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Generale obbligatorio negli eserciti, che ne pensate?

Ultimo Aggiornamento: 14/10/2018 13.10
03/08/2018 10.35
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Dunque, dopo aver fatto qualche battaglia online su Napoleon ho deciso di cominciare anche una campagna in singleplayer, usando l'Austria. Sono passati pochi turni e mi trovo assediato da più lati, e devo dunque distribuire le truppe sul confine. Per mia fortuna però su Napoleon ogni reggimento può vagare per la mappa di campagna per i fatti suoi, e quindi posso sparpagliare per bene le truppe e inviare delle riserve ove necessario.

La domanda è: cosa ne pensate della presenza obbligatoria del generale in un'armata?

Io credo che non sia una bella cosa, sia dal punto di vista del gameplay sia da quello storico.
Gameplay: non sempre ho necessità di reclutare un generale per mantenere l'ordine pubblico in una città, mi basterebbe anche solo una milizia. Inoltre magari devo rinforzare una guarnigione con due reggimenti, e sono costretto a reclutare un comandante perchè i miei sono tutti lontani.
Per quanto riguarda la veridicità storica, credo che non sempre i Galli marciassero in duemila, ma piuttosto che si frammentassero i varie piccole bande. Anche i romani, quando vi era un piccolo pericolo, inviavano una vexillatio, e non un grande esercito.

La questione è rivolta a Rome 2, Attila e Thrones of Britannia anche perchè in Warhammer la mancanza di un generale significherebbe sconfitta immediata.

Ho controllato, e non mi sembra ci siano delle discussioni riguardo questo argomento. In caso contrario mi scuso.

Detto questo, sono curioso di sapere cosa ne pensate.


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
04/08/2018 18.57
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Appena comprato Rome mi trovavo malissimo con i generali obbligatori, ora per le battaglie personalizzate uso mod in cui puoi reclutare anche una sola unità per conto nostro. Sinceramente ho iniziato ad apprezzare la cosa. Almeno si evitano le mille unità sparse a random di empire e si riesce ad avere battaglie più decenti, certo ci sono pro e contro ma nell'insieme mi pare sia tutto più ordinato e facilmente gestibile dalla IA. Purtroppo le guarigioni sono spesso ridicole e troppo piccole, sarebbe bello gestirle indipendentemente senza generali quelle, ma chissà che non ci pensino nei prossimi aggiornamenti


"Stando qui inizia la mia rovina. Venendo là inizia quella degli altri". [ Cesare sul Rubicone]
04/08/2018 19.28
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Di sicuro ora una battaglia è una battaglia, ma forse nei precedenti Total War si aveva più l'impressione di guerra totale, con i nemici che potevano assalirti realmente su tutto il confine. Ormai è chiaro che non ritorneranno allo "stile"(non so come chiamarlo :rofl) di Napoleon ed Empire, però in effetti un qualcosa per le guarnigioni lo potrebbero mettere. Non ci resta che sperare, anche se con il titolo ambientato in Cina forse ci potranno essere dei cambiamenti( nel video si vedevano tanti generali, magari si potranno separare e formare dei piccoli eserciti).


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
04/08/2018 22.31
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Se posso esprimere un parere, io penso che ci sia una differenza fondamentale… adesso puoi avere tutti i soldi che vuoi ma non potrai avere mille eserciti perché dipende dal tuo imperium quanti eserciti puoi avere, mentre prima…(empire napoleon)potevi anche essere "insignificante" ma avere 1000 eserciti. Penso che sia cmq tutto collegato al gioco, in empire puoi occupare o distruggere non solo la "citttà" ma anche ad esempio fattoria biblioteca ecc mentre adesso solo l'insediamento. Quindi sarebbe stato inutile creare piccoli eserciti in rome e solo grandi in empire.
Lucio Licinio Lucullo - generale romano -


Lucullo mosse contro Mitridate con poche legioni. Vedendo l'esercito nemico, Tigrane, genero di Mitridate, esclamò ironico: "Non capisco. Se vengono come ambasciatori sono troppi, se vengono come soldati sono pochi!". I Romani sconfissero tuttavia il numerosissimo esercito avversario.

04/08/2018 23.03
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Tribunus Angusticlavius

[IMG]http://im4.freeforumzone.it/up/45/44/1276632576.jpg[/IMG]
E' tutto legato al taglio della micro gestione. "Meno battaglie, ma più significative" questo era l'obiettivo sbandierato prima dell'uscita di Rome II. Niente scaramucce, ma solo grandi battaglie.
04/08/2018 23.34
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Avete entrambi ragione, con il sistema di province di Rome 2 e Attila avere degli eserciti piccoli sarebbe stato inutile. Però ora è uscito TOB e ha un sistema tutto nuovo per gestire le province. Tutti quei piccoli insediamenti con nessuna guarnigione( come le università o le fabbriche in Napoleon) avrebbero potuto giovare di una distribuzione maggiore dell'esercito, non credete? Ora non ricordo se c'è l'imperium in TOB però comunque dover reclutare un generale ogni volta è un po'dispendioso, considerando che nelle prime fasi il generale ha delle guardie che ucciderebbero chiunque, e che dunque devono essere ben pagate. In effetti TOB da molta importanza allo scontro decisivo( che peraltro l'IA gestisce in una maniera orrenda, per quanto io abbia potuto constatare, ma è un altro discorso). Una volta vinto quello, sei libero di conquistare i 3/4 delle terre nemiche senza spargere sanque. Se si potessero reclutare dei reggimenti quà e là sarebbe forse più interessante.


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
05/08/2018 10.49
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Brittania non l'ho ancora provato ma se è stile empire e sei costretto ad averere eserciti solo con i generali e tutto questo dipende dall'imperium hanno fatto una :bacherospo
[Modificato da Gangel11 05/08/2018 10.51]
Lucio Licinio Lucullo - generale romano -


Lucullo mosse contro Mitridate con poche legioni. Vedendo l'esercito nemico, Tigrane, genero di Mitridate, esclamò ironico: "Non capisco. Se vengono come ambasciatori sono troppi, se vengono come soldati sono pochi!". I Romani sconfissero tuttavia il numerosissimo esercito avversario.

05/08/2018 12.07
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Non sono sicuro ci sia l'imperium. Ho controllato e non ho visto nulla.
Resta il fatto che avere 15 generali è un suicidio sia economico, sia per quanto riguarda i viveri.
[Modificato da Franci T. 05/08/2018 12.07]


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
09/08/2018 10.58
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Re:
Poitiers, 04/08/2018 23.03:

E' tutto legato al taglio della micro gestione. "Meno battaglie, ma più significative" questo era l'obiettivo sbandierato prima dell'uscita di Rome II. Niente scaramucce, ma solo grandi battaglie.



E infatti nell'antichità le guerre solevano venire risolte con poche, grandi battaglie. A volte con una. La Terza guerra macedonica fu risolta con Pidna. Quindi è storicità.
In Rome II gli insediamenti hanno comunque guarnigioni.
[Modificato da Iulianus Apostata 09/08/2018 11.07]
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IULIANUS IL VOLSCO

«..il moderno Anzio. Comune di 3500 abitanti, è di recente costituzione (1858), essendo stato sempre un appodiato di Nettuno (Comune di 5500 ab.), il vero centro abitato erede e continuatore degli antichi Anziati. Scorrendo pertanto le memorie antiche di questo popolo, noi non possiamo separare, specialmente nell'età antica, Anzio da Nettuno, perché ogni anticaglia trovata ad Anzio o a Nettuno spetta ad uno stesso centro. Epigrafi anziati trovansi a Nettuno come in Anzio. […] Del resto è certo che la evoluzione del centro abitato [di Nettuno] nel medio evo, fu esclusivamente agricola. Difatti la terza notizia, che ce n'è pervenuta, è quella importantissima dell'essere stata in Anzio [l’antica Antium] fondata una "domusculta", ossia villaggio sparso nel vasto sub antico territorio. Ciò avvenne sotto il papa Zaccaria (a. 741-752) come ne fa fede il citato Liber Pontificalis (ivi, pag. 435). Contemporaneo fu l'abbandono del porto neroniano e lo spostamento od accantonamento degli Anziati a Nettuno. Quindi cessa il nome di Anzio e succede il nome dell'altro, che va divenendo soggetto alle vicende politiche della difesa del mare.»

(Giuseppe Tomassetti, "La Campagna romana antica, medioevale e moderna", vol. II, 1910, pp. 366 e 381-382).

«Che ti importa il mio nome? Grida al vento: 'Fante d'Italia!', e dormirò contento!»

-SOLDATO IGNOTO-

«Le genti che portavano il nome di Umbri sono infatti quelle che diedero vita alla civiltà più antica dell’Italia, come ricorda Plinio, il grande scienziato e storico romano, del quale tutti ricordano la frase "Umbrorum gens antiquissima Italiae". Una civiltà che dal 13° secolo avanti Cristo in poi si estese dalla pianura padana al Tevere, dal mare Tirreno all‘Adriatico, come ricordano gli storici greci, e poi (con l‘apporto safino) pian piano fino all’Italia Meridionale; una civiltà alla quale spetta di diritto il nome di “italica”, come la chiamiamo noi moderni, anche se gli storici greci e romani parlano inizialmente di “Umbri” per la metà settentrionale del territorio, e di “Ausoni” per la metà meridionale. Sul fondamento dei dati linguistici, infatti, possiamo affermare che l’Italia fu una realtà culturalmente unitaria ben prima che Roma realizzasse l’unità politica...»

-Prefazione del dottor Augusto Lancillotti al saggio "La lingua degli Umbri", di Francesco Pinna JAMA EDIZIONI-

«furono i riti italici ad entrare in Grecia, e non viceversa».

-Platone, "libro delle leggi"-

«Cavalcava la tigre di se stesso.E cosa fu la sua vita se non una disperata fedeltà ai propri sogni? La grandezza di Annibale è quì racchiusa,nella sublimazione della vittoria come fine a se stessa,come strumento di passione.Egli non aveva nessuna certezza di piegare il nemico fino in fondo,di vincere la guerra.Forse non l'ebbe mai.Ma la battaglia era il suo palpito d'uomo,e di quel fremito soltanto visse.»

Gianni Granzotto, "Annibale"

«..Tristezza e follia sono compagne.Lo spettacolo era desolante e amaro.Non restò più nulla di ciò che Annibale a Cartagine aveva visto e vissuto.Non restò più nulla di Cartagine.E tutto quello che fin quì abbiamo narrato è costruzione della memoria,ciò che è stato tramandato a noi dei fatti,dei detti,dei luoghi:le regioni dei ricordi,disperse e abbandonate nel grande cerchio del tempo,il solo che eternamente esiste.»

Gianni Granzotto,"Annibale"


09/08/2018 15.22
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Sono guarnigioni solo di nome, perchè mi sarei aspettato qualcosa di più a proteggere un insediamento che, seppur senza mura, è una delle città più importanti della regione e non solo un piccolo villaggetto agricolo.

Certo, la battaglia decisiva è importante, ma poter separare le truppe non significa rinunciarci. Magari distaccare una coorte per mantenere l'ordine pubblico, dato che le guarnigioni non hanno effetto su di questo. Con il nuovo sistema di provincie viene meno la necessità costante di proteggere fattorie e miniere che aveva caratterizzato Napoleon e Empire, però comunque sarebbe potuto essere interessante poter smembrare il tuo esercito e radunarlo solo in caso di guerra, per attaccare con decisione.

Dal punto di vista storico sono quasi certo che le coorti di ausiliari venissero distaccate per proteggere dei forti o delle cittadine, ma ovviamente, quando si doveva procedere con l'invasione del paese nemico, tutte quante si radunavano per prendere parte all'assalto.
Quando gli Alemanni e i Marcomanni sconfissero Aureliano a Piacenza si separarono in tante piccole bande, e così persero la possibilità di puntare ad altre vittorie, venendo successivamente sconfitte dall'imperatore. Questo per fare un esempio.


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09/08/2018 17.41
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Guarnigioni solo di nome è una esagerazione, dato che possono fronteggiare eserciti di piccole dimensioni che attaccano l'insediamento.
E comunque con l'avanzare del livello possono rinforzarsi le guarnigioni, anche se magari sempre scarse rimangono.
Poi semmai si deve parlare della città tra le più importanti della provincia, non della regione (ogni regione in Rome 2 ha una sola città).
Sulla storia hai ragione, nessuno nega i distaccamenti, ma il fatto è che quelli per Rome 2 ha fatto una scelta che noi possiamo discutere.
[Modificato da Iulianus Apostata 09/08/2018 18.03]
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09/08/2018 20.57
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Ok qualcosa possono fermare, ma resta il fatto che dovrebbero proteggere un insediamento importante. Il discorso di regione/provincia, che io sbaglio sempre perché penso alla suddivisione italiana, è giusto in parte. Prendiamo l'Italia( quella della GC): è formata da 4 insediamenti, uno fortificato e tre senza mura. Ora, i tre senza mura dovrebbero essere i più importanti della propria regione, ma dovrebbero essere i più importanti anche della provincia, dopo la capitale(ecco, è qui che non mi sono espresso bene). Essendo che i 4 insediamenti sono importanti è ridicolo che siano protetti da una così piccola guarnigione. Questa è una mia idea, ma che applicata al gioco lo stavolgerebbe completamente.
[Modificato da Franci T. 09/08/2018 20.59]


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09/08/2018 21.23
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Si condivido la tua idea delle guarnigioni scarse, poiché così sono almeno agli ai inizi. Dovrebbero rinforzarle.
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«..Tristezza e follia sono compagne.Lo spettacolo era desolante e amaro.Non restò più nulla di ciò che Annibale a Cartagine aveva visto e vissuto.Non restò più nulla di Cartagine.E tutto quello che fin quì abbiamo narrato è costruzione della memoria,ciò che è stato tramandato a noi dei fatti,dei detti,dei luoghi:le regioni dei ricordi,disperse e abbandonate nel grande cerchio del tempo,il solo che eternamente esiste.»

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10/08/2018 11.40
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Dovrebbero però stare attenti a non rinforzarle troppo, altrimenti verrebbe fuori una guerra di posizione: sconfitto il nemico in battaglia, ti trovi una grande guarnigione e sei costretto a rimandare l'assedio, e viceversa per il nemico. Ma il vero problema è in TOB, dove hai il limite del cibo e dei soldi, e non puoi separare le truppe per proteggere le cittadine. Avrebbero dovuto consentire di spapagliare le truppe, o mettere qualche unità di guarnigione( due o tre, e di livello scarso).


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"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
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Si devono rinforzarle con equilibrio.
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«Che ti importa il mio nome? Grida al vento: 'Fante d'Italia!', e dormirò contento!»

-SOLDATO IGNOTO-

«Le genti che portavano il nome di Umbri sono infatti quelle che diedero vita alla civiltà più antica dell’Italia, come ricorda Plinio, il grande scienziato e storico romano, del quale tutti ricordano la frase "Umbrorum gens antiquissima Italiae". Una civiltà che dal 13° secolo avanti Cristo in poi si estese dalla pianura padana al Tevere, dal mare Tirreno all‘Adriatico, come ricordano gli storici greci, e poi (con l‘apporto safino) pian piano fino all’Italia Meridionale; una civiltà alla quale spetta di diritto il nome di “italica”, come la chiamiamo noi moderni, anche se gli storici greci e romani parlano inizialmente di “Umbri” per la metà settentrionale del territorio, e di “Ausoni” per la metà meridionale. Sul fondamento dei dati linguistici, infatti, possiamo affermare che l’Italia fu una realtà culturalmente unitaria ben prima che Roma realizzasse l’unità politica...»

-Prefazione del dottor Augusto Lancillotti al saggio "La lingua degli Umbri", di Francesco Pinna JAMA EDIZIONI-

«furono i riti italici ad entrare in Grecia, e non viceversa».

-Platone, "libro delle leggi"-

«Cavalcava la tigre di se stesso.E cosa fu la sua vita se non una disperata fedeltà ai propri sogni? La grandezza di Annibale è quì racchiusa,nella sublimazione della vittoria come fine a se stessa,come strumento di passione.Egli non aveva nessuna certezza di piegare il nemico fino in fondo,di vincere la guerra.Forse non l'ebbe mai.Ma la battaglia era il suo palpito d'uomo,e di quel fremito soltanto visse.»

Gianni Granzotto, "Annibale"

«..Tristezza e follia sono compagne.Lo spettacolo era desolante e amaro.Non restò più nulla di ciò che Annibale a Cartagine aveva visto e vissuto.Non restò più nulla di Cartagine.E tutto quello che fin quì abbiamo narrato è costruzione della memoria,ciò che è stato tramandato a noi dei fatti,dei detti,dei luoghi:le regioni dei ricordi,disperse e abbandonate nel grande cerchio del tempo,il solo che eternamente esiste.»

Gianni Granzotto,"Annibale"


14/10/2018 13.10
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In R1 lAi creava decine di micro armate e combinava casini immensi, per se stessa non per il giocatore. Secondo me è questo il motivo per il quale hanno legato le armate ai generali. Poi ti ritrovi in Attila con i Romani orientali pieni di solsi, a campagna inoltrata che non possono arruolare truppe a volontà a causa dell'imperium.
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