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Il Drifting prende piede in Italia, lo dice TgCom!

Ultimo Aggiornamento: 25/10/2005 15.40
25/10/2005 15.40
 
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tratto da TgCom (MEDIASET)
19-10-2005
Drifting: puro divertimento su 4 ruote
Azzardo sportivo made in Japan

Se amate i motori e l'automobile rappresenta per voi uno strumento di piacere, ma siete stanchi di guardare la Formula 1 in TV ed esauriti dai limiti di velocità e dal traffico, allora il Drifting fa per voi. Trattasi di una disciplina sportiva vera e propria, nata in Giappone una trentina d'anni fa, capace di esaltare le qualità di piloti che vogliono divertirsi in macchina senza necessariamente andare forte. Consiste nel mettere e, cosa più difficile, nel mantenere la propria vettura di "traverso" nel modo più pulito e spettacolare possibile, in quanto per vincere non bisogna battersi contro il cronometro, ma piuttosto aggraziarsi una giuria di esperti che valuterà secondo una scala a punti che tiene conto dei seguenti parametri: la velocità d'ingresso in curva, la traiettoria eseguita, l'angolo di derapata, la fumosità emessa dalle ruote motrici e la fluidità. Oltre ai tre giudici di cattedra, un parametro importante nella valutazione finale è il gradimento del pubblico. Dopo una sessione di prove in solitario, si gareggia a coppie e lo spettacolo è assicurato!

Approdato con successo negli USA qualche anno fa, il "drifting" sta prendendo piede anche in Italia. Nell'accezione odierna il Drifting (nel vocabolario inglese ha il significato di "andare alla deriva") esordisce in Giappone negli anni Settanta come tecnica di guida applicata inizialmente ai percorsi di montagna, affrontati in discesa per alleggerire ulteriormente il retrotreno. Qui gli appassionati si lanciavano a tutta velocità per cercare di battere i tempi degli avversari in competizioni clandestine chiamate "touge" (stradine/passi di montagna), con le quali iniziarono ad esplorare tecniche di guida più azzardate prendendo spunto dai rally. E così introdussero il Drift nel loro repertorio. Pilota simbolo di quell'epoca e delle gare di touge fu Keiichi Tsuchiya, in breve tempo battezzato Dorikin o Drift King (re del Drift). Con gli anni la disciplina cominciò a prendere piede anche nelle città, dove durante la notte gruppi di ragazzi praticavano lo sport su strade poco trafficate o zone industriali come i grossi porti di Yokohama, Kawasaki e Osaka.


Questi raduni, anche se clandestini, ebbero notevole successo e iniziarono ad attirare folle desiderose di scoprire di più su questo nuovo sport. Questi raduni esistono tuttora e, anche se tollerati dalla polizia, rimangono molto pericolosi sia per chi partecipa che per chi guarda. Ma la popolarità fu tale che nel 2001 nacque il campionato Drift professionale, il D1 Grand Prix. In soli 3 anni il successo del D1-GP è stato semplicemente straordinario, con una media di 30 mila e più spettatori ad ogni round del campionato. Un fenomeno sportivo vero e proprio! La popolarità del Drifting e del campionato D1-GP giapponese ha stuzzicato l'interesse di appassionati nel resto del mondo. Nel 2003 il D1 è arrivato ufficialmente in USA dove sono stati organizzati due round ad Irwindale sulla mini pista di Nascar, alla periferia di Los Angeles. Queste esibizioni hanno avuto un successo immediato ed ora il Drifting è uno degli sport motoristici più seguiti negli States. A breve potrebbe diventare disciplina sportiva anche in Europa. Promotore in Italia di questa specialità è un gruppo di appassionati riuniti sotto la sigla "SoloCurveDiTraverso" (SCDT) (www.solocurveditraverso.it) e attorno al nome di Nicola Tesini, ex pilota di F3 e Turismo, da molti anni giornalista e tester per alcune testate del settore automobilistico. La SCDT, organizzatrice dal 2005 degli eventi legati allo sport del Drifting, sta lavorando al lancio di un campionato nazionale di specialità da tenersi a partire dall'anno 2006.


Forte dell'esperienza maturata nelle cinque prove sino ad oggi organizzate, seguite in totale da oltre 70 mila persone con la copertura di importanti network televisivi nazionali e satellitari e di alcuni tra i più diffusi periodici del settore automobilistico, la SCDT ha varato per il 2006 la "SuperDrift Series 2006", articolata su 7 prove. Protagonisti della prima stagione Drifting italiana sono stati una ventina di piloti, tra rallisti ed ex, neo specialisti delle derapate usciti dalla scuola Drifting della SCDT-GuidarePilotare, piloti professionisti delle piste e personaggi conosciuti al grande pubblico, come Graziano Rossi, esperto drifter nonché papà del sette volte campione del mondo della MotoGP, Valentino Rossi. Con lui a driftare gli ex iridati del moto mondiale Luca Cadalora e Loris Reggiani e i baby delle due ruote Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli; e ancora, il pilota del mondiale turismo Stefano D'Aste e quello del mondiale rally Riccardo Errani.


Proprio presso la scuola di guida di Sigfried Stohr abbiamo mosso i primi passi nel mondo del Drifting sotto l'occhio attento di Nicola Tesini che ci ha svelato, volante alla mano, tutti i segreti di questo nuovo sport. "Il Drifting - spiega Tesini - è un momento di caos in cui il pilota controlla e manovra la macchina oltre i limiti di tenuta delle gomme. Il caos controllato, appunto, l'anarchia portata alla razionalità. Un caos controllato che vi suggeriamo di mettere in atto solo in pista, se non volete farvi fare a pezzi la patente o, peggio, demolire la macchina. Le tecniche di base per eseguire un Drifting richiedono l'uso di: freno a mano, blocco di ponte, sovrasterzo di potenza, sovrasterzo con frenata in curva, pendolo e rilascio del gas in curva accompagnato da un colpo di freno-pedale. Queste manovre producono una sbandata, ma non sempre sono origine di un buon Drift, nemmeno con un'auto ben conosciuta e con una discreta esperienza alle spalle. Il che spiega perché non sempre un grande pilota risulta essere un grande Drifter. Insomma, maghi del Drifting non si nasce ma si diventa, per sensibilità, pratica e nozioni acquisite; per esempio, come allievi dei corsi di Drifting organizzati dalla SoloCurveDiTrraverso e dalla scuola GuidarePilotare". Regine del Drifting sono ovviamente le vetture a trazione posteriore. Tra le più gettonate: BMW, Porsche, Mazda MX-5, RX-7 ed RX-8 e Nissan Silvia 200SX e 350Z. Perciò, se prevedete di cambiare le gomme entro l'anno e volete divertirvi davvero, affrettatevi a prenotare un posto per il prossimo corso in programma il 27 novembre a Misano. Potrete così instaurare un rapporto unico con la vostra auto (che userete durante il corso) e prepararvi al corso advanced che Nicola sta approntando per il 2006. Buon Drift a tutti!

by Autolink News ®

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