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UN PO’ DI STORIA sulla pirateria

Last Update: 1/6/2006 2:08 PM
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UN PO’ DI STORIA

Il mar mediterraneo, che vide sorgere e consolidarsi alcune fra le più antiche civiltà del mondo, potremmo dire che è ricco di storia.
Le sue acque però erano percorse anche da predoni del mare.
L’Egeo, un golfo orientale del mar Mediterraneo e culla della civiltà greca, era un luogo ideale per i pirati che si nascondevano tra le migliaia di isole e insenature dalle quali potevano avvistare e depredare navi di passaggio.
Gli abili mercanti fenici temevano i pirati greci che rubavano loro argento, stagno, rame e ambra.
Il porto di Delo, nell’Egeo, attirava sia le navi mercantili che dei pirati.
Questo porto faceva parte del grande Dominio romano e lì pirati vendevano schiavi rapiti e le merci rubate ai mercanti romani.
I PIRATI DEI CARAIBI
I pirati che avevano le loro basi in America e nelle Bahamas navigavano soprattutto in acque interne, non avevano bisogno di grandi vascelli. Sceglievano piuttosto corvette o sloop, dotate di parecchie vele triangolari che partivano dal bompresso.
Queste navi erano leggere e veloci potevano alzare anche una vela quadrata quando il vento era favorevole.
Tra i pirati dei Caraibi ricordiamo: Barbanera (Edward Zeach), Bart il Nero (Bartholoma Robert), Eduard Low.
I PREDONI DEL NORD
Quando nel IX secolo, veniva avvistata la vela di una nave vichinga, un brivido di terrore correva tra le genti dell’Europa settentrionale.
Era infatti il segnale che i temibili piati vichinghi sarebbero presto sbarcati portando morte e distruzione, depredando tutti i villaggi dell’entroterra. Nel XIV secolo Störtebeiker era un pirata del Baltico; il suo nome significava "un boccale in un sorso", infatti per entrare a far parte del suo equipaggio, l’aspirante pirata doveva bere un grande boccale di birra, in una sola sorsata.
I CORSARI
C’è differenza tra pirati e corsari: i corsari venivano autorizzati dai re, mediante lettere di corsa ad attaccare e saccheggiare le navi nemiche soprattutto mercantili, per ostacolare il commercio.
La lettera di corsa era una licenza di pirateria. Ricordiamo l’avventuriero corsaro inglese Francis Drake (nominato cavaliere della regina Elisabetta I d’Inghilterra che lo chiamava "il mio pirata") e l’avventuriero e corsaro francese Renè Duguay-Trouin.
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