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Le miopatie congenite

Last Update: 12/6/2007 10:54 PM
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12/6/2007 10:53 PM
 
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Le miopatie congenite
Cosa sono le miopatie congenite?

Sono malattie che colpiscono quasi esclusivamente il tessuto muscolare scheletrico, accomunate dalla presenza di segni e sintomi clinici caratteristici che - quando presenti alla nascita - danno al bimbo il cosiddetto aspetto floppy o "a bambola di stracci", con capo ed arti flaccidi e abbandonati, motilità spontanea ridotta o assente, pianto flebile e difficoltà a succhiare. Il termine di miopatia congenita non deve tuttavia confondere, in quanto questo gruppo di affezioni comprende anche forme con scarsi sintomi nei primi anni di vita (paucisintomatiche) e diagnosticate solo in età più avanzata o addirittura senza sintomi (asintomatiche) e conseguentemente non diagnosticate.

Le miopatie congenite sono causate da un'alterazione geneticamente determinata di varie proteine strutturali della fibra muscolare e in genere hanno un aspetto istopatologico caratteristico che consente la diagnosi differenziale.


Quali sono i segni caratteristici delle miopatie congenite, oltre all'ipotonia?

Sono molto frequenti le malformazioni osteoarticolari (ad esempio la scoliosi), i dismorfismi faciali (palato ogivale, mandibola piccola), la lassità ligamentosa (eccessiva mobilità delle articolazioni), con decorso variabile (da molto grave a solo lentamente evolutivo).


Quali sono le principali forme di miopatie congenite?

La miopatia central core, la miopatia nemalinica, la miopatia centronucleare (o miotubulare), la miopatia minicore (o multi-minicore), la miopatia con accumulo di desmina (miopatia miofibrillare) e altre forme molto più rare.

L'incidenza delle singole forme non è nota con esattezza: nel loro insieme sembrano rappresentare il 14% di tutti i casi di ipotonia congenita.


Che cos'è la miopatia central core?

La miopatia central core ("con strutture centrali") è una tra le più frequenti miopatie congenite. Il gene affetto si trova sul cromosoma 19 in posizione 19q13.1 e codifica il recettore rianodinico del canale dello ione calcio sito sul reticolo sarcoplasmatico. Sono state identificate numerose mutazioni puntiformi: alcune di esse causano la forma classica della malattia, mentre altre si manifestano solo con un aumento della CPK sierica e con predisposizione all'ipertermia maligna.

Per quanto riguarda le caratteristiche istologiche, nelle fibre muscolari di tipo I sono presenti aree centrali (central cores), con disorganizzazione della struttura miofibrillare e assenza di mitocondri.


Con quali forme cliniche si può manifestare la miopatia central core?

Esiste la forma congenita, caratterizzata da ipotonia e debolezza dei muscoli prossimali non gravi e poco evolutive, con occasionale interessamento dei muscoli mimici del volto, ritardo nell'inizio della deambulazione, dislocazione dell'anca, deformità dei piedi e cifoscoliosi.

La forma giovanile è caratterizzata da una sindrome dei cingoli lentamente progressiva, iperCKemia e scoliosi.

E la forma "ipertermia maligna" pura in genere è asintomatica e si manifesta solo con iperCKemia.


Che cos'è l'ipertermia maligna?

E' un'abnorme reazione ad alcuni anestetici (ad esempio l'alotano e la succinilcolina), caratterizzata da febbre alta, rigidità muscolare con rabdomiolisi, tachicardia e alterazione della pressione sanguigna, quando il soggetto viene sottoposto ad anestesia generale. Se non viene immediatamente trattato con le misure terapeutiche idonee, l'episodio può portare al decesso. E' quindi importante identificare i soggetti a rischio, per evitare di utilizzare gli anestetici sopracitati, se è necessaria un'anestesia generale.


Da cosa deriva tale reazione agli anestetici?

Si pensa che sia causata da un eccessivo accumulo di calcio da parte del reticolo sarcoplasmatico per il difettoso funzionamento del canale di questo ione. Quando gli anestetici si legano al recettore rianodinico, avviene un massiccio rilascio di calcio nel citoplasma, che causa una contrazione massimale e protratta della fibra muscolare, con conseguente rabdomiolisi, ipertermia e scatenamento della sregolazione metabolica.


Cosa si deve fare in caso di predisposizione all'ipertermia maligna?

E' sufficiente che, in caso di necessità di intervento chirurgico, anche in urgenza, tale diagnosi venga segnalata all'anestesista, producendo adeguata documentazione clinica. A sua volta l'anestesista potrà contattare i centri specializzati di riferimento, per ulteriori chiarimenti se la situazione non è sufficientemente documentata.


Come vengono trattati i pazienti affetti da miopatia central core?

A seconda della gravità del caso, si può attuare un trattamento fisiatrico, con o senza correzione chirurgica per le deformazioni osteoarticolari; importanti sono anche la prevenzione dell'insufficienza respiratoria e il controllo nutrizionale.


Che cos'è la miopatia nemalinica?

Questa malattia è definita dalla presenza nel citoplasma delle fibre muscolari di piccole strutture bastoncellari (nema in greco significa proprio "bastoncello"), costituite da aggregati di proteine (alfa-actinina) correlati alla banda Z e ben visibili con l'esame in microscopia elettronica.

Sono state identificate più forme genetiche: le più frequenti sono la miopatia nemalinica 1, autosomica dominante (trasmessa cioè da un'alterazione del DNA presente solo in un elemento della coppia di cromosomi), correlata al gene dell'alfa-tropomiosina 3 sul cromosoma 1, e la miopatia nemalinica 2, autosomica recessiva (cioè con alterazione del DNA presente in entrambi i cromosomi), correlata al gene della nebulina sul cromosoma 2.

Entrambe le proteine sono muscolo-specifiche e regolano la contrazione della fibra muscolare attraverso una correlazione funzionale con actina e miosina.


Con quali forme cliniche si può manifestare la miopatia nemalinica?

Esiste la forma congenita grave, caratterizzata da ipotonia, debolezza generalizzata, insufficienza respiratoria, cardiomiopatia e decesso precoce; la forma congenita a lenta evoluzione, con ipotonia e debolezza di media gravità, ritardo delle tappe motorie e insufficienza respiratoria, oltre a una possibile perdita della deambulazione; e la forma giovanile-adulta, con lento decorso e possibile perdita della deambulazione in quarta-quinta decade.

In tutte le forme sono presenti malformazioni osteoarticolari, come viso allungato e sottile, palato arcuato, micrognazia, cifoscoliosi e contratture agli arti.


Quali sono i trattamenti previsti per chi è affetto da miopatia nemalinica?

Sono necessari il trattamento dell'insufficienza respiratoria, la correzione chirurgica delle malformazioni osteoarticolari, la prevenzione delle complicazioni cardiache - se presenti - e la prevenzione delle complicanze gastroenterologiche (disturbi della masticazione, disfagia, stipsi).


Che cos'è la miopatia centronucleare o miotubulare?

Essa è così definita dal caratteristico aspetto istologico: i nuclei si trovano al centro delle fibre muscolari anziché alla periferia, spesso circondati da un alone chiaro, con disposizione a catenella nelle fibre osservate longitudinalmente. Queste fibre assomigliano ai miotubi, cioè alle fibre muscolari nelle prime fasi dello sviluppo maturativo, che hanno appunto i nuclei centrali.

Se ne conoscono forme con ereditarietà dominante, recessiva e legata al cromosoma X, ma solo di quest'ultima è noto il gene difettoso che codifica la miotubularina ed è sito sul braccio lungo in sede Xq28. La miotubularina è una proteina nucleare ubiquitaria coinvolta nella transduzione dei segnali tra nucleo e citoplasma, probabilmente correlata alla differenziazione e maturazione cellulare.


Con quali forme cliniche si può manifestare la miopatia centronucleare o miotubulare?

Esistono almeno due forme cliniche: la forma recessiva X-linked, caratterizzata da esordio congenito grave, ipotonia e debolezza generalizzate (che coinvolgono anche i muscoli mimici), limitazione della motilità oculare, insufficienza respiratoria e decesso precoce; e la forma autosomica dominante, con penetranza e gravità variabili. Essa infatti può esordire precocemente con ipotonia e disturbi respiratori oppure nella vita adulta con debolezza muscolare prossimale, anche moderata; meno costanti sono la ptosi palpebrale e la limitazione della motilità oculare estrinseca. Le tappe dello sviluppo motorio sono raggiunte in ritardo e la progressione è lenta. Caratteristici sono i dismorfismi facciali, le deformità della cassa toracica e l'insufficienza respiratoria.


Come vengono trattati i pazienti affetti da miopatia centronucleare o miotubulare?

Attraverso il monitoraggio e il trattamento dell'insufficienza respiratoria, la correzione chirurgica delle malformazioni osteoarticolari e la prevenzione delle complicanze gastroenterologiche (disturbi della masticazione, disfagia, stipsi).


Che cos'è la miopatia minicore o multi-minicore?

Ritenuta un tempo una variante della miopatia central core, di recente essa è stata caratterizzata geneticamente ed è causata dalla mutazione del gene della selenoproteina N1, sito sul cromosoma 1p35-p36.

Si tratta di una forma rara, che si presenta clinicamente con ritardo motorio, lassità ligamentosa, scoliosi e miopatia prossimale non grave. Le principali complicazioni respiratorie sono conseguenti alla deformità della cassa toracica. E' indicata la correzione chirurgica della scoliosi.


Cosa sono le miopatie con accumulo di desmina o miopatie miofibrillari?

Si tratta di forme rare, caratterizzate dall'accumulo di filamenti intermedi, costituiti da desmina e/o da altre proteine strutturali all'interno delle fibre muscolari.

Sono state caratterizzate due forme, una delle quali legata al cromosoma 2, con difetto del gene della desmina (proteina che connette le miofibrille alla linea Z) e l'altra legata al cromosoma 11, con difetto del gene dell'alfa-cristallina, proteina che appartiene alla famiglia delle heat shock proteins, la cui funzione è quella di conformare, assemblare e trasportare le altre proteine.

Questo tipo di miopatie congenite è caratterizzato clinicamente da debolezza prossimale a esordio precoce e importante cardiomiopatia.


Esistono altre forme di miopatie congenite?

Esistono altri rari casi di miopatie ad esordio congenito, in genere scarsamente evolutive, caratterizzate da alterazioni istopatologiche peculiari e con difetto genetico non noto.

Per la loro sporadicità e - per alcune di esse - la discussa entità, vale la pena di ricordarne qui soltanto le definizioni: miopatia congenita con eccesso di filamenti sottili; miopatia con corpi citoplasmatici; miopatia con corpi riducenti; miopatia fingerprint body (con corpi a "impronta digitale"); miopatia con corpi ialini (che può anche manifestarsi con una distrofia dei cingoli); miopatia sarcotubulare; miopatia con corpi sferoidali; miopatia con fibre trilaminari; miopatia X-linked con eccesso di autofagia; miopatia zebra body (con "corpi zebrati") e miopatia da sproporzione congenita dei tipi di fibre.


A cura di Tiziana Mongini del Centro Malattie Neuromuscolari "P. Peirolo", Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino. Componente della Commissione Medico-Scientifica Nazionale UILDM.
UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare - Direzione Nazionale
Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova - Tel. +39 049 8021001/757361 - Fax +39 049 757033
Coordinamento e progettazione: Carlo Giacobini - Webmaster: Bruno Esposito

Da www.uildm.org/medicina/miopatie.html
[Edited by .tani. 12/6/2007 10:54 PM]
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