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DALLA RAGIONE ALLA FEDE

Ultimo Aggiornamento: 17/07/2011 21.13
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18/03/2010 00.15
 
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Introduzione al Percorso

  • Molto spesso sento dire: "Beato te che hai la fede!" oppure: "Bhè tu la pensi così su Dio perchè hai ricevuto la fede, ma io non l'ho ricevuta, perciò...".
    Il non avere fede, insomma, viene usato come giustificazione per mantenere le proprie posizioni.
    Altra cosa più strana che sento dire è: "Desidero avere fede ma non ci riesco".Quasi che la fede fosse uno sforzo che uno deve compiere ma non ce la fa, un sentimento da avere, oppure un colpo di fortuna o infine come se fosse un premio che Dio dà a certi uomini rispetto ad altri.  Non è così.

  • Dio lo si riconosce con la ragione non con la fede.
    La Chiesa, ha sempre affermato che il Mistero, Dio, lo si può riconoscere con certezza anche con le sole forze della ragione(vedi esempi come Einteins, Leopardi o più recentemente la conversione di Antony Flew, padre dell'ateismo moderno).Einstein non aveva fede, anche se era un uomo religioso (cioè che riconosceva il Mistero). Per riconoscere Dio non occorre avere fede.

  • Cosa serve allora la fede?
    La fede, che ultimamente è un dono di grazia, permette di dare un nome a questo Mistero che ci accorgiamo essere presente, e permette di riconoscerlo contemporaneo a noi, cioè presente qui e ora. Ma senza che l'uomo usi correttamente e fino in fondo la ragione, non è possibile che abbia la fede.
    " Nessuna risposta (nessun dono di Dio) è utile ad una domanda che non si pone" (Niebur).

  • Utilità del percorso che ho scritto.
    Come fa l'uomo a predisporsi alla fede, ad impegnarsi realmente con la propria umanità? Usando correttamente la ragione.
    Questo percorso spiega sinteticamente come l'uomo possa utilizzare correttamente la ragione, senza dover censurare nulla della realtà.
    Si arriverà così a riconoscere questo Mistero. Poi vedremo come da questa apertura potrtà inserirsi il dono della fede.
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18/03/2010 00.16
 
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Cos'é la Ragione?

Primo punto.

Introduciamo l'argomento con piccoli passaggi.
  1. Una cosa per essere umana dev'essere ragionevole.
    Il ragionevole è ciò che qualifica l’umano
    , che distingue l’uomo dalla bestia.

  2. La ragione è lo strumento che l'uomo utilizza per conoscere la realtà.

  3. Essa, inevitabilmente, sprona continuamente l'uomo ad andare sempre più a fondo nella conoscenza della realtà, non si accontenta di una parzialità di risposta, anzi, si ostina a voler conoscere la realtà in tutta la sua totalità, in tutto il suo significato.
    Il filosofo Fabrice Hadjadj afferma in proposito:
    "Prendete un bambino: lui manifesta ciò che la ragione è, molto meglio di quanto faccia un professore d'università, sempre dedito ad esercizi accademici. Un bimbo domanda con semplicità: questo, cos'è? Perché esiste? La ragione si manifesta in questa meraviglia. Essa cerca la causa, specialmente quella originaria, e il senso dell'esistenza. Attende una rivelazione e una visione della verità tutta intera". (Hadjadj, Avvenire, La ragione contro gli ateologi).
    Per questo diciamo che la ragione è coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori.


  4. Ma la ragione può conoscere tutti i fattori di cui è composta la realtà?
    Cioè, può conoscere fino in fondo il reale?
    No. Perchè?
    Perchè nella
    realtà, nonostante qualsiasi scoperta scientifica, c’è sempre e ci sarà sempre un punto di fuga, un'incomprensione ultima, qualcosa che sempre sfugge e che non può trovare soddisfazione, appoggio, compiutezza, risposta, da nessuna parte.
    Descrive bene questo la poesia di Leopardi "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia": "E quando miro in cielo arder le stelle, dico fra me pensando: a che tante facelle?[cioè, l'uomo di fronte alla realtà si interroga: perchè le stelle splendono così tanto?]. Che fa l'aria infinita, e quel profondo infinito seren? Che vuol dir questta solitudine immensa? Ed io che sono?".
    Appena ci si sofferma sulla realtà, immediatamente nasce l'interrogativo di un significato, anche se, così sembra, esso è inconoscibile.

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18/03/2010 00.17
 
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Dalla Ragione al Mistero.

Secondo punto.

Piccolo riassunto del punto primo:

1) La ragione è l'unico strumento in dotazione all'uomo per conoscere la realtà.
2) La ragione, per conoscere la realtà, conta i fattori di cui essa è composta e per conoscerla fino in fondo deve e vuole contarli tutti. Definizione: la ragione è coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori.
3) Ma non ne è capace perchè nella realtà c'è un punto di fuga, ultimamanente essa è incomprensibile.

Vediamo perchè nella realtà c'è sempre qualcosa che sfugge:
  1. Partiamo dall'esperienza di tutti: nel rapporto con la realtà, sia quando essa si manifesta a noi positivamente; sia, ancora di più ovviamente, quando la realtà si manifesta negativamente,quando ci viene incontro facendoci male, non si è mai completamente soddisfatti, c'è sempre una malinconia ultima. Questa malinconia è l'incompiutezza della ragione. Lo descrive bene Einstein, dal punto di vista scientifico, quando dice, rispondendo a Count Kessler:
    "Cerchi e penetri con i limiti della nostra mente i segreti della natura e scoprirà che, dietro tutte le discernibili concatenazioni, rimane sempre qualcosa di sottile, di intangibile e inesplicabile. La venerazione per questa forza, al di là di ogni altra cosa che noi possiamo comprendere, è la mia religione. A questo titolo io sono religioso.(Brian, Einstein life, 1996).

  2. Nella poesia, questa malinconia, è descritta ovunque, ma corrisponde anche alla tristezza di Dostoevskij, di Pasolini ("Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare questo non essere completo, è volgare, mai fui così volgare come in questa ansia"), è l'incompiutezza ultima che c'è in ogni rapporto con chiunque e con qualunque cosa, inevitabilmente.
    Essa nasce dal non riuscire mai ad afferrare, a possedere le cose a sufficienza e per cui c’è sempre come un’intollerabile ingiustizia, che cerchiamo spesso di celare a noi stessi, distraendoci .

  3. La caratteristica più umana della vita quotidiana è questa malinconia, la coscienza dell’incompiutezza, dell’attesa perenne che è la vita.
    Pavese diceva: “Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?(Il mestiere di vivere).
    La percezione del Mistero nasce da questa costante malinconia, da questa costante insoddisfazione.
    Per questo sant'Agostino si domandava: "Quid animo satis?" (cioè, cosa basta all'animo dell'uomo?).


  4. Il senso di questo Mistero, di questa malinconia, di questo "qualcosa che sempre sfugge", è ciò che ha permesso di far progredire la scienza fino ad ora, è il motore della scienza (creatura umana). Tant'è che Einstein, poco prima di morire, disse: "Se non si ammette l'insondabile mistero non si può nemmeno essere uno scienziato" (Corriere della sera, 1955).
    Ma questo Mistero è parte della realtà, anzi, è il fattore più importante, tant'è che se si cerca di eliminarlo non si capisce veramente cosa essa sia.

  5.  Perchè la ragione non si accontenta? Ma perchè c'è questa malinconia?
    Perchè la ragione è esigenza dell'Infinito.Cioè, è tensione ad esso e non rimarrà mai soddisfatta per niente di meno.
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18/03/2010 00.17
 
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Le possibilità della Ragione di fronte al Mistero

Terzo punto.

Piccolo riassunto del punto primo e secondo.

1) La ragione è lo strumento che ha l'uomo per famigliarizzare con la realtà, per interessarsi ad essa e per scoprirne il significato.
2) L'uomo vive una costante malinconia nel rapporto con la realtà poichè non riesce mai a possederla abbastanza, non è mai appagato di nulla a sufficienza. La ragione umana è costantemente incompleta (tant'è che la scienza è in continua ricerca), questo perchè c'è nella realtà qualcosa di imprevedibile, qualcosa che sfugge sempre.
3) Questa malinconia perenne, questa incompletezza della ragione dell'uomo di tutti i tempi dimostra la presenza del Mistero. E' innafferabile dalla ragione ma c'è, fa parte dell'esperienza.

Cosa può fare allora la ragione di fronte a questo mistero, di fronte a questa evidente inspiegabilità ultima della realtà?
  1. Può diventare arrogante e all'evidenza della sua insoddisfazione preferisce la soddisfazione orgogliosa di dire: "No, no, ho contato tutti i fattori della realtà, non c'è nessuno mistero. Io capisco la realtà" .
    L'errore di questa posizione è provata dal permanere dell'insoddisfazione dell'uomo, della sua malinconia, cioè tensione ad altro che compia.
    Il nome di questa posizione è: Menzogna.

  2. Può essere un pò più umile, riconoscere questo mistero e però fregarsene:"E' un inganno della natura, è la disperata casualità della realtà, ci sarà sempre qualcosa che non capiremo. La realtà non la capisco, ma che ci vuoi fare?".
    L'errore di questa posizione, la più diffusa fra gli uomini, è una questione logica: se la natura umana è esigenza di consocere tutti i fattori della realtà, non può accontentarsi di meno. Questa posizione crea un uomo confuso, smarrito e in balia di tutto.
    Mi viene in mente una poesia di Montale:"Forse un mattino andando in un'aria di vetro(...) rivolgendomi vedrò compiersi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me con un terrore di ubriaco.(...) Ma sarà troppo tardi, ed io me ne andrò zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto".Gli uomini che non si voltano sono gli uomini che riconoscono il grande inganno della vita, ma fanno finta di niente, preferiscono rimanere disperati. O meglio, si illudono di fare finta di niente, perchè l'uomo, anche inconsciamente, afferma sempre la positività ultima del destino, altrimenti non si alzerebbe neanche dal letto al mattino.
    Il nome di questa posizione è: Illusione dell'accontentarsi.

  3. La ragione, come terza possibilità, si ribella, si arrabbia: "Se mi avanzo, se faccio milioni di scoperte scientifiche, prima o poi, riuscirò a conoscere anche questo mistero. Ora la realtà non la capisco ma la capiranno gli uomini che verranno".
    L'errore di questa posizione è dimostrato storicamente: dissero queste cose gli uomini dal 1200 in poi. Quelli del 1800 sopratutto, i quali pensavano mancasse solo lo studio della psicologia e della sociologia...e invece la ragione davanti al mistero rimarrà sempre limitata. Farà piccoli passi ma rimane impotente.
    Leopardi ci viene ancora in aiuto quando dice: "Forse s'avess'io l'ale da volar su le nubi, e noverar le stelle ad una ad una [cioè, forse se avessi le ali e potessi volare in cielo e contare le stelle]. O come il tuono errar di giogo in giogo [o come il tuono, andare ovunque], più felice sarei". (Il pensiero dominante).
    Ma dopo centocinquant'anni dalla sua morte, noi possiamo fare tutto questo (aereoplani, jet ecc..),eppure, si può dire forse di essere un briciolo più felici, più soddisfatti? No.Il nome di questa posizione è: Presunzione.
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18/03/2010 00.18
 
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La preghiera: unica posizione adeguata della Ragione

Quarto punto.

Piccolo riassunto dei primi tre punti.

1) La ragione è lo strumento che permette all'uomo di avere coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Totalità significa che l'uomo non può non accorgersi di quel fattore della realtà che abbiamo descritto come "Mistero.
2) Il Mistero lo si percepisce dalla malinconia costante dell'uomo dovuta dal fatto che la ragione percepisce qualcosa nella realtà che non è contabile, numerabile, ma è qualcosa di oltre, che sempre sfugge al tentativo di possesso dell'uomo.
3) La ragione di fronte a questa intuizione può prendere tre posizioni: può mentire, dicendo: "Non c'è nessuno Mistero". Può dire: "E' vero che c'è, però è un inganno della natura". Oppure essere presuntuosa: "Si, si, però fra cento anni sapremo tutto....".
4) Perchè queste tre posizioni sono errate? Perchè non sanno dare una ragione adeguata, ora, adesso, alla realtà.
Nessuna di queste tre posizioni permette all'uomo di essere libero, di non essere ultimamente disperato. Perchè? Perchè senza un significato riconosciuto del vivere l'uomo è in balia di tutto e ultimamente disperato, cioè senza speranza.

Qual'è allora l'unica posizione che la ragione può assumere di fronte al Mistero?
  1. La vita è destinata ad essere un grande inganno:una sproporzione tragica tra la grandezza del desiderio dell'uomo e la cinicità della realtà che non permette di essere conosciuta, e dall'altra parte,la vastità del creato, l'imponenza della realtà, si scontra con la minuta piccolezza, l'effimera banalità dell'uomo.
    Questo l'ha capito bene Leopardi quando diceva: "Natura umana, or come, se frale in tutto e vile [cioè, se sei così fragile e ignobile, effimera], se polve ed ombra sei, tant'alto senti? [se sei destinata ad essere polvere, perchè hai questi desideri enormi?]. Misterio eterno dell'esser nostro".
    (Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima).

  2. L'ultimo gesto razionale (cioè corrispondente a tutti i fattori della realtà) che rimane all'uomo di fronte all'incomprensibilità della realtà, non è far finta che non ci sia il mistero, oppure pretendere di conoscerlo, ma è la mendicanza, la domanda, la preghiera a questo mistero che si faccia conoscere.
    La mendicanza è la posizione dell'Innominato del Manzoni: "Quello che tu sei, chiunque tu sia, qualcunque cosa tu sia, rivelati a me" (Promessi sposi, cap XXIII).

  3. La ragione mendicando, assume la posizione della categoria della possibilità: cioè, l'unico modo per conoscere questo Mistero è che Lui si sveli, si faccia conoscere all'uomo, perchè la ragione umana non è in grado di farlo.

  4. Ma quando uno domanda, quando uno chiede, non lo fa al nulla, al vento, al vuoto o ad un muro, ma è sempre verso un tu, è verso qualcuno che possa dargli risposta.
    La domanda presente nell'uomo c'è, grida, perchè è stata messa da un Altro che può rispondervi.

Il Papa ha affermato l'1 dicembre 2009: "Il vero teologo è colui che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio, spesso svuotando di senso la figura di Cristo, ma è colui che è cosciente della propria limitatezza".
Ecco, la ragione umana arriva fino a riconoscere la presenza di questo altro, di questo mistero. Questo è l'apice della conoscenza dell'uomo. Oltre essa non può andare, non deve cedere alla tentazione di misurare. L'unico modo per conoscerlo è che questo Mistero si faccia realmente conoscere all'uomo.
Questo sarà il tema del punto quinto.
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18/03/2010 00.19
 
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Dalla Ragione alla Fede

Quinto punto.

I primi quattro punti descrivono l'area fin cui la ragione umana può spingersi, cioè fino al riconoscimento della presenza del Mistero, nella realtà.

Nel post precedente: (vedi qui) abbiamo detto che, di fronte all'incompresnisbilità della realtà, l'unica posizione adeguata della ragione è l'umiltà. Lo dice anche Einstein:"La mia religiosità consiste in un’umile ammirazione di quello Spirito immensamente superiore che si rivela in quel poco che noi possiamo comprendere della realtà, davanti alla quale la persona riflessiva deve sentirsi pervasa da un profondo senso di umiltà" (Pensieri di un uomo curioso, Mondadori '97).
L'umiltà della ragione consiste nel domandare, chiedere a questo mistero affinchè si riveli lui all'uomo. Si chiama: categoria della possibilità, cioè possibilità che il Mistero decida di rivelarsi. L'uomo con le sue forze arriva fino a questo punto: in attesa continua che questo ignoto mistero si riveli.

  1. L'uomo di tutti i tempi ha cercato di mettersi in comunicazione con questo mistero.
    Per questo sono nate le religioni (pensiamo al Buddismo, all'Induismo, all'Islam ecc..): tentativi, iniziative dell'uomo di creare un ponte, un contatto con Lui.

  2. Ma questo mistero si è mai fatto realmente conoscere all'uomo intervenendo nella storia del mondo?
    E' inevitabile a questo punto andare a vedere cosa accadde di così potente 2009 anni fa, da diventare il momento in cui si cominciò a contare il trascorrere dei secoli: un uomo, per la prima e unica volta nella storia, ha detto: "Io sono la via, la verità e la vita".
    Antony Flew (ex padrino dell'ateismo moderno), dopo la sua conversione disse: "Certamente la figura carismatica di Gesù è così speciale che è sensato prendere in seria considerazione l’annuncio che lo riguarda. Se Dio si è davvero rivelato è plausibile che lo abbia fatto con quel volto".(There is a God, 2004).
    E Albert Einstein alla domanda: "Accetta il Gesù storico?", rispose: "Senza dubbio! Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa ad ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita". (A.Einstein, "The Saturday Evening Post", 26.10.1929).
    Ho già scritto sulla certezza storica di Gesù e dei Vangeli e del perchè sia irragionevole non fidarsi. (Vedi qui



  3. Come nasce, allora, la fede dalla ragione?
    I primi uomini ad averlo conosciuto vivevano questa incompiutezza della ragione come tutti gli altri uomini della storia, ma incontrando Gesù poterono finalmente dare un nome a questo Mistero tanto cercato da sempre e le grandi domande dell'uomo trovarono in Lui risposta. Arrivarono a dire: "Tu solo hai parole che spiegano la vita. Se non devo credere a te, non posso più credere ai miei occhi" (Gv, 6-68).. Decisero così di incontrare altri uomini per raccontare cosa era accaduto, i quali si fidarono ragionevolmente di loro ed a vivere da cristiani, e via via i testimoni si moltiplicarono nella storia (Benedetto da Norcia, Agostino d'Ippona, Francesco d'Assisi, Caterina da Siena, Carlo Borromeo, Giovanni Bosco, Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II e tutti gli altri miliardi di uomini), fino ad arrivare ai giorni nostri.
    La fede è questo: conoscenza di una cosa attraverso un testimone affidabile. Tutta la cultura umana si basa su questo metodo.

  4. Il Cristianesimo non nasce come le altre religioni, non è un tentativo dell'uomo verso Dio, ma bensì il contrario: nasce da un avvenimento, un fatto che si è sviluppato fino ad ora: ad un certo punto della storia è avvenuto che Dio stesso predesse l'iniziativa per farsi conoscere. La fede in Dio, quindi, non nasce come sentimento o sforzo, ma dall'incontro con quell'umanità eccezionale che risponde al nome di Gesù.

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18/03/2010 00.24
 
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ALCUNE OBIEZIONI A QUANTO ESPOSTO SINORA E RELATIVE RISPOSTE

  • Si obietta: "A parte il fatto che la ragione è uno strumento per conoscere, non un ente che conosce..."

    1. Leggere i post con pregiudizio porta a questi abbagli...cito direttamente dal mio post (il link è a inizio pagina):"La ragione è lo strumento che l'uomo utilizza per conoscere la realtà".

  • E continua: "Mi pare necessario che tu dimostri l'affermazione dell'esistenza di qualcosa che non può trovare risposta da nessuna parte, neppure nella scienza".

    1. Queste domande totalmente dialettiche e distaccate sono tipiche dei seguaci di Odifreddi o degli scientisti positivisti.
      Occorre dimostrare che la realtà non si spiega da sè? Che l'uomo non ha risposte adeguate ad essa?
      Che le domande fondamentali dell'uomo sono le stesse da sempre? Che l'uomo di fronte all'imponenza della realtà e alla sua drammaticità (morte, sofferenza ecc.) è inerme e ha delle domande, delle grida, delle urla senza risposta e a cui non può trovare risposta da nessuna parte?
      Si è giunti fino a qui.
      Consiglerei a questi freddi dialettici, a proposito, di recarsi in un Pronto Soccorso, fare questa domanda e ascoltare le urla e le grida di senso e significato dei poveri genitori di qualche figlio ormai senza vita...
      Oltre alle citazioni di scienziati postate sotto che dimostrano come la scienza non possa rispondere alle domande originali dell'uomo, è lo stesso sviluppo scientifico in continuo avanzamento che dimostra la non risposta alla sete di significato e di conoscenza dell'uomo. Se l'uomo avesse trovato risposta alle sue domande originali la scienza cesserebbe di essere utile.

    1. Ne approfitto però per postare qualche citazione di scienziati famosi che si accorgono dai loro studi di questo Mistero presente nella realtà, a cui la scienza non ha risposta.
      L'atea e astrofisica Margherita Hack ha affermato nel suo libro: "La scienza non riesce a dare una risposta totale. Quindi il mistero c'è certamente. Se quando morirò dovessi scoprire che c'è la vita eterna, direi a Dio che ho sbagliato. E forse tutto sommato, sarebbe bello essersi sbagliati. (Dove nascono le stelle, Sperling & Kupfer, Milano 2004, pag. 198).

      Albert Einstein (Fisico) era estremamente convinto di questo Mistero insondabile nella realtà, (quasi rispondendo a Il Censore) dice: "Cerchi e penetri con i limiti della nostra mente i segreti della natura e scoprirà che, dietro tutte le discernibili concatenazioni, rimane sempre qualcosa di sottile, di intangibile e inesplicabile. La venerazione per questa forza, al di là di ogni altra cosa che noi possiamo comprendere, è la mia religione. A questo titolo io sono religioso". (Brian, Einstein a life, 1996)

    1. Anche poeticamente c'è pieno riscontro di questa malinconia, Leopardi su tutti:

      "Tu dei sapere che io fino nella prima gioventù, a poche esperienze, fui persuaso e chiaro della vanità della vita, e della stoltezza degli uomini; i quali combattendo continuamente gli uni cogli altri per l'acquisto di piaceri che non dilettano, e di beni che non giovano; sopportando e cagionandosi scambievolmente infinite sollecitudini, e infiniti mali, che affannano e nocciono in effetto; tanto più si allontanano dalla felicità, quanto più la cercano". (Dialogo della Natura e di un Islandese)

      E Pasolini: "Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare questo non essere completo, è volgare, mai fui così volgare come in questa ansia, questo “non avere Cristo". (L’alba meridionale).

  • Ribadiamo quindi il concetto: nella realtà, nonostante qualsiasi scoperta scientifica, c’è sempre e ci sarà sempre un punto di fuga, un'incomprensione ultima, qualcosa che sempre sfugge e che non può trovare soddisfazione, appoggio, compiutezza, risposta, da nessuna parte.
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18/03/2010 00.27
 
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Risposte: declino dell'ateismo


  • Si obietta:
    "La scienza non può provare l'esistenza o meno di dio, ma curiosamente non possono farlo nemmeno i credenti. Le loro posizioni sono assolutamente identiche".

    1. La scienza non può provare Dio. Sono d'accordo, ma affermi tutto il contrario di quello che vogliono fare credere gli atei scientisti e secoli e secoli di fervido positivismo. La scienza è solo uno dei metodo di consocenza dell'uomo.
      La certezza di Dio è un certezza morale, come è una certezza morale il fatto che tua mamma o tua moglie ti vogliano bene. Rimane una certezza anche se non puoi dimostrarlo scientificamente ma puoi comunque farne esperienza certa, tanto da non metterlo assolutamente in dubbio per nessuna ragione, qualsiasi cosa accada. O no?

    1. Ma che dalla scienza non si possa conoscere Dio è anche questo non proprio corretto. Infatti la storia dimostra che dallo studio approfondito della realtà si possono arrivare a riconsocere dei segni, dei segnali che portano ragionevolmente a prendere in considerazione la presenza di Dio (non a essere certi, poichè Dio non può essere certezza scientifica).
      Questo, per esempio, ha permesso che i più grandi uomini di scienza fossero credenti (Galilei, Keplero, Mendel, Volta, Newton, Pasteur, Copernico ecc...)
      , ha portato Eistein ad essere uno degli uomini di scienza più religiosi (vedi qui), e ultimamente ha permesso proprio la conversione del padre dell'ateismo scientifico, Antony Flew.

  • Si obietta: "La differenza è che la scienza ha portato al progresso, scontrandosi con la fede che uccide le persone per convinzioni dogmatiche e prive di senso. ".

    1. La scienza ha portato al progresso (anche alla morte di migliaia di persone) e ha permesso di rendere ancora più razionale la fede. Come diceva il grande Louis Pasteur (chimico e biologo): "Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui".
      Non è la fede in Dio ad uccidere le persone, ma uomini che hanno POCA fede in Dio. Si chiamano fondamentalisti, cioè prendono un particolare della religione e ne fanno il tutto. Per fortuna l'autorità del Papa, per quanto riguarda il Cattolicesimo, evita o almeno riduce la possibilità di interpretazioni personali della religione.

  • "L'esempio è il papa che dice di non usare il preservativo quando la gente muore di Aids in Africa".

    1. Ripetete le stesse cose senza accorgervi che il Papa dice un'altra cosa: quello che elimina definitivamente una malattia (lo si sa da sempre), non è la cura ma la prevenzione. Il condom è una cura (tra l'altro per niente affidabile, tant'è che ci sono statistiche che rilevano il moltiplicarsi della malattia nonostante il preservativo, se vuoi posto tutto).
      La prevenzione, unico modo per eliminare con certezza l'AIDS, non è il preservativo ma la fedeltà di coppia. Per questo il Papa dice che ultimamente il preservativo non serve. Per accusare qualcuno in modo non ideologico occorre conoscere quel che dice.
      Come vedi è sempre l'ateismo che, opponendosi al valore cristiano della fedeltà nel matrimonio, è la causa dei grandi mali della storia
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18/03/2010 00.30
 
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Risposte: perché la fede non è irrazionale

Si obietta: "Se la scienza proseguisse ad atti di fede come la religione, mi pare verosimile che la scienza moderna dovrebbe essere non troppo dissimile da quella di una quindicina di anni fa, come è successo per la religione (cristiana), ma questo non è assolutamente vero. Come si colloca questo fatto nella tua visione?"


    1. Innanzitutto faccio notare l'assurdo abbinamento tra progresso scientifico e progresso religioso. Il primo è bene che progredisca, il secondo, è bene che non progredisca troppo ma rimanga sempre più vicino alla sua origine: Gesù.

    1. La scienza non si basa su atti di fede?
      Affermare questo vuol dire giudicare senza conoscere quel che si vuol giudicare.
      La fede è un metodo di conoscenza dell'uomo: uno conosce una cosa perchè gliel'ha detta un altro di cui ha fiducia, si fida. Lo scienziato si fida dei testi e delle leggi scoperte dai suoi colleghi che lo hanno preceduto e ne prosegue il lavoro. Se stesse a verificare sempre tutto non ci sarebbe sviluppo scientifico. (Piccolo inciso: Richard Dawkins era certo degli studi di Antony Flew (ex padre dell'ateismo scientifico) perchè si fidava di lui. Poi quando Flew si è convertito grazie all'approfondimento del suo lavoro, Dawkins lo ha subito rinnegato. Questa è un esempio di slealtà con se stessi).

    1. Esempi clamorosi: ho già postato nell'articolo l'affermazione del logico Odifreddi, che afferma che tutta la cosmologia moderna è basata su un atto di fede. Sapevate poi che Margherita Hack, leader della UAAR, crede agli ufo basandosi su nessun dato scientifico?
      "Che ci sia la vita è indubbio [???], anche intelligente. Il problema, viste le distanze, è riuscire a entrare in contatto"
      . (La Stampa, 25 aprile 2007).
      Parole clamorose se dette da uno scienziato che per di più fa continua professione di razionalismo. Nulla ci sarebbe stato da obiettare se l’astrofisica avesse dichiarato che "è possibile" che vi siano forme di vita nell’universo (la parola indubbio significa: certo, senza alcun dubbio).
      Dov’è la prova scientifica certa dell’esistenza di esseri intelligenti fuori dalla terra? Nessuno l’ha mai fornita.
      Stando ai presupposti del razionalismo scientista dichiarare sicura l’esistenza di extraterrestri intelligenti, senza la prova scientifica, può essere solo una convinzione metafisica o ideologica o una superstizione o una percezione irrazionale. Ma così decenni di carriera rigorosamente atea-razionalista dell’astrofisica Hack andrebbero in fumo...

    1. Un altro grave errore del nostro amico è sostenere che lo sviluppo scientifico si sia realmente sviluppato in questi anni.
      Ah si? Allora paragoniamo quello che sostiene lui con quello che sostengono gli scienziati: il fisico teorico Franco Selleri, afferma che: "la scienza negli ultimi anni è progredita negli aspetti peculiari o nei dettagli, mentre i grandi impianti teorici che riguardano il microcosmo (il modello standard delle fisica delle particelle) e il macrocosmo (il modello cosmologico standard dell’origine dell’universo) sono prossimi a essere rimessi in discussione: i due concetti più popolari della scienza contemporanea, quark e Big Bang, vacillano paurosamente e dovranno forse essere eliminati dalla scienza futura"(Selleri, Fisica senza dogma, Dedalo, Bari 1989, pag. 5-6). Anche Lee Smolin (che voleva smontare la presenza di Dio con la scienza) ha dovuto ammettere che negli ultimi 25 anni gli scienziati (che pure si sono dati un gran daffare e non sono stati mai così numerosi) non hanno fatto compiere reali progressi alle scienze fisiche: "Abbiamo fallito. La nostra comprensione delle leggi della natura ha continuato a crescere rapidamente per oltre due secoli, ma oggi, nonostante tutti i nostri sforzi, di queste leggi non sappiamo con certezza più di quanto ne sapessimo nei lontani anni settanta" (Smolin, L’universo senza stringhe, Einaudi, Torino 2007, pag. 10). La verità è che la scienza attuale (e quindi gli atei scientisti) versa in una crescente difficoltà, e "la maggioranza degli operatori scientifici riconosce, comunque che è ormai venuta meno la fiducia illimitata nelle possibilità della scienza e ha abbandonato la distorsione ideologica dello scientismo che attribuisce al metodo della fisica la capacità di avere risposte alle domande fondamentali dell’uomo". (Arecchi, I simboli e la realtà, Jaca Book, Milano, 1990, pag. 12).
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18/03/2010 00.35
 
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Risposte: l'ateismo causa dei peggiori orrori della storia


Faccio notare che chi vuole contraddire la storia (come hanno fatto tanti lettori di questo post) raramente si azzarda a postare qualche fonte attendibile (in questo caso citazioni o documenti di storici), e quei pochi che lo fanno prendono per buono qualsiasi punto di vista contrario, anche se non ha alcuna attendibilità.
Vedi questo esempio:

  • Si obietta  dopo la mia richiesta di citazioni storiche alle sue interpretazioni contrarie a quel che ho scritto:
    "Leggiti l'opera "Storia criminale del cristianesimo" scritta dal teologo K. Deschner".

    1. Finalmente qualcuno che ha qualche ragione (o crede di avere) a sostegno delle sue argomentazioni. Peccato che sia un tipico copia-incolla da internet. Lo si capisce dal fatto che spaccia Deschner come teologo, quando è chiaramente risaputo che è un semplice (e poco famoso) scrittore. La sua poca fama, tra l'altro, l'ha conquistata facendosi sponsorizzare totalmente e scrivendo unicamente opere contro il cristianesimo (vedi Wikipedia).
      Ricordo, infine, che quando si parla di fisica, occorre attenersi ai giudizi che danno i fisici, non i biologi o i teologi. Così quando si parla di storia le fonti attendibili sono quelle fornite dagli storici e non dagli scrittori.
      Infatti cosa dicono di lui i veri storici?
      Ad esempio Georg Denzler, professore di Storia ecclesiastica all’università di Bamberga dice: "Deschner non conosce alcuno studio delle fonti, dimostra una scelta della letteratura estremamente unilaterale, interpreta le fonti senza considerarne il contesto, tratta singoli eventi come se fossero la totalità e simula un apparato erudito di note nel quale spesso non è possibile verificare ciò che viene affermato".
      Inoltre ventidue eminenti specialisti di storia antica, storia della Chiesa, patrologia, archeologia e storia del diritto canonico, di diverso orientamento religioso, durante un convegno hanno espresso forte critica al metodo e ai risultati dell’indagine storiografica di Deschner.
      Gli Atti del convegno sono stati pubblicati con il titolo Criminalizzazione del cristianesimo? (Hans Reinhard Seeliger, Kriminalisierung des Christentums? Karlheinz Deschners Kirchengeschichte auf dem Prüfstand, Freiburg, Herder, 1993).
      Quindi poche fonti e quando ci sono, non attendibili.

  • Il Censore scrive: (ho tolto alcune parti meno importanti o ripetute per questioni di spazio)."A parte il fatto che né Hitler né Mussolini erano atei..."

    1. Non ho ancora letto il seguito, però se parti così capisco già che non sei proprio attendibile...oltre al nome che ti dai, non porti nessuna prova storica.. Comunque...citando solo fonti storiche attendibili, ti rispondo dicendo che: Mussolini si è più volte dichiarato ateo e anticattolico (anche se per un periodo dialogò con la Chiesa per convenienza politica).
      Il suo ateismo è riassunto nell'opuscolo dal lui scritto intitolato: L'uomo e la divinità (Lugano 1904), in cui racconta un aneddoto durante un dibattito che ci fu il 25/03/1904 alla Casa del Popolo a Losanna, tra lui e un pastore evangelico (Alfredo Taglialatela), in cui Mussolini ad un certo punto disse (confermando la banalità atea): "Dio se esisti, dimostralo! Ti concedo cinque minuti per fulminarmi qui all'istante". (Puoi ritrovare questo episodio anche in "Mussolini il rivoluzionario (1883-1920)"(De Felice (storico italiano, massimo esperto del fascismo), Einaudi, Torino 1965, pag. 32-36).
      Infine basta che vai sul sito degli atei (UAAR) per verificare come lo proclamino loro paladino (confermando così il mio post).
      Rispetto ad Hitler c'è più confusione perchè lui era più consapevole che le parole "Dio", "creatore", ecc..facevano leva sul popolo, per questo le utilizzava in pubblico o nei documenti o libri ufficiali (vedi il Mein Kampf), ma se andiamo agli atti storici non destinati al pubblico, leggiamo: "Non può esservi coesistenza tra una fede cristiano-giudaica con tutta la sua morale della compassione e una fede energica ed eroica in Dio e nella Natura, nel Dio che esiste nel suo popolo, nella sua sorte, nel suo sangue stesso. Per cui, una Chiesa tedesca o un cristianesimo tedesco sono utopie. O si è cristiani, o si è tedeschi".(Hermann Rauschning (ex capo del governo di Danzica), "Hitler mi ha detto", 1939). Quindi sicuramente non era cristiano, men che meno cattolico. Era religioso, cioè credeva a sè come dio e nella fede tedesca (quindi una sorta di ateismo, dove esso significa opposizione al deismo, ad un dio trascendente), imitando i modelli e riti delle religioni dominanti. E' un dato innegabile, come dimostra il grande storico Franco Cardini di cui ti posto il linl all'articolo intero: (vedi qui) .
      Sostanzialmente viene definito "neopagano" e non credente in nessun dio se non nella religiosità descritta.

  • "...Hai dimenticato gli sterminatori antichi, come i vari sovrani cattolici colonizzatori, i promotori di varie guerre di religione..."

    1. Questi sono due grandi e falsi luoghi comuni. Ti riferisci al colonialismo e alle crociate immagino.
      Sinteticamente: i colonizzatori agirono contro le direttive della Chiesa e le Crociate furono guerre di difesa, gli effettivi anni di combattimento furono pochissimi e le perdite furono più negli occidentali che negli avversari (quindi nessun sterminio). Le fonti storiche le trovi nei post che ho scritto in merito: Colonizzatori (vedi qui), Crociate (vedi qui).

  • "Io non mi sognerei di affermare che le guerre dei vari presidenti americani (tutti religiosi) fossero guerre "religiose".

    1. E fai bene. Infatti nel mio post oltre a dimostrare (solo per informazione) che i grandi dittatori e sanguinari della storia erano atei..ho descritto come la filosofia e la cultura atea, dilagante sopratutto nel '900, fosse alla base del nazismo, comunismo, fascismo ecc...
      E' la cultura atea sociale che sta alla base delle dittature, non tanto i loro promotori (nonostante fossero anche loro atei).

  • "Era la cultura atea era alla base delle dittature spagnola, portoghese, cilena, greca, croata e argentina?".

  • Nel mio post non ho infatti citato queste dittature, che per fortuna hanno provocato meno morti dell'ideologia atea fascista, nazista e stalinista.
    Scriverò un post per ognuna di esse (dato che un altro utente me ne ha parlato), ma sinteticamente dico che: se i dittatori si dichiarano cattolici e compiono omicidi non si può accusare la Chiesa, mi sembra evidente. Si può accusare la Chiesa se essa sostiene apertamente questi dittatori, e ciò è tutto da dimostrare. Il franchismo in Spagna, come spero tu sappia, uccise circa 7000 tra sacerdoti, suore e credenti (non proprio una filosofia cristiana vero?).
    La Chiesa dovette per forza prendere un accordo per fermare lo sterminio. Ma voglio linkare totalmente l'articolo del Corriere della Sera che sostiene quel che dico, la firma è del
    professore ordinario di Storia Contemporanea presso l'Università di Modena-Reggio Emilia, Alberto Melloni (vedi qui) Parliamo della dittatura (??) portoghese, chiamata Estado Novo in cui non ci fu un solo morto ma al massimo una modesta pressione civile. Parli del coinvolgimento della Chiesa, ma in realtà essa c'entra solo perchè, Salazar (lo pseudodittatore) aveva simpatie per il cattolicesimo e nel 1940 siglava un concordato con la Chiesa riconoscendole molti dei privilegi che le erano stati sottratti, abolendo l’obbligo del controllo statale sui documenti pontifici, reintegrando l’insegnamento religioso a scuola, favorendo la realizzazione di scuole cattoliche private, dando valore civile al matrimonio religioso. Tuttavia non fece mai del Portogallo uno Stato confessionale. L'Estado Novo fuse insieme caratteri autoritari (non dittatoriali), demo-liberali, cattolici ma non clericali e confessionali. Comunque, come al solito ecco il link alla fonte attendibile: (vedi qui). Sul regime dittatoriale degli Ustascia in Croazia è stata montata una leggenda nera ad opera di Tito. Alcuni frati, è vero, compirono degli omicidi ma vennero immediatamente scomunicati dall'ordine francescano. La figura controversa più vicina alla Chiesa è Il Card. A. Stepinac, beatificato di recente. Non approfondisco in questa sede limitandomi a postare un articolo interessante che spiega la controversia, scagionandolo (vedi qui). Per un messaggio di auguri per il matrimonio di Pinochet da parte di Giovanni Paolo II si è montata un'altra leggenda. Non approfondirò qui, ma ricordo che in Cile il 90% degli abitanti si dichiara cristiano, di cui il 70% cattolico (difficile pensare che la Chiesa abbia sostenuto il golpe cileno no?). Quella greca non fu una dittatura (notate la continua storipiatura...), non c'è nessun collegamento provato con la Chiesa Cattolica ma solo che i colonnelli del colpo di stato erano anticomunisti e simpatizzavano per la morale cristiana (a modo loro). Solo sulla dittatura argentina, chiamata Guerra Sporca, ti posso dare ragione. La Chiesa è rimasta colpevolmente in silenzio, (e ha per questo chiesto perdono a Dio nel 2000) anche se molti sacerdoti e credenti in generale si sono ribellati e per questo sono stati uccisi. Comunque per ognuna di essere pubblicherò un articolo dettagliato
  • "Che nazismo e comunismo stalinista fossero ideologie di per sé e non mere espressioni dell'ateismo non è forse dimostrato dal fatto che si combatterono tra di loro accanitamente, e che la Chiesa e gli Alleati (governati da credenti) si schierarono dalla parte dell'uno contro l'altro?".

    1. La prima affermazione non dimostra nulla, non è che se due atei litigano significa che allora non sono atei.
      Il nazismo o il comunismo non erano certo guerre di religione o di ateismo... Poi, finchè non dimostri con dati attendibili (in questo caso storici) che la Chiesa si schierò apertamente col nazismo o col comunismo, non sei credibile. Anzi se vai a cercare troverai il contrario, se vuoi te lo dimostro io...

  • "Il punto è se si sia ucciso più per diffondere una religione o per diffondere l'ateismo (vedi varie guerre religiose)".

    1. Su questo punto ti dò ragione: l'ateismo non ha mai ucciso nessuno per diffondere l'ateismo. Però, come dice Augusto del Noce (famoso politologo e filosofo), per gli atei: "alla liberazione religiosa si sostituisce la liberazione politica. Il problema del male viene trasposto dal piano psicologico e teologico a quello politico e sociologico".
      (Augusto del Noce, Il problema dell'ateismo)
      Quindi gli stermini non furono per diffondere l'ateismo ma, poggiando tutto sulla liberazione politica, fu l'ateismo ad essere cultura motivante per la guerra. Leggi lo statuto fascista: "Tutto è nello stato e nulla di umano e di spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato". (Giovanni Gentile, -famoso politologo- La Dottrina del fascismo, 1932")
      Se tutto è nello stato, tutto bisogna fare per affermare ed imporre lo stato..come si afferma uno stato? Con la guerra.
      E' vero anche che le guerre religiose, purtroppo, sono anch'esse fonte di morti.
      Ma mai è stato imposto con la violenza il Dio cattolico, semmai è vero che fondamentalisti di altre religioni hanno usato e usano violenza per il proselitismo. Le guerre di religione sono ancora più assurde delle guerre per il potere politico! C'è da dire che i fondamentalisti (cioè chi prendono un particolare della religione, ingigantendolo, sono però ritenuti distanti dalla religione dagli stessi credenti moderati e dalle stesse autorità religiose. Vedi, per esempio, cosa dicono gli islamici moderati (guarda sul sito di Magdi Allam -ex islamico moderato-)di chi compie le "guerre sante". Quindi è ancora una volta la poca religione che porta alla guerra e non il contrario.
      Conclude ricordando a Censor che se vuole dimostrare il contrario non basta che continui a postare il suo commento e le sue opinioni (che a quanto ho capito non provengono da una gran cultura, ma occorre che smentisca gli storici che ho citato attenendosi ad altrettanto materiale storicamente attendibili.
17/07/2011 21.13
 
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Gli scienziati: «la razionalità umana non può emergere da processi casuali»

Il Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, Antonino Zichichi, ha scritto un interessante articolo su La Bussola, nuovo quotidiano cattolico online (nei primi due giorni sono state oltre 200mila le pagine scaricate, e 150mila accessi, un boom che ha reso impossibile per alcune ore l’accesso al sito). Il tema è il “terzo Big-Bang”, cioé il passaggio da un universo con vita priva di ragione ad un universo con vita dotata di ragione. L’universo avrebbe potuto essere esattamente com’è, con le stesse strutture e gli stessi dettagli, ma privo della nostra presenza. Lo scienziato sottolinea che si è scoperto solo una parte delle stelle è come il Sole, anche se nessuna è identica a un’altra. Se il nostro Sole fosse più grande, moriremmo di caldo; più piccolo, moriremmo di freddo; ferma restando la condizione di rimanere alla stessa distanza dal Sole nella quale ci troviamo ora. Noi non abbiamo scelto questa distanza, nè abbiamo stabilito quale dovesse essere la massa del Sole. Non solo: se la Terra fosse più piccola, quindi più leggera, non potrebbe tenere legato a sé quello strato d’aria cui diamo il nome di atmosfera e che ci permette di vivere. Se la Terra fosse più pesante, dovremmo avere una struttura ossea e muscolare adeguata alla forza gravitazionale in gioco. Ovviamente -continua Zichichi- sappiamo che ci sono nell’universo duecento miliardi di galassie, ciascuna contenente duecento miliardi di stelle. Il totale fa quarantamila miliardi di miliardi di posti in cui potrebbe esserci la vita così come è da noi, sulla Terra. Questo numero deve, però, essere messo a confronto con i dettagli necessari per dar vita a qualcosa di analogo alla nostra forma di materia vivente, dotata di quella proprietà cui diamo il nome di “ragione”. Allora, il problema è quello di capire quanti dettagli debbono essere presenti per arrivare a una forma di materia vivente capace di una attività intellettuale (la ragione) simile alla nostra, in grado di scoprire le grandi conquiste cui è arrivata la nostra forma di materia vivente. Calcolando tutte le condizioni necessarie per arrivare alla materia vivente dotata di ragione, se ne deduce che le stelle presenti nel nostro universo sono troppo poche. Ce ne vorrebbe un numero di gran lunga superiore a quello prima citato – quarantamila miliardi di miliardi – per potere realizzare quell’enorme quantità di “dettagli” necessari all’esistenza della materia vivente dotata di “ragione”. A conti fatti, risulta che, con il numero di stelle e galassie che compongono l’universo, l’esistenza della materia vivente dotata di ragione è davvero un miracolo. Dovrebbero esistere centomila miliardi di miliardi di miliardi di universi per averne uno dotato di vita come la nostra. Fu il padre della scienza, Galileo Galilei, a dire che “Colui che ha fatto il mondo” è più intelligente di tutti. Doveva toccare a un cattolico come Galileo Galilei, scoprire le prime Leggi Fondamentali della Natura da lui chiamate “le prime impronte del Creatore”.

Sono veramente tanti gli scienziati che confermano questa evidenza. Citiamo ad esempio il Nobel per la Fisica, Tony Hewish, spiega a Il Foglio del 9/2/08: «Dall’osservazione scientifica mi sembra, sia per gli esseri viventi che per gli elementi fondamentali della vita, vi sia un messaggio molto chiaro. E il messaggio è questo: l’universo è stato prodotto da un essere intelligente». Anche l’ex paladino dell’ateismo scientifico (ci piace chiamarlo spesso in causa proprio per la sua radicale conversione e per la sua attualtià), Antony Flew, dopo la conversione ha sostenuto in un’intervista alla Bbc nel 2004 e nel suo libro “Dio esiste. Come l’ateo più famoso del mondo ha cambiato idea” (Alfa & Omega 2010), che una «superintelligenza è l’unica spiegazione valida dell’origine della vita e della complessità della natura». La razionalità dell’uomo quindi è proprio la scatola nera degli atei materialisti: non è possibile infatti che essa emerga mediante processi naturali non guidati.

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