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Suicidi

Ultimo Aggiornamento: 07/05/2012 09.10
26/11/2009 16.24
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Post: 36
Registrato il: 15/10/2009
suicidi al fronte
Ho letto che alcuni si suicidavano perchè impazzivano a causa dello stress provocato dalle assordanti esplosioni senza pausa che spesso duravano per diversi giorni e notti durante il fuoco di preparazione di un attacco importante.
09/01/2010 02.01
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Post: 91
Registrato il: 17/07/2008
Credo non fosse così raro e sfogliando i diari storici della fanteria ho trovato anche io cause della morte di quel tipo.
Un racconto romanzato c'è anche in De Roberto. Ha più o meno la storia che racconta Lussu, ma ambientata sul Carso.
09/01/2010 22.33
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Post: 133
Registrato il: 12/05/2007
Re:
_MEMENTO_, 17/11/2009 22.40:


anche la LUCIDITA' però è da considerare nei casi di suicidio "eroico"



Altri due episodi abbastanza noti sono avvenuti a Pozzuolo del Friuli, il 30.10.17, verso la fine dei combattimenti: il primo e' la morte del Maggiore Sante Ghittoni del Genova Cavalleria. Rimasto con alcuni soldati ad una mitragliatrice sulla piazza, riceve l'ordine di abbandonare il paese, ordina agli altri di andarsene (ma qualcuno rimane), continua a sparare con la mitragliatrice e quando finisce le munizioni, invitato ad arrendersi, risponde con la pistola. Ferito da un colpo di fucile, si spara alla tempia. Nelle lettere alla moglie, sin dal 1916, aveva sempre espresso l'intenzione di non darsi mai prigioniero.
Circa mezz'ora dopo questo fatto, un altro ufficiale del Genova Cavalleria, Capitano Ettore Lajolo, ordina al suo 4° Squadrone di raggiungere i cavalli per iniziare il ripiegamento, dato che non c'e' piu' nulla da fare o linea da tenere. E' gia' in sella e ha iniziato la marcia, ma volta il cavallo e gridando una frase (Bella, bisogna dirlo: "Ragazzi, il 4° Squadrone non scappa, ma si calca l'elmetto e galoppa!...") si dirige al galoppo verso i nemici, in un gesto "senza speranza", rimanendo ucciso.

Questi due uomini avevano una famiglia che li aspettava, Ghittoni moglie e due figli piccolissimi, Lajolo la madre, il padre e un fratello, questi ultimi al fronte. Hanno deciso di finire cosi', potevano salvarsi anche nella sconfitta totale, ma hanno scelto di morire. Ovvio per molti, forse incomprensibile per altri (me compreso), ma senza dubbio sono gesti a cui e' impossibile mancare di rispetto...
Saluti,
Enrico


10/01/2010 06.23
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Post: 284
Registrato il: 14/08/2009
ho letto....

Ho letto in un diario,ma non ricordo quale che la Grappa o il vino o altri alcoolici non erano solo un genere di conforto ma anche un mezzo
per andare in stato di "semiincoscenza" prima del combattimento.
Nelle dovute quantità,naturalmente...Questo anche negli AU.
Sentivo pure da un anziano che durante il servizio militare nella
seconda GM c'era chi si "ammalava" di proposito andando dal tenente
medico a farsi fare punture che provocavano forti febbri.Sarà vero?
Può essere vero?
27/06/2010 16.30
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Post: 4
Registrato il: 24/06/2010
il tenente Maddalena
Tiziano
Ho presente un altro episodio di suicidio.
Il 4 agosto 1918 nel corso della riconquista del Doss Alto di Nago, operata dal XXIX reparto d'assalto, il tenente Mario Maddalena, dicianovenne nativo di Rovereto ma volontario nel Regio Esercito, dopo essere penetrato nelle linee austro-ungariche si calò in pozzo, per aggirare l'imbocco di una caverna dove catturò, da solo, alcuni soldati austro-ungarici. Poco dopo udì dei passi provenire dall'ingresso e credendoli soldati austro-ungarici si sparò con la rivoltella. Erano i suoi soldati che venivano in aiuto, ma non sapendolò si suicidò per non fare la fine di: Chiesa, Battisti e Filzi.

Ciao a tutti!
Sentir parlare di persone o fatti che sembravano ormai dimenticati, pare un miracolo, ed è un miracolo che va tutto ad onore di questo forum e degli organizzatori!
Il nome del tenente Maddalena, mi ha fatto sobbalzare dall'emozione.
Mio padre, che era fante nella brigata Ivrea, sul fronte di Macedonia, parlava di un certo tenente Maddalena, molto benvoluto dai soldati. Addirittura, ricordo, diceva "era un angelo, sul fronte si dimostrava generoso con tutti e pronto a dare una parola di conforto a chi ne avesse bisogno. Disse pure che successivamente morì. Sarà lo stesso?
27/06/2010 18.38
La resistenza dei nervi umani ha un limite soggettivo, oltre il quale ogni soluzione è possibile.

Anche il generale Villani si è ucciso sullo Jeza durante la battaglia di Caporetto.

Badoglio no, Capello neppure.
28/06/2010 08.13
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Maddalena
Non penso che sia lo stesso. Mario Maddalena era di Rovereto e con la famiglia, nel 1914, appena l'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia, abbandonò Rovereto trasferendosi in Italia.
Nell'autunno del 1917, al compimento del 18° anno di età, si arruolò nel Regio Esercito, corpo degli alpini, frequentò il corso ufficiali.
Nella primavera del 1918 passò agli arditi venendo assegnato al XXIX reparto d'assalto che operava in Val Lagarina.
Ed a proposito di suicidi.
Nel settembre 1918, sempre sul Dosso Alto di Nago, venne inviata in linea la 6^ divisione speciale cecoslovacca.
Gli austro-ungarici operarono diversi attacchi per catturare prigionieri da appendere. In quello effettuato il 21 settembre ne catturarono cinque e, quasi, anche l'ufficiale che comandava l'avamposto ma, sapendo cosa l'avrebbe aspettato, questi si suicidò sparandosi con la pistola.

Un saluto Tiziano.
30/06/2010 07.28
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Post: 374
Registrato il: 17/09/2007
L'episodio narrato da Lussu è solo uno dei tanti accaduti nel corso della GG. Il momento dell'attacco, lo shock da bombardamento, il momento di rientrare al reparto dopo una convalescenza o una licenza, erano tutti fattori che potevano far saltare i nervi a dei militi disperati e depressi, i quali vivevano per la prima volta nella loro vita un evento di devastante e orribile portata quale fu la GG.
I casi di suicidio, aggiungo, non avvenivano solamente a ridosso del fronte: ho letto anche di un soldato che si suicidò nella sua tenda prima che il suo reparto (a riposo in un paese del vicentino) rientrasse in linea.

In sostanza, siamo tutti esseri umani, con la nostra forza e le nostre debolezze...

Leonardo.
Socio ASCeT - Tessera n.29
30/06/2010 17.22
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Post: 218
Registrato il: 20/03/2009
Re: Re:
Hunold, 09/01/2010 22.33:



Altri due episodi abbastanza noti sono avvenuti a Pozzuolo del Friuli, il 30.10.17.......... Questi due uomini avevano una famiglia che li aspettava, Ghittoni moglie e due figli piccolissimi, Lajolo la madre, il padre e un fratello, questi ultimi al fronte. Hanno deciso di finire cosi', potevano salvarsi anche nella sconfitta totale, ma hanno scelto di morire. Ovvio per molti, forse incomprensibile per altri (me compreso), ma senza dubbio sono gesti a cui e' impossibile mancare di rispetto...
Saluti,
Enrico



Senza mancare di rispetto mi viene una riflessione penso fondata, la quale è che alla base di tutto c’è un forte stress emotivo e il ragionamento che porta ad atti così estremi non è del tutto lucido, alterando il senso logico dell’istinto di sopravvivenza, altrimenti il suicidio seppur diciamo così “eroico” non sarebbero giustificato o più propriamente capibile e ci sarebbe anche una buona dose di egoismo, portato all’estremo, che tende a privilegiare la decisione di disporre della propria sorte eludendo le responsabilità che un uomo con le proprie azioni si è assunto.
Non dimentichiamo che avevano una famiglia, moglie e figli, avevano una responsabilità su di essi e pertanto prima di decidere di uccidersi, a mio avviso proprio perché appannati, non hanno considerato il dolore e lo smarrimento che hanno causato ai propri congiunti, ecco perché giudico non responsabile togliersi la vita quando si deve rendere conto della propria esistenza anche ad altri tanto più verso i propri figli che non hanno chiesto certamente loro di essere messi al mondo e che quindi hanno diritto di non essere volutamente abbandonati, ne da piccoli ne da grandi.
Mi piace riportare questa frase che mi rimane sempre in mente, pronunciata da mia sorella ma che ho fatto anche mia, che nella sua semplicità sintetizza l’amore e la responsabilità:
I figli sono a tempo indeterminato.
Salve a tutti.

13/07/2010 14.56
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Da "Diario di un imboscato" di Attilio Frescura:

…Ci vuole un bel coraggio a essere vigliacchi…
Or è qualche mese, al tribunale di guerra del corpo d’armata, un sergente si è difeso così:
“Son o andato molte volte sotto i reticolati nemici, di pattuglia, come “guastatore”. Una volta ci sono andato, anzi come volontario. Non ho mai avuto paura. Quella sera, invece, quando il mio tenente mi ha comandato di andarci con lui, non ero più io, ero un altro…
Una forza più forte di me diceva al tenente:
“Non ci vengo.”
“Perché?”
“Perché ho paura.”
“Paura? Ma se non hai mai avuto paura!...”
“Si, signore…ma ora ho paura…”
“Pensa che sarai fucilato…”
“Non importa. Mi si fucili. Ma io non posso venire, no. Non Posso. Ho paura…”
Ora si deve convenire che quel sergente, che sapeva avere, per il suo rifiuto,la morte certa mentre, andando, poteva forse ritornare vivo com’era già ritornato tante volte, si deve convenire che quel sergente ha avuto un bel coraggio ad aver paura.
E’ avvenuto anche questo: un ufficiale doveva andare una notte di pattuglia. Frapponeva delle difficoltà. Evidentemente aveva paura. Il capitano l’ha rimproverato di averne. Messo nella condizione assoluta di andarci, per paura di morire si è suicidato.


06/05/2012 10.13
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Post: 288
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Approfitto di questa discussione per avere la vostra opinione....

Cercando in vari archivi, mi è capitato di imbattermi in alcuni casi di suicidi....Sono casi differenti da alcuni di quelli elencati precedentemente, cioè casi di soldati che non si trovavano in prima linea....ora, so come la si pensava al tempo, difatti la quasi totalità di questi casi veniva "etichettata" come codardia e con disonore, pensando che fossero tutti motivati dalla paura di andare al fronte...Ed è qui che per me comincia l'errore: spesso si trattava di soldati che psicologicamente avevano subìto traumi, e quindi non in grado di ragionare in modo corretto (ho visto qualche documentario in cui un soldato, alla sola parola "bomba", scappava a ripararsi...e si trovava in ospedale).
Arrivo alla domanda...il ministero non considerò tali soldati "caduti in guerra"...Come nel caso recente di un soldato che nel maggio 1918 si buttò in un fiume...la guerra probabilmente l'aveva fatta tutta....Non è stato considerato un caduto in guerra...

Ora la vostra opinione....lasciando stare il codice di guerra, Voi, riabilitereste il nome di questi soldati, considerandoli caduti in guerra????

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
06/05/2012 10.21
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Nessuno ha fatto una piega per i vari suicidi irredenti come Carlo Stuparich (Altopiani) o l'altro triestino di cui mi sfugge il nome suicidatosi sul S. Gabriele... Povera tuppa,non dico uguali ma nemmeno simili, in vita e in morte!

Lemberg

06/05/2012 10.39
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Nessuno ha fatto una piega per i vari suicidi irredenti



mi sfugge il concetto.....in che senso nessuno ( chi ?) ha fatto una piega ( cioè?)..etc etc...

riguardo il quesito posto da Silvia.....difficile da dire...ma secondo me se questi al momento del suicidio, indossavano una divisa ( nel senso se erano arruolati) di un paese in guerra.....dovrebbero essere elencat a tutti gli effetti tra i decduti per cause di guerra.....
al di là se avessero fatto o meno lo stesso gesto se fossero stati borghesi e in tempo di pace.......
ma sappiamo che non è così.....stesso problema e forse più grave per i fucilati di cui si è già paralto in altra parte....
[Modificato da Gira60 06/05/2012 10.44]
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"Sarai mondo..se monderai lo mondo!"
06/05/2012 11.15
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Post: 289
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Grazie....

Il soldato in questione, ad esempio, la guerra probabilmente l'aveva fatta....dopo aver visto nell'archivio il telegramma in cui si comunicava il decesso per suicidio, sono andata a controllare la lista dei soldati di quel comune.....apro la pagina e vedo una disarmante "x" sul nome del soldato e a fianco una sbrigativa annotazione sulle cause decesso: "perchè non voleva tornare alla fronte"...e chi mi dice che questo povero soldato ne avesse viste troppe??? Che psicologicamente non fosse in grado di reggere???

Non è stato considerato caduto in guerra....nominativo cancellato....

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
06/05/2012 12.36
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Re:
Gira60, 06/05/2012 10.39:


Nessuno ha fatto una piega per i vari suicidi irredenti



mi sfugge il concetto.....in che senso nessuno ( chi ?) ha fatto una piega ( cioè?)..etc etc...

riguardo il quesito posto da Silvia.....difficile da dire...ma secondo me se questi al momento del suicidio, indossavano una divisa ( nel senso se erano arruolati) di un paese in guerra.....dovrebbero essere elencat a tutti gli effetti tra i decduti per cause di guerra.....
al di là se avessero fatto o meno lo stesso gesto se fossero stati borghesi e in tempo di pace.......
ma sappiamo che non è così.....stesso problema e forse più grave per i fucilati di cui si è già paralto in altra parte....




Voglio dire che questi "suicidi eroici" sono stati medagliati con l'oro, subito. Degli altri invece ci chiediamo se si possano riabilitare. Cosa c'è di eroico nel suicidio? gli irredenti lo facevano perché sapevano bene cosa gli aspettava a casa loro, la forca, come disertori e combattenti in un esercito nemico contro la legittima patria. Il suicidio è una fuga estrema, ma va premiata con la massima decorazione al valore? Non è una polemica sugli irredenti...

Lemberg

[Modificato da lemberg 06/05/2012 12.40]
06/05/2012 13.18
A vincitori invertiti, che medaglie? Nessuna.
Questione di punti di vista.
[Modificato da kleiner pal 06/05/2012 13.19]
06/05/2012 15.07
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L'altro "eroe" suicida era Fabio Carniel. Non so se medagliato o meno. Su di lui è stato appena pubblicato un libro.

Lemberg

06/05/2012 16.54
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Re:
kleiner pal, 27/06/2010 18.38:

Anche il generale Villani si è ucciso sullo Jeza durante la battaglia di Caporetto. Badoglio no, Capello neppure.




E così oggi c'è pure chi se la prende con Villani difendendo invece Badoglio...

Lemberg

07/05/2012 09.10
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Post: 290
Registrato il: 15/03/2011
Che voi sappiate, avete saputo di altri casi di suicidi (non irredenti), che non fossero presenti nell'albo dei caduti???

Grazie

Silvia

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
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