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Quel tremendo 1985

Ultimo Aggiornamento: 07/07/2004 16.20
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05/07/2004 21.04
 
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Ve la ricordate l ondata di suicidi in caserma nel 1985? Quell anno non si faceva altro che parlare di nonnismo.La buonanima di Spadolini,allora ministro della difesa,lanciò contro i "nonni" una campagna in grande stile ("caserme di vetro").Da quei fatti di cronaca nacque pure un film "soldati,365 giorni all alba",con un giovane Claudio Amendola ,ed a "Drive In c era pure Enzo Braschi che buttava tutto in vacca inventando un nuovo personaggio:"la spina" (il suo tormentone era "maassiccioo")!Ma cosa diavolo era successo nell 85? ci fu una recrudescenza del fenomeno nonnismo,o i ragazzi degli anni 80 erano più fragili dei loro commilitoni più anziani?
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06/07/2004 18.18
 
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Semplicemente ci fu una controffensiva da parte del PCI e dei suoi fedelissimi verso varie istituzioni nel tentativo di riprendere parte del consenso nel suo elettorato che quell'anno era in calo a che causò la sconfitta alle elezioni.
Non a caso proprio in quell'anno ci fu il caso di Muccioli, fondatore della comunità per il recupero dei tossicodipendenti di San Patrignano, che fu arrestato a causa dei suoi metodi coercitivi atti a contrastare le crisi dei drogati lì ospitati.
Fu l'inizio di una campagna antimilitare che portò nel 1987 al suicidio del Colonnello dei Carristi NESTA nella caserma di San Vito al Tagliamento, accusato di aver permesso una marcia di pochi chilometri a "danno" delle reclute.
Il Colonnello NESTA, sentendosi ingiustamente accusato, umiliato ed abbandonato dai suoi superiori, prese la sua pistola, si recò nel parcheggio dove erano custoditi i suoi M60A1 e tra i carri si uccise.

Questo disse Spadolini, allora Ministro della Difesa, ai funerali del Colonnello.

"Nesta ha testimoniato con la sua vita e con la sua morte una campagna di sovversione costituzionale che è arrivata fino all’istigazione al delitto terroristico contro il ministro della Difesa, per esempio, o quella parte della classe dirigente che è indicata come appunto trafficante d’armi."

ed ancora a chi chiedeva a chi si riferiva

"[ce l'ho] Con quelli che praticano e istigano alla disobbedienza fiscale, alla disobbedienza verso le leggi dello stato, all’obiezione contro il servizio di leva nel Veneto".

Ecco cosa accadde in quall'anno tra l'infamia di tanti, la viltà di molti e l'indifferenza di troppi! [SM=x75454]
E poi ci lamentiamo della situazione attuale! [SM=x75450]
Ciao

[Modificato da Pierantonio 06/07/2004 18.24]

Pierantonio
Rolleiflex SL66. Un apparecchio fotografico costruito per voi: ci congratuliamo vivamente per la vostra scelta! Ci rallegriamo sin d'ora per i successi fotografici che otterrete con la vostra SL66.
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06/07/2004 18.20
 
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Tra parentesi vorrei ricordare che oggi una lapide ricorda la sua Memoria presso il Museo dei Carristi in Roma.
Ciao
Pierantonio
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Si,di sicuro c era lo zampino del PCI,degli "intellettuali di area",e degli "utili idioti" (come Togliatti chiamava i cattolici ed i liberals che portavano acqua al mulino comunista).Però ci furono anche molti suicidi tra i militari di leva,e non credo che si siano sparati per fare un favore a Natta.Gli episodi di nonnismo in quel periodo erano un fatto,ed i suicidi pure.Dunque,fermo restando la strumentalizzazione politica,delle due l una: o nel 1985 vi fu un ondata particolarmente cattiva e violenta di nonnismo,o i giovani degli anni 80 erano più fragili rispetto ai loro fratelli maggiori.P.S. onore al Colonello Nesta.Ricordo propio in quei giorni una vignetta particolarmente cattiva di Altan che mostrava due ufficiali a colloquio: "Un altro suicidio tra i ragazzi di leva,questa volta con i barbiturici" e l altro: "sempre più effemminati"!Il clima era questo,ma il fenomeno era reale.
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Re:

Scritto da: lounge60 06/07/2004 21.03
Si,di sicuro c era lo zampino del PCI,degli "intellettuali di area",e degli "utili idioti" (come Togliatti chiamava i cattolici ed i liberals che portavano acqua al mulino comunista).Però ci furono anche molti suicidi tra i militari di leva,e non credo che si siano sparati per fare un favore a Natta.Gli episodi di nonnismo in quel periodo erano un fatto,ed i suicidi pure.Dunque,fermo restando la strumentalizzazione politica,delle due l una: o nel 1985 vi fu un ondata particolarmente cattiva e violenta di nonnismo,o i giovani degli anni 80 erano più fragili rispetto ai loro fratelli maggiori.P.S. onore al Colonello Nesta.Ricordo propio in quei giorni una vignetta particolarmente cattiva di Altan che mostrava due ufficiali a colloquio: "Un altro suicidio tra i ragazzi di leva,questa volta con i barbiturici" e l altro: "sempre più effemminati"!Il clima era questo,ma il fenomeno era reale.



Effettivamente nei tardi anni '80 si diceva che il nonnismo una volta nelle caserme friulane era stato abbastanza pesante. Penso che nel momento in cui, per ragioni strumentali, le parti antimilitari ne fecero una questione politica allora si mossero gli ufficiali di carriera con decisione e, sopresona, il nonnismo spari. Se ben ricordate le cosidette 'comapgnie monoscaglione' erano sopratutto votate ad eliminare questa piaga.

Un mio conoscente che per lungo tempo ha studiato il fenomeno del nonnismo (detto 'hazing' in inglese USA, 'bullying' o 'fagging' in inglese GB), sostiene che nelle forze armate e' sintomo di scarsa applicazione della disciplina, e' cioe' una forma di 'governo' +/- illecita che colma il vuoto delle 'leggi' teoricamente in vigore ma non/male applicate.

Altri sociologi (non solo marxisti) ritengono che il nonnismo sia una forma di controllo nelle roganizzazioni gerarchiche. Frapponendo uno 'strato' ulteriore di controllo (anche se male sopportato) tra leadership e subordianti, la eladership si isola dalle critiche o rpetese dei subordianti e deve solo avere a che fare con lo strato di mezzo. Questo storicamente e' il ruolo dei sotoufficiali, come classe ed e' da notare la scarsezza numerica e (spesso am nons empre) qualitativa ei sottufficiali di carriera ai tempi dell'esercito abnorme di leva.

L'esercito russo comunque era e rimane il caso tra i piu' letali di nonnismo.
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Re:

Scritto da: lounge60 06/07/2004 21.03
Si,di sicuro c era lo zampino del PCI,degli "intellettuali di area",e degli "utili idioti" (come Togliatti chiamava i cattolici ed i liberals che portavano acqua al mulino comunista).Però ci furono anche molti suicidi tra i militari di leva,e non credo che si siano sparati per fare un favore a Natta.Gli episodi di nonnismo in quel periodo erano un fatto,ed i suicidi pure.Dunque,fermo restando la strumentalizzazione politica,delle due l una: o nel 1985 vi fu un ondata particolarmente cattiva e violenta di nonnismo,o i giovani degli anni 80 erano più fragili rispetto ai loro fratelli maggiori...



Io penso che chi si è suicidato allora come oggi fosse una persona bisognosa d'aiuto e che è stata abbandonata, certamente non voleva fare favori a nessuno.
Quanto accadde va a maggior vergogna e disonore di chi aveva la responsabilità istituzionale di controllare e non lo fece.
Penso che all'epoca si ebbe una sorta di disfacimento morale e materiale, che peraltro durò almeno fino alla prima metà degli anni '90, il quale favorì personaggi che comuque si sarebbero dimostrati dei violenti in situazioni simili anche se non legate all'ambiente militare (mi viene in mente il problema del mobbing).
Forse non è un caso che proprio in quel periodo si palesò il fallimento della riforma del 1975.
Ciao
Pierantonio
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Re: Re:

Scritto da: Pierantonio 07/07/2004 12.53
Io penso che chi si è suicidato allora come oggi fosse una persona bisognosa d'aiuto e che è stata abbandonata
Ciao



Ovviamente una persona con profilo psichico stabile difficilmente giunge al suicidio di fronte ad atti di nonnismo o altre avversita'. Comunque in una situazione di nonnismo pesante (ingiurie fisiche, gavettoni costanti, sensazione dia bandono/solitudine ecc.) e latitanza delle autorita' preposte immagino che il livello di sconforto morale possa divenire veramente forte; ricordiamoci che per molti militari di leva l'essere militare gia' comportave un livello di stress psicologico (dal loro punto di vista) notevole. Al CAR ricordo che molti ragazzi (tipicamente tra i piu' giovani e meno istruiti) dettero segni di stress palesi (incluso urinesi notturna) e questo in un contesto che vi assicuro era abbastanza leggero (sai che stress se un caporale istruttore si sgola e ti dice parolacce, oddiomio!) e comunque 'regolare' (cioe' fatto a tutti e secondo 'regole').


Scritto da: Pierantonio 07/07/2004 12.53
Quanto accadde va a maggior vergogna e disonore di chi aveva la responsabilità istituzionale di controllare e non lo fece.
Ciao



Effettivamente il nonnismo si poteva evitare, volendolo, e quando si volle infatti o fini' o fu' ridimensionato moltissimo.


Scritto da: Pierantonio 07/07/2004 12.53
personaggi che comuque si sarebbero dimostrati dei violenti in situazioni simili anche se non legate all'ambiente militare
Ciao



Cioe' che rende il nonnismo piu' pericoloso in ambiente militare e' il fatto che la vittima difficlmente vi si puo' sottrarre. Da noi il nonnismo era represso abbastanza efficacemente.


Scritto da: Pierantonio 07/07/2004 12.53
Forse non è un caso che proprio in quel periodo si palesò il fallimento della riforma del 1975.
Ciao



In che senso?
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Io sono convinto che quella del 75 fu una pessima riforma propio perchè arrivando in ritardo di trent anni (regolamenti e codice militare erano ancora quelli degli anni 30)dovette concedere molto alla retorica dell epoca.Se regolamento e codici fossero stati riformati nel 50,o nel 65 in tempi più tranquilli (ricordiamo cosa erano gli anni 70)tutto sarebbe stato diverso.Sono le solite idiozie all italiana.Un assurdità per tutte:per trent anni i militari di leva furono costretti ad andare in libera uscita in divisa,con il brutto battle dress di mediocre panno/terital.Nel 1973 (in ritardo di ben 15 anni su Stati Uniti e Gran Bretagna)finalmente anche noi adottiamo la giacca lunga in pettinato di lana.Il soldato italiano è finalmente elegante e distinto e...pochi anni dopo viene abolita l obbligatorietà di vestire in divisa durante la libera uscita!!!! è un esempio sciocco,ma mostra che quando le riforme sono fatte in ritardo sono soltanto controproducenti.
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