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TESTIMONIANZE DI PERSONE SPECIALI

Last Update: 6/22/2021 5:25 PM
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2/3/2021 3:15 PM
 
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La fede di Roberto Mancini: un’ora passata a messa è migliore delle altre




 





Il ct della nazionale italiana, intervistato da Pieluigi Diaco su Rai2, dice di credere alle apparizioni di Medjugorje, e ricorda il sogno della veggente Vicka


La fede di Roberto Mancini si racchiude in questo suo pensiero. Per l’allenatore della Nazionale italiana di calcio un’ora trascorsa a messa è «probabilmente meglio delle altre». Chissà, forse anche meglio di una partita a calcio o di una vittoria della sua Nazionale, sue ragioni di vita.


La messa


La messa, l’incontro con il Signore è fondamentale nel percorso di fede che ha forgiato il giovane Roberto, cresciuto a pane e oratorio. «La Chiesa era un pò la mia vita».


Poi momenti di crisi interiore, prima del ritorno verso Dio. Che «mi ha aiutato nei momenti un po’ più difficili della mia vita. Mi aiuta anche adesso», confessa Mancini a Pierluigi Diaco, nella prima puntata del nuovo programma “Ti sento“, andata in onda ieri, martedì 19 gennaio, in seconda serata su Rai2.


Mancini e Medjugorje


Roberto Mancini spiega che Medjugorje è stato un momento decisivo nel suo incontro con la fede. «Tu credi nelle apparizioni della Madonna?», chiede Diaco. «Io credo. Sì io ci credo. Sono andato diverse volte, ho parlato con Vicka, con gli altri veggenti…», replica il Mancio.


medjugorje
Guitta Maroun

Il sogno di Vicka


Diaco lo incalza: «E’ vero che lei ti è apparsa in sogno, prima che tu la incontrassi?».


 

Mancini conferma. «Mi aveva parlato di Medjugorje tanti anni fa il nostro parroco di Genova della Samp – ricorda l’allenatore della nazionale -. Lui andava negli anni quando era impossibile quasi andare, quindi stiamo parlando degli anni ’80, ’82-’83, quando c’erano problemi. Io non l’avevo mai vista (si riferisce a Vickandr). Cioè non l’avevo mai conosciuta, eppure prima di andare mi è apparsa in sogno, non ho proprio la minima idea. Non lo so, è stata una cosa veramente stranissima. Poi sono andato e gliel’ho anche detto. Ci siamo parlati diverse volte».



I veggenti di Medjugorje nel periodo delle prime apparizioni.


“Rispetto per chi non crede a questi fenomeni”


«Io capisco che ci possano essere persone che non credono in questo – prosegue Mancini parlando di e apparizioni mariane – io credo che il pensiero vada rispettato. La mia è una posizione diversa. Sono per la libertà di pensiero assoluta».

“Che cosa ti commuove?”

Dall’intervista emerge anche un altro lato sensibile del ct della Nazionale italiana.

Alla domanda «Che cos’è che ti commuove?», Mancini risponde: «Mi commuovono i bambini o pensare che un bambino possa perdere i genitori da piccolo. Questa è una cosa che mi commuove molto perché penso che non sia giusto. Penso che non sia giusto che un bambino non possa crescere con i propri genitori

 

 


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4/26/2021 10:55 AM
 
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Aveva un contratto con la Roma, ma ha preferito firmare con Dio


PRIEST,ROMAN,COLLAR


Nove nuovi sacerdoti riceveranno la consacrazione a Roma. Ecco alcune delle loro storie





“Giocavo ad alti livelli, la Roma mi ha chiamato per un provino”, ricorda Samuel Piermarini, 28 anni e grande appassionato di calcio. “Alla fine dell’allenamento, Stramaccioni mi ha chiamato e mi ha detto ‘Piermarini, puoi firmare con noi!’, ma gli ho risposto che non potevo”. Poi è entrato nel seminario romano Redemptoris Mater, e domenica prossima arriverà un altro contratto, questa volta con Dio: l’ordinazione presbiteriale. “Non vedo l’ora!”, ha confessato.


Samuel è uno dei nove sacerdoti che riceveranno la consacrazione da parte di Papa Francesco questa domenica. Si sono formati nei vari seminari di Roma, e tra loro ci sono due latinoamericani, un colombiano e un brasiliano.


Per contratto dovevo recitare il Rosario…


“Quando avevo 15 anni ho iniziato a lavorare per un signore anziano, lo aiutavo con il computer. Nel contratto di lavoro c’era scritto chiaramente che dovevo pregare tutti i giorni con lui e recitare il Rosario. Quello che all’inizio vedevo come un’imposizione è diventato per me una necessità”.


È quanto ha raccontato Mateus Enrique Ataide Da Cruz, 29 anni, nato in Brasile e trasferitosi a Roma sette anni fa per frequentare il Seminario di Nostra Signora del Divino Amore.


Parole simili le ha pronunciate Diego Armando Berrera Parra, 27enne colombiano: “Una volta concluso il baccalaureato in Colombia, ho svolto lavori volontari nel carcere minorile e in una fondazione per tossicodipendenti. Lì è nato il mio desiderio di poter aiutare e servire gli altri per sempre”.


Prima ordinazione dopo la pandemia


 

Papa Francesco, come vescovo di Roma, tornerà a ordinare sacerdoti nella sua diocesi dopo la pausa che ha dovuto compiere a causa della prima ondata di contagi da coronavirus in Italia. Il rito che ricorda il buon pastore che dà la vita per le pecore sarà l’occasione.



Questa domenica, 25 aprile, alle 9.00 il Pontefice presiederà il rito nella basilica di San Pietro nella Messa della quarta Domenica di Pasqua 2021.




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4/26/2021 11:00 AM
 
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Don Davide Banzato ha sentito lo Spirito Santo


Quell’incontro "speciale" è avvenuto per la prima volta durante la Cresima. Un racconto da brividi che fa nel suo nuovo libro autobiografico “Tutto, ma prete mai”



Il sacramento della Cresima ha proiettato Don Davide Banzato in un’altra dimensione: in quel momento, infatti, ha avvertito il primo contatto con lo Spirito Santo. E da lì a poco, la vita dell’adolescente Davide, sarebbe cambiata per sempre.


Il sacerdote della comunità “Nuovi Orizzonti” lo racconta nel suo nuovo libro autobiografico: “Tutto, ma prete mai” (Piemme).


Le sigarette e i primi amori


Don Davide Banzato era adolescente e frequentava le scuole medie. «Durante le scuole medie vivevo alti e bassi come tutti i miei compagni, nella totale confusione di quell’età particolarmente delicata e difficile. Avevo amicizie e passioni che spaziavano dal disegno alla storia, dal calcio al judo, dagli scout all’Azione Cattolica e così via». 


«Era il tempo delle prime sigarette fumate di nascosto», ammette, «e dei primi innamoramenti adolescenziali. In quel periodo avevo completato la mia raccolta di poesie intitolata Passi di bimbo. Un periodo anche romantico caratterizzato da creatività e amore per la poesia, più volte usate per far colpo sulle ragazze». 


“L’attimo fuggente”


«Mi aveva molto appassionato il film L’attimo fuggente con Robin Williams – prosegue Don Davide – Mi ero così immedesimato nella scena finale con quei ragazzi sognatori, ribelli e fedeli al proprio mentore in piedi sui banchi, che ripetevano con orgoglio: “Oh Capitano, mio capitano!”». 



Il giorno della Cresima 



 

In quel periodo c’è stato l’incontro molto “forte” tra Don Davide Banzato e lo Spirito Santo: una sorta di chiamata, verso quella che poi sarà la vocazione vera e propria. 


Il giovanissimo Davide deve ricevere il sacramento della Cresima. Segue il corso, partecipa attivamente alle riunioni. Poi arriva il giorno della cerimonia. «“Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Quando il sacerdote ha segnato la mia fronte con il segno della croce fatto con l’unzione del crisma, ho sentito improvvisamente un fuoco sulla fronte che ha pervaso tutto il mio essere: corpo, anima e mente. Ero talmente sopraffatto e stordito che mi sembrava di svenire». 








Don Davide continuava a pregare


Don Davide continua: «Sono tornato al banco buttandomi in ginocchio, racchiudendomi in una profondissima preghiera del cuore in silenzio. Il mio amico dietro mi strattonava per tornare a scherzare e a ridere. Vedendo che non rispondevo, mi chiedeva che cosa fosse accaduto. Non rispondevo e continuavo a pregare isolandomi da tutto e da tutti, come se fossi in una bolla». 



“Ho iniziato a lacrimare”


Il futuro sacerdote di “Nuovi Orizzonti” era stato «inaspettatamente catapultato in un’altra dimensione. Tra le pagine ilari di quegli anni, nel mio diario di allora si trova scritto: “Quando il “vice”-vescovo mi ha unto con l’olio sacro ho sentito qualcosa di caldo dentro di me e ho iniziato a lacrimare! Sono sicuro di aver ricevuto lo Spirito Santo, però ora sono io che devo scegliere se mettere in atto sì oppure no questo grande dono! Questa grande Persona che è venuta dentro o affianco a me».


Lo Spirito Santo: qualcosa di profondo e unico


Don Davide sostiene che quel giorno «davvero è successo qualcosa che mi trascendeva. Ho avuto la fortuna di “sentire” l’effetto del sacramento della Confermazione. Qualcosa di profondo e unico. Quell’intimità con lo Spirito Santo la ricordo ancora oggi e soprattutto la rivivo quando prego e lo invoco, forte della promessa di Gesù nel Vangelo: “È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò” (Giovanni 16, 7)».


Uno spartiacque verso la scelta del sacerdozio


Quest’episodio, conclude Don Davide, «è stato sicuramente uno spartiacque, preparandomi a una scelta imminente che mai avrei pensato di essere capace di compiere, anche se avrebbe generato un profondo strappo con la mia famiglia, facendomi diventare più velocemente adulto».




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6/21/2021 2:29 PM
 
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Addio al giornalismo: Fabrizio Gatta, il volto noto di Rai1, diventa sacerdote


conduttore rai 1 diventa prete


Tv2000it | Youtube






Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/06/21





Ecco i motivi che hanno spinto il popolare conduttore televisore a cambiare completamente vita e donarsi al Signore


Fabrizio Gatta sarà consacrato sacerdote il 7 dicembre 2021. Molti lo ricorderanno come un volto noto di Rai 1 per quasi vent’anni. E’ passato dalla conduzione di Linea Blu (con Donatella Bianchi), a Linea Verde (prima con Elisa Isoardi e poi Eleonora Daniele), e Unomattina Weekend.


Da qualche anno il giornalista, classe 1963, ha salutato il piccolo schermo per dedicarsi al prossimo, avviando gli studi in teologia e seguendo la strada della vocazione, come riporta Dagospia (14 giugno).


“Qualcosa mi mancava”


“Avevo successo, belle auto, belle donne, non mi mancava nulla. Vivevo un po’ quel senso di onnipotenza che ti dà la notorietà. Ma qualcosa mancava”, aveva dichiarato Fabrizio Gatta al settimanale Credere(2013), che gli chiedeva il motivo della scelta di diventare sacerdote.





La “confessione” al cardinale Vallini 


L’anno successivo, nel 2014, aveva raccontato del suo cambio vita al quotidiano Avvenire: “Indubbiamente, una vocazione adulta va soppesata perché si tratta di formare una persona che la vita ha, di fatto, già plasmato. Per questo, quando mi sono recato dal cardinale Agostino Vallini dissi: ‘Eminenza, io vorrei fare questo cammino. Ho 50 anni, so che è una difficoltà’. Ma lui mi rispose: ‘Caro Fabrizio, chi sono io per dire no allo Spirito Santo che ti manda qui, oggi, da me!’. Mi sono sentito abbracciato. (…) Con Gesù, ci voglio mettere la faccia. Inoltre spero che la mia storia sia di esempio per quei tanti che si vergognano di mettersi il crocifisso al collo, o di dirsi cristiani. Abbiamo bisogno di testimoniare la nostra fede, senza per questo diventare dei fanatici” (Il Fatto Quotidiano, 15 giugno).


 

Il San Matteo di Caravaggio


Nell’ultima intervista rilasciata al Secolo XIX, Fabrizio Gatta ha svelato altri dettagli in merito alla decisione di diventare sacerdote:


“Non ti basta più. Che quello che fai, deve avere un senso. Il successo, i soldi, lo share, l’applauso non ti bastano più. E allora, cerchi di fare del bene. Di impegnarti. Di fare un’adozione a distanza. Cerchi di capire il Mistero. E ti metti in gioco.(…) Non è San Paolo, che poi non è mai caduto da cavallo, sulla via di Damasco. È più la vocazione del San Matteo di Caravaggio. L’uomo con una mano sui soldi colpito da una lama di luce, da cui appare Gesù. San Matteo si indica il petto, come dire: sei sicuro? Vuoi proprio me? È un cammino di lacerazione. Serve un padre spirituale. Rileggi tutta la tua vita…“.


Dalla laurea in teologia al diaconato



Fabrizio Gatta si è avvicinato ai Missionari del Preziosissimo Sangue. Poi ha iniziato a frequentare la Pontificia Università Gregoriana, dove si è laureato in Teologia nel 2019. Dopodiché è stato ordinato diacono nel 2020. E ha iniziato questo percorso nella Chiesa di San Siro a Sanremo, città d’origine della sua famiglia, in cui il bisnonno è stato direttore di un Casinò negli Anni Venti.







Il prossimo passo è il sacerdozio, al quale si sta preparando con grande trepidazione. L’ordinazione è prevista per il 7 dicembre 2021 (dilei.ir, 15 giugno).


 



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