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CASTEL DEL MONTE - CHARTRES

Last Update: 9/21/2006 12:42 AM
9/17/2006 9:25 PM
 
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Mi ha sempre affascinata la storia dei Templari, la studio ormai da anni, così ho pensato di postare quì un articolo su 'Castel del Monte' in Puglia.
Credo che la simbologia esoterica di questo posto sia molto affascinate e spero nn vi facciate abbattere dalla lunghezza dell'articolo.
A voi...


Sembra incredibile ma molti monumenti del passato sono stati costruiti guardando il cielo anche se l’uomo fino a 200 anni or sono non aveva i mezzi per volare. Il sole, la luna e le stelle hanno ispirato architetti sapienti che, distanti tra loro anche molti secoli, hanno disposto Cattedrali, castelli, tombe e piramidi secondo logiche precise.
Ed è grazie a loro che oggi possiamo parlare delle incredibili e numerose relazioni che legano tra loro pietre e stelle.
Immaginate di chiedere ad un uomo del Medioevo quale sia, per lui, la città santa per antonomasia. Vi risponderà: Gerusalemme. E quale città, invece, possa essere considerata simbolo del potere politico, del potere terreno. Vi risponderà: Roma. Bene. Prendete una cartina geografica e unite queste due città: la linea passerà da qui, da uno dei più enigmatici castelli del mondo, posto su questa collinetta a 465 metri sul livello del mare: Castel del Monte.

Siamo in Puglia, nel comune di Andria, tra Foggia e Bari. Territori che nel 1.200 facevano parte del territorio del Sacro Romano Impero, guidato all’epoca da uno dei sovrani più famosi e controversi della storia: Federico II di Svevia, soprannominato “STUPOR MUNDI”, cioè la «Meraviglia delle genti».

Erede di un casato tedesco, nato in Italia ed erede della tradizione romana, Federico II era attratto dal mondo orientale. Ma non era l’unica contraddizione di questo straordinario imperatore che dominò la scena nella prima metà del 1.200: benché fosse a capo del Sacro Romano Impero fu scomunicato due volte e fece guerra al Papato. Non solo: la sua corte, raro esempio di magnificenza, era ricca di poeti e maghi, uomini di scienza e alchimisti. Insomma, Federico II incarnava tutte le contraddizioni e le influenze del suo tempo…
Fu Federico II a volere questo Castello. Non ci sono documenti certi sulla costruzione di Castel Del Monte ma si pensa che sia stato costruito tra il 1230 e il 1240 .Ma davvero Castel del Monte può essere chiamato “Castello”?

Alcune enciclopedie lo indicano come esempio di architettura militare, altre come un punto di partenza per le battute di caccia che Federico II amava al punto di scrivere un libro sull’«Arte di cacciare con gli uccelli». Ma sì è osservato che:

a) Come Castello Militare, Castel del Monte è un controsenso. Non ha alcuna utilità strategica, non ha fossati difensivi, spalti, ponti levatoi. E anche al suo interno non c’è nulla per ospitare una guarnigione: addirittura non ci sono cucine e cantine per conservare le provviste!

b) Lo stesso discorso vale per l’ipotesi “Castello per la Caccia”: i sontuosi arredi, la raffinatezza delle decorazioni, la struttura stessa del Castello sembrano contraddire questa idea. Ma perché Federico II volle che qui si costruisse un Castello così particolare?
Molti indizi portano a ritenere che Federico II con Castel del Monte abbia voluto creare un capolavoro di architettura esoterica. Niente qui è a caso a cominciare dalla collocazione. Tra Castel del Monte e la Piramide di Cheope c’è più o meno la stessa distanza che passa tra lo stesso Castel del Monte e la cattedrale di Chartres, in Francia. Una coincidenza veramente curiosa se si pensa ai tempi in cui fu realizzata e soprattutto se riflettiamo che tra i tre monumenti Castel del Monte è stato l’ultimo ad essere realizzato.
Ma Castel del Monte non rivela sorprese solo ad essere guardato dall’alto o da fuori. Tra gli argomenti più convincenti a favore della tesi che lo vuole essere un edificio simbolico c’è la sua stessa struttura: Castel del Monte è un vero e proprio monumento al numero Otto.
La pianta del castello è ottagonale, ci sono otto torri a loro volta a pianta ottogonale. Su ciascuno dei due piani sono disposte otto sale le cui finestre danno sul cortile interno ottagonale al cui centro, in origine, era una vasca anch’essa ottagonale.
Sul portale d’ingresso poi e all’ingresso della varie sale diversi tipi di fiori sono raffigurati in gruppi di otto: quadrifogli, vite, girasoli, acanto, fico… Petali a gruppi di otto sono anche sui capitelli delle sale e altri particolari della costruzione, ripresentano in modo ossessivo il numero otto. Per la tradizione esoterica e simbolica la figura geometrica dell’ottagono ha il carattere della mediazione tra terra e cielo. Anticamente i battisteri venivano realizzati proprio a pianta ottagonale per sottolineare il significato del battesimo, prima unione tra il neonato e Dio. Senza contare che l’otto rovesciato simboleggia l’infinito.

Ma ci sono altre cose che collegano il numero Otto a Federico II, incoronato ad Aquisgrana in una cappella ottagonale e che si fece seppellire con un anello (la cosa si scoprì solo alla fine del 1.700 quando la sua tomba nella Cattedrale di Palermo venne aperta per la prima volta) formato da un grosso smeraldo circondato da otto petali d’oro… Ma il numero otto non è l’unico numero ricorrente a Castel del Monte. Alcuni studiosi hanno scoperto numerosi punti di contatto tra Castel del Monte e la Grande Piramide. Soprattutto è il numero 111 – che in cubiti, l’unità di misura degli egizi, risulta essere uno dei numeri chiave della Piramide di Cheope insieme alle sue due parti: 74 e 37. I numeri 111, 74 e 37 li ritroviamo anche a Castel del Monte. Ecco due esempi:

a) la somma della larghezza delle sei facce visibili di ciascuna delle otto torri è pari a 37 cubiti egizi.
b) Così come la somma della lunghezza delle pareti del cortile è pari a 111 cubiti egizi

Federico II, che ebbe molti contatti con la cultura dell’Oriente, non solo utilizzò gli stessi numeri simbolici cari agli egizi ma si ispirò allo stesso metodo costruttivo per cui, in giorni particolari, le ombre proiettate dal sole indicano punti precisi. A Giza è l’ombra della Piramide stessa, a Castel del Monte sono le ombre delle varie torri.
Ma non basta: anche la Costellazione di Orione, così importante per gli egizi, torna anche a Castel del Monte. Infatti a mezzanotte del 26 dicembre la stella di Sirio è sull’asse nord-sud di Castel del Monte.
E il 26 dicembre non è un giorno qualunque: è il giorno in cui nacque (nel 1194) Federico II. L’Imperatore visse 56 anni: un numero (multiplo di otto) che emerge anche dalla somma delle facciate esterne del Castello: otto muri perimetrali e 6 facciate per ognuna delle otto torri ottagonali. 8+46= 56.
Ma, alla luce di tutto questo, a che doveva servire Castel del Monte?
Secondo alcuni doveva custodire il Sacro Graal che l’Imperatore aveva avuto dai Templari, secondo altri era un vero e proprio laboratorio alchemico dove cercare la formula per la vita eterna o, almeno, per riuscire a tramutare il vile metallo in oro. Ma si tratta solo di ipotesi: questo segreto Castel del Monte se lo tiene ancora ben stretto.
Federico II muore nel 1250: la somma di queste quattro cifre dà nuovamente otto. E poco prima di morire l’Imperatore chiese di indossare il saio dei frati cistercensi. Un ordine, quello dei cistercensi, che aveva costruito, nei decenni precedenti, tra le altre cose, la Cattedrale di Chartres.

Costruita dai monaci cistercensi, la Cattedrale di Notre Dame a Chartres è uno dei capolavori dell’architettura gotica. La Cattedrale è stata costruita a partire dal 1135 e terminata pochi anni prima che venisse posta la prima pietra di Castel del Monte (1240 circa)
Quindi il curioso allineamento tra Chartres, Castel del Monte e la piramide di Cheope è stato voluto da chi ha voluto erigere l’ultima di queste costruzioni. Cioè Federico II con Castel del Monte.
Ma questo vuol dire che, probabilmente l’Imperatore conosceva – grazie ai monaci cistercensi – i segreti che la grande cattedrale francese celava. Segreti che, ancora una volta, sembrano richiamare la geometria sacra ben conosciuta dagli architetti dell’Antico Egitto
E quei segreti – FORSE - erano stati fissati nella pietra, nel nord della Francia, alcuni secoli prima. Infatti, l’attuale cattedrale è stata eretta sul luogo dove in precedenza sorgeva un altro tempio, risalente, pare, all’800 d.C.
Ma prima di affrontare nel dettaglio le relazioni che legano Chartres alla Grande Piramide, cambiamo punto di osservazione e guardiamo la Francia del Nord dall’alto. Il nostro scetticismo di uomini del Duemila sta per scontrarsi contro una coincidenza apparentemente inspiegabile…
Se alcuni studiosi hanno cercato di vedere le cose dall’alto, altri hanno preferito concentrarsi sull’interno delle costruzioni, cogliendo alcune importanti analogie: ad esempio se a Castel del Monte – tra le altre cose – il numero 111 torna anche come perimetro in cubiti egizi del cortile interno, (per l’esattezza 111/11) lo stesso numero lo ritroviamo a Chartres sia pure in metri: la navata del tempio è lunga 74 metri (centimetro più, centimetro meno) mentre il coro, che la interrompe appunto dopo 74 metri, è lungo 37 metri. 74+37 dà, appunto 111.
Ovviamente il 111 può essere ottenuto in molti modi diversi (110 + 1; 100 + 11; 97 + 14…). Ma l’indizio che la presenza di 74 e 37 non è casuale è data dal fatto che 111: 3 dà 37 mentre 37 x 2 dà 74. Insomma, 37 e 74 sono, rispettivamente, un terzo e due terzi del numero sacro 111.
E’ poi interessante notare che sempre 37 metri è alta la volta della Cattedrale e 37 metri è profondo il cosiddetto pozzo dei “Santi Forti”, posto sotto la Cattedrale.

Ma perché uomini di tanto tempo fa dovevano diventare matti a riprodurre, sotto varie forme, alcune proporzioni fisse? Perché – a livello simbolico – riprodurre forme, misure e ritmi cosmici negli edifici sacri voleva dire cercare di riprodurre in Terra e in piccolo la grande armonia celeste. Insomma, dei piccoli MICROCOSMI che dovevano riprodurre e rappresentare il MACROCOSMO e, con esso, la perfezione di Dio.
Si e’ parlato di “forme”, “misure” e “ritmi” e abbiamo visto attraverso l’uso di figure geometriche precise e del ricorrere di numeri e proporzioni cari alla geometria sacra. Ma ci sono anche i “ritmi” dell’universo. Come venivano rappresentati questi “ritmi”?
Ad esempio, attraverso lo sfruttamento della luce del sole in giorni precisi dell’anno. La Piramide di Cheope ha alcuni condotti che secondo alcuni sono orientati in modo tale da far entrare all’interno raggi di sole in giorni particolari. Ugualmente, l’ombra proiettata dalla Piramide in occasione del solstizio d’inverno rispetterebbe precise proporzioni.
Ugualmente le torri di Castel del Monte proiettano ombre precise in certi giorni: in occasione di quello d’autunno, a mezzo giorno, la lunghezza delle ombre corrisponde alla lunghezza del cortile interno, poi l’ombra si allunga fino ad indicare la circonferenza delle mura che anticamente circondavano il castello stesso; senza contare che in occasione del solstizio d’estate, un raggio di sole attraversa la finestra sopra il portale principale per andare a “colpire” un rettangolo posto su una parete del cortile interno.

E a Chartres? Qui, i frati cistercensi non sono stati da meno. Due esempi: il primo è indicato da tutte le guide. Nella vetrata di Sant’Apollinare esiste un foro attraverso il quale il 21 giugno, a mezzogiorno, un raggio di sole va a colpire una mattonella metallizzata.
Ma ancora più significativo il fatto che la mandorla del rosone occidentale, rappresentante la Vergine, ad agosto sia attraversata da un raggio di sole che va a proiettarsi sulla rosa posta al centro del labirinto che è in questa cattedrale, come nelle altre cattedrali francesi chiamate a rappresentare la costellazione della Vergine.
Oggi il fenomeno si verifica verso il 20 del mese ma si è calcolato che in origine il tutto accadeva il 15 d’agosto, il giorno dedicato alla Madonna. L’attuale scarto è dovuto al progredire del moto processionale dal Medioevo ad oggi.
Secondo alcuni ricercatori questo labirinto richiama, una volta di più, all’Antico Egitto. Infatti, ricorrerebbero in questo labirinto le complesse proporzioni che l’egittologo Schwaller de Lubicz ha individuato nei più importanti templi egizi;

Ma se anche così non fosse, questo labirinto è interessante per il fatto che il numero delle pietre pavimentali che lo compongono è uguale al numero dei numeri della gestazione e il fatto di percorrerlo rappresenta un percorso iniziatico: dall’esterno fino al centro si cresce spiritualmente fino a “nascere” a nuova vita. Non a caso questo labirinto era chiamato anche «Percorso di Gerusalemme».
Le allegorie si sprecano e hanno spesso al centro la figura della Vergine cui non a caso la cattedrale è dedicata: Notre Dame.
Una antica cronaca riferisce che qui, in età precristiana, esisteva un tempio consacrato dai druidi celti ad una Vergine che lì avrebbe partorito. Sembra che in quel tempio fosse custodita una statua venerata dalle popolazioni celtiche. Una statua che ricordava la figura di Iside. Una figura di colore nero. E in Europa sono almeno 500 le raffigurazioni di “Madonne nere”. Due di quelle madonne nere sono a Chartres…
Il viaggio iniziato a Castel del Monte ci ha portato molto lontano, non solo geograficamente. Antichi culti e antiche proporzioni sembrano essersi diffuse, nell’arco di molti secoli in aree ed epoche molto differenti.
A chi, come “Voyager” si spinge fino ai confini della conoscenza, toccava evidenziare alcune “coincidenze” veramente singolari. Per spingersi oltre bisognerebbe avere conoscenze e punti di vista che sono andati perduti. A noi sono restate solo alcune tracce. E se c’è stato un il filo che le collegava, quel filo finora ci è stato negato…







L7
http://www.myspace.com/lilith71
http://www.myspace.com/the_darkened_room
9/21/2006 12:42 AM
 
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Certo che è impressionante...
Sarebbe bello andare un giorno! [SM=x1197246]
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