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INTERVISTE

Last Update: 1/11/2010 6:54 PM
3/30/2008 12:01 AM
 
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figata XDDDD


(scusate il post inutile XD)


eleniel, topolino lo leggo ancora anch'io [SM=g27832] [SM=g27822] XD








Chiara Piotto (Sky Tg24)TELEGIORNALISTE FANS FORU...51 pt.10/13/2019 8:44 PM by Venal.90
Monza Vs Albinoleffeblog191234 pt.10/13/2019 10:59 PM by il monza 1912
Emanuela BottoIpercaforum33 pt.10/13/2019 9:00 PM by q0024
4/20/2008 12:03 PM
 
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Nuova intervista a Licia Troisi fatta da Sergio Paoli.

Vi invito a leggerla, perché è davvero interessantissima (Licia accenna anche al prossimo lavoro sul Mondo Emerso [SM=g27832]).
Non c'è niente da fare, Licia, ogni volta che leggo una tua intervista non posso far a meno di pensare quanto tu sia una persona davvero interessante, intelligente, ed in gamba. [SM=g27817]
Mi sono piaciute moltissimo le tue parole:
Quello che non c'è è quello che ci rifiutiamo di vedere.
La trovate QUI ma preferisco copiarla anche in questa discussione:


Ciao, Licia, e grazie per tua disponibilità.

Grazie a te per l'opportunità


Ti troviamo appena rientrata da Barcellona, se non sbaglio. Io la ho trovata una città fantastica. Tu? Cosa ti porti dietro? Ti è venuta voglia di scrivere qualcosa ambientato nella Sagrada Familia?

Mi è piaciuta tantissimo. Piena di colori, originale, fantasiosa...la cosa che mi ha colpita di più è stata Parc Güell, sembra di aggirarsi per le rovine di Atlantide.
Per ora il mio viaggio ha prodotto solo un centinaio di foto e un lungo post sul mio blog. In futuro chissà se porterà anche ad altro...


Perché hai scelto di scrivere principalmente testi fantasy, o comunque a sfondo magico? Cosa rappresenta questo genere (se di genere si può parlare) per te?

Non è una risposta facile da dare. Ho cercato una storia per molti anni senza riuscire a trovarne nessuna che sentissi così profondamente da spingermi alla scrivania per scriverla. E poi, una sera, è venuta fuori Nihal. Probabilmente il fantasy semplicemente mi appartiene in modo molto profondo, è l'ambientazione nella quale la mia creatività si esprime al meglio.
Da un punto di vista più razionale, posso dire certamente che del fantasy mi piace l'ambientazione non tecnologica, che mi permette di mettere in evidenza l'elemento naturale, che sento mancare molto nella mia vita, o il concetto di duello all'arma bianca inteso come scontro tra due differenti visioni della vita.


Ti ricordi qual è la prima cosa, che ritieni significativa, in assoluto che hai scritto? A chi la hai fatta leggere? E ricordi cosa ti hanno detto?

Si tratta delle favolette che scrivevo a sette anni. I miei le hanno anche raccolte in un librino che sta nella loro libreria. Non ricordo esattamente cosa mi dissero al riguardo i miei, che erano i miei unici lettori, ma il fatto che abbiano voluto conservarle e addirittura rilegate è significativo


E la prima cosa in assoluto che ti ricordi di aver letto? Ricordi qualche brano o titolo in particolare? Ricordi se qualcuno ti dava consigli di lettura?

Era un libro che raccontava il film di Alice nel Paese delle Meraviglie di Walt Disney. Era il Natale del 1986, avevo da poco iniziato la scuola. Faticavo a leggere, e tenevo il segno col dito, ma era assolutamente determinata ad arrivare fino all'ultima pagina, per cui mi sforzavo di andare avanti anche se trovavo un po' di difficoltà.
Negli anni successivi, ho più che altro attinto alla libreria dei miei, che è piuttosto vasta


Tu sei laureata in fisica, o meglio, astrofisica, e questo è anche il tuo lavoro. Che rapporto c’è tra lavorare nel campo dell’astrofisica e scrivere?

Le due cose hanno qualche insospettabile punto di contatto. La scienza vive anche di creatività, anche se di quel tipo particolare che chiamiamo intuizione, e la scrittura ha bisogno di disciplina, o meglio, io ho bisogno di disciplinare la mia creatività.
Per il resto, sono due strade parallele nella mia vita, due interessi che ho più o meno sempre avuto e credo continuerò sempre ad avere.


Chi sono e cosa rappresentano Dubhe e Nihal, per te?

Nihal è il personaggio che mi ha permesso di fare della scrittura il mio lavoro, mi ha cambiato la vita. Per questo la amo e la odio al tempo stesso; per me è anche una figura un po' ingombrante, il mio primo personaggio, per altro molto amato dai lettori...
Dubhe è una figlia più amata, alla quale tendo a perdonare un po' tutto, e che ho raccontato con grandissimo piacere.
Entrambe, poi, sono ovviamente miei alter ego, almeno in parte; Nihal è la mia adolescenza, Dubhe il periodo di mezzo dopo la mia laurea


Nei tuoi personaggi c’è qualcosa della tua visione del presente del nostro paese, o del mondo in generale?

Indubbiamente. Il tema del diverso e del razzismo, la problematica del fanatismo, il rifiuto della guerra, sono tutte cose che ho cercato di infondere nei miei libri, in parte in modo inconscio (la scrittura è una cosa piuttosto intima, e quindi rispecchia molto il sentire dell'autore), in parte volontariamente


Cosa hai amato e ami nei lavori di Jonathan Stroud?

L'ironia, la capacità di rappresentare in modo assolutamente impietoso, ma al tempo stessostroud divertente e appassionante, gli aspetti più meschini e imbarazzanti della nostra società, la scrittura, semplice ma capace di coinvolgere profondamente


Ho letto in una tua intervista “Il fantasy….propone grandi temi cui l’uomo è sensibile da sempre”. A cosa ti riferivi?

Al fatto che tendenzialmente il fantasy tratta di tematiche "alte": la lotta tra bene e male, per dirne una scontata, ma anche problematiche esistenziali. Spesso propone la visione di un'umanità spinta da bisogni più alti, da grandi ideali che stentiamo invece a ritrovare nella realtà che ci circonda. È una specie di invito ad essere migliori di noi stessi, a recuperare anche la dimensione più pensosa e profonda della nostra esistenza


Al di là del genere fantasy, che scrittori ami e cosa leggi?

Leggo di tutto, a parte forse la saggistica e la poesia, che frequento poco. Mi piacciono i noir italiani e in genere preferisco la nostra letteratura nazionale, forse anche perché di recente mi è capitato di non essere del tutto soddisfatta di certe traduzioni. Se posso, ogni tanto leggo anche in lingua originale. Mi piacciono molto Camilleri, Ammaniti, Marquez. Il mio libro preferito è Il Nome della Rosa, letto dieci volte.


Quale è stata la tua fiaba preferita?

Sinceramente non ne avevo una del cuore. Però ricordo che sull'antologia delle medie avevo una versione de I Sei Cigni dei Grimm che mi piaceva tantissimo


Come si fa a non scrivere cose pallose?

Domanda da un milione di dollari. Credo occorra essere un po' schizofrenici, e non perdere mai il punto di vista del lettore mentre si scrive. Io personalmente mi affido anche al mio lettore di fiducia, il marito, che uso a mo' di cavia; gli faccio leggere quel che scrivo e poi lo interrogo cercando di capire se ho ottenuto gli effetti che desideravo


Ti cito una cosa di Sandro Veronesi: “La ragione per cui scrivo la conosco.
Scrivo perché mi è necessario, è una cosa mia, una funzione ormai obbligatoria del mio cervello e del mio corpo, come dormire, come sognare. La ragione per cui scrivo quello che scrivo, invece, di volta in volta mi è ignota: ma arrivare ad affermare questo, per me, è stata una conquista.” Cosa ne pensi?


Che sono sostanzialmente d'accordo. La scrittura deve sempre essere un bisogno, o cessa di avere senso. Ma in effetti spesso è difficile ricostruire perché si finisce a parlare di determinati argomenti e tematiche. Ci si riesce solo a lavoro finito, quando, guardando l'opera nel complesso, si capisce di essersi liberati di determinate ossessioni. Credo abbia a che fare con la funzione terapeutica della scrittura.


Che rapporto mantieni con i tuoi lettori?

Molto buono, mi sembra. Ci sentiamo sul blog e sul forum del mio sito, ci vediamo spesso nelle numerose presentazioni che faccio in giro per l'Italia. Mi piace confrontarmi con loro, guardarli in faccia e sentire direttamente da loro un giudizio su quel che scrivo
licia2


Su cosa stai lavorando o hai appena finito di lavorare?

Sono al lavoro su una nuova storia ambientata nel Mondo Emerso. Sono al settimo capitolo, ancora all'inizio, per cui non mi azzardo a dare ulteriori particolari. Le prime stesure dei miei libri spesso sono molto diverse dalle versioni definitive


Perdona se snocciolo qualche dato: in Italia si stampano circa 53.000 titoli l'anno, più di 100 al giorno quindi; il 60% sono prime edizioni; il resto ristampe o riedizioni; sono considerati forti lettori coloro che leggono 1 libro al mese ; ci sono 4.000 editori: solo 1.000 sarebbero reperibili nel normale circuito librario: poche decine sono quelli che vediamo in prima fila; in un anno si stampano 300 milioni di copie e se ne vendono 150 milioni. Perché allora uno dovrebbe desiderare di fare lo scrittore?

Altra domanda da un milione di dollari. Personalmente, non ho mai davvero pensato di fare la scrittrice. Tornando a Veronesi, ho scritto perché ne avevo bisogno, ho spedito il manoscritto alla Mondadori come atto di rispetto nei confronti di un lavoro su cui avevo speso molte energie, e che mi aveva profondamente coinvolta.
Adesso, faccio questo lavoro perché ne ho ancora bisogno, perché ho scoperto che scrivere condividendo le proprie storie ha dei risvolti piacevoli che la scrittura solitaria non offre. Ma se un domani dovessi smettere di vendere, e non trovassi più editori, continuerei a scrivere ugualmente. È una cosa che fa parte del mio modo di essere


Tu, perché desideri continuare a fare lo scrittrice?

Per i risvolti piacevoli di cui sopra. Essere letti vuol dire condividere la propria esperienza di vita, comunicare con persone sconosciute ad un livello molto profondo, e questo mi piace. Dà un nuovo senso a questo mio vizio solitario delltutta la vitaa scrittura.


Ti piacerebbe fare qualche esperienza di scrittura nel mondo del cinema? Quale film ti ha colpito recentemente?

Perché no? Sarebbe un'esperienza totalmente nuova. La scrittura per il cinema è molto diversa da quella letteraria.
Di recente mi è piaciuto molto Tutta la vita Davanti di Virzì, un regista che amo molto. Un film che non parla semplicemente di precariato, ma che punta il dito in modo netto ed efficace contro un intero sistema sociale e produttivo che non fa altro che generare automi, che ci sta privando della nostra anima. Un film veramente necessario.


Che musica ascolti? So che ti piacciono i Muse…

Sì, li adoro, costituiscono un buon 60% di ciò che sento. Per il resto, rock (Nirvana, Placebo, System of a Down, Green Day), cantautori italiani (De André, Gaber, Gazzé, Cristicchi) e classica (Bach sopra tutti)


Secondo Miles Davis, “non bisogna suonare quello che c’è, ma quello che non c’è”. Come fa uno scrittore a scrivere “quello che non c’è”?

Pensando forse a quello che dovrebbe esserci. O meglio ancora scavando in quello che c'è, cercando di portarne alla luce l'essenza. Quello che non c'è è quello che ci rifiutiamo di vedere.


Oggi hai dei sogni? Quali?

Non amo molto i cambiamenti, o forse sono influenzata dal fatto che da poco è stato il mio primo anniversario di nozze, ma vorrei che tutto restasse così: poter continuare a fare il lavoro che amo, vivere con la persona che ho scelto, e magari avere dei figli da qui a un paio di anni



giovedì, 17 aprile 2008







[SM=g27823]



4/20/2008 1:06 PM
 
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Dimenticavo QUESTA intervista. Ho preferito postarla in un nuovo messaggio (nel messaggio sopra ne trovate un'altra, interessantissima, proprio di questi giorni!)



1) Domanda di rito: chi è Licia Troisi per chi non la conoscesse?
Una ragazza di ventisette anni che si barcamena tra scrittura e astrofisica


2) Leggendo la tua biografia apprendiamo che scrivi praticamente da bambina in che modo hai iniziato a scrivere, il momento esatto in cui ti sei detta: voglio scrivere questa storia? Il primissimo input…
Risale a così tanto tempo fa che non ricordo esattamente come avvenne. Ho iniziato a sette anni, praticamente quando ho imparato a leggere. Credo mi venisse naturale, era una specie di prosecuzione dei miei giochi.


3) Come nascono i tuoi romanzi? Tutto inizia da un flash, un dettaglio oppure parti con tutto uno studio di quello che vuoi scrivere?
In genere mi viene in mente un personaggio, poi per qualche giorno lascio la mente libera di vagare intorno all'idea. Quando ho abbastanza materiale, mi siedo e inizio a ragionare sistematicamente su trama, ambientazione e personaggi


4)Cosa ti ha ispirato e spinta a scrivere fantasy?
La principale fonte d'ispirazione per le Cronache è stato Berserk; volevo scrivere qualcosa che avesse quelle atmosfere, e quella straordinaria capacità di raccontare i tormenti dei personaggi.
La principale fonte d'ispirazione per le Cronache è stato Berserk; volevo scrivere qualcosa che avesse quelle atmosfere, e quella straordinaria capacità di raccontare i tormenti dei personaggi.


Come mai secondo te il mondo del fantasy è dominato dal genere maschile? E perché hai deciso di rompere gli schemi presentandoci come protagonista della saga del Mondo Emerso una donna?
Beh, forse ha a che fare con l'ambientazione pseudo-medievale; l'età di mezzo non era un'epoca in cui il femminismo andava per la maggiore :P. In ogni caso, la mia è stata una scelta piuttosto naturale: sono una ragazza, e calarmi nei panni di una donna come me era più facile e probabilmente anche più divertente


5) Cosa consiglieresti a chi vuole fare lo scrittore oggi in Italia?
Leggere tantissimo. Vedo in giro un sacco di gente convinta che la scrittura sia una cosa svincolata dalla lettura; beh, non è così. In secondo luogo, consiglio di confrontarsi col "pubblico"; se si vuole pubblicare occorre far leggere quello che si scrive, a parenti e amici se non si ha altro, possibilmente a persone sulla cui obiettività si può contare.


6) Qual è la giornata tipo di Licia Troisi quando lavora ad un nuovo romanzo?
In genere lavoro come astrofisico dalle 9.00 alle 18.00. Fino alle 21.00 il tempo se ne va tra la preparazione della cena e un po' di ozio sul divano. Poi, dalle 21.00 fino circa alle 24.00 scrivo.


7) Ti sei laureata in astrofisica…i tuoi studi ti hanno aiutata o ti aiutano nella scrittura?
Non particolarmente. La scrittura e l'astrofisica sono per me due passioni che corrono parallele; sono entrambe importanti nella mia vita, hanno qualche labile punto di contatto, ma sono sostanzialmente due aspetti separati della mia vita. Ad esempio, anche nella scienza occorre far uso di una forma di creatività, l'intuito che ti permette di trovare collegamenti tra i dati e inferirne la legge fisica sottostante, e nella scrittura mi è sempre stato utile un approccio molto metodico (farmi schemi, scrivere un tot di pagine a sera) che probabilmente ho mutuato dall'astrofisica.


8)Come mai con una tal passione per il fantasy ha deciso di laurearsi in fisica astronomica?
Era la materia che mi affascinava di più negli anni delle superiori, e l'unica che volessi davvero studiare all'università. Per altro, non mi sono pentita della scelta, la scienza mi piace.


9) Oltre Lovely Sarah quali altri cartoni animati vedevi da bambina?
Lady Oscar mi ha segnata. Bellissimo. Mi meraviglio sempre che nessuno abbia notato che il rapporto Nihal/Sennar è molto simile a quello André/Oscar. Poi ero appassionata di Creamy e le altre maghette (mi piaceva parecchio anche Magica Emy) e per un lungo periodo sono stata appassionata di Mila e Shiro. Non disdegnavo neppure Holly e Benji.


10) Ti piacciono i telefilm? Se si quali?
Sono assolutamente dipendente da Lost. Lo adoro. Mi piace anche House, e mi faceva impazzire Carnivale, anche se non sono ancora riuscita a finire di vedere la prima stagione.


11) C'è una domanda che non ti hanno mai fatto e che ti piacerebbe molto ricevere?
Uhm...no, me ne hanno fatte spesso di simpatiche e interessanti, mi sento soddisfatta :)


12) Come sei arrivata a pubblicare con Verdenero delle Edizioni Ambiente?
Sono stata contattata da loro. Avevano in mente di estendere il loro target anche ad un pubblico più giovane, e tentare con un genere che non fosse necessariamente il noir. La cosa mi ha interessata fin da subito, per altro la collana la conoscevo già, per cui ho accettato.


13) In una precedente intervista ha affermato che dopo aver inviato alla Mondadori il primo manoscritto delle Cronache del mondo emerso ha aspettato 7/8 mesi prima di avere una risposta. Cosa ha fatto mentre aspettava la conferma da parte della casa editrice?
Ho aspettato meno. Il manoscritto lo spedii a marzo e la Mondadori mi rispose a luglio. Per me fu comunque un'enormità, avevo perso decisamente le speranze. Mi misi a scrivere dell'altro, in particolare una storia del Tiranno che forse riuscirà a vedere la luce della pubblicazione in un futuro non troppo lontano. Poi provai a spedire il manoscritto anche ad una piccola casa editrice che aveva indetto un concorso, ma non mi hanno mai più fatto sapere niente.


14) Oltre ai fumetti di cui vediamo sul tuo blog una ben precisa selezione, quali altre letture ti piacciono solitamente? Ce ne sono alcune che ti hanno particolarmente stimolata e ispirata per i tuoi romanzi?
Leggo di tutto, anche se apprezzo molto il noir italiano. Inizio a diventare sensibile alla traduzione, per questo preferisco o leggere in lingua originale (ma purtroppo non vado oltre il francese e l'inglese) oppure preferisco scrittori italiani. Di recente mi hanno colpita molto i libri di Altieri, nello specifico la trilogia di Magdeburg; l'ambientazione è davvero molto bella. In verità però non c'è nulla di specifico che mi abbia davvero ispirata. In fin dei conti nei miei libri vanno a confluire tutte le cose che ho visto, letto e ascoltato e mi sono piaciute.


15) Oltre al tuo lavoro di scrittrice collabori con l'agenzia Spaziale italiana…di cosa ti occupi esattamente?
Lavoro al satellite Gaia, che verrà lanciato nel 2011 e studierà le stelle della nostra galassia. Il suo obiettivo è misurare una serie di parametri di circa un miliardo di stelle della nostra galassia (che in tutto ne contiene cento miliardi).


16) Viaggi molto (beata te!) e prossimi tuoi viaggi saranno Russia e Giappone cosa pensi di trovare e di ricevere da questi due posti totalmente differenti?
Perché il Giappone?

In verità almeno il Giappone è in forse. Spero di entrare in contatto con culture diverse, di riempirmi gli occhi di nuovi panorami, e di capire un pochino di più la gente e il mondo.
Il Giappone mi affascina per la mia passione per i manga, e perché credo che sia uno dei posti in assoluto più "altri" dove si possa andare.


17) A giugno il tuo libro uscirà anche in Francia oltre i complimenti doverosi come sei arrivata a questa pubblicazione fuori dall'Italia?
Se ne occupa la Mondadori, che ogni anno, nelle fiere internazionali di libri, cerca di vendere i diritti di quel che scrivo ad altri paesi. Ovviamente dipende molto anche dagli andamenti delle vendite qua in Italia. In sintesi, se arrivo oltre frontiera è merito dei lettori.


18) Parlaci di questo nuovo romanzo. Ci sono legami con il mondo emerso? Oppure a parte il genere si discosta totalmente?
Se parliamo de La Ragazza Drago, è qualcosa di nuovo. Più che fantasy lo definirei fantastico. È ambientato ai Castelli Romani, una zona collinare a sud di Roma che conosco abbastanza bene, e ha per protagonista una ragazza di tredici anni, Sofia, che scopre di possedere delle capacità piuttosto peculiari...Per i miei standard è un esperimento, spero che piaccia. Io di sicuro mi sono divertita molto a scriverlo.



giovedì 10 aprile 2008




5/2/2008 4:31 PM
 
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Emh, continuo a chiedermi se questa discussione la legga effettivamente qualcuno, ma vabbè... [SM=g1352387]


Comunque, per chi si fosse perso l'intervista di Licia sul Repubblica del 26 Aprile (interessantissima! [SM=g27811] [SM=g27832]), è stata pubblicata da Lipperatura, e potete leggerla qui:

Lipperatura - intervista Troisi


con tanto di introduzione iniziale [SM=g27811]


Ad ogni modo, vi copio l'intervista anche qui sotto:


Quando si parla di fantasy è obbligatorio citare Tolkien, ma le sue storie evocano più un cartone o una schermata di videogioco…
Sì, non ne faccio un mistero. Per me più di tutti ha contato Berserk del giapponese Miura, un eroe di tradizione nordica che in battaglia è dominato dalla follia. Ne possiedo l´intera collezione

Com´è accaduto che da un´astrofisica sia nata un´autrice di fantasy?
Sono due carriere parallele: di giorno studio le stelle e di sera scrivo le mie avventure. È vero che la scienza è il regno della razionalità e il fantasy celebra l´irrazionale, ma la scoperta delle leggi fisiche richiede sempre intuizione e creatività. Così come la scrittura ha bisogno di un´impalcatura razionale. La differenza sostanziale forse sta in altro

In che cosa?
Lo scrittore di fantasy è un imbroglione, prende in giro il lettore. Ti avvince, inventa mondi lontani e paralleli, scenari apocalittici sideralmente distanti dal quotidiano, ma in fondo parla di te, dei tuoi problemi. E anche di se stesso

Diceva Kafka che la realtà non può essere guardata in faccia, ha bisogno d´un velo che la copra. Quel velo dunque è il fantastico?
Bisogna andare in fondo alla realtà, magari stravolgerla, per capire meglio alcuni aspetti. Il fantasy è in sostanza un inganno: racconta un mondo parallelo al nostro, ma i protagonisti esprimono desideri, bisogni, ansie che ci appartengono

È questo che lo fa amare dagli adolescenti, piccoli e grandi?
Credo che sia un genere archetipico, nel senso che restituisce sentimenti elementari, però trasposti in una cornice fantastica. Quando scrivo le mie storie, cerco di travasarvi il mio vissuto, l´inquietudine dell´adolescenza. È questo l´elemento in cui i lettori più si riconoscono. I personaggi faticano sempre a trovare la propria strada, così come succede nella vita reale

In fondo è un genere consolatorio. Se il fantastico introduce inquietanti crepe nel reale, il fantasy finisce per essere fuga e riparo da un quotidiano minacciato da mille paure. Anche in questa nuova serie di La Ragazza Drago alla fine trionfa il Bene.
Ma l´equilibrio al quale approdano i miei personaggi è sempre instabile. Sofia, la protagonista, vince l´insicurezza mettendo in gioco i propri poteri speciali, ma la scoperta di questo talento magico le infonde una sorta di malinconia. La solitudine di coloro i quali si sentono diversi

La solitudine dei numeri primi, per citare il recente romanzo di Paolo Giordano. È una coincidenza che entrambi, lei e Giordano, siate fisici e romanzieri?
Quel libro è davvero bello. Tutti siamo stati numeri primi nella vita: è una cifra caratteristica dell´adolescenza, prima o poi lì si ritorna. Giordano ha la mia età e anche lui fa il fisico, studia le cause prime della realtà. Ci accomuna l´investigazione sui meccanismi dell´universo, ma temo che le affinità finiscano qui

Lei si sente un po´ Sofia, diversa e solitaria?
Sì, a lungo mi sono sentita come lei. In lei ho raccontato la mia paura di volare, che è poi paura di vivere. L´ho superata di recente, ma è come se ancora facessi i conti con un costante senso d´incapacità o di inadeguatezza. Ero così all´università, un po´ lo sono tuttora: tendo a considerarmi peggio di come sono

Non sarà un vezzo?
No, è una necessità e alla fine diventa una forza

Anche i suoi personaggi al principio sono perdenti: Sofia un´orfanella abbandonata, Mattia un ragazzino pingue e goffo. Poi però...
È la rivincita degli ultimi, se vogliamo chiamarla così. Da ragazza fondai con un paio di amiche la “compagnia degli sfigati”. Ero considerata secchiona e un po´ bruttina e ne soffrivo parecchio

Ora è scrittrice di successo. Una fiaba la sua stessa vita?
Vivo con molto distacco tutto questo. Ora è così, domani potrebbe non esserlo. Mi chiedo cosa piaccia delle mie storie e - al di là dell´identificazione - credo che il fantasy finisca per funzionare come antidoto a una realtà spesso meschina e priva d´una dimensione epica. Forse i ragazzi hanno bisogno di valori e ideali assoluti, il fantasy glieli propone

La sua Ragazza Drago ha molti elementi in comune con la saga della Rowling: i bambini eletti, l´infanzia difficile dei protagonisti, il collegio, il maligno incarnato in Nidhoggr che è l´equivalente di Voldemort…
Sì, ho letto Harry Potter e come tanti ne sono rimasta sedotta. Quanto alle affinità, in realtà sono ingredienti comuni a tanta parte della letteratura per ragazzi

Le sue eroine sono spesso femmine, in un genere prettamente maschile.
Mi viene più naturale dar voce alle ragazze. Poi non ne potevo più di eroi villosi sul genere Conan il Barbaro, le fanciulline avvinghiate all´irsuto polpaccio dell´eroe

Qual era il suo libro preferito, da bambina?
Piccole donne, ma non mi sono mai arresa al matrimonio tra Jo e il professor Bhaer. Speravo si sposasse con Laurie



sabato 26 aprile 2008






5/29/2008 1:36 PM
 
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Re:
§Erika§, 02/05/2008 16.31:

Emh, continuo a chiedermi se questa discussione la legga effettivamente qualcuno, ma vabbè...



non dubitarne [SM=g27822]


____________________________________________________________________________________
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

It's a town full of losers, and I'm pulling outta here to win
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Re:
§Erika§, 30/12/2004 19.52:

In questa sezione man mano inseriremo tutte le interviste fatte a Licia Troisi.
Quella che vi riporto di seguito le è stata fatta in occasione della pubblicazione del primo volume, "Nihal della Terra del Vento".

Licia, cosa possiamo dire della trama per incuriosire i lettori e spingerli all'acquisto del libro?
La protagonista è una ragazza che sogna di fare il guerriero. Nella vita però le cose non vanno mai come dovrebbero, e il caso e il destino si mettono in mezzo imponendole nuove scelte. C'è un malvagio da abbattere, ovviamente, ma la nostra protagonista non dovrà lottare solo contro di lui, bensì contro se stessa e i propri fantasmi.
Il Mondo Emerso è un continente delle dimesioni più o meno dell'Europa, appartente alla nostra Terra. Diciamo che è una Terra alternativa e potrebbe far parte di una delle teorie circa gli universi paralleli, ma nel libro tutto è circondato da mistero e lasciato alla fantasia del lettore. Su questa terra si muovono diverse culture, sostanzialmente uomini, gnomi, ninfe, folletti e mezzielfi. Tutti, diciamo, reinterpetati.

Molti si chiederanno come sei arrivata alla Mondadori?
Per quel che riguarda la pubblicazione del libro, so che la storia sembra inverosimile, ma le cose sono andate così: dopo aver finito di scrivere, ho mandato il manoscritto alla Mondadori, accompagnato da una lettera che diceva qualcosa del tipo: "Questo è il mio libro, mi piacerebbe se lo leggeste". Non che avessi molte speranze; quando ho inviato il manoscritto, l'ho fatto tanto per provare. E invece dopo sei o sette mesi mi ha telefonato Sandrone Dazieri (il direttore delle collane da edicola Mondadori NdR) dicendomi che il libro lo interessava. A me tutta questa storia pare ancora oggi un miracolo.
Sei già al lavoro con il seguito del primo volume, vero?
Il secondo libro, che è quello che sto revisionando adesso, procede spedito. Sto imparando un sacco di cose sul mestiere dello scrittore. In effetti finora sono andata avanti decisamente da principiante, scrivendo di getto e revisionando poco. Mi accorgo adesso che invece quella è solo la prima fase, che dopo occorre riguardare il tutto e lavorare di lima finché il risultato non soddisfa. Per anticipare la tua domanda, posso dirti che l'intera trilogia sarà pubblicata entro dicembre di quest'anno.
C'è qualche scrittore a cui senti di dovere qualcosa?
Circa gli scrittori cui mi sento debitrice, non so... In verità non trovo in quel che ho scritto delle fonti precise. Forse l'unica cosa che è un po' più presente nel mio libro è Berserk, il mio fumetto preferito, un manga fantasy. Per il resto, c'è un po' tutto quello che ho letto, e anche ascoltato (mi ispiro anche alle canzoni...) in tutta la mia vita.

Una cortesia: vi pregherei di non intasare questa discussione con messaggi che non siano necessari o che riportino qualche intervista. [SM=g27817]

[Modificato da §Erika§ 30/12/2004 21.59]

[Modificato da §Erika§ 30/12/2004 21.59]





scusa se non centra niente, mi potresti dire come si mette la foto qui nel forum ??
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