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"Louie Louie": la canzone maledetta

Last Update: 6/4/2012 2:55 PM
11/26/2006 12:02 PM
 
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Cosa spinse un grande apparato come l'FBI a mettere sotto inchiesta un'innocua canzone rock'n'roll?
Perchè il Bureau decise d'interrogare ripetutamente un normale cantante ed aprire un dossier di 120 pagine?


Questa è la storia di "Louie, Louie", una canzone scritta nel 1955, passata inosservata per molto tempo ma poi, divenuta famosa, ripresa da tutti e risuonata almeno altre mille volte.



LA LEGGENDA

La leggenda nacque un giorno del 1963, quando una band statunitense dell'Oregon, più precisamente di Portland, decise di entrare in uno studio di registrazione ed incidere una canzone.
La sessione costò 36 dollari ma il risultato fu deludente per tutti i componenti del gruppo, dato che ne uscì un minestrone di note abbastanza caotico e un suono della voce a tratti inascoltabile.
Ed è proprio questa particolarità che attirò le attenzioni degli investigatori, preoccupati da un fantomatico "messaggio segreto" nascosto nelle parole biascicate dal cantante.
Il gruppo in questione era The Kingsmen e il suo cantante Jack Ely; la canzone era "Louie, Louie", un pezzo passato inosservato di qualche anno prima di un cantante afroamericano, Richard Berry.
Gli elementi sono tutti qui e la storia può iniziare.



LA CANZONE

"Louie, Louie" è stata scritta nel 1955 da un certo Richard Berry, un cantante afroamericano, per il repertorio del suo gruppo.
Il suo complesso, tali The Pharaohs, navigava nell'immenso mare di quei gruppi semisconosciuti, delle band che suonano solo a qualche festa di paese e girano in locali più o meno fumosi di periferia.

Le storie che girano vogliono che la canzone sia stata scritta dopo che Berry fece scena muta su un cha cha intonato dai suoi musicisti (più precisamente, una riproposizione di "El Loco Cha Cha" dei Ricky Rillera and the Rhythm Rockers, i quali, a loro volta, si rifacevano alla versione originale di René Touzet), in una calda sera d'estate, durante un festival dedicato al ballo.
La serata passò e Berry, ancora con le orecchie piene di quella musica, a casa, cercò di mettere su carta due note che ricordassero quella famigerata serata.
Il leitmotiv della canzone è un giro di chitarra che ricorda un cha cha e che si ripete per tutta la durata del motivo supportato da un piano di sottofondo, l'aggiunta di un coro di voci e di una sezione di fiati che borbottano allegramente.
L'esecuzione è diretta, senza fronzoli, senza accademici assoli (anzi, non ce ne sono affatto), mentre la sezione ritmica si adagia sul compitino che le è assegnato, un placido "portare il tempo".
Il testo è quanto di più romantico ci possa essere: un marinaio giamaicano racconta la sua storia al proprio barman, il Lou in questione, ed il fatto che è lontano dalla sua ragazza, sperduta chissà dove.
Tra un bicchiere e l'altro, stordito dai fumi dell'alcool, il marinaio storpia il nome del barman (trasformandolo da Lewis a Lou) e anche qualche congiuntivo della lingua inglese.
Il testo è elementare, diretto, senza chiavi di lettura misteriose o significati subliminali.

Scritta, come abbiamo detto, nel 1955, fu incisa nel 1957 con i The Pharaohs ma non ha successo e rimane nel limbo della canzone a metà strada tra fiasco totale e hit da festa popolare.
Insomma, tutti si sarebbero scordati di tale composizione se...



WAILERS & KINGSMEN

Le varie band di teenagers, miriadi di giovani in cerca di canzoni semplici da suonare, popolano gli States.
A Seattle, i Wailers sono una delle prime formazioni nate nei garage, progenitori di tutte quelle band che vogliono diventar famose. La voglia di fare è tanta, come la voglia di emergere.
Gli capita sotto mano un vecchio vinile di qualche anno prima, lo ascoltano per bene e decidono di inciderlo alla loro maniera.
"Louie, Louie" rinasce in una nuova veste, con la chitarra elettrica in primo piano, un'esecuzione più veloce e più ritmata, una voce tipicamente rock'n'roll, una sezione di fiati rivisitata e un inedito assolo di chitarra.
La canzone diventa ballabile e arriva a farsi notare in quella regione collezionando molti passaggi in radio, ma anche questa volta non riesce a sfondare in ambito nazionale.

Passano pochi mesi e altri due gruppi provano a personalizzare il "celebre" pezzo.
A pochi giorni di distanza, due complessi provenienti dalla stessa zona geografica, entrano nello stesso studio di registrazione e suonano a modo loro "Louie, Louie", rifacendosi direttamente alla versione dei Wailers.
E' il 1963. Le due band sono Paul Revere & the Raiders e i The Kingsmen, ma la storia ricorderà solo quest'ultimi.



LA VERSIONE INCRIMINATA

Mentre i Paul Revere & the Raiders eseguono una registrazione quasi perfetta, i Kingsmen spendono pochi soldi e si accontentano di risuonare, in un unica sessione, la versione che fu dei Wailers, in attesa di trovare una loro versione definitiva.
Non disponendo di una sezione di fiati, i Kingsmen affidano l'apertura alla chitarra.
La batteria si fa più roboante, la velocità di esecuzione è maggiore, il suono più acceso, l'assolo di chitarra viene migliorato sulla base di quello dei Wailers, insomma è una canzone più rock rispetto alle versioni precedenti.
Fin qui nulla di male, se non fosse per la scarsa qualità dei suoni degli strumenti e, sopratutto, della voce.
I Kingsmen escono dallo studio delusi dall'esito, consapevoli che dovranno risuonarla ancora per migliorarla in molti punti.
Decidono però di dare alle stampe un 45 giri con impressa questa "prova" come Lato A, mentre al Lato B inseriscono "Little Green Thing", sperando sia quest'ultima ad essere notata.

Invece, scherzi del destino, "Louie, Louie" balza subito in testa alle hit arrivando al n° 2 delle classifiche di vendita.
In radio è passata di continuo e i disc-jockey fanno a gara per consumare le puntine dei giradischi sui vinili.
I giovani fanno la fila nei negozi per acquistare la loro copia di "Louie, Louie" e corrono a casa per ascoltarla. Nelle case è diventata un'abitudine sentire nell'aria le note di questa canzone.
Sulle prime, nessuno ci fa caso: la canzone è famosa, ascoltata da tutti, canticchiata in continuazione, i ragazzi sono felici con il loro vinile sul piatto del giradischi.

Finché...



LE INDAGINI

“Caro Mr. Kennedy,
mia figlia ha portato a casa una copia di “Louie Louie” e, dopo aver letto che alcune radio avevano bandito il brano perché osceno mi sono messo a cercare di decifrare il testo. Le parole sono così terribili da non poter essere riportate in questa lettera.
Le chiedo di perseguire il gruppo, la casa discografica e i promoters che hanno infranto la legge.
Come possiamo rispondere a questa minaccia?”

Questo è il sunto di una delle tante lettere arrivate al Ministro della Giustizia, Robert Kennedy, in cui i genitori preoccupati si lamentano della versione dei Kingsmen, delle incomprensibili parole e di accattivanti messaggi lanciati nei solchi del disco.

Il fatto è che, tutt'un tratto, le radio smisero di passare il pezzo, i genitori cominciarono ad ascoltare parole irripetibili e l'opinione pubblica sollevò il caso.
Dopo le molte missive ai vari organi statali da parte delle famiglie scandalizzate (eravamo negli USA del 1963, il moralismo imperava e bastava poco per far scattare un'ondata generalizzata di scalpore), il Governatore dell'Indiana nel 1964, Matthew Welch, la bandì da tutte le radio per contenuti scabrosi, e l'FBI aprì un'inchiesta su segnalazione del Ministro Kennedy.
Dopo oltre 120(!) pagine di ricerche, il dossier fu archiviato per mancanza di risultati: le parole del testo erano "incomprensibili".
Non contenti, gli agenti federali interrogarono più volte i membri della band ma anche stavolta non riuscirono a dimostrare l'oscenità della canzone.
La colpa era della pessima qualità della registrazione dove, nonostante gli sforzi per cantare bene, Jack Ely (il vocalist del gruppo) non riusciva a far comprendere le parole.
I Kingsmen ripeterono sempre che il loro intento era stato quello di suonare la canzone e basta, magari più "rock" delle versioni precedenti ma senza nessun intento illegale.
Fatto sta che, mentre ognuno la interpretava a piacimento, le famiglie continuarono a vietarla ai loro figli e la legge indagava sottobanco, "Louie, Louie" era diventata ormai una gallina dalle uova d'oro per i Kingsmen: infatti pubblicarono altri dischi con dei sottotitoli quali "Ancora un altro grande album dalla band che vi ha dato Louie Louie", o dare alle stampe degli LP con questa canzone come bonus-track.
Davanti si dichiaravano innocenti e professavano la buonafede, accusando la scarsa qualità della registrazione, dietro se la godevano e se la spassavano forti della inaspettata popolarità.



IL SUCCESSO DELLA CANZONE

Inutile dire che se non fosse stato per i Kingsmen, Richard Berry sarebbe rimasto nell'anonimato.
Dopo Jack Ely, l'FBI, la versione rock, i bisbigli osceni, "Louie Louie" è diventata un must per tanti artisti e ad oggi si contano oltre 1200 cover ufficiali!

Non mancarono di rifarla i Beach Boys, John Belushi per la pellicola “Animal House” e un giovane David Bowie (col suo nome di battesimo, David Jones).
Ray Davis (leader carismatico dei Kinks) ha sempre ammesso di essersi ispirato a "Louie Louie" per comporre "You Really Got Me".
Gli Who in “Quadrophenia” di Franc Roddam, la suonano per le discoteche dei mods (dove recita un giovane Sting) come riempipista, alla loro maniera.
John Lord, tastierista dei Deep Purple, durante il monumentale "Made in Japan", nell'intro di "Lazy", omaggia "Louie Louie" risuonando il celeberrimo riff, ma bisogna fare attenzione a trovarlo.

Quel geniaccio di Frank Zappa invece, merita un capitolo a parte: la registrò su “Uncle Meat” in versione cover, l'ha trasformata in “Plastic People” (su un cd della serie “You can't do that on stage anymore”), e in “Ruthie Ruthie” (uno "scherzo" che si trova su un bootleg degli anni 80), ha nascosto il riff principale in vari dischi, lasciandone tracce ovunque, anche sottoforma di messaggi subliminali.
Ma sopratutto, la suonò su di un organo della Royal Albert Hall di Londra, organo che solo Bach aveva il coraggio di toccare!

Il caso "Louie Louie" addirittura arriva in libreria: David Masch fece uscire nel 1993, un libro dedicato esclusivamente alla storia della canzone, comprensivo di rifacimenti, omaggi, citazioni e quant'altro.

Nell'agosto del 2003, si è organizzato una manifestazione in cui 1000 chitarre provavano a suonare assieme la canzone.
Erano presenti anche i membri dei due famosi gruppi come i Wailers e i famigerati Kingsmen.

L'eco della canzone si farà sentire per molto tempo ancora. Richard Berry ha posato un mattone, il resto della casa si è costruito da solo.

[Modificato da Asgeir Mickelson 19/07/2007 23.22]

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7/19/2007 4:05 PM
 
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Re:
Articolo bellissimo ed interessantissimo!!!

Tanti tanti tanti complimenti!!!

[SM=x125596] [SM=x125596] [SM=x125596] [SM=x125596]



[Edited by mariusko 11/10/2007 12:48 AM]
7/25/2007 12:38 AM
 
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Re: Re:

Scritto da: zuc 19/07/2007 16.05
Articolo bellissimo ed interessantissimo!!!

Tanti tanti tanti complimenti!!!

[SM=x125596] [SM=x125596] [SM=x125596] [SM=x125596]




Grazie [SM=x125595]

Ma hai ascoltato qualche versione della canzone?
12/25/2007 6:36 PM
 
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Non ho l'originale, ma la versione di Iggy Pop è carina
12/27/2007 9:55 PM
 
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Re:
Wotan7, 25/12/2007 18.36:

Non ho l'originale, ma la versione di Iggy Pop è carina




Ah, grazie per l'informazione! Dove si trova sta versione? [SM=x125585]
12/27/2007 11:25 PM
 
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Re: Re:
Asgeir Mickelson, 27/12/2007 21.55:




Ah, grazie per l'informazione! Dove si trova sta versione? [SM=x125585]


C'è porgi ringraziamenti a me che ho detto una cosuccia e io che grazie ai tuoi innumerevoli post ho aperto i miei orizzonti musicali non ti ho mai ringraziato? [SM=x125591]

Certamente conoscerai la garage rock band The Stooges di Iggy Pop, vero?
Ebbene la trovi nell'album Metallic K.O. (Disc 1) e cmq quel genio/pazzo di Iggy la ripropone spesso nei suoi live. Su you tube c'è una versione bellissima dove inizialmente si sente il riff chitarristico che contraddistingue Smells like teen spirit dei Nirvana e durante la performance Iggy deride il pubblico appollaiato sulle sedie uralando loro un clamoroso quanto divertente "Wake Up! Motherfuckers!".
Tra l'altro se la memoria non mi inganna, Louie Louie viene proposta in chiave demenziale nel famoso quanto banale film "Grease" con John Travolta.
12/29/2007 10:27 PM
 
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Re: Re: Re:
Wotan7, 27/12/2007 23.25:


C'è porgi ringraziamenti a me che ho detto una cosuccia e io che grazie ai tuoi innumerevoli post ho aperto i miei orizzonti musicali non ti ho mai ringraziato? [SM=x125591]

Certamente conoscerai la garage rock band The Stooges di Iggy Pop, vero?
Ebbene la trovi nell'album Metallic K.O. (Disc 1) e cmq quel genio/pazzo di Iggy la ripropone spesso nei suoi live. Su you tube c'è una versione bellissima dove inizialmente si sente il riff chitarristico che contraddistingue Smells like teen spirit dei Nirvana e durante la performance Iggy deride il pubblico appollaiato sulle sedie uralando loro un clamoroso quanto divertente "Wake Up! Motherfuckers!".
Tra l'altro se la memoria non mi inganna, Louie Louie viene proposta in chiave demenziale nel famoso quanto banale film "Grease" con John Travolta.




Ti ho ringraziato per un informazione che mi (e ci) può essere utile, visto che non conosco tutta la musica e non pretendo di essere il maestro di nessuno: se qualcuno può conoscere nuova musica grazie a me sono felice, ma sono felice anche se qualcuno mi fa ascoltare nuove cose. [SM=x125585]

Degli Stooges ho "Raw Power" (a nome "Iggy Pop and The Stooges") e ignoravo l'esistenza di altri dischi. [SM=x125604]
Ora lo cerco, anche su YouTube [SM=x125624]
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1/3/2008 11:18 PM
 
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Curiosavo su internet. Incredibile il numero di versioni di questa canzone. Quella inserita in Grease si chiamava Summer Nights.

Personalmente non mi piace (in qualsiasi salsa).


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1/6/2008 10:53 AM
 
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The Kingsmen (Louie Louie 1966)

La versione classica, forse la piu' famosa !
1/6/2008 5:01 PM
 
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Re:
ziva, 06/01/2008 10.53:



The Kingsmen (Louie Louie 1966)

La versione classica, forse la piu' famosa !




E' incredibile pensare che negli anni 60, i gruppi rock (quindi i più "estremi" dell'epoca) andassero in scena con giacca e cravatta e con una pettinatura degna del miglior scolaretto!
[Edited by Asgeir Mickelson 1/6/2008 5:02 PM]
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1/7/2008 1:36 AM
 
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Re: Re:
Asgeir Mickelson, 06/01/2008 17.01:




E' incredibile pensare che negli anni 60, i gruppi rock (quindi i più "estremi" dell'epoca) andassero in scena con giacca e cravatta e con una pettinatura degna del miglior scolaretto!



Era prima della "beat generation", quella che ha 18 anni nel 1968

Negli anni 70, da subito, cambia tutto. La spinta al cambiamento si esaurirà durante gli anni 80 con il cosidetto "riflusso" e con la "decadenza" che ha come ultimo stadio il fenomeno "Manson"

questo per quanto attiene alle mode... la musica è un'altra cosa, ma l'immagine ha sempre contato, anzi, conta sempre di piu'




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1/8/2008 10:29 PM
 
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Re: Re: Re:
mariusko, 07/01/2008 1.36:





questo per quanto attiene alle mode... la musica è un'altra cosa, ma l'immagine ha sempre contato, anzi, conta sempre di piu'







Infatti, hai visto che Beethoven era già spettinato a dovere? [SM=x125597]
1/8/2008 10:29 PM
 
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Re: Re: Re:
mariusko, 07/01/2008 1.36:





questo per quanto attiene alle mode... la musica è un'altra cosa, ma l'immagine ha sempre contato, anzi, conta sempre di piu'







Infatti, hai visto che Beethoven era già spettinato a dovere? [SM=x125597]
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ottimo articolo

[SM=x125606]

qui addirittura un BLOG

imperdibile la versione Gun Club

http://www.louielouie.net/blog/?p=1688

rock'n'roll [SM=x125656]
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