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Tenente Oscar Schick

Last Update: 3/30/2016 8:54 PM
12/2/2005 5:45 PM
 
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In una nota di diario ho trovato la seguente citazione:


"Questa notte ha veramente infuriato la battaglia sul Piave. All'alba le artiglierie hanno taciuto . Il tenente austriaco Oscar Schick mi ha fatto scrivere una cartolina in francese a 'Frau Vallarie Schick, Warns Dorf - (Bohemen)'. La sera, al rumore delle artiglierie sul Piave, si aggiunge il bombardamento degli aeroplani nemici i quali non sanno venire che di notte al chiaro di luna".


Chi sarà mai stato questo tenente Schick?
12/2/2005 6:20 PM
 
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Notizie sul diario
Su che diario hai trovato questa nota?
Se c'è, in che data è stata scritta?
E' stata scritta da un Italiano o da un Austriaco?
Dove è stata scritta?
Queste sono cose imporyanti per capire chi scriveva.
Se a scrivere era un Italiano forse il tenente Shick era un prigioniero.
La cosa si fa interessante e mi piace, sappimi dire.
Saluti.
Max D.K.
Socio, tessera n° 8
12/2/2005 6:27 PM
 
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Si tratta del diario di don Beniamino Ubaldi, cappellano militare.

La nota di diario è in data 21 giugno 1918.

La cartolina è stata scritta da don Ubaldi che in quel tempo era cappellano presso l'ospedaletto da campo n. 162 impiantato a Villa Toso di Casier.


Ho trovato una annotazione precedente.
Eccola:

1918, giugno 19 (mercoledì)
Ho celebrato in cappella (vic. 56). Sgombriamo i feriti. Nella mattinata la battaglia rumoreggia sul Piave . Continuano i feriti. Tra gli ufficiali, il tenente Bianchi (della ditta Milanese), un meneghino allegro col quale ho fatta subito amicizia. Lo si è sgombrato in giornata con altri ufficiali. A sera, verso le 11, arrivano molti feriti, tra cui due austriaci, un caporale aspirante cadetto e un tenente, Oscar Schick, boemo. Quest'ultimo è ferito gravemente. In pieni sentimenti, avendogli io domandato se era cattolico, mi ha risposto di si. Poi, pensoso, mi ha fissato e poi detto "cappellano ..." e ha giunto le mani in segno di preghiera. Non ho capito se volesse confessarsi o che io pregassi per lui nel mentre stava per essere portato nella sala operatoria. Mi ha chiesto poi del caffè che gli ho dato subito. Mi ha ringraziato con molti sorrisi di riconoscenza. Oh trattassero così i nostri prigionieri!

12/2/2005 6:49 PM
 
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Facciamo il punto:
il 19 giugno 1918 si incontrano don Ubaldi e il tenenta Schick, e siamo in piena Battaglia del Solstizio. Il tenente perciò era un prigioniero e venne curato nell'ospedale da campo n° 162.
Fin quì tutto OK.
Nel diario don Ubaldi dice che era Boemo e questo complica un pò le cose perchè sotto l'impero austro-ungarico il posto dove lui viveva si chiamava Warns Dorf (penso che si scrivesse Warnsdorf) ma dopo la guerra comme venne chiamato?.
Ho cercato su "Mappe Michelin" se esistono delle città o paesi che si chamino Warnsdorf e ne ho trovati due in Germania, uno a 140 Km a Nord di Berlino, e l'altro a 18 Km a Ovest di Lubecca. Sapendo come venne ribatezzata poi Warnsdorf la cosa sarebbe più semplice.
Potresti tentare ancora una strada:
scrivere una e-mail al KrigesArkiv di Vienna, ma vorranno sapere almeno la data di nascita e comunque poi ti chiedono un contributo per la ricerca.
Saluti.
Max D.K.
Socio, tessera n° 8
12/3/2005 1:10 AM
 
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Molto interessante davvero, in specie, per quanto riguarda me, il riferimento agli aerei. Gli aviatori austriaci nelle primissime fasi della battaglia subirono perdite enormi (tanto da definire loro stessi quel periodo come "La Settimane Nere") e furono costretti ad operare solo di notte, appunto. Nel diario ci sono altri riferimenti aall'aviazione? Fra l'altro, proprio il 19 giugno morì sul Montello Francesco Baracca, il cui corpo venne ritrovato solo il 24.
Happy landings
Paolo
12/3/2005 9:34 AM
 
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Grazie per i suggerimenti.

I miei sono solo spunti di ricerca.
Non ce la faccio ad occuparmi di tutte le questioni che emergono durante le mie ricerche archivistiche, ognuna delle quali, si sa, richiederrebe tempi e risorse che non ho.

Quindi faccio delle proposte nel forum e tutto quello che emerge è grasso che cola.

Sì, nel diario (giugno 1915 - marzo 1919) ci sono altri riferimenti all'aviazione.

12/3/2005 9:40 PM
 
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sgomento
Interessante la cosa, però.......ogni volta che leggo diari, racconti della gg, come questo, un sentimento di sgomento mi pervade.
Ancora dopo tanti anni che "studio" la gg guerra, che ne ho visitato i luoghi, che ho camminato per ore e ore in cuei immensi cimiteri sparsi, conosciuto i protagonisti ormai morti, ancora non so rispondermi alla domanada di come degli esseri umani possano aver visto sopportato, vinto o perso una guerra del genere.
Solo quella generazione poteva sopportare tanto??
Poi vi chiedo, i prigionieri italiani erano trattati male dal nemico? Molto peggio di come li trattavamo noi???
12/3/2005 10:09 PM
 
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Grazie Fabri60 per la precisazione, era quello che volevo sapere. Del diario, che mi pare aver capito tu hai trascritto, è prevista una pubblicazione?
Paolo
12/3/2005 10:26 PM
 
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Re:

Scritto da: Asso, no due di coppe 03/12/2005 22.09
Grazie Fabri60 per la precisazione, era quello che volevo sapere. Del diario, che mi pare aver capito tu hai trascritto, è prevista una pubblicazione?
Paolo



Per il momento non credo proprio che verrà pubblicato.
Io ho lanciato l'idea. Staremo a vedere gli sviluppi.

Al di fuori di questo diario, tra il materiale fotografico che mi è stato permesso di scansionare da un privato, ho questa immagine



Forse ti può interessare.
12/3/2005 10:29 PM
 
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La didascalia della foto dice:

L'aereoplano austriaco abbattuto sul Nad Logen.

Se le foto sono messe in ordine cronologico potrebbe essere utile anche la discalia dell'immagine che nell'album segue quella dell'aereo abbattuto:

Dopo la conquista del Podgora. Cadaveri austriaci e reticolati infranti.

[Modificato da Fabri60 03/12/2005 22.31]

12/3/2005 10:41 PM
 
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Poi vi chiedo, i prigionieri italiani erano trattati male dal nemico? Molto peggio di come li trattavamo noi???


Questo non te lo so dire.
Ricordo però di aver letto che moltissimi furono i soldati italiani morti in prigionia per la mancata assistenza proprio da parte del Regno d'Italia che non fece molto per assisterli come invece, per esempio, aveva fatto la Francia per i propri soldati catturati dai tedeschi.

12/4/2005 11:21 AM
 
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Prigionieri italiani
Si sa che la guerra si risolve sempre in cifre: morti, feriti, dispersi e prigionieri.
I prigionieri italiani non erano trattati bene perchè anche gli austriaci non se la passavano bene a causa del blocco della Regia Marina nell'Adriatico e molti cittadini dell'impero pativano la fame (me lo raccontava semopre mia nonna).
La salute dei prigionieri era l'ultimo dei pensieri della monarchia asburgica e fu anche l'ultimo dei pensieri del Regno d'Italia specie dopo Caporetto, quando interi reparti si arresero agli austro-tedeschi. Quando nel 1919 i prigionieri italiani tornarono in Italia vennero accolti con fischi e con urla e vennero tacciati di tradimento per essersi arresi al nemico.
Se volete saperne di più c'è un libro:

Camillo Pavan
I prigionieri italiani dopo Caporetto
Camillo Pavan, Treviso, 2001

nel quale viene specificata quale era la situazione dei prigionieri dopo Caporetto, prima penso era molto simile.
Basta guardare questa foto, tratta dal libro, per capire quali patimenti avessero sopportato quegli uomini.



Per Fabri60: per quanto riguarda la didascalia della foto del post precedente, si reiferisce sicuramente al periodo della Battaglia per la presa di Gorizia o subito dopo (agosto 1916), mentre all'inizio si parlava della battaglia del Solstizio nel giugno del 1918, perciò forse il diario non è in ordine cronologico. Sicuramente la presa del Podgora è quasi dello stesso periodo di tempo dei tentativi di presa del Nad Logen.
Saluti.

[Modificato da Max D.K. 04/12/2005 11.28]

[Modificato da Max D.K. 04/12/2005 11.28]

[Modificato da Max D.K. 04/12/2005 11.30]

[Modificato da Max D.K. 04/12/2005 11.31]

Max D.K.
Socio, tessera n° 8
12/4/2005 2:58 PM
 
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Non mi sono spiegato bene.

La foto dell'aereo abbattuto sul Nad Logen non ha nulla a che vedere con il diario di mons Ubaldi (che ovviamente inizia con il maggio 1915 e non con il mese di giugno, come avevo erroneamente scritto).

Se le foto, così come sono sistemate nell'album, sono in ordine cronologico, allora l'immagine dell'abbattimento dell'aereo dovrebbe essere succesiva all'immagine la cui didascalia accenna alla conquista del Podgora.

Più o meno ci siamo.
12/4/2005 9:32 PM
 
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Brandenburg C.I 26.64
Grazie della foto Fabri60. Conoscevo l'evento ma questo scatto mi è nuovo. Secondo le mie fonti si tratta del Brandenburg C.I 26.04 della Flik 4, abbattuto da fuoco antiaereo nelle prime ore del 27 marzo 1916.
Quella notte gli imperiali lanciarono un attacco aereo in grande stile sul ponte di Ponte di Piave (scusa il bisticcio, ma non è colpa mia!). Gli esiti furono disastrosi, con la perdita di tre velivoli, più altri che si sfasciarono al ritorno. Questo esemplare era l'aereo di testa e partì alle 03.30 con a bordo quale osservatore il Major Wladimir Junowicz, Stabsoffizier delle K.u.K. Luftfahrtruppe presso il 5º Armee-Kommando.
Nei pressi di Cervignano il biposto incappò in un pesante fuoco antiaereo, che colpì il velivolo e ferì il pilota, Fähnrich Max Brociner. Il Brandenburg, o "Albatros" come lo chiamavano gli italiani, cadde da circa 800 metri uccidendo l'osservatore. Brociner, che aveva al suo attivo già almeno una vittoria e che prima della guerra era stato amico di Mario Fucini, un aviatore italiano che sarebbe poi diventato asso della caccia, sopravvisse e venne rimpatriato nel maggio 1917 in uno scambio di prigionieri invalidi.

Non posso poi che esprimere la mia speranza che il diario venga pubblicato.
Alla prossima
Paolo
12/5/2005 8:48 AM
 
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Non ci siamo.
L'autore del reportage è partito per il fronte nel luglio 1916, quindi non può avere scattato questa immagine che dopo tale data.
In più, come detto, la foto dovrebbe risalire ad un periodo di poco successivo alla conquista del Podgora.

Ti dirò di più.
Leggendo le didascalie delle foto che precedono di poco quella dell'aereo abbattuto (e che sono sistemate in un album, penso in ordine cronologico) ne ho trovata una con le seguenti parole:

Una colonna di prigionieri dopo l'offensiva del settembre. In testa a destra un giovane cadetto.


Oserei quindi dire che l'aereo fu abbattuto sul Nad Logen attorno al settembre 1916.

Che ne pensi?

Fabrizio
12/5/2005 9:27 AM
 
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Stavo per rispondere ad Asso Di Coppe, ma mi hai preceduto.
Il Nad Logen si trova sul Carso, al limite nord, e penso che questi eventi siano successi alla VI Battaglia dell'Isonzo (presa di Gorizia) nell'agosto 1916, infatti la nuova linea raggiunta dagli italiano la sera del 17 agosto comprendeva anche il Nad Logen, perciò non poteva essere il marzo 1916.
Certo bisognerebbe conoscere le date esatte così da porre la vicenda nel suo giusto spazio-tempo.
Saluti.
Max D.K.
Socio, tessera n° 8
12/5/2005 12:10 PM
 
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Purtroppo le foto non sono datate. Solo alcune.
Bisognerebbe quindi che faccia un buon lavoro di analisi e sentire il parere di altri.
Chissà, magari più in là!
12/5/2005 11:00 PM
 
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Brandenburg C.I 26.04
Credo che anche questa volta si tratti del classico caso di foto procurata "sul campo" ed attaccata sul proprio album apponendovi una didascalia senz'altro ausilio che la memoria. Un caso tutt'altro che raro. Sono certo dell'identificazione in quanto posseggo altre due immagini dello stesso soggetto, in una delle quali è possibile leggere in fusoliera la matricola del velivolo e per le fonti austriache il 26.04 si perse nel luogo e nella data indicata. Se qualcuno mi spiega come si postano le foto sul forum (il mio livello di confidenza con la tecnologia raggiunge i suoi limiti nell'uso dell'apriscatole...)sarò ben lieto di mostrarle.
Buona serata a tutti
Paolo
12/6/2005 10:04 AM
 
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Per inserire una foto nei post vai su "Regolamento e problemi tecnici" e ci troverai un mio post con descritto come fare per inserire una foto. Se non dovesse essere chiaro mandami una e-mail cliccando sopra il pulsante "e-mail di un mio post e ti risponderò.
Saluti.
Max D.K.
Socio, tessera n° 8
12/6/2005 9:49 PM
 
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26.04
Dunque, ci provo ad inserire l'immagine...
Si vede qualcosa?


Pare di sì
p.
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