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libro"la gallina livornese" finalmente scannerizzato!

Last Update: 10/14/2011 9:00 PM
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6/18/2011 9:14 AM
 
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Se possibile gradirei ricevere il libro,
grazie, Maurizio
mf261058@yahoo.it
6/18/2011 1:16 PM
 
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appena ho due minuti e mezzo dal computer lo invio a tutti :)



NUOVO FORUM PAVONI : pavoforum
6/18/2011 2:45 PM
 
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inviato.. controllate che vi sia arrivato...



NUOVO FORUM PAVONI : pavoforum
6/19/2011 10:50 AM
 
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Se non vado errato dovrebbe essere il libro del Ghigi edito negli anni trenta a cura del MINCULPOP (Ministero della Cultura Popolare).
Copiatelo, scannerizzatelo, imparatelo a memoria e mettetelo in biblioteca che ci sta di diritto. Sul piano storico però mi sento di dover sottolineare l'aspetto esclusivamente divulgativo dell'opera. Va cioè letto con piena coscienza che non si sta affrontando una lettura fine a se stessa, ma qualcosa che rientrava molto più semplicemente in un programma di propaganda politica. Sul piano storico è infatti saturo di , ahimè, inesattezze. O meglio è solo il rispetto per uno studioso come Ghigi che impone di chiamarle solo inesattezze. Ricordo che il dipinto sul quale si basa la storicità della razza è stato "scoperto" solo in tale epoca e datato secondo metodiche non accettate per alcuna altra opera artistica. La revisione dei reperti storici avvenuta al termine della seconda guerra mondiale ha portato alla luce il modus operandi del MINCULPOP e, in tutta onestà, non dovrebbe scappare che questo piccolo dipinto con una gallinella aggiunta in un angolo non è storicamente vero se si applicano i medesimi canoni che applichiamo per stimare l'originalità di un de chirico, un raffaello o che altro.
L'assenza tra i carteggi del Ghigi di qualsivoglia riferimento a Livorno o tali unita alla presenza massiccia di altri nomi anche di galline a noi non giunte dovrebbe far pensare ad un input preciso ricevuto dallo stesso per scrivere il libro. Il quale, tra l'altro, proprio in quegli anni agguantava il grande successo operativo e economico.
Ricordo inoltre che in quegli anni erano vietati i nomi stranieri o esterofili. I brogliacci degli scarichi dei porti di La Spezia e Livorno contengono tra gli altri alcune CENTINAIA DI MIGLIAIA di riferimenti a LEGHORN importate. La bolla di carico reca il nome Leghorn, lo scarico per il suolo italico diventa invece Livorno. Queste coese il ghigi non le dice.......:(( e a me dispiace che ancora si continui a non dirle bene e non sia chiara la posizione nostra di italiani nei confronti di questa razza che abbiamo per me rubato e basta.
6/22/2011 10:09 PM
 
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Gianandrea immaginavo che prima o poi avresti espresso il tuo punto di vista sulla controversa vicenda della "livorno"...mah, chi lo sa...davvero com'è andata!

G.
6/24/2011 7:14 AM
 
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ciao Gianandrea (ci si ritrova anche qui!), il discorso Livorno-Leghorn è molto complesso e va affrontato da molti punti di vista, secondo me.
La maggior parte degli autori di fine ottocento la classificava come razza derivante per selezione diretta da polli italiani provenienti dal porto di livorno ma selezionati in America. Il rientro in Italia per motivi produttivi venne facilitato non poco dal fatto che la razza era rimasta letteralmente invariata nella sua morfologia come testimoniano le foto d'epoca di polli italici e di livorno-leghorn. Questo facilitò l'introduzione delgli esportati americani almeno in quelle regioni come il veneto in cui erano presenti analoghi polli di taglia piccola (vedi megiarola).
Nelle mie ricerche storiche sulle altre razze venete mi sono imbattuto più volte nel dibattito sull'efficacia dell'introduzione della leghorn, così come sul dibattito sulle sue origini. Non ho trovato testimonianze BIBLIOGRAFICHE CERTE sulla presenza di polli con le stesse caratteristiche NEL TERRITORIO TOSCANO ma non le ho nemmeno cercate, per cui in questo caso la mia testimonianza non fa testo. sull'effettiva presenza di polli congruenti con la razza Livornese sul territorio toscano ho però testimonianze dirette a partire da più di 100 anni addietro.Infatti, due anni fa ho conosciuto un professore universitario umbro che aveva da poco perduto a causa dei ladri il proprio ceppo di livorno bianche. quest'ultimo per lui rappresentava un bene di famiglia preziosissimo, perché avevano una storia particolare. La nonna infatti, benestante, aveva sposato per amore un bracciante ed era per questo stata diseredata; aveva portato con se dalla casa d'origine solo i propri polli, le livorno bianche appunto, che erano un po' per lei il simbolo della famiglia di provenienza. Vista l'età del docente in questione, e facendo due rapidi conti, penso si possa datare il ceppo originario almeno risalente a fine '800-primi '900. Ora provo a cercare le foto degli animali del prof, spero di trovarle perchè purtroppop ho perso un HD con un sacco di materiale dentro.
ciao!
Andrea
contatto skype: andrea.mangoni
6/25/2011 6:52 PM
 
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Ciao Andrea, è sempre un piacere ritrovarti. A quali autori di fine '800 ti riferisci? Come sai io affronto la cosa da un punto di vista storico, che è quello della mia formazione. Posso solo dire che i parametri che sono bastati per far definire oggi "nostra" la Livorno non sono bastati invece in tutti gli altri campi, incluso quello artistico e letterario. Ora mi chiedo: perchè mai dovrei dare per buono il tal libro o il tal quadro "rinvenuto" in epoca fascista, quando sono centinaia i libri e i dipinti che, con le medesime caratteristiche, sono stati ritenuti sistematicamente in altre sedi fasulli? La verità è che nessuno storico si è mai occupato di quanto ha fatto il MINCULPOP nei confronti della Livorno, poichè come è comprensibile l'attenzione è stata posta nei confronti dei vari Raffaello e Michelangelo, delle varie Gioconde e Allegre che fiorivano in ogni stalla italica oppure sui libri nei quali si giurava la tale eresia a nome di chissà chi. >E, ripeto, quando è stato fatto in altri campi, non sono stati ritenuti credibili gli stessi parametri sui quali oggi si basa la "storicità" della Livorno.
Personalmente la cosa non mi disturba tanto quanto un falso storico, ma da "gallinaro" mi infastidisce che questa gallina straniera rubi il passo alle nostre, oggi come ieri, a discapito delle vere razze autoctone. Questo anche per i casini che sorgono quando poi si va a parlare di tipo mediterraneo. Mi spiego? Un conto è avere una Robusta Lionata, un conto è, adducendo che è gallina italiana, trovarci pure una storicità veneta e per questo iniziare a considerarla quando si valutano i parametri delle razze indigene.
6/27/2011 5:49 PM
 
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ciao Gianandrea,
allora, ora come ora continuo ad andare a braccio, con le citazioni od altro, per cui abbi pazienza.
Partiamo da un punto di vista, e cioè che a me NON importa PER FORZA annoverare una razza in più tra quelle italiane solo per amor di campanile. a me interessa più la verità storica, molti sanno per esempio che io NON considero italiana la Padovana Gran Ciuffo perchè non ci sono prove storiche della sua presenza sul territorio nazionale PRIMA delle importazioni dalla francia nel 1800. Comunque.
Allora, intanto un intervento rapido del dott. Corti se non l'hai già letto:
www.summagallicana.it/Volume1/A.XI.2.1.htm
poi. ti dico come vedo io la ricerca storica, poi dimmi tu che ne pensi. Io valuto per stabilire la presenza di una razza riferimenti bibliografici, quadri, fotografie, citazioni, e da ultimo i nomi dati agli animali. Poi guardo tutto attraverso le lenti della genetica del pollo....
veniamo alla livorno. era proprio di livorno? Gli autori di metà ottocento ed i riferimenti anche in riviste che ne avversarono la reimportazione (Bassa Corte) sono abbastanza chiari, si trattava di polli importati negli states a partire da animali imbarcati dal porto di livorno, in più riprese. Come la selezionarono gli americani? Quanti icnroci scorsero nelle sue vene? Difficile dirlo, ma probabilmente le leghorn americane rispetto a quelle canadesi o inglesi ebbero meno immissioni di sangue straniero: poichè vennero selezionate principalmente su base produttiva e non morfologica, le leghorn rimasero invariate nella struttura fisica, continuando fortemente a somigliare ai polli da cui erano derivate. Tra gli autori che ne propagandarono l'italianità prima del periodo fascista ci furono senz'altro il Pascal nel 1905 (vedi: www.summagallicana.it/Pascal_Teodoro/Pascal_03.htm#Razze%20it... il Mazzon, altri autori avicoli che scrivevano nelle riviste tipo "Guida del pollicultore", ecc... Il Pochini nella sua Pollicultura Pratica parla della Valdarno, ma i polli rappresentati in copertina sono livorno nere, visti i tarsi gialli! E anche gli altri esemplari da lui raffigurati (sparviero, fulvi, bianchi) coincidono bene con quelli dipinti dal pascal e chiamati livorno o italiana. Nel libro di samarini sul Pollame, anni 20, la leghorn se non mi sbaglio è mantiene il suo nome anglofono ma la differenza fotografica tra di essa e l'italiana bianca è inesistente. a livello pittorico i polli della "pollivendola" di Giacomo Favretto nell'ottocento ricordano alla mente ancona, livorno bianca e liv. collo oro. il mazzon che avversava l'introduzione della leghorn mostrava però nelle varie "pollicoltura padovana" foto della megiarola che facevano vedere polli similissimi alle livorno.
nelle ricerche sulla polverara ricordo poi di aver letto in alcuni testi francesi del 1910 o giù di lì che gli autori consideravano italiana la livorno, ma poichè non mi interessava l'argomento non ne presi nota meglio. tieni conto di quest'ultima riga solo per curiosità.
Per cui se da un lato non c'è dubbio che gli animali giunti in italia come ammesso dal ghigi tramite importazione dagli states avessero però sangue italiano e avessero anche soprattutto mantenuto le stesse forme e caratteristiche morfologiche dei loro antenati. Ghigi però non aveva considerato una cosa, che cioè in molte parti d'Italia (veneto, piemonte, ecc...) erano nate selezioni dell'italiana molto più grosse di un livorno, che avevano pesi maggiori e che erano più apprezzate dalla popolazione, cosa che non dovrebbe stupirci.
poi ho visto personalmente le foto del ceppo purissimo del prof che ti dicevo, erano polli bianchi toscani che della livorno avevano tutto, ed erano almeno relativi a inizi novecento. Insomma, io sul fatto che la livorno sia stata rubata non sarei d'accordo, propenderei più per un parziale prestito che poi è tornato a casa. Resta il fatto però che la sua introduzione forzata in tutta italia (i galli miglioratori) abbia inquinato le selezioni locali e il loro patrimonio genetico.
se oggi però io trovassi in giro per l'Italia un ceppo autoctono con caratteristiche di pollo mediterraneo, io un taglio ora come ora con le livorno commerciali lo farei, seguito da incroci di ritorno con la forma originale per sostituzione. la forma è rimasta quasi immutata per cent'anni, visto che ne è stata sempre selezionata la produttività e non l'estetica.
ciao!
Andrea
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6/27/2011 5:51 PM
 
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PS per michy: nei file che mi hai inviato ho trovato tutte le pagine da 1 a 14, le cover e le tavole 7,8,9,10; mi manca il resto. avresti modo di inviarmelo? Così poi unisco tutto e pubblico in pdf. ciao e grazie infinite ancora per la disponibilità!
Andrea
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7/1/2011 3:33 PM
 
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Potresti inviarlo anche a me o darmi il link dal quale poterlo scaricare. Grazie

dicos0@yahoo.it


Non sempre si ha l'opportunità di parlare ed essere ascoltati, ma quando si scrive nessuno ti può interrompere.

dicos0@yahoo.it

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10/14/2011 4:24 PM
 
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se sono ancora in tempo..potresti inviarlo anche a me?? grazie millleeee livrono.italia@virgilio.it
10/14/2011 9:00 PM
 
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Posso approfittarne anche io? [SM=g7350]
Grazie, in anticipo.

maxthornli@gmail.com
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