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un altro spezzone.

Last Update: 5/26/2011 5:25 PM
5/26/2011 5:25 PM
 
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~ Recluta ~
Jaques Delors
http://www.ina.fr/media/entretiens/video/CAB8200967201/jaques-delors.fr.html


The best italy
http://www.youtube.com/watch?v=yTqGzWhaIj8&feature=relmfu


Torno dall'estero per votare.
http://www.youtube.com/watch?v=7tZ-f4ZybMU


Una storia di anime vagabonde.
http://www.youtube.com/watch?v=6ooq95MoQ_M


Trenitalia promuove Salerno.
http://www.comune.salerno.it/client/scheda_news.aspx?news=2768&prov=76&stile=7



Il duce e la mamma - quando milano faceva faville\18 81

Ed era l'inizio di tantri altri lavori,talvolta fischiati - perchè allora il pubblico andava per le spicce - ma più spesso accolti con schietto divertimento.
La madre spesso se lo godeva con gli occhi,questo figlio che aveva successo.
E lo portò con sé anche quando si recò in udienza privata dal capo dello stato che era benito mussolini.
Mussolini,evidentemente,si presentava ben preparato all'incontro con i suoi ospiti.
In questo caso comunque fu all'altezza.
Ebbe l'intuito felice di comprendere che elargire complimenti alla bella donna,alla famosa attrice che complimenti nella sua carriera ne aveva raccolti a dovizia,non avrebbe sortito grande effetto.
Lusingò invece la madre,mostrando di conoscere l'intera produzione teatrale del figlio come se non si fosse perse un solo spettacolo.
Alla fine chiese quale titolo avesse la nuova commedia che stava per presentare alle scene e questo mise dino in imbarazzo : - Ahimè duce,temo che non piacerà alla vostra censura,il titolo è cento donne nude - .
Ma il duce ci fece su una risata : - La malizia sarebbe se si trattasse di una donna nuda.Cento sono una presenza innocua -.Madre e figlio uscirono conquistati;è anche cosi che una dittatura si procaccia il favore dei sudditi.
Gli ultimi due anni della vita della grande attrice furono dolorosi.
Un tumore la condannava.In casa,Dino ricorreva a ogni finzione perchè lei non sapesse che il male era quello.
Le forniva farmaci in contenitori che indicavano una non grave malattia infettiva,ostentava uno sciaquo continuo di cucchiai e bicchieri usati da lei per evitare il presunto pericolo di contagio che in realtà purtroppo non esisteva,le parlava di futuri spettacoli e di futuro sempre.
Bastava tutto questo a rimuovere i sospetti?
E più probabile che la "tina" abbia compiuto in quegli anni la sua ultima recita,immedesimandosi nel ruolo di chi ha ancora speranza.Cosi testimonia alfredo de sanctis quando fu da lei festosamente accolto nella sua casa a milano.
-" Sto meglio,caro de sanctis; oggi davvero sto meglio,vede?
Mi sono alzata...Ne ho avvertito anche armando perchè si tranquillizzi un poco,povero figliuolo!.... De sanctis,ha visto il mio dino?
Com'è cresciuto,vero? Oh,speriamo che sia il principio della fine perchè,non lo dica a nessuno,sono stanca di soffrire."
Il principio della fine di che?Della fine della sua malattia vinta già o della sua vita inesorabilmente condannata? Il sorriso col quale accompagnava le sue parole poteva lasciar supporre che ella intendesse appunto significare la fine del male;ma io intravidilo sforzo che ella faceva per illudere gli altri,per dare ai suoi cari un sollievo momentaneo anche per mezzo di una speranza ingannatrice.
E si spense circa due mesi dopo con la serenità stessa che in vita aveva incorniciata sempre la sua bellezza.
Quanto "la tina" appartenesse a milano si rispecchia anche nei giorni dei suoi funerali. - "benedetta,benedetta"... - dicevano due umili donne del popolo,che si stringevano sul marciapiede,dinanzi alla chiesa della passione,mentre l'autocarro funebre stentava a farsi largo,e sostava tra la folla.Sopra,la sagoma dura della cassa.E un ombra,sotto la coltre di violette.Passò.Spari - .Il cronista di questa mattinata del 1930 a milano è mario ferrigni,che come recensore teatrale ha spesso fatto onore al suo cognome ma nel commiato dalla "sua" tina esprime considerazioni di estrema finezza per dire come per lei la bellezza costituisse un valore etico.
- Uno dei suoi tratti piu nobili e piu originali e piu gloriosi si potrebbe dire la religione della bellezza.Ella ebbe,senza vanità frivola,senza misera ostentazione,il rispetto della propia bellezza:sapeva che questo è tal dono che non si può fare mai abbastanza per esserne degni.Cosi senti gli obblighi umani che essa le imponeva.E per lei,bellezza volle dire la castità,e proibità: quel senso profondo di mondezza morale,di limpidità cristallina di condotta,che la fece essere la donna,la moglie,la mamma più adorabile,e l'artista più gelosa della nobiltà della scena - .Tante parole d'elogio si spendono ai funerali che che poi si sperdono col vento ma io non ho dubbi:

Tina di lorenzo fu davvero cosi.




(professor leon panetta)




un homme a la mer.
http://www.youtube.com/watch?v=WICtidJf06Q
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