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Qualche piccola "news" (MONESI)!

Last Update: 6/11/2020 4:15 PM
6/11/2020 4:15 PM
 
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da liguriaedintorni.it dell' 11/6/2020

“Il futuro di Monesi dipende dai fondi da stanziare, la proprietà del comprensorio è favorevole al rilancio”



“Per partecipare a questo progetto, però, abbiamo chiesto delle garanzie, unico modo per fare si che le idee si trasformino in realtà ed una pianificazione e programmazione degli interventi nell’arco di 3 o 4 anni. E’ indispensabile, per fare del comprensorio montano di Monesi un territorio ricco di opportunità per l’outdoor in tutte le stagioni, pensare ad alcuni punti fermi: parcheggi, revisione dei sottoservizi, promozione, una viabilità adeguata con la rimozione di frane e smottamenti che rendono difficile l’accesso.Da parte nostra abbiamo dato la disponibilità di usufruire di tutto il territorio, sia nella stagione estiva che invernale, sia sul territorio ligure che piemontese; per la costruzione di un piccolo rifugio (punto di ristoro e informazione); per la realizzazione di piste per bike e sentieri per il trekking; per la sostituzione della “vecchia” sciovia del Plateau; per un ampliamento “in cresta” del collegamento tra il Redentore e la San Remo. Abbiamo chiesto, come ovvio che sia, un canone di affitto diviso in due voci: una parte fissa, 1.000 euro al mese ed una parte variabile derivante dalla bigliettazione, così di fatto accollandoci una parte del rischio d’impresa. Su questa seconda parte c’è una discussione in corso. Secondo la nostra stima, seguendo anche lo storico, si avrà la vendita tra i 5 e i 6 mila biglietti all’anno, secondo la controparte si fa una valutazione tra i 28 e i 30 mila biglietti. E’ evidente che tra le due stime c’è una differenza enorme e la percentuale cambia: nel primo caso la nostra richiesta del 25 per cento crediamo sia giusta, congrua ed equa, soprattutto se rapportata ad un costo del biglietto di 10,00/12,00 Euro; nel secondo (secondo noi irrealizzabile nel periodo medio breve) la percentuale proposta arriva al 3 per cento con un contributo fisso di appena 5.000,00 euro all’anno. In più, al momento, non vediamo l’interesse degli Enti locali che dovrebbero intervenire per garantire ai futuri gestori dell’impianto di risalita un contributo a fondo perduto, come avviene per tutte le gestioni di impianti di risalita. Crediamo siano questi i punti critici da risolvere per poter rilanciare questo comprensorio montano, ma che non siamo noi che possiamo e dobbiamo risolverli”, concludono.




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2/26/2020 9:09 AM
 
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Presentazione blog "Sfumature di sci"
Buongiorno, se volete dare un'occhiata ieri ho aperto il mio blog di sci. Invio il link: www.sfumaturedisciit.wordpress.com
C'è anche un articolo riguardante Monesi.
Grazie in anticipo,
Davide monesi

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1/15/2020 9:03 PM
 
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Ufficialmente aperta e pulita

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1/15/2020 8:53 PM
 
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Passaggio da upega con strada aperta dallo spartineve o ufficialmente chiusa come tutti gli inverni?

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1/14/2020 2:22 PM
 
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I lavori di realizzazione della strada sono praticamente completati manca l’asfalto e basta.. ora il cancello di cantiere è aperto e si può passare solo pedonalmente per ora.. in primavera ci sarà inaugurazione e apertura.. a capodanno il nostro gruppo di amico ha passato le feste di Natale su passando ancora da upega
Questi sono gli ultimi aggiornamenti ufficiali

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1/14/2020 1:52 PM
 
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E il plateau?
Ma a monesi ci arriva o no, in inverno?

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1/14/2020 10:34 AM
 
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brenno53, 12/01/2020 00.36:

Finalmente una buona notizia! Resta da sperare che non siano solo "parole" di politici per ingraziarsi il voto....



Speriamo davvero. La trada maestra, secondo me, è quella tracciata dal minuscolo comprensorio sciistico di Caldirola: causa scarso innevamento invernale hanno rilanciato l'impianto con eventi su eventi per gli amanti della mountain bike. Ovviamente, a corredo, serve un sito internet serio ed aggiornato. (vedete www.seggioviacaldirola.it)

Speriamo bene per la mitica Monesi!


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1/12/2020 10:14 PM
 
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No, la strada non c'è ancora; dovrebbero completarla in Primavera.
Per lo skilift, ipotizzo che abbiano pensato a quello e non alla seggiovia, per una questione di costi.




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1/12/2020 6:46 PM
 
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Dall articolo non si capiscono due cose:
Ad oggi la strada c è o no
Perché riparlare dello skilift ubaghetto, che doveva essere seggiovia che se nn sbaglio era già stata tracciata, e non dello, skilift plateau

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1/12/2020 12:36 AM
 
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SPERIAMO...
Finalmente una buona notizia! Resta da sperare che non siano solo "parole" di politici per ingraziarsi il voto....

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1/12/2020 12:19 AM
 
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da LA STAMPA del 10/1/2020




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3/11/2018 6:39 PM
 
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Sulla provincia granda si parla del futuro di monesi,sempre se si decidono su come riparare la strada

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2/8/2018 6:09 PM
 
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[SM=x147719]

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2/8/2018 6:09 PM
 
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Piu nessuno e' stato a monesi?
Anche se e' chiuso qualcuno avra' la casa li e anche se nn riesce ad arrivarci in auto sara' andato a vedere lo stato delle cose.
Qualcuno sara' salito con le pelli
La Angi ci sara' ancora
Ce nessuno???

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12/16/2017 10:50 PM
 
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Ma la monesi sciistica come sta?

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8/25/2017 8:01 PM
 
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da Imperiatv.it del 25/8/2017
Monesi resterà presto nuovamente isolata. Dopo un vertice tenutosi ieri a Mendatica si è infatti appreso che l’unico ponte di collegamento rimasto risulta a rischio crollo in caso di piogge e quindi dal 5 settembre scatterà il provvedimento di chiusura.





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8/22/2017 10:49 PM
 
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Ciao a tutti, secondo voi possibile un futuro sciistico per Monesi?

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7/22/2017 11:00 AM
 
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Deliberato il finanziamento per la ricostruzione della strada
Venerdì 21 luglio, la conferma del supporto finanziario. Il Fondo strategico regionale ha stanziato 1,2 milioni di euro individuando tre interventi: per il territorio imperiese c’è, per il Comune di Mendatica, il ripristino della Strada Provinciale 100 di Imperia (importo complessivo 504.484 euro di cui 500 mila è il contributo concesso dalla Regione).

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7/7/2017 12:05 AM
 
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Re: da trucioli.it del 6/7/2017
simolimo, 06/07/2017 20.34:

Finalmente! I fratelli Toscano vendono: Monesi e i 650 ettari, la più estesa proprietà in Liguria nei comuni di Triora e Briga Alta


Notizia attesa da anni e che appariva ormai una chimera. Gli anziani fratelli Terenzio ed Enrico Toscano, eredi unici, proprietari della più estesa proprietà terriera e montana della Liguria ( 650 ettari, 6 milioni e mezzo di mq.) hanno deciso: da ottobre, quando scadranno gli ultimi contratti con i pastori delle malghe e che potrebbero esercitare il diritto di prelazione, sarà in vendita l’intera montagna che si affaccia in gran parte sul Mar Ligure, abbraccia l’Alta Valle Arroscia, l’Alta Val Tanaro. Si estende nei comuni di Triora e Briga Altra(CN). E’ sulla loro proprietà che i tre fratelli Galleani negli anni ’50 hanno realizzato la ‘Nuova Monesi’ e la prima seggiovia della Liguria su un percorso di 2.352 m., altezza massima di 15 m., 40 minuti di tragitto nel ‘paradiso panoramico’ delle Alpi Marittime. E’ qui che per 30 anni si è vissuto uno straordinario ‘miracolo economico’ e di sviluppo con oltre un milione di ‘visitatori’. E’ qui che c’era una stagione estiva nell’albergo Redentore (ora in macerie), una stagione invernale con lo scii. E’ qui che sono stati realizzati, alcuni mostri multipiano, per 400 alloggi con piscina, pista di pattinaggio, sul ghiaccio, persino il Piccadilly night e discoteca. E’ qui che si è consumata la più grande ‘tragedia dell’abbandono’ vissuta in Liguria. La dove c’erano i ricchi, da anni ballano i topi, annusano i lupi, ‘gridano’ le marmotte, volano le aquile.



I fratelli Toscano persone comuni, ma che hanno vissuto tutte le contraddizioni possibili ed immaginabili di un’Italia lenta, mediocre, spesso incapace di valorizzare e sfruttare le sue risorse. Esperta in ricette contro lo spopolamento della montagna e della campagna dai microfoni di tv pubbliche e private, sui media. Ma a Monesi, nella proprietà dei Toscano, è successo qualcosa di opprimente e scandaloso. La ‘Nuova Monesi’, nel Comune di Triora che ora frutta 50 mila euro l’anno di Imu, era stata realizzata dal nulla, dalla collaborazione e disponibilità offerta dalla famiglia Toscano quando papà tornò dal Sud America dove ha fatto fortuna in (Perù), ma i suoi beni, proprietà terriere, finirono in parte ‘nazionalizzate’. Dopo aver comprato la montagna, nè cedette una fazzoletto di poche migliaia di mq. ai banchieri Galleani; viveva ancora il papà conte Federico che passò gli ultimi giorni di vita nella ‘casa dei cacciatori’ delle Navette.

La Nuova Monesi la seguiva il figlio Ingo, con la supervisione del fratello ‘banchiere’ Enrico e di Roberto. Nei patti, a quanto si dice, non erano previsti ‘casermoni’, ma il rispetto non solo della natura, doveva essere un centro turistico montano d’eccellenza, diciamo non proprio popolare, di nicchia. E all’inizio fu così. Qui soggiornovana famiglie genovesi benestanti, i Taviani, le famiglie più facoltose di Imperia, qui Claudio Scajola ha ‘legato’ con la rampolla della famiglia Verda. Qui cominciarono ad arrivare, nella stagione estiva, decine di pullman di turisti stranieri, soprattutto, da Diano Marina, da Sanremo, dalla Riviera delle Palme.

Era il sogno dei Toscano, padre e figli che sono tutt’altro che talebani ambientalisti, la vocazione socio politica è sempre stata a destra. Il primogenito, Terenzio, insegnante delle medie ad Ortovero e Pieve di Teco, è stato assessore e consigliere comunale di Briga Alta. E’ persona schiva, riservata, apparentemente scontrosa, ha sempre seguito la gestione della tenuta, gli impianti di skilift. Ora è ospite di amici a Pieve di Teco dopo che il paese, Piaggia, è finito nella morsa dell’alluvione del novembre 2016 , con ordinanza di sgombero e divieto di dimora. Non è neppure il caso di approfondire, citare la lunga stagione delle incomprensioni sia con i Galleani fino a loro crollo, sia con la Provincia di Imperia, controllata e sorvegliata per anni da quel centro di potere capace di fare e disfare, danni inclusi.

Basti pensare alla ingloriosa sorte della ‘vecchia signora seggiovia’ che ad un certo punto fu dichiarata ‘inabile’ al collaudo. Quando si scopre che la gemella, uguale identità, anche nelle caratteristiche altimetriche, è ancora in ‘servizio’ nel Tirolo italiano. Basti pensare alle folli scelte della burocrazia della Regione Liguria che con l’avallo della politica, di ogni colore, ha autorizzato il tratto della nuova seggiovia condizionandola all’utilizzo nella sola stagione invernale della neve per tutelare un paio di specie di fauna (galetto forcello). Ci si preoccupa degli animali e si dimentica la sorte sociale degli uomini, di cosa significa per un’intera vallata, una Monesi dinamica come lo è stata, con i benefici a pioggia fino ad Ormea, Garessio, Bagnasco e verso Ovest per il comprensorio del Comune di Pieve di Teco.

Che accadrà ora con la decisione di vendere al migliore offerente ? Come calcolare il valore di 650 ettari ? Viene in mente l’esperienza, pur nel piccolo, messa in atto per risollevare dall’abbandono la frazione di Upega. 24 cittadini, tra residenti e proprietari di seconde case, hanno deciso di autotassarsi, acquistare un vecchio stabile già sede di locanda, renderlo fruibile come ristorante, bar, negozio, albergo, affidando la gestione ad una cooperativa già attiva sulle Alpi e nei rifugi. Un’esperienza con risultati positivi sotto ogni aspetto. I giovani impegnati con passione hanno persino preso la residenza.



E’ possibile un discorso analogo per Monesi ? Dare vita, tra i tanti ‘amici di Monesi‘ ad una società che acquisti la proprietà e, con l’aiuto indispensabile della ‘mano pubblica’, si passi a ricostruire il rilancio ? Non quello parolaio che ascoltiamo spesso e volentieri nella passerelle dei canali televisivi dove tutto è ‘eccellenza’, tutto è favoloso, tutti predicano la ‘ricetta contro lo spopolamento’. Pochi si rapportano con la terra, il recupero dei terreni, la fatica a coltivare e vendere i prodotti in modo remunerativo.

Certamente se la Regione di centro destra col vento in poppa del presidente Giovanni Toti che ha nel suo governo tre assessori di punta imperiesi come la Sonia Viale, Marco Scajola e Gianni Berrino, assumesse la regia dell’operazione Monesi – Toscano sarebbe un eccezionale risultato, da traguardo per il gioiello alpino dell’imperiese, diciamo pure l’intera economia di una gran parte della Liguria. L’occasione di Monesi è unica per tante ragioni, sociali ed imprenditoriali. Un volano sicuro da rimettere in moto quale ‘opera strategica’.

E’ un sogno pensare che 5 – 10 mila cittadini siano disposti ad investire diciamo quote di 5- 10 mila euro in un società privata (in maggioranza), pubblica (di minoranza) per sfruttare una risorsa, rilanciare un’economia, dare una prospettiva alle future generazioni di valli altrimenti destinate ad essere divorate dai boschi ?

Enrico Toscano, classe 1938, giovane di spirito, ricco di interessi di vita e da turista innamorato della Tailandia, ma anche di Alassio dove ha tanti amici, si lascia sfuggire una confidenza: “Non abbiamo eredi diretti, una cugina vive ad Albenga….tanti in questi anni ci hanno chiesto di creare una Fondazione ad hoc a cui lasciare la nostra proprietà. Una proposta suggestiva, anche in onore e in memoria di nostro padre, delle nostre origini brigasche, ma sono tante e troppe le delusioni. La decisione di vendere, prima che sia troppo tardi visto la nostra età, è definitiva. Nei nostri auspici non vorremmo si consumasse altro suolo, ma si ricostruisse sull’esistente. Sarebbe un buona idea portare a Monesi i croceristi di Costa Crociere che arrivano a Savona, una trasferta mare -monti incomparabile, all’andata alla scoperta della valle dell’Arroscia, al ritorno Ormea, Garessio. Si risolverebbe il destino di paesi e vallate altrimenti condannate a morte lenta. Certamente – conclude Enrico Toscano - occorre che la seggiovia sia prolunga sino al Redentore, resti attiva oltre la stagione invernale, si recuperi il patrimonio edilizio nel rispetto della natura, dell’ambiente, del paesaggio. C’è bisogno come il pane di posti di lavoro, basta giovani costretti ad emigrare all’estero e lasciare i loro paesi che narrano del sudore, dei sacrifici di intere generazioni”.



Chiediamo se ha idea di quanto ammonti la richiesta di vendita e se nel recente passato ci sono già state avance, Enrico Toscano, persona a modo, semplice ed affabile sorride: “ E’ un terno al lotto, che dire….non si pensi ad una svendita, speriamo in un progetto serio e fattibile….”. I due fratelli già lo scorso anno avevano messo in liquidazione la società che si occupava degli impianti di scii. Di fatto rinunciando alla stagione invernale, in caso di neve.

Il caso vuole che nel maggio scorso, pur nell’abituale disinteresse e distacco sulle notizie del media liguri e piemontesi, sia stato pubblicato il bando d’asta relativo alla tenuta di Valcasotto (Valle dei Castori). La quasi totalità della superficie ricade nel territorio del Comune di Garessio (tra le realtà più disastrate nell’economia della Val Tanaro, se si esclude la forte presenza della San Bernardo Spa e solo in minima parte fra i Comuni di Roburent e Pamparato. La tenuta si sviluppa a quote comprese tra 940 e 2100 metri slm. E’ costituita da due grandi comparti separati, situati l’uno a destra e l’altro a sinistra del torrente Casotto, hanno una superficie complessiva di 1.856,83 ettari. Di questa 1200 ricoperti da bosco, 480 interessati da zone di pascolo, mentre 150 ettari sono terreni non boscati. Un ricco patrimonio naturalistico e di biodiversità. Per quanto riguarda la conformità dei manufatti esistenti il proprietario dichiara che “l‘immobile oggetto della presente asta è conferme alle norme edilizie ed urbanistiche ed è libero da vincoli”. Nel 2000 la proprietà fu acquistata da una società di Pesaro, dalle Ferrovie Nord Torino (finite in procedura concorsuale) per 4 miliardi di lire. La Regione Piemonte fece valere la prelazione sul solo Castello di Casotto e ora il proprietario la rivende il tutto a 6 milioni e 800 mila euro.

Due vendite in territori vicini sono senz’altro un avvenimento che va oltre i confini regionali. Non possono non avere influenza reciproca sull’eventuale mercato, con la Provincia di Cuneo coinvolta in entrambi i casi. Quella di Monesi appare oggettivamente più avvantaggiata, più accessibile nel binomio mare – monti, si aggiunga che è in corso per le Alpi del Mare il riconoscimento a patrimonio Unesco. E poco importa se oggi la ‘tenuta di Monesi’ dei fratelli Toscano frutta 47 mila euro l’anno per i pascoli dei pastori provenienti dal Basso Piemonte e dal Torinese, e 25 mila euro nelle stagioni di neve per via degli impianti di proprietà della Provincia di Imperia e dati in gestione ad un imprenditore onegliese. Monesi da rilanciare, dalle parole, alle promesse, ai fatti. Cara Liguria se ci sei batti (e conti davvero e ci credi), un colpo ! Magari coinvolgendo la potente e tenace lobby dei Bagni Marini, tanto cari alla famiglia Scajola: prima il ministro Claudio, ora il nipote Marco. Bagni di sole e di mare e durante la vacanza un ‘bagno di montagna col marchio Monesi’ e le sue straordinarie bellezze. Un pensiero lo deve pur fare la famiglia imperiese Cozzi – Parodi che, con la fattiva collaborazione dell’onorevole Vittorio Adolfo, ex assessore regionale ai Trasporti, acquisirono anni fa l’immobile che ospitava l’albergo Redentore finendo in un ginepraio burocratico e legale. Da paralisi totale e cumulo di rovine.







Cos'e'...una presa un giro?


Ormai Monesi e' spacciata...chi e' quel fenomeno che comprerebbe in zona?

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7/6/2017 8:34 PM
 
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da trucioli.it del 6/7/2017
Finalmente! I fratelli Toscano vendono: Monesi e i 650 ettari, la più estesa proprietà in Liguria nei comuni di Triora e Briga Alta


Notizia attesa da anni e che appariva ormai una chimera. Gli anziani fratelli Terenzio ed Enrico Toscano, eredi unici, proprietari della più estesa proprietà terriera e montana della Liguria ( 650 ettari, 6 milioni e mezzo di mq.) hanno deciso: da ottobre, quando scadranno gli ultimi contratti con i pastori delle malghe e che potrebbero esercitare il diritto di prelazione, sarà in vendita l’intera montagna che si affaccia in gran parte sul Mar Ligure, abbraccia l’Alta Valle Arroscia, l’Alta Val Tanaro. Si estende nei comuni di Triora e Briga Altra(CN). E’ sulla loro proprietà che i tre fratelli Galleani negli anni ’50 hanno realizzato la ‘Nuova Monesi’ e la prima seggiovia della Liguria su un percorso di 2.352 m., altezza massima di 15 m., 40 minuti di tragitto nel ‘paradiso panoramico’ delle Alpi Marittime. E’ qui che per 30 anni si è vissuto uno straordinario ‘miracolo economico’ e di sviluppo con oltre un milione di ‘visitatori’. E’ qui che c’era una stagione estiva nell’albergo Redentore (ora in macerie), una stagione invernale con lo scii. E’ qui che sono stati realizzati, alcuni mostri multipiano, per 400 alloggi con piscina, pista di pattinaggio, sul ghiaccio, persino il Piccadilly night e discoteca. E’ qui che si è consumata la più grande ‘tragedia dell’abbandono’ vissuta in Liguria. La dove c’erano i ricchi, da anni ballano i topi, annusano i lupi, ‘gridano’ le marmotte, volano le aquile.



I fratelli Toscano persone comuni, ma che hanno vissuto tutte le contraddizioni possibili ed immaginabili di un’Italia lenta, mediocre, spesso incapace di valorizzare e sfruttare le sue risorse. Esperta in ricette contro lo spopolamento della montagna e della campagna dai microfoni di tv pubbliche e private, sui media. Ma a Monesi, nella proprietà dei Toscano, è successo qualcosa di opprimente e scandaloso. La ‘Nuova Monesi’, nel Comune di Triora che ora frutta 50 mila euro l’anno di Imu, era stata realizzata dal nulla, dalla collaborazione e disponibilità offerta dalla famiglia Toscano quando papà tornò dal Sud America dove ha fatto fortuna in (Perù), ma i suoi beni, proprietà terriere, finirono in parte ‘nazionalizzate’. Dopo aver comprato la montagna, nè cedette una fazzoletto di poche migliaia di mq. ai banchieri Galleani; viveva ancora il papà conte Federico che passò gli ultimi giorni di vita nella ‘casa dei cacciatori’ delle Navette.

La Nuova Monesi la seguiva il figlio Ingo, con la supervisione del fratello ‘banchiere’ Enrico e di Roberto. Nei patti, a quanto si dice, non erano previsti ‘casermoni’, ma il rispetto non solo della natura, doveva essere un centro turistico montano d’eccellenza, diciamo non proprio popolare, di nicchia. E all’inizio fu così. Qui soggiornovana famiglie genovesi benestanti, i Taviani, le famiglie più facoltose di Imperia, qui Claudio Scajola ha ‘legato’ con la rampolla della famiglia Verda. Qui cominciarono ad arrivare, nella stagione estiva, decine di pullman di turisti stranieri, soprattutto, da Diano Marina, da Sanremo, dalla Riviera delle Palme.

Era il sogno dei Toscano, padre e figli che sono tutt’altro che talebani ambientalisti, la vocazione socio politica è sempre stata a destra. Il primogenito, Terenzio, insegnante delle medie ad Ortovero e Pieve di Teco, è stato assessore e consigliere comunale di Briga Alta. E’ persona schiva, riservata, apparentemente scontrosa, ha sempre seguito la gestione della tenuta, gli impianti di skilift. Ora è ospite di amici a Pieve di Teco dopo che il paese, Piaggia, è finito nella morsa dell’alluvione del novembre 2016 , con ordinanza di sgombero e divieto di dimora. Non è neppure il caso di approfondire, citare la lunga stagione delle incomprensioni sia con i Galleani fino a loro crollo, sia con la Provincia di Imperia, controllata e sorvegliata per anni da quel centro di potere capace di fare e disfare, danni inclusi.

Basti pensare alla ingloriosa sorte della ‘vecchia signora seggiovia’ che ad un certo punto fu dichiarata ‘inabile’ al collaudo. Quando si scopre che la gemella, uguale identità, anche nelle caratteristiche altimetriche, è ancora in ‘servizio’ nel Tirolo italiano. Basti pensare alle folli scelte della burocrazia della Regione Liguria che con l’avallo della politica, di ogni colore, ha autorizzato il tratto della nuova seggiovia condizionandola all’utilizzo nella sola stagione invernale della neve per tutelare un paio di specie di fauna (galetto forcello). Ci si preoccupa degli animali e si dimentica la sorte sociale degli uomini, di cosa significa per un’intera vallata, una Monesi dinamica come lo è stata, con i benefici a pioggia fino ad Ormea, Garessio, Bagnasco e verso Ovest per il comprensorio del Comune di Pieve di Teco.

Che accadrà ora con la decisione di vendere al migliore offerente ? Come calcolare il valore di 650 ettari ? Viene in mente l’esperienza, pur nel piccolo, messa in atto per risollevare dall’abbandono la frazione di Upega. 24 cittadini, tra residenti e proprietari di seconde case, hanno deciso di autotassarsi, acquistare un vecchio stabile già sede di locanda, renderlo fruibile come ristorante, bar, negozio, albergo, affidando la gestione ad una cooperativa già attiva sulle Alpi e nei rifugi. Un’esperienza con risultati positivi sotto ogni aspetto. I giovani impegnati con passione hanno persino preso la residenza.



E’ possibile un discorso analogo per Monesi ? Dare vita, tra i tanti ‘amici di Monesi‘ ad una società che acquisti la proprietà e, con l’aiuto indispensabile della ‘mano pubblica’, si passi a ricostruire il rilancio ? Non quello parolaio che ascoltiamo spesso e volentieri nella passerelle dei canali televisivi dove tutto è ‘eccellenza’, tutto è favoloso, tutti predicano la ‘ricetta contro lo spopolamento’. Pochi si rapportano con la terra, il recupero dei terreni, la fatica a coltivare e vendere i prodotti in modo remunerativo.

Certamente se la Regione di centro destra col vento in poppa del presidente Giovanni Toti che ha nel suo governo tre assessori di punta imperiesi come la Sonia Viale, Marco Scajola e Gianni Berrino, assumesse la regia dell’operazione Monesi – Toscano sarebbe un eccezionale risultato, da traguardo per il gioiello alpino dell’imperiese, diciamo pure l’intera economia di una gran parte della Liguria. L’occasione di Monesi è unica per tante ragioni, sociali ed imprenditoriali. Un volano sicuro da rimettere in moto quale ‘opera strategica’.

E’ un sogno pensare che 5 – 10 mila cittadini siano disposti ad investire diciamo quote di 5- 10 mila euro in un società privata (in maggioranza), pubblica (di minoranza) per sfruttare una risorsa, rilanciare un’economia, dare una prospettiva alle future generazioni di valli altrimenti destinate ad essere divorate dai boschi ?

Enrico Toscano, classe 1938, giovane di spirito, ricco di interessi di vita e da turista innamorato della Tailandia, ma anche di Alassio dove ha tanti amici, si lascia sfuggire una confidenza: “Non abbiamo eredi diretti, una cugina vive ad Albenga….tanti in questi anni ci hanno chiesto di creare una Fondazione ad hoc a cui lasciare la nostra proprietà. Una proposta suggestiva, anche in onore e in memoria di nostro padre, delle nostre origini brigasche, ma sono tante e troppe le delusioni. La decisione di vendere, prima che sia troppo tardi visto la nostra età, è definitiva. Nei nostri auspici non vorremmo si consumasse altro suolo, ma si ricostruisse sull’esistente. Sarebbe un buona idea portare a Monesi i croceristi di Costa Crociere che arrivano a Savona, una trasferta mare -monti incomparabile, all’andata alla scoperta della valle dell’Arroscia, al ritorno Ormea, Garessio. Si risolverebbe il destino di paesi e vallate altrimenti condannate a morte lenta. Certamente – conclude Enrico Toscano - occorre che la seggiovia sia prolunga sino al Redentore, resti attiva oltre la stagione invernale, si recuperi il patrimonio edilizio nel rispetto della natura, dell’ambiente, del paesaggio. C’è bisogno come il pane di posti di lavoro, basta giovani costretti ad emigrare all’estero e lasciare i loro paesi che narrano del sudore, dei sacrifici di intere generazioni”.



Chiediamo se ha idea di quanto ammonti la richiesta di vendita e se nel recente passato ci sono già state avance, Enrico Toscano, persona a modo, semplice ed affabile sorride: “ E’ un terno al lotto, che dire….non si pensi ad una svendita, speriamo in un progetto serio e fattibile….”. I due fratelli già lo scorso anno avevano messo in liquidazione la società che si occupava degli impianti di scii. Di fatto rinunciando alla stagione invernale, in caso di neve.

Il caso vuole che nel maggio scorso, pur nell’abituale disinteresse e distacco sulle notizie del media liguri e piemontesi, sia stato pubblicato il bando d’asta relativo alla tenuta di Valcasotto (Valle dei Castori). La quasi totalità della superficie ricade nel territorio del Comune di Garessio (tra le realtà più disastrate nell’economia della Val Tanaro, se si esclude la forte presenza della San Bernardo Spa e solo in minima parte fra i Comuni di Roburent e Pamparato. La tenuta si sviluppa a quote comprese tra 940 e 2100 metri slm. E’ costituita da due grandi comparti separati, situati l’uno a destra e l’altro a sinistra del torrente Casotto, hanno una superficie complessiva di 1.856,83 ettari. Di questa 1200 ricoperti da bosco, 480 interessati da zone di pascolo, mentre 150 ettari sono terreni non boscati. Un ricco patrimonio naturalistico e di biodiversità. Per quanto riguarda la conformità dei manufatti esistenti il proprietario dichiara che “l‘immobile oggetto della presente asta è conferme alle norme edilizie ed urbanistiche ed è libero da vincoli”. Nel 2000 la proprietà fu acquistata da una società di Pesaro, dalle Ferrovie Nord Torino (finite in procedura concorsuale) per 4 miliardi di lire. La Regione Piemonte fece valere la prelazione sul solo Castello di Casotto e ora il proprietario la rivende il tutto a 6 milioni e 800 mila euro.

Due vendite in territori vicini sono senz’altro un avvenimento che va oltre i confini regionali. Non possono non avere influenza reciproca sull’eventuale mercato, con la Provincia di Cuneo coinvolta in entrambi i casi. Quella di Monesi appare oggettivamente più avvantaggiata, più accessibile nel binomio mare – monti, si aggiunga che è in corso per le Alpi del Mare il riconoscimento a patrimonio Unesco. E poco importa se oggi la ‘tenuta di Monesi’ dei fratelli Toscano frutta 47 mila euro l’anno per i pascoli dei pastori provenienti dal Basso Piemonte e dal Torinese, e 25 mila euro nelle stagioni di neve per via degli impianti di proprietà della Provincia di Imperia e dati in gestione ad un imprenditore onegliese. Monesi da rilanciare, dalle parole, alle promesse, ai fatti. Cara Liguria se ci sei batti (e conti davvero e ci credi), un colpo ! Magari coinvolgendo la potente e tenace lobby dei Bagni Marini, tanto cari alla famiglia Scajola: prima il ministro Claudio, ora il nipote Marco. Bagni di sole e di mare e durante la vacanza un ‘bagno di montagna col marchio Monesi’ e le sue straordinarie bellezze. Un pensiero lo deve pur fare la famiglia imperiese Cozzi – Parodi che, con la fattiva collaborazione dell’onorevole Vittorio Adolfo, ex assessore regionale ai Trasporti, acquisirono anni fa l’immobile che ospitava l’albergo Redentore finendo in un ginepraio burocratico e legale. Da paralisi totale e cumulo di rovine.





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70 volte Buon Natale, come i centimetri di neve di Monesi

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10/13/2016 12:34 PM
 
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Ma la famosa nuova seggiovia?

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7/31/2016 11:10 PM
 
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Sì, certo! Comunque conviene andarci il lunedì o il martedì quando è chiusa al traffico motorizzato altrimento al passaggio dei veicoli a motore si mangia tanta di quella polvere!!! E non sono pochi in questo periodo!!!

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7/28/2016 11:39 PM
 
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mtb
perciò pagano solo i mezzi a motore?

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7/1/2016 2:03 PM
 
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da targatocn.it del 1/7/2016
A piedi, in bici o con mezzi a motore: finalmente domani riapre la Limone-Monesi


Domani 2 luglio riapre la strada ex militare Limone-Monesi, un antico e suggestivo tracciato d'alta quota immerso nelle Alpi Marittime che collega Piemonte, Liguria e Provence Alpes Côte d'Azur.

Una via molto amata, lunga circa 40 chilometri e che offre scorci e panorami indimenticabili. E' stata oggetto, negli anni recenti, di importanti lavori di messa in sicurezza e consolidamento.

Resterà aperta fino al prossimo 30 settembre e sarà percorribile in sicurezza per gli amanti delle escursioni a piedi o in mountain bike, quad, moto e fuoristrada.

Apertura e condizioni di accesso

La strada ex militare Limone-Monesi sarà aperta dal 2 luglio al 30 settembre 2016 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, con ultimo passaggio alle ore 18.00, fino al 15 settembre e dalle ore 8.00 alle ore 18.00, con ultimo passaggio alle ore 16.00, dal 16 al 30 settembre.

L’accesso tra le località Le Navette (Briga Alta) e Cabanaira (Limone Piemonte) é soggetto a un permesso di transito. I permessi giornalieri sono rilasciati direttamente alle postazioni di controllo fisse situate nelle località sopra menzionate.

Sono soggetti al pagamento in contanti di una somma che rappresenta il contributo alle spese di gestione e di manutenzione della strada, fissato per l’anno 2016 a:

Autoveicoli: 15 €

Motoveicoli e quad: 10 €

I permessi giornalieri sono limitati ad un massimo di 80 macchine e 140 moto o quad. La strada è completamente chiusa al traffico dei veicoli a motore il lunedì e il martedì di ogni settimana, in modo da consentire agli amanti della MTB e delle passeggiate di percorrere la via senza mezzi a motore.





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3/28/2016 10:47 PM
 
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un pò in ritardo [SM=g27828] a giochi fatti
Sì, si è sciato e anche molto bene. Si sciarà anche domani 29/3.
Obiettivo: ancora il prossimo w.e. sulle piste, al momento la neve c'è eccome anche alla partenza(in alto è tantissima) , speriamo che il meteo sia favorevole..

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3/18/2016 12:51 AM
 
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BRENNO53 SCIVE:

"Chissà se funzioneranno gli impianti e le piste saranno aperte durante le vacanze pasquali? [SM=x147675] [SM=x147675] [SM=x147671] "




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2/22/2016 7:33 PM
 
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Purtroppo quest’anno la situazione neve è critica un po’ dappertutto, a parte certe enclave privilegiate dell’arco alpino. Tutta colpa del Niño!!!

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2/22/2016 12:38 PM
 
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da SANREMONEWS

Monesi: poca neve e temperature elevate, purtroppo chiudono gli impianti in attesa di una nuova precipitazione
Proprio nei giorni scorsi l'amministrazione comunale di Triora aveva anche varato un cambio alla viabilità da attuare a fronte delle ultime nevicate che seppur esigue avevano fatto ben sperare.

Quest'anno il tempo non aiuta Monesi di Triora. Con un avviso diramato nelle ultime ore anche sui canali social la società che gestisce la Seggiovia di Monesi ha confermato la chiusura degli impianti a data da destinarsi.

Purtroppo la neve scesa nelle scorse settimane non è stata sufficiente a fronte delle alte temperature che stanno continuando a caratterizzare questo mite inverno. La speranza è comunque l'ultima a morire considerando che la società non parla di chiusura definitiva ma di un'attesa nella speranza che la neve possa tornare a scendere e fermarsi per regalare qualche emozione ai tanti turisti appassionati di sport invernali.


Proprio nei giorni scorsi l'amministrazione comunale di Triora aveva anche varato un cambio alla viabilità da attuare a fronte delle ultime nevicate che seppur esigue avevano fatto ben sperare. L'introduzione di un senso unico tattico per la stagione della neve avrebbe fornito un aumento di posteggi per venire incontro anche ad un maggior afflusso turistico nella località montana


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