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Quei vescovi che boicottano la messa in latino

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9/15/2007 11:33 PM
 
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Quei vescovi che boicottano la messa in latino

di Antonio Socci LIBERO


14 settembre 2007

Era il 1971 e il teologo Joseph Ratzinger - che pure era stato un uomo del Concilio denunciò l'immane disastro "progressista" del post Concilio, indicando a chiare lettere la grave responsabilità di tanti vescovi: «In base a queste istanze (progressiste), anche a dei vescovi poteva sembrare "imperativo dell'attualità" e "inesorabile linea di tendenza", deridere i dogmi e addirittura lasciare intendere che l'esistenza di Dio non potesse darsi in alcun modo per certa. Per questo sono certo che si preparano per la Chiesa tempi molto difficili. La sua crisi vera e propria è solo appena cominciata».

E infatti la crisi è divampata e a farla esplodere è stato innanzitutto l'attacco alla liturgia che della Chiesa è il cuore.
Da cardinale tutore della fede, nel 1997, Ratzinger scriverà: «Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo, dipende in gran parte dal crollo della liturgia».

LIBERTÀ RESTITUITA


E oggi, da Papa, egli regala alla Chiesa un giorno storico. Il 14 settembre infatti entra in vigore il Motu proprio con cui Benedetto XVI ha restituito ai fedeli la libertà di partecipare alla cosiddetta liturgia tridentina, la liturgia di sempre della Chiesa.
Attenzione: non è solo questione del latino (perché anche la riforma del 1969 ha la sua messa in latino).
Né è questione che interessa solo i cosiddetti tradizionalisti.
È molto di più: la notte dell'autodemolizione progressista e modernista della Chiesa sta finendo.
Un grande teologo come Von Balthasar - che Papa Wojtyla volle cardinale pur essendo anch'egli uomo del Concilio, scrisse: «Stranamente a causa di questa falsa interpretazione si ha la sensazione che la liturgia post-conciliare sia divenuta più clericale di quanto non fosse nei giorni in cui il sacerdote era un semplice servitore del mistero che veniva celebrato!».

Da oggi ai cristiani viene finalmente restituita la libertà di pregare (e di credere) come la Chiesa dei loro padri e dei Santi ha pregato (e creduto) per 19 secoli.

Una libertà loro sottratta da vescovi e chierici "progressisti" dispotici che prima hanno (arbitrariamente) presentato la riforma liturgica del 1969 come un'abolizione del rito tradizionale della Chiesa e poi hanno sabotato lo speciale indulto chiarificatore di Giovanni Paolo II del 1984 e del 1986.

Ora Benedetto XVI - preso atto del boicottaggio dei vescovi - ha ordinato loro di riconoscere i diritti dei fedeli.
Un passo grandioso che porterà frutti sorprendenti alla Chiesa.
Ma, ancora una volta, diversi vescovi stanno cercando di disobbedire al Papa con la ribellione esplicita o con qualche trucco dialettico.
A dare il la come al solito è stato il cardinal Martini che - ormai nei panni dell'Antipapa - ha tuonato che lui non avrebbe mai celebrato nel rito tradizionale per "quel senso di chiuso che emanava dall'insieme di quel tipo di vita cristiana così come allora lo si viveva".
Così, forte del fallimento pastorale progressista (e del suo episcopato), Martini ha liquidato secoli di santità: la Chiesa dove sono fioriti i più grandi santi, da Caterina a Francesco, da Carlo Borromeo a Francesco Saverio e Teresina di Lisieux, da Massimiliano Kolbe a Padre Pio, darebbe «un senso di chiuso» rispetto alla chiesuola progressista, fatta - immagino di cattocomunisti, ecumenisti scatenati e teologi della liberazione.
La grandiosa liturgia cattolica per la quale geni come Mozart, Michelangelo e Caravaggio hanno creatocapolavori darebbe un'idea di "chiuso" rispetto agli sciamannati schitarramenti postconciliari con i più indecenti abusi liturgici.

Ma subito a coda di Martini ha preso il coraggio del boicottaggio furbesco anche l'attuale vescovo di Milano Tettamanzi (scottato dal conclave del 2005 da cui voleva uscire Papa) e altri vescovi, tra i quali va citato quello di Pisa per la sua aperta opposizione al Papa (da monsignor Plotti aspetto ancora che mi spieghi il senso della Cattedrale a pagamento, come fosse un museo).

Per avere un'idea di cosa sia la "chiesa progressista" bisogna leggere un articolo apparso l'altroieri su Repubblica. Parlava dei funerali dei bimbi rom, morti in un incendio a Livorno, celebrati dal pope ortodosso nella Cattedrale cattolica della città toscana.

Monsignor Razzauto, amministratore diocesano con funzioni di vescovo, che ha concesso la cattedrale ha dichiarato: «Se, per motivi speciali, o per mancanza di spazio, ne avessero bisogno non avrei alcun problema a mettere a disposizione la Cattedrale anche agli islamici». Avete letto bene: la Cattedrale cattolica a disposizione per dei riti islamici.

I commenti - teologici e canonici - li lascio alle autorità vaticane.
Vorrei sottolineare però che questo clero così ecumenico e aperto è lo stesso che poi, per decenni, ha negato le chiese ai fedeli cristiani per celebrare la Messa tradizionale.

In un'altra città toscana un vescovo ha negato la Cattedrale addirittura a un cardinale perché avrebbe celebrato, com'era sua facoltà, la Messa tridentina. Nella ribellione dei vescovi c'è un'opposizione al Papa che viene da lontano.


Al Concilio don Giuseppe Dossetti, passato dalla politica italiana alle smanie riformatrici della Chiesa, provò a dimostrare che il vescovo ha il potere di giurisdizione con l'ordinazione stessa, a prescindere dal fatto che lo riceva dal Papa. Se questa idea fosse stata accolta la Chiesa Cattolica si poteva trasformare in chiesa episcopaliana col Papa ridotto a coordinatore. Invece fu bocciata e Dossetti fu rimosso da Paolo VI.
Ma i vescovi progressisti non hanno mai rinunciato alle loro pretese. Paolo VI, negli ultimi anni, era diventato una voce che grida nel deserto. L'allora patriarca di Venezia Albino Luciani fu tra i pochi che cercò di opporsi alla dissoluzione: «Sarebbe ora di affermare coraggiosamente che voler essere col Papa non è deteriore complesso di inferiorità, ma frutto dello Spirito Santo». Con Wojtyla il papato ritrovò vigore.

SCHIAVI DEL POTERE

Ma ricordo l'ottimo don Divo Barsotti che in un'intervista del 1985 mi diceva: «C'è un grande pericolo, il disgregamento dell'unica Chiesa di Cristo. I viaggi del Papa, secondo me, esprimono questa drammatica preoccupazione. Il papato negli anni recenti era stato umiliato e isolato. Nessuno voleva più sentir parlare del Papa, soprattutto i vescovi...». E
poi aggiungeva: «Ancora non si è superato questo dramma.
Ci sono ancora vescovi che resistono al Papa». Giustamente Barsotti sottolineava che il vescovo ha diritto di essere seguito dai fedeli, ma se è in comunione col Papa. Altrimenti fa una sua chiesuola. Lealtà vorrebbe che un vescovo in disaccordo col Papa si dimettesse.
Ma di rinunciare al loro potere clericale non vogliono sentirne parlare.
Anzi, purtroppo continuano tuttora a essere nominati vescovi di area "progressista" che promettono di continuare questa deriva. Perché la burocrazia clericale è ancora in loro potere.
Cosa temono dalla libertà?
Perché vogliono impedire al popolo cristiano di pregare come la Chiesa ha pregato per due millenni? Perché nella Chiesa "lex orandi, lex credendi".
La Liturgia esprime la dottrina cattolica ortodossa ed è la vera fede che affascina e attrae. Mentre la loro stagione è quella del passato, quella - come denunciò il cardinal Ratzinger - dove i cristiani erano «portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina».
In quel memorabile discorso di apertura del Conclave, Ratzinger aggiungeva, amaramente: «Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all'altro».
Benedetto XVI ora cerca invece di ancorarla alla roccia della tradizione ortodossa. E anche se il "partito clericale" gli ha dichiarato guerra, ha con sé il popolo cristiano.


"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

Suor Lucia Dos Santos



TURRIS EBURNEA



LIBRI CATTOLICI













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E' da rimproverare e deplorare il comportamento di quei vescovi disubbidienti al Romano Pontefice: se non volevano obbedirgli potevano andare in qualche altra comunità o chiesa(protestanti, ortodossi,...). Il papa ci ri-regala la SS. Messa in latino per accontentare i fedeli tradizionalisti e quindi farli sentire più strettamente uniti alla sede di Pietro. E la Messa in latino è la radice della chiesa, è la liturgia per eccellenza. Il cardinal Martini forse non ricorda che il papa dal 19 Aprile 2005 è Joseph Ratzinger e che, in quanto successore di Pietro, è pastore della Chiesa Cattolica di cui anche lui è parte, essendo persino cardinale di Santa Romana Chiesa. Che la finisca di fare l'Antipapa come se tutte le decisioni di Ratzinger fossero sbagliate: da Gerusalemme boicotta le decisioni pontificie. Siccome lui vede come una peste la messa tridentina che secondo lui è stata sepolta dal concilio Vaticano II, di cui lui è difensore, si dovrà ricordare che l'autorità del papa non è stata sepolta dal Concilio Vaticano II semmai avesse sepolto anche la liturgia latina! Obbedisca come anche il suo successore a Milano, Tettamanzi. Cos'è questa riluttanza verso le decisioni pontificie?! Ringrazio il Signore che ci ha dato papa Benedetto XVI a guida della Chiesa!!!!
OREMUS PRO PONTIFICE NOSTRO BENEDICTO
EXTRA ECCLESIAM NULLUS OMNINO SALVATUR
IN HOC SIGNUM VINCES
IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM" E' QUANTO DI PIU' GIUSTO SI SIA FATTO IN QUESTI ANNI PER LA CHIESA CATTOLICA
"O glorioso S. Francesco, gettate uno sguardo sopra il Successore di Pietro, alla cui sede, vivendo, foste così devoto" (Pius PP. IX).
"Ma se fu sempre necessario, Venerabili Fratelli, ora specialmente, in mezzo a così grandi calamità della Chiesa e della società civile, in tanta cospirazione di avversari contro il cattolicesimo e questa Sede Apostolica, e fra così gran cumulo di errori, è assolutamente indispensabile che ricorriamo con fiducia al trono della grazia per ottenere misericordia e trovare benevolenza nell’aiuto opportuno". (Pius PP. IX, enclica Quanta Cura).
Tu es Petrus e super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversum eam. Et tibi dabo claves regni coelorum. Et quodcumque ligaveris super terram, erit legatum et in coelis; Et quodcumque solveris super terram, erit solutum et in coelis. (Mt 16, 18-19)
"Che ci sia una ed una sola Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica noi siamo costretti a credere ed a professare, spingendoci a ciò la nostra fede, e noi questo crediamo fermamente e con semplicità professiamo, ed anche che non ci sia salvezza e remissione dei nostri peccati fuori di lei, come lo sposo proclama nel Cantico: "Unica è la mia colomba, la mia perfetta; unica alla madre sua, senza pari per la sua genitrice", che rappresenta un corpo mistico, il cui capo è Cristo, e il capo di Cristo è Dio, e in esso c'è "un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo". (...) Noi sappiamo dalle parole del Vangelo che in questa Chiesa e nel suo potere ci sono due spade, una spirituale, cioè, ed una temporale, perché, quando gli Apostoli dissero: "Ecco qui due spade" (che significa nella Chiesa, dato che erano gli Apostoli a parlare (il Signore non rispose che erano troppe, ma che erano sufficienti). E chi nega che la spada temporale appartenga a Pietro, ha malamente interpretato le parole del Signore, quando dice: "Rimetti la tua spada nel fodero". Quindi ambedue sono in potere della Chiesa, la spada spirituale e quella materiale; una invero deve essere impugnata per la Chiesa, l’altra dalla Chiesa; la seconda dal clero, la prima dalla mano di re o cavalieri, ma secondo il comando e la condiscendenza del clero, perché è necessario che una spada dipenda dall’altra e che l’autorità temporale sia soggetta a quella spirituale. Perché quando l’Apostolo dice: "Non c’è potere che non venga da Dio e quelli (poteri) che sono, sono disposti da Dio", essi non sarebbero disposti se una spada non fosse sottoposta all’altra, e, come inferiore, non fosse dall’altra ricondotta a nobilissime imprese. (...) Perciò se il potere terreno erra, sarà giudicato da quello spirituale; se il potere spirituale inferiore sbaglia, sarà giudicato dal superiore; ma se erra il supremo potere spirituale, questo potrà essere giudicato solamente da Dio e non dagli uomini. Quindi noi dichiariamo, stabiliamo, definiamo ed affermiamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana che essa sia sottomessa al Pontefice di Roma". (Unam Sanctam, Bonifacius PP. VIII, 18 Novembre 1302).
"Bisogna dare battaglia, perchè Dio conceda vittoria" (S. Giovanna d'Arco)
9/16/2007 6:25 PM
 
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Genova, Monsignor Bagnasco: "Poche le richieste per la Messa in latino"

......


CITTA’ DEL VATICANO - “Sappiamo che non ci sono grandi presenze che richiedono, come dice il testo del Motu Proprio, questo tipo di celebrazione, che resta comunque nella sua forma straordinaria la traduzione dell'unico rito romano, come dice il Santo Padre nella lettera di accompagnamento, con una duplice forma: una ordinaria, che e' la messa che conosciamo tutti i giorni e le domeniche, e una forma straordinaria che riprende la messa di San Pio V rivisitata da Giovanni XXIII nel 1962.

Queste le parole di Monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine dell'inaugurazione di una nuova casa famiglia a Genova per l'accoglienza dei disabili, in merito all'entrata in vigore del 'Motu Proprio' di Papa Benedetto XVI con la possibilita' per i sacerdoti, di ordinare la messa in italiano o in latino, secondo il rito romano antico.

'Nella nostra diocesi non mi pare che ci siano fino ad ora particolari richieste in tal senso - ha aggiunto Bagnasco - ma se ci saranno in futuro si rispondera' tranquillamente in base al dettato del Motu Proprio, senza alcuna preoccupazione, anzi, con l'intenzione di poter offrire a tutti, come vuole in Papa, la forma piu' adeguata alla propria preghiera senza nessuna divisione o contrapposizione'.
A Genova sono ormai diversi anni che viene celebrata la Santa Messa secondo il rito di San Pio V e fino ad oggi i fedeli presenti a queste celebrazioni sono stati in media una cinquantina, con maggior affluenza nelle solennita'.


- Petrus -


9/16/2007 7:51 PM
 
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Che dire...

... ogni segno di dissenso, soprattutto vescovile o, addirittura, cardinalizio, contro il Papa mi fa riflettere e mi chiedo: che classe di Chiesa abbiamo? Che classe di Chiesa vogliono loro? Dove andremmo a finire se non avessimo un uomo autorevole e responsabile come Joseph Ratzinger a capo della Chiesa?

Più o meno 10 anni fa era stata approvata la Messa col rito zairese, con canti, balli e tam-tam, e nessuno, che io mi ricordi, si è lamentato o fatto delle obbiezioni, o strappato le vesti.

Perché adesso, invece, si scagliano contro la Messa di sempre, mai abolita, ma "dimenticata", per dirla così, in un cassetto?
Ma che mi spieghino loro che c'è di male, per amor del Cielo!!!! [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826]


Papa Ratzi Superstar









"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
9/16/2007 10:06 PM
 
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Re: Genova, Monsignor Bagnasco: "Poche le richieste per la Messa in latino"
Bestion., 16/09/2007 18:25:


......


CITTA’ DEL VATICANO - “Sappiamo che non ci sono grandi presenze che richiedono, come dice il testo del Motu Proprio, questo tipo di celebrazione, che resta comunque nella sua forma straordinaria la traduzione dell'unico rito romano, come dice il Santo Padre nella lettera di accompagnamento, con una duplice forma: una ordinaria, che e' la messa che conosciamo tutti i giorni e le domeniche, e una forma straordinaria che riprende la messa di San Pio V rivisitata da Giovanni XXIII nel 1962.

Queste le parole di Monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine dell'inaugurazione di una nuova casa famiglia a Genova per l'accoglienza dei disabili, in merito all'entrata in vigore del 'Motu Proprio' di Papa Benedetto XVI con la possibilita' per i sacerdoti, di ordinare la messa in italiano o in latino, secondo il rito romano antico.

'Nella nostra diocesi non mi pare che ci siano fino ad ora particolari richieste in tal senso - ha aggiunto Bagnasco - ma se ci saranno in futuro si rispondera' tranquillamente in base al dettato del Motu Proprio, senza alcuna preoccupazione, anzi, con l'intenzione di poter offrire a tutti, come vuole in Papa, la forma piu' adeguata alla propria preghiera senza nessuna divisione o contrapposizione'.
A Genova sono ormai diversi anni che viene celebrata la Santa Messa secondo il rito di San Pio V e fino ad oggi i fedeli presenti a queste celebrazioni sono stati in media una cinquantina, con maggior affluenza nelle solennita'.


- Petrus -





A due giorni dall'entrata in vigore del Motu non mi aspetto ancora molte richieste, la gente è in attesa di vedere gli sviluppi. Abbi pazienza Bestion [SM=g27811]


"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

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9/16/2007 10:18 PM
 
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Re: Che dire...
Paparatzifan, 16/09/2007 19:51:


... ogni segno di dissenso, soprattutto vescovile o, addirittura, cardinalizio, contro il Papa mi fa riflettere e mi chiedo: che classe di Chiesa abbiamo? Che classe di Chiesa vogliono loro? Dove andremmo a finire se non avessimo un uomo autorevole e responsabile come Joseph Ratzinger a capo della Chiesa?

Più o meno 10 anni fa era stata approvata la Messa col rito zairese, con canti, balli e tam-tam, e nessuno, che io mi ricordi, si è lamentato o fatto delle obbiezioni, o strappato le vesti.

Perché adesso, invece, si scagliano contro la Messa di sempre, mai abolita, ma "dimenticata", per dirla così, in un cassetto?
Ma che mi spieghino loro che c'è di male, per amor del Cielo!!!! [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826] [SM=g27826]





Quoto tutto.
Ci sono atteggiamenti davvero scandalosi.
Ecco cosa diceva Paolo VI fautore del CVII: "Il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio... Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. Invece è venuta una giornata di nuvole, di tempesta, di buio".

Più chiaro di così.
Dobbiamo appoggiare con le preghiere e con l'apostolato il lavoro del nostro amato Papa, dobbiamo smettere di essere fedeli passivi e di gridare se è necessario di fronte agli scandali ai boicotaggi e ai preti disobbedienti, i preti che fanno tutto tranne che il loro mestiere.

Socci parla di trucchi dialettici per sabotare e disobbedire a Benedetto XVI...è una cosa inammissibile [SM=g27826]

Posto un altro articolo preso da "il Giornale" che spiega cosa sta avvenendo.

[Edited by Ghergon 9/16/2007 10:25 PM]
"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

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9/16/2007 10:23 PM
 
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La messa in latino, ritorno al sacro contro i sacerdoti del finto progresso

Intanto il popolo non capisce come mai, pur in presenza di un atto del successore di Pietro, preti, arcipreti e vescovi si permettano di non obbedire al Papa…


di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro



Se qualcuno pensa che i cattolici affezionati alla messa di San Pio V, quella in latino, siano un plotoncino sparuto di generali in pensione e di duchesse svanite faccia un esperimento. Vada sul web: si troverà al cospetto di giovanotti in grado di maneggiare il computer come pochi, pieni di energie, con lo sguardo rivolto al futuro.

Gente che ama la tradizione, ma che vive con i piedi piantati nel presente.
E che proprio per questo ha già fiutato il clima vagamente censorio che si respira in molte parrocchie italiane in questi giorni.

È entrato in vigore il motu proprio con cui Papa Benedetto XVI liberalizza la messa di san Pio V, ma una fetta dell’episcopato italiano si appresta a mettere la sordina al documento.

Il caso della diocesi di Milano, opportunamente sollevato dal Giornale, ne è l’esempio più vistoso: siamo ambrosiani - hanno fatto sapere dalla curia - dunque niente Messa di San Pio V
.

Un cavillo che ha il solo scopo di disattendere il documento del Papa. Del resto, quanti vescovi hanno parlato pubblicamente e liberamente di ciò che sta avvenendo?
Quanti parroci?


Uno solo, che ci risulti, si è assunto questa responsabilità apertamente, applicando subito il motu proprio e ha riempito la chiesa di fedeli, suscitando la reazione dell’apparato di curia.

Anche questo un caso che ha sollevato Il Giornale.
Un giornale laico. Come laica è La Stampa, sulla quale Massimo Gramellini, all’indomani della pubblicazione del motu proprio mise nero su bianco il seguente ragionamento:

era ora che si suonasse nuovamente la campana del senso del sacro. Era ora di finirla con quei sacerdoti in jeans e chitarra che pensavano di essere più vicini ai loro fedeli e, invece, erano solo più lontani dal Cielo.

Laico Il Giornale, laica La Stampa: forse vorrà dire qualche cosa. Vuol dire che un atto come quello di Benedetto XVI non può essere letto con il paraocchi.
E tanto meno con il paraocchi del cosiddetto spirito del Concilio Vaticano II che ha permeato la quasi totalità del mondo cattolico. Per un certo tipo umano da sagrestia, tutto deve essere letto in funzione del Vaticano II, e ciò che non rientra in quei canoni va silenziato.

Siccome negli ambienti progressisti cattolici è stato stabilito che il motu proprio del Papa non è conforme allo spirito del Concilio, ecco pagato il Pontefice con la stessa moneta usata per l’ultimo dei reazionari.

Intanto il popolo non capisce come mai, pur in presenza di un atto del successore di Pietro, preti, arcipreti e vescovi dicano pubblicamente che non è cambiato niente, che si continua come prima.

Non capisce come mai ci si permetta di non obbedire al Papa.

Non capisce come mai sacerdoti e fedeli che manifestano interesse per la liturgia tradizionale vengano messi al bando e perseguitati: avete capito bene, perseguitati.
Ci sono giovani che sono costretti ad abbandonare il seminario della propria diocesi per aver manifestato simpatie per l’antico rito.

Purtroppo, c’è un’evidente scollatura fra la gente comune, i fedeli, e un gruppo limitato, ma potente di intellettuali che hanno preso in mano le redini di non poche diocesi e facoltà teologiche.
Sono quegli stessi che chiamano la Chiesa «popolo di Dio» ma sotto sotto considerano la gente solo una massa incolta lontana anni luce dalla famosa «fede adulta».
Ma questo popolo, in realtà è formato da cattolici ordinari che per anni hanno subìto, mugugnando, tutti gli orrori liturgici perpetrati in nome di un’ideologia ecclesiale che ha avuto le caratteristiche di una vera e propria rivoluzione culturale. Nella quale, la degenerazione liturgica è preceduta, accompagnata e seguita da un errore dottrinale.
Molti pastori e intellettuali non riescono o non vogliono capirlo.
E vengono scavalcati da questo Papa teologo nel rapporto con il popolo.
Mentre loro si attardano in sacrestia a capire chi si gioverà della ricaduta ecclesiologica del motu proprio, Benetto XVI è già in chiesa a parlare con il suo gregge.
E più parla chiaro, più il suo gregge lo comprende e lo ama. Come quando discute dei principi non negoziabili. Che cosa vogliono dire le sue prese di posizione sulle questioni etiche se non un non negoziabile «Basta»?
Lo stesso accade per la riconsegna della piena cittadinanza nella Chiesa a una liturgia millenaria come quella della messa tradizionale. In questo caso, Papa Benedetto ha preso una posizione anche più forte. Ha scoperto un nervo che molti cattolici avrebbero preferito lasciare sottopelle: ha detto che un’intelligente fedeltà alla propria storia è più forte e più cattolica dell’infatuazione per un concetto utopistico di progresso. Ha detto che la tradizione è connaturale al cattolicesimo mentre l’ideologia è il suo esatto contrario.


Il Giornale n. 219 del 2007-09-16
[Edited by Ghergon 9/16/2007 10:24 PM]
"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

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9/16/2007 11:26 PM
 
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Genova, Monsignor Bagnasco: "Poche le richieste per la Messa in latino"
Ghergon, 16/09/2007 22.06:



A due giorni dall'entrata in vigore del Motu non mi aspetto ancora molte richieste, la gente è in attesa di vedere gli sviluppi. Abbi pazienza Bestion [SM=g27811]





Di solito, io la pazienza la uso se ho un problema: in questo caso però non ce l'ho proprio. [SM=x40791]




9/17/2007 10:44 AM
 
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Non ho capito la frase [SM=g27823], ma mi sembra di aver compreso che anche tu non veda l'ora di partecipare al Rito Tridentino: siamo in molti in attesa, una chiesa a Milano ha già fatto il pieno di fedeli. [SM=g27823]
[Edited by Ghergon 9/17/2007 10:45 AM]
"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

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9/17/2007 10:56 AM
 
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CASERTA — Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, ha scelto di dire no («per non stabilire un precedente») al rettore del santuario di Sant'Anna, che per stasera aveva programmato la messa in latino. Al rettore non è rimasto che obbedire.

Raffaele Nogaro di Caserta vieta la celebrazione al rettore del Santuario: «Non è lo strumento per un rapporto con Dio»

«Niente messa in latino». Il vescovo disobbedisce al Papa

Fulvio Bufi

[G]CASERTA — Stavolta monsignor Raffaele Nogaro ha scelto la strada del divieto. Lui che da vescovo di Caserta si è sempre contraddistinto per tolleranza e disponibilità — verso i suoi fedeli, verso gli immigrati, verso chi osserva altri culti — ha deciso di dire no al rettore del santuario di Sant'Anna, don Giovanni Battista Gionti, che per stasera alle 20 aveva programmato la celebrazione della messa in latino.
Il vescovo gli ha telefonato e lo ha invitato a cambiare programma. In pratica gli ha imposto un divieto.

E a don Gionti non è rimasto che obbedire: «Faccio ciò che mi dice il mio vescovo — spiega — ma credo che si sia persa l'opportunità di una esperienza importante, che tra l'altro avrei inteso soltanto come esperimento. Non ho mai avuto intenzione di sostituire la celebrazione ordinaria con quella in latino».

Don Gionti era stato sollecitato da un gruppo di fedeli, ma monsignor Nogaro gli ha spiegato che non era il caso di «stabilire un precedente».

E la sua decisione, in totale contrasto con quanto stabilito dal motu proprio di papa Benedetto XVI, il vescovo la spiega così:

«Il responsabile della correttezza teologica, liturgica e morale di una diocesi è il vescovo, e anche se il Papa ha disposto l'apertura a favore di altri riti, io sono un vescovo che ha deciso di controllare l'applicazione di questa disposizione. E nel caso di cui stiamo parlando non ero stato informato, nonostante il parroco avesse l'obbligo di farlo. E poi non ritengo sufficiente la richiesta di trenta o quaranta persone per celebrare una messa in latino».

Comunque per Nogaro la questione non è soltanto formale. Anzi, è soprattutto di sostanza: «La messa in latino — dice — è una distorsione, e non è lo strumento adatto per allacciare un vero rapporto con Dio».

Inevitabile, però, che la sua decisione desti perplessità.
Monsignor Nogaro si è sempre contraddistinto per posizioni di grande apertura. In alcuni casi i suoi interventi hanno suscitato polemiche, come quando gli fu attribuita la frase secondo la quale i sacerdoti non avrebbero dovuto benedire le bare dei soldati italiani morti in Iraq. Lui ha sempre smentito, sostenendo di aver detto che non bisognava «esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria, strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste». Ma al di là di quell'episodio il vescovo di Caserta è stato protagonista di tanti atti di coraggio e civiltà.

E come capo della Curia non ha avuto remore a concedere strutture della diocesi per cerimonie religiose di musulmani o ortodossi. «Certo —dice lui —perché aiutare le persone a pregare è uno sforzo onorevole. Invece mugugnare in latino non serve a nulla.


Ai fedeli va offerto qualcosa di valido e di educativo, non occasioni di disorientamento. E io ritengo che stordirli con immagini sacre sia solo coreografia e teatrino. Una inutile cornice estetica che non porta a nulla».


© Copyright Corriere della sera, 16 settembre 2007
[Edited by Ghergon 9/17/2007 11:05 AM]
"Ciascuno deve salvare non solamente la propria anima ma anche tutte le anime che Dio ha posto sul suo cammino.

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9/17/2007 12:27 PM
 
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L'Assemblea Eucaristica è e deve essere sempre Una...
Ghergon, 17/09/2007 10.44:

Non ho capito la frase [SM=g27823], ma mi sembra di aver compreso che anche tu non veda l'ora di partecipare al Rito Tridentino: siamo in molti in attesa, una chiesa a Milano ha già fatto il pieno di fedeli. [SM=g27823]




[SM=g27833] Non credi che un non indifferente “problema” si creerebbe se la messa tridentina, buona anzitutto e per il momento alla pietà di una minoranza, fosse imposta alla sana devozione popolare oramai abituata alla messa postconciliare che, a mio avviso, è più consona alla maggioranza di fedeli che, ad esempio, della bella lingua latina non ne sanno nulla?
Per come la vedo io, però, mi sembra che un tale problema finora non esiste, giacché la Provvidenza – proprio grazie all’efficacia del sacrificio eucaristico - mantiene unita e compatta tutta l’assemblea eucaristica, seppur variegata nei suoi singoli devoti. [SM=g27835]



9/17/2007 1:51 PM
 
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Re: L'Assemblea Eucaristica è e deve essere sempre Una...
Bestion., 17.09.2007 12:27:




[SM=g27833] Non credi che un non indifferente “problema” si creerebbe se la messa tridentina, buona anzitutto e per il momento alla pietà di una minoranza, fosse imposta alla sana devozione popolare oramai abituata alla messa postconciliare che, a mio avviso, è più consona alla maggioranza di fedeli che, ad esempio, della bella lingua latina non ne sanno nulla?
Per come la vedo io, però, mi sembra che un tale problema finora non esiste, giacché la Provvidenza – proprio grazie all’efficacia del sacrificio eucaristico - mantiene unita e compatta tutta l’assemblea eucaristica, seppur variegata nei suoi singoli devoti. [SM=g27835]






Bravo Bestion!
Avrei diverso cose da dire anch'io però putroppo devo ... pazientare un paio di settimane perché tra qualche giorno parto per le vacanze e purtroppo al momento ho altro da fare. Vorrei tuttavia approfondire ulteriormente l'argomento che certamente non passerà di attualità nei pochi giorni della mia assenza.
Sarebbe tuttavia più giusto se le discussioni riguardo la liturgia fossero postate nella cartella "Concilio" sotto "Chiesa & Liturgia" per tenere unito l'argomento. Prego perciò a Sihaya di spostare gentilmente la discussione.


************************************************************************************


BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE!

"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa"

Mt 16,18





La strada è lunga, ma non esiste che un mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino.
(don Tonino Bello)


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Re:
Ghergon, 17/09/2007 10.56:



Ai fedeli va offerto qualcosa di valido e di educativo, non occasioni di disorientamento. E io ritengo che stordirli con immagini sacre sia solo coreografia e teatrino. Una inutile cornice estetica che non porta a nulla».


Ah, allora la messa di una volta era solo "coreografia e teatrino?" E che cosa direbbe allora, di una trovata "moderna" dell'allora curato del mio paese, che durante il canto d'ingresso della messa di Natale del 1997 organizzò addirittura UN BALLETTO?!


"Nonostante la loro tendenza a costruire Morti Nere, mi sono sempre considerato un tipo da Impero" - Sheldon Cooper, da The Big Bang Theory
9/17/2007 2:36 PM
 
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Re: L'Assemblea Eucaristica è e deve essere sempre Una...
Bestion., 17/09/2007 12:27:




[SM=g27833] Non credi che un non indifferente “problema” si creerebbe se la messa tridentina, buona anzitutto e per il momento alla pietà di una minoranza, fosse imposta alla sana devozione popolare oramai abituata alla messa postconciliare che, a mio avviso, è più consona alla maggioranza di fedeli che, ad esempio, della bella lingua latina non ne sanno nulla?
Per come la vedo io, però, mi sembra che un tale problema finora non esiste, giacché la Provvidenza – proprio grazie all’efficacia del sacrificio eucaristico - mantiene unita e compatta tutta l’assemblea eucaristica, seppur variegata nei suoi singoli devoti. [SM=g27835]






Scusa Bestion fammi capire...dici alla pietà di una minoranza?
Quindi ahimè Papa Ratzinger avrebbe avuto solo pietà della minoranza...

Quindi i duemila anni dell'antico rito, cioè la FEDE CATTOLICA CHE é CRESCIUTA E SI E' SEMPRE BASATA SULLA MESSA TRIDENTINA/leggi SACRIFICIO DI CRISTO sarebbero ora diventati di colpo una inezia, un piccolo fatto di minore importanza, una piccola concessione dei novelli riformatori ai CATTOLICI DI SEMPRE che però ora SONO DIVENTATI, improvvisamente, UNA MINORANZA....UNA RISERVA INDIANA...

In realtà dopo duemila anni di SOLIDA MESSA SACRIFICIO DI CRISTO, (cioè il rito Tridentino) sono proprio i quarant'anni di messa moderna ad essere solo un fatto minoritario...fatto che a quanto sembra la Divina Provvidenza vuole sistemare.

Per fortuna i cattolici che vogliono la Messa di sempre sono moltissimi specialmente all'estero: purtroppo dopo decenni di oscurantismo, voluto apposta, non si può pretendere che la gente, specialmente quella giovane, conosca l'antico rito, rito completamente diverso da quello moderno e si getti a chiederne la celebrazione al proprio parroco.
Ci vuole tempo.

Ma se i volenterosi e i curiosi dovessero parteciparvi si accorgerebbero immediatamente della bellezza della Messa Cattolica di Sempre: avrebbero finalmente la sorprendente riscoperta del Sacro, e del senso di spiritualità cancellato dalla troppo banale messa moderna, assemblea similprotestante che di sacro ha ben poco e che troppo somiglia ad un semplice ritrovo domenicale fra cristiani.

Ovvio che la Messa che è il nucleo del Cattolicesimo è e deve essere molto di più, la fede vera è molto di più che esclusiva opera sociale e aggregante. C'è di mezzo la fede, il sacrificio e l'amore per Cristo.
Tutta la nostra vita deve essere basata su Cristo e la Messa deve essere il rivivere principalmente del SACRIFICIO DI GESU' SULLA CROCE e meno l'idea moderna di convivio.

Che venga imposta non so come ti venga in mente, nel MOTU PROPRIO si lascia chiaramente la libertà al fedele di scegliere fra una e l'altra.

Quindi qui si vuole la libertà di scegliere, cosa che certi vescovi stanno boicottando: certi vescovi si stanno ergendo a giudici di Papa BENEDETTO decimo sesto.
Certi vescovi stanno disobbedendo al Vicario di Cristo, cioè stanno DISOBBEDENDO A CRISTO IN PERSONA.

Ora se Benedetto XVI ha deciso di concedere l'antico rito è perchè sa benissmo come spiega l'articolo di Socci che i peggiori danni alla Chiesa sono dovuti al CROLLO della liturgia e alla sua banalizzazione.
Sono parole del Papa.

La provvidenza non mantiene unite certo le cose scandalose, difatti sta lavorando in unione allo SPIRITO SANTO per ridare, riconcedere la MESSA ai cattolici.

Certo lo fa coi tempi dovuti, i Suoi tempi... piano piano vedremo i frutti.
Questa è una prova, un ulteriore prova che ci prepara al nostro fine.
Vedere se esiste ancora un barlume di fede nell'uomo "materializzato" e che ha perso la spiritualità.

Per chi vuole partecipare il latino non è un problema visto che c'è il testo a fronte in Italiano e dopo poche partecipazioni si impara tutto a memoria.
Poi il latino è una lingua bellissima, e i canti sono veri canti da Chiesa, non deprimenti canzonette.


Comunque sia le due messe devono convivere.

Sono sicurissmo che se non hai mai partecipato alla Messa di San Pio sarà davvero una bellissima scoperta anche per te. [SM=g27823]
Io alterno l'una e l'altra e devo dire che in una si respira la Fede nell'altra molto meno.
Dalla Messa in latino si esce pieni di Spirito e soddisfatti, dalla Messa moderna no.

Ultima considerazione.
La reintroduzione della Messa di sempre è opera del vicario di Cristo sulla terra, cioè CRISTO visibile fra noi.
Quindi CRISTO RIVUOLE ANCHE LA MESSA TRIDENTINA.
Quindi chi rema contro è contro CRISTO.
Chi non obbedisce al Papa è un antipapa.
Chi è contro il volere di Cristo è un anticristo.




[Edited by Ghergon 9/17/2007 2:44 PM]
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9/17/2007 2:37 PM
 
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Re: Re:
-Giona-, 17/09/2007 14.07:


Ah, allora la messa di una volta era solo "coreografia e teatrino?" E che cosa direbbe allora, di una trovata "moderna" dell'allora curato del mio paese, che durante il canto d'ingresso della messa di Natale del 1997 organizzò addirittura UN BALLETTO?!





Penso all’evidenza che, davvero quel curato del tuo paese amava con gioia irrefrenabile il Signore e la sua Comunità parrocchiale, oltre che a conoscere assai bene la Sacra Scrittura. [SM=x40801]

Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportavano l'arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.
Mentre l'arca del Signore entrava nella città di David, Mikal, figlia di Saul, guardò dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore, lo disprezzò in cuor suo.”
[2 Sam 6, 14-16]





9/17/2007 2:42 PM
 
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Re: Re: L'Assemblea Eucaristica è e deve essere sempre Una...
rosa22253, 17/09/2007 13.51:



Bravo Bestion!
Avrei diverso cose da dire anch'io però putroppo devo ... pazientare un paio di settimane perché tra qualche giorno parto per le vacanze e purtroppo al momento ho altro da fare. Vorrei tuttavia approfondire ulteriormente l'argomento che certamente non passerà di attualità nei pochi giorni della mia assenza.
Sarebbe tuttavia più giusto se le discussioni riguardo la liturgia fossero postate nella cartella "Concilio" sotto "Chiesa & Liturgia" per tenere unito l'argomento. Prego perciò a Sihaya di spostare gentilmente la discussione.





Grasssie Rosa! [SM=x40791]

cmq, non solo questo thread, ma pure tutti gli altri inerenti lo stesso tema... [SM=g27811]




9/17/2007 2:45 PM
 
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La discussione "Un altro grave caso di disobbedienza al Papa" è stata unita a questa.

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Suor Sihaya Madre Superiora dell'Ordine Benedettino delle Suore delle Sante Coccole al Romano Pontefice

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Re: Re:
-Giona-, 17/09/2007 14:07:


Ah, allora la messa di una volta era solo "coreografia e teatrino?" E che cosa direbbe allora, di una trovata "moderna" dell'allora curato del mio paese, che durante il canto d'ingresso della messa di Natale del 1997 organizzò addirittura UN BALLETTO?!





Questi atteggiamenti scandalosi sono una rovina, Gesù ci ha spiegato bene tramite il lo Spirito Santo e il Suo MAGISTERO i comportamenti da assumere.
Questi preti ribelli cattocomunisti stanno demolendo tutto: è da chiedersi se possono ancora essere considerati sacerdoti cattolici..




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9/17/2007 3:07 PM
 
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Re: Re: Re:
Bestion., 17/09/2007 14:37:



Penso all’evidenza che, davvero quel curato del tuo paese amava con gioia irrefrenabile il Signore e la sua Comunità parrocchiale, oltre che a conoscere assai bene la Sacra Scrittura. [SM=x40801]

Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportavano l'arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.
Mentre l'arca del Signore entrava nella città di David, Mikal, figlia di Saul, guardò dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore, lo disprezzò in cuor suo.”
[2 Sam 6, 14-16]








Scusa se mi intrometto: che quel "sacerdote" conosca bene la sacra scittura è sicuro ma anche i protestanti la conosco bene, peccato però che per noi Cattolici che siamo nella VERITA' DI CRISTO esiste, come ho detto sopra, anche un magistero della Chiesa chiarissimo che vieta certi atteggiamenti scandalosi che di cattolico non hanno nulla e che sono dovuti per lo più ad interpretazioni personali.



[Edited by Ghergon 9/17/2007 3:09 PM]
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9/17/2007 4:49 PM
 
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L’Assemblea Eucaristica è e deve essere sempre Una…
Ghergon, 17/09/2007 15.07:



Scusa se mi intrometto: che quel "sacerdote" conosca bene la sacra scittura è sicuro ma anche i protestanti la conosco bene, peccato però che per noi Cattolici che siamo nella VERITA' DI CRISTO esiste, come ho detto sopra, anche un magistero della Chiesa chiarissimo che vieta certi atteggiamenti scandalosi che di cattolico non hanno nulla e che sono dovuti per lo più ad interpretazioni personali.







Satana pure conosce assai bene la Sacra Scrittura, ma sappiamo anche che, a differenza dei discepoli di Cristo e della sua unica Chiesa, i fini di costui sono ben diversi e usati soltanto per la tentazione, quindi, per la divisione e per la rovina dell’uomo.

Per quanto poi riguarda il tuo post precedente, io resto fermo all’opinione che Cristo attraverso la giustificazione della nostra Fede ci salva, non perché noi ”respiriamo” la buona forma di chi è preposto al suo annuncio, bensì perché ognuno fa propria la sostanza dell’annuncio e, con esso, inizia e matura in prima persona, quella Fede che è appunto comune a tutta la Chiesa Cattolica – di gerarchia e di fedeli -, dopo l’accettazione della Parola di Cristo Gesù (o “buona notizia” o Vangelo ossia, sempre e ancora la Parola eterna e immutabile di Dio!) comprensibile sia per chi la deve annunciare sia per chi la ascolta.
Se, così non fosse – che cioè la “sostanza” ha la prevalenza sulla “forma”, la quale questa ultima è pur utile e tanto dimostrata necessaria a fissare e a comprendere sempre meglio il “dogma”, grazie all’approfondimento dei tanti sapenti e dei molti dotti teologi dei vari secoli fino a quelli dei giorni nostri –, allora già il primo annuncio non sarebbe stato affidato a persone incolte, a gente del popolo, a quei semplici pescatori: i santissimi nostri venerati Apostoli.

Poiché dunque la forma non deve nuocere in alcun modo alla sostanza comune della medesima fede cattolica bensì, come sempre è stato quasi a completarla, quoto invece con soddisfazione la tua sintesi finale, e di là delle personali e tanto opinabili altre tue argomentazioni:
“Comunque sia le due messe devono convivere.”… per integrarsi. [SM=g27811]

[SM=g27835]


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