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La presenza di Dio

Last Update: 10/9/2019 6:49 AM
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5/6/2011 1:49 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

La grande gioia dei veneziani per la visita apostolica di Benedetto XVI



Scola: il Papa allargherà
il cuore del Nordest

Mimmo Muolo

Memoria, identità, futuro. Le Chiese del Nordest accolgono Benedetto XVI confrontandosi con la loro storia millenaria, ma soprattutto con lo sguardo rivolto in avanti, per affrontare alla luce della fede gli inevitabili problemi dell’oggi. È questo, secondo il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, il motivo ispiratore della visita del Papa. «Un motivo – afferma il porporato – già esplicitato dal motto: "Tu conferma la nostra fede"». La fede, infatti, non solo non è in contraddizione con la ragione, ma è la sua pienezza. E la fede – aggiunge il patriarca – è l’appoggiarsi su Gesù come roccia della nostra esistenza, da cui scaturiscono uno stile, cioè una visione e una pratica di vita, che si riflette poi in tutte le dimensioni dell’umano, soprattutto negli affetti, nel lavoro, nel riposo.

Che cosa chiedete, dunque al Pontefice con questa visita?
Di allargare la nostra mente ed il nostro cuore ad accogliere il disegno di Dio. Oseremo tra l’altro dargli del "tu", per mettere in evidenza una delle caratteristiche fondamentali del cristianesimo che è il rapporto da persona a persona.

Le Chiese del Nordest, terra di profonde radici cristiane, hanno bisogno oggi di essere confermate nella fede?
Le radici della nostra fede sono profonde. Ma anche noi viviamo il travaglio tipico del secolarismo. In pratica la fatica dell’uomo contemporaneo, soprattutto in Occidente, a concepirsi in relazione piena con gli altri. L’individualismo fa sentire i suoi effetti e ci mette alla prova. Ma qui c’è ancora un forte senso della famiglia e una visione costruttiva del lavoro. Ed è proprio su questi elementi che possiamo far leva per progettare il futuro.

Aquileia e Venezia sono sinonimi di grande storia cristiana. Quanto incide il rapporto tra memoria e futuro nella visita del Papa?
In effetti è questo il punto nevralgico e sono certo che la persona, la testimonianza ed il magistero di Benedetto XVI ci aiuteranno a coniugare al meglio le due dimensioni. Non dimentichiamo che da Aquileia sono nate 57 Chiese di vari Paesi e che Venezia ha sempre dimostrato grande apertura (si pensi al Medio ed Estremo Oriente) e capacità di accoglienza verso armeni, ortodossi, ebrei, musulmani, ecc. Il problema è come declinare tutto questo nell’oggi. Proprio la fusione di popoli latini, germanici e slavi, avvenuta in passato per effetto della fede che si è irradiata dalle nostre terre, oggi può costituire un paradigma per ripensare in maniera creativa anche il rapporto tra nord e sud del mondo.

Il Nordest è stato in questi decenni anche un modello di sviluppo economico. In un tempo di crisi dal Papa della «Caritas in veritate» vi aspettate una parola su questo tema?
Penso che da noi il Papa potrà fare riferimento alla grande novità contenuta nella sua enciclica sociale: l’allargamento della ragione economica alla dimensione della gratuità e della fraternità. Il tessuto socio-economico del Nordest è composto, infatti, da migliaia di imprese familiari e dunque ha bisogno di solidarietà, di capacità di fare sistema. Perciò l’insegnamento sociale del Papa può davvero trovare terreno fertile nel Nordest.

Lei accennava anche alla capacità di questa terra di essere punto di incontro tra i popoli europei. Un messaggio diretto all’Unione Europea che nelle ultime settimane non ha dato grande prova di coesione interna?
Ciò che oggi manca all’Europa è proprio la riscoperta della assoluta necessità di buone relazioni e di pratiche virtuose. Un modo di intendere i rapporti tra le persone e tra i popoli che non obbedisca solo alle mere logiche economiche e di profitto. Come in passato l’identità del continente è derivata dalla sintesi tra Roma, Atene e Gerusalemme che ha realizzato l’incontro tra <+corsivo>logos<+tondo> e amore, anche oggi, su questa base, l’incontro tra culture diverse può diventare un paradigma per affrontare il processo di "meticciato di civiltà" e per la costruzione di istituzioni comunitarie più solidali. Da questo punto di vista, diversi saranno i gesti significativi del Papa durante la visita. Alla Messa di domenica, ad esempio, saranno presenti fedeli di tutti i Paesi confinanti, legati ad Aquileia proprio per mettere in evidenza questo incontro già fecondo in passato, che chiede di essere ripensato per il presente e il futuro.

Benedetto XVI giunge nel Nordest una settimana dopo la beatificazione di Giovanni Paolo II. Che significato ha questa coincidenza temporale?
È un felice auspicio. La memoria di Giovanni Paolo II è ancora vivissima sia a Venezia, dove è diventata proverbiale una formula da lui usata nella visita del 1985, «Venezia città dell’umanità», sia nel Triveneto, dove ha trascorso diversi periodi di vacanza. L’arrivo del suo successore, Benedetto XVI, dopo la beatificazione di domenica scorsa, sta mobilitando ancor di più i credenti all’incontro con il Papa.



Fonte -



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Marzia Roncacci42 pt.10/15/2019 11:43 AM by docangelo
Mariarosa Aurelio 23 pt.10/15/2019 9:05 AM by pluvio19
Gioco di associazione di parole Ipercaforum20 pt.10/15/2019 7:41 AM by rufusexc
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Giuria Speciale



5/6/2011 9:28 PM
 
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[SM=x44607] a allora ci sei !!!!!!![SM=x44597]
pero' e meglio che parlevamo di laurence la parigina [SM=x44609] [SM=x44610]

vabe'!!!!!!!
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Giuria Speciale



5/7/2011 10:35 PM
 
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[SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586] [SM=g48586]
cia' forse e' meglio spegnere il mio 14"
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Giuria Speciale



5/9/2011 2:25 PM
 
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mah!!!! [SM=x44599] anche io mi fermo qui [SM=x44600]
[SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614] [SM=x44614]

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5/9/2011 5:38 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

Papa Ratzinger in visita ad Aquileia e Venezia

«Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?»
(Lc 24, 18)



“Incontro sulla via di Emmaus" - Tintoretto (ultimo decennio XVI) - Ospizio Proti-Vajenti-Malacarne, Vicenza

«Siate santi! Ponete al centro della vostra vita Cristo!
Costruite su di Lui l’edificio della vostra esistenza.
In Gesù troverete la forza per aprirvi agli altri e
per fare di voi stessi, sul suo esempio,
un dono per l’intera umanità.»


... noi speravamo che ...

Benedetto XVI

Il Vangelo della Terza Domenica di Pasqua - ora ascoltato - presenta l’episodio dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), un racconto che non finisce mai di stupirci e di commuoverci. Questo episodio mostra le conseguenze che Gesù risorto opera nei due discepoli: conversione dalla disperazione alla speranza; conversione dalla tristezza alla gioia; e anche conversione alla vita comunitaria. Talvolta, quando si parla di conversione, si pensa unicamente al suo aspetto faticoso, di distacco e di rinuncia. Invece, la conversione cristiana è anche e soprattutto fonte di gioia, di speranza e di amore. Essa è sempre opera di Cristo risorto, Signore della vita, che ci ha ottenuto questa grazia per mezzo della sua passione e ce la comunica in forza della sua risurrezione.

Cari fratelli e sorelle! Sono venuto tra voi come Vescovo di Roma e continuatore del ministero di Pietro, per confermarvi nella fedeltà al Vangelo e nella comunione. Sono venuto per condividere con i Vescovi e i Presbiteri l’ansia dell’annuncio missionario, che tutti ci deve coinvolgere in un serio e ben coordinato servizio alla causa del Regno di Dio. Voi, oggi qui presenti, rappresentate le Comunità ecclesiali nate dalla Chiesa madre di Aquileia. Come in passato, quando quelle Chiese si distinsero per il fervore apostolico e il dinamismo pastorale, così anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l’unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all’uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire.

Voi vivete in un contesto nel quale il Cristianesimo si presenta come la fede che ha accompagnato, nei secoli, il cammino di tanti popoli, anche attraverso persecuzioni e prove molto dure. Di questa fede sono eloquente espressione le molteplici testimonianze disseminate ovunque: le chiese, le opere d’arte, gli ospedali, le biblioteche, le scuole; l’ambiente stesso delle vostre città, come pure delle campagne e delle montagne, tutte costellate di riferimenti a Cristo. Eppure, oggi questo essere di Cristo rischia di svuotarsi della sua verità e dei suoi contenuti più profondi; rischia di diventare un orizzonte che solo superficialmente - e negli aspetti piuttosto sociali e culturali -, abbraccia la vita; rischia di ridursi ad un cristianesimo nel quale l’esperienza di fede in Gesù crocifisso e risorto non illumina il cammino dell’esistenza, come abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno a proposito dei due discepoli di Emmaus, i quali, dopo la crocifissione di Gesù, facevano ritorno a casa immersi nel dubbio, nella tristezza e nella delusione. Tale atteggiamento tende, purtroppo, a diffondersi anche nel vostro territorio: questo avviene quando i discepoli di oggi si allontanano dalla Gerusalemme del Crocifisso e del Risorto, non credendo più nella potenza e nella presenza viva del Signore. Il problema del male, del dolore e della sofferenza, il problema dell’ingiustizia e della sopraffazione, la paura degli altri, degli estranei e dei lontani che giungono nelle nostre terre e sembrano attentare a ciò che noi siamo, portano i cristiani di oggi a dire con tristezza: noi speravamo che il Signore ci liberasse dal male, dal dolore, dalla sofferenza, dalla paura, dall’ingiustizia.

È necessario, allora, per ciascuno di noi, come è avvenuto ai due discepoli di Emmaus, lasciarsi istruire da Gesù: innanzitutto, ascoltando e amando la Parola di Dio, letta nella luce del Mistero Pasquale, perché riscaldi il nostro cuore e illumini la nostra mente, e ci aiuti ad interpretare gli avvenimenti della vita e dare loro un senso. Poi, occorre sedersi a tavola con il Signore, diventare suoi commensali, affinché la sua presenza umile nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue ci restituisca lo sguardo della fede, per guardare tutto e tutti con gli occhi di Dio, nella luce del suo amore. Rimanere con Gesù che è rimasto con noi, assimilare il suo stile di vita donata, scegliere con lui la logica della comunione tra di noi, della solidarietà e della condivisione. L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri.

Il Vangelo riferisce anche che i due discepoli, dopo aver riconosciuto Gesù nello spezzare il pane, «partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme» (Lc 24,33). Essi sentono il bisogno di ritornare a Gerusalemme e raccontare la straordinaria esperienza vissuta: l’incontro con il Signore risorto. C’è un grande sforzo da compiere perché ogni cristiano, qui nel Nord-est come in ogni altra parte del mondo, si trasformi in testimone, pronto ad annunciare con vigore e con gioia l’evento della morte e della risurrezione di Cristo. Conosco la cura che, come Chiese del Triveneto, ponete nel cercare di comprendere le ragioni del cuore dell’uomo moderno e come, richiamandovi alle antiche tradizioni cristiane, vi preoccupate di tracciare le linee programmatiche della nuova evangelizzazione, guardando con attenzione alle numerose sfide del tempo presente e ripensando il futuro di questa regione. Desidero, con la mia presenza, sostenere la vostra opera e infondere in tutti fiducia nell’intenso programma pastorale avviato dai vostri Pastori, auspicando un fruttuoso impegno da parte di tutte le componenti della Comunità ecclesiale.

Anche un popolo tradizionalmente cattolico può, tuttavia, avvertire in senso negativo, o assimilare quasi inconsciamente, i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico. So quanto sia stato e quanto continui ad essere grande il vostro impegno nel difendere i perenni valori della fede cristiana. Vi incoraggio a non cedere mai alle ricorrenti tentazioni della cultura edonistica ed ai richiami del consumismo materialista. Accogliete l’invito dell’Apostolo Pietro, contenuto nella seconda Lettura odierna, a comportarvi «con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri» (1 Pt 1,17); invito che si concretizza in una vita vissuta intensamente nelle strade del nostro mondo, nella consapevolezza della meta da raggiungere: l’unità con Dio, nel Cristo crocifisso e risorto. Infatti, la nostra fede e la nostra speranza sono rivolte a Dio (cfr 1 Pt 1,21): rivolte a Dio perché radicate in Lui, fondate sul suo amore e sulla sua fedeltà. Nei secoli passati, le vostre Chiese hanno conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli, grazie all’opera di zelanti sacerdoti e religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa. Se vogliamo metterci in ascolto del loro insegnamento spirituale, non ci è difficile riconoscere l’appello personale e inconfondibile che essi ci rivolgono: Siate santi! Ponete al centro della vostra vita Cristo! Costruite su di Lui l’edificio della vostra esistenza. In Gesù troverete la forza per aprirvi agli altri e per fare di voi stessi, sul suo esempio, un dono per l’intera umanità.

Attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli di lingue e culture diverse, fatti convergere non solo da esigenze politiche ma, soprattutto, dalla fede in Cristo e dalla civiltà ispirata dall’insegnamento evangelico, la Civiltà dell’Amore. Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell’immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. La fede cristiana può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma, che interessa l’armonico ed integrale sviluppo dell’uomo e della società in cui egli vive. La mia presenza tra voi vuole essere, perciò, anche un vivo sostegno agli sforzi che vengono dispiegati per favorire la solidarietà fra le vostre Diocesi del Nord-est. Vuole essere, inoltre, un incoraggiamento per ogni iniziativa tendente al superamento di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla giustizia e alla pace.

Questo, fratelli, è il mio auspicio, questa è la preghiera che rivolgo a Dio per tutti voi, invocando la celeste intercessione della Vergine Maria e dei tanti Santi e Beati, tra i quali mi è caro ricordare san Pio X e il beato Giovanni XXIII, ma anche il Venerabile Giuseppe Toniolo, la cui beatificazione è ormai prossima. Questi luminosi testimoni del Vangelo sono la più grande ricchezza del vostro territorio: seguite i loro esempi e i loro insegnamenti, coniugandoli con le esigenze attuali. Abbiate fiducia: il Signore risorto cammina con voi, ieri, oggi e sempre.



Fonte -



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5/9/2011 9:53 PM
 
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[SM=x44598] .... o topin topin topin ..... (tofee-vasco rossi) [SM=x44599] e come essere al "cavallino" [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602]

di bestion ma l'unica cosa che sapete costruire sono santuari e chiese????????????????????????????????????????????? [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602]
[Edited by paul_65 5/9/2011 9:56 PM]

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5/10/2011 4:05 PM
 
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che carattere!!!! [SM=x44632]
era per il 5*1000 (o se vuoi la decima [SM=x44599] ) volevo solo essere sicuro che dio non si facesse pagare [SM=x44605] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44600]
vabe!! per la speranza [SM=x44608] sai che figata incrociare le dita per uscire di casa e dire "speriamo di non incontrare l' Uomo" [SM=x44600]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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5/11/2011 3:06 PM
 
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[SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] sai bestion che potresti insegnare [SM=x44599] [SM=x44600] pero'!!! [SM=x44597]per esempio invece di insegnare di non attaccarsi alle cose materiali perche' bisogna schiattare [SM=x44600] io insegnerei quando si e' in un parcheggio come scendere dal bagagliaio [SM=x44600] chiaramente se non c'e' la macchina dietro [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44600] poi certo dipende da come gli gira all'Uomo [SM=x44603] [SM=x44603] [SM=x44600] [SM=x44600]
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5/11/2011 3:52 PM
 
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cosi metre cazzeggiavo mi e' venuta in mente una domanda [SM=x44600]
[SM=x44605] mah!!!! non e' che con un Uomo e' una Donna va' in crisi il sistema??????????? [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613] [SM=x44613]
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Giuria Speciale



5/12/2011 2:45 PM
 
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Bestion., 06/05/2011 13.49:


La grande gioia dei veneziani per la visita apostolica di Benedetto XVI






[SM=x44613] "siamo" [SM=x44600] gia' ai fatti o solo alle presentazioni [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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Giuria Speciale



5/13/2011 3:04 PM
 
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[SM=x44614] [SM=x44614] devo continuare bestion???? [SM=x44613] [SM=x44598] tutto sommato mi sono ripreso quello che dovevo riprendermi [SM=x44600] [SM=x44603] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602]
[SM=x44599] [SM=x44645]


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5/17/2011 8:52 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

Le mosche
Gianfranco Ravasi

L'imam se ne stava seduto presso il trono del sultano. Quando questi s'assopiva, una mosca gli si posava sul viso ed egli si svegliava e si colpiva energicamente la faccia con uno scacciamosche. Esasperato, il sultano domandò all'imam: «Perché Dio ha creato le mosche?». Quegli rispose: «Dio ha creato le mosche affinché coloro che agiscono da despoti si sentano impotenti di fronte a un nonnulla e si castighino con le loro stesse mani».

Dalla raccolta Il vento del deserto racconta-, curata da Franco Ometto (Paoline) estraggo questo breve apologo dalla morale facile e adatta non solo ai sultani e ai potenti della terra. Viene, infatti, per tutti il momento in cui l'orgoglio sale e ci si illude di essere imbattibili. La ruota del pavone si allarga e ci fa procedere con la certezza di essere formidabili, poderosi, gagliardi, da tutti ammirati. La stessa salute ci convince che abbiamo di fronte anni e traguardi; il denaro ci assicura benessere e prosperità.

Ma ecco, all'improvviso, una mosca, cioè, fuor di metafora, quel piccolo intoppo che blocca l'ingranaggio: è una delusione in amore, una malattia seria, un tracollo finanziario. Inutile è reagire o agitarsi, anzi, può essere pericoloso smaniare per venirne fuori perché ti senti come sulle sabbie mobili e, più ti muovi, più affondi. Con molta semplicità e umiltà bisogna riconoscere di essere limitati, deboli, fragili, di essere insomma creature e non il Creatore.

C'è, quindi, un insegnamento di sapienza anche nel dolore o nell'insuccesso. E nel giorno del successo dobbiamo augurarci sempre una mosca che ci riporti alla nostra vera realtà.



Fonte -


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5/18/2011 11:16 PM
 
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[SM=x44610] [SM=x44610] bestion la bianca e casta donna benche' sterile non me la "da" [SM=x44610] ( [SM=x44613] pare sia tutelato dalle leggi [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44600] ) e poi certi candidi bimbini ( [SM=x44598] )
[SM=x44599] [SM=x44645]

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5/20/2011 12:44 AM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!

Incarnazione-Passione < PASQUA > Morte-Risurrezione
«Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori»
(Is 53, 10)



“Ecce Homo" - Antonello da Messina (1475) - Collegio Alberoni, Piacenza

«Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne;
poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire
le opere del corpo, vivrete. Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito
da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!". Lo Spirito stesso attesta al nostro
spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo,
se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.
Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili
alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi»


(Rm 8, 12-18)






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5/20/2011 11:34 AM
 
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ma!!! sai bestion quando ho letto il libro cuore che spirto mi e' venuto
[SM=x44598] [SM=x44598] [SM=x44600]
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5/20/2011 11:09 PM
 
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bestion!!!! chi stai contemplando???? chi ha detto "ERA LEI DEI BAMBINI???" [SM=x44599] [SM=x44600] [SM=x44598] o chi l'ha subito????????? [SM=x44600]
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5/21/2011 12:51 PM
 
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Bestion., 20/05/2011 00.44:




Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.



E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito
da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!".




[SM=x44613] [SM=x44599] [SM=x44600] toh!!!!!! c'e' scritto cosi!!!!!! [SM=x44607]
parla proprio dell' Uomo e della Donna [SM=x44600] [SM=x44600]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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5/21/2011 10:41 PM
 
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Re:
Bestion., 20/05/2011 00.44:





[SM=x44607] [SM=x44613] mah!!!! vuoi vedere bestion che di tutte le belle parole ne rimangono 2 [SM=x44598] "amichi" "nemichi" [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44600] [SM=x44600]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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5/22/2011 11:25 PM
 
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... ecco perchè c'è ancora bisogno di santi e di preti!


Sottovoce
Gianfranco Ravasi

Porto negli occhi/ tre esili finestre/ sorelle del silenzio/ nel grembo di un'abside,/ fessure dell'infinito:/ spiano nella notte/ l'intenerirsi del cielo,/ sognano a occhi socchiusi/ il ritorno del Signore.

«Tornavamo dalla discoteca alle quattro di notte. Stanchi, filavamo a velocità sostenuta per una strada deserta di campagna. Tutt'intorno era buio; all'improvviso a lato vedemmo le vetrate della chiesa di un convento che erano illuminate.
Sembravano gli occhi della notte». Sono, più o meno, le parole che un giovane ha usato tempo fa per raccontarmi l'emozione di un giorno che per lui ha segnato una svolta e che l'ha condotto su una via ben diversa. Certo è che la preghiera nella notte, la veglia di una comunità, il bagliore di quelle finestre sono un piccolo ma toccante segno di trascendenza, di infinito, di mistero.È ciò che esprimono i versi che sono incastonati nel libro di un parroco milanese che mi è amico, Angelo Casati.

È, però, il titolo e il tema di quel libro che stimola la mia riflessione, La fede sottovoce (Paoline). Sì, oggi il parlare «sottovoce» è perdente, subissato com'è dall'urlato della polemica, della chiacchiera, della pubblicità. E, invece, il Signore al profeta Elia si presenta non nella folgore o nel terremoto o nel vento, ma in «una voce di silenzio sottile» (1 Re 19, 12).

Forse sono quelle «tre esili finestre/ sorelle del silenzio» a svelarci il Dio della pace e dell'amore.



Fonte -



[SM=x44645] [SM=x44599]


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Giuria Speciale



5/23/2011 2:38 PM
 
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[SM=x44613] bestion tutto regolare???? [SM=x44599] [SM=x44600] che non si dica "non potevamo arrivarci" "non c'era scritto" [SM=x44598] "e quelli non l'hanno detto" [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
[SM=x44612] [SM=x44612] tanto bestion nessuno ci ascolta!!! [SM=x44612] [SM=x44612]
bisogna dirlo al berlusca che l'europa e piena di "co mu ni sti" [SM=x44630] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44606] [SM=x44609] [SM=x44615] sara' mica perche' e' caduto il muro?????? [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600] [SM=x44600]
[SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602] [SM=x44602]
[SM=x44599] [SM=x44645]

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