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[Concorso Multifandom] Fantasmi

Last Update: 6/3/2008 5:11 PM
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Post: 1,113
4/30/2008 5:36 PM
 
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Okay. Non ho ancora riavuto internet a casa, ma siccome pare che la cosa possa andare DECISAMENTE per le lunghe, ho portato tutto l'occorrente in ufficio da mia madre, ed è da qui che pubblico i risultati del concorso, finalmente! XD

Premessa fondamentale numero 1: vista la richiesta di chibi-kappa, la sua storia non rientra in classifica. Se vuole, comunque, le farò avere il mio parere via mail o FFZ. Posso assicurare che non è il genere di parere che uccide le persone, ecco XD

Premessa fondamentale numero 2: vorrei scusarmi (la mia pigrizia e la mia somma sfiga sono state infatti la causa dell’osceno ritardo) ed allo stesso tempo ringraziarvi di cuore sia per aver partecipato sia per l’enorme pazienza che avete mostrato nei confronti dei vari disagi cui avete assistito.
Spero che tutto questo non vi dissuada dal partecipare ai miei prossimi contest, anche perché ne ho in mente uno davvero delizioso e sarebbe tremendo non foste dei nostri ç_ç!

Premessa fondamentale numero 3: vorrei un attimino approfondire quelli che sono i miei criteri di giudizio, se non altro perché, in questo senso (come in molti altri XD) sembro andare un po’ contro la “morale comune”. Detto in altre parole: io odio dare voti a ciò che leggo. Ritengo il voto vincolante fino alla frustrazione XD Riconosco la sua utilità quando ci si trova di fronte alla necessità di mettere d’accordo i pareri di più giudici, ma dal momento che, alla fine, in quest’occasione mi sono ritrovata a fare tutto da sola, ho preferito muovermi secondo criteri più congeniali al mio modo di vedere la cosa. Ho basato la mia classifica, perciò, non sui voti ma sui giudizi che ho dato alle storie.
Credo sia abbastanza noto lo scetticismo immenso col quale mi avvicino alla cosiddetta “critica oggettiva”. L’oggettività si ritrova solo nelle regole fisse. In ambito scrittorio, dunque, nelle regole grammaticali. Partendo da una base di storie tutte estremamente corrette in quell’ambito, vi renderete conto avesse poco senso cominciare a stilare una classifica basandosi su premesse del tipo “eh, ma lì mancano più apostrofi, lì mancano più congiuntivi, lì ci sono troppi punti esclamativi eccetera eccetera”. Spero che le motivazioni della mia classifica personale (ovvero i perché una determinata storia stia più in alto o più in basso rispetto ad altre) si riscontrino chiaramente e limpidamente nei commenti estremamente argomentati che ho scritto al termine della lettura di ogni storia, che pongo adesso in calce alla classifica e che mi premurerò anche di postare sotto forma di recensioni in ogni luogo in cui avete pubblicato la vostra fanfiction. Perché la chiarezza è l’anima del fangirling <3

Concludo lo sproloquio ringraziandovi ancora ed augurandomi di “giocare” ancora con voi al più presto.
Ed ora, i tanto sospirati verdetti!

5° posizione: @mber88, con “Squarci Di Vita”.
Commento: Riassumere la trama di questa storia coincide un po’ con lo svilirne l’intento, perché si parla di un intreccio molto semplice che però fa da base a qualcosa di molto più complesso: Massimiliano, giovane articolista di punta di un giornale che basa i propri contenuti sull’occulto, sta vivendo un periodo di profonda depressione a causa della fine della propria storia con Francesco, collega ed ex amante. In questo periodo, Alberto, caro amico di Massimiliano, nonché direttore del giornale per il quale lavora, lo manda in ricognizione a Castelcupo, un’abbandonata località ad una settantina di chilometri dalla città, per procurarsi un’intervista con una misteriosa castellana, Adele Rebecca Grimaldi, a proposito dello spirito della contessa Isabella, che pare infesti il vecchio maniero.
Così comincia il viaggio del lettore all’interno della psiche di Massimiliano. A merito dell’autrice va senza dubbio l’essere riuscita ad illustrare efficacemente la dualità dell’interpretazione del tema proposto (dove per fantasma non si intende solo la presenza spiritica di entità di un passato più o meno recente che “tornano alla vita” per terrorizzare i comuni mortali, ma anche quell’agglomerato di paure ed insicurezze che si muovono nell’interiorità della psiche e che Jung definiva “ombra” – definizione che utilizzo anche io in questo momento non per fare sfoggio di cultura nozionistica ma perché mi pare proprio si adatti al “teatrino” messo in piedi da @mber88).
Purtroppo, la storia è anche costellata da scelte narrative e stilistiche che non mi hanno del tutto convinta (quando non mi hanno vista, addirittura, del tutto in disaccordo). Ad esempio, lo stile dell’autrice: non conoscendola approfonditamente – nel senso che non ho letto altro, di suo – non so se sia il suo stile abituale; io, comunque, l’ho trovato piuttosto pesante, verboso ed anche poco adatto ai personaggi che utilizza: passi uno stile simile per quanto riguarda la contessa Grimaldi e suo figlio, personaggi volutamente – ed ovviamente – sopra le righe, ma sentir parlare in questo modo dei giornalisti mi lascia quantomeno perplessa. Oltretutto, la complessità dello stile rende tremendamente difficoltosa una lettura che, in caso contrario, sarebbe risultata probabilmente molto più piacevole. A ciò si aggiungono altre imperfezioni: refusi di stesure precedenti e distrazioni (ci sono delle parole ripetute due volte ed anche degli errorini grammaticali. Pur se poche, non sono trascurabili, soprattutto in quanto mi era sembrato di capire la storia fosse stata betata), fastidiosa melodrammaticità del testo in certi punti (quando si accenna al “freddo dell’anima” di Massimiliano, ad esempio), certe artificiosità che fanno decisamente storcere il naso (ad esempio: Max, diminutivo di Massimiliano, è correntemente in uso nella nostra lingua, e non infastidisce. Ma Al, come diminutivo di Alberto? Suona incredibilmente “strano”, ecco). A questo si aggiunge che due dei momenti topici del racconto – per inciso: il momento in cui la contessa racconta la storia di Isabella ed il momento finale di confronto fra Massimiliano e Francesco – non sono stati stesi con la naturalezza che avrebbero meritato. E mi spiego.
Per quanto riguarda il primo momento, la lunghissima narrazione della contessa è di stampo troppo scolastico. Sembra una lezioncina copincollata dal web o da qualche libro. Non sto insinuando sia davvero così, sto solo dicendo che ciò che si percepisce è un senso di artificiosità difficilmente digeribile. La contessa parla per venti (venti!) righe, senza nemmeno una pausa. Il monologo non è inframezzato da alcuna parte descrittiva, cosicché la sensazione che il lettore ha è di un innaturale immobilità che avvolga il tutto durante l’intero racconto. Non so se fosse voluto: se lo era, non risulta comunque un espediente convincente, in quanto davvero troppo artificioso.
Stessa cosa – ed in maniera anche più forte, dal momento che si tratta della conclusione “affettiva” della vicenda, e che quindi avrebbe meritato maggiore risalto/efficacia – dicasi del confronto fra Francesco e Massimiliano: suona tremendamente artificioso. Nel corso della narrazione, l’autrice utilizza l'espressione "parli come se fossi su un palcoscenico", ed è esattamente quello che si percepisce, ma non nel senso che probabilmente si intendeva mostrare: anche Massimiliano, che del commento è autore, infatti, è molto teatrale nelle proprie esternazioni, e questo fa suonare addirittura straniante che lo dica a Francesco, che è solo lievemente più teatrale di lui. La sensazione che si ha è quella di due attori che si profondono in monologhi pure un po' sterili a livello emotivo, i quali si limitano ad incontrarsi senza intrecciarsi veramente mai. E dal momento che io resto convinta l'intreccio sia l'anima del dialogo, il risultato finale non è molto piacevole.
Ciononostante, la storia ha anche dei momenti emozionanti e molto piacevoli. Due su tutti: il momento in cui Alberto conforta Massimiliano in quel modo un po’ malizioso e un po’ tenero che lascia al lettore il divertimento di percepire il legame che li unisce, e il momento in cui Emanuele, figlio della contessa, si trasforma nella consolazione e, allo stesso tempo, nel sogno erotico e nel miraggio d’amore di Massimiliano. Sono due momenti intensi, che inteneriscono e coinvolgono.
In sostanza, si tratta di una storia ben architettata e la cui idea poteva risultare molto stimolante, resa però, a mio avviso, peggio di quanto non avrebbe meritato.

4° posizione: Crimsontriforce, con “Dead For A Thousand Years”.
Commento: Credo di essermi trovata di fronte ad una fanfiction piuttosto criptica per chi non avesse una conoscenza approfondita del fandom di riferimento. Con i vari Final Fantasy ho avuto rapporti alterni ed incostanti, ed il decimo capitolo rientra fra quelli di cui so qualcosa ma ai quali non ho mai assistito in prima persona (perché io i giochi non li gioco. Io assisto intellettualmente e spiritualmente mio fratello è_é). Ciononostante (come sempre, e c'è proprio da dirlo, perché è la terza volta che Crimson partecipa ad un concorso da me indetto con un fandom di cui so poco o nulla, e mai che sia rimasta delusa da ciò che mi sono trovata di fronte), Dead For a Thousand Years è carica di emozioni e sensazioni che la rendono una storia, seppur non perfettamente godibile da chi sia completamente a digiuno di fandom, almeno molto piacevole da leggere ed in grado di lasciare qualcosa nel lettore.
Particolare risalto va dato all'incredibile lavoro di caratterizzazione dei personaggi: tutti estremamente ben resi, in special modo Braska (un personaggio incredibilmente malinconico e commovente. Ogni sua parola è venata da una forte componente nostalgica che riesce a renderlo vicino al lettore fin quasi all'empatia. Particolarmente commovente il momento in cui, in vece di una più banale rievocazione di Yuna da parte dello stesso Braska, è Auron a rievocare per lui. Carica il momento di una tenerezza se possibile ancora più forte e piacevole), Belgemine (sotto la rassegnazione della quale batte ancora l'antico spirito ostinato e combattivo – che si rivela poi prepotentemente nel momento in cui prende Braska da parte, spiegandogli perché non può seguirlo – cosa che fa di lei un personaggio incredibilmente vivido e coinvolgente) e, soprattutto, Jecht (il personaggio che ho amato di più: irruento, spontaneo, a tratti perfino comico, è profondamente differente da tutti gli altri – cosa perfettamente giustificata e, di più, addirittura motivata dal suo provenire da un altro mondo – spezza una narrazione altrimenti uniforme e si fa motore di passaggi deliziosi, come quello dello sguardo truce di Belgemine, ad esempio).
In generale, questa fanfiction è venata da una corrente di incredibile tenerezza (riscontrabile anche nel rapporto di venerazione/affetto che intercorre fra Braska e la sua maestra) che si traduce poi in struggente malinconia sul finale - parecchio ingegnoso e intrigante, peraltro, ma forse un po' innaturale nell'esposizione, troppo rigida e macchinosa – i lunghi passaggi di monologo di Belgemine sono sì molto "da RPG" (e in particolare molto "da Final Fantasy", ma probabilmente poco adatti ad una narrazione in prosa).
Ciononostante, si tratta di una lettura coinvolgente e di una storia ben riuscita. Gli amanti del fandom potrebbero trovarla addirittura perfetta.

3° posizione: Juuhachi Go, con “Mortis Et Inferi”.
Commento: La storia di Juuhachi Go è un affresco. Non si potrebbe dire neanche un normale dipinto, perché conserva l’immediatezza e, per certi versi, la fretta tipica dell’affresco: hai una parete umida. Devi sbrigarti a fissare le immagini che vagano nella tua testa, prima che la parete si asciughi. È un po’ questa l’impressione che si ha leggendo: che si sia trattato di un momento di incredibile ispirazione, esauritosi altrettanto velocemente di come era comparso. Probabilmente per questo la storia è così breve e ricca d’immagini parecchio suggestive. Il finale è sicuramente il momento più intenso: le lacrime di Emeraude, la sua risata cristallina, il suo buon augurio che è l’ultimo regalo che fa ad Hikaru e il volo in caduta libera di quest’ultima, che accompagna una conclusione indubbiamente d’effetto: “Destino non ha mai avuto un suono tanto promettente”. Interessantissimo anche il parallelismo che l’autrice accenna fra Emeraude ed Hikaru stessa: parallelismo che si esplica tutto in un altro parallelismo, quello fra Zagato e Lantis, i rispettivi grandi amori delle due. Due paragoni che si completano e si sintetizzano, e che si mostrano al lettore nella descrizione di un particolare semplicissimo eppure evidente: la somiglianza dei loro occhi.
Tutto ciò rimane però, purtroppo, solo accennato. Così come accennato resta il racconto di una storia che sarebbe stato ugualmente difficilissimo rendere in via più diluita senza che perdesse il proprio etereo fascino. Un fascino che è, al contempo, la forza e la debolezza della fanfiction.
Gli amanti del fandom la troveranno una piccola ma godibilissima perlina. Per me che lo conosco ma di sicuro non ne faccio un fandom di riferimento, è stata comunque una storia molto intensa, molto vivida ed incredibilmente visiva. Era difficile, ed è stato fatto, a mio parere, il possibile per renderla al meglio.

2° posizione: Kuno84, con “E Vissero Per Sempre…”.
Commento: Questa storia mi ha decisamente stupita! Non sapevo assolutamente nulla del suo autore e non avevo idea di cosa aspettarmi, anche perché, pur amando appassionatamente il fandom di riferimento, non mi sono mai interessata delle fanfiction ad esso ispirate. Ho cominciato a farmi qualche idea all'inizio, man mano che andavo leggendo, ma tutte le mie previsioni sono state smentite e la fanfiction è stata in grado davvero di meravigliarmi come poche altre volte era successo.
La trama prende il via come se si trattasse di un normale episodio nella lunga saga di Ranma 1/2 (e qui è doveroso un enorme complimento all'autore, per aver ricreato perfettamente l'atmosfera del manga): è il giorno in cui Mousse compie diciott'anni, ma nulla, nella sua vita, sembra essere particolarmente cambiato – né significativamente meritorio di un festeggiamento. E' sempre maltrattato dalla crudele e millenaria Cologne e Shan-Pu è ancora perdutamente ed inesorabilmente innamorata di Ranma, come da tradizione. Tutto sembra procedere come sempre, fino a quando un misterioso avventore non fa il proprio ingresso al Nekohanten.
La scena iniziale e quella finale, non c'è che dire, sono quelle che colpiscono di più: colpiscono perché è proprio in queste scene che la caratterizzazione di Mousse è portata ai suoi estremi più profondi e anche, diciamolo, cupi. Il finale in questo senso è emblematico, ma già all'inizio il farsi gli auguri da solo (caratteristica astutamente ripresa nella nota di chiusura) inquieta e, allo stesso tempo, intenerisce il lettore, che non può che essere spiazzato da questa caratterizzazione inedita eppure del tutto verosimile del giovane cinesino perdutamente innamorato.
Lo stratagemma che dà motore alla vicenda, il riutilizzo di un personaggio fra i più divertenti della Takahashi (e mi riferisco a Maomolin, l'enorme gatto fantasma dalla parlantina inconfondibile – altro plauso per averla replicata), una costruzione della vicenda (con invenzione di oggetto magico credibilissimo annessa!) che, davvero, non avessi saputo che si trattava di una fic e non del riassunto di un episodio del manga, sarebbe riuscita perfino ad ingannarmi!, ed, infine, la brusca ma toccante virata del finale, con una risoluzione che molto ha di triste e molto anche di verosimile (perché tutte le leggende sono sempre un po' crudeli, ed in questo caso lo sono molto), oltre ad una conclusione (quel "Tanti auguri, Mousse...", che è lo stesso Mousse a ripetersi, rimasto solo nel proprio dolore) veramente toccante, fanno di questa shot una perlina di fandom incredibilmente riuscita e godibile. Complimenti.

1° posizione: Harriet, con “Frammenti Di Solitudine”.
Commento: Prima di orchestrare un commento più serio, devo necessariamente lasciarmi andare ad un brillio di approvazione e ad una serie di urletti compiaciuti. Perché questa storia mi ha davvero soddisfatta. Appieno.
Le premesse sono quelle di un’originale. Le originali sono sempre dannatamente difficili da scrivere, e questo è un dato di fatto. Le oneshot ancor di più, perché in uno spazio relativamente ristretto vanno condensate non solo tutta una serie di informazioni di primaria importanza (caratterizzazione dei personaggi, credibilità della trama e via dicendo), ma anche un non indifferente quantitativo di emozioni, se la si vuole rendere una storia vissuta, vivibile e piacevole.
Harriet, a mio parere, è riuscita interamente in tutto questo.
Per riassumere velocemente una trama che, pur semplice, nasconde imprevisti piacevolissimi e piuttosto inediti: Davide è un giovane (almeno, questa è l’impressione che si ha dalla sua caratterizzazione e dalle informazioni sparse, perché la sua età non viene specificata) prete al primo incarico, che si ritrova a vivere in una canonica che non lo rende tranquillo come vorrebbe. In parte perché è proprio Davide che non è del tutto in pace con se stesso. In parte, perché oltre a lui c’è anche qualcun altro che non è in pace con se stesso. Si tratta di un giovane fantasma privo di ricordi che non riesce a lasciare la propria condizione di spirito legato al terreno. Davide farà una missione del ritrovare la sua identità per garantirgli un sereno trapasso, ma ciò che scoprirà sconvolgerà la quotidianità “dei vivi, dei morti e delle vie di mezzo”, per citare l’autrice.
Frammenti Di Solitudine è una storia frizzante e piacevole. I personaggi sono incredibilmente simpatici ed è molto facile provare una sorta di empatia divertita nei loro confronti. Inoltre, la trama e la sua risoluzione non sono scontate quanto ad una prima occhiata sembrerebbe.
Lo stile è preciso, attento, asciutto, quasi lapidario, adattissimo alla storia che sta narrando. Non ci sono sbavature. L’autrice si muove con grazia fra momenti di pura introspezione, di descrizione, di dialogo e perfino d’azione, senza che lo stile cali mai di tono, e senza che l’attenzione del lettore risulti forzata o impossibile da mantenere: tutt’altro, la storia si legge velocissimamente e non annoia proprio mai.
Un enorme complimento e la vittoria di questo contest sono il minimo.

Concludo complimentandomi con tutti per le belle storie che mi avete inviato, ed aggiungendo che ho anche fatto dei bannerini-premio, che aggiungerò successivamente - quando avrò internet a casa, ovvero XD
Grazie ancora, a presto <3
liz

Morbido PoffPolyChromeLJ¡On Air!
Dietro Le QuinteSotto Il PalcoFanfic ItaliaKaulitzest ItaLiebesliederErsguterjungeFanworld.it


Orgogliosa Verduraia di Satana, nonché Bimbaminkia Onoraria Contrabbandiera di Bushido in Community, Fata Turchina & Essere di Dubbia Moralità
Amante ufficiale di El Defe, fratello di Fae nonché Gerard suo e di Graffias e orgoglioso pube di Maki.




by razor2rozary






Look, I don't care if you don't support the pairing. Heck, despite all of the evidence in the show, I understand why you wouldn't. However, is NOT necessary for you to tell me that I shouldn't. I mean, really, people, it's called common courtesy. I don't need anyone to 'save me' from Elricest with messages like 'Elricest is gross and horrible and gross and ZOMG!!!one!!1! Lyke, SO WRONG!'. Let me ask you this - seriously: WTF do you expect me to say to that?! 'What, Elricest wrong? I TOTALLY DID NOT KNOW THAT. Thanks for the info; I'll stop supporting it, now'. COME ON." --MoonMaiden

OFFLINE
Post: 899
4/30/2008 11:59 PM
 
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... *muore*
Cioè, davvero. Grazie. Io... *ri-muore tantissimo*

Grazie davvero del primo posto e dello splendido commento! ç___ç
E complimenti a tutti - ho già letto alcune delle storie, ora prometto che commenterò ogni cosa e finirò le letture!

*saltella felice*

OFFLINE
Post: 186
5/2/2008 10:54 PM
 
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Prima di ogni altra cosa, i miei più sentiti complimenti ad Harriet! ^__^

Per il resto... sono emozionato e quasi senza parole. *_* Mai, mai avrei pensato di classificarmi così in alto. E dire che più di una volta ero tentato di ritirarmi dal concorso, perché nell'intimo continuavo a vergognarmi di essermi infiltrato un po' all'ultimo momento. ^^'

Grazie, Lisachan, del tuo bellissimo commento, che, giuro, mi ha emozionato mentre lo leggevo! Ancora, grazie! *_*

5/4/2008 10:33 PM
 
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PERCHE' HARRIET IS LOVE XD! *_____________________*





Tu... dopo aver ucciso mia sorella... sei svanito nel nulla e io... ho deciso che ti avrei ucciso. Lo volevo dal profondo del cuore. Pensavo di poter cancellare dalla mia mente la tua esistenza e di andare avanti come se niente fosse. Invece... non ci sono riuscito. Nonostante tu mi considerassi meno di un sassolino... nonostante per te fossi meno interessante di una foglia morta... nonostante questo... o forse proprio per questo... desideravo essere ucciso da te. E anche se poi tu ti fossi dimenticato di avermi ucciso... e io fossi diventato solo uno delle vittime sacrificate ai ciliegi... anche così... almeno mi avresti... (Subaru Sumeragi - X #16)





«Oh!», disse il prete, «fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi sventurata, ahimè! ahimè! tu non sai cosa sia la sventura. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! amarla con tutti i furori dell'anima, sentire che per il suo più piccolo sorriso si potrebbe dare il proprio sangue, le proprie viscere, la reputazione, la salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e l'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio, per metterle sotto i piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni ed i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e avere da offrirle solo una sporca tonaca da prete di cui ella proverà paura e disgusto! Essere presente, con la propria gelosia e la propria rabbia, mentre prodiga tesori d'amore e di bellezza ad un miserabile fanfarone imbecille! Vedere quel corpo la cui forma vi brucia, quel seno che ha tanta dolcezza, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! O cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, sognare le sue vene azzurre, la sua pelle bruna, fino a contorcersene per intere notti sul pavimento della propria cella, e vedere che tutte le carezze sognate per lei finivano nella tortura! Non esser riuscito a coricarla se non su un letto di cuoio! Oh! sono queste le vere tenaglie arroventate al fuoco dell'inferno! Oh! beato colui che viene segato fra due assi, e che viene squartato da quattro cavalli! Sai cosa significa quel supplizio che fanno subire, per notti intere, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che si spezza, i denti che mordono le mani; torturatori accaniti che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione? Fanciulla, di grazia! un momento di tregua! un po' di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che scorre a grosse gocce dalla mia fronte! Bambina! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà, fanciulla! abbi pietà di me!».

(Victor Hugo, Nôtre-Dame de Paris)
6/3/2008 5:11 PM
 
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Scusate il ritardo colossale nel rispondere >_< Complimenti a tutti, sono storie gloriose. Mortis et Inferi in particolare mi ha affascinata, anche se meriterebbe una lettura più approfondita per essere compresa del tutto... wow a tutte.
E la mia... mmmmh, lo sapevo che il finale era strutturalmente debole, checché ne abbia poi detto quella carissima persona che si sorbisce ogni mio scritto. Potrei accampare scuse dicendo che avevo zero tempo per finire (vero), che la scoperta che Belgemine era morta da secoli m'ha incasinato tantissimo una rivelazione che nelle mie intenzioni doveva esser semplice (pure vero), ma il succo è che non avrei ben saputo come altro gestirlo. Prendo nota e imparo. Significativo in positivo, invece, che i personaggi ti abbiano colpita nell'ordine che speravo! Anche Auron-tappezzeria è... IC, a quel punto della sua storia XD
è stato un bel concorso, grazie ancora e complimentoni ad Harriet e al podio tutto!

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Have you heard of the city, the deep city, the ancient uru, where there was power to write worlds?

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