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La presenza di Dio

Last Update: 6/12/2020 9:44 AM
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Giuria Speciale

9/8/2011 11:07 PM
 
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[SM=x44599] cosa dici bestion si puo' chiudere una storia [SM=x44600] con [SM=x44613] [SM=x44613] ......e i lieviti hanno buttato tutto nel cesso per far cassa..... [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606]
[SM=x44599] [SM=x44645]


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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
9/9/2011 10:46 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!




(Salmo 3)
Signore, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.

Molti di me vanno dicendo:
"Neppure Dio lo salva!".

Ma tu, Signore, sei mia difesa,
tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.

Al Signore innalzo la mia voce
e mi risponde dal suo monte santo.

Io mi corico e mi addormento,
mi sveglio perché il Signore mi sostiene.

Non temo la moltitudine di genti
che contro di me si accampano.

Sorgi, Signore,
salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici,
hai spezzato i denti ai peccatori.

Del Signore è la salvezza:
sul tuo popolo la tua benedizione.




[SM=x44645] [SM=x44599]

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Giuria Speciale

9/10/2011 12:11 AM
 
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Bestion., 09/09/2011 10.46:




(Salmo 3)





[SM=x44607] [SM=x44599] [SM=x44600] fuggire!!!!! da chi??????? [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
forse gli uomini [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44600] [SM=x44600] mega esodo [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606]
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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
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Giuria Speciale

9/10/2011 12:17 AM
 
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[SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44599] mi sono dimenticato bestion [SM=x44600] allora ne mancava un pezzo [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
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anche perché la MORTE non accetta una lira
9/10/2011 11:18 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!



XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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Giuria Speciale

9/10/2011 2:52 PM
 
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[SM=x44607] [SM=x44599] [SM=x44600] bestion tutto sotto controllo il tuo capo [SM=x44600] che oggi dice ricordando 11/9 "aggravato perche' agirono in nome di dio" [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] (+-dice cosi [SM=x44600] [SM=x44600] )
if (cosa=dio) [SM=x44597] allora sono parecchi che fanno caxxate in nome di dio [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44600] [SM=x44600] pensa che anche "peru" sta buttando via una fortuna in nome di dio [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602]
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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
9/10/2011 4:25 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/10/2011 4:27 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/10/2011 4:28 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/10/2011 4:30 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/10/2011 4:31 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!



Nove anni a Milano




L'abbraccio a Tettamanzi
Annalisa Guglielmino

L’ultima passata di lucido, poi l’occhio dell’artigiano soppesa i mocassini tornati come nuovi. Ed è un caso trovarsi nella bottega di Luis Caroca Perez, quando il calzolaio di via Giovio confida che «sono di una persona importante», e ripone sul suo scaffale, in mezzo a tante altre, le scarpe del cardinale Dionigi Tettamanzi. Hanno battuto in lungo e in largo la diocesi più grande del mondo. Più di 2.250 uscite dalla curia di piazza Fontana, in nove anni, solo sul territorio diocesano, nel conto tenuto dall’ispettore di Polizia che lo scorta. Visite sempre in mezzo alla gente da cui «pareva non volersi staccare mai», informandosi di tutto e stringendo le mani a tutti, che sempre gli hanno chiesto: «Ritorni a trovarci».

A volte non sono occorsi lunghi viaggi, per arrivare lontano. «È entrato nel cuore dei detenuti. Gli hanno detto con le lacrime agli occhi: ti vogliamo bene, perché sei sempre venuto qui»: don Alberto Barin, il cappellano di San Vittore, ripercorre le tante visite al carcere di San Vittore: «Non ha mai lasciato fuori dalla galera niente di sé. Lo sguardo attento, il sorriso, la mente intelligente che non ha avuto paura di sporcarsi dell’umanità così com’è, senza mai giudicare». Rivede «le sue mani che si allungano oltre le sbarre, che si lasciano afferrare e baciare, che ricevono lettere su lettere». E da quelle frasi scritte a volte in italiano incerto, l’arcivescovo ora emerito «si faceva provocare». Non arrivava con discorsi preconfezionati, ricorda il cappellano. «Risvegliava quell’umanità stanca. Si è fatto suo portavoce, fuori, attirandosi perfino critiche».

Quante volte, a quante critiche il cardinale ha fatto spallucce dicendo «seguo solo il Vangelo». E intanto tracciava il solco, per la sua Chiesa.

«Fin dall’inizio è stato una sorpresa di umanità e semplicità evangelica». A don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità, Tettamanzi non ha fatto «grandi discorsi», nel 2004, affidandogli con il cardinale Carlo Maria Martini quella fondazione che si sarebbe retta sulle proprie gambe nell’universo metropolitano delle emarginazioni: «Ci ha sempre accompagnati, abbiamo sentito il suo affetto, senza parole ma con i gesti». Come l’anno scorso al Triboniano, il grande campo rom. Il fango, la musica, i bambini, la mano del cardinale poggiata attraverso la finestra della roulotte su quella di una piccola che giocava a nascondersi. «È stato capace di trasformare quella visita in storia. Non è stata solidarietà generica, ma un incontro vero e una scelta di valore». A Natale arrivavano alla Casa di via Brambilla i suoi auguri e i dolci. «Era un modo di stare alla nostra tavola – racconta don Colmegna –. Una vicinanza che ci dava la carica per riscoprire che il nostro lavoro è una scelta che ha che a fare con il Vangelo. Sentivamo un mandato da realizzare: rileggere in questa città il bisogno di accoglienza».

Accoglienza, apertura: le cifre di un ministero da tramandare anche ai preti giovani. Don Luca Magnani, 32 anni, è uno degli ultimi sacerdoti ordinati da Tettamanzi a giugno: «Ci ha raccomandato di essere preti per tutti, aperti a tutti, capaci di stare in parrocchia con lo sguardo oltre». Spesso presente per lunghi colloqui in seminario, sulle colline di Varese, ogni incontro volgeva su quel monito: «Sarete preti per il mondo intero, non solo per Milano».

Un po’ sopra Lecco, verso la Valsassina, c’è un altro posto del cuore, per Tettamanzi. La Casa del clero per i preti anziani. «Non è mai accaduto che venisse da queste parti senza passare da qui», racconta il diacono Armando Comini. Per il cardinale quello è un luogo di pace, dove ritrovare anche chi lo ha formato.

E magari tornare con il pensiero all’indimenticato don Pasquale Zanzi, il parroco di quand’era bambino, per il quale non manca mai la visita al cimitero. «Qui con voi – dice sempre agli anziani sacerdoti – mi sento a casa». Come a Carugo, nelle fugaci visite all’anziana mamma Giuditta, con un Crodino e una preghiera condivisi con la scorta e quella richiesta puntuale al figlio: «Dionigi, dacci la tua benedizione». Come in Turchia, per trovare l’amico nunzio apostolico monsignor Luigi Padovese, di cui piange ancora l’assassinio. Come quando a Busnago tra la folla trovava sempre “la Giannina” con una torta per lui. O all’Istituto dei ciechi, dove conosce i nomi di tutti a memoria, si presentava con l’abito rosso anche se l’occasione non lo richiedeva, per farsi veder bene da occhi che distinguevano appena il colore. E dovunque, ogni volta, senza che una sola stretta di mano andasse persa, la promessa è stata sempre la stessa: «Senz’altro tornerò».



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9/11/2011 2:23 PM
 
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XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/12/2011 11:16 AM
 
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XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/13/2011 11:42 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


Il nuovo arcivescovo di Milano



Cardinale Angelo Scola:
“Ho accolto in obbedienza
la decisione del Papa”

Redazione

Sono le prime parole pronunciate dal nuovo arcivescovo di Milano. Messaggi di auguri e di stima dal Presidente della Repubblica e dal cardinale uscente, Dionigi Tettamanzi.
«Potete capire come non sia facile per me darvi questa notizia. Ho accolto questa decisione del Papa, perché è il Papa». Sono state queste le prime parole del cardinale Angelo Scola non appena dalla Santa Sede è arrivata la notizia ufficiale della sua nomina a nuovo arcivescovo di Milano. L’annuncio alla comunità veneziana è stato dato oggi, a mezzogiorno, direttamente dal cardinale nel Palazzo Patriarcale.

Incontrando i giornalisti, il presule ha dichiarato: «Voglio vivere questa nomina con tutte le mie energie e con la grazia di Dio, come uno scambio di amore». Riferendosi alla Diocesi milanese Scola ha poi detto: «Mi ha svezzato alla vita e alla fede. Conta accogliere il disegno di Dio sulla mia vita, che passa dall’azione dello Spirito Santo e in modo particolare dal Santo Padre» .

«L’obbedienza – ha proseguito - è l’appiglio sicuro per la serena certezza di questo passo a cui sono chiamato. Attraverso il papa Benedetto XVI l'obbedienza mia e vostra è a Cristo Gesù. Per lui e solo per lui io sono mandato a voi. E comunicare la bellezza, la verità e la bontà di Gesù risorto è l'unico scopo dell’esistenza della chiesa e del ministero dei suoi pastori».

Il nuovo Arcivescovo di Milano resterà a Venezia fino al 7 settembre. «Tengo a dirvi - ha annunciato - che lascio la vita del patriarcato in ottime mani. I mesi che ci separano dalla nomina del nuovo Patriarca non lasceranno la diocesi senza guida. Il Santo Padre mi ha nominato amministratore apostolico, con le facoltà di Vescovo diocesano, fino al 7 settembre. Già da ora posso comunicare di aver chiesto che Monsignor Beniamino Pizziol mi succeda come amministratore apostolico dall’8 settembre fino alla presa di possesso del nuovo Patriarca».

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di auguri al cardinale o Scola, un messaggio nel quale esprime «l’augurio più caloroso per lo svolgimento di tale importante incarico pastorale, alla guida di una Diocesi dalle grandi tradizioni spirituali e culturali».«Nel solco ideale del magistero dei suoi predecessori, e in particolare della straordinaria figura di Sant’Ambrogio, sono certo - ha aggiunto il Capo dello Stato- che l’operato di sua eminenza sarà fonte di ispirazione per la ricerca del bene comune, in spirito di concordia e di solidarietà, da parte di tutte le forze civili e sociali. Grazie alle sue riconosciute doti di sensibilità e di apertura al dialogo, ella potrà proseguire anche a Milano il proficuo lavoro, avviato a Venezia, in favore della reciproca comprensione tra le religioni, basata sui valori dell’accoglienza e del mutuo rispetto».

Parole di affetto e stima sono state pronunciate dall'arcivescovo uscente di Milano, cardinal Dionigi Tettamanzi: «Il cardinale Scola è un uomo di grande cultura, di molteplice esperienza, di forte passione ecclesiale. Per questo - ne sono certo - egli saprà guidare con sapienza ed efficacia la nostra Arcidiocesi nel suo ordinario cammino pastorale e nelle impegnative scadenze di carattere internazionale dei prossimi anni».

Il cardinale ha poi spiegato che il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, che sarà sostituito dal patriarca di Venezia, Angelo Scola, nel dare l’annuncio, ha spiegato che rimarrà nella diocesi di Milano. «Per quanto mi riguarda - ha detto - desidero rimanere in questa diocesi nella quale sono nato e cresciuto e che ho cercato di servire per molti anni, prima come sacerdote eultimamente come arcivescovo, andando a risiedere nella villa Sacro Cuore di Triuggio. Assicuro che non verranno meno il mio affetto, il mio costante pensiero, la mia fedele preghiera per tutti a cominciare dal nuovo arcivescovo».

A dare il benvenuto al nuovo cardinale pure Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Il primo cittadino ha espresso a Scola «il più sincero sentimento di benvenuto nella nostra città, convinto - ha aggiunto - che saprà proseguire nella missione pastorale che ha contraddistinto la chiesa ambrosiana negli ultimi decenni». Pisapia ha voluto anche «rinnovare l’apprezzamento e la stima mia personale e dell’intera nostra comunità nei confronti del cardinale Dionigi Tettamanzi. A lui - ha detto - va la gratitudine di Milano per essere un punto di riferimento illuminante per tutti i cittadini e per aver diffuso con grande lungimiranza i valori dell’accoglienza, della solidarietà e del dialogo».



Fonte -




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Giuria Speciale

9/14/2011 9:56 PM
 
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[SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586]
[SM=x44599] stavo facendo un giro in siti particolari [SM=x44628] [SM=x44628] [SM=x44628] [SM=x44628] [SM=x44600] [SM=x44600]
mi e' venuta in mente una cosa [SM=x44613] [SM=x44613]
definizione di spirito [SM=x44598] [SM=x44599] [SM=x44600]
un uomo che vedi e senti la voce = un uomo che parla [SM=x44600] [SM=x44613]
un uomo che non vedi e senti la voce = uno spirito che parla [SM=x44644] [SM=x44598] [SM=x44598]
ma tu bestion [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44613] che spirito ascolti che sei un audiofilo del silenzio [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
9/15/2011 11:45 AM
 
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XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)






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9/15/2011 11:45 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!



XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)




«Nulla giustifica il terrorismo»
Ad Ancona il Papa conclude il Congresso eucaristico nazionale
mettendo in guardia da un modello di sviluppo che non abbia al centro l'uomo

Redazione

Un modello di organizzazione sociale che punta solo sul benessere materiale prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione in Cristo, finisce per "dare agli uomini pietre al posto del pane". Benedetto XVI usa un'immagine evangelica eloquente per ricordare che i sistemi ideologici e politici basati unicamente sulla "forza del potere e dell'economia" non hanno passato il vaglio della storia. "L'uomo - avverte durante la messa presieduta domenica mattina, 11 settembre, ad Ancona, a conclusione del XXV Congresso eucaristico nazionale - si comprende solo a partire da Dio": la relazione con lui, infatti, dà "consistenza alla nostra umanità" e rende "buona e giusta la nostra vita".

In questo senso l'Eucaristia è il punto di partenza "per recuperare e riaffermare il primato di Dio". Il Papa lo ribadisce con forza quando sottolinea che la spiritualità eucaristica rappresenta il "vero antidoto all'individualismo e all'egoismo" perché "porta alla riscoperta della gratuità" e della "centralità delle relazioni" nell'esistenza umana. Se l'Eucaristia "sostiene e trasforma l'intera vita quotidiana" - assicura - è in grado di promuovere la nascita di "uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata". Chi "sa inginocchiarsi davanti all'Eucaristia", infatti, "non può non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell'uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l'affamato, condividere l'acqua con l'assetato, rivestire chi è nudo, visitare l'ammalato e il carcerato".

Il Pontefice rilancia la centralità della spiritualità eucaristica anche come "via per restituire dignità ai giorni dell'uomo e al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell'impegno a superare l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione". Un richiamo esplicito alla difficile realtà sociale e occupazionale della regione, che il Papa ha modo di sperimentare da vicino durante il pranzo al termine della messa. Alla sua tavola, infatti, siedono venti rappresentanti delle categorie più colpite dalla crisi che ha messo in ginocchio una parte considerevole dell'economia marchigiana: cassintegrati, precari, disoccupati, poveri. E a loro Benedetto XVI conferma: "Conosco i vostri problemi, vi sono vicino. Tutta la Chiesa vi è vicina".

A questo tema il Pontefice fa riferimento anche nel pomeriggio, quando - dopo l'incontro con i sacerdoti e gli sposi nella cattedrale di San Ciriaco - risponde alle domande dei fidanzati riuniti in piazza del Plebiscito. Servendosi dell'immagine della tavola imbandita alle nozze di Cana, il Papa fa notare che tra i giovani spesso manca "il vino della festa". E rileva che "soprattutto la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull'avvenire". Una condizione - evidenzia - che "contribuisce a rimandare l'assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività" dei giovani. Da qui l'appello a "perseguire un ideale alto di amore" dando spazio a Cristo, che porta in ogni esistenza "il vino della festa".



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9/15/2011 11:49 AM
 
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Udienza Generale del Santo Padre
(14 settembre 2011)






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9/15/2011 2:43 PM
 
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Bestion., 15/09/2011 11.45:




XXV Congresso Eucaristico Nazionale
(Ancona 3-11 settembre 2011)




«Nulla giustifica il terrorismo»
Ad Ancona il Papa conclude il Congresso eucaristico nazionale
mettendo in guardia da un modello di sviluppo che non abbia al centro l'uomo

Redazione



[SM=x44599] [SM=x44600] e' sulla definizione Uomo uomo che non ci siamo [SM=x44605] [SM=x44605]
penso che se la vita di un Uomo valeva la vita di molti uomini [SM=x44599] [SM=x44598] ci sara' [SM=x44598] un momento che la vita di molti uomini valga la vita di un Uomo [SM=x44598] [SM=x44603] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
9/15/2011 4:44 PM
 
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14 settembre
Esaltazione della Santa Croce



“Crucifix" - Cimabue (1280-1285) - Museo dell'Opera di Santa Croce, Firenze

La croce è gloria
ed esaltazione di Cristo

Sant'Andrea di Creta

Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. È in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale.

Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell'albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. Se non ci fosse la croce, la morte non sarebbe stata vinta, l'inferno non sarebbe stato spogliato.

È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. È preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell'inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l'universo.

La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «Ora il figlio dell'uomo è stato glorificato e anche Dio è stato glorificato in lui, e subito lo glorificherà » (Gv 13,31-32).

E di nuovo: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17,5). E ancora: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12,28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: «Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me» (Gv 12,32).

Vedi dunque che la croce è gloria ed esaltazione di Cristo.



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Giuria Speciale

9/15/2011 5:32 PM
 
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Bestion., 15/09/2011 16.44:


14 settembre
Esaltazione della Santa Croce



La croce è gloria
ed esaltazione di Cristo





[SM=x44599] [SM=x44600] [SM=x44613] ma hai parlato con il nazzareno??? [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613]
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non bisogna avere paura di un Popolo che non ha Potere ma di chi detiene il Potere di Quel Popolo
anche perché la MORTE non accetta una lira
9/15/2011 6:20 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

14 settembre
Esaltazione della Santa Croce




Un pugno di polvere
Gianfranco Ravasi

Sii un perseguitato, ma non un persecutore. Sii un crocifisso, ma non un crocifissore. Sii un oltraggiato, ma non un offensore. Sii un calunniato, ma non un calunniatore.

Come non può essere fermata una fonte ricca di acqua con un pugno di polvere, così non può essere vinta la misericordia del Creatore dal male delle creature. Rimase vescovo di Ninive, la celebre capitale assira (ora aggregata alla città di Mosul in Irak), per soli cinque mesi, Ma il suo animo anelava alla pace silenziosa dell'eremo. E così Isacco di Ninive (VII sec.) si ritirò nella solitudine del deserto persiano.

Abbiamo attinto ai suoi scritti in lingua siriaca per illuminare questa giornata dedicata dalla liturgia alla croce di Cristo. Le sue sono parole intense e purtroppo smentite dalle scelte più comuni delle persone e della società. Si preferisce, infatti, prevaricare sugli altri, anticiparne le mosse per prevalere, scagliare la freccia della calunnia prima ancora che l'altro apra bocca.

La figura isaiana del Servo del Signore che «maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca, come agnello condotto al macello» (53, 7) è ben lontana da una concezione che vede l'attacco preventivo come modello di ogni relazione. Ma nei versi di Efrem siro è suggestiva anche un'altra idea. Il male del mondo non è né maggiore né più forte rispetto alla misericordia di Dio. L'immagine è incisiva: quando hai di fronte una sorgente vivace e gorgogliante, un pugno di polvere la può offuscare per un istante ma non riesce né a bloccarla né a corromperla.

Continuava s. Efrem: «Come un pugno di sabbia che cade nel grande oceano, così sono i peccati degli uomini di carne in confronto all'amore di Dio».



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9/15/2011 6:47 PM
 
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9/15/2011 7:42 PM
 
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9/15/2011 10:59 PM
 
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