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La presenza di Dio

Last Update: 6/12/2020 9:44 AM
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10/15/2012 1:29 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.



A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)




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Giuria Speciale

10/16/2012 12:04 AM
 
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Bestion., 15/10/2012 13.29:








[SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] mi sa' che debbano fare i conti con un "stack pointer di un database" [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598]

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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/16/2012 12:21 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!
CCC 1918-1919


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Giuria Speciale

10/16/2012 10:42 PM
 
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[SM=x44599] sai bestion una volta c'era un corpo [SM=x44600] che aveva come motto "semper audere" [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] chissa se aveva ragione [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606]
[SM=x44600] non e' che per caso il tuo capo ha un po' di "musica pop" [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44599] [SM=x44600]

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anche perché la MORTE non accetta una lira
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10/17/2012 1:33 AM
 
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[SM=x44600] sai bestion la cosa farebbe "inc....re"piu' di tutte [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] di tutta sta "pazzia" e che il tuo santarellino "povacco"(non vorrai metterlo al livello dei polacchi) [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] abbia saputo (forse) ne piu' ne meno che di "Una Donna" [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44607] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44633] [SM=x44619]

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anche perché la MORTE non accetta una lira
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Giuria Speciale

10/17/2012 1:43 AM
 
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[SM=x44611] [SM=x44611] [SM=x44611] [SM=x44611] bestion mi dimenticavo la paginetta del giorno (per il vedi sopra) [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603]
"gv 20,29" [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598]

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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/17/2012 8:51 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


«Cristo morì per i nostri peccati
secondo le Scritture, fu sepolto ed
è risuscitato il terzo giorno»

(1 Cor 15,3)



«Dio si è rivelato con parole e opere in tutta una lunga storia di amicizia
con l’uomo, che culmina nell’Incarnazione del Figlio di Dio e nel suo
Mistero di Morte e Risurrezione. Dio non solo si è rivelato nella storia
di un popolo, non solo ha parlato per mezzo dei Profeti, ma ha varcato
il suo Cielo per entrare nella terra degli uomini come uomo, perché
potessimo incontrarlo e ascoltarlo. E da Gerusalemme l’annuncio
del Vangelo della salvezza si è diffuso fino ai confini della terra.

La Chiesa, nata dal costato di Cristo, è divenuta portatrice di
una nuova solida speranza: Gesù di Nazaret, crocifisso e
risorto, salvatore del mondo, che siede alla destra
del Padre ed è il giudice dei vivi e dei morti»


La Chiesa: «Maestra di umanità»
Benedetto XVI

«Oggi vorrei introdurre il nuovo ciclo di catechesi, che si sviluppa lungo tutto l’Anno della fede appena iniziato e che interrompe - per questo periodo – il ciclo dedicato alla scuola della preghiera. Con la Lettera apostolica Porta Fidei ho indetto questo Anno speciale, proprio perché la Chiesa rinnovi l’entusiasmo di credere in Gesù Cristo, unico salvatore del mondo, ravvivi la gioia di camminare sulla via che ci ha indicato, e testimoni in modo concreto la forza trasformante della fede.

La ricorrenza dei cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II è un’occasione importante per ritornare a Dio, per approfondire e vivere con maggiore coraggio la propria fede, per rafforzare l’appartenenza alla Chiesa, «maestra di umanità», che, attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e le opere della carità ci guida ad incontrare e conoscere Cristo, vero Dio e vero uomo. Si tratta dell’incontro non con un’idea o con un progetto di vita, ma con una Persona viva che trasforma in profondità noi stessi, rivelandoci la nostra vera identità di figli di Dio. L’incontro con Cristo rinnova i nostri rapporti umani, orientandoli, di giorno in giorno, a maggiore solidarietà e fraternità, nella logica dell’amore. Avere fede nel Signore non è un fatto che interessa solamente la nostra intelligenza, l’area del sapere intellettuale, ma è un cambiamento che coinvolge la vita, tutto noi stessi: sentimento, cuore, intelligenza, volontà, corporeità, emozioni, relazioni umane. Con la fede cambia veramente tutto in noi e per noi, e si rivela con chiarezza il nostro destino futuro, la verità della nostra vocazione dentro la storia, il senso della vita, il gusto di essere pellegrini verso la Patria celeste.

Ma - ci chiediamo - la fede è veramente la forza trasformante nella nostra vita, nella mia vita? Oppure è solo uno degli elementi che fanno parte dell’esistenza, senza essere quello determinante che la coinvolge totalmente? Con le catechesi di quest’Anno della fede vorremmo fare un cammino per rafforzare o ritrovare la gioia della fede, comprendendo che essa non è qualcosa di estraneo, di staccato dalla vita concreta, ma ne è l’anima. La fede in un Dio che è amore, e che si è fatto vicino all’uomo incarnandosi e donando se stesso sulla croce per salvarci e riaprirci le porte del Cielo, indica in modo luminoso che solo nell’amore consiste la pienezza dell’uomo. Oggi è necessario ribadirlo con chiarezza, mentre le trasformazioni culturali in atto mostrano spesso tante forme di barbarie, che passano sotto il segno di «conquiste di civiltà»: la fede afferma che non c’è vera umanità se non nei luoghi, nei gesti, nei tempi e nelle forme in cui l’uomo è animato dall’amore che viene da Dio, si esprime come dono, si manifesta in relazioni ricche di amore, di compassione, di attenzione e di servizio disinteressato verso l’altro. Dove c’è dominio, possesso, sfruttamento, mercificazione dell’altro per il proprio egoismo, dove c’è l’arroganza dell’io chiuso in se stesso, l’uomo viene impoverito, degradato, sfigurato. La fede cristiana, operosa nella carità e forte nella speranza, non limita, ma umanizza la vita, anzi la rende pienamente umana.

La fede è accogliere questo messaggio trasformante nella nostra vita, è accogliere la rivelazione di Dio, che ci fa conoscere chi Egli è, come agisce, quali sono i suoi progetti per noi. Certo, il mistero di Dio resta sempre oltre i nostri concetti e la nostra ragione, i nostri riti e le nostre preghiere. Tuttavia, con la rivelazione è Dio stesso che si autocomunica, si racconta, si rende accessibile. E noi siamo resi capaci di ascoltare la sua Parola e di ricevere la sua verità. Ecco allora la meraviglia della fede: Dio, nel suo amore, crea in noi – attraverso l’opera dello Spirito Santo – le condizioni adeguate perché possiamo riconoscere la sua Parola. Dio stesso, nella sua volontà di manifestarsi, di entrare in contatto con noi, di farsi presente nella nostra storia, ci rende capaci di ascoltarlo e di accoglierlo. San Paolo lo esprime con gioia e riconoscenza così: «Ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete» (1 Ts 2,13).

Dio si è rivelato con parole e opere in tutta una lunga storia di amicizia con l’uomo, che culmina nell’Incarnazione del Figlio di Dio e nel suo Mistero di Morte e Risurrezione. Dio non solo si è rivelato nella storia di un popolo, non solo ha parlato per mezzo dei Profeti, ma ha varcato il suo Cielo per entrare nella terra degli uomini come uomo, perché potessimo incontrarlo e ascoltarlo. E da Gerusalemme l’annuncio del Vangelo della salvezza si è diffuso fino ai confini della terra. La Chiesa, nata dal costato di Cristo, è divenuta portatrice di una nuova solida speranza: Gesù di Nazaret, crocifisso e risorto, salvatore del mondo, che siede alla destra del Padre ed è il giudice dei vivi e dei morti. Questo è il kerigma, l’annuncio centrale e dirompente della fede. Ma sin dagli inizi si pose il problema della «regola della fede», ossia della fedeltà dei credenti alla verità del Vangelo, nella quale restare saldi, alla verità salvifica su Dio e sull’uomo da custodire e trasmettere. San Paolo scrive: «Ricevete la salvezza, se mantenete [il vangelo] in quella forma in cui ve l’ho annunciato. Altrimenti avreste creduto invano» (1 Cor 15,2).

Ma dove troviamo la formula essenziale della fede? Dove troviamo le verità che ci sono state fedelmente trasmesse e che costituiscono la luce per la nostra vita quotidiana? La risposta è semplice: nel Credo, nella Professione di Fede o Simbolo della fede, noi ci riallacciamo all’evento originario della Persona e della Storia di Gesù di Nazaret; si rende concreto quello che l’Apostolo delle genti diceva ai cristiani di Corinto: «Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno» (1 Cor 15,3).

Anche oggi abbiamo bisogno che il Credo sia meglio conosciuto, compreso e pregato. Soprattutto è importante che il Credo venga, per così dire, «riconosciuto». Conoscere, infatti, potrebbe essere un’operazione soltanto intellettuale, mentre «riconoscere» vuole significare la necessità di scoprire il legame profondo tra le verità che professiamo nel Credo e la nostra esistenza quotidiana, perché queste verità siano veramente e concretamente - come sempre sono state - luce per i passi del nostro vivere, acqua che irrora le arsure del nostro cammino, vita che vince certi deserti della vita contemporanea. Nel Credo si innesta la vita morale del cristiano, che in esso trova il suo fondamento e la sua giustificazione.

Non è un caso che il Beato Giovanni Paolo II abbia voluto che il Catechismo della Chiesa Cattolica, norma sicura per l’insegnamento della fede e fonte certa per una catechesi rinnovata, fosse impostato sul Credo. Si è trattato di confermare e custodire questo nucleo centrale delle verità della fede, rendendolo in un linguaggio più intellegibile agli uomini del nostro tempo, a noi. E’ un dovere della Chiesa trasmettere la fede, comunicare il Vangelo, affinché le verità cristiane siano luce nelle nuove trasformazioni culturali, e i cristiani siano capaci di rendere ragione della speranza che portano (cfr 1 Pt 3,14). Oggi viviamo in una società profondamente mutata anche rispetto ad un recente passato, e in continuo movimento. I processi della secolarizzazione e di una diffusa mentalità nichilista, in cui tutto è relativo, hanno segnato fortemente la mentalità comune. Così, la vita è vissuta spesso con leggerezza, senza ideali chiari e speranze solide, all’interno di legami sociali e familiari liquidi, provvisori. Soprattutto le nuove generazioni non vengono educate alla ricerca della verità e del senso profondo dell’esistenza che superi il contingente, alla stabilità degli affetti, alla fiducia. Al contrario, il relativismo porta a non avere punti fermi, sospetto e volubilità provocano rotture nei rapporti umani, mentre la vita è vissuta dentro esperimenti che durano poco, senza assunzione di responsabilità. Se l’individualismo e il relativismo sembrano dominare l’animo di molti contemporanei, non si può dire che i credenti restino totalmente immuni da questi pericoli, con cui siamo confrontati nella trasmissione della fede. L’indagine promossa in tutti i continenti per la celebrazione del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, ne ha evidenziato alcuni: una fede vissuta in modo passivo e privato, il rifiuto dell’educazione alla fede, la frattura tra vita e fede.

Il cristiano spesso non conosce neppure il nucleo centrale della propria fede cattolica, del Credo, così da lasciare spazio ad un certo sincretismo e relativismo religioso, senza chiarezza sulle verità da credere e sulla singolarità salvifica del cristianesimo. Non è così lontano oggi il rischio di costruire, per così dire, una religione «fai-da-te». Dobbiamo, invece, tornare a Dio, al Dio di Gesù Cristo, dobbiamo riscoprire il messaggio del Vangelo, farlo entrare in modo più profondo nelle nostre coscienze e nella vita quotidiana.

Nelle catechesi di quest’Anno della fede vorrei offrire un aiuto per compiere questo cammino, per riprendere e approfondire le verità centrali della fede su Dio, sull’uomo, sulla Chiesa, su tutta la realtà sociale e cosmica, meditando e riflettendo sulle affermazioni del Credo. E vorrei che risultasse chiaro che questi contenuti o verità della fede (fides quae) si collegano direttamente al nostro vissuto; chiedono una conversione dell’esistenza, che dà vita ad un nuovo modo di credere in Dio (fides qua). Conoscere Dio, incontrarlo, approfondire i tratti del suo volto mette in gioco la nostra vita, perché Egli entra nei dinamismi profondi dell’essere umano.

Possa il cammino che compiremo quest’anno farci crescere tutti nella fede e nell’amore a Cristo, perché impariamo a vivere, nelle scelte e nelle azioni quotidiane, la vita buona e bella del Vangelo.



Fonte -


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Giuria Speciale

10/18/2012 12:11 AM
 
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Bestion., 17/10/2012 20.51:








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10/18/2012 1:46 PM
 
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Distruggere la Chiesa
Gianfranco Ravasi

«Io distruggerò la vostra Chiesa», disse Napoleone al cardinale Consalvi. «Maestà, sono venti secoli che noi stessi cerchiamo di fare questo e non ci siamo riusciti», rispose il Segretario di Stato di Pio VII.
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Parleremo della Chiesa nella solennità dei Ss. Pietro e Paolo e lo facciamo con questo gustoso apologo che trovo in apertura alla voce "Chiesa" del volume Spunti & Appunti di Leonardo Sapienza (ed. Rogate). Lo spunto auto-ironico di quel cardinale è di facile assimilazione e applicazione un po- a tutti noi cristiani, perché, come membra vive della Chiesa, abbiamo spesso fatto di tutto per paralizzarla, ferirla, umiliarla.

Tuttavia la presenza divina, assicurata dalle parole di Cristo rivolte a Pietro («le porte degli inferi non prevarranno contro di essa») fa sì che la Chiesa continui nei secoli come segno di amore, di verità, di speranza.Vorrei a questo punto lasciare la riflessione a un sacerdote che soffrì per la Chiesa e anche attraverso la Chiesa, conservandone intatta la fedeltà e l-amore, don Primo Mazzolari:

«Custode di un-eredità che non muore: anello di comunicazione misteriosa e magnifica tra la patria delle cose puerili e quella delle cose eterne: stranamente vituperata nei giorni dell-ira e vivamente necessaria agli stessi vituperatori nei giorni dell-infortunio.
Tu, o Chiesa, possiedi un libro, una croce, un pane con cui puoi alzare gli schiavi, insegnare, benedire, compiangere». Il libro, la croce e il pane sono i suoi veri tesori e sono il segno della sua sfida alla morte, perché essi sono la presenza viva, eterna ed efficace del Padre, di Cristo e dello Spirito.



Fonte - - Rubrica "Avvenire"


«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)



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10/18/2012 11:49 PM
 
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Bestion., 18/10/2012 13.46:



«Io distruggerò la vostra Chiesa», disse Napoleone al cardinale Consalvi. «Maestà, sono venti secoli che noi stessi cerchiamo di fare questo e non ci siamo riusciti»





[SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] bestion ribadisco erano "ommini" [SM=x44598] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44605] [SM=x44605] [SM=x44605] [SM=x44605] tu parli di un libro dove si parla che distrusse 2 citta' [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] ma non volle se mi ricordo bene [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] testimoni [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606]
poi magari avverte [SM=x44599] [SM=x44600] lo capiranno?????? [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606]
la sua chiesa bestion non e' propriamente chiesa cristiana ma e' una voce di "UNA DONNA" dove ci sono un po tutti i suoi angeli compresi e prova indovinare chi li protegge [SM=x44598] [SM=x44598]
tu continui a mettere una foto di un tedesco in una frase ma quello che tu chiami pietro e il (padre) dell "UOMO" che non e' il nazareno ma uno in un certo senso come Lui bestion buona fortuna

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anche perché la MORTE non accetta una lira
10/19/2012 2:16 AM
 
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«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)



LA CHIESA E':
UNA – SANTA - CATTOLICA - APOSTOLICA

Catechismo Chiesa Cattolica

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«Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica. Questi quattro attributi, legati inseparabilmente tra di loro, indicano tratti essenziali della Chiesa e della sua missione. La Chiesa non se li conferisce da se stessa; è Cristo che, per mezzo dello Spirito Santo, concede alla sua Chiesa di essere una, santa, cattolica e apostolica, ed è ancora lui che la chiama a realizzare ciascuna di queste caratteristiche.

Soltanto la fede può riconoscere che la Chiesa trae tali caratteristiche dalla sua origine divina.
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Tuttavia le loro manifestazioni storiche sono segni che parlano chiaramente alla ragione umana.
La Chiesa – ricorda il Concilio Vaticano –, a causa della sua eminente santità [...], della sua cattolica unità, della sua incrollabile stabilità, è per se stessa un grande e perenne motivo di credibilità e una irrefragabile testimonianza della sua missione divina.


... continua




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10/19/2012 9:36 AM
 
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Bestion., 19/10/2012 02:16:







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10/19/2012 12:56 PM
 
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Bestion., 19/10/2012 02:16:


«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)






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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/19/2012 2:46 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


La Chiesa è:
U N A

Catechismo Chiesa Cattolica

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Il sacro mistero dell'unità della Chiesa.
La Chiesa è una per la sua origine: « Il supremo modello e il principio di questo mistero è l'unità nella Trinità delle Persone di un solo Dio Padre e Figlio nello Spirito Santo . La Chiesa è una per il suo Fondatore: Il Figlio incarnato, infatti, [...] per mezzo della sua croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio, [...] ristabilendo l'unità di tutti i popoli in un solo popolo e in un solo corpo. La Chiesa è una per la sua « anima: Lo Spirito Santo, che abita nei credenti e tutta riempie e regge la Chiesa, produce quella meravigliosa comunione dei fedeli e tanto intimamente tutti unisce in Cristo, da essere il principio dell'unità della Chiesa. È dunque proprio dell'essenza stessa della Chiesa di essere una:
Che stupendo mistero! Vi è un solo Padre dell'universo, un solo Logos dell'universo e anche un solo Spirito Santo, ovunque identico; vi è anche una sola Vergine divenuta Madre, e io amo chiamarla Chiesa.

Fin dal principio, questa Chiesa « una » si presenta tuttavia con una grande diversità, che proviene sia dalla varietà dei doni di Dio sia dalla molteplicità delle persone che li ricevono. Nell'unità del popolo di Dio si radunano le diversità dei popoli e delle culture.
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Tra i membri della Chiesa esiste una diversità di doni, di funzioni, di condizioni e modi di vita; nella comunione ecclesiastica vi sono legittimamente delle Chiese particolari, che godono di proprie tradizioni. La grande ricchezza di tale diversità non si oppone all'unità della Chiesa. Tuttavia, il peccato e il peso delle sue conseguenze minacciano continuamente il dono dell'unità. Anche l'Apostolo deve esortare a «conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4, 3).
Quali sono i vincoli dell'unità? Al di sopra di tutto la carità, che «è il vincolo di perfezione» (Col 3, 14). Ma l'unità della Chiesa nel tempo è assicurata anche da legami visibili di comunione:
— la professione di una sola fede ricevuta dagli Apostoli;
— la celebrazione comune del culto divino, soprattutto dei sacramenti;
— la successione apostolica mediante il sacramento dell'Ordine, che custodisce la concordia fraterna della famiglia di Dio.
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L'unica Chiesa di Cristo... è quella che il Salvatore nostro, dopo la sua risurrezione, diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri Apostoli la diffusione e la guida [...]. Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come una società, sussiste "subsistit in" nella Chiesa cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.
Il decreto sull'ecumenismo del Concilio Vaticano II esplicita: Solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è lo strumento generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza. In realtà al solo collegio apostolico con a capo Pietro crediamo che il Signore ha affidato tutti i beni della Nuova Alleanza, per costituire l'unico corpo di Cristo sulla terra, al quale bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche modo appartengono al popolo di Dio.

Le ferite dell'unità
Di fatto, in questa Chiesa di Dio una e unica sono sorte fino dai primissimi tempi alcune scissioni, che l'Apostolo riprova con gravi parole come degne di condanna; ma nei secoli posteriori sono nati dissensi più ampi e comunità non piccole si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, talora non senza colpa di uomini d'entrambe le parti.
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Le scissioni che feriscono l'unità del corpo di Cristo (cioè l'eresia, l'apostasia e lo scisma) non avvengono senza i peccati degli uomini:
Dove c'è il peccato, lì troviamo la molteplicità, lì gli scismi, lì le eresie, lì le controversie. Dove, invece, regna la virtù, lì c'è unità, lì comunione, grazie alle quali tutti i credenti erano un cuor solo e un'anima sola.

Coloro che oggi nascono in comunità sorte da tali scissioni « e sono istruiti nella fede di Cristo [...] non possono essere accusati del peccato di separazione, e la Chiesa cattolica li abbraccia con fraterno rispetto e amore. [...] Giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel Signore.
Inoltre, parecchi elementi di santificazione e di verità si trovano fuori dei confini visibili della Chiesa cattolica, come la Parola di Dio scritta, la vita della grazia, la fede, la speranza e la carità, e altri doni interiori dello Spirito Santo ed elementi visibili.
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Lo Spirito di Cristo si serve di queste Chiese e comunità ecclesiali come di strumenti di salvezza, la cui forza deriva dalla pienezza di grazia e di verità che Cristo ha dato alla Chiesa cattolica. Tutti questi beni provengono da Cristo e a lui conducono e spingono verso l'unità cattolica.
Verso l'unità
L'unità, che Cristo ha donato alla sua Chiesa fin dall'inizio, [...] noi crediamo che sussista, senza possibilità di essere perduta, nella Chiesa cattolica e speriamo che crescerà ogni giorno di più sino alla fine dei secoli. Cristo fa sempre alla sua Chiesa il dono dell'unità, ma la Chiesa deve sempre pregare e impegnarsi per custodire, rafforzare e perfezionare l'unità che Cristo vuole per lei. Per questo Gesù stesso ha pregato nell'ora della sua passione e non cessa di pregare il Padre per l'unità dei suoi discepoli: « ...Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,1). Il desiderio di ritrovare l'unità di tutti i cristiani è un dono di Cristo e un appello dello Spirito Santo.

Per rispondervi adeguatamente sono necessari:
— un rinnovamento permanente della Chiesa in una accresciuta fedeltà alla sua vocazione. Tale rinnovamento è la forza del movimento verso l'unità;
— la conversione del cuore per condurre una vita più conforme al Vangelo, poiché è l'infedeltà delle membra al dono di Cristo a causare le divisioni;
— la preghiera in comune; infatti la conversione del cuore e la santità della vita, insieme con le preghiere private e pubbliche per l'unità dei cristiani, si devono ritenere come l'anima di tutto il movimento ecumenico e si possono giustamente chiamare ecumenismo spirituale;
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— la reciproca conoscenza fraterna;
— la formazione ecumenica dei fedeli e specialmente dei sacerdoti;
— il dialogo tra i teologi e gli incontri tra i cristiani delle differenti Chiese e comunità;
— la cooperazione tra cristiani nei diversi ambiti del servizio agli uomini.
La cura di ristabilire l'unione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i Pastori. Ma bisogna anche essere consapevoli che questo santo proposito di riconciliare tutti i cristiani nell'unità della Chiesa di Cristo, una e unica, supera le forze e le doti umane. Perciò riponiamo tutta la nostra speranza nell'orazione di Cristo per la Chiesa, nell'amore del Padre per noi e nella forza dello Spirito Santo.



... continua




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10/20/2012 1:42 AM
 
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Bestion., 19/10/2012 14:46:




[SM=x44599] [SM=x44600] ride il tuo capo divertito [SM=x44605] [SM=x44605] [SM=x44605] [SM=x44605] "ridi ridi che la nonna ha fatto i gnocchi" [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] a me non fa caldo ne freddo ho fatto molte abitudini [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44599] [SM=x44600] quando gli si stringe il culo vedrai che non ride piu' [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] [SM=x44599] ma stai parlando di "Una" la chiesa del dio di abramo sono bastati meno di 3 anni per tirarla fuori dalla tomba e ti informo che si "sentono" le differenze pensa in 2000 anni l'avete ammazzata ora state dando solo fastidio bestion sai come l'ammazzi sbattendone le palle e imponendo le tue verita' ma ora non potete piu' ma siete i patela vacche di cosa??????

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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/20/2012 5:02 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


La Chiesa è:
S A N T A

Catechismo Chiesa Cattolica

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Noi crediamo che la Chiesa [...] è indefettibilmente santa. Infatti Cristo, Figlio di Dio, il quale col Padre e lo Spirito è proclamato "il solo Santo", ha amato la Chiesa come sua Sposa e ha dato se stesso per essa, al fine di santificarla, e l'ha unita a sé come suo corpo e l'ha riempita col dono dello Spirito Santo, per la gloria di Dio. La Chiesa è dunque « il popolo santo di Dio, e i suoi membri sono chiamati «santi ».
La Chiesa, unita a Cristo, da lui è santificata; per mezzo di lui e in lui diventa anche santificante. Tutte le attività della Chiesa convergono, come a loro fine, « verso la santificazione degli uomini e la glorificazione di Dio in Cristo. È nella Chiesa che si trova « tutta la pienezza dei mezzi di salvezza. È in essa che « per mezzo della grazia di Dio acquistiamo la santità.
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La Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta. Nei suoi membri, la santità perfetta deve ancora essere raggiunta. Muniti di tanti e così mirabili mezzi di salvezza, tutti i fedeli d'ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a quella perfezione di santità di cui è perfetto il Padre celeste.

La carità è l'anima della santità alla quale tutti sono chiamati: essa « dirige tutti i mezzi di santificazione, dà loro forma e li conduce al loro fine:
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Capii che se la Chiesa aveva un corpo, composto da diverse membra, il più necessario, il più nobile di tutti non le mancava: capii che la Chiesa aveva un Cuore e che questo Cuore era acceso d'Amore. Capii che solo l'Amore faceva agire le membra della Chiesa: che se l'Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue... Capii che l'Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l'Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi!... Insomma che è Eterno!...

Mentre Cristo "santo, innocente, immacolato", non conobbe il peccato, ma venne allo scopo di espiare i soli peccati del popolo, la Chiesa che comprende nel suo seno i peccatori, santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento. Tutti i membri della Chiesa, compresi i suoi ministri, devono riconoscersi peccatori. In tutti, sino alla fine dei tempi, la zizzania del peccato si trova ancora mescolata al buon grano del Vangelo. La Chiesa raduna dunque peccatori raggiunti dalla salvezza di Cristo, ma sempre in via di santificazione:
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La Chiesa è santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l'irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il sangue di Cristo e il dono dello Spirito Santo.

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Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli e intercessori. I santi e le sante sono sempre stati sorgente e origine di rinnovamento nei momenti più difficili della storia della Chiesa. Infatti, la santità è la sorgente segreta e la misura infallibile della sua attività apostolica e del suo slancio missionario.
Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima Vergine la perfezione che la rende senza macchia e senza ruga, i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria: in lei la Chiesa è già tutta santa.





... continua




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10/22/2012 8:58 PM
 
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Bestion., 20/10/2012 17:02:







tanto bestion facciamo a chi la spara piu' grossa [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/23/2012 2:06 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


La Chiesa è:
C A T T O L I C A

Catechismo Chiesa Cattolica

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Che cosa vuol dire «cattolica»?
La parola «cattolica» significa «universale» nel senso di «secondo la totalità» o «secondo l'integralità». La Chiesa è cattolica in un duplice senso.
È cattolica perché in essa è presente Cristo. Là dove è Cristo Gesù, ivi è la Chiesa cattolica. In essa sussiste la pienezza del corpo di Cristo unito al suo Capo, e questo implica che essa riceve da lui in forma piena e totale i mezzi di salvezza che egli ha voluto: confessione di fede retta e completa, vita sacramentale integrale e ministero ordinato nella successione apostolica. La Chiesa, in questo senso fondamentale, era cattolica il giorno di pentecoste e lo sarà sempre fino al giorno della Parusia.
Essa è cattolica perché è inviata in missione da Cristo alla totalità del genere umano:
Tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio. Perciò questo popolo, restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l'intenzione della volontà di Dio, il quale in principio ha creato la natura umana una, e vuole radunare insieme infine i suoi figli, che si erano dispersi. [...] Questo carattere di universalità che adorna il popolo di Dio, è un dono dello stesso Signore, e con esso la Chiesa cattolica efficacemente e senza soste tende a ricapitolare tutta l'umanità, con tutti i suoi beni, in Cristo Capo nell'unità del suo Spirito.
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Ogni Chiesa particolare è «cattolica»
La Chiesa di Cristo è veramente presente in tutte le legittime assemblee locali di fedeli, le quali, aderendo ai loro Pastori, sono anche esse chiamate Chiese nel Nuovo Testamento. [...] In esse con la predicazione del Vangelo di Cristo vengono radunati i fedeli e si celebra il mistero della Cena del Signore [...]. In queste comunità, sebbene spesso piccole e povere o che vivono nella dispersione, è presente Cristo, per virtù del quale si raccoglie la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Per Chiesa particolare, che è in primo luogo la diocesi (o l'eparchia), si intende una comunità di fedeli cristiani in comunione nella fede e nei sacramenti con il loro Vescovo ordinato nella successione apostolica. 317 Queste Chiese particolari sono formate a immagine della Chiesa universale; in esse e a partire da esse « esiste la sola e unica Chiesa cattolica.
Le Chiese particolari sono pienamente cattoliche per la comunione con una di loro: la Chiesa di Roma, « che presiede alla carità. È sempre stato necessario che ogni Chiesa, cioè i fedeli di ogni luogo, si volgesse alla Chiesa romana in forza del suo sacro primato. Infatti, dalla discesa del Verbo Incarnato verso di noi, tutte le Chiese cristiane sparse in ogni luogo hanno ritenuto e ritengono la grande Chiesa che è qui [a Roma] come unica base e fondamento perché, secondo le promesse del Salvatore, le porte degli inferi non hanno mai prevalso su di essa.
Ma dobbiamo ben guardarci dal concepire la Chiesa universale come la somma o, per così dire, la federazione [...] di Chiese particolari [...]. È la stessa Chiesa che, essendo universale per vocazione e per missione, quando getta le sue radici nella varietà dei terreni culturali, sociali, umani, assume in ogni parte del mondo fisionomie ed espressioni esteriori diverse. La ricca varietà di discipline ecclesiastiche, di riti liturgici, di patrimoni teologici e spirituali propri alle Chiese locali tra loro concordi dimostra con maggior evidenza la cattolicità della Chiesa indivisa.

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Chi appartiene alla Chiesa cattolica?
Tutti gli uomini sono chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio [...], alla quale in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia, infine, tutti gli uomini, che dalla grazia di Dio sono chiamati alla salvezza.
Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integra la sua struttura e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e nel suo organismo visibile sono uniti con Cristo – che la dirige mediante il Sommo Pontefice e i Vescovi – dai vincoli della professione di fede, dei sacramenti, del governo ecclesiastico e della comunione. Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane, sì, in seno alla Chiesa col "corpo" ma non col "cuore".
Con coloro che, battezzati, sono sì insigniti del nome cristiano, ma non professano la fede integrale o non conservano l'unità della comunione sotto il Successore di Pietro, la Chiesa sa di essere per più ragioni unita. Quelli infatti che credono in Cristo e hanno ricevuto debitamente il Battesimo sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. Con le Chiese ortodosse, questa comunione è così profonda « che le manca ben poco per raggiungere la pienezza che autorizzi una celebrazione comune della Eucaristia del Signore.
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La Chiesa e i non cristiani
Quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, in vari modi sono ordinati al popolo di Dio.
Il rapporto della Chiesa con il popolo ebraico. La Chiesa, popolo di Dio nella Nuova Alleanza, scrutando il suo proprio mistero, scopre il proprio legame con il popolo ebraico, 330 che Dio scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola. A differenza delle altre religioni non cristiane, la fede ebraica è già risposta alla rivelazione di Dio nell'Antica Alleanza. È al popolo ebraico che appartengono «l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne» (Rm 9, 4-5) perché «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!» (Rm 11,29).
Del resto, quando si considera il futuro, il popolo di Dio dell'Antica Alleanza e il nuovo popolo di Dio tendono a fini analoghi: l'attesa della venuta (o del ritorno) del Messia. Ma tale attesa è, da una parte, rivolta al ritorno del Messia, morto e risorto, riconosciuto come Signore e Figlio di Dio, dall'altra è rivolta alla venuta del Messia, i cui tratti rimangono velati, alla fine dei tempi: si ha un'attesa accompagnata dall'ignoranza o dal misconoscimento di Gesù Cristo.
Le relazioni della Chiesa con i musulmani. Il disegno della salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in primo luogo i musulmani, i quali, professando di tenere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale.
Il legame della Chiesa con le religioni non cristiane è anzitutto quello della comune origine e del comune fine del genere umano:
Infatti tutti i popoli costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola origine poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano su tutta la faccia della terra; essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, del quale la provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti, finché gli eletti si riuniscano nella città santa.
La Chiesa riconosce nelle altre religioni la ricerca, ancora « nelle ombre e nelle immagini, di un Dio ignoto ma vicino, poiché è lui che dà a tutti vita, respiro e ogni cosa, e vuole che tutti gli uomini siano salvi. Pertanto la Chiesa considera tutto ciò che di buono e di vero si trova nelle religioni come una preparazione al Vangelo, « e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita.
Ma nel loro comportamento religioso, gli uomini mostrano anche limiti ed errori che sfigurano in loro l'immagine di Dio:

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Molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore, oppure vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale.
Proprio per riunire di nuovo tutti i suoi figli, dispersi e sviati dal peccato, il Padre ha voluto convocare l'intera umanità nella Chiesa del Figlio suo. La Chiesa è il luogo in cui l'umanità deve ritrovare l'unità e la salvezza. È il « mondo riconciliato ». 336 È la nave che, «pleno dominicae crucis velo Sancti Spiritus flatu in hoc bene navigat mundo – spiegate le vele della croce del Signore al soffio dello Spirito Santo, naviga sicura in questo mondo»; secondo un'altra immagine, cara ai Padri della Chiesa, è l'arca di Noè che, sola, salva dal diluvio.
«Fuori della Chiesa non c'è salvezza»
Come bisogna intendere questa affermazione spesso ripetuta dai Padri della Chiesa? Formulata in modo positivo, significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa che è il suo corpo:
Il santo Concilio insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo corpo, che è la Chiesa, è il Mediatore e la Via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare.
Questa affermazione non si riferisce a coloro che, senza loro colpa, ignorano Cristo e la Chiesa:
Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e sotto l'influsso della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna.
Benché Dio, attraverso vie a lui note, possa portare gli uomini, che senza loro colpa ignorano il Vangelo, alla fede, senza la quale è impossibile piacergli, 341 è tuttavia compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare tutti gli uomini.


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La missione - un'esigenza della cattolicità della Chiesa
Il mandato missionario. « Inviata da Dio alle genti per essere "sacramento universale di salvezza", la Chiesa, per le esigenze più profonde della sua cattolicità e obbedendo all'ordine del suo Fondatore, si sforza di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 19-20).
L'origine e lo scopo della missione. Il mandato missionario del Signore ha la sua ultima sorgente nell'amore eterno della Santissima Trinità: La Chiesa pellegrinante per sua natura è missionaria, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre. E il fine ultimo della missione altro non è che di rendere partecipi gli uomini della comunione che esiste tra il Padre e il Figlio nel loro Spirito d'amore.
Il motivo della missione. Da sempre la Chiesa ha tratto l'obbligo e la forza del suo slancio missionario dall'amore di Dio per tutti gli uomini: «poiché l'amore di Cristo ci spinge... » (2 Cor 5, 14). Infatti Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4). Dio vuole la salvezza di tutti attraverso la conoscenza della verità. La salvezza si trova nella verità. Coloro che obbediscono alla mozione dello Spirito di verità sono già sul cammino della salvezza; ma la Chiesa, alla quale questa verità è stata affidata, deve andare incontro al loro desiderio offrendola loro. Proprio perché crede al disegno universale di salvezza, la Chiesa deve essere missionaria.
Le vie della missione. Lo Spirito Santo è il protagonista di tutta la missione ecclesiale. È lui che conduce la Chiesa sulle vie della missione. Essa continua e sviluppa nel corso della storia la missione del Cristo stesso, inviato a portare la Buona Novella ai poveri; sotto l'influsso dello Spirito di Cristo, la Chiesa deve procedere per la stessa strada seguita da Cristo, la strada cioè della povertà, dell'obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso, fino alla morte, da cui uscì vincitore con la sua risurrezione. È così che « il sangue dei martiri è seme di cristiani.
Ma anche in questo nostro tempo sa bene la Chiesa quanto distanti siano tra loro il messaggio ch'essa reca e l'umana debolezza di coloro cui è affidato il Vangelo. Solo applicandosi incessantemente alla penitenza e al rinnovamento e camminando per l'angusta via della croce, il popolo di Dio può estendere il regno di Cristo. Infatti, come Cristo ha compiuto la sua opera di redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni, così pure la Chiesa è chiamata a prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza.
Per mezzo della sua stessa missione, la Chiesa cammina insieme con l'umanità tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena, ed è come il fermento e quasi l'anima della società umana, destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio. L'impegno missionario esige dunque la pazienza. Incomincia con l'annunzio del Vangelo ai popoli e ai gruppi che ancora non credono a Cristo; prosegue con la costituzione di comunità cristiane che siano segni della presenza di Dio nel mondo, e con la fondazione di Chiese locali; avvia un processo di inculturazione per incarnare il Vangelo nelle culture dei popoli; non mancherà di conoscere anche degli insuccessi. Per quanto riguarda gli uomini, i gruppi e i popoli, solo gradatamente la Chiesa li raggiunge e li penetra, e li assume così nella pienezza cattolica.
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La missione della Chiesa richiede lo sforzo verso l'unità dei cristiani. Infatti, le divisioni dei cristiani impediscono che la Chiesa stessa attui la pienezza della cattolicità ad essa propria in quei figli, che le sono bensì uniti col Battesimo, ma sono separati dalla sua piena comunione. Anzi, alla Chiesa stessa diventa più difficile esprimere sotto ogni aspetto la pienezza della cattolicità proprio nella realtà della vita.
L'attività missionaria implica un dialogo rispettoso con coloro che non accettano ancora il Vangelo. I credenti possono trarre profitto per se stessi da questo dialogo, imparando a conoscere meglio tutto ciò che di verità e di grazia era già riscontrabile, per una nascosta presenza di Dio, in mezzo alle genti. Se infatti essi annunziano la Buona Novella a coloro che la ignorano, è per consolidare, completare ed elevare la verità e il bene che Dio ha diffuso tra gli uomini e i popoli, e per purificarli dall'errore e dal male « per la gloria di Dio, la confusione del demonio e la felicità dell'uomo.






... continua




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10/23/2012 12:06 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


La Chiesa è:
A P O S T O L I C A

Catechismo Chiesa Cattolica

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La Chiesa è apostolica, perché è fondata sugli Apostoli, e ciò in un triplice senso:
— essa è stata e rimane costruita sul «fondamento degli Apostoli» (Ef 2, 20), testimoni scelti e mandati in missione da Cristo stesso;
— custodisce e trasmette, con l'aiuto dello Spirito che abita in essa, l'insegnamento, il buon deposito, le sane parole udite dagli Apostoli;
— fino al ritorno di Cristo, continua ad essere istruita, santificata e guidata dagli Apostoli grazie ai loro successori nella missione pastorale: il Collegio dei Vescovi, coadiuvato dai sacerdoti ed unito al Successore di Pietro e Supremo Pastore della Chiesa.
Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e proteggi sempre per mezzo dei tuoi santi Apostoli, e lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito Pastori.

La missione degli Apostoli
Gesù è l'Inviato del Padre. Fin dall'inizio del suo ministero, «chiamò a sé quelli che egli volle [...]. Ne costituì Dodici che
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stessero con lui e anche per mandarli a predicare» (Mc 3, 13-14). Da quel momento, essi saranno i suoi «inviati» (è questo il significato del termine greco). In loro Gesù continua la sua missione: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» (Gv 20, 21). Il loro ministero è quindi la continuazione della sua missione: «Chi accoglie voi, accoglie me», dice ai Dodici (Mt 10, 40).
Gesù li unisce alla missione che ha ricevuto dal Padre. Come «il Figlio da sé non può fare nulla» (Gv 5,19. 30), ma riceve tutto dal Padre che lo ha inviato, così coloro che Gesù invia non possono fare nulla senza di lui, dal quale ricevono il mandato della missione e il potere di compierla. Gli Apostoli di Cristo sanno di essere resi da Dio «ministri adatti di una Nuova Alleanza» (2 Cor 3, 6), «ministri di Dio» (2 Cor 6, 4), «ambasciatori per Cristo» (2 Cor 5, 20), «ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio» (1 Cor 4, 1).
Nella missione degli Apostoli c'è un aspetto che non può essere trasmesso: essere i testimoni scelti della risurrezione del Signore e le fondamenta della Chiesa. Ma vi è anche un aspetto permanente della loro missione. Cristo ha promesso di rimanere con loro sino alla fine del mondo. La missione divina, affidata da Cristo agli Apostoli, dovrà durare sino alla fine dei secoli, poiché il Vangelo, che essi devono trasmettere, è per la Chiesa principio di tutta la sua vita in ogni tempo. Per questo gli Apostoli [...] ebbero cura di costituirsi dei successori.

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I Vescovi successori degli Apostoli
Perché la missione loro affidata venisse continuata dopo la loro morte, [gli Apostoli] lasciarono quasi in testamento ai loro immediati cooperatori l'incarico di completare e consolidare l'opera da essi incominciata, raccomandando loro di attendere a tutto il gregge, nel quale lo Spirito Santo li aveva posti per pascere la Chiesa di Dio. Essi stabilirono dunque questi uomini e in seguito diedero disposizione che, quando essi fossero morti, altri uomini provati prendessero la successione del loro ministero.
Come quindi permane l'ufficio dal Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli Apostoli, e da trasmettersi ai suoi successori, così permane l'ufficio degli Apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi ininterrottamente dal sacro ordine dei Vescovi . Perciò la Chiesa insegna che i Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli, quali Pastori della Chiesa: chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e colui che Cristo ha mandato.

L'apostolato
Tutta la Chiesa è apostolica in quanto rimane in comunione di fede e di vita con la sua origine attraverso i successori di san
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Pietro e degli Apostoli. Tutta la Chiesa è apostolica, in quanto è «inviata» in tutto il mondo; tutti i membri della Chiesa, sia pure in modi diversi, partecipano a questa missione. La vocazione cristiana infatti è per sua natura anche vocazione all'apostolato. Si chiama «apostolato» tutta l'attività del corpo mistico » ordinata alla « diffusione del regno di Cristo su tutta la terra.
Siccome la fonte e l'origine di tutto l'apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell'apostolato, sia quello dei ministri ordinati sia quello dei laici, dipende dalla loro unione vitale con Cristo. Secondo le vocazioni, le esigenze dei tempi, i vari doni dello Spirito Santo, l'apostolato assume le forme più diverse. Ma la carità, attinta soprattutto nell'Eucaristia, rimane sempre « come l'anima di tutto l'apostolato.
La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica nella sua identità profonda e ultima, perché in essa già esiste e si compirà alla fine dei tempi «il regno dei cieli», «il regno di Dio», che è venuto nella persona di Cristo e che misteriosamente cresce nel cuore di coloro che a lui sono incorporati, fino alla sua piena manifestazione escatologica. Allora tutti gli uomini da lui redenti, in lui resi santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità, saranno riuniti come l'unico popolo di Dio, la Sposa dell'Agnello, la Città santa che scende « dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio; e «le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici Apostoli dell'Agnello» (Ap 21, 14).



... continua




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10/23/2012 12:07 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


«Chi vuole essere il primo tra voi
sarà schiavo di tutti»

(Mc 10, 44)




«Vogliamo oggi affidare alla materna protezione della Vergine Maria i missionari
e le missionarie – sacerdoti, religiosi e laici – che in ogni parte del mondo
spargono il buon seme del Vangelo. Preghiamo anche per il Sinodo
dei Vescovi, che in queste settimane si sta confrontando con
la sfida della nuova evangelizzazione per
la trasmissione della fede cristiana»




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10/23/2012 12:08 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


In sintesi
Catechismo Chiesa Cattolica

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La Chiesa è Una: essa ha un solo Signore, professa una sola fede, nasce da un solo Battesimo, forma un solo corpo, vivificato da un solo Spirito, in vista di un'unica speranza, al compimento della quale saranno superate tutte le divisioni.



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La Chiesa è Santa: il Dio Santissimo è il suo autore; Cristo, suo Sposo, ha dato se stesso per lei, per santificarla; lo Spirito di santità la vivifica. Benché comprenda in sé uomini peccatori, è senza peccato fatta di peccatori. Nei santi risplende la sua santità; in Maria è già tutta santa.



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La Chiesa è Cattolica: essa annunzia la totalità della fede; porta in sé e amministra la pienezza dei mezzi di salvezza; è mandata a tutti i popoli; si rivolge a tutti gli uomini; abbraccia tutti i tempi; « per sua natura è missionaria.



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La Chiesa è Apostolica: è costruita su basamenti duraturi: i dodici Apostoli dell'Agnello; è indistruttibile; è infallibilmente conservata nella verità; Cristo la governa per mezzo di Pietro e degli altri Apostoli, presenti nei loro successori, nel Sommo Pontefice e nel Collegio dei Vescovi.



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Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo
una, santa, cattolica e apostolica. Essa sussiste nella Chiesa
cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi
in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo
organismo visibile si trovino parecchi elementi
di santificazione e di verità.





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Giuria Speciale

10/23/2012 4:02 PM
 
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Bestion., 23/10/2012 12:08:








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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/23/2012 4:11 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)


«Pur essendo Figlio, imparò
l’obbedienza
da ciò che patì»

(Eb 5,8)



La Chiesa:
«Colonna e sostegno della Verità»

(1 Tm 3, 15)


«Ma dove troviamo la formula essenziale della fede? Dove troviamo le verità
che ci sono state fedelmente trasmesse e che costituiscono la luce per la
nostra vita quotidiana? La risposta è semplice: nel Credo, nella
Professione di Fede o Simbolo della fede, noi ci riallacciamo
all’evento originario della Persona e
della Storia di Gesù di Nazaret.

In quest’Anno della fede vorrei offrire un aiuto per compiere questo cammino,
per riprendere e approfondire le verità centrali della fede su Dio, sull’uomo,
sulla Chiesa, su tutta la realtà sociale e cosmica, meditando e riflettendo
sulle affermazioni del Credo. E vorrei che risultasse chiaro che questi
contenuti o verità della fede(fides quae) si collegano direttamente
al nostro vissuto; chiedono una conversione dell’esistenza, che dà
vita ad un nuovo modo di credere in Dio (fides qua). Conoscere
Dio, incontrarlo, approfondire i tratti del suo volto mette in
gioco la nostra vita, perché Egli entra nei dinamismi
profondi dell’essere umano»





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Giuria Speciale

10/23/2012 7:44 PM
 
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[SM=x44599] [SM=x44600] tranquillo forse non resta che godersi la fine del "film" [SM=x44600]

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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
10/23/2012 8:46 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai
sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
sulla terra sarà sciolto nei cieli»
(Mt 16, 18)



«... si sottopose alla croce,
disprezzando il disonore»

(Eb 12,2)





La Chiesa:
«Madre e Maestra di tutte le genti»

(1 Tm 3, 15)


«Avere fede nel Signore non è un fatto che interessa solamente la nostra
intelligenza, l’area del sapere intellettuale, ma è un cambiamento
che coinvolge la vita, tutto noi stessi: sentimento, cuore,
intelligenza, volontà, corporeità, emozioni, relazioni
umane. Con la fede cambia veramente tutto in noi e
per noi, e si rivela con chiarezza il nostro
destino futuro, la verità della nostra
vocazione dentro la storia, il senso
della vita, il gusto di essere
pellegrini verso la
Patria celeste»





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