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INDUISMO: Saraswati

Last Update: 2/18/2013 10:52 PM
1/18/2013 6:58 PM
 
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Conosciuta oggi come Dea della Conoscenza e delle arti creative, ridotta e strumentalizzata a simbolo della difesa della cultura indiana nel periodo coloniale, Saraswati un tempo fu La Dea Fiume, fra le prime forme, se non la prima, di Dea Madre che la cultura Vedica conobbe.
L'iconografia classica la vede suonare la Vina (una sorta di grande sitar), il mala (rosario) di cristalli, un vaso di acqua e un libro. siede il fiore di loto. Il suo veicolo è un cigno bianco che beve solo latte, anche quando esso è mescolato all'acqua.

Nel RigVeda, composto fra il 1300 e il 1000 a.C., il primo e più antico delle quattro composizioni di inni, ci si rivolge a Lei come la “dispensatrice di ogni bene” , la Grande Madre Fiume Saraswati. Un fiume immenso, ampio, generoso, un fiume “speciale” poichè sgorgava nientemeno che dal monte Kailash (il monte che tocca il cielo) ma che già al tempo in cui fu composto il Mahabharata sappiamo essersi disseccato in un deserto.
Un fiume che ha visto il nascere della cultura vedica, che l'ha nutrita e dissetata, che ha lavato, purificato, guarito.

Ed è facile immaginare come Saraswati, Dea dell'Acqua, diventa Dea della fertilità della terra e delle donne, dei parti e della gravidanza, la dea della guarigione, della purezza assoluta fisica e spirituale.
Meno immediato, ma facilmente intuibile è il passaggio a Dea ispiratrice di pensiero, della parola, delle arti creative, della musica. E' la parola sacra che ti trasporta dall'ignoranza alla consapevolezza, L'ispirazione divina che fluisce nelle nostre menti, musici e poeti si rivolgono a Lei.
Nella radice del suo nome (colei che scorre) sono racchiusi molteplici significati che rimandando al suono come origine dell'universo, alla vibrazione creatrice, al mantra, il ritmo, pertanto nuovamente alla vita, alla creazione.

Ma una creazione pura, sublime, trascendente la sessualità e l'erotismo che caratterizzano altre divinità Indiane. Se non si considera il matrimonio con “Brahma”, nella tarda tradizione, nella mitologia originaria non assistiamo a liaisons con altre divinità o esseri umani, non genera figli, non fa sesso. Il loto su cui siede, il cigno bianco suo veicolo che beve solo latte, il suo Sari immacolato, il vaso d'acqua che reca in mano, tutto parla di purezza in Lei.
Concludo con due immagini: di Lei si dice che è “chiara come una luna bianca color gelsomino”, ed indossa una “ghirlanda di fiori di un bianco purissimo, come gocce di rugiada gelate”.



[Edited by Hermine 1/18/2013 7:08 PM]
2/8/2013 3:14 PM
 
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Interessante davvero, potresti citare le fonti da cui hai tratto queste informazioni? E' da un po' che mi studio di leggere qualche buon libro riguardante il pantheon induista ma non saprei da quale partire...

Il colore bianco, l'associazione con il cigno, le acque e la guarigione, la creatività me la fanno sentire molto vicina alla Dea irlandese Brigid...chissà se ci sono altri collegamenti fra queste due figure; infondo sia l'induismo che la reliogine celtica irlandese sono di origine indeuropea su precedende sostrato antico europeo dal quale spesso le Grandi Madri e Dee derivano...

Anche l'idea di ispirazione collegata all'acqua mi sembra molto calzante: il poeta o l'artista sono canali che permettono alle Idee o alle voci interiori e profonde di manifestarsi nel mondo fisico, in modo che siano fruibili anche da altri...




Omnia vincit amor et nos cedamus amori.
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2/14/2013 11:16 AM
 
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Ma dai, Elke, abbiamo avuto la stessa intuizione circa l'assonanza Saraswati-Brigit(ne ho scritto nell'altra discussione)! [SM=g27836]

Stamane mentre facevo una ricerca che aveva per oggetto tutt'altro, sono nuovamente incappata in Saraswati ed ho appreso che oggi è Vasant Panchami, festività Hindu che la celebra; nn è incredibile che entrambe le Dee siano onorate nello stesso periodo dell'anno come - tra le altre simbologie - portatrici di una luce che rompendo il buio invernale( o dell'ignoranza) annuncia la primavera?


Dea Saraswati,
bella come la luna del colore del gelsomino,
ghirlanda pura e bianca come gocce di fresca rugiada,
vestita di bianche vesti radiose,
tu che tra le tue splendide braccia tieni il veena,
che hai per trono un bianco loto,
circondata e rispettata da tutti gli Dei, proteggimi.
Rimuovi completamente da me la negligenza, la lentezza e l’ignoranza.

Yaa Kundendu tushaara haaradhavalaa, Yaa shubhravastraavritha|
Yaa veenavara dandamanditakara, Yaa shwetha padmaasana||
Yaa brahmaachyutha shankara prabhritibhir Devaisadaa Vanditha|
Saa Maam Paatu Saraswatee Bhagavatee Nihshesha jaadyaapahaa||

Ho tratto questa incantevole preghiera da un articolo che potete trovare qui: http://blog.visionaire.org/2010/01/vasant-panchami/

E' un blog prezioso, ne resterete ammaliate! [SM=g27822]





2/16/2013 7:15 PM
 
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@Elke cara, perdonami, non e' mia abitudine non citare le fonti, ma in questo caso, come succedera' in molti altri, si trattava di strati di informazioni sedimentate nella mia mente! :-)
Pero' posso certamente dirti di leggere, per cominciare, e sempre che tu non lo abbia gia' fatto, "Miti e Dei dell'India", di Alain Danielou. Ce ne sono anche molti altri suoi, e poi c'e' il grandissimo Coomaraswamy, ma questi te li consiglio piu' in la'. Se vuoi tu aiuto di pari passo alle tue letture.

Comunque si, avete colto nel segno riguardo al parallelismo. Infatti ho volutamente postato questo articolino in questo periodo! [SM=g27817]
Non ne ho accennato, non per fare la misteriosa e farvi gli indovinelli, ma perche' speravo di fare un sequel sull'argomento, perche' da qualche parte dovrei avere del materiale sull'argomento. Non essendo sicura non vi ho detto nulla, per non deludervi eventualmente. Comunque se avete un pochino di pazienza cerco bene fra le mie cose e vi continuo l'articolo. [SM=g27822]

Apis, lo shlokam che citi e' uno dei piu' famosi e belli, hai ragione, e' incantevole. Ne esiste una versione cantata ed eseguita, ovviamente, da Ravi Shankar, ma non ho trovato il video. E' la mia versione preferita, nell'album Chants of India.
Vi posto un altro video, per sentire la preghiera cantata in sanscrito.
m.youtube.com/index?hl=it&desktop_uri=%2F%3Fgl%3DIT%26hl%3Dit&gl=IT#/watch?v=Rq1...


2/18/2013 10:52 PM
 
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Tranquilla, era solo perché ero molto interessata a sapere da dove venissero le informazioni, in modo da potermi documentare autonomamente magari :) ti ringrazio quindi molto per i consigli, cercherò il libro che hai citato. E' molto bello quando si mettono a disposizione di altri conoscenze apprese negli anni, tanto che sono diventate parte di noi stesse e del nostro bagaglio...
Se vorrai proseguire ti leggerò volentieri!

Apis la preghiera che hai postato è molto bella. I parallelismi di cui parli mi sorprendono e rendono sempre felice, perché mostrano quanto tutto in realtà sia una sola cosa, cambia solo il nome che le si dà a seconda dei vari luoghi.




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