06) era ricoperto da svariati metri di neve sciabile, e che da sempre presenta condizioni molto favorevoli per gli sport invernali (quota 2500-2680 s.l.m)- Facendo il punto della situazione complessivo si evince dunque una situazione in cui certezze per il futuro non ve ne sono. Speriamo invero che i fatti ci diano torto e che le amministrazioni e le società dimostrino concreti segnali di crescita smentendo delle previsioni che a nostro parere non sono pessimistiche, ma realistiche e fondate su ciò che si è visto fino ad oggi in ormai 4 anni dalle eventi eruttivi. E il tanto discusso Terzo polo? Certo fa riflettere che queste località essendo - per loro fortuna - preesistenti all'istituzione del Parco dell'Etna (1987), costituiscono le uniche 2 zone C all'interno dell'area protetta del parco (destinate ad uno sviluppo turistico con possibilità di realizzare relative strutture, almeno sulla carta...) ma sembrano quasi non voler sfruttare tale opportunità di sviluppo coem si dovrebbe, ed invece vi siano versanti come quello nord ovest etneo dove, con grandissimo consenso popolare si vorrebbe investire tanto nel turismo estivo-invernale, attraverso la realizzazione oculata di opere (da sottoporre a valutazione di impatto ambientale e relative norme - L.394/91) che valorizzino e rendino fruibile il territorio. A cosa serve infatti imbalsamare la natura se non può essere fruita da nessuno? Forse il "Pianeta Etna" dovrebbe muoversi seguendo i dettami della nuova concezione di turismo sostenibile: diversificazione e promozione di svariate attività (invernali ed estive) e miglioramento della qualità dei servizi informativi, ricettivi e d'accoglienza. Come detto sopra, l'Etna offre molto, anzi moltissimo... ma imbalsamando il territorio del parco, così come è avvenuto dalla sua nascita, appare difficile creare - e difatti non si è mai creato - un indotto di sviluppo turistico-economico.
REDDRAKE
00Thursday, June 8, 2006 7:51 PM
ETNA E POLITICA
Ho letto lo scritto di ETNA SCI sulle prospettive per il futuro degli impianti sciistici, di certo non sono incoraggianti ma, questo non ci deve far desistere dal sostenere la causa dell'Etna prima, come amanti della natura e poi, come sciatori o altrimenti utenti delle attrezzature per la pratica di tutti gli sport invernali. Potremmo, almeno al fine di ottenere dei risultati a breve termine,prendere contatti conl'amministratore e/o legale rappresentante della società che gerisce gli impianti etnei ciò, al fine di stimolare e compulsare a livello di management direttivo, le procedure per il completamento e l'abilitazione degli impianti già esistenti. In questi termini anche ETNASCI potrebbe farsi parte attiva e promotrice, attraverso l'eventuale sottoposizione alla società gerente, di convenzioni volte a garantire un determinato volume di afflusso di persone agli impianti (si potrebbero creare delle convenzioni con abbonamenti da acquistare prima dell'inizio della stagione invernale, garantendo ex ante un afflusso economico di un certo rilievo alla società. ETNASCI potrebbe attivarsi in tal senso e, attraverso il proprio sito far acquistare gli abbonamenti, magari con un piccolo sconto). Si potrebbe ancora stimolare qualche conduttore di qualche televisione locale catanese onde imprimere, attraverso la potenza di comunicazione del mezzo televisivo, la diffusione delle problematiche a noi note e al mancato sviluppo di questa meravigliosa area siciliana dove si fondono, pur non perdendo la loro idendita, neve - mare - sole e fuoco; in proposito mi ricordo di una pubblicazione nel sito che ci comunicava che c'erano delle persone del nord italia che non sapevano che nel nostro vulcano si potesse sciare, ma ancor più mi è rimasto impressa nella mente il ricordo di un giovane ragazzo militare americano che, durante un breve scambio di battute nella funivia di Nicolosi, mi disse che non avrebbe mai immaginato che in Sicilia c'era la neve e che in un vulcano si potesse sciare. Quanto poc'anzi detto evidenzia la carenza di diffusione dell'informazione sulle potenzialità del nostro vulcano, non solo a livello nazionale ma anche oltre i confini. Ancora si potrebbero stimolare le amministrazioni locali onde spingere le procedure amministrative di aggiudicazione degli appalti per la costruzione degli impianti di risalita ormai scaduti per vetustà; forse a tal fine si potrebbe utilizzare lo strumento della petizione popolare con raccolta di firme (come si sta facendo per la creazione del terzo polo, anche io ho firmato nel sito, ma al momento mi sembra che le sigenze di urgenza superino quelle di opportunità, quindi a mio parere dovremmo attraverso gli strumenti di pressione di massa (come appunto la raccolta di firme)concentrarci a stimolare le amministrazioni locali e le società che gestiscono (o che dovranno gestire) gli impianti di risalita, a completare quelli già esistenti, spostando tra gli obiettivi possibili ma a lungo termine qielli per la creazione del terzo polo che di certo resta il sogno da conquistare.
etnasci
00Friday, June 9, 2006 5:38 PM
Re: ETNA E POLITICA
Ciao Reddrake,
Condiviadiamo e apprezziamo molte delle proposte che hai fatto. La questione è la seguente. Etnasci può effettivamente fornire idee e cercare di creare un ulteriore dialogo con le società e le amministrazioni, ma il punto di fondo è che bisogna avere molto chiara l'idea che il nostro vulcano può costituire un bacino turistico enorme se sfruttato, nel rispetto delle risorse stesse di cui si alimenta il Parco, ovvero la natura e il paesaggio. Purtroppo con la politica attuata fino ad ora dove alcuni possono investire e muoversi con maggiore libertà all'interno del territorio ed altri invece non possono far nulla o molto poco, allora tutte le proposte non potranno aver successo e rimbalzeranno su un muro di gomma. Nei limiti del possibile noi cerchiamo di operare azioni di promozione e di sviluppo concrete, ciò che possiamo fare, nel nostro piccolo, lo faremo. Ricordiamo infatti che abbiamo promosso giornate gratuite di sci a Piano Provenzana stipulando accordi con la società che gestisce gli impianti e cercato di installare due web cam sulle piste (e ci impegnamo a portare avanti questo progetto), ma è ovvio che servono azioni più concrete di rilancio. A tal prososito l'appoggio al terzo polo da parte del nostro portale non è fine a se stesso, ma si basa anche sulla considerazione che una nuova località a nord ovest (tra i versantio più belli), sospinta da nuove forze ed idee, possa fornire vantaggi per tutto il sistema etneo in una forma di collaborazione e concorrenza con le stazioni esistenti. Ricordiamo infatti che il nuovo polo si collegherebbe a Piano Provenzana. Dunque La politica deve servire per sfruttare il territorio nel modo migliore possibile e non nell'interesse dei pochi. Questo è ciò che crediamo, poi il resto verrà da solo, solo da allora siamo sicuri potremo parlare, ma soprattutto... venire ascoltati...



Scritto da: REDDRAKE 08/06/2006 19.51
Potremmo, almeno al fine di ottenere dei risultati a breve termine,prendere contatti conl'amministratore e/o legale rappresentante della società che gerisce gli impianti etnei ciò, al fine di stimolare e compulsare a livello di management direttivo, le procedure per il completamento e l'abilitazione degli impianti già esistenti. In questi termini anche ETNASCI potrebbe farsi parte attiva e promotrice, attraverso l'eventuale sottoposizione alla società gerente, di convenzioni volte a garantire un determinato volume di afflusso di persone agli impianti (si potrebbero creare delle convenzioni con abbonamenti da acquistare prima dell'inizio della stagione invernale, garantendo ex ante un afflusso economico di un certo rilievo alla società. ETNASCI potrebbe attivarsi in tal senso e, attraverso il proprio sito far acquistare gli abbonamenti, magari con un piccolo sconto). Si potrebbe ancora stimolare qualche conduttore di qualche televisione locale catanese onde imprimere, attraverso la potenza di comunicazione del mezzo televisivo, la diffusione delle problematiche a noi note e al mancato sviluppo di questa meravigliosa area siciliana dove si fondono, pur non perdendo la loro idendita, neve - mare - sole e fuoco; in proposito mi ricordo di una pubblicazione nel sito che ci comunicava che c'erano delle persone del nord italia che non sapevano che nel nostro vulcano si potesse sciare, ma ancor più mi è rimasto impressa nella mente il ricordo di un giovane ragazzo militare americano che, durante un breve scambio di battute nella funivia di Nicolosi, mi disse che non avrebbe mai immaginato che in Sicilia c'era la neve e che in un vulcano si potesse sciare. Quanto poc'anzi detto evidenzia la carenza di diffusione dell'informazione sulle potenzialità del nostro vulcano, non solo a livello nazionale ma anche oltre i confini. Ancora si potrebbero stimolare le amministrazioni locali onde spingere le procedure amministrative di aggiudicazione degli appalti per la costruzione degli impianti di risalita ormai scaduti per vetustà; forse a tal fine si potrebbe utilizzare lo strumento della petizione popolare con raccolta di firme (come si sta facendo per la creazione del terzo polo, anche io ho firmato nel sito, ma al momento mi sembra che le sigenze di urgenza superino quelle di opportunità, quindi a mio parere dovremmo attraverso gli strumenti di pressione di massa (come appunto la raccolta di firme)concentrarci a stimolare le amministrazioni locali e le società che gestiscono (o che dovranno gestire) gli impianti di risalita, a completare quelli già esistenti, spostando tra gli obiettivi possibili ma a lungo termine qielli per la creazione del terzo polo che di certo resta il sogno da conquistare.

[Modificato da etnasci 09/06/2006 17.40]

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