La più grande comunità italiana sui videogiochi Total War di Creative Assembly
  

Total War: Warhammer | Total War: Attila | Total War: Rome 2 | Total War: Shogun 2
Napoleon: Total War | Empire: Total War | Medieval II: Total War | Rome: Total War

LEGGETE IL NOSTRO REGOLAMENTO PRIMA DI PARTECIPARE. PER FARE RICHIESTE DI SUPPORTO, LEGGETE PRIMA QUESTA DISCUSSIONE.

 

 
Stampa | Notifica email    
Autore
Facebook  

Una storia delle principali fazioni dell'universo di Warhammer

Ultimo Aggiornamento: 24/09/2018 10.35
24/09/2018 10.34
OFFLINE
Post: 86
Registrato il: 17/12/2016
Città: CREAZZO
Età: 21
Sesso: Maschile
Miles
Come da titolo, ho pensato di aprire una sezione, se così vogliamo definirla, in cui tradurrò una messe più o meno ampia di informazioni sulle popolazioni esistenti nell'universo di Warhammer.
Compatibilmente con le mie forze, vi saranno aggiornamenti.

Kislev

"Ci squadrate dall'alto in basso, ritenendoci di poco superiori a barbari, ma dovreste esser grati della nostra esistenza, poiché, senza la nostra presenza in queste terre, le tribù del Nord banchetterebbero con le carni dei vostri figli nelle vostre abitazioni in fiamme. Tuttavia, grazie al coraggio che scorre nelle nostre vene, i vostri territori rimarranno tali. Continuate con quello sguardo? Dovreste inchinavi e ringraziarci ogni singolo giorno!"

Vitalia Kovash, lanciere alato kislevita

Il regno di Kislev, talvolta conosciuto come il reame della Regina dei Ghiacci, costituisce la più settentrionale delle popolazioni umane abitanti nel vecchio mondo, una potente e bellicosa nazione nota universalmente per il possesso di uno dei corpi di cavalleria più abili che battano le pianeggianti lande dei regni meridionali. Stretto ad ovest dal mare degli Artigli e ad est dai monti Confini del Mondo, Kislev si erge ai limiti estremi della civiltà dell'uomo, configurandosi come una terra, coperta da desolate ed ampie steppe ed attraversata da impressionanti fiumi glaciali, dove solitari villaggi puntellano isolati l'ampia brughiera, mentre solide città emergono dal paesaggio circostante quali superbe isole di pietra. Il clima è aspro ed inclemente, e solamente le persone più forti e determinate sono capaci di sopravvivervi.

Gli abitanti di Kislev possiedono senza dubbio tali caratteristiche: essi sono una stirpe di tenaci e valorosi guerrieri, sicuri della propria forza e decisi a difendere la loro madrepatria contro gli odiati predoni provenienti dal più profondo Settentrione. Governata da un potente zar, Kislev è una nazione nata in sella: i suoi avi divennero i temibili guerrieri a cavallo delle steppe orientali svariati millenni or sono.

Sin dagli albori della sua fondazione, il dominio kislevita dovette respingere i costanti assedii condotti dalle omicide orde del Caos indistinto, bramose di annichilire un regno in costante bilico tra salvezza e dannazione. Innumerevoli generazioni di Kisleviti lottarono, versarono il proprio sangue, morirono sotto i cieli della tundra innevata di quelle ostili terre nordiche. È grazie al sacrificio e all'eroismo di questi valenti figli di Kislev, se le popolazioni umane a sud poterono prosperare, al riparo delle loro calde e sicure dimore, mentre il destino di ogni soldato kislevita rimase e resta inesorabilmente quello di combattere sino ad esalare l'ultimo respiro.

Storia

“Tempo addietro, numerosi clan gospodari vivevano nelle steppe senza fine. Analogamente ad oggi, il territorio kislevita era una vasta provincia, funestata dalle terribili energie del Caos. I Gospodari erano preda di attacchi incessanti da parte di ogni sorta di folli avversari, e gli dèi oscuri offersero loro la cessazione delle ostilità a patto ch'essi s'inchinassero in adorazione rituale. Tuttavia, i Gospodari furono ostinati.”

Militsa Lushadoch Gmelin, strega bianca

Dalla fondazione del reame, il popolo che avrebbe costituito e governato Kislev era formato dai clan dei Gospodari, una potente tribù nomade delle steppe orientali, discendente dagli Sciti dei tempi antichi. Essi vivevano, si ubriacavano, amavano e morivano esattamente come i loro progenitori, trascorrendo esistenze tranquille, in relativa quiete, immersi nelle vastità delle lande steppose. Tutto ciò mutò il giorno in cui il Caos cominciò a scorrere come un torrente impetuoso per i freddi territori del profondo Nord, ed innumerevoli orde furiose, composte da nemici accecati dalla follia e da bestie immonde, principiarono a braccare ed uccidere. I fieri Gospodari, assieme ai loro una volta fratelli e vicini, gli Ungi e i Kurgani, impugnarono le armi contro le pretese di sottomissione degli dèi oscuri, giacché nessun essere umano sano di mente desidererebbe condannare la sua anima alla dannazione. Purtroppo, un avversario di tale potenza non poté venire facilmente arrestato, e col tempo, uno ad uno, i popoli di Ungi e Kurgani furono conquistati e costretti ad adorare i poteri perniciosi. Nonostante la loro forza e la loro fierezza, essi si dimostrarono privi della forza di volontà che spronava i Gospodari a continuare la lotta. Così, questi ultimi rifiutarono di arrendersi e, confidando nella potenza delle loro divinità, richiesero il loro aiuto contro gli dèi del Caos. La più grande di esse, Ursen, dio degli orsi e della forza fisica, giunse in soccorso del suo popolo in tale drammatico frangente, tuttavia neppure il suo intervento fu sufficiente: lentamente, ma inesorabilmente, il fato dei Gospodari si fece disperato.

Infine, un possente spirito noto come “Vedova antica”, “Kislev” o più semplicemente “Patria”, prese a comunicare con una sciamana gospodara dotata di poteri profetici. Esso le promise un immenso potere, s'ella avesse giurato di condurre il suo popolo verso ponente, in direzione di un distante reame, coperto di ghiacci, in cui l'entità era stata intrappolata per volere degli dèi oscuri. La sacerdotessa, desiderosa disperatamente di salvare la propria gente, accettò prontamente, vedendosi concedere il dono dell'antico e mistico potere dell'inverno medesimo. Sotto la guida della Vedova antica, la donna imparò in tempi rapidi a padroneggiare i suoi nuovi e divini poteri, sfruttandoli al fine di raccogliere ciò che le occorresse per mantenere la propria promessa. Grazie alla propria forza di volontà ed alle proprie capacità magiche, ella riunì i dispersi clan gospodari in una singola nazione unificata, ponendosi alla loro guida in qualità di prima regina-khan e venendo conosciuta, da quel giorno innanzi, come Miska la Massacratrice.

La massiccia turba di uomini a cavallo, uniti sotto lo stendardo della loro sovrana, cavalcò attraverso la propria madrepatria, ora tristemente morente, tentando con ogni mezzo possibile di fuggire l'oscurità ch'aveva iniziato a divorare ogni sintomo di vita circostante, compresa l'anima degli stessi Gospodari. Dopo parecchi anni di peregrinazioni, durante i quali vennero versate innumerevoli stille di copioso sangue e compiuti sovrumani sacrifici, i Gospodari riuscirono a raggiungere i possenti monti Confini del Mondo, l'ultimo ostacolo a frapporsi tra sé e il compimento del proprio destino. Una volta giunta all'altro versante della catena, Miska poté contemplare un'immensa distesa di neve, pulsante di mistico potere glaciale; ella crollò istantaneamente al suolo, spargendo gelide lacrime di gioia, poiché finalmente la ricerca della salvezza che il proprio popolo aveva intrapreso, poté dirsi conclusa.
[Modificato da Lodovico Manin 24/09/2018 10.35]

"Quantunque siemo con l'animo molto afflitto e conturbà, pure dopo prese con una quasi unanimità le due Parti anteriori, e dichiarita così solennemente la pubblica volontà, anche Nu semo rassegnadi alle divine disposizion. [...] La Parte che se ghe presenta no xe che una conseguenza de quanto Le ha già accordà con le precedenti [...]; ma due articoli ne reca sommo conforto, vedendone assicurada con uno la nostra Santa Religion, e con l'altro li mezzi di sussistenza per li nostri concittadini Segretarj et altri benemeriti, ai quali tutti la vien promessa. [...] Xe necessario però accordar a sti Conferenti le facoltà indicate, mentre ne vien minacià sempre el ferro e el fogo se non se aderisce alle loro ricerche; e in adesso semo circondadi da 60.000 uomini caladi dalla Germania, vittoriosi ed in conseguenza liberadi dal timor dele Armi austriache. [...] Chiuderemo dunque, come ben se deve, col racomandarghe de rivolgerse sempre a Dio Signor e alla Madre sua santissima, onde i se degni dopo tanti flagelli, che meritamente per le nostre colpe i n'ha fatto provar, i vogia riguardarne con gli occhi della loro misericordia, e sollevarne almeno in qualche parte da tante angustie che ne opprime". (Lodovico Manin, ultimo doge della Serenissima Repubblica di Venezia, rivolto al Maggior Consiglio, nel corso della seduta tenutasi il 12 maggio 1797, giorno della caduta della Repubblica).
Amministra Discussione: | Chiudi | Sposta | Cancella | Modifica | Notifica email Pagina precedente | 1 | Pagina successiva
Nuova Discussione
 | 
Rispondi
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]

Home Forum | Bacheca | Utenti | Cerca | Login | Registrati | Amministra
Crea forum gratis, gestisci la tua comunità! Iscriviti a FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.0.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 03.38. Versione: Stampabile | Mobile
Copyright © 2000-2018 FFZ srl - www.freeforumzone.com


© The Creative Assembly Limited.
All trade marks and game content are the property of The Creative Assembly Limited and its group companies.
All rights reserved.