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Buoni rapporti con gli Unni ed i Persiani? Si può!

Ultimo Aggiornamento: 26/11/2018 21.33
10/03/2017 19.38
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Ho notato, giocando spesso con i Romani d'Oriente, che un'espansione troppo rapida è controproducente. Ho quindi iniziato una campagna (livello "molto difficile") in cui mi sono imposto di espandermi il meno possibile. Al contempo ho cercato di diventare amico degli Unni e dei Persiani (che sono le due minacce più problematiche per i Romani d'Oriente).

Fin dal turno 1 ho dato, costantemente, ogni turno (a costo di svenarmi) 2000 talenti agli Unni e 2000 ai Persiani in dono (altrettanto ai Nobati per mantenerli miei vassalli, ed ai Garamenti per evitare rogne in Africa). Ebbene, così facendo, dopo 186 turni non ho mai avuto una guerra con questi due popoli (e con i Garamanti; i Nobati sono ancora vassalli). Non solo!

Gli Unni, pur guidati da Attila, sono in alleanza militare con Bisanzio (e non avete idea di cosa significhi poter dire: "Se vuoi avere questioni con me, ne devi parlare con il mio amico Attila!").

I Persiani sono in patto di non aggressione ed in ottimi rapporti commerciali (e con loro tutte le loro satrapie).

In 186 turni, però, mi sono ampliato poco (solo 6 regioni in tutto). Questo perché ogni aumento di Imperium peggiora i rapporti con le fazioni (e quindi devo aumentare i doni che faccio ai cari vicini), e poi un'espansione troppo rapida, non seguita da una crescita dell'Imperium, mi lascia con vasti territori da controllare e poche legioni per farlo.

Quindi espandersi poco ed in modo oculato, così si evitano rogne con i vicini invidiosi e carenza di legioni (in una campagna, pur avendo introiti da Zio Paperone ho avuto gravi difficoltà di difesa a causa di un impero troppo grande in proporzione alle truppe schierabili).

I rapporti, comunque, possono subire alti e bassi a secondo del sovrano che hai di fronte.

Con il primo Gran Re persiano ero arrivato ad ottimi rapporti dopo circa 50 turni (commercio e non aggressione). Il turno seguente i Sasanidi rinunciarono al patto di non aggressione ed i rapporti divennero rossi in peggioramento. Notai poi che sul trono non c'era più il sovrano con cui avevo trattato, ma il figlio che, tra i tratti personali, aveva "odia gli imperi rivali; odia i Romani d'Occidente, opportunista". Questi tratti avevano causato un peggioramento dei rapporti. Ci son voluti fior di talenti (sono passato da doni di 2000 a 6000 a turno per un bel po') per sistemare la cosa. Alla fine il costante afflusso di denaro (ed averlo lasciato scorazzare contro tutti quelli al di là del mio confine, infatti ora la Persia ha annesso Lazica, Armenia e tutta l'Arabia) ha sistemato le cose ed ho di nuovo il patto di non aggressione e rapporti stabili. Siccome, però, è scattato il mio Imperium (ho preso due regioni), ogni turno i rapporti vanno in rosso (mentre prima rstavano sempre verdi), ma 4000 talenti risolvono ogni cosa.

Presto o tardi proverò con i Romani d'Occidente e vedrò se Attila potrò diventare amico di Ravenna (sebbene il tratto "odia i Romani d'Occidente" non aiuta).


PS Unni e Persiani vanno pagati sempre, ogni turno (altrimenti attaccano, soprattutto i Persiani che tradiscono con facilità se non vedono la grana sul piatto). Nobati e Garamanti sono più malleabili e basta pagarli 2000 in modo alternato (se si ha carenza di denaro, specie all'inizio, pagare tre e non quattro fazioni fa comodo).

Ovviamente, l'assenza di guerra con Unni, Garamanti e Persiani mi permette di tenere legioni con metà dei reparti (10/12 unità su 20) e senza mercenari (con ulteriori risparmi economici).
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Però per quanto mi riguarda si fa la renovatio imperii o si muore :superasd


"Per una scodella d'acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male" - Mahatma Gandhi

"Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo." - Mahatma Gandhi

"You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one" - Imagine, John Lennon

"ma é bene se la coscienza riceve larghe ferite perché in tal modo diventa più sensibile a ogni morso. Bisognerebbe leggere, credo, soltanto libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi." - Franz Kafka

"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." - Antonio Gramsci

http://www.youtube.com/watch?v=_M3dpL4nj3Q
https://www.youtube.com/watch?v=QcvjoWOwnn4
11/03/2017 19.43
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Chi ti dice che non la stia facendo? Proprio ora ho ripreso Taranto e Reggio, mentre Siracusa è sotto assedio (così finisce il regno vandalico).

Solo che non sono impazzito per difendere tutto in una volta, la Persia è in pace e gioca alla guerra con Aksum, mentre Attila mi tiene pulito il giardino eliminando ribelli in Asia Minore. Il tesoro trabocca, siamo a quasi 200.000, ed ho entrate per 28.000 a turno. Qualsiasi fazione mi disturbi, i cari Unni intervengono e le spiegano cosa è bene e cosa è male (attaccare me è male), radono al suolo la città assediata ed io, con calma rifondo quello che mi serve, quando mi serve e se mi serve.

Le altre volte, con livelli di difficoltà inferiori, ho penato come un cane tra rivolte, Unni, Persiani e Garamanti, mendicando due soldi con un Impero enorme e morto di fame. Se vuoi far la guerra tre cose servono: denaro, denaro, denaro (ed ora ne ho in abbondanza)!
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11/03/2017 19.46
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Intanto aspetto che crepi Attila, dovrebbe mancare poco ormai. Morto lui gli Unni si depotenziano (e possono essere eliminati senza possibilità di tornare in scena). A quel punto vedrò se è il caso di rottamarli o tenerli come sguatteri a mio servizio (per un tozzo di pane, visto che pago meno loro, che difendono i miei territori, di quanto versi ai Persiani, per non fare un tubo).
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13/04/2017 18.23
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Attila è morto, gli Unni sono stati annientati da Geati e Juti senza che abbia mai dovuto affrontarli! Eccellente! Ora sono in guerra proprio con questi due popoli che occupano tutto il mondo dalla Scandinavia alla Mauritania. Intanto, pagando, i rapporti con i Persiani sono idilliaci, mentre ho completato la vittoria secondaria senza difficoltà.
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18/06/2017 13.51
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Son giunto alla conclusione del mio esperimento. Vivere in pace con Unni e Persiani è possibile, ma ci devono essere delle condizioni idonee.

1. avere abbastanza soldi per pagare le due fazioni, sempre, ogni turno (almeno 2000 a fazione, quindi metti in conto che 4000 alla volta li saluti in bustarelle).
2. i vari sovrani devono essere comunque accomodanti. Ho visto relazioni peggiorare da un turno all'altro solo perché il vecchio re persiano era morto ed il successore era solamente strxxx. Quindi se i rapporti sono non molto alti rischi che scoppi subito la guerra, se sono già discreti, c'è un peggioramento ma hai tempo per dare altro denaro e sistemare la cosa.
3. più cresce l'imperium, peggio si sentono i due signori in questione, quindi moderazione fin quando non siete tanto forti da poter fare i bulli.
4. occhio alle alleanze. Dopo 40 anni di pace idilliaca, alla fine la guerra con la Persia è scoppiata comunque per colpa di ... Arran. 'sto regno ridicolo ha deciso di dichiararmi guerra, pur non avendo nemmeno gli occhi per piangere, ed i Persiani, dopo tutti i soldi che ho dato loro, essendo alleati con Arran, lo hanno appoggiato. Poco male, comunque, era passato tanto tempo che i Sasanidi non avevano più nessun satrapo, distrutti o divenuti indipendenti, ed allo scoppio della guerra si sono trovati da soli contro me e le loro satrapie ribelli (una libidine). A questo punto però la pace non mi interessa, è tempo di rendere Ctesifonte una terra arida come il deserto. Del resto si sa, i Romani "dove creano il deserto, quello chiamano pace"!
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22/11/2018 21.07
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Poi hai provato questo esperimento con l'occidente?
23/11/2018 19.33
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In verità no. Con Occidente ho giocato solo una volta. Ma quella campagna va gestita in modo diverso. Puoi pagare gli Unni, fatto quella volta, ma devi abbandonare quasi tutto, sicuro Spagna e Gallia, tenerti Africa e isole e fortificare la penisola. In seguito si riprende tutto. Con calma.
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24/11/2018 19.46
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Che cattivi gli unni, ho relazioni con loro alle stelle nel cambio turno accetto di unirmi ad una loro guerra e nel medesimo cambio turno e nel medesimo cambio turno si rifiutano di onorare l'alleanza difensiva, in pratica alleanza buttata alla prima occasione. :D
26/11/2018 21.01
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Gli Unni sono infidi. Anche se hanno tradito continua a pagare. Meglio tenerseli buoni. Quando Attila sarà morto le pagheranno tutte.

Ps meglio avere solo un patto di non aggressione. Altrimenti ti tirano in guerra con tutti, e non è detto che te lo possa permettere.
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26/11/2018 21.33
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In realtà questo avveniva ancora con il precedessore. :D


Comunque ho iniziato una nuova partita, la precedente non stava andando male ma stavo pagando l'erroraccio di non aver scaricato immediatamente l'occidente. :D
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