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Separazione e Bibbia: ecco perchè ho lasciato l'organizzazione - 2 parte

Ultimo Aggiornamento: 03/07/2008 22.35
03/07/2008 22.35
 
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Cominciai a fare delle ricerche per vedere cosa diceva la bibbia al riguardo. Mi sembrava profondamente ingiusto avere le ali dell'amore tappate perchè non avevo il foglio del divorzio in mano. Ancora una volta non sentivo l'amore di Gesù in tutta questa faccenda, ma solo cavilli giudiziari, tipici dei farisei di quel tempo. Gli anziani mi dissero: "Sandro, non è colpa di Geova se ti si è venuta a creare una situazione simile. Purtroppo sono cose che capitano, ma per Geova tu sei già libero, libero di rifarti una vita. Il problema è Cesare." Mi dissero infatti che la bibbia dice di dare a Cesare quel che è di Cesare e che nel mio caso significava aspettare di ottenere il divorzio perchè, anche se ero separato, per la legge lei rimaneva mia moglie ed io avevo l'obbligo di rimanerle fedele. Cioè, vi rendete conto di come l'organizzazione abbia manipolato le scritture? 'Non è colpa di Geova; è della legge italiana che purtroppo non ti da la possibilità di risposarti subito. In america ad esempio ti danno il divorzio dopo qualche mese di separazione.'
"Mannaggia, sono nato nel posto sbaglito", mi son detto. Ma è possibile che Dio faccia una legge che qui ha un valore e in un altro posto del mondo un altro? Era chiaro che qualcosa non quadrava. Mi venne di getto una risposta logica, cosi dissi agli anziani: "Scusate. Cesare mi dice che non posso risposarmi da separato,mica che non posso frequentare una ragazza. Io non voglio infrangere la legge italiana sul matrimonio. Voglio solo conoscere una ragazza. Tutto qui. Poi quando avrò il divorzio e se ci saranno le condizioni potrò sposarmi senza infrangere alcuna legge." Logico no? No, perchè gli anziani mi dissero che all'apparenza poteva sembrare cosi, ma che i pensieri di Dio sono superiori ai nostri e che anche se non capivo dovevo fare come diceva l'organizzazione. (La chiesa ha il dogma della trinità, i testimoni il dogma dell'organizzazione) Bella risposta. Gli dissi: "Farò delle ricerche e vi farò sapere."
Cosi mi misi a cercare sti benedetti passi biblici a conferma della tesi dell'organizzazione. Lessi che Gesù una volta disse che se un uomo voleva separarsi dalla propria moglie avrebbe dovuto fornirgli un certificato di divorzio. (Matt. 5:31) Bene, avevo un punto di partenza. Mi misi a cercare su Perspicacia cosa fosse questo certificato di divorzio e ne uscì una cosa strana. A quei tempi un uomo poteva divorziare dalla moglie per ogni cretinata. Cioè, addirittura se non era soddisfatto delle pulizie che sua moglie faceva in casa, lui poteva divorziare da lei. Cavolo, mi son detto, è strana questa cosa. Infatti in seguito Gesù la corresse dicendo che si poteva divorziare dalla propria moglie solo in seguito a un tradimento. Piccola particolarità: solo l'uomo poteva divorziare dalla moglie, la donna no. Anche se l'uomo tradiva la donna non aveva il diritto di annullare il matrimonio. Come si compilava questo certificato? Semplice, di proprio pugno. Il marito voleva divorziare dalla moglie? Andava in camera, prendeva un bel foglio e scriveva: "In qualità di marito mi avvalgo del diritto di divorziare da te perchè pulisci male la casa." Detto cosi fa ridere, ma è quello che accadeva realmente. In breve il marito doveva segnare su un foglio la motivazione che lo aveva spinto a divorziare da sua moglie e consegnarglielo. Da quel momento lui era svincolato e libero di risposarsi. Quindi a quei tempi la separazione non esisteva proprio e il divorzio era talmente semplice che se ne abusava in gran misura.
Come abbia fatto l'organizzazione a tirare fuori questa legge sulla separazione (cioè che finchè sei solamente separato non puoi frequentare nessuna ragazza; puoi farlo solo dopo aver ottenuto il divorzio) è tutto un mistero. Gli anziani sono tornati e gli ho esposto i fatti. "Guardate", gli dissi, "che nella bibbia non si parla proprio di separazione, ma solo di divorzio. Non solo; il divorzio era talmente facile da ottenere che non era necessario approfondire l'argomento. Come fa l'organizzazione a dirmi che non posso frequentare una brava ragazza in questo periodo di separazione, dopo che mia moglie mi ha tradito e se ne è andata ad abitare insieme all'amante? Io non ho alcuna colpa. Non ho infranto nessuna legge scritturale." Loro continuarono a dirmi che non era cosi. Alla fine, davanti alla logica dei fatti, dopo che loro stessi non sapevano più che dire, mi dissero la verità: "Ci è arrivata una circolare dall'organizzazione nella quale è esplicitamente scritto che un separato non può frequentarsi con nessun'altra persona, perchè molto probabilmente quello è soggetto a cadere vittima della fornicazione." In pratica mi dissero che l'organizzazione aveva preso questa decisione (non scritturale) perchè aveva paura che poi, nel periodo di separazione, si commettesse fornicazione. Incredibile. Il processo alle intenzioni: 'Secondo me peccherai, cosi ti tolgo il problema; non ti faccio frequentare nessuna ragazza.' Mi dissero anche che ero soggetto a disassociazione se avessi deciso di fare di testa mia. Mi dissero che bisognava seguire alla lettera ciò che la bibbia diceva, e la bibbia diceva che una persona poteva risposarsi solo dopo aver ottenuto il certificato di divorzio. E considerato che il fidanzamento è una promessa di matrimonio io non potevo fidanzarmi perchè ero ancora sposato con V. Incredibile, nella stupidità delle loro affermazioni capivo come gli anziani non stessero pensando con la loro testa, ma con quella di un altro. Gli dissi: "Dobbiamo seguire alla lettera ciò che dice la bibbia? Quindi non posso fidanzarmi con nessuna fin quando non avrò il certificato di divorzio, vero?" E loro, tutti fieri (pensando di avermi convinto): "Si Sandro. E' proprio cosi. La bibbia è la parola di Dio." "Ok", gli dissi, "lo farò, ma a una condizione. Il certificato di divorzio era concesso solo ai mariti. L'organizzazione deve impedire d'ora in poi alle mogli sorelle di divorziare dal proprio marito. Non è scritturale. La bibbia è la parola di Dio. Facciamo quello che dice la bibbia." Rimasero di stucco. Non mi dissero altro e non fecero nemmeno la preghiera finale (tipica delle visite pastorali). In seguito dissero a mia madre che se avessi continuato a frequentare la mia ragazza mi avrebbero disassociato. Cosi li chiamai e li presi letteralmente in giro. Gli dissi: "Ho riflettuto con L. (la mia ragazza, ora ex) e sono giunto alla conclusione che non sia giusto continuare a contristare lo spirito santo. Lei mi ha capito subito e abbiamo deciso insieme di finirla qui." Loro tutti contenti: "Bravo Sandro. Vedrai che Geova ti benedirà!" Ed io: "Comunque questo non vuol dire che io non vedrò più quella ragazza. Usciremo lo stesso insieme, come facevamo prima, ma stavolta solo da amici, da semplici amici. La bibbia non dice niente in merito a uscire con un'amica, vero? L'organizzazione? Vi è arrivata qualche circolare sull'uscire con un'amica? No? Bene, allora non commetto nessun errore." Mi guardarono con aria arrogante e mi dissero: "E tu vorresti essere amico di una persona che hai amato fino a ieri?" "Questo è un mio problema, non vostro. Arrivederci." Gli anziani mi segnarono lo stesso, dicendo a mia madre che secondo loro io con L. ci andavo a letto e che stavo nascondendo un peccato (il processo alle intenzioni). Con L. è finita da un pò, ma penso che se Dio mi abbia fatto un dono, quella è stata proprio lei. Mi è stata vicina, subendosi tutte le mie paranoie e preoccupazioni, non condizionandomi mai, amandomi davvero. Ed era una cattolica. Dopo quell'esperienza non sono più andato in sala e non ho voluto più ricevere visite, ne dagli anziani ne dai sorveglianti. Sono felice di essermi liberato dal giogo dei testimoni di geova.
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