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La Cavalleria Tarantina

Ultimo Aggiornamento: 21/07/2018 12.16
14/07/2018 12.11
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Miles
Giorno a tutti! Appena ho letto che ci saranno più di 200 diverse unità nel nuovo DLC di Rome 2 ho subito cominciato a pensare a quali potessero esere. E mi è venuta in mente un'unità che abbiamo già tutti visto nella campagna base di Rome 2: la cavalleria tarantina.

Essendo che ho notato che ci sono molti appassionati di storia di Taranto ho pensato di porre qui qualche domanda su questo corpo di cavalleria.

Per quanto ne so io, i Greci non erano un popolo di grandi cavalieri corpo a corpo, figurarsi di tiratori a cavallo. Per questo mi chiedo come mai una città che derivava dalla polis più temibile di tutta la Grecia sul piano della fanteria abbia dovuto sviluppare una cavalleria da tiro.

Ho notato che su Rome 2 la cavalleria tarantina è piuttosto forte, e mi sono chiesto se fosse così anche realmente. Gli antichi la reputavano una forza da temere, oppure era trattata come un qualsiasi altro nemico? Ovviamente questa domanda va intesa in senso generale, è ovvio che i cavalieri schermagliatori sono più efficaci in certe situazioni invece che in altre.

I Romani minacciavano Taranto la quale, vista la sua insignificanza sul piano militare rispetto all'Urbe, chiese aiuto a Pirro.
Credo però che quache tarantino sia andato ad aiutare il re d'Epiro, o sbaglio? Se il mio ragionamento fosse corretto, come fecero i Romani a neutralizzarla?

Infine, data la tendenza dei Romani di prendere il meglio da ogni popolo conquistato, la cavalleria tarantina servì anche sotto Roma?

Vi ringrazio in anticipo per le risposte.


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.
14/07/2018 20.46
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Praefectus Fabrum
Puoi trovare tutte le risposte su questo testo I cavalieri tarantini della Magna Grecia. 430-190 a.C di edizione Biblioteca di Arte di Militare :)

Archita fece notevoli riforme sulle disposizioni militari della Polis ma la gravissima disfatta subita contro i Messapi mise fuori gioco il nerbo della sua potenza militare terrestre essenzialmente visto che perirono in campo quasi tutti gli esponenti di una particolare classe sociale capace di dare il meglio nelle fila degli opliti. Da quel momento Taranto si poggiava sulla flotta e sulle colonie ed era abbastanza boriosa da poter assalire una squadra navale romana con successo ( praticamente unica vittoria tarantina contro Roma dalle cronache arrivate fino a noi ) ma per il resto quando i romani entrarono in scena in Puglia con colonie e relazioni commerciali disgregandone la potente rete dei messapi e iapigi Taranto era da un po’ un ombra di se stessa. Comunque i romani furono abbastanza clementi quando la sottomisero la prima volta garantendone autonomia e certi diritti in veste di “alleato” ma i tarantini commisero errore di ribellarsi credendo di poter passarla liscia con Annibale perdendo definitamente ogni privilegio per quanto rimase nonostante tutto una città rinomata per i suoi ginnasi e angoli di “otium” di alto livello fino alla fine dell’Impero.
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14/07/2018 21.20
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Il libro lo avevo visto in rete ma volevo fare prima qualche domanda per sapere se l'argomento mi poteva interessare o meno, grazie comunque.

A proposito, faccio solo una piccola divagazione: Taranto fu conquistata militarmente, con un assedio?


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

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Taranto ebbe un assedio ma non dai romani ma dai cartaginesi e tarantini ribelli che assediarono la Rocca che era sede del presidio romano e Annibale ha provato con tutte compreso la possibilità di spostare via terra le navi con un metodo che vedremo usata anche dai turchi contro Costantinopoli parecchi secoli dopo. I tarantini si facevano sempre valere in mare :)
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15/07/2018 15.55
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Purtroppo però con Costantinopoli il metodo ha funzionato... che tristezza...

Se ne hai voglia, e se non ti porta via mezza giornata, ti andrebbe di darmi delle risposte generali alle domande che ho fatto sopra? Se invece è una cosa troppo lunga fa' niente.
[Modificato da Franci T. 15/07/2018 15.55]


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La cavalleria tarantina non era una cosa speciale fra gli eserciti che hanno combattuto in Puglia, i messapi e Pirro ne hanno fatto largamente uso di essa in considerazione delle particolarità del terreno difficile per schieramenti massicci e adatto per le manovre. Le cavallerie avevano un ruolo di martello con sostegno da incudine della fanteria alla maniera alessandrina e nel caso specifico di Taranto la cavalleria era specializzata nel tiro, un ottima strategia nel terreno accidentato contro formazioni di fanteria pesante appiedata e il suo equipaggiamento leggero consentiva manovre e fughe rapide. La sfortuna dei tarantini è che pure i messapi avevano una cavalleria altrettanto versatile annullando il potenziale della cavalleria della città dei due mari. Comunque la cavalleria tarantina ha servito bene nelle imprese di Pirro contribuendo in parte alle sue “vittorie”.
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Grazie mille! :)
Quindi in pratica i Messapi sono stati dei temibili avversari, dato che citavi prima una terribile sconfitta per mano loro.
E' curioso che se Taranto fosse riuscita a imporsi, o perlomeno a preservare la sua forza, avrebbe potuto ottenere delle vittorie contro i Romani, in virtù della debolezza della loro cavalleria. Certo, magari non avrebbe potuto vincere una guerra, però per un po' sarebbe durata.
Questo è un mio ragionamento, se ci sono delle falle mi scuso.


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15/07/2018 21.40
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I messapi e in generale la complessa articolazione di pastori guerrieri e piccoli agricoltori che arrivava fino ai leggendari sanniti ( non implica che fossero alleati di per se ) potevano mettere in campo una formidabile forza militare ma la loro debolezza principale ben sfruttata dai romani era la loro scarsa coesione di fronte all’influsso culturale del commercio. Ci sono segni di romanizzazione e anche ellenizzazione dei loro costumi nei ritrovamenti archeologici funerari e l’influenza romana di fatto si impose gradualmente ma inesorabilmente con la combinazione di colonie e scambi più che sul campo di battaglia nel caso specifico della Puglia. Taranto non poteva fare minimamente nulla contro Roma, lo si capiva già da quando Neapolis chiese aiuto contro Roma e Taranto si rifiutò di farsi coinvolgere. Unica possibilità era quella di stabilire una certa egemonia di tipo ateniese se non avesse perso nella fatale data del 473 a.c.
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15/07/2018 22.38
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Quindi in pratica gli italici sono crollati per:
La forza militare dei romani che ha annientato i loro regni.
La loro scarsa coesione culturale e la loro debolezza di fronte alla cultura romana.
Come riassunto è corretto?

Ora, i greci furono l'unico popolo che riuscì a vincere la battaglia culturale con i romani.
E per quanto riguarda la Magna Grecia? Non mi pare che i Romani siano stati conquistati fin da subito dalla cultura greca.
O è da lì che è partito il filellenismo?

Hai detto che Taranto avrebbe avuto una possibilità solo stabilendo un'egemonia simil-ateniese. Ma nei confronti di chi? Gli abitanti della Puglia o le colonie greche?

Taranto perse quel poco di indipendenza che le restava, come altre città, dopo la rivolta contro i Romani... Quindi i cavalieri di Taranto non vennero mai usati in veste di ausiliari dai Romani?

Sto divagando un po' tanto, però già che ci sono finisco:
Fra le colonie greche in Magna Grecia Taranto era la più potente? (Dopo Siracusa ovviamente, o ci fu un periodo in cui la superò?)

Grazie mille per le risposte.


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15/07/2018 23.17
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Io parlo solo del caso esclusivamente della Puglia dove le federazioni delle popolazioni locali si indebolirono progressivamente per erosione dell’influenza romana in vario grado come pure anche in seguito alle vicende belliche visto che contro Roma si coalizzarono insieme sotto la guida di Pirro.

Io parlo di influenza di tipo “ateniese” nel senso che a Taranto avrebbe potuto stabilire una rete di alleati anche forzati mantenendo al minimo il controllo territoriale diretto per i limiti delle risorse militari ma avrebbe comunque solo ritardato la sua fine visto che Roma era qualcosa di assurdo semplicemente per il suo enorme peso demografico reso disponibile da una combinazione innovativa di reclutamento a tutti i censi sociali e gestione su scala industriale degli armamenti. Taranto, come tutte le altre poleis, era limitata sul carattere censitario ( opliti e cavalieri ) ed incapace di rimpiazzare le perdite, come è appunto successo dopo la sconfitta contro i messapi.

I romani hanno sempre fatto uso di ausiliari ma dubito con città che si sono ribellate, basti pensare all’enorme diffidenza nei confronti degli italici durante le guerre sociali dopo. Ci sono testimonianze certe di uso di cavalieri tarantini con Pirro ed Annibale.

Taranto era importante ma sopratutto come potenza navale, si è notato come aveva negato l’accesso al territorio tarantino alle navi ateniesi in cerca di scali per la rotta verso la Sicilia durante la guerra del Peloponneso in ossequio al legame con Sparta pur tenendosi formalmente neutrale.

Taranto si distinse come potenza militare contro altri greci come la guerra contro Metaponto nei momenti migliori.
[Modificato da Archita 15/07/2018 23.27]
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Beh io credo che anche in altri territori le popolazioni siano state conquistate più che dalle legioni dalla cultura romana.

Beh sì Roma era destinata a vincere contro tutti, o quasi...
Però magari Taranto, capo di una lega greca, avrebbe potuto lo stesso chiedere l'aiuto di Pirro e ottenere almeno una pace.
Certo che però Taranto capo di una lega magari si sarebbe sentita più potente e quindi non avrebbe chiesto aiuto a Pirro...

Curiosa questa negazione di accesso... si scoprono sempre cose nuove :)

A proposito di momenti migliori, qual'è stata la sua epoca d'oro?

Ho visto i territori che saranno occupati da Taranto nel nuovo DLC, e ho notato che comprendono, ovviamente, altre 2 o 3 città.
Quindi controllava altre poleis? O esercitava una sorta di influenza su di loro?


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16/07/2018 16.31
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L’epoca d’oro di Taranto non è esattamente l’epoca di potenza ma si può ritenere che Taranto si dette parecchio da fare per contendere il territorio con le popolazioni locali fin dalla sua fondazione e nonostante le terribili disfatte contro di loro, aveva creato avamposti coloniali in importanti posizioni strategiche come appunto Eraclea nominata nella mappa del gioco. La Città dei Due Mari poi ha intrapreso una spettacolare campagna di conquista sotto la guida del Re dell’Epiro Alessandro il Molosso scatenando però ostilità in molte popolazioni.Taranto era perfettamente conscia dell’ imminente pericolo romano e per questo che volle un accordo con l’Urbe per definire una linea divisoria di influenza che i capitolini avevano poi rotto senza troppi patemi con la scusa di intervenire a favore di Turio ( antenata di Bari ) che aveva contribuito con Taranto alla creazione di Eraclea. Quella fu la miccia per una guerra che avrebbe spaccato in due la regione fra il settentrione alleato di Roma e tutto il meridione,compreso i vecchi nemici, unito in una Lega capitanata da Taranto formalmente ma soggetta a Pirro nella sostanza. In pratica le provincie della mappa di gioco dovrebbe rievocare la Lega tarantina nel complesso che un vero e proprio territorio tarantino.
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16/07/2018 17.13
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Come sempre sono i Romani a rompere i trattati...

Possiamo dire che quindi fra Taranto e l'Epiro c'erano buoni rapporti, ma vi era un'alleanza formale? O perlomeno una sorta di trattato commerciale. Sarebbe curioso conoscere il modo in cui i re d'Epiro consideravano la polis, una risorsa da sfruttare o un'alleato a pieno titolo?

I possedimenti di Taranto rappresentati sarebbero allora errati dal punto di vista temporale, o sbaglio?


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Più che altro i re epiroti intervenivano per cercare avventura e gloria,sopratutto Pirro che più che Roma desiderava la Sicilia come erede legittimo di Siracusa essendo figlio del tiranno Agatocle. Taranto chiedeva aiuto ma il ruolo principale lo sosteneva Epiro e di conseguenza Taranto agiva se agivano i suoi alleati. Taranto da sola non poteva fare molto oltre certi limiti.

No, le provincie vanno bene, è una semplificazione necessaria della realtà altrimenti richiederebbe anni per fare un gioco realistico sull’eta antica.
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16/07/2018 20.47
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Beh le province vanno bene per forza, nell'ottica del gioco sono perfette. La mia domanda era più da intendersi in senso teorico.

"Taranto da sola non poteva fare molto oltre certi limiti"... le ultime parole famose. Nel nuovo DLC Taranto conquisterà in 40 Turni tutta l'Italia peninsulare :rofl

Io divago ulteriormente... In base a quello che so le guerre di Pirro sono così strutturate: Pirro arriva in Italia e combatte i Romani perchè chiamato da Taranto, poi viste le vittorie non decisive decide di cambiare scenario di combattimenti e andare in Sicilia a combattere Cartagine, per tornare solo nel 275 a.C.e perdere contro i Romani a Malevento. Ora salta fuori che è figlio del tiranno di Siracusa e che più che lottare contro l'Urbe gli interessava possedere la Sicilia.
Ma quindi, invece di impelagarsi con Roma, ed essendo Taranto piuttosto debole, e quindi non un importante alleato, non avrebbe semplicemente potuto attacare la Sicilia?


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16/07/2018 21.24
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Pirro era un personaggio :rofl sono epiche certe scenette di tentativi di corruzione di un emissario romano e persino dei patrizi romani, dovrebbero farci un film su di lui :rofl
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21/07/2018 12.16
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Perdonami l'assenza...

Non ho trovato nulla in rete, mi potresti fare un esempio?



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