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8 ½ (1963)

Last Update: 12/30/2008 9:05 PM
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Location: MILANO
12/30/2008 5:59 PM
 
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Indubbiamente è profondamente Edipico, il sogno come dicevi è proprio elementarmente costruito intorno al bacio alla madre che diventa la moglie e alla sepultura del padre. Lo stesso padre che di fatto non fa altro che rimproverarlo (la tomba è brutta, il soffitto è basso, il ragazzo non fa bene i suoi doveri, gli chiede del matrimonio, il tutto comunque con pacatezza e affetto, però facendo di fatto piangere guido).

Come è in tutto l'edipo il padre rappresenta comunque il superio, quindi l'obbligo morale, la costrizione, l'adulto, la decisione, insomma tutto ciò che lo tiene a terra (ma in modo sbagliato, forzato) e così è anche la chiesa. Quando Guido spiega al segretario del cardinale perchè il film c'entra con la chiesa dice proprio che il cardinale è il depositario di una verità che lo affascina benchè non riesca più ad accettarla. C'è la tensione verso la scelta "di fede", la differenza è fra passività e attività, educazione cattolica e accettazione, il vai giù che gli ripetono nel sogno sulla spiaggia e nella scuola quando mangia dal pavimento contro la passerella finale. Proprio nella scena finale quando lui tenterà di inginocchiarsi davanti al cardinale gli faranno segno che non è più necessario.

Nel momento del superamento finale anche l'edipo si scioglie, lui cerca di andare incontro ai suoi genitori che camminano insieme verso la passerella, ma si ferma e non può che salutare con la mano la madre che si gira appena. Nell'abbandono dell'ossessione materna c'è proprio la maturità per una scelta d'amore con la moglie nella sua individuabilità e non come copia della madre.
In senso più completo e per riprendere le tematiche che ho cercato di collegare in questi post riesce finalmente a superare l'ideale platonico in cui ogni cosa è amabile come pallida immagine e copia di un idea d'amore (la madre), un mondo nel quale quando arriva il vero pretendente gli altri devono scomparire, come Ulisse coi Proci, e dove quindi non potrà mai amare veramente la moglie e portare a termine un vero matrimonio, una vera scelta di fede. Il risultato è un circolo eterno dove tutti solo "allo stesso livello", in orizzontale (in fondo la differenza fra orizzontale e verticale è quasi morale, dato che il verticale porta con sè un migliore, l'alto, e un peggiore, il basso, mentre l'orizzontale no), un mondo di simulacri (copie senza originale), un mondo senza morale, al di là del bene e del male, delle ripetizioni senza concetto, delle differenze di differenze, dove veramente l'accettazione è possibile e attiva, dove veramente è possibile la pesantezza, la scelta, l'amore attivo.

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"La vita è una festa... viviamola insieme"
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