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Scienza

Last Update: 5/11/2021 10:51 AM
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10/14/2014 5:58 PM
 
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il punto è che non dovrebbe proprio atterrà.
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9/12/2015 12:46 AM
 
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Ma sto HOMO NALEDI?

Ne hanno trovati 15 dentro una grotta, altezza media 1,50 peso intorno ai 45 kg, cervello piccolo...bipedi che si arrampicavano sugli alberi.
Insomma nn molto carini da vedere e incontrare.


www.focus.it/scienza/scienze/homo-naledi-la-scoperta-del-nuovo-ominide?gimg=66382&gpath=#...

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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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1/27/2016 8:46 AM
 
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Addio a Marvin Minsky.

È morto Marvin Minsky, il pioniere dell'intelligenza artificiale. Aveva 88 anni e ha lavorato a lungo al Massachusetts Institute of Technology (Mit), esplorando i possibili impatti che avrebbe avuto sulla società l'arrivo di macchine capaci di pensare in modo simile a quello umano. Parlano chiaro i titoli dei suoi libri più celebri, da 'La società della mente' del 1985 a 'The emotion machine' del 2006.

''L'idea di intelligenza artificiale che abbiamo oggi la dobbiamo a Marvin Minsky'', osserva Daniela Rus, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale del Mit, che Minsky ha contribuito a fondare nel 1959. ''Molte delle sfide che lui ha lanciato - ha aggiunto - stanno ancora guidando e ispirando la ricerca sulle macchine intelligenti''.

Il papà dell'intelligenza artificiale considerava il cervello come una macchina che può essere studiata e il suo funzionamento può essere replicato in un computer. Questo, a sua volta, poteva rivelare i meccanismi del cervello umano.

Nato a New York il 9 agosto 1927, Minsky aveva studiato matematica nell'università di Harvard, dopo aver prestato servizio nella Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. nel 1950, subito dopo la laurea, ha frequentato l'università di Princeton per il dottorato e in quel periodo ha costruito il primo simulatore di una rete neurale. Il passaggio dalla matematica all'informatica è stato breve e nel 1958 Minsky ha cominciato a lavorare a questa disciplina allora pionieristica. Lo ha fatto nel Mit, dove ha continuato a lavorare a lungo, sviluppando nuovi sistemi di programmazione e gli antenati dei robot intelligenti, fatti di una telecamera e un braccio meccanico capace di 'giocare' con le costruzioni dei bambini.
>BR> Per le sue ricerche all'avanguardia ha ricevuto numerosi premi, tra cui l'AM Turing Award ', il più alto riconoscimento nell'informatica.

Considerando possibili forme di vita extraterrestre, Minsky era convinto che queste avrebbero pensato in modo simile all'uomo e che sarebbe stata quindi possibile comunicare con civiltà aliene. In questa chiave ha collaborato con Arthur Clarke, come consulente per "2001 Odissea nello spazio".

Sono celebri anche le invenzioni di Minsky, come quella del cursore tartaruga per disegnare figure geometriche nel linguaggio di programmazione Logo, o come il microscopio a scansione confocale, che illumina un campione e ne rivela l'immagine con una scansione punto a punto. Minsky è stato anche un pianista di talento e alla musica ha regalato invezioni destinate a lasciare una traccia importante. Per esempio, con Ed Fredkin, ha inventato il sintetizzatore 'Muse'.
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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2/1/2016 11:17 AM
 
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Ma l'uomo-albero? [SM=g27991] [SM=g27991]

www.blitzquotidiano.it/video/youtube-uomo-albero-5-chili-di-verruche-radici-sul-corpo-...
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2/11/2016 5:53 PM
 
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I ricercatori del Caltech (California Insitute of Technology), del MIT (Massachusetts Institute of Technology e del LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), sono riusciti a rilevare la presenza delle onde gravitazionali di un evento cosmico utilizzando il LIGO, un doppio osservatorio costruito negli Stati Uniti, ad Hanford Site (Washington) e a Livingston (Louisiana).

Si tratta di una importantissima conferma sperimentale di un'ipotesi teorica e alla scoperta hanno collaborato anche i ricercatori italiani e francesi del VIRGO, un rilevatore che si trova nel comune di Cascina (Pisa) del tutto simile a quelli americani. Il rilevatore italiano non ha rilevato le onde solo perché in questi mesi era in fase di ristrutturazione.

Lo scopo di questi strumenti, coronato da successo, era quello di cercare e trovare le increspature che si formano nel tessuto spazio-tempo dell’Universo quando due masse si avvicinano tra loro ruotando vorticosamente le une attorno alle altre.

Previste dalla Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein, divulgata esattamente 100 anni fa, le onde gravitazionali sono finalmente state catturate.

La probabilità che vi sia un errore è di una su 3 milioni e mezzo, ciò significa che i risultati hanno una certezza 5,1 sigma (sigma è un parametro utilizzato dai fisici per indicare la maggiore o minore certezza dei dati a disposizione), la stessa con la quale si annunciò l’esistenza del Bosone di Higgs. Questo vuol dire che la probabilità di essere certi della scoperta è superiore al 99,9 per cento.


L'OSSERVAZIONE. Le onde gravitazionali sono state rivelate il ​​14 settembre 2015, alle 10:50:45 ora italiana (09:50:45 UTC, 05:50:45 am EDT), da entrambi gli strumenti gemelli entro una finestra temporale di coincidenza di 10 millisecondi. Le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri, di massa equivalente a circa 29 e 36 masse solari, in un unico buco nero ruotante più massiccio di circa 62 masse solari: le 3 masse solari mancanti al totale della somma equivalgono all’energia emessa durante il processo di fusione dei due buchi neri, sotto forma di onde gravitazionali. I due buchi neri, prima di fondersi, hanno spiraleggiato, per poi scontrarsi a una velocità di circa 150.000 km/s, la metà della velocità della luce.

IL CONTIBUTO ITALIANO. «La ricerca delle onde gravitazionali ha una lunga storia legata all’Italia», spiega Marco Giammarchi, dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

«Nasce con Edoardo Amaldi, il quale fu tra i primi al mondo a proporre la ricerca delle onde gravitazionali con la tecnologia “barre criogeniche”. Si utilizzavano barre di metallo di altissima qualità a temperature bassissime che le rendevano sensibili alle vibrazioni delle onde gravitazionali. La metodologia fu sostituita dall’uso del laser con la quale sono stati costruiti gli attuali rilevatori».

“Sembrava una sfida impossibile, come sostenuto dallo stesso Einstein, che reputava questi segnali troppo deboli per una possibile rivelazione, invece ci siamo riusciti”, commenta Pia Astone, ricercatrice INFN che ha curato la redazione dell’articolo scientifico sulla scoperta assieme ad altri cinque colleghi di VIRGO e LIGO. “Finalmente possiamo osservare l’universo con occhi diversi, - prosegue Astone - non è un caso, infatti, che la prima misura diretta di ampiezza e fase delle onde gravitazionali sia stata accompagnata da un’altra importante scoperta, quella della fusione di un sistema binario di buchi neri”.

Ma ora chiediamoci:

COSA SONO LE ONDE GRAVITAZIONALI?
Non c’è nulla in grado di farci immaginare che cosa siano realmente le onde gravitazionali perché coinvolgono lo spazio-tempo che è una nozione impossibile da rappresentare.

Per conoscerle a fondo è necessario avere nozioni approfondite di relatività generale (che le aveva previste) e di altri complessi concetti di fisica. Ma se proprio si vuole provare a immaginarle si possono pensare come “vibrazioni”. «Così come l’onda elettromagnetica permette di osservare le vibrazioni del campo elettromagnetico, quindi il movimento delle cariche elettriche, l’onda gravitazionale permette di osservare la vibrazione dello spazio-tempo, che nel caso della scoperta odierna è stata indotta da due buchi neri che si sono fusi tra loro a diventare un buco nero più grandi» spiega Giammarchi. «Il fenomeno, che è un evento cosmico, cambia molto velocemente la curvatura dello spazio-tempo e questo produce onde gravitazionali di una certa intensità”, continua Giammarchi.

Le onde gravitazionali si producono ogni volta che due oggetti, che ruotano uno attorno all’altro, accelerano la loro rotazione avvicinandosi, fino a scontrarsi. Anche due persone che dovessero mettersi a girare velocemente una attorno all’altra provocherebbero delle increspature nel tessuto spazio-tempo. Queste però sarebbe talmente piccole da essere impercettibili.

Siccome la gravità è una forza molto debole occorrono oggetti molto massicci, come stelle a neutroni o buchi neri, che ruotino molto velocemente l’uno attorno all’altro, per produrre increspature grandi a sufficienza da essere rilevate.

COME SI FA A RILEVARE UN’INCRESPATURA NELLO SPAZIO?
Poiché lo spazio-tempo viene deformato ovunque, dilatandosi e restringendosi, è molto difficile rilevare le onde gravitazionali prodotte.

Ammesso - e non concesso - che si potesse prendere un metro per misurare tali deformazioni, anche il metro subirebbe la deformazione. Esiste però un “metro” che non subisce dilatazioni ed è la velocità della luce. Se lo spazio tra due punti si dilata o si accorcia, la luce impiega più o meno tempo per andare da un punto all’altro. Ed è su questo concetto che lavorano i laboratori come LIGO o VIRGO. Di fatto sono tunnel lunghi anche 4 chilometri al cui interno vengono sparati fasci laser per misurare i cambiamenti infinitesimali della distanza tra le estremità dei tunnel. Quando arriva un’onda gravitazionale si ha una dilatazione dello spazio in una direzione del tunnel. Misurando le interferenze tra i fasci laser che sono riflessi da un’estremità all’altra è possibile misurare in modo molto preciso se lo spazio tra le estremità si è dilatato o compresso.

LE ONDE GRAVITAZIONALI SONO RARE O MOLTO DIFFUSE?
Poiché fenomeni violenti nella nostra galassia e nell’Universo sono frequenti i fisici ipotizzano che siamo sempre immersi in un mare di onde gravitazionali. Il problema del loro rilevamento sta nell’avere a disposizione strumenti molto precisi. Un’onda gravitazionale che dovesse passare attraverso il nostro corpo lo allungherebbe o lo accorcerebbe di una distanza inferiore al diametro di un protone che corrisponde a 0,000000000000001 metri. E come le increspature di un sasso che cade in un stagno si indeboliscono con la distanza questo succede anche alle onde gravitazionali.

QUALE PRECISIONE SI RICHIEDE IN QUESTE MISURE?
La precisione richiesta è straordinaria. Per rilevare la presenza di un’onda gravitazionale si deve essere in grado di riconoscere modifiche di lunghezze dell’ordine di 10-23, che vuol dire 0,00000000000000000000001. È come se un bastoncino lungo mille miliardi di miliardi di metro si accorcia o si allunga di 5 millimetri.

COSA C'ENTRA ALBERT EINSTEIN CON LE ONDE GRAVITAZIONALI?
Einstein aveva dedotto la loro esistenza quando formulò la Teoria Generale della Gravità. Quasi tutto ciò che la teoria aveva predetto è stato dimostrato, mancava la prova dell’esistenza delle onde gravitazionali. Einstein stesso comunque, aveva dubbi sulla possibilità che le avremmo trovate.

PRIMA DI QUESTA PROVA NON CI SONO MAI STATI INDIZI DELLA LORO ESISTENZA?
Nel 2014 una ricerca condotta con il telescopio BICEP 2, al Polo Sud, sembrava aver individuato le onde gravitazionali prodotte dal Big Bang, ma si rilevarono essere onde lasciate da polvere cosmica presente nella nostra galassia. “Indirettamente però, esse vennero individuate nel 1974, quando Russel Hulse e Joseph Taylor (la cui scoperta valse il Premio Nobel) studiando due pulsar (stelle di neutroni) in rotazione reciproca calcolarono che se esse avessero emesso onde gravitazionali ciò che avveniva era in perfetta linea con la relatività Generale”, spiega Giammarchi. Purtroppo però gli strumenti di allora non permettevano tale rilevamento.

LE ONDE GRAVITAZIONALI A COSA POSSONO ESSERE UTILI?
Il loro utilizzo apre una nuova finestra sull’Universo. Fino ad oggi lo abbiamo studiato all’infrarosso, nella luce visibile, nella luce ultraviolette e alle alte energia come raggi x e raggi gamma. Lo abbiamo studiato anche attraverso le onde radio. Ora potrebbe iniziare l’era delle onde gravitazionali. Con esse si potrebbero studiare fenomeni non visibili con altri strumenti. La massima aspirazione potrebbe essere lo studio del Big Bang. La luce e altre radiazioni iniziarono ad emergere solo 300.000 anni dopo il Big Bang, ma con le onde gravitazionali si potrebbe andare a ridosso della “grande esplosione” scoprendo cose che oggi neppure ci immaginiamo.

CHI STUDIA LE ONDE GRAVITAZIONALI?
La ricerca sperimentale ha tre punti di forza: il LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, la cui costruzione iniziò nel 2002 sponsorizzato con 620 milioni di dollari dalla National Science Foundation. Si trova a Livingston (Usa). È al LIGO che è avvenuta la recente scoperta.

Vi è poi il VIRGO che si trova nel comune di Cascina (Pisa) che è frutto della collaborazione italo-francese tra l’Istituto nazionale di fisica nucleare e il Centre National de la recherche scientifique. Infine vi è il progetto LISA Pathfinder, una missione spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea la cui prima missione è stata lanciata nel 2015 con lo scopo di mettere a punto le tecnologie utili alla vera missione spaziale che si propone di cercare le onde gravitazionali con tre satelliti in orbita terrestre, il cui lancio è previsto nel prossimo decennio.

[Edited by lucolas999 2/11/2016 5:58 PM]
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2/11/2016 9:27 PM
 
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Non c'ho capito un cazzo: pensa che qui ci hanno addirittura aperto il telegiornale con uno che lo spiegava proprio per i deficienti e nonostante tutto [SM=x2478853]
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"A' Gómez, se c'hai 'na penna te faccio l'autografo!"

"Vola, sotto la curva vola, la curva s'innamora, tedesco vola"

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2/12/2016 2:22 AM
 
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Manco io c'ho capito un cazzo.. non riesco proprio a legge certi termini, ammetto la mia ignoranza ma per me è troppo complicato... [SM=g10890]
ma è tipo il "continum spazio-tempo" che tanto predicava doc in ritorno al futuro???
[SM=x2478856]
[Edited by gianpaolo77 2/12/2016 2:24 AM]
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2/12/2016 10:49 AM
 
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più che "tipo" giampà, quella del "continuum" è una delle tante teorie legate a quella dello spazio-tempo e, dell'ipotesi dei viaggi nel tempo (tipo c'è chi teorizza che se io torno indietro e ammazzo mia madre da bambina, io sparisco subito (per via del "continuum") e chi invece considera le due cose indipendenti: io ormai ci sono quindi pure se dovessi ucciderla continuo a esistere.

certo che "due buchi neri, prima di fondersi, hanno spiraleggiato, per poi scontrarsi a una velocità di circa 150.000 km/s, la metà della velocità della luce"... stupefacente.

e comunque "La probabilità che vi sia un errore è di una su 3 milioni e mezzo" fa abbastanza impressione.


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6/15/2016 2:20 PM
 
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Scoperte le prime impronte dell'HOMO ERECTUS

In Eritrea, risalgono a 800.000 anni fa

Scoperte le prime impronte dell'Homo erectus. Sono sono state lasciate 800.000 anni fa sulla sabbia di un lago circondato da praterie, dove oggi c'è il deserto dell'Eritrea. A individuarle è stata l'ultima campagna di scavo coordinata dall'università Sapienza di Roma e dal Museo Nazionale dell'Eritrea, nel sito di ad Aalad-Amo, nella parte orientale del Paese. Le impronte potranno dire molto di una specie chiave nella storia dell'evoluzione umana, ha osservato il coordinatore degli scavi, Alfredo Coppa.

“Se confermata dallo studio fotogrammetrico in corso - ha detto il ricercatore - e da ulteriori ritrovamenti nella prossima campagna di scavo, la sequenza di impronte emerse in Dancalia sarà in grado di raccontarci molte cose dell’Homo Erectus”.
Le impronte scoperte in Eritrea sono molto simili a quelle dell'uomo moderno e potrebbero dare importanti indicazioni su anatomia del piede e locomozione di questi nostri antenati: mostrano dettagli delle dita dei piedi e della pianta caratteristici dei piedi umani e che li rendono efficienti nella camminata e nella corsa.

Le orme dell'Homo erectus sono orientate in direzione Nord-Sud, allineate con altre lasciate da antilopi estinte e sono conservate in un sedimento di sabbia indurita,

probabilmente esposta a inondazioni di acqua. Questo fa pensare che in quest'area oggi desertica vi fosse un lago circondato da praterie. E' la prima volta che si scoprono impronte che risalgono al Pleistocene medio, un periodo di transizione molto importante nell'evoluzione umana, nel quale si sono sviluppate, proprio a partire dall'Homo erectus, specie umane con cervelli più grandi e corpi più moderni.
ansa.it

Siamo tutti un pò eritrei [SM=g7554]
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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6/16/2016 12:10 PM
 
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Re:
Sound72, 15/06/2016 14.20:

Scoperte le prime impronte dell'HOMO ERECTUS

In Eritrea, risalgono a 800.000 anni fa

Scoperte le prime impronte dell'Homo erectus. Sono sono state lasciate 800.000 anni fa sulla sabbia di un lago circondato da praterie, dove oggi c'è il deserto dell'Eritrea. A individuarle è stata l'ultima campagna di scavo coordinata dall'università Sapienza di Roma e dal Museo Nazionale dell'Eritrea, nel sito di ad Aalad-Amo, nella parte orientale del Paese. Le impronte potranno dire molto di una specie chiave nella storia dell'evoluzione umana, ha osservato il coordinatore degli scavi, Alfredo Coppa.

“Se confermata dallo studio fotogrammetrico in corso - ha detto il ricercatore - e da ulteriori ritrovamenti nella prossima campagna di scavo, la sequenza di impronte emerse in Dancalia sarà in grado di raccontarci molte cose dell’Homo Erectus”.
Le impronte scoperte in Eritrea sono molto simili a quelle dell'uomo moderno e potrebbero dare importanti indicazioni su anatomia del piede e locomozione di questi nostri antenati: mostrano dettagli delle dita dei piedi e della pianta caratteristici dei piedi umani e che li rendono efficienti nella camminata e nella corsa.

Le orme dell'Homo erectus sono orientate in direzione Nord-Sud, allineate con altre lasciate da antilopi estinte e sono conservate in un sedimento di sabbia indurita,

probabilmente esposta a inondazioni di acqua. Questo fa pensare che in quest'area oggi desertica vi fosse un lago circondato da praterie. E' la prima volta che si scoprono impronte che risalgono al Pleistocene medio, un periodo di transizione molto importante nell'evoluzione umana, nel quale si sono sviluppate, proprio a partire dall'Homo erectus, specie umane con cervelli più grandi e corpi più moderni.
ansa.it

Siamo tutti un pò eritrei [SM=g7554]



ah ma quello se sapeva, piuttosto la notizia ormai non notizia in quanto risaputa è che le ultimissime tracce di Homo Erectus, ma anche di Australopiteco sono rinvenute ogni giorno negli studi delle radio romane.

Si dice addirittura che Piero Torri sia il primo antenato dell'uomo.



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6/16/2016 12:19 PM
 
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Re:
Sound72, 12/09/2015 00.46:

Ma sto HOMO NALEDI?

Ne hanno trovati 15 dentro una grotta, altezza media 1,50 peso intorno ai 45 kg, cervello piccolo...bipedi che si arrampicavano sugli alberi.
Insomma nn molto carini da vedere e incontrare.


www.focus.it/scienza/scienze/homo-naledi-la-scoperta-del-nuovo-ominide?gimg=66382&gpath=#...




Allora te riferisci all'Homo Naledi [SM=g7557]
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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6/16/2016 12:43 PM
 
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in realtà la vera classificazione sua è Homo de NeanderSON


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6/16/2016 2:13 PM
 
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Beh ma penso che a livello di ragionamento Torri sia ai livelli dei protozoi quelli proprio prima del prima, gli organismi monocellulari. Gli ominidi vivevano in gruppo, dovevano caccià, raccogliere le bacche, capí quali potevano magnà e quali no. Insomma roba anche complessa.

Ecco il suo ragionamento attuale:

"Non è vero che la Roma cede sempre i giocatori più forti"
"Negli ultimi 4 anni ne avrà ceduti 5/6" (che fa uno all'anno più o meno [SM=g11491] )
"Ma poi chi hai venduto de forte? Osvaldo sta al cesso, Borini è 'na pippa, Benatia vabbè ma poi non c'avevi Manolas, Lamela e Marquinhos vabbè"
"I giocatori comprati da Sabatini so' tutti forti" ma allora chi cazzo ha venduto Pierí?

[SM=x2478853]
[Edited by jandileida23 6/16/2016 2:16 PM]
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2/23/2017 11:04 AM
 
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Sette pianeti per Trappist-1

Sette pianeti intorno alla nana rossa: Trappist-1b, c, d, e, f, g, h (in ordine di distanza dalla stella madre).

Con una massa pari all’8 per cento di quella del Sole, Trappist-1 è una stella di piccolissima taglia, circa 80 volte le dimensioni di Giove. Sebbene si trovi abbastanza vicina a noi, ovvero a poco meno di 40 anni luce, la sua luce risulta molto debole. Gli scienziati si aspettavano di trovare sistemi planetari composti da più pianeti terrestri in orbite strette attorno a nane rosse, ma Trappist-1 è la prima in assoluto ad essere stata scoperta.

Le orbite dei sette pianeti sono molto strette, per capirci si trovano quasi tutte comprese entro l’orbita di Mercurio attorno al Sole. Tuttavia, a causa delle dimensioni ridotte di Trappist-1 e della sua bassa temperatura superficiale, i pianeti ricevono un’energia confrontabile con quella che colpisce i pianeti interni del Sistema solare. A livello teorico, tutti e sette i pianeti potrebbero ospitare acqua allo stato liquido sulla loro superficie, anche se, sulla base delle loro distanze dalla stella, alcuni candidati sono più solidi di altri. I modelli indicano infatti che i pianeti più interni (Trappist-1b, c, d) potrebbero essere troppo caldi.

Le orbite dei sette pianeti sono molto strette, per capirci si trovano quasi tutte comprese entro l’orbita di Mercurio attorno al Sole. Tuttavia, a causa delle dimensioni ridotte di Trappist-1 e della sua bassa temperatura superficiale, i pianeti ricevono un’energia confrontabile con quella che colpisce i pianeti interni del Sistema solare. A livello teorico, tutti e sette i pianeti potrebbero ospitare acqua allo stato liquido sulla loro superficie, anche se, sulla base delle loro distanze dalla stella, alcuni candidati sono più solidi di altri. I modelli indicano infatti che i pianeti più interni (Trappist-1b, c, d) potrebbero essere troppo caldi.
www.media.inaf.it/2017/02/22/sistema-planetario-sette-terre/

Io me prendo Trappist- F
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2/23/2017 11:54 AM
 
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"c'è vita sul pianeta?"
"eh.. giusto un po' il sabbbato sera!"
[SM=x2478856]
[Edited by gianpaolo77 2/23/2017 11:54 AM]
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3/3/2017 11:20 AM
 
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40 milioni di anni luce, ce ne vorrà per arrivarci. Se e quando avremo la tecnologia per un viaggio del genere, avoglia i Sistemi potenzialmente abitabili che avremo scovato.
Ci sarà l'imbarazzo della scelta.
Intanto però proseguirei costantemente con l'Operazione Marte. Cominciamo a fare palestra intanto.
Perchè prima di partire con l'astronave per Trappist o altro l'uomo dovrà (farà bene a) sfruttare un altro tipo di migrazione, che è quella di isola in isola, un po' come le popolazioni antidiluviane che migrarono fino alle isolette più remote partendo di tappa in tappa.
Intanto che si studia, si ricerca, si prova chissà se sarà possibile, a inventare le astronavi capaci di viaggi interstellari (a velocità, e quindi con tempi di viaggio, umanamente accettabili), è bene prendere dimestichezza intanto con qualcosa di molto più fattibile.
Io da tempo ritengo che non è dalla Terra che l'uomo partirà alla volta di altri sistemi.
Pensa che faccia prima la Terra a collassare che l'uomo a realizzare l'Astronave. Per quanto riguarda la velocità della luce, o lo spazio tempo, o la curvatura dello stesso, poi, non so nemmeno se ci si arriverà mai. Comunque non è cosa fattibile a breve.
Meglio intanto i piccoli passi, dalla Terra a Marte, da Marte a Europa, ecc. ecc. ecc.
[Edited by giove(R) 3/3/2017 11:21 AM]


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4/10/2017 1:36 PM
 
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Roma, 13 malori nei primi due giorni della mostra Real Bodies: chiuso lo show


Tredici malori nel primo weekend di apertura al pubblico della mostra «Real Bodies, scopri il corpo umano», che espone 350 fra corpi e organi trattati con la tecnica della plastinazione nella sede espositiva di via Guido Reni 7, di fronte al museo Maxxi a Roma.

Fra svenimenti e visitatori scioccati, tra cui anche un minorenne, gli organizzatori hanno deciso di sospendere le performance delle sospensioni multiple proposte dalla kermesse dedicata al corpo umano: si tratta di un'antica pratica che permette ai performer di rimanere per molto tempo appesi a peso morto assicurati a ganci metallici conficcati nello strato più esterno dell'epidermide.

I malori fra i visitatori sono iniziati sabato scorso alle 14.30, quando è entrata in mostra una comitiva di visitatori tra cui un ragazzo di 16 anni. Alla vista delle sospensioni nella sezione della mostra dedicata al sistema epidermico che mostra tra l'altro, conservata in un pannello di vetro, anche un'intera pelle umana scuoiata, il ragazzo ha avuto un crollo improvviso accasciandosi sulle gambe e poi cadendo a terra e riportando una piccola ferita alla testa.

«Per fortuna si è ripreso subito ed è stato medicato ed assistito dal personale della mostra finché abbiamo rintracciato i genitori poco distante ai quali lo abbiamo affidato caldeggiando l'intervento del 118» racconta Mauro Rigoni, titolare della società Venice Exhibition che promuove l'evento. A questo primo mancamento ne sono seguiti una dozzina: due ragazze di 18 e 26 anni della zona della Magliana si sono sentite male anche loro davanti alle sospensioni.

«Tranne una signora inglese che è stata male nella sezione della riproduzione davanti ai feti in vitro» specificano gli organizzatori «ed un anziano che soffre di claustrofobia colto da vertigini e capogiri davanti al tavolo autoptico, il resto delle 11 vittime di malori hanno riferito sensibilità alla vista del sangue».

Per questi motivi cono state cancellate dal calendario le sospensioni programmate nei prossimi giorni, originariamente incluse nell'allestimento dalla produzione per mostrare la capacità del derma di sorreggere il peso anche di più persone contemporaneamente. «Siamo dispiaciuti di aver annullato le esibizioni future - aggiunge Rigoni - perché ci rendiamo conto che bloccare questo show toglierà la possibilità ad altri di ammirare questa tecnica incredibile annunciata da tempo nell'ambito della mostra. Le sospensioni avevano solo finalità scientifiche e di certo non ci aspettavamo una reazione di insofferenza e tale impressionabilità da parte del pubblico. Domenica abbiamo ricevuto in mostra visitatori arrivati da Napoli, Bari, e addirittura una coppia giunta dalla Sardegna, per assistere a questo show particolare che mostra la resistenza della pelle e di solito riscuote tanta ammirazione».

Attimi di panico poi, domenica quando un visitatore della mostra, un 28enne di Testaccio in compagnia di sua moglie, stava per arroventare con l'accendino la catena metallica che sorreggeva un performer, convinto che si trattasse di una finzione. Il gesto è stato interrotto sul nascere dallo staff della mostra e dalla security. «La donna - spiega l'organizzatore della mostra - invece di far capire al marito la gravità del gesto scellerato, ha preferito piantare una protesta per il sangue che colava lungo il corpo dei performer, sostenendo che negli ospedali ci sono tanti malati che hanno urgente bisogno di fluido ematico mentre lì veniva sprecato». «Polemiche senza fondamento - conclude Rigoni - abbiamo allontanato la coppia di coniugi dalla mostra e stiamo valutando se segnalare il fatto nelle sedi opportune».


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Ma un giro tranquillo pe centri commerciali il fine settimana no? [SM=g7557]

Coppia simpatia quella con l'accendino
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4/11/2017 4:21 PM
 
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che ce se siete venuti a fàààààààààààààààààààààà...ohohohohohoho...
ce sta gente che sulle montagne russe si sente male ma non per questo chiudono le montagne russe.
mentalità italiana.
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4/12/2017 8:30 AM
 
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Io l'ho vista qualche anno fa a Bruxelles la mostra e quelli appesi non c'erano. Minchia quello con l'accendino dovrebbe donà il cervello alla scienza
[Edited by jandileida23 4/12/2017 8:32 AM]
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4/12/2017 9:39 AM
 
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mi immagino due tipi alla Jessica e Ivano
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