Senza Padroni Quindi Romanisti
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Concerti, recensioni, nuovi album e.. playlist

Last Update: 9/22/2020 11:23 AM
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10/17/2017 11:58 AM
 
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Ho visto su On demand il docufilm sulla tournée dei Marlene a 20 anni da Catartica [SM=g10633]
Bello, scorrevole..con filmati d'epoca ai tempi dei primi demo.

Giovanni Lindo si era impuntato perché avevano escluso "Lieve" dalla track list.. Ha chiamato Godano con voce "ieratica" e ha preteso l'inserimento [SM=x2478856]
E alla fine la inserirono, ovviamente.
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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10/23/2017 11:23 AM
 
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Re:
Sound72, 17/10/2017 11.58:

Ho visto su On demand il docufilm sulla tournée dei Marlene a 20 anni da Catartica [SM=g10633]
Bello, scorrevole..con filmati d'epoca ai tempi dei primi demo.

Giovanni Lindo si era impuntato perché avevano escluso "Lieve" dalla track list.. Ha chiamato Godano con voce "ieratica" e ha preteso l'inserimento [SM=x2478856]
E alla fine la inserirono, ovviamente.




[SM=p4451045]


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6/27/2018 2:29 PM
 
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Ieri sono stato a sentire i Pearl Jam. Considerato che Eddie Vedder ha annullato un concerto una settimana fa per mancanza di voce, direi che è in discreta via di ripresa....tre ore abbondanti e 35 canzoni.
Tanti alti e pochissimi momenti di stanca, anche per me il meglio lo danno ancora quando spingono forte
......
"In my 23 years working in England there is not a person I would put an inch above Bobby Robson."
Sir Alex Ferguson.
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6/28/2018 12:13 AM
 
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Tanti che conosco sono andati a vedere i pearl jam,nonostante non siano fans.
Ammazza,scaletta lunga,apprezzabile.
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Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che delle sardine stanno per essere gettate in mare (Cantona)
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10/19/2018 8:23 PM
 
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Smashing Pumpkins a Bologna ieri sera. Prima volta da spettatore di un gruppo che mi ha sempre affascinato, direi che stanno invecchiando molto bene. Vediamo come sarà il nuovo album però, il singolo non mi ha fatto impazzire
......
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10/20/2018 9:02 AM
 
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Re:
ShearerWHC, 19/10/2018 20.23:

Smashing Pumpkins a Bologna ieri sera. Prima volta da spettatore di un gruppo che mi ha sempre affascinato, direi che stanno invecchiando molto bene. Vediamo come sarà il nuovo album però, il singolo non mi ha fatto impazzire



Questa era la reunion della line up storica senza D'arcy, io li vidi 20 anni fa, il Machina tour. Poi di recente, ma c'era solo Billy Corgan. All'epoca mi piacevano tantissimo, Mellon Collie forse il miglior album degli anni 90 per qualità/quantità.
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10/20/2018 6:37 PM
 
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Grande gruppo, li ascoltavo spesso, non sapevo della reunion.
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A me devo dire che non hanno mai fatto impazzire: troppo cervelloticamente americani. Io vado più sul rozzo.
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"A' Gómez, se c'hai 'na penna te faccio l'autografo!"

"Vola, sotto la curva vola, la curva s'innamora, tedesco vola"

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10/25/2018 1:47 PM
 
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Re:
ShearerWHC, 27/06/2018 14.29:

Ieri sono stato a sentire i Pearl Jam. Considerato che Eddie Vedder ha annullato un concerto una settimana fa per mancanza di voce, direi che è in discreta via di ripresa....tre ore abbondanti e 35 canzoni.
Tanti alti e pochissimi momenti di stanca, anche per me il meglio lo danno ancora quando spingono forte




sto a fa le cover dei pearl jam [SM=x2478856]
io ho sntito vari pezzi su wa mnandati da amici, mi sembrava che ogni volta che c'era lo strillone, rivolgeva il microfono al pubblico.

Sarà stato un periodaccio, non so se sta sempre così.

Smashing Pumpikins avessi saputo che suonavano ci sarei andato, mai visti. All'epoca non mi piacevano molto, ma perché quando è esploso il Grunge a me piacevano quelli duri, rozzi, "grunge 100%", quindi Nirvana, Mudhoney (oh! il 20 novembre vengono a Roma!!!), loro li vedevo fichetti.
Successivamente li ho apprezzati molto di più. Sarei andato a saperlo.

PS. oh comunque Milano che zella con il Grunge quest'anno, j'ha dato forfait prima Vedder poi gli Smashing Pumpkins.
Me fa ride il bassista mio, che c'è andato: eh ma lo sai, a 50 anni mica hai più quella voce di prima...
EEEH! A ME MOOO DICI! Se non lo so io!
Però: Uno, devo dire che ancora reggo, anzi, mesi fa quando ho ripreso e non ero allenato non pensavo...
DUE: sei TE che devi conoscerti, se non hai la voce per fare due date attaccate, TI FAI I TOUR dove le date siano almeno a distanza di 3 giorni! Cazzo ti fai le date una attaccata all'altra quando hai sti problemi! Che io poi, per come mi ammazzavo ogni volta, pure a 20 anni due date una apprsso all'altra non le avrei potute fare.
Figurati uno che lo fa di mestiere.
Comunque Milano na zella! [SM=x2478856]


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11/27/2018 5:59 PM
 
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giovedì scorso grande concertone dei Mudhoney, gli ultimi veri e soli superstiti da Seattle.... grandissimi tutti, Mark Arm 56 primavere e non sentirle, Steve Turner schitarratore grunge come solo lui. Lui poi pare ancora più giovane di Mark Arm.
Apoteosi su You got it, pezzone che, tra l'altro non ricordavo più e che da giovedì sto a risquajà.


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11/27/2018 6:01 PM
 
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intanto sentiteve questa, poi se ve piace e ve va de venì, ve dico dove

soundcloud.com/user-111464596/once?fbclid=IwAR1R-w5Ija4MbNliWqiZkvnZVXcQMYeVho5we29VPbGvFTy73Oa...


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1/8/2019 12:56 PM
 
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Complimenti Giove. Quindi hai lasciato Jim:) Io andai alle cover dei Pearl Jam al black out qualche anno fa, ben fatte.
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2/4/2019 12:39 PM
 
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Re:
lucaDM82, 08/01/2019 12.56:

Complimenti Giove. Quindi hai lasciato Jim:) Io andai alle cover dei Pearl Jam al black out qualche anno fa, ben fatte.




con la morte di Werner per forza Lù. Però i capelli ce li ho ancora alla Jim :D anzi mai portati così lunghi!
Comunque grazie [SM=x2478842] allora beccate questa. Un paio di pezzi in concerto a dicembre.

www.facebook.com/vtwinpubbar.vtwinpubbar/videos/2165508003690531/UzpfSTEwMDAwMzg3Mjg5MDY1NzoxMjM4NTM4OTI5N...

PS. il 15 feb (ven) suono in zona colli portuensi.
[Edited by giove(R) 2/4/2019 12:41 PM]


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2/4/2019 2:10 PM
 
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gajardo

pure "i am mine"

c'hai i capelli alla ivan campo, giò...o alla david luiz😀
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2/4/2019 2:22 PM
 
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Re:
chiefjoseph, 04/02/2019 14.10:

gajardo

pure "i am mine"

c'hai i capelli alla ivan campo, giò...o alla david luiz😀




grazie secco! non so così ricci "truciolati", so più mossi, comunque si la forma complessiva si [SM=x2478856] [SM=x2478856] [SM=x2478856]
[Edited by giove(R) 2/4/2019 2:29 PM]


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3/4/2019 12:55 PM
 
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E'scomparso il cantante dei Prodigy..
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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3/6/2019 10:31 AM
 
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anni fa in centro facendo una passeggiata lo incrociai 3/4 volte , al primo incrocio di sguardi mi sorrise vedendo la mia sorpresa (ti credo ,ho pensato cazzo ci fa a via della croce se non deve fare concerti?), le successive pure lui era stupito e divertito che c'incrociavamo e probabilmente nessun altro lo aveva riconosciuto o palesato come fatto io .
Infine prendevo un caffè ed entra pure lui e si prende una birra vicino a me alchè vabbè gli rompo il cazzo e scambiamo qualche battuta .
Fu molto cordiale e simpatico ,un atteggiamento da signore inglese .
Chissà che mostri si portava dietro ...
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3/6/2019 12:28 PM
 
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Re:
lucolas999, 06/03/2019 10.31:

anni fa in centro facendo una passeggiata lo incrociai 3/4 volte , al primo incrocio di sguardi mi sorrise vedendo la mia sorpresa (ti credo ,ho pensato cazzo ci fa a via della croce se non deve fare concerti?), le successive pure lui era stupito e divertito che c'incrociavamo e probabilmente nessun altro lo aveva riconosciuto o palesato come fatto io .
Infine prendevo un caffè ed entra pure lui e si prende una birra vicino a me alchè vabbè gli rompo il cazzo e scambiamo qualche battuta .
Fu molto cordiale e simpatico ,un atteggiamento da signore inglese .
Chissà che mostri si portava dietro ...




[SM=x2478842] [SM=g10890]


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6/26/2019 12:37 PM
 
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Woodstock ricordata sulla Rai con Rita Pavone, la rockstar sovranista.

Che pena.
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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2/13/2020 1:14 PM
 
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I 70 anni di Peter Gabriel: “Vivrò o morirò nudo ed esposto”

Dal gruppo più iconico dei Settanta alla carriera da solista: ritratto di un pioniere nella costruzione di musica senza frontiere. L’ex Genesis: «Aspettati l’inaspettato, tutto è possibile»

E’ un po’ come se compisse gli anni un parente, o un vecchio amico. Perché nell’immaginario e nel cuore di tanti –ma proprio tanti- ex-ragazzi italiani Peter Gabriel è quello: un amico di gioventù nato a Chobham il 13 febbraio 1950, uno che ha avuto successo e con il quale poi ti sei perso di vista e che oggi arriva ai settant’anni. Oppure un fratello di anima che hai ammirato e di cui hai condiviso, prima ancora della musica, le tante battaglie civili e sociali, ecologiche e tecnologiche. Per noi della prima ora, che l’abbiamo accompagnato in quei primi passi coi Genesis negli anni 70, è le due cose insieme. Affetto allo stato puro. Perché sì, quelli erano gli anni in cui ‘tutto poteva succedere’, anche che uno dei gruppi più iconici degli anni 70 –‘del prog’ è riduttivo- venisse scoperto e adottato e issato fino alla testa delle classifiche prima in Italia che nel resto del mondo, Inghilterra compresa. Che quel folletto in cui albergava una fantasia sfrenata diventasse il front man più amato. E che tutto questo, e quella sequenza di quattro album incantati da ‘Nursery Crime’, 1972, a ‘The Lamb’, 1974, venisse bruscamente interrotto, e si dovesse ripartire da zero.

La storia diventa leggenda
I Genesis sono stati un’epopea senza precedenti: le influenze neoclassiche e la teatralità sulla scena erano pane per i nostri denti, le pirotecnie di Peter una gioia per gli occhi. Dalla prima maschera, la testa di volpe con il vestito rosso della moglie Jill, fino al mascara e al chiodo di Rael in The Lamb, Peter sorprendeva e catturava, fosse vestito da fiore, da vecchio, da Britannia, da gang-arolo o da bitorzoluto slipperman. Chi c’era si ricorderà lo sbigottimento del sapere che quel doppio, densissimo e misterioso lp presentato in concerto a Torino nell’aprile 75 sarebbe stato il canto del cigno, e quel concerto, arricchito da uno slide show su tre schermi futuristico per l’epoca, sarebbe stato l’ultimo dei Genesis-con-Peter (il ‘G.C.P’, quasi un AC e DC nella memoria dei devoti).

Il guaio di essere famosi
Aldilà dei fattori personali e delle inevitabili gelosie per il suo ruolo, più grande della band il distacco aveva una logica ineluttabile: «La popolarità non ci permetteva di sviluppare nessuna libertà artistica. Era diventato un rischio cambiare, troppi soldi e persone coinvolte. Era tutto congegnato per preservare come eravamo. Io volevo e avevo bisogno di cambiare», commenta al Melody Maker nel 1977, «sento che la mia principale responsabilità è di creare situazioni in cui cercare nuove esperienze, evitando qualsiasi restrizione. Vivrò o morirò nudo e allo scoperto», aggiungeva ridendo, «voglio entrare in progetti piccoli, cose rischiose ed avventurose, che tengano la mia mente fresca e attiva».

Quadro dischi, due lettere



Ancora non sapeva neanche cosa, ma così è stato: prima di arrivare al suo capolavoro dell’86, “So”, Peter incide quattro album totalmente diversi dai Genesis (che nel frattempo vanno verso il pop e sbancano i botteghini). Intitolati semplicemente “P.G.” (“del resto, era quello che contenevano, no?”), sono un lento, progressivo affinamento di quello che diventerà poi il suo suono: atmosferico o bombastico, un post-rock venato da quelle influenze etniche –soprattutto africane- che lo renderanno un pioniere nella costruzione di una musica senza frontiere. Insieme o parallelamente a quella piccola cerchia di artisti dell’intellighenzia british (Fripp, Eno, Bowie, Kate Bush) produce musica di altissimo livello emotivo e concettuale, anche se con scadenze bibliche innaturali per qualsiasi star (solo due dischi di inediti: ‘Us’ nel ‘92 e ‘Up’ nel 2002), ma nella vita di Gabriel c’è molto di più.

La passione civile lo trova in prima fila nei concerti degli anni 80 e 90 di Amnesty International, la sua non-profit Witness fornisce strumenti di ripresa per testimoniare le ingiustizie (una idea già degli anni 80, pre-cellulari, resa possibile dall’evoluzione dalle tecnologie), in privato si palesa a Davos per parlare – e suppongo stimolare per il meglio- i potenti del mondo. Si è pronunciato per la creazione di uno Stato palestinese e contro la Brexit.

Gli altri mondi
La sua passione per la world music prende vita nella etichetta Real World, e nelle magiche ricorrenze live nei WOMAD Festival. L’interesse per la tecnologia lo porta a fare il primo dvd multimediali, ‘Explora’ (seguiranno Secret World e Eve) e un sistema di audio-streaming HQ, OD2. Il richiamo dell’arte lo porta a cercare artisti contemporanei per le sue copertine, a spettacoli –con il palco spesso al centro dello spazio- in cui l’elemento sorpresa/meraviglia è il fulcro; produce colonne sonore per il cinema (su tutte ‘Birdy’ di Alan Parker e ‘L’ultima tentazione di Cristo’) e per lo spettacolo ‘Nei Segni dell’Alveare’, tratto dalle ‘Città Invisibili’ di Italo Calvino, messo in scena dall’Assemblea Teatro Torino. E non dimentichiamo i suoi videoclip da stato dell’arte. E dopo un’interruzione di dieci anni, nel nuovo secolo torna anche sul palco, sobrio ed elegantissimo nei suoi abiti neri in stile giapponese. Concerti da brividi, la sua voce rauca e lievemente strozzata ormai ancora più matura, come quando canta ‘Scratch My Back’ all’Arena di Verona, una intera orchestra sinfonica alle spalle, o quando torna con la sua superband storica nel tour ‘Back To Front’ nel 2014.

Expect the unexpected
E’ stato uno dei suoi famosi slogan che lo ha portato lontano. Un viaggio sontuoso, da vero esploratore a 360° delle umane cose. Non a caso, si considera «a humanist», più che «a musician», che alla richiesta «quando il nuovo album?» risponde sempre «in autunno», senza specificare mai l’anno. Arrivato a 70, tutto è ancora possibile: anche che da quel mantra, «cerca di non essere prevedibile», nasca un album di inediti: «‘So’…’Us’…’Up’…che ne dite di ‘Now’»? Siamo sempre qui, Peter. E questa è casa tua.

lastampa.it
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