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le verità nascoste

Last Update: 11/24/2020 7:39 PM
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9/20/2017 12:07 PM
 
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www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/19/luigi-pirandello-fascista-convinto-ritrovata-unintervista-del-1927-mussolini-non-trova-paragoni-nella-storia/...

Luigi Pirandello fascista convinto. Ritrovata un’intervista del 1927: “Mussolini non trova paragoni nella storia”


Sul quotidiano La Sicilia il professore Piero Mieli rintraccia e pubblica uno scritto autografo e un'intervista del drammaturgo siciliano concessi al quotidiano L'Impero. "Mussolini non trova paragoni nella storia". E ancora: "Se si vuol fare qualche cosa, bisogna incominciare ad epurare ed è un mezzo, questo, di cui si sente la necessità in tutti i campi dell’attività umana"


“Mussolini non trova paragoni nella storia, mai esistito un condottiero che abbia saputo dare al suo popolo una così viva impronta della sua personalità”. Parola di Luigi Pirandello. Uno, sempre uno, mica centomila. L’adesione convinta al fascismo del celebre drammaturgo siciliano arriva direttamente dalla prima pagina del quotidiano del ventennio L’Impero. A pubblicare il contenuto di una lunga intervista all’autore del Fu Mattia Pascal è stato il professore Piero Mieli sulle pagine dell’edizione cartacea de La Sicilia. L’intervento prestigioso di Pirandello venne pubblicato su L’Impero il 12 marzo 1927 con tanto di foglio autografo dell’autore teatrale stampato nel bel mezzo della prima pagina.
“Quanti sono morti che si credono ancora vivi! E quanti vivi sono oggi sopraffatti dal pensiero dei morti! Come volentieri, amici miei, mi metterei a fare il becchino per sbarazzare l’Italia da tutti i cadaveri che l’appestano! L’Impero giornale di giovani vivi, mi dovrebbe dare una mano”, scrive Pirandello con la sua elegante calligrafia firmandosi in calce. “Un fanatico militante che non esita a tirar fuori l’innata grinta squadrista contro le morte ideologie democratiche e liberali fino a desiderare di farsi addirittura becchino dei tanti normalizzatori che infestano la nazione”, commenta il professore Mieli su La Sicilia.

L’intervista vera e propria è pubblicata a pagina tre de L’Impero a firma Umberto Gentili ed è intitolata “A colloquio con Pirandello”. Il commediografo siciliano venne intervistato dietro le quinte del Teatro Argentina a Roma durante le prove di “Diana e la Tuda”. E pur essendo Pirandello concentrato sui preparativi dell’opera, l’intervista diventa un dettagliato e chiaro encomio al fascismo e al Duce. “Io sono un uomo in piedi che morirà in piedi. Quanti si credono ancora vivi e non lo sono, e bisognerebbe spazzarli, bisognerebbe sgombrare”, esordisce Pirandello. “Le camarille, le piccole congiure personali, non arrivano a spianare nessuna strada, ingombrano, inceppano, è necessario liberarsene, assolutamente, fascisticamente”.
Poi ancora rispunta il tragico concetto di ‘epurazione’: “Se si vuol fare qualche cosa, bisogna incominciare ad epurare ed è un mezzo, questo, di cui si sente la necessità in tutti i campi dell’attività umana”. Ma è quando l’intervistatore domanda cosa ha fatto il fascismo per l’arte che Pirandello risponde da fan accanito di Mussolini: “Moltissimo: c’è ora un fervore di opere che non ha precedenti. Del resto tutto in Italia si è rinnovato; cinque anni di vita fascista hanno ringiovanito e trasformato ogni energia. Mussolini non trova paragoni nella storia; non è mai esistito un condottiero che abbia saputo dare al suo popolo una così viva impronta della sua personalità”. Non che la vicinanza tra Pirandello e il fascismo sia stata mai un mistero, soprattutto nei terribili anni tra il ’24 e il ’25 quando aderì al Manifesto degli Intellettuali fascisti con ancora vivi gli echi del delitto Matteotti e la svolta totalitaria del Duce, ma secondo diversi storici, tra cui il biografo Gaspare Giudice, la simpatia del drammaturgo si sarebbe affievolita già dal 1926. L’Impero fu un quotidiano del Ventennio fondato da Mario Carli ed Emilio Settimelli, entrambi futuristi, vicini a Gabriele D’Annunzio e all’impresa fiumana. Tra il 1913 e il 1921 Settimelli assieme a Tommaso Marinetti ideò il concetto di ‘teatro futurista’.


Poi è morto, senza sapere che quel grand'uomo aveva tentato persino di scappare travestito da tedesco. Il Duce si, della Fuga Ignobile, oltre che di tante altre cose.

PS. detto ciò, per quanto riguarda la legge Fiano... e l'obelisco e i mosaici all'Olimpico? e l'EUR? Butatmo giù pure quelli no? E, ripeto ancora, SICCOME L'IMPERO ROMANO di cui tanto ci vantiamo, è stato costruito nello stesso modo, cioè con il ferro e con il fuoco e fiumi di sangue... buttiamo giù pure il Colosseo, giusto?
Comunque, sempre sulla legge Fiano, io quando mi capitava di vedere foto d'epoca, busti, teste di Mussolini, in qualche negozio nostalgico, in bancarelle alla "Cianfrusaglie e Petrella", facevo sempre eloquenti facce di disgusto e vomito, ma vi comunico che sono in cerca di una bella Testa di Mussolini da piazzare IN BELLA MOSTRA in balcone. Poi lasciate sta che il massimo che ci potrò fare è usarlo per spegnerci le sigarette perché con quella "testina" giusto quello, l'uso non è importante.

Mentre la lotta ai Nuovi Duci, quelli del Buonismo di Facciata, si.


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9/20/2017 10:53 PM
 
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Ma è uno sgub che Pirandello fosse fascista?

Io questa cosa di abbattere il passato proprio non l'ho mai capita, proprio me sfugge. Tra parentesi a me l'architettura del ventennio piace. Solo quella, però mi piace.
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"A' Gómez, se c'hai 'na penna te faccio l'autografo!"

"Vola, sotto la curva vola, la curva s'innamora, tedesco vola"

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2/19/2020 9:23 AM
 
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Il fratello della vedova dell’agente Vito Schifani, ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato per associazione mafiosa

Giuseppe Costa, fratello della vedova di un agente della scorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato a Palermo per associazione mafiosa, accusato di aver riscosso il “pizzo” per conto del clan del boss Gaetano Scotto.

Costa è il fratello di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani morto a 27 anni, famosa tra le altre cose per aver parlato durante i funerali di Falcone e della sua scorta ed essersi rivolta ai mafiosi dicendo commossa: «Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato… chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro, ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare… Ma loro non cambiano… loro non vogliono cambiare». Scrive Repubblica:

Giuseppe Costa è accusato di associazione mafiosa: sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Per conto della cosca avrebbe tenuto la cassa, gestito le estorsioni, “convinto” con minacce le vittime – imprenditori e commercianti – a pagare la “tassa” mafiosa, assicurato alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento. Ristoranti, negozi, concessionarie di auto, imprese: nel quartiere pagavano tutti e Costa sarebbe stato tra i collettori del pizzo. Gli inquirenti lo descrivono come pienamente inserito nelle dinamiche mafiose della “famiglia”, tanto che, alla scarcerazione del boss della zona, Gaetano Scotto, per rispetto al padrino invita le sue vittime a dare il denaro direttamente a lui.
(ilpost.it)

Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio ….
ma tuo fratello non potrai mai perdonarlo per questo.
E giustamente direi.
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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2/20/2020 12:54 PM
 
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Re:
Sound72, 19/02/2020 09.23:


Il fratello della vedova dell’agente Vito Schifani, ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato per associazione mafiosa

Giuseppe Costa, fratello della vedova di un agente della scorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato a Palermo per associazione mafiosa, accusato di aver riscosso il “pizzo” per conto del clan del boss Gaetano Scotto.

Costa è il fratello di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani morto a 27 anni, famosa tra le altre cose per aver parlato durante i funerali di Falcone e della sua scorta ed essersi rivolta ai mafiosi dicendo commossa: «Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato… chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro, ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare… Ma loro non cambiano… loro non vogliono cambiare». Scrive Repubblica:

Giuseppe Costa è accusato di associazione mafiosa: sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Per conto della cosca avrebbe tenuto la cassa, gestito le estorsioni, “convinto” con minacce le vittime – imprenditori e commercianti – a pagare la “tassa” mafiosa, assicurato alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento. Ristoranti, negozi, concessionarie di auto, imprese: nel quartiere pagavano tutti e Costa sarebbe stato tra i collettori del pizzo. Gli inquirenti lo descrivono come pienamente inserito nelle dinamiche mafiose della “famiglia”, tanto che, alla scarcerazione del boss della zona, Gaetano Scotto, per rispetto al padrino invita le sue vittime a dare il denaro direttamente a lui.
(ilpost.it)

Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio ….
ma tuo fratello non potrai mai perdonarlo per questo.
E giustamente direi.



Segnalo un Grandissimo Chicco Mentana che ieri non ha mancato di sottolineare che il boss "sembrerebbe PERCETTORE DEL REDDITO DI CITTADINANZA".

E naturalmente manco ve lo devo dire con quale "fumus" lo dica, lui che tra l'altro IERI ha DATO 10 MINUTI DI TG alle PUTTANATE DI RENZI da Vespa (vergognarsi chi lo ha votato, vergognarsi. un BULLO PAUROSO, sposto qui, levo qui, faccio cadere là... E POI TIE'! CHE NE DITE DEL PREMIER ELETTO DAL POPOLO!?!?!?!? AH e comunque Reddito di Cittadinanza VIA! Spazzacorrotti VIA! Prescrizione VIA!"... VERGOGNARSI CHI LO HA VOTATO, VERGOGNARSI. PRENDERSI A SCHIAFFI).

Ma si sa, Mentana è bravo, Renzi è sveglio... e la gente, poraccia, è na massa de pòri manipolati.

Quindi il Boss "prede o prenderebbe" il Reddito di Cittadinanza, QUINDI REDDITO DI CITTADINANZA BRUTTO! MOSTRO! ABORTO! CALAMITA'! FAVORE AL MALE, AL DIAVOLO, A BELZEBU'!

Ma l'Invalidità, DA QUANDO E' NATA E SONO DECENNI... ne abbiamo MILIARDI di casi di boss, di malviventi, di .. come si chiamano come si chiamano AH SI: "FALSI INVALIDI".


PERO' TOH...... NON APPENA ESCE LA NOTIZIA DI UN Reddito di Cittadinanza MAL ATTRIBUITO!

ORRORE! SCANDALO! ROVINA! DISPERSIONI DI RISORSE!
E ci si mette PURE MENTANA (servo del SISTEMA).
CON TUTTO CHE TUTTI (gli informati) SANNO che PERSINO L'INPS LO ELOGIA il RdC (che non è la Repubblica del Congo).

Siamo mediamente povere merde in mano a ste merdacce.
E ci beviamo tutto.

Comunque allora... LA LEVIAMO STA INVALIDITA'.
BRUTTA! CATTIVA!

[Edited by giove(R) 2/20/2020 12:55 PM]


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Segnalo su Raiplay il documentario "Ti ho visto negli occhi" , il racconto del sequestro avvenuto nel 1983 di Anna Bulgari e del figlio da parte di una banda di sardi e terroristi.

All'epoca questa storia mi fece una certa impressione per il taglio dell'orecchio al ragazzo con tanto di foto circolata sui giornali.
Taglio fatto in modo rudimentale con una pattada..lui dice che gli fecero bere della grappa per attenuare il dolore..na roba disumana comunque.
Lei veramente una gran donna, scomparsa a 93 anni lo scorso maggio. Lucidissima nell'intervista poco prima della morte.

Il sequestro avvenne ad Aprilia e poi furono portati in un bosco a Colleferro.

All'epoca questi sequestri erano quasi all'ordine del giorno fino a quando nn passò la legge sul blocco dei beni dei sequestrati.
In quel caso peraltro alragazzo mozzarono l'orecchio proprio perchè la Procura aveva bloccato i beni.
Con la legge in seguito azzerarono subito le possibilità di ottenere riscatti.
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