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Dimissioni Emmanuelle Lazzaretto

Last Update: 5/19/2010 5:57 PM
5/19/2010 5:57 PM
 
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21:39Emmanuelle[ Stanza Privata ]{Ecco è scesa la sera dietro la coltre di nebbia!!In posa siede come araldica sfinge sulle ginocchia e contempla,inquieta,con le sue pupille , le cui iridi riflettono il grigio manto che sovrasta Avilion,quel pupo che in braccio sostiene e culla amorevolmente viaggiando con la mente oltre l'orizzonte per ricercare negli occhi di Stephan la luna.Quanti bambini sono nati in questo istante..?Ma quanti invece ne son stati sotterrati oggi..?Ha esaurito le sue lacrime che immortalate sono adesso su guancia di cera mentre la veste in fustagno ricopre l'esil corpo,calzari in morbido cuio adornano quei piedini di ballerina che ancor è.Silenzio non fate rumore perchè potreste svegliarlo!!Shhhh!!Fatele cogliere l'infinito in quei grandi occhioni che ancor son privi di un colore definito e fatele ricalcare magicamente il ciglio della via tra i fiori di cicoria selvatica venati d'azzurro,e la malva violetta.Ne ascolta il respiro lieve e nell'emozione di un ricordo che il cuor sembra sospeso tra le nuvole,come la speranza stessa che mai scende.Mano che cerca la mano,conforto,sobbalzo e cade nel caldo soffice sogno ad occhi aperti per non ricadere su questa terra,per non rifare quel tonfo immenso,per non ribattere su quel vuoto che or solo Stephan sta lentamente riempiendo.Intreccio esitante,sola in un gioco antico il dito pollice destro contro l'indice suo sinistro e l'indice poi con il suo pollice alternandoli}

Narratore: Si trova nei Sotterranei del Lazzaretto, il Rector Nemesis, pronto ad eseguire un altro esperimento, un'altra ricerca, ma d'altrone la chimica non è una scienza esatta, bisogna tentare più volte prima di trovare la giusta soluzione, e questa sera l'umano si è procurato un elemento nuovo, la sabbia, raccolta in un sacco di iuta che pesa circa 1 kg, appoggiato ora sul ripiano dove ha intenzione di effettuare l'esperimento. Ripiano completamente sgombro di ogni cosa che può essere ritenuta infiammabile, pergamene, carta, erbe medicinali, erbe alchemiche, tutto è stato messo al sicuro, e ora l'esperimento si può effettuare. Saylah sta scendendo le scale nel frattempo, distando dai laboratori soltanto 4 metri, e può sentire il rumore che fa Nydan nello spostare le ultime cose, e la Neophita si prepara al suo primo vero esperimento. Evoleth invece si trova nell'Atrio e forse ha la possibilità ora, da Neophita di mettersi alla prova, la Philosophus Vitae ha dato un compito a chiunque si trovasse nel Lazzaretto quella sera, ed è quello di occuparsi della giovane Emmanuelle, con premura, attenzioni, poichè ancora è una fanciulla, sebbene abbia partorito quella creatura che con tanta fatica è crescuta dentro di lei, e finalmente la settimana scorsa è venuta al mondo. E in una stanza privata del Lazzaretto ecco che la giovane Emmanuelle si trova seduta sul suo letto, maschera di cera dipinta sul di lei volto, e quel piccolo che giace dormiente tra le di lei braccia. Un giovane si avvicina a Evoleth e proferisce *Andiamo, la Philosophus ci ha dato un compito, vi va di svolgerlo insieme a me?* è un giovane sui 25 anni, moro di capelli, sguardo penetrante e occhi color dello smeraldo, carnagione chiara, e abbigliato con una semplice camicia in cotone bianco e dei pantaloni color sabbia in velluto, infilati in un paio di stivali in cuoio marrone. Entrambi distano 6 metri dalla camera privata dove sta Emmanuelle [Turni precedenti, il primo 7 minuti ad azione, gli altri 5]

22:04MezzelfaEvolethNeophita [ Atrio -> verso stanza Emmanuelle ]« E' ancora lì la ragazzina, con quel braccio a mezz'aria ed il palmo della mano quasi disteso perché le dita afferrino il pomolo rapacemente, pare una statua pietrificata dalla Medusa, quando una voce maschile calda e maschile proveniente dalle spalle dell'Ibrida raggiunge il suo oto. Come se qualcuno avesse schioccato le dita e un incantesimo fosse stato rotto, la Neophita si risveglia da quell'immobilità di pensieri, paure e dubbi che l'aveva "stregata" pochi attimi prima. Si volta, dunque, compiendo una mezza giravolta su se stessa e rivolge al giovanotto uno sguardo inizialmente interrogativo, quindi annuisce appena e, prima di mettersi in cammino e seguire le orme del ragazzo, forse Neophita anch'egli, qualche verbo abbandona le morbide labbra d'ella » D'accordo. Il mio nome è Evoleth, voi come vi chiamate? Siete qui da molto? « Sì, in effetti è qualcosa più di "qualche verbo". La voce che crea un leggero eco nell'Atrio è distintamente femminile, dalla cadenza strascicata e dolciastra... prettamente slava. Non favella più alcunché, in attesa di risposta. Sa di quale compito il giovane parli, n'è quasi certa. Non ha ancora imparato bene a scrivere, eppure sa ormai leggere abbastanza speditamente e nella bacheca di gilda è stato fatto presente il caso di Emmanuelle. Chissà dove alloggia la fanciulla, probabilmente lo scoprirà a breve seguendo l'altro. »

22:07Emmanuelle[ Stanza Privata ]{Dormi avvolto da sogni di miele,ancor non è giunto il momento dei girotondi d'infanzia,ridenti e ignari.Dormi abbracciato da edera tenace che t'avvinghia il cuore possedendolo.Dormi curioso in travestimenti celato,poichè la vita ti insegnerà che è solo un gioco di ruolo,dove tu sei la Maschera principale.Dormi sereno perchè a vegliarti c'è lei.Sfiora piano il suo viso ma non gli regala alcun sorriso a quella piccola anima mentre affiora da quel volto un ricordo:Adrien.Immagina che sia partito,in fondo siamo come foglie sedotte dall'incanto di emulare gli uccelli migratori e in un gesto trasognato il capo volge verso la finestra fisso a guardar lui che va via.Quel giorno c'era uno strano odore polveroso come di temporale in lontanaza,un suono sordo ricorda,un accordo stonato.Poi quel vento forte,che precede la grandine e lui ha spiegato il manto scuro come rondine;nella speranza che torni ella prepara il nido dell'assenza mentre infila ricordi in un laccio di lana a scaldarli e sul filo saggia l'equilibrio di una mente che sembra ancor instabile capace di simulare allegria in un giorno a festa e di pianger al contempo nel cuore.Si solleva con il busto,stando attenta a tener ben saldo tra le braccia Stephan,sostenendogli il capo nell'incavo del gomito destro e poggiato alla spalla medesima,mentre l'altro lo avvolge da sotto passandogli sopra le gambine.Movimenti cauti e lenti nel distender le gambe per sedersi sul bordo e poi sollevarsi per portarsi al centro della stanza ove si ferma e nella mente ripassa una vecchia cantilena}



Narratore: Attender responso
Narratore: Nydan continua nei suoi intenti, che vanno sicuramente a buon fine, e in effetti il letto di sabbia pare perfetto, se non fosse per qualche buco qua e là, ma poco rilevante in fondo, quasi impercettibile, e ora si dirige verso una delle fiaccole, con quel pezzetto di legno stretto tra le mani e l'intento di accenderlo. Saylah nel frattempo giunge presso la porta dei laboratori, che è sempre aperta agli alchimisti e agli apprendisti, così il Cucciolo può vedere il Rector all'interno del laboratorio effettuare i preparativi: è la tua occasione Saylah, potrai renderti utile finalmente, come è tuo desiderio. Dietro di lei giunge Thanathel, un po' in ritardo, ma si sa, le donne sono nate per essere in ritardo e farsi aspettare; il fato sorride un poco nell'osservar quel bizzarro quadretto, e la Philosophus si trova a 4 metri da Saylah, avendo già sceso le scale che portano ai sotterranei, e distando poco ormai dalla porta che conduce ai laboratori. Evoleth nel frattempo fa conoscenza con il giovane curatore che proferisce verso di lei *Oh, perdonate la mia sbadataggine, quando si tratta di lavorare, dimentico sempre le buone maniere: il mio nome è Arthur, sono qui al Lazzaretto di Avilion da che sono nato, si può dire che sia cresciuto all'interno dell'edificio: i miei genitori erano uno alchimista e l'altra guaritore, quindi la mia fede resta per sempre in questo luogo. Venite ci siamo quasi* E ora bruciano le distanze entrambi, e Arthur bussa alla porta della stanza privata, tre colpi lievi, sapendo che a quest'ora il bambino potrebbe dormire. Colpi che però possono essere uditi da Emmanuelle, che nel frattempo si delizia della visione di suo figlio, rammentando il ricordo di Adrien, e Stephan assomiglia moltissimo al suo compagno ormai morto..o partito, come crede la giovane dallo sguardo di cera [Turni precedenti, Evoleth prima di Saylah, il primo 7 minuti, gli altri 5]


22:35Emmanuelle[ Centro Stanza ]{Toc!Toc!Toc!Non quello delle nocche all'uscio a cui si sa ben ch'ella non risponderà mai,non lo ha mai fatto sino ad ora,perchè dovrebbe proprio adesso..?E' muta lo avete scordato..?Toc!Toc!Toc!Son i tacchi delle scarpe che batte al suolo,uno,due,tre,ricordando l'amore che identifica nell'aria che sostiene invisibile ogni falla del cielo;amore che è sole in inverno e pioggia fresca d'estate;amore che sia albero e fiore,che sia foglia e radice e luce gli serve per cancellare il buio,ma non ha bisogno di voce perchè può viver nel silenzio anche di uno sguardo.Non ricorda più le piaghe nascoste,ne i muti rimpianti,ma l'amore ha ricucito ogni taglio profondo e non può dimenticare l'Amore poichè sarebbe un amaro rimorso per tutta la vita.Gira il Mondo,gira troppo veloce e lei vuole rallentarlo in quei passi di volteggio,perchè giri lento cosi che possa aver più tempo che invece si mostra avaro e poter cogliere ancor quel suo sguardo in eterno.Tu piccola anima che ancor non usi parole conosci più di lei il segreto dei sogni perchè te lo ha svelato il vento!!Nenia senza verbo di un vecchia danza popolare del suo paese natio,come un inatteso sottofondo al silenzio tra le fiammelle della malinconia.Chi guarda il cielo si immagina risposte alle eterne domande della mente e forse,tra le angosce nascoste,potrebbe aprirsi una dolcezza consolante-lei domande non ne ha ne cerca risposte,vive per quest'attimo e nulla più,girando per il centro della stanza in passi leggiadri e si immagina affacciata dalla torre di un castello incantato come nelle favole,vegliando discreta i suoi primi passi}


Narratore: Nydan così si accinge ad accendere il pezzetto di legno, ma non ha tempo di farlo, che la Neophita e la Philosophus entrano nella stanza del laboratorio e ora il trio è al completo, la Philosophus, il Rector e la Neophita, che ora si limita soltanto ad osservare, e si avvicina al tavolo da lavoro, cosparso di sabbia, mentre Thanathel si avvicina a Nydan, in maniera tale da osservare il tutto, e agire se necessario. Arthur ed Evoleth nel frattempo sono di fronte alla porta, e non viene alcun suono o conferma di avanzare dall'interno, ma entrambi sentono un rumore di tacchi provenire dall'interno della stanza, e ora Arthur proferisce *Direi che è un modo bizzarro per dirci di entrare, sebbene muta, sa come farsi capire..* un sorriso affiora sul di lui volto, mentre ecco che proferisce ora verso la Mezzelfa *Oh, non è così noioso come si pensa, aiutare le persone è una cosa meravigliosa, sia che si debba curarle, oppure aiutarle nel verso senso della parola. Questo luogo è aperto a tutti coloro che abbisognano di cure, e noi siamo tenuti a dargliele* un sorriso, per poi proseguire *Avanti, andiamo* e abbassa la maniglia della porta, per poi spingere l'anta così piano da non produrre alcun scricchiolio, e infine osservare la giovane donna e il suo piccolo che sta dormendo beato, e proferisce verso Emmanuelle *Buonasera, Milady, come state? Tutto bene? So che non potete esprimervi a parole, ma potete cercare di farvi capire a gesti, anche semplicemente annuendo* un sorriso, mentre proferisce *Questa è Evoleth, una Neophita, ed è qui per aiutarmi, spero non sia un problema* e sorride ora, osservando il piccolo, attendendo una reazione della giovane dal volto di cera. Maximus nel frattempo avanza verso il Lazzaretto, ma come faccia a vedere le guardie è un mistero, dato che la nebbia invade il luogo, e lui dista ancora 5 metri dal Lazzaretto, di cui può vedere soltanto le fiaccole illuminare i cancelli, ma è una luce fioca, resa tale dalla nebbia fitta

22:57MezzelfaEvolethNeophita [ Soglia stanza Emmanuelle ]« Non replica alle prime frasi di Arthur: sa bene cosa significhi aiutare gl'altri. Nel suo popolo, gl'Endreti, prestava come servizio alla comunità la propria capacità di compiere vaticini e di curare, a modo d'una popolazione nomade, le malattie. Non proferisce verbo, quindi, ed il Curatore può interpretare il silenzio come un assenso; uscio che viene sospinto delicatamente, accompagnato da un lieve cigolio dell'anta, ed i due superano la soglia della stanza. Oltre l'orlo della verde veste della Mezza fanno capolino i calzari chiari, che s'alternano come ali di falena nel moto; avanza lentamente la ragazzina, che ad Emmanuelle dovrebbe apparire come una presenza discreta, gentile. Quando Arthur la presenta, la Rinnegata compie un leggero inchino con il capo e qualche ciocca sfuggita all'acconciatura va a solleticarle le gote. Solleva quindi il mento, quanto basta perché la degente la possa osservare meglio e ciò che viene rivelato dalla fioca luce di candela presente nella camera sono l'incarnato olivastro , gl'occhi dal taglio leggermente allungato e dal colore degli abissi venati di viola, il naso sottile, gli zigomi alti, le labbra carnose. Sorride con dolcezza, la Neophita, e nell'osservare Emmanuelle e la creatura ch'ella reca fra le braccia aggiunge soltanto, con un filo di voce, per non svegliare il neonato » E' veramente un bambino bellissimo. « con cadenza sempre marcatamente slava. Non s'avvicina, per timore che la degente possa interpretare male il gesto, lasciando invece che le braccia - dapprima distese con le dita intrecciate fra loro dietro la schiena - scivolino per morire lungo i fianchi, mostrando di non avere alcun oggetto con sé. »

23:04Emmanuelle[ Centro Stanza ]{Perspicace Arthur che ha ben capito l'invito sonoro ad entrare,ormai pratica con il linguaggio dei segni e dei gesti,sta agli altri interpretarla e capirla,compito assai arduo in effetti per chi è costretto a viverle accanto,poichè la bizzarria fa parte del suo esser seppur verta in codesto stato di apparente estraneità da tutto ciò che la circonda.Ascolta il verbo dell'uomo ma continua a danzare in circolo,facendo ampi cerchi,volteggiandolo intorno a loro.per poi fermaresi-e con un gesto della mano sinistra-mollando la presa per un attimo dell'infante,lasciando che sia tutta la destra e il braccio medesimo che lascia scivolare più giù a tentare di tenerlo saldo-che apre con il pollice alzato muovendo la mano verso l'interno aprendo e chiudendo le quattro dita nel tentativo di invitarlo a :Ballare con lei}Talento:Linguaggio Muto{e facendo la stessa cosa con Evoleth fissandola con sguardo curioso celato sempre dietro quella maschera di bianco candore da cui lacrima nera sulla gota sinistra è impressa, ma privo di sorriso-come sempre-li invita in quella danza che ora riprende, li invita con le loro zampe incerte a benedire il prato sul quale immagina d'essere per tornare a stringere saldamente tra le braccia il suo bambino indifeso e dargli tepore.Sguardo che rivolge di nuovo a lui,puro e silenzioso,a lui che è ora il suo destino!!Sussurata melodia che ricorda pur senza parole profuse,la storia della luna incantata-o forse innamorata-di un tremore nel cielo,un segreto languore,un luccicore.Si Silenziosa Armonia che canta in sottofondo tra le note stonate del mondo e i suoi angoli oscuri,la struggente magia di un ignoto destino mentre la notte intreccia fantasia per distrarre il mattino e culla il suo Stephan tra le stelle più esitanti,donando ai presenti lo stupore di un sogno ove il Suo Regno non conosce il tempo.Simula in un Soffio la Voce del Vento e con il Vento vuol farli danzare}
Narratore: Proposta viene fatta dal Rector, e viene accettata con prudenza dal Philosophus, che resta ad osservare ciò che accade, pronta anche lei per ogni evenienza, mentre Saylah si avvicina al tavolo, e Nydan riesce ad accendere la fiammella: il pezzetto di legno è lungo circa 20 cm, ed è possibile che bruci per qualche istante. La boccetta con il liquido è ancora sul tavolo, aperta, e pronta all'uso, Saylah tiene ora il sacchetto di sabbia che pesa circa 500 grammi, visto che la sabbia dentro ormai è meno della metà, il resto è sparso sul tavolo. Evoleth nel fratempo entra insieme ad Arthur nella stanza e ora resta ad osservar ciò che succede, mentre l'umano curatore proferisce *Milady, potete permettere a me e alla Neophita di controllare come sta il bambino, e come state voi? Potete dirmi se vi sentite bene? Se ci sono problemi di sorta, o se è tutto a posto? Basta come sempre un cenno del capo. Se è tutto a posto annuite, altrimenti in caso contrario negate, e cercheremo di capirci. L'importante è che voi e il piccolo stiate bene* è premuroso Arthur, e Evoleth osserva, cerca di imparare mentre Emmanuelle ora intenta una danza ben riuscita in cui il piccolo Stephan si culla e continua a dormire. Una donna ora appare alla porta, scusandosi per il ritardo *Perdonami, cara, sono stata trattenuta e non sono venuta prima.* E' Marianne, la donna che ha accolto Emmanuelle quando si trovava spaesata e si è presa cura di lei. Infine prosegue *Sta bene? Può uscire e tornare a casa con me?* Attende ora una risposta del guaritore e della Neophita. Maximus nel frattempo si immagina le guardie che gli sbarrano la strada e sente una voce nella sua testa *Ma che ti sei ammattito? Dove le vedi le guardie? Sono almeno a due braccia da te!* Vocetta stridula che lo schernisce, ma soltanto lui la può sentire [//occhio ai responsi, non ho detto che vedevi le guardie, soltanto le fiaccole ^^]. Turni precedenti, il primo 7 minuti, gli altri 5, rispettate i turni. Scusate per il ritardo, ma ho


23:42MezzelfaEvolethNeophita [ Stanza Emmanuelle ]« Così occupata a cercar d'osservar il neonato fra le braccia della volteggiante madre non ha notato l'Ibrida in un primo momento un particolare piuttosto rilevante: il volto della degente è coperto da una maschera, uno strato di trucco particolare, che mai prima d'ora aveva veduto. Tinta candida come latte sulla quale spicca una lacrima nera. E' Pierrot, Mezza, ma tu che sei vissuta come una gatta selvatica fra i Gitani che ne puoi sapere? Li invita a danzare Emmanuelle e, pur trovando questa richiesta strana, non può far a meno di accoglierla, fosse solo per quel sangue Zingaro che le scorre nelle vene. Così, prima di dedicare attenzione alla degente, mormora ad Arthur » Non credo smetterà di volteggiare, sapete? Magari seguendola nella danza ci sarà più facile scoprire lo stato di salute del piccolo... « Forse una scelta sbagliata, eppure è l'unica che le viene in mente per non irritare la neomamma. Quindi fissa gl'occhi screziati d'ametista sul corpo della donna per comprendere quale sia il ritmo della melodia inespressa, per quindi sollevare appena la gonna con la destra ed alzare il sinistro braccio sopra il capo, piegando appena il gomito e formando un lieve arco con il palmo e le dita della mancina. I piedi seguono veloci quelli della degente, cogliendo il ritmo grazie ai tacchi d'ella: toc, toc, toc. Socchiude le palpebre per un istante, lasciando che le lunghe ciglia nere bacino le gote e quindi cerca di posare e mantenere lo sguardo sul piccolo, per osservarne il colore dell'incarnato e delle labbra, ricordando come il suo popolo ponesse grande attenzione a questi due elementi. Alle parole dell'altra donna appena entrata replica con un sorriso » Datemi qualche istante, signora, e credo ve lo potrò dire. « sperando ch'ella comprenda, conoscendo Emmanuelle meglio di lei. Così, sempre seguendo l'Umana nella danza, domanda in un soffio » Vi sentite bene, Madame? { sperando forse ch'ella annuisca o compia qualche gesto possibile da interpretare e che l'aiuti a
23:43MezzelfaEvolethNeophita « °° a capire. Cerca la ragazzina, per quel che può, d'esser d'aiuto e di non creare pasticci. »

23:46UmanaEmmanuelleOspite di Avilion [ Centro Stanza>>Giaciglio ]« Vola alto-con la fantasia s'intenda-vola alto nonostante le nuvole,espandendosi si riempie del cielo azzurro e modifica il suo corpo in un Aquila Reale,in fondo si tratta soltanto di fare un salto dal parapetto dell'Alienazione per ritrovare il suo posto,il suo nome.Si libra,invisibile,imparando a planare sulle ali di quella danza,invertendeo un ruotare che potrebbe esser prevedibile.Ha spezzato il filo che la teneva un tempo legata al Reale e ha librato lo sguardo per cercare qualcosa di cui non era certa..come una pozza d'acqua nel deserto che riflette occhi,labbra,mani,cuore,fogli rimasti vuoti,tra-lasciati tra le pieghe stirate delle memorie ancora in divenire.Ritmi diversi incalzan or in quella melodia per la stessa canzone,in as-soli d'amore.Vola alto Emma con il suo Stephan,soltato ad un millimetro dal mondo che sembra dormire in quelle vite rassegnate mentre lei galleggia nell'aria e di questa ne coglie ossigeno e veglia sui sogni di suo figlio che è entrato piano adornando di fiori la sua stanza-l'anima-senza uccidere nemmeno un colore.E' entrato piano ed ha aperto le finestre soffocando con la sua luce tutte le paure.E' entrato piano questo arcobaleno nell'oscura danza e lei ha gridato di gioia ma senza far il minimo rumore,nascondendo agli altri il suo Amore,lasciando trasparire da quella Maschera solo il velo del Dolore che ha cancellato dalla mente ma è celato a lei nel Cuore.Sta bene non si vede..?Stanno bene e il vagito del piccolo Stephan all'udir della Voce di Marianne ne è la riprova.Passi che muove verso il letto sul quale va adagiando Stephan,e lentamente va sfilandogli la bambagia in cui è avvolto perchè ne ha avvertito subito l'odore di orina e feci che non necessitano di un olfatto particolarmente sviluppato come è il suo per sentirlo, e prim'anco che potesse scoppiare in un pianto è pronta a cambiarlo e mentre attende che lo controllino si volta su Evoleth indicandole le tele imbottite di bambagia sporche.Si sfrega le braccia tra loro e le mani per indicare:Pulire »Talento:Linguaggio Muto« indicando le terga all'aria di Stephan,in fondo se è qui è per aiutarla no..?E cos' constatare da se che suo Figlio gode di ottima salute almeno per lei »

Narratore: Nydan è pronto, e con estrema lentezza ecco che fa cadere il legnetto con all'estremità una fiamma che arde e che subito prende fuoco, inesorabile e brucia: bastano poche gocce di quell'acqua per far sì che si alzi una fiammata di almeno 50 cm, che arde in continuazione, senza estinguersi, è il tuo momento Saylah, puoi spegnere quella fiammata, ma devi fare molta attenzione, la fiamma stessa langue, non esce dalla ciotola in metallo, poichè sono soltanto poche gocce che sono state gettate nel contenitore. Evoleth, nel frattempo, viene presa dalla voglia di danzare, e si getta in un volteggio seguendo il ritmo di Emmanuelle, che ora danza frenetica. Arthur resta ad osservarle, e ora proferisce verso Marianne *Credo che stia bene sapete?* si ferma poi in quella danza e il piccolo fa sentire la sua voce, piange, e subito si sente il motivo di tale pianto, e ora viene adagiato il piccolo sul letto, e subito tolta la bambagia sporca, e ora la giovane dal volto di cera indica la bambagia e il cotone pulito, ed ecco che ad Evoleth si presenta l'occasione di essere utile: a te, giovane Neophita il compito di ripulire il piccolo Stephan e di renderti utile, e constatare che sta bene, così come è in ottima salute la giovane Emmanuelle. Marianne soffoca una risatina, e Arthur le fa eco, però il giovane guaritore si presta ad aiutare la Neophita *Se avete bisogno di una mano, resto a disposizione, Milady* e le si affianca, ad osservar i suoi movimenti; una volta cambiato, il piccolo e sua madre possono lasciare il lazzaretto. Maximus nel frattempo si allontana nella nebbia, imprecando. [Turni precedenti, saltare Maximus, stessi tempi]

00:09MezzelfaEvolethNeophita [ Stanza Emmanuelle ]« La maschera di cera indossata dalla degente non è certo un aiuto a comprendere s'ella si senta bene, seppure il volteggiare senza problema alcuno per tutta la stanza sia sentore di benessere fisico, per quanto sia possibile per una puerpera. Arriccia il naso la minuta Mezzosangue nell'avvertire il pungente odore di feci accompagnato dai vagiti del piccolo e, dunque, lentamente interrompe la danza perché la testa non giri troppo seguendo i movimenti di Emmanuelle che le indica delle bende pulite con cui cambiare il piccolo. Forse a causa del latte materno, forse per meccanismi ancora sconosciuti, l'olezzo degli scarti solidi dei neonati è molto più fastidioso e forte rispetto a quello degl'adulti e lei lo sa bene, avendo accudito una delle sue sorelle più piccole quasi da sola. Non sembra cogliere la risatina dei due osservatori, né pare scandalizzata o offesa dalla richiesta dell'altra, che forse ancora non sa bene muoversi con il bebè. Raggiunta la mensola può notare che accanto alla tela imbottita di bambagia pulita vi è una stoffa altrettanto linda - che viene prelevata - ed una bacinella d'acqua a temperatura ambiente. Immerge quindi la tela nell'acqua e la strizza, mentre di rimando ad Arthur mormora soltanto » No, non necessito d'alcun aiuto, potete tranquillamente occuparvi di qualche altro impegno, se ne avete. Credo di esser almeno un poco più esperta d'un uomo per ciò che concerne i neonati. « come a dire, con gentilezza, di levarsi dai piedi se avesse intenzione di proseguire con la ridarella. Vocabolario discretamente colto, grazie alle lezioni impartitele da Goldruc. Indi si volta e si appropinqua al giaciglio respirando solo con la bocca, allontanando il panno lercio ed incominciando a pulire accuratamente il piccolo, separando quanto basta le natiche con la mancina nel caso le occorresse. Una volta che la stoffa è abbastanza sporca si riavvicina alla mensola per sciacquarla e quindi tornare a completare l'opera di pulizia. Solo quando il °° »
00:09MezzelfaEvolethNeophita « °° sederino del neonato sarà roseo e lindo potrà cospargerlo con del talco - sempre presente sulla mensola - ed infine avvolgerlo nel nuovo panno i
00:09MezzelfaEvolethNeophita « °° sederino del neonato sarà roseo e lindo potrà cospargerlo con del talco - sempre presente sulla mensola - ed infine avvolgerlo nel nuovo panno in lino e bambagia. Il tutto compiuto mormorando a labbra serrate una melodia gitana quasi sicuramente sconosciuta agl'altri. »

00:16UmanaEmmanuelleOspite di Avilion [ >>Marianne|Uscita ]« Lo ha cercato forse..?No lo ha semplicemente trovato nelle crepe dei muri esposti al sole questo seme indisciplinato,a consolare di colore un vuoto.Tra le fessure asciutte faticava a filtrare,soffiato è stato come bolla di trasparenza ove ha trovato il rifugio di vento mentra la ragione con il suo moto lento insabbiava le impronte dei ricordi.L'ha seguita quel seme,nascosto in un apoteosi d'amore,e con la crudeltà dell'impotenza lo ha raccolto nella cieca paralisi di un sogno e da quella notte ha imparato a dormire coi pugni chiusi sul cuore.Osserva i movimenti di Evoleth a cui concede di toccare il suo piccolo e con un ampio gesto circolare della mano destra,chiusa a pugno con il solo indice lasciato aperto e disteso verso il basso,in senso orario,semplicemente le dice:Grazie »Talento:Linguaggio Muto« si avvicina poi a Stephan e dopo averlo avvolto nella copertina come fosse un fasciatoio lo riprende in braccio,sostenendolo con cura nell'incavo destro all'altezza della testa,si sofferma di nuovo con lo sguardo su Evoleth e poi si dirige verso Marianne,attendendo che la conduca via »


Narratore: Nydan ha fatto ciò che doveva, e premuroso per il proprio lavoro decide di andarsene e di trascrivere il tutto su un foglio di pergamena, per non perdere ogni minima parola o immagine di ciò che ha visto e compiuto. La Philosophus resta ad osservar ciò che accade, ma si presenta per lei il momento di andare, il Padre la chiama, la rivuole con sè, come ogni giorno in cui le fa questa concessione di restare sulla terra ferma, ma non è quella la tua casa, e in effetti ora il richiamo è troppo forte e si defila la Philosophus, dopo aver salutato i presenti molto educatamente. Saylah nel frattempo riesce a gettare la sabbia, ma ne occorre in grande quantità, e il sacchetto viene quasi svuotato, alcune manciate della stessa finiscono a terra, nella confusione, ma la fiammata viene spenta, più che altro perchè la ciotola viene riempita di sabbia, fino quasi a strabordare. Al piano di sopra, nella stanza privata di Emmanuelle ecco che Evoleth prende in mano la situazione, mentre Arthur resta ad osservarla, casomai avesse bisogno di aiuto, ma a quanto pare se la sa cavare benissimo la Neophita, e il bambino, una volta pulito e di nuovo coperto, si mette a ridere di gusto, intimato da quella melodia che è tranquilla. Emmanuelle, una volta che il piccolo Stephan è pronto per essere portato via, lo accoglie nuovamente tra le sue braccia, avvolgendono nella copertina di lana leggera, per poi avvicinarsi a Marianne che proferisce *Vi ringrazio per averla accolta e accudita così bene. Portate i miei omaggi al Philosophus* e così dicendo, saluta i presenti, e si allontana insieme alla giovane dalla maschera di cera. [Quest End, grazie a tutti ^^]
''Il passato non è,
ma se lo pinge la vana rimembranza,
Il futuro non è,
ma se lo finge la credula speranza,
Il presente sol è,
ma d'un baleno fugge dal nulla in seno
tal che la vita è appunto
una Memoria, una Speranza, un Punto"
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