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Nuove news

Ultimo Aggiornamento: 01/02/2012 20.32
16/06/2005 08.13
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Tempio del Sole tedesco
http://img.freeforumzone.it/upload/139892_corsera_03_09_2000_tempio-circolare-in-germania.jpg

Qualche settimana fa, nell'opera (faticosa) di riarchiviazione di infiniti foglietti capita sotto gli occhi il trafiletto del Corriere della Sera del 3 Settembre 2000 in cui si dà la notizia del ritrovamento di un tempio circolare in Germania.

E' di un paio di giorni fa la newsletter dal sito
http://www.laportadeltempo.com in cui si relaziona circa lo stato attuale dei lavori sul ritrovamento.


Data: 04.06.05



RICOSTRUITO TEMPIO TEDESCO DEL SOLE


Il progetto di ricostruire fedelmente un osservatorio solare di 7,000 anni or sono, il più antico del suo genere in Europa, prende il via questa settimana a Goseck nello stato tedesco della Sassonia.

La ricostruzione, del costo stimato di 100,000 euro alla sua conclusione, dovrebbe essere conclusa per la fine dell´anno e l´osservatorio restaurato si aggiungerà alla lista delle attrazioni archeologiche, di popolarità crescente, collegate allo studio dell´astronomia.

L´osservatorio è stato scoperto nel 1991 quando l´anello più esterno di 75 metri di diametro è stato riportato alla luce dagli archeologi, dopo che una fotografia aerea ha rivelato il sito. Solo 12 anni più tardi, il team di esperti sotto la direzione del Professor Francois Bartemes ha scoperto l´area centrale che li ha portati a credere si tratti di una scoperta eclatante.

E avevano ragione. L´osservatorio non solo è il più grande del suo genere sul continente, ed una scoperta importante nel tentativo di comprendere l´antica esplorazione astronomica, ma offre agli archeologi ulteriori elementi sul mondo religioso e spirituale dei primi coloni europei.

Il sole era adorato come portatore di vita e responsabile del mutare delle stagioni e gli osservatori potrebbero avere giocato una parte importante nella comprensione della natura e del crescere dei raccolti.

Gli esperti sostengono che l´accesso sud-orientale dell´osservatorio corrisponde al punto esatto del sorgere del sole al solstizio d´inverno il 21 dicembre quasi 7,000 anni or sono. L´accesso sud-occidentale si ritiene corrisponda al punto del tramonto del sole a quella data.

La scoperta è anche significativa per il fatto che è situata a soli 23 km dal luogo in cui è stato trovato (nel 2002) il disco di Nebra di 3,600 anni or sono, una delle prime rappresentazioni conosciute del cielo notturne.

L´osservatorio solare, situato in un´area ricca di antichi siti di grande pregio storico e culturale nella Sassonia-Anhalt, si stima sia stato originariamente costruito attorno al 5,000 a.C.



EC©2004

Newsletter di Informazione Archeologica
http://www.laportadeltempo.com



Il link ufficiale è
http://www.dw-world.de/dw/0,1595,266,00.html

ciao, rob
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16/06/2005 22.46
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... ?

Questa mattina alle 8.13 ho inserito un messaggio, lo segnala nell'elenco risposte ma non riesco a visualizzarlo ... boh?

ciao, rob

grunf ... dopo aver inserito questo visualizzo anche il precedente ... scusate l'inutile (forse) inserimento di questo ultimo.

riciao [SM=g27828] [SM=g27829]

[Modificato da RobertoL 16/06/2005 22.47]

17/06/2005 00.25
Non preoccuparti Roby poi eventualmente lo cancelleranno.
Questo succede quando posti ma la pagina in cui scrivi è terminata, per cui il post va a creare la pagina successiva che però tu non riesci a visualizzare se non cliccando a fondo pagina su "successiva". Ecco svelato l'arcano!
Spero di essere stata comprensibile vista l'ora tarda. Notte.
17/06/2005 13.44
Post: 337
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cari amici metto solo oggi questo link visto la notizia di Roberto(che mi da sempre l'input come è successo su un altro forum)poichè non essendoci foto dettagliate(non ne ho trovate se non quelle che pur parlandone ritraevano Stonehenge originale)non mi pareva tanto sensazionale[SM=g27825]
http://www.targatocn.it/it/internal.php?cat_code=19
ciao
mauro
17/06/2005 20.57
Post: 183
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... sinergie? [SM=g27822]

Anche se non sembra "tanto sensazionale" potrebbe, anzi forse lo sarebbe sicuramente se solo ci si dedicasse un po' più assiduamente a certi ritrovamenti (e non parlo dei semplici amatori che pur armati di tanta buona buona volontà, più di tanto non possono certo fare) per ricostruire alcuni dei fili spezzati attraverso cui scorre la storia del nostro continente, magari riallacciandoli con un bel ... nodo![SM=g27829]

In effetti del megalitismo ligure si sa ... ma mai troppo e non solo di quello ligure.

ciao, rob
18/07/2005 00.39
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Sulle strade dei TEMPLARI
TREVI NEL LAZIO (Fr): Ripercorrendo la strada dei Templari. Nasce un museo dedicato ai cavalieri del celebre ordine religioso-militare.


I templari, i cavalieri dell'ordine religioso-militare fondato attorno all'anno Mille per la difesa dei luoghi santi, hanno un loro museo. L'iniziativa è stata presa a Trevi nel Lazio, paesino di appena duemila anime sui monti della Ciociaria, proprio al confine tra le province di Roma e Frosinone, ma in realtà si tratta di un progetto ben più ampio, destinato ad interessare tutto il Lazio.
Il museo dei Templari è stato ospitato nelle sale del castello Caetani, proprio alla sommità del paese di Trevi, un grande maniero ancora ben conservato e ora destinato a un ulteriore recupero, appartenuto in epoca antica all'omonima e nobile famiglia romana che ha dato alla chiesa alcuni Pontefici e numerosi vescovi. Si tratta in realtà non del solito e tradizionale museo, ma di un percorso multimediale attraverso la storia e le vicende dell'Ordine dei Templari.

In una prima sala, ad esempio, è possibile ricostruire con esattezza quello che era il caratteristico abbigliamento dei Cavalieri dell'epoca grazie a una serie di manichini ad altezza d'uomo. In una sala successiva, invece, il visitatore (e in questo caso soprattutto i più giovani) vengono accompagnati lungo il percorso storico dei Templari, attraverso alcuni dettagliati pannelli espositivi. In un'altra sala ancora, appositi terminali video forniscono informazioni strutturali e immagini tridimensionali sulla storia e le vicissitudini dei cavalieri che si spingevano fino alla Terra Santa.

A margine di questo museo multimediale, come detto, c'è la ferma intenzione di organizzare una vera e propria "Strada dei Templari" attraverso tutta la regione, da Anagni (la cittadina che per alcuni decenni ospitò anche i Pontefici) alla rocca di Fumone (laddove venne imprigionato e morì Papa Celestino V), fino alle abbazie di Casamari e Valvisciolo, ai margini della pianura pontina.

Un percorso destinato a culminare proprio a Trevi nel Lazio e in quel castello, oggi non a caso prescelto quale sede di questo suggestivo museo, dove soggiornò Papa Bonifacio VIII, il Pontefice protagonista suo malgrado dello storico "schiaffo" con Sciarra Colonna, accompagnato dalle sue milizie composte dagli stessi cavalieri Templari.

Queste ed altre vicende sono state ripercorse, nel corso di un convegno organizzato dall'istituto di studi medievali, che ha visto convergere nel paesino ciociaro alcuni tra i più noti storici e studiosi internazionali dell'argomento, per l'inaugurazione ufficiale del museo, destinato a rimanere aperto tutti i giorni, ad esclusione del lunedì, con possibilità di visite programmate e dedicate, rivolte soprattutto agli studenti e agli studiosi.

L'iniziativa ha sicuramente una sua importanza anche dal punto dì vista turistico, per una zona che, a circa un'ora d'automobile da Roma, proprio sulle attrattive turistico-naturalistiche, e ora anche su quelle storico-culturali, gioca molte delle sue carte per un rilancio di un'economia montana povera e per evitare lo spopolamento di una decina di paesi incastonati nel parco regionale dei monti Simbruini, il più esteso del Lazio.




Fonte: Secolo d'Italia Autore: Igor Travoni
Marisa
21/08/2005 08.01
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Il giallo del libro che anticipava la scoperta delle tombe etrusche

Un libro, nel lontano 1995, anticipava l'ubicazione delle tombe etrusche in una vasta area che va da Chiusi a Sarteano. Tra queste, rientra anche la ormai mitica "Tomba della Quadriga Infernale", il cui rinvenimento venne ufficializzato solo nell'ottobre del 2003. A rendere nota questa "versione" della vicenda è l'autore del libro, Stefano Romagnoli, appassionato archeologo che, accortosi di aver scritto un libro pieno di indicazioni di siti archeologici, decise di non dare alle stampe l'opera, ma ne affidò l'analisi alla Procura della Repubblica di Montepulciano. Da allora, l'uomo cerca di vedersi riconoscere la paternità delle scoperte avvenute alle Pianacce.
La storia dell'Archeologia è costellata di scoperte la cui "paternità" resta contesa tra più studiosi. E non mancano neppure - anzi pullulano -esempi di grandi scoperte fatte da "dilettanti" non accademici che, spinti dalla pura passione, sono riusciti a risolvere complicatissime sciarade: alla maniera dell'italiano Giovanni Battista Belzoni, saltimbanco degli inizi dell'800, il cui nome resta impresso all'interno della piramide di Chefren. Ci sono entrambi questi ingredienti nella controversa vicenda che vede contrapposti i sarteanesi Stefano Romagnoli. Vito De leso e Giancarlo Pellegrini, celebrati da molti come i veri scopritori della "Tomba della Quadriga Infernale", (in un punto all'epoca indicato da loro come "presunto Sepolcro del Re Porsenna") alle Soprintendenze locali e allo staff dell’archeologa Alessandra Minetti che, invece, ne ha annunciato l'avvenuto ritrovamento. La vicenda ha assunto i contorni di un giallo, degno della migliore tradizione di Indiana Jones, e rischia di avere strascichi dal difficile dissolvimento.
«La passione per l'archeologia mi è stata trasmessa da mio padre è da mio nonno, contadini nei poderi di Sarteano. Posso vantarmi di conoscere ogni metro di questa zona, e di aver raccolto le storie e le leggende che i sarteanesi si tramandavano sugli Etruschi». Il racconto di Stefano Romagnoli inizia così, lasciando intendere la passione alla base delle sue intuizioni. E proprio queste intuizioni sono state la molla per la stesura di un libro sull'archeologia locale dal titolo "Io citto tu citta - i segreti nascosti sulle terre del Re Porsenna". «In questo libro, concluso nel 1995 - racconta Romagnoli - ho descritto le strutture portate alla luce, e quelle che ancora non sono state riportate alle luce».
Un dettaglio, quest'ultimo che mette in allarme lo studioso: molte delle informazioni trascritte, se cadute nelle mani sbagliate, avrebbero potuto mettere in pericolo il patrimonio storico e archeologico dell'area...
«Questo libro non poteva essere pubblicato - spiega Romagnoli - perché avrebbe rivelato a tutti, anche ai malintenzionati, la locazione esatta delle tombe ancora nascoste. Decidemmo di consegnare tutto il materiale, insieme ad un esposto che denunciava le scoperte, alla Procura della Repubblica di Montepulciano. L'esposto che descriveva le nostre scoperte fu anche inviato al Ministero dei Beni Culturali, alla Soprintendenza per la Toscana, agli enti preposti, ed anche al Presidente della Repubblica». L'allora Soprintendente della Toscana, denunciò per millanteria e probabili ricerche non autorizzate il signor Romagnoli ed i suoi due amici. La Procura avviò delle indagini per accertare se quello era stato scritto avesse una qualche validità: se Romagnoli, De leso e Pellegrini, avessero eseguito ricerche abusive; e se avevano eseguito scavi non autorizzati.

>>> continua su

http://www.laportadeltempo.com/Documenti/doc_il_caso_romagnoli.htm

I tre autori della scoperta hanno recentemente portato la vicenda all’attenzione del Tribunale Europeo per i Diritti del Cittadino.

ciao, rob

07/09/2005 02.14
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E'incredibile quanto hai riportato,Roberto,anche se ormai ci dobbiamo fare il callo anzi un callone,a queste 'cose'[SM=g27812] Ricorda un po' qualcosa...[SM=g27832] [SM=g27837]


Articolo inserito il: 04/09/05 9
MULAZZO (Ms): Un mistero lungo 5000 anni torna alla luce in Lunigiana. Le statue-stele ritrovate a Mulazzo.

Di recente a Groppoli, nel comune di Mulazzo in Lunigiana, sono state ritrovate ben quattro statue-stele, risalenti a 5.000 anni fa.
Scolpite nella dura pietra (arenaria-macigno) e risalenti all'età del rame (3.500-2.300 a.C.), due di queste risultano in perfetto stato di conservazione, mentre le altre, purtroppo, sono prive di testa. I due esemplari meglio conservati hanno particolari antropomorfi femminili, con la tipica testa a “cappello di carabiniere”.

Gli scavi in località Groppoli di Mulazzo sono stati “mirati”, in quanto nella stessa zona, circa tre anni or sono, erano state rinvenute altre tre statue dello stesso genere, durante i lavori condotti dall'Enel.

Ma cosa volevano rappresentare queste enigmatiche statue-stele? Per decenni molti studiosi si sono cimentati nel problema, senza peraltro raggiungere conclusioni univoche e questo recente ritrovamento ha riacceso l'interesse su un mistero storico-archeologico mai chiarito.

”Questo "enigma antropologico" - ha affermato lo studioso parmigiano Giorgio Pattera - è tipico del bacino lunigianese e non trova riscontri simili nel resto d'Italia; è correlabile invece con certi monoliti còrsi, su cui non è mai stata fatta luce completa”.

Le “statue-stele” o “statue-menhirs” (dette anche “stele antropomorfe”), oggi in gran parte ospitate nelle sale del Museo del Piagnaro, a Pontremoli, sono denominate “statue-stele lunigianesi”, in quanto tutte (tranne un paio) sono state rinvenute nell'ambito del territorio della Lunigiana. La prima fu trovate a Zignago, in Val di Vara, nel lontano 1827, seguita da altre due, nel 1886, durante la costruzione di un bacino dell'Arsenale Militare della Spezia. Attualmente, tra integre ed in frammenti, se ne contano oltre una settantina.

“La Lunigiana - ha aggiunto Pattera - può essere considerata come una sub-regione, non rispondente a nessuna giurisdizione amministrativa attuale, ma che, grosso modo, ricalca i confini dell'antica diocesi di Luni. In tutto il territorio ricorre spesso il termine "Luna" (nomi di località, folklore, ecc.), come rimembranza, forse, d'una ancestrale usanza perduta: quella del culto arcaico di adorazione della dea Luna, fenomeno spesso ricorrente nelle popolazioni primitive (ed accertato in loco prima dell'insediamento romano), in antitesi al culto del Sole”.

Indubbiamente di queste statue-stele la parte più singolare è la testa, che presenta un enigmatico volto di forma tipicamente “lunata”, anzi “a mezza luna” o “a cappello di carabiniere”: conferma, questa, della loro funzione magico-rituale nell'ambito del culto lunare? “Non si può escludere ha concluso Giorgio Pattera - ma anche questa è solo una delle tante ipotesi”.

La dirigenza dell'Enel, nel frattempo, intuita l'importanza archeologica del sito, si è dichiarata disponibile a deviare il percorso della linea elettrica che corre in zona, onde consentire ulteriori e più approfonditi accertamenti grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali, d'intesa con l'Amministrazione Provinciale.




Fonte: Gazzetta di Parma Autore: Lorenzo Sartorio




IN EVIDENZA: [SM=g27820] Articolo inserito il: 04/09/05 9
STONEHENGE (GB): Svelato uno dei misteri - scoperta la cava delle pietre blu.


C'è chi dice che furono portate via terra e chi via mare, chi ipotizza un fantomatico scivolare a valle con i ghiacciai e chi proprio non crede che le misteriose "pietre blu" di Stonehenge vengano dalle Prescelly Mountains del Galles. Sono a ben 385 chilometri di distanza dal famoso monumento: non c'è da stupirsi che il trasporto da così lontano di ottanta pietre di 1,5 tonnellate ciascuna sia parso a molti solo un mito, una bella storia di magia. Eppure quello è il giacimento principale di dolerite di cui sono fatte le pietre blu. E ora l'archeologo Tim Darvill della Bournemouth University ha finalmente individuato la cava precisa da dove furono prese.
“Una vera caverna di Aladino di pilastri fatti su misura per aspiranti costruttori di circoli in pietra - dice entusiasta - Non serviva neppure estrarli perché sono già staccati naturalmente, o al massimo si staccano dalla roccia madre con leggere pressioni. Ne sono stati portati via tantissimi e alcuni ancora in loco hanno evidenti tracce di lavorazione”. La cava è un promontorio scosceso a circa 300 metri di altezza, “un luogo molto particolare e remoto a cui sicuramente gli uomini preistorici attribuivano un significato speciale - continua Darvill -. Per questo vollero prendere le pietre per la sacra Stonehenge proprio da lì. Sì vede anche a occhio nudo che quelle rocce hanno la stessa composizione delle pietre blu, lo stesso identico colore e le stesse caratteristiche macchie bianche. E le analisi chimiche e geologiche lo hanno confermato”.

La scoperta di Darvill, resa pubblica nel numero di luglio-agosto della rivista British Archaeology, è il frutto di tre lunghi anni trascorsi a setacciare le montagne del Galles assieme al collega Geoff Wainwright. E giunge a solo un anno dalla prima grande rivelazione sulle pietre blu, il ritrovamento casuale (per la posa di una condotta) di una "banda di fratelli" gallesi sepolti tutti assieme a Boscombe Down non lontano da Stonehenge. Tre adulti, un ragazzo e tre bambini: l'analisi chimica dello smalto dei denti ha dimostrato chiaramente la loro origine. Sono quelli che hanno trasportato le pietre blu”, si è subito detto. Furono sepolti nel 2300 a. C, le pietre blu giunsero a Stonehenge verso il 2500 a. C. ma furono risistemate quattro o forse cinque volte nel corso di mezzo millennio, e molti sospettano che furono anche trasportate in tempi diversi. La costruzione del misterioso monumento ha cominciato insomma a prendere vita, si sono immaginati i fratelli portare le pietre dai monti del Galles fino alla costa, poi su zattere via mare fino alla foce del fiume Avon, e ancora risalire l'Avon fino allo sbocco dell'Avenue, l'ampia via preistorica che collega Stonehenge al fiume. Infine accompagnare le pietre con sacri riti lungo l'Avenue fin dove sarebbero state erette. Una tesi con cui concorda a grandi linee anche Darvill. Ma c'è chi dubita che fiume e Avenue fossero la via migliore per trasportare pietre, e li crede invece luoghi di processioni funebri. Mike Parker-Pearson della Sheffield University è convinto infatti che Stonehenge fosse l'edifìcio più importante di un enorme complesso per gli antenati i cui contraltari erano i circoli di legno di Durrington Walls e Woodhenge. Lì, tra il vivo legno, si svolgevano le prime cerimonie funebri ancora in parte legate al mondo dei vivi. Poi il defunto scendeva in barca lungo il fiume Avon (un percorso di circa due ore) e raggiungeva Stonehenge, la casa di pietra garante della vita eterna. È una tesi affascinante e azzardata che Parker-Pearson sta testando da due anni sul terreno, alla ricerca di vie simili alla Avenue anche a Durrington Walls e di testimonianze di riti per gli antenati. Divertendosi nel frattempo a scardinare certezze come i riti di Stonehenge al solstizio d'estate. In realtà lui sta trovando solo ossa dei maialetti che a quei tempi si facevano nascere in primavera per ucciderli in inverno. Un duro colpo per i druidi moderni, che proprio quest'anno celebrano i cent'anni dalla loro prima riunione estiva a Stonehenge. Avrebbero sempre sbagliato.


Fonte: La Repubblica 05/07/05 Autore: Cinzia Dal Maso






Marisa
08/09/2005 11.23
Giusy
[Non Registrato]

Divertendosi nel frattempo a scardinare certezze come i riti di Stonehenge al solstizio d'estate. In realtà lui sta trovando solo ossa dei maialetti che a quei tempi si facevano nascere in primavera per ucciderli in inverno. Un duro colpo per i druidi moderni, che proprio quest'anno celebrano i cent'anni dalla loro prima riunione estiva a Stonehenge. Avrebbero sempre sbagliato.





Mi risulta che i maialetti venissero impiegati proprio nei riti sacri.[SM=g27833]
22/10/2005 16.23
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Scoperto insediamento neolitico
Nel barese, trovati anche resti di abitazioni

(ANSA) - ALTAMURA, 22 OTT - Un antico insediamento umano con annessa necropoli apparentemente risalente al Neolitico e' stato scoperto alla periferia di Altamura. Nella zona, che si trova nell'Alta Murgia, sono stati rinvenuti anche resti di abitazioni dell'ultimo periodo dell'Eta' della pietra. Nel territorio di Altamura furono scoperti negli anni scorsi un sito con 30.000 impronte di dinosauri, vissuti 65 milioni di anni fa, e una grotta con lo scheletro dell' Homo Arcaicus, risalente a circa 250.000 anni fa.

Link con foto spettacolare: http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/scienza/news/2005-10-22_1758356.html

[Modificato da elenix 22/10/2005 16.23]

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Sono un cartone animato. E il cucchiaio non esiste. Almeno, così mi dicono.
24/10/2005 17.42
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INSEDIAMENTI UMANI NELL'ERA GLACIALE OLTRE IL CIRCOLO POLARE
NON è una news, nel senso che l'ho scovata in un archivio, ma mi pare che ci stia bene in questo topic archeologico...

Gli uomini che vissero a nord del Circolo Polare Artico durante l'ultima era glaciale

Una squadra di archeologi russi e norvegesi hanno riportato in questi giorni la notizia che alcuni uomini primitivi hanno realmente vissuto a nord del Circolo Polare Artico circa 40.000 anni fa, durante l'ultima era glaciale. Pavel Pavlov del Komi Scientific Center insieme a John Inge Svendsen e Svein Indrelid dell'Università di Berger, hanno rinvenuto le tracce di uno stanziamento umano all'interno di un sito ubicato nella zona europea della Russia Artica chiamata Mamontovaya Kurya. Insieme a centinaia d'ossa di mammifero, gli studiosi hanno ritrovato attrezzi di pietra e denti di animali che sembrano essere stati tagliati con questi stessi oggetti.

I ricercatori, sulla base di questi soli artefatti, non sono in grado di dire se gli antichi abitanti di Mamontovaya Kurya appartenessero agli uomini di Neandertal o ad una razza più moderna. In ogni caso comunque, la scoperta rimane di grande importanza. Se si trattasse di uomini di Neandertal, la scoperta indicherebbe che questa razza era in realtà più capace di quanto non si pensasse in precedenza. L'adattamento ad un ambiente così freddo richiede un certo supporto tecnologico ed un'organizzazione sociale ben strutturata. D'altra parte, se questi abitatori dell'Artico fossero stati uomini moderni, il fatto significherebbe che essi avrebbero viaggiato verso nord ad una velocità notevole. Secondo altre prove e ritrovamenti, gli uomini moderni sarebbero giunti solo di recente nel sud-est dell'Europa, circa 40.000 anni fa.

I ricercatori ritengono che questi pionieri fossero uomini moderni. Chiunque fossero, comunque, essi hanno dimostrato un'incredibile capacità di sopravvivenza in un ambiente così freddo. Benché si pensi che la temperatura abbia subito numerose oscillazioni durante quel periodo, essa era comunque più fredda di quanto possa esserlo oggi. Secondo John Gowlett, archeologo all'Università di Liverpool, la temperatura media al Circolo Polare Artico era di -1 grado Celsius. "La scoperta ci dimostra che gli uomini hanno colonizzato persino l'estremo nord, anche se per breve tempo", ha scritto lo studioso, "Benché ci siano ancora delle domande che necessitano di una risposta, gli oggetti ritrovati ci mostrano chiaramente sia la capacità dei primi uomini di realizzare l'impensato, sia il valore delle ricerche archeologiche in aree in apparenza di scarso interesse".

Fonte: http://www.universonline.it/_preistoria/articoli/01_09_07_a.php
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20/11/2005 16.06
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Rappresenta il sud dell'Italia la mappa più antica della storia
E' la più antica mappa del mondo occidentale che sia mai stata scoperta. Ha più di 2.500 anni. Su di essa è disegnata una parte dell'Italia meridionale, in particolare la Puglia. E' conosciuta come la Mappa di Soleto e si trova su un vaso di terracotta in ceramica scura ed è grande poco più di un francobollo.

>>> continua qui:

http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scienza_e_tecnologia/mappa/mappa/mappa.html
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24/11/2005 20.56
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Non è una news per chi la conosce,ma per gli altri forse si
VENEZIA.

Quando passate per il Canal Grande dalle parti della fermata di SS. Ermacora e Fortunato (San

Marquola, c'est plus facil) noterete l'iscrizione "Non nobis" sulla facciata del palazzo del Casinò e cioè

Ca' Vendramin Calergi. "Non nobis" sarebbero le prime lettere del motto dei Cavalieri Templari: "Non

nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam". Non a noi Signore, non a noi, ma dal Tuo nome

dà gloria. Ma chi erano i templari? E cosa centrano con Venezia? Erano dei monaci guerrieri (la

leggenda li vuole custodi del Santo Graal) che dovevano proteggere i pellegrini che si recavano in

Terra Santa. Nati poverissimi, in pochi anni si sono talmente arricchiti al punto di essere invidiati da

Papi e Re tra cui il Re di Francia Filippo il Bello anche perché con loro aveva un grosso debito.

Talmente invidioso che cominciò a imprigionarli e a torturarli. Una leggenda dice che i Templari

arrivarono a Venezia con un grosso tesoro che venne sotterrato a San Giorgio in Alga (l'isola che in

questi giorni è in mano alla Protezione Civile per le loro esercitazioni). Tesoro che dovevano prelevare

in un secondo tempo ma che poi non si seppe più nulla. Avevano un convento vicino a San Giorgio

degli Schiavoni dove fino a pochi anni fa c'era il laboratorio della Croce di Malta e un'altro dove

adesso c'é l'Albergo Luna Baglioni in calle Cà Vallaresso. E l'iscrizione "Non nobis" sulla facciata del

Casinò? Un caso? Un messaggio per chi sa? L'Ordine dei Templari si sciolse nel 1312.

http://www.venessia.com/curiosita.htm



Marisa
07/12/2005 12.16
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In attesa di eventuali smentite o rettifiche...


PRELIMINARY STUDY AND FIRST PHOTOGRAPHS OF A SMALL SKULL OF HUMAN TYPE FOUND IN MOROCCO
by Mohammed ZAROUIT

In July 2005, a small Primate skull was discovered in the desert of Tafilalet near Erfoud ( Morocco ).
It was in the sand of a marble quarry where Devonian fossils were already found. Subsequently, the skull could be around 360 million years old.
Characteristic features in the only 6.1 cm high and 3.9 cm broad fossil indicate the genus Homo: a globular forehead and hind skull, and an inferior position of the occipital hole under the cranium, which is typical for upright body posture. The fossil was called Homo alaouite, in homage to the Alaouite Dynasty.

Da "Bipedia 25-2", 3 dicembre 2005

>>> continua qui: http://cerbi.ldi5.com/article.php3?id_article=156

[Modificato da elenix 07/12/2005 12.18]

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14/12/2005 15.20
F.Giusy
[Non Registrato]
La notizia del luglio ha avuto conferme o smentite o giace inerte in qualche articolo secondario ormai in archivio [SM=g27833] [SM=g27813]
14/12/2005 21.17
Post: 325
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ciao Giusy [SM=g27823]
ti riferisci alla news qui sopra sul presunto fossile devoniano?
dunque, le cose stanno così: l'articoletto è stato reso pubblico sulla rivista Bipedia, disponibile sul sito web all'indirizzo postato, il 3 dicembre. Bisogna attendere ulteriori novità da quel sito; il suo proprietario, De Sarre, è sempre disposto a rettificare quando verifica errori o falsificazioni. Pare dunque che anche egli sia in attesa di poter verificare la notizia.

La foto del reperto a dir la verità è oltremodo dubbia, nel senso che pare qualcosa come un sasso scolpito... ma restiamo in attesa e vediamo che succede (sempre che qualcosa succeda [SM=g27825] [SM=g27832] )

ciauz [SM=g27817]
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Sono un cartone animato. E il cucchiaio non esiste. Almeno, così mi dicono.
14/12/2005 21.48
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Oldest Maya Mural Uncovered in Guatemala

WASHINGTON - Archaeologist William Saturno said Tuesday he was awe-struck when he uncovered a Maya mural not seen for nearly two millennia. Discovered at the San Bartolo site in Guatemala, the mural covers the west wall of a room attached to a pyramid, Saturno said at a briefing.
In brilliant color, the mural tells the Maya story of creation, he said. It was painted about 100 B.C., but later covered when the room was filled in.

>>> continua qui: http://news.yahoo.com/s/ap/20051214/ap_on_re_la_am_ca/maya_mural
(con foto del murale)

articolo in italiano (senza foto) qui:
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scienza_e_tecnologia/maya/maya/maya.html

[Modificato da elenix 14/12/2005 21.55]

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14/12/2005 23.16
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O... ma tutte adesso le notizie succulente?? [SM=g27822] [SM=g27824]

[SM=g27811]
Humans in England May Go Back 700,000 Years

LONDON - Ancient tools found in Britain show that humans lived in northern Europe 200,000 years earlier than previously thought, at a time when the climate was warm enough for lions, elephants and saber tooth tigers to also roam what is now England.

Scientists said Wednesday that 32 black flint artifacts, found in river sediments in Pakefield in eastern England, date back 700,000 years and represent the earliest unequivocal evidence of human presence north of the Alps.

Scientists had long held that humans had not migrated north from the relatively warm climates of the Mediterranean region until half a million years ago.

>>> e continua qui:
http://news.yahoo.com/s/ap/20051214/ap_on_sc/europe_early_humans
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22/12/2005 09.29
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Ice Age Footprints Said Found in Australia

Uno stralcio tradotto dalla didascalia alla foto:
Nella foto dell'articolo, un'impronta ritenuta umana nel Distretto di Willandra Lakes, nel New South Wales occidentale (Australia). Centinaia di orme umane datate all'ultima era glaciale sono state trovate nelle remote zone dell'Outback.


E uno stralcio dall'articolo:
Le orme sono impresse nell'antico fango vicino ai laghi Willandra, datate da 19000 a 23000 anni fa.
La ricerca sarà pubblicata sul Journal of Human Evolution.


Articolo completo:
http://news.yahoo.com/s/ap/20051222/ap_on_sc/ancient_footprints
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02/01/2006 17.27
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CINA: COSTRUZIONI SIMILI A PIRAMIDI MAYA SCOPERTE IN UN LAGO
SECONDO ARCHEOLOGI POTREBBE ESSERE YUYUAN, CITTA' SCOMPARSA DA SECOLI

Pechino, 2 gen. (Adnkronos) - Sotto le profonde acque del lago di Fuxian, nella provincia meridionale cinese dello Yunnan, gli archeologi hanno individuato alcune strutture molto simili alle piramidi Maya. Secondo quanto riferito dalla radio statale, le immagini scattate mostrano un complesso di 8 edifici, tre dei quali costruiti a scalinate. Una delle otto costruzioni, dalla struttura circolare, misura 37 metri alla base; le altre due piramidi Maya sono piu' alte e unite fra loro da un corridoio di pietra lungo 300 metri.

news tratta dal blog "Multidimensione":
http://multidimensione.splinder.com/post/6739615
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