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IL PARADISO

Last Update: 8/23/2005 12:27 AM
6/28/2005 3:21 PM
 
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IL PARADISO

di Mons. Riccardo Ferrari

INTRODUZIONE

Prima di parlare di un premio eterno che ci attende e' necessario essere convinti che dopo la vita presente, ci attende una vita eterna oltre la morte.
L'esistenza di una vita che continua, dopo la vita terrena, e' reclamata dalle esigenze universali di vita che lasciano presagire l'esistenza di un futuro ultraterreno.
La stessa nostra ragione ne vede il fondamento nella spiritualita' dell'anima, nella giustizia divina non realizzata durante la vita terrena, e nel non appagato desiderio di felicita', presente in ogni persona.
La garanzia di una vita dopo e oltre la morte, immediatamente accessibile a tutti, e' costituita dalla autorita' della parola di Dio, fatta carne in Gesu' Cristo.
La parola di Dio ci assicura che Gesu' e' risorto da morte; Gesu' vive tuttora, nella pienezza della gloria, e, quindi, la vita oltre la morte e' una splendida realta'; e come la morte di Gesu' non e' stata la fine ma l'inizio di tutto, altrettanto sara' per noi uomini dopo la morte. Alla radice della speranza cristiana, nella vita eterna che ci attende, sta Gesu' Cristo risorto.
La rivelazione afferma due verita' importanti: subito dopo la morte il cristiano, che muore in grazia di Dio, vivra' con Dio assieme a Gesu' e, alla fine del mondo, ci sara' la risurrezione dei morti, come professiamo nel Credo dicendo: "Credo nella risurrezione della carne".
La vita eterna passa per una duplice fase: quella che inizia dopo la morte di ogni persona, e consiste nel fatto che ogni anima, separata dal proprio corpo, vive con Gesu' Cristo risorto e gode della visione di Dio "faccia a faccia", e quella che inizia con la risurrezione del corpo.
La Chiesa Cattolica afferma la sopravvivenza e la sussistenza, dopo la morte fisica, di un elemento spirituale, il quale e' dotato di coscienza e volonta', in modo tale che l'"io umano" sussiste pur mancando nel frattempo del completamento del suo corpo.
Per designare un tale elemento la Chiesa adopera la parola "anima", consacrata dall'uso della Sacra Scrittura e della Tradizione.
Inoltre la Chiesa, conformemente alla Sacra Scrittura, attende "la manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesu' Cristo", che essa considera come distinta e differita rispetto alla situazione che e' propria degli uomini dopo la morte.
E' doveroso rilevare che l'immortalita' e la sussistenza dell'anima, quali sono affermate dalla Chiesa, vanno intese secondo l'insegnamento di S. Tommaso d'Aquino, il quale insegna che l'uomo e' un essere "unico", il corpo fa parte dell'essenza dell'uomo, e l'anima, anche nello stato di separazione, conserva una relazione trascendentale con il proprio corpo e, naturalmente, aspira ad unirsi ad esso.
Percio' bisogna parlare "dell'immortalita' dell'anima" e della "Risurrezione dei morti": si tratta di due verita' che si completano a vicenda, in quanto l'immortalita' dell'anima e la sua sussistenza rendono possibile l'essere con Cristo subito dopo la morte, e la risurrezione dei morti rende possibile la consumazione della storia umana nell'eternita' di Dio "alla fine dei tempi".
Tutti sappiamo che Dio ci ha creati per conoscerlo con l'intelligenzam per amarlo con il cuore, per fare la sua santa volonta' su questa terra, e poi goderlo per tutta l'eternita' in Paradiso.
Il nome Paradiso significa "luogo di delizie";
nel linguaggio cristiano il termine Paradiso ha assunto il significato di sede beata, ove si gode la visione beatifica di Dio e, in lui, di ogni altro bene senza alcun male.
Nel vangelo il Signore Gesu', nostro redentore, allude o parla spesso del "Paradiso", usando diversi appellativi:
Regno di Dio:"Voi cercate il regno di Dio e fate la sua volonta'" (Mt 6,33)
Regno dei cieli:"...entrera' nel regno dei cieli, chi fa la volonta' del padre mio che e' nei cieli" (Mt 7,21)
Cielo:"Padre nostro che sei nei cieli" (Mt 6,9)
Vita eterna:"...i giusti andranno nella vita eterna" (Mt 25,46)
Casa del Padre:"Nella casa del Padre mio c'e' molto posto" (Gv 14,2)
Paradiso:"Ti assicuro che oggi sarai con me in Paradiso" (Lc 23,43)


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Cinuzza, ma lo sai che da almeno 30/40 anni a questa parte i novissimi non erano più accennati nella predicazione?[SM=g27833]
I "novissimi", parola latina che significa "le ultimissime realtà" e cioè morte[SM=g27819] , giudizio[SM=g27820] , inferno[SM=g27812] e paradiso.[SM=g27811]
Ed ora tu che fai controdentenza? Niente niente lo fai perché sei un angelo e vuoi indicarci che il paradiso (altro nome di Reggia celeste, cielo, reame dei cieli, dimora del Padre, gloria, vita eterna, banchetto del Re....) è molto meglio che la pizzosa terra paradisiaca?[SM=g27838]
----------------------
est modus in rebus
6/29/2005 11:38 AM
 
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ESISTENZA DEL PARADISO

La Sacra Scrittura dell'Antico e Nuovo testamento, parla continuamente, per ben 400 volte, del Paradiso.

Nel libro della Sapienza e' scritto: "Le anime dei giusti sono al sicuro nelle mani di Dio, nessun tormento le colpira'" (Sap 3,1)

Nel secondo libro dei Maccabei si legge: "...era sicuro che a quanti fanno una morte santa e' destinata una ricompensa magnifica" (2 Mac 12,45)

Nel Nuovo Testamento Gesu' ne parla con il linguaggio della piu' completa certezza, adoperando le piu' svariate espressioni: Regno di Dio - Regno della pace, della luce, della purezza, della gioia, della vita, dell'amore.
Ne ha parlato chiaramente al malfattore pentito: "Oggi sarai con me in Paradiso" (Lc 23,43); e a quelli che avranno esercitato le opere di misericordia verso il prossimo, dira': "Venite voi che siete i benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che e' stato preparato per voi dalla creazione del mondo (Mt 25,34)
"Rallegratevi perche' i vostri nomi sono scritti in cielo" (Lc 10,20). "Siate lieti e contenti, perche' Dio vi ha preparato in cielo una grande ricompensa" (Mt 5,12)...i giusti andranno nella vita eterna" (Mt 25,46)

S. Paolo apostolo, scriveva ai cristiani di Corinto: "La nostra attuale sofferenza e' poca cosa e ci prepara una vita gloriosa che non ha l'uguale. Sappiamo di avere in cielo un'altra abitazione costruita da Dio, che dura per sempre" (2Cor 4,17-5,1). "Abbiamo fiducia, e preferiamo lasciare questa vita pur di essere vicini al Signore" (2Cor 5,8).
"Fratelli, la nostra patria e' nei cieli e di la' aspettiamo come salvatore il Signore Gesu'" (Fil 3,20).

Alla testimonianza sulla esistenza del "Paradiso", dataci dalla stessa Parola di Dio, possiamo aggiungere quella della universale convinzione di tutta l'umanita'.
Parecchi scienziati, che hanno incontrato molti popoli viventi sulla faccia della terra, affermano: "E' piu' facile trovare popoli che non abbiano ne' citta', ne' case, ne' scuole, ne' leggi, ne' scrittura, che non trovarne uno senza il suo Paradiso".

Non c'e' popolo al mondo, per antico e selvaggio che sia, il quale in un modo o nell'altro, con inni o codici sacri, con eroi o sapienti, con riti o pompe funebri, non attesti l'esistenza di una vita futura e migliore.
Anche questa credenza cosi' universale e ininterrotta, non puo' ingannare perche' o direttamente o indirettamente si ricollega alla rivelazione e diventa parola di Dio.

Anche la nostra ragione esige l'esistenza di una vita futura migliore.

Come la nostra intelligenza ha la reale possibilita' di dimostrare da sola e con certezza l'esistenza di Dio sapiente, buono e giusto, e' in grado anche di dimostare che dopo la vita terrena, ci deve essere un'altra vita in cui sara' soddisfatto in pieno il desiderio innato di perfezione, di felicita' e di immortalita'; desiderio che Dio ha posto in tutta l'umanita' e che puo' essere pienamente appagato solo da una vita migliore che prolunga la vita presente nell'eternita'.

L'esistenza del Paradiso, oltre ad essere una verita' insegnata dalla Sacra Scrittura, e confermata dalla convinzione di tutti i popoli, e' anche dimostrata dall nostra intelligenza e attestata da fatti storici degni di fede.

S. Agostino racconta di un giovane, che dopo morte, apparve a parecchie persone e il popolo fu confermato nell'idea che si aveva della sua santita', e quindi, di una vita migliore. (1)

S. Ambrogio ricorda che S. Agnese vergine romana, ai suoi genitori che piangevano sconsolati sulla sua tomba, presentandosi raggiante di celesti fulgori, assieme a parecchie altre sante vergini non meno splendenti, li consolo' dicendo loro: "Miei cari, non affliggetevi come se fossi morta; sappiate che io godo in Paradiso una vita nuova, in compagnia di queste vergini, presso Gesu' che con tutto il cuore ho amato sulla terra" (2)

S. Tommaso d'Aquino ricorda l'apparizione di sua sorella, liberata dal purgatorio, che gli apparve per ringraziarlo dei suoi suffragi e per assicurarlo che si trovava in Paradiso. (3)

S. Giovanni Bosco, racconta che mentre era ancora studente nel seminario di Chieri (Torino), aveva stretto una particolare amicizia con un altro giovane, chiamato Luigi Comollo. Quando Comollo si ammalo', Giovanni Bosco lo assistette con affetto fraterno; Comollo prima di morire fece a Bosco questa confidenza: "Appena saro' giunto in Paradiso, verro' subito a dartene notizia".
La notte del 4 aprile 1839, mentre Giovanni Bosco stava pregando per Comollo, si abbatte' sul seminario un forte uragano che sveglio' tutti i seminaristi, i quali videro un vivo bagliore splendere nell'angolo della camerata, dove in ginocchio stava pregando Bosco per il defunto Comollo.
Bosco poi racconto' che in quella luce abbagliante gli era apparsa l'immagine radiosa di Luigi Comollo che gli aveva detto, con accento ineffabile: "Sono salvo". (4)

La Chiesa, madre e maestra di tutti i cristiani, nelle sue preghiere, e in modo particolare durante la S. Messa, chiede continuamente a Dio di ottenere: la vita eterna - la sorte beata - la pace degli eletti - la beatitudine e la gloria di Gesu' Cristo.

Se la Chiesa prega e ci insegna a pregare incessantemente per ottenere il premio eterno, cio' indica che il Paradiso esiste e ci attende.

Il Paradiso, per l'umanita', e' nato dalla storia di Gesu', e continua a nascere per ciascuno, grazie a Gesu', dalla vita di ciascuno, perche', nel messaggio di Gesu', il Paradiso e' concepito come retribuzione per le buone opere compiute quaggiu', anche se tale retribuzione e' un puro dono (Mt 20,1)

La vita eterna del Paradiso e' gia' una realta', perche' sappiamo che si e' gia' realizzata, non solo "in Gesu' Cristo, il primo risuscitato dai morti" (Cor 1,18), ma anche in Maria santissima, assunta in cielo anima e corpo e nei Santi che, in forza della loro glorificazione, sono diventati per tutti noi, non solo modelli di vita cristiana riuscita, ma anche presenze salvifiche operanti nel mondo in comunione d'amore con il Signore Gesu'.

(1) Nuova Biblioteca Agostiniana 22, p. 652
(2) Lettere di S. Ambrogio PL 17, p 741
(3) Acta Sanctorum Mar I, p. 673
(4) Biografia di L. Comollo scritta da S. Giovanni Bosco

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7/1/2005 11:52 AM
 
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DOV'E' IL PARADISO

L'opinione piu' antica e comune a tutti i popoli fu sempre di ammettere anche un luogo reale e distinto per l'eterna felicita' delle anime.

I cristiani collocano il Paradiso nel cielo, anche perche' piu' volte Gesu' adopera la parola "cielo" per indicare la particolare abitazione di Dio.
Infatti insegnando ai suoi discepoli la preghiera da rivolgere a Dio Padre, disse: "Quando pregate dite così: Padre nostro che sei nei cieli..." (Mt 6,9).

S. Paolo afferma questa convinzione scrivendo: "Conosco un credente che quattordici anni or sono fu portato fino al terzo cielo...so che quell'uomo fu portato fino in Paradiso...Lassu' udi' cose sublimi che per un uomo e' impossibile ripetere (2 Cor 12,2).
E' certo che le anime dei giusti avranno come loro dimora l'abitazione di Dio e saranno nell'immensita' dove Dio risiede.

Noi non sappiamo dove sia questa sede beata del Paradiso, ma S. Agostino, a chi desidera sapere dove si trova questa sede beata, in cui si potra' vedere, adorare, amare, contemplare Dio, risponde che Dio stesso, dopo questa vita terrena, sara' il luogo dove convergeranno le anime degne del suo premio eterno. (5)

Il cielo non e' un punto di riferimento, un luogo come intendiamo parlando comunemente, ma solo un modo figurato di parlare per invitarci a sollevare lo sguardo al di sopra del fango e delle miserie di questa terra.

Del resto lo stesso S. Paolo apostolo scriveva: "Se voi siete risuscitati insieme con Gesu' Cristo, cercate le cose del cielo, dove Cristo regna accanto a Dio. Pensate alle cose del cielo e non a quelle di questo mondo" (Col 3,1).

Il libro degli Atti degli apostoli ci racconta che Gesu' dopo avere completato la sua missione terrena "...incomincio' a salire in alto, mentre gli apostoli stavano a guardare. Poi venne una nube, ed essi non lo videro piu'" (At 1,9). L'ascensione di Gesu' al cielo fu il coronamento e la conclusione della sua vita terrena; dopo le sofferenze il trionfo e la ricompensa eterna in Paradiso.
Se vogliamo essere glorificati con Gesu' dobbiamo affrontare generosamente le difficolta' della vita presente.

Anche Maria santissima, madre di Gesu' e nostra, e' stata assunta in Paradiso con il suo corpo vergine e la sua anima immacolata. Questa verita' e' sempre stata viva nella coscienza dei cristiani, che ne celebravano solennemente ogni anno la festa, ma fu definita verita' di fede il 1.11.1950 dal Papa Pio XII.

L'ascensione di Gesu' e l'assunzione di Maria vergine, ci confermano che non solo la nostra "anima" godra' della ricompensa eterna in Paradiso, ma anche il nostro "corpo" partecipera' con l'anima alla felicita' eterna.

Nel linguaggio cristiano, per indicare la vita eterna che godranno con Dio coloro che moriranno nella sua amicizia, piu' comunemente si usano queste tre espressioni: cielo, riposo eterno e paradiso.

Con la parola "Cielo" si vuole indicare un nuovo modo di essere, cioe' un essere alla presenza di Dio, vedendolo faccia a faccia e amandolo con tutti gli eletti. Il "Cielo" sara' un nuovo universo, nel quale gli eletti "vedranno Dio faccia a faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte" (Ap 22,4). "La morte non ci sara' piu'. Non ci sara' piu' ne' lutto, ne' pianto, ne' dolore. Il mondo di prima e' scomparso per sempre" (Ap 21,4).

Con le parole "eterno riposo" si vuole indicare che nella vita eterna non ci saranno le fatiche e gli affanni che caratterizzano la vita terrena; ma non si indica nemmeno che sia una vita di semplice far niente, di inattivita'.
Nella vita eterna e' incluso un permanente dinamismo. Come Dio opera incessantemente, cosi' le anime dei giusti avranno un'attivita' celeste che sara' un agire riposante e un riposo operante.

S. Agostino, parlando della felicita' eterna, dice: "Faremo festa e vedremo, vedremo e ameremo, ameremo e loderemo Dio per tutta l'eternita'".
Anche l'Apocalisse parla di riposo, la' dove dice: Udii una voce che diceva dal cielo "Scrivi: beati i morti che d'ora innanzi muoiono uniti al Signore. Si', beati, dice lo Spirito, perche' troveranno riposo dalle loro fatiche, e il bene che hanno fatto li accompagnera'" (Ap 14,13).

Con la parola "paradiso" si vuole indicare la condizione dei giusti, che vivono eternamente con Dio. Il termine Paradiso l'ha adoperato Gesu' stesso quando al ladro crocifisso alla sua destra, che gli aveva detto: Gesu' ricordati di me quando sarai nel tuo regno. Gesu' gli rispose: "Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso" (Lc 23,43).
La stessa liturgia esequiale, a conclusione del rito di commiato, saluta il defunto augurandogli il paradiso e prega cosi': "In Paradiso ti accolgano gli Angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri e ti conducano nella santa Gerusalemme. Ti accolga il coro degli Angeli e con Lazzaro, povero qui in terra (Lc 16,19), tu possa godere il riposo eterno".



(5) Nuova Biblioteca Agostiniana 25, p. 496

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7/4/2005 4:29 PM
 
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COM'E' IL PARADISO

Le varie concezioni del Paradiso che si fecero i popoli primitivi, sostanzialmente convengono nel concepirlo come la dimora ricca di ogni bene desiderabile ed esente da ogni male e sofferenza; riducono il Paradiso celeste ad un semplice paradiso terrestre.

Alcuni pensano il paradiso come un luogo dove si puo' mangiare e bere a sazieta' senza alcuna fatica e spesa. Altri immaginano che arrivati nell'aldila' si ha la possibilita' di riposare in eterno, oppure di attendere alle occupazioni predilette.

Per conoscere il Paradiso celeste non e' bastata la fantasia e la ragione, fu necessaria la rivelazione divina manifestataci da Gesu' nostro redentore, il quale con una semplice espressione ha detto, tutta l'essenza del Paradiso: "La vita eterna e' questa: conoscere te, l'unico vero Dio, e conoscere colui che tu hai mandato, Gesu' Cristo" (Gv 17,3).

Gesu' adattandosi alla comprensione del popolo, parlo' spesso del Paradiso paragonandolo, ad un Regno, ad una citta', alla casa del Padre, a un banchetto, a un convito.
Gli Apostoli, i Padri e Dottori della Chiesa, dopo avere anch'essi insegnato che la vera essenza del Paradiso consiste nella visione e unione beatifica, cioe' conoscere Dio come egli e', parlano anche delle bellezze complementari ricorrendo a similitudini terrene.

S. Tommaso d'Aquino ritiene che tutto l'universo (cosi' grande che la luce percorre 300.000 chilometri al minuto secondo, impiegherebbe 30 miliardi di anni per attraversare il suo diametro) e' destinato a far parte della citta' della gloria eterna. (6)

S. Anselmo, Dottore della Chiesa e' convinto che nel grandioso e magnifico giardino del Paradiso, si troveranno tutte le creature corporali rinnovellate e perfezionate, e sara' perpetuamente adorno di piante e di fiori profumati. E aggiunge: "E' certo che in Paradiso nulla manchera' di quanto gli eletti desiderano trovarvi". (7)

S. Agostino, parlando del Paradiso esclama: "O fede, amabil fede, tu vieni in mio soccorso! Tu dimmi quali sono quelle sterminate regioni ove passeggiano i figli di Dio, quali le delizie di quei beati luoghi!"

E un giorno, per rischiarare i suoi dubbi sul Paradiso, scrisse a S. Girolamo, che viveva solitario nella grotta di Betlemme, che essendo morto nel frattempo, apparve in sogno a S. Agostino, e gli disse: "Agostino, puoi tu comprendere come si possa chiudere in un pugno tutta la terra? puoi forse capire come si possa radunare in un piccolo vaso tutte le acque dei fiumi e dei mari? No, certamente, rispose Agostino. Continuo' S. Girolamo: "E allora non pretendere di conoscere e descrivere cio' che mente umana non puo' immaginare e labbro umano non puo' esprimere. Il paradiso e' una meraviglia della onnipotenza di Dio, e' un bene cosi' grande, cosi' infinito che solo Dio puo' fare". Dopo questa risposta S. Agostino ebbe una visione del Paradiso che lo fece esclamare :"O casa stupenda! O palazzo incantevole, sfolgorante di celeste luce, come io mi sento rapito dalla tua magnificenza che non teme confronti e da quella beata dimora della gloria del mio Dio che l'ha costruita e in cui egli stesso abita!...Il suo splendore e il gaudio che vi si prova, sono tali che, restandoci anche pochi secondi, non si puo' fare a meno di sprezzare tutti gli innumerevoli anni di diletti e piaceri che puo' offrire questa misera terra. Nella casa del nostro celeste Padre si possiede quanto si desidera e sarebbe impossibile desiderare di piu' di quanto si possiede" (8)

(6) Lettura IV su Romani 8, 21 nr. - 666
(7) Libro delle Meditazioni XVII 234 p. 797. PL. 17,741 e PL 158, 795
(8) Lettere XVIII PL 33, 1120

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7/6/2005 3:56 PM
 
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Anche i poeti cantano la bellezza del Paradiso

Dante Alighieri, che e' il sommo poeta, che si accosta maggiormente alla Sacra Scritturae ai grandi teologi, ed e' l'eco piu' fedele della Tradizione cristiana medioevale, ebbe il merito di mettere in versi la bellezza del Paradiso parlandoci di:
"Quell'uno e due e tre che sempre vive
E regna sempre in tre e due ed uno
Non circoscritto in tutto circoscrive".

S. Teresa d'Avila che ebbe la grazia di contemplare il Paradiso scrive:
"Quanto e' mai lunga all'esule questa affannosa vita!
Quanto mai duri i vincoli
che m'hanno ormai sfinita!
Mentre m'attendo l'esodo,
immenso e' il mio martoro:
moro perche' non moro...
Morte orsu', dunque, affrettati
scocca il tuo dardo d'oro:
moro perche' non moro".

S. Alfonso Maria de Liguori, grande moralista, adoratore dell'Eucarestia e devoto della Madonna, pensando al Paradiso scriveva:
"Io mi moro per desio
di vederti, o mio Gesu';
già m'annoia, o mio bel Dio,
il piu' vivere quaggiu'...
l'alma mia tra gioia e riso,
quando, quando va gridando,
paradiso, paradiso".

Silvio Pellico, in una bella lirica, che e' forse tutto quello che i nostri poeti hanno saputo dirci sul Paradiso, scrive:
"Paradiso, Paradiso,
degli eletti gran citta':
in te gioia, canto e riso
regna e sempre regnera'...
Che gioconda compagnia
fra i beati conversar;
goder sempre e amar Maria
e coi Santi festeggiar!...
Le delizie di quel regno
non si udiron mai quaggiu',
di scoprir nessun fu degno,
ne' d'intender tanto piu'.
Chi di Dio le sante leggi
sulla terra osservera',
godra' dei celesti seggi
questa gran felicita'."

Anche i pittori immaginano e ci presentano il Paradiso
Lembi di cielo, piu' o meno paradisiaci, si possono vedere nelle innumerevoli cupole delle nostre chiese.
Un lembo originale del Paradiso ce lo fa vedere Giotto nella sua incoronazione della Vergine nella cappella Baroncelli di S. Croce in Firenze.
Il gruppo principale e' naturalmente formato da Gesu' che incorona la sua santa Madre; intorno pero' e' tutto un Paradiso di santi e angeli.
Un altro Paradiso eccezionale ce lo ha donato frate Giovanni da Fiesole, detto il beato Angelico, che ci ha lasciato una tavola, nella quale Gesu' incorona la Madonna in mezzo ad un coro di Angeli e ad una moltitudine di Santi, tutti vivi e gioiosi.
Il quadro piu' rappresentativo del Paradiso e della gloria di tutti i Santi e' certamente l'Agnello immolato di Van Eyck, che dipinge attorno all'Agnello innumerevoli angeli genuflessi, divisi in due schiere e poi una sterminata moltitudine di santi di ogni forma e colore, che nessuno potrebbe numerare.
Tutti sembrano lodare e benedire l'Agnello e seguirlo dovunque egli vada.
L'immagine, riportata sulla copertina di questo libretto (purtroppo chi legge non puo' vederla...), riproduce il Paradiso di Giusto de' Menabuoi (1376-1378), visibile nel battistero della chiesa cattedrale di Padova, affresco di notevole valore.

Ci convincono della bellezza del Paradiso anche le seguenti riflessioni: Gesu' ci incoraggia ad essere generosi nella nostra vita cristiana, promettendoci un grande premio, come quando dice :"Beati siete voi quando vi insultano e vi perseguitano...Siate lieti e contenti, perche' Dio vi ha preparato in cielo una grande ricompensa" (Mt 5,11); molti cristiani hanno raggiunto le piu' alte vette della santita', anche in vista del premio eterno. S. Francesco esclama: "Tanto e' il bene che mi aspetto che ogni pena mi e' diletto"; S. Giovanni Bosco era solito dire: "Un pezzo di Paradiso aggiusta tutto" e il Beato Rinaldi affermava:" Il Paradiso non costa mai troppo". Ci sono tante cose belle in questa valle di lacrime; se Dio ha creato un mondo cosi' bello per noi che lo godiamo per pochi anni, tanto piu' sara' bella la sua dimora, in Paradiso, che durera' in eterno.

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7/13/2005 3:43 PM
 
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L'ORDINE CHE REGNA IN PARADISO

La Tradizione cristiana ci insegna che in Paradiso regna una armonia perfetta fra la moltitudine immensa dei beati del cielo.
Le appartenenze dei singoli spiriti ai vari Cori angelici non li costringe a rimanere statici in uno spazio; lo spazio, come il tempo, per loro non esiste.
Gli spiriti non saranno estatici eternamente nelle proprie sedi; possono benissimo trasferirsi in un baleno in altre; nulla anzi di piu' mobile, attivo e rapido.
Le anime degli eletti si collocheranno nei vari Cori angelici a seconda dei loro meriti, delle virtu' vissute, e del grado di grazia e di gloria.
Nel cielo dei cieli, e' presente in un modo tutto particolare la SS. Trinita', il Padre, il Figlio Gesu' vero Dio e vero uomo e lo Spirito Santo; inoltre la Madonna santissima, mamma di Gesu' redentore, con S. Giuseppe suo sposo.
Gli altri nove Cori angelici di cui ci parla la S. Scrittura, sono, in ordine discendente: i Serafini, i Cherubini, i Troni, le Dominazioni, le Virtu', le Potesta', i Principati, gli Arcangeli, gli Angeli.
Sappiamo che la glorificazione, nel Paradiso di Dio, e' tanto piu' intensa e profonda quanto piu' e' grande l'assimilazione a Gesu', realizzata durante la vita terrena; percio' in Paradiso, ci sara' diversita' di gloria, dal momento che ciascuno decide in questa vita terrena cio' che sara' per sempre nella vita eterna; la gloria di chi visse nella mediocrita' spirituale, non puo' essere grande come quella di chi si e' consumato nell'amore eroico del martirio.
Dobbiamo fare tante opere buone, per amore di Dio e del prossimo, perche' e' in questa vita che noi costruiamo e iniziamo la nostra felicita' eterna.
I gradi di gloria del Paradiso sono disuguali, perche' sono disuguali anche i meriti di ciascuno.
La tradizione ha parlato di speciali "aureole" da attribuire a speciali categorie di santi: ossia ai vergini, ai martiri e ai dottori.
Lo ha fatto per sottolineare che le diverse partecipazioni all'amore di Gesu' Cristo, cioe' i diversi "carismi", le diverse "vocazioni", non si livellano neppure in Paradiso.
In cielo ciascun beato avra' una bellezza sua, espressione non solo del diverso grado di amore, ma anche della diversa forma di amore che in terra ha vissuto con Dio.
Ad ogni diversa forma di amore vissuto in terra, corrispondera' una forma di gloria distinta e permanente nella vita eterna.
La visione di Dio in Paradiso non consiste in un possesso immobile, fissato una volta per sempre, ma in un processo di scoperta sempre nuova fondata sulla immensa grandezza di Dio.
E' certo che il livello di comunione con Dio, in Paradiso, viene irrevocabilmente determinato dal grado di gloria di ciascuno, in rapporto alle scelte fatte durante la vita terrena, pero' Dio e' talmente inesauribile che la sua conoscenza non sara' mai completa.
Inoltre il carattere dinamico della gloria comporta un profondo coinvolgimento dei Santi del Paradiso nelle vicende della terra sino alla fine del mondo.
La felicita' essenziale sara' la stessa per tutti i beati in quanto tutti vedranno, possederanno e godranno lo stesso Dio; non tutti pero' fruiranno di tale felicita' allo stesso modo, ma ciascuno in proporzione dei suoi meriti.
Naturalmente la maggiore felicita' degli uni non potra' nuocere alla minore felicita' degli altri, perche' tutti i beati, amando pienamente cio' che e' giusto, sono incapaci di una benche' minima invidia, e sentendosi pienamente contenti non possono desiderare di piu'.
Come colui che va a dissetarsi ad una fonte abbondante e perenne, beve quanto gli basta e non e' dispiaciuto se altri bevono piu' di lui, cosi' sara' anche in Paradiso.
Tuttavia il S. Curato d'Ars ci raccomanda di acquistarci tanti meriti, mentre siamo in vita, perche': "Se in Paradiso potessimo avere un rimorso, il rimorso sarebbe di non avere conquistato piu' Paradiso".
Il Paradiso costituisce la patria eterna per la quale Dio ci ha creati e ci ha posti pellegrini su questa terra, percio' noi dobbiamo porre la massima attenzione perche' tutti i nostri pensieri, parole e opere, siano realizzati per raggiungere tal fine; e poiche' il grado di felicita' in Paradiso sara' proporzionato al bene fatto da ciascuno di noi durante la vita terrena, dobbiamo sforzarci di fare tanto bene.
Fiduciosi nella misericordia di Dio, nelle sue promesse, nei meriti di Gesu' Cristo, nostro Signore, speriamo anche noi nella vita eterna del Paradiso, e negli aiuti necessari per meritarla con le buone opere che dobbiamo e vogliamo fare, per poi godere Dio e i suoi beni per tutta l'eternita'.


Continua...
7/14/2005 4:35 AM
 
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Queste pagine mi riportato al mondo di semplicità e pace che godevo non appena convertito.
Ora le esamino con occhio teologico e qualcosa cambierei ma sostanzialmente vanno bene. Si cerca di esprimere l'inesprimibile, senza cadere nel ridicolo e nell'infantile.
Penso che facciano bene a molti.
E mi auguro che facciano pensare quei TG, figli di Dio, che una interpretazione sorprendente della Bibbia costringe a vedersi "pecore" destinate a una terra paradisiaca, mentre agli Unti sarebbe riservato il Reame dei cieli.
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est modus in rebus
7/14/2005 2:54 PM
 
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>>>Ora le esamino con occhio teologico e qualcosa cambierei ma sostanzialmente vanno bene. Si cerca di esprimere l'inesprimibile, senza cadere nel ridicolo e nell'infantile
-----------------------------------
Caro berescitte, e cari amici credenti, a leggere quanto riportato da "cinuzza" sul paradiso sono stato profondamente investito da una forma di sconforto e stupore.
Mi domando, pur sapendo che è domanda retorica: ma veremente credete in tutto questo?
Un mondo incantato, da fiaba. Come che l'uomo, in quanto uomo, non debba mai crescere.
Soffocato da suoni, cori, canti, angeli, melodie, pan di spagna e cioccoloto.
Penso che questo modo di interpretare il futuro, nei confronti dei bambini sia anti/pedagogico. Tutta la vita in attesa del dolce zuccherino premio finale.
Ipnotizzati dal "flauto magico"

Sconcertato
Saluto
Maurizio
7/14/2005 3:13 PM
 
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E allora? che c'è di male?

Tu non ci vivresti in un Paradiso così?

In fondo Gesu' ha detto che dobbiamo farci piccoli come i bambini... e si sa che i bambini sognano, hanno fantasia da vendere!

E perchè non lo possiamo fare pure noi? Chi ce lo impedisce?

Ti immagini il mondo se tutti pensassero come i bambini? Ci sarebbero le guerre e tutto l'odio che vediamo ogni giorno?

E poi, chi ti assicura che la descrizione che ho riportato sia solo fantasia?

E se anche fosse...sognare fa solo bene! Non credo sia peccato!

A presto!
7/14/2005 3:27 PM
 
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COME SARANNO LE PERSONA CHE ENTRANO IN PARADISO

Noi sappiamo ben poco, direttamente, come saranno le persone quando entrano in Paradiso, ma Gesu' ci ha fatto conoscere, con poche parole, come saranno i beati del Paradiso.
Infatti in una discussione che Gesu' ha avuto con i Sadducei riguardo alla risurrezione dei morti ha detto loro: "Voi non conoscete la Bibbia e non sapete che cosa sia la potenza di Dio. Dopo la risurrezione gli uomini e le donne non si sposeranno piu', ma saranno come gli Angeli di Dio nel cielo" (Mt 22,29).
Noi per mezzo della S. Scrittura, della Tradizione e della Teologia sappiamo come sono gli angeli.
Applicando tutto cio' che conosciamo degli Angeli, con le dovute riserve, alle anime degli eletti, possiamo affermare con certezza che gli eletti che sono in Paradiso:

saranno indipendenti dalla materia, dallo spazio e dal tempo;

avranno una intelligenza assai penetrante, nella conoscenza di Dio, delle persone e dell'universo;

possederanno una volonta' immutabile nell'amore di Dio e del prossimo;

conosceranno cio' che avviene nel mondo e potranno aiutare e assistere chi chiede il loro aiuto.

Questa gioiosa certezza, che giustifica la preghiera rivolta alla intercessione dei santi e alle persone che sentiamo vicine, nasce dall'unita' dei glorificati con il Signore Gesu'.
I Santi che sono in cielo amano, godono, sperano e pregano con i loro fratelli che vivono nel mondo.
Gli uomini ancora in cammino, nella valle di lacrime, sanno, per fede, di essere accompagnati e sorretti dalla presenza partecipe dei santi.

Continua...
7/14/2005 7:41 PM
 
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ciao cinuzza!ho appena finito di leggere questa pagina...volevo chiederti....a noi tg e stato insegnato che i morti "non sono consci di nulla"secondo voi che vuol dire? (premetto che ho dubbi sul fatto che non "ci sia propio nulla"dopo la morte )e poi tu dici che gli eletti che sono in paradiso conosceranno ciò che avviene nel mondo e potranno aiutare e assistere chi chiede il loro aiuto...in che modo avviene cio?inoltre se "loro"ci aiutano si manifestano con tutte quelle esperienze"paranormali"che a volte si sentono e che sono letteralmente sconcertanti!ciao!![SM=g27833]
7/15/2005 9:38 AM
 
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ciao,mi sento abbastanza d'accordo con Maurizio...
la vita delle persone (noi tutti compresi) è fatta purtroppo di sofferenze sogni infranti e potenzialità che rimangono inespresse e limitate....ciò che segna probabilmente il passaggio dall'adolescenza all'età adulta è proprio scoprire la terribile verità che vivere non è fare ciò che piace...
Per questo sono convinto che l'uomo,sostanziamente sempre uguale a se stesso e sempre alle prese con gli stessi problemi in tutte le epoche,si sia costruito ,a volte con la logica a volte con la pretesa di "rivelazioni" soprannaturali o mistiche,la speranza che questa vita sia una specie di "prova" per meritare una vita migliore aldilà di questo mondo pieno di orrore...


"La morte,regalandoci l'oblio,ci guarisce dal nostro bisogno di immortalità" Proust
7/15/2005 2:03 PM
 
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>>>si sia costruito ,a volte con la logica a volte con la pretesa di "rivelazioni" soprannaturali o mistiche,la speranza che questa vita sia una specie di "prova" per meritare una vita migliore aldilà di questo mondo pieno di orrore...
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Daccordo con queste parole di "lawey".
Cara "cinuzza" il pericolo è che non crescerai mai. Non parlo di te personalmente, ma del bambino che non diventerà mai uomo.
Perchè deludere il bimbo che crede in Babbo Natale? nella Befana? In S. Lucia? Lo vuoi lasciare sempre nei sogni?
Nel "paradiso" non ci saranno più guerre, però chi ha raccontato quella fiaba di guerre ne ha fatte e contiunua a farne.
Almeno la coerenza da parte di chi ha instillato questa "droga" di massa. Tutte le religioni monoteiste hanno un meraviglioso "dopo" ma per il presente sono state le responsabili di massacri di persone inermi.
Mentre tu sogni paradisi di "NUTELLA", quì si fregano addirittura i soldi di chi nella denuncia dei redditi non dichiara dove vuole destinare il suo "8 x mille", facendosi un bel paradiso di miliardi con una truffa legalizzata. E, all'ingrasso, la tua Chiesa Cattolica Apostolica Romana la fa da padrona.
Sogna pure, cara e simpatica amica. Sogna.
Buon riposo.
Ciao
Maurizio
p.s.
In questa babele di contraddizioni, spicca la triste notizia della morte di monsignor Locati, assassinato in Kenia.
Leggo che era "uomo" concreto, il quale ha preferito scegliere tra i "grassi" arcivescovadi, la "magra" vita di assistere gli ultimi in Africa.
Chissa cosa pensava, mentre rischiava la vita aiutando i poveri, di HARRY POTTER?

7/15/2005 2:44 PM
 
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Scritto da: maurizio pederzini 15/07/2005 14.03

Sogna pure, cara e simpatica amica. Sogna.
Buon riposo.
Ciao
Maurizio


Grazie! continuerò a farlo e molto volentieri! visto che questo "sognare" mi ha portato ad essere la persona che sono: onesta,leale,sincera ed altruista! capace di amare con tutta se stessa e capace di provare compassione per chi compassione non ha! e soprattutto INcapace di provare odio e disprezzo per chi la pensa diversamente!

p.s.
In questa babele di contraddizioni, spicca la triste notizia della morte di monsignor Locati, assassinato in Kenia.
Leggo che era "uomo" concreto, il quale ha preferito scegliere tra i "grassi" arcivescovadi, la "magra" vita di assistere gli ultimi in Africa.
Chissa cosa pensava, mentre rischiava la vita aiutando i poveri, di HARRY POTTER?


Pensava quello che i TDG purtroppo non penseranno mai! Aspirava al Paradiso...per questo si trovava in Africa a fare una "magra" vita per assistere gli ultimi!

Grazie di leggermi! vuol dire che almeno l'argomento ti ha incuriosito!

Con affetto e stima

[Modificato da cinuzza 15/07/2005 15.01]

7/15/2005 3:32 PM
 
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ETERNITA' DEL PARADISO

Gesu' ha detto: "E andranno i giusti nella vita eterna" (Mt 25,46).
Il pensiero che la felicita' del Paradiso sara' eterna, e' motivo di grande gioia; il solo timore che possa avere fine basterebbe a distruggere la perfetta felicita' del Paradiso.
Ma il fatto della sua eternita' potrebbe far sorgere il dubbio che ad un certo momento potremmo essere stanchi anche nel Paradiso.

Si narra che un giovane buono, visto che nel mondo c'era il pericolo di perdere il Paradiso, si decise di farsi religioso e, dopo avere fatto la professione religiosa, gli fu dato il nome di Fra Felice e gli fu affidato il compito di portinaio.
Era contento di svolgere il suo ufficio ma ogni tanto chiedeva al superiore di essere impegnato in altri compiti conventuali.
Il superiore lo incoraggiava a perseverare pensando al grande premio che lo attendeva in Paradiso e Fra Felice ritornava sereno al suo ufficio, pensando alle parole di frate Francesco: "Tanto e' il bene che mi aspetto, che ogni pena mi e' diletto".
Ma un brutto giorno fu turbato dal pensiero che anche in Paradiso, che era solo e sempre Paradiso, si sarebbe stancato, e il suo pensiero non lo sorregeva piu' nella fatica.
Una notte, mentre dormiva tranquillamente, sogno' di sentire fuori della porta del convento, che era immerso in un bosco grandioso, il canto di un uccello, mai sentito cosi' armonioso.
Apri' la porta del convento la lascio' socchiusa e segui' l'uccello che continuava il suo soave canto.
Ad un certo momento ebbe l'impressione che fossero passati 10 minuti e ritenne suo dovere rientrare in convento, ma trovo' la porta chiusa.
Impazientito per questo imprevisto, suono' il campanello, ma il portinaio non lo lascio' entrare pensandolo un furfante.
Egli continuo' a dire che era Fra Felice, il portinaio uscito dal convento 10 minuti prima, ma il nuovo portinaio considero' falsa la sua affermazione in quanto egli era li' da 50 anni e non aveva mai sentito parlare di Fra Felice portinaio.

L'insistenza di Fra Felice persuase il nuovo portinaio a riferire la cosa al superiore, il quale, visto Fra Felice, gli confermo' di essere superiore in quel convento da 30 anni e di non aver mai sentito parlare di Fra Felice portinaio.
Commosso dalle lacrime e dalla bonta' di Fra Felice, il superiore convoco' tutti i Padri del Convento per avere un loro consiglio per risolvere il problema di Fra Felice.
Un padre, che aveva 98 anni, disse che egli si ricordava che i Padri anziani raccontavano che un certo Fra Felice portinaio un mattino era uscito dal convento, aveva lasciato la porta aperta e non era piu' ritornato, e da quel giorno erano passati 100 anni.
In quell'istante Fra Felice si sveglio' e riflettendo sul sogno fatto penso': Se il canto di un uccello mi diede gioia per 100 anni, senza stancarmi, in Paradiso non mi stanchero' certamente.

Da quel giorno il pensiero del Paradiso che l'attendeva gli dava una tale carica che ogni pena gli era fonte di grande felicita' e ripeteva spesso le parole di S. Paolo: "Desidero lasciare questa vita per essere con Gesu' Cristo" (Fil 1,25).

Se le piccole gioie di questo mondo ci rendono felici in questa vita terrena, tanto piu' Dio e le gioie che egli ci ha preparato, basteranno per tenerci felici per tutta l'eternita'.

Continua...
7/15/2005 3:53 PM
 
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Re:

Scritto da: cinuzza 14/07/2005 15.27
COME SARANNO LE PERSONA CHE ENTRANO IN PARADISO

Dopo la risurrezione gli uomini e le donne non si sposeranno piu', ma saranno come gli Angeli di Dio nel cielo" (Mt 22,29).

Continua...



Matteo 22,29 dice: saranno come gli Angeli di Dio nel cielo. Non dice "saranno angeli di Dio in cielo."

Potrebbe essere quindi che non ci sia paradiso in cielo e Gesù intendesse altro?
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"Mi chiamo Massimo e avrò la mia vendetta.
In questa vita o nell'altra."
7/18/2005 11:22 AM
 
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PER RAGGIUNGERE IL PARADISO

1 E' necessario credere fermamente:
in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra;
in Gesu' Cristo, Figlio di Dio, incarnaton e morto e risorto per noi, il quale dara' a ciascuno secondo i meriti, il premio o la pena eterna;
nella Spirito Santo, che e' Signore e da la vita, e procede dal Padre e dal Figlio;
la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica;
la vita eterna che verra'.
Infatti Gesu' ha detto: "Chi credera' a sara' battezzato sara' salvo; ma chi non credera' sara' condannato" (Mc 16,16)

2 E' necessario sradicare completamente dal nostro cuore le tendenze piu' disordinate: superbia - avarizia - lussuria - ira - gola - invidia - accidia, che sono la causa di una moltitudine di peccati.
Ha detto Gesu' "Se la tua mano ti fa commettere il male, tagliala: e' meglio per te entrare nella vera vita senza una mano, piuttosto che avere tutt'e due le mani e andare all'inferno, nel fuoco senza fine. Se il tuo piede ti fa commettere il male, taglialo: e' meglio per te entrare zoppo nella vera vita, piuttosto che essere gettato all'inferno con due piedi. Se il tuo occhio ti fa commettere il male, strappalo via: e' meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, piuttosto che avere due occhi ed essere gettato all'inferno dove si soffre sempre e il fuoco non finisce mai" (Mc 9,43)

3 E' necessario obbedire fedelmente ai 10 Comandamenti di Dio. Infatti all'uomo che chiese a Gesu' che cosa doveva fare di buono per avere la vita eterna, Gesu' rispose: "Se vuoi avere la vita eterna, obbedisci ai Comandamenti (Mt 19,17). Inoltre bisogna compiere con esattezza anche il proprio dovere personale, familiare e sociale.

4 E' necessario sopportare pazientemente le tribolazioni della vita, perche' Gesu' ha detto: "Se qualcuno vuole venire con me, smetta di pensare a se stesso prenda la sua croce e mi segua. Chi pensa soltanto a salvare la propria vita la perdera'; chi invece e' pronto a sacrificare la propria vita per me e per il vangelo la salvera'" (Mc 8,34)

5 E' necessario pregare fervorosamente, con attenzione e devozione, perche' Gesu' ha detto: "E' necessario pregare sempre, senza stancarsi mai" (Lc 18,1), "State svegli e pregate per resistere nel momento della prova; perche' la volonta' e' pronta ma la fragilita' e' grande" (Mt 26,41)

6 E' necessario partecipare frequentemente alla santissima Eucaristia, perche' Gesu' ha detto: "Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risuscitero' nell'ultimo giorno" (Gv 6,54)

7 E' necessario accostarsi spesso al sacramento della Riconciliazione (Confessione) per ottenere il perdono dei peccati e attingere la forza di non peccare in avvenire. Gesu' ha detto: "A chi perdonerete i peccati saranno perdonati" (Gv 20,23)

8 E' indispensabile la devozione al Cuore di Gesu'. Infatti, Gesu' apparendo a S. Margherita M. Alocoque ha promesso: "Ai fedeli devoti del mio cuore io concedero' tutti gli aiuti necessari per vivere generosamente le promesse battesimali". Inoltre Gesu' ha promesso di concedere a tutti quelli che lo onoreranno con il comunicarsi, tutti i primi venerdi' del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale.
"Uno dei soldati trafisse il fianco di Gesu' con la lancia. Subito dalla ferita usci' sangue con acqua" (Gv 19,34)
Recitiamo spesso la bella preghiera: Cuor di Gesu' tu sai, Cuor di Gesu' tu puoi, Cuor di Gesu' tu vedi, Cuor di Gesu' provvedi, Cuor di Gesu' pensaci tu.

9 E' utilissima la devozione alla Madonna manifestata con una venerazione speciale, con un amore filiale, con una imitazione costante e con una preghiera fiduciosa e devota.
Gesu' dall'alto della croce disse a Giovanni: "Ecco tua madre". Da quel momento il discepolo la prese in casa sua (Gv 19,27)
Maria Vergine e' nostra madre e noi dobbiamo essere sempre suoi figli devoti.

10 E' necessario vivere costantemente, ma, soprattutto morire, in grazia di Dio, cioe' nella sua amicizia. Gesu' ha detto: "Chi perseverera' sino alla fine sara' salvo" (Mt 10,22); e ha ordinato a S. Giovanni di scrivere ai cristiani che vivevano a Efeso: "Siate fedeli anche a costo di morire, e io vi daro' la corona della vittoria: la vita eterna" (Ap 2,10)

Sforziamoci di fare sempre e bene la volonta' di Dio e il nostro passaggio, dalla vita terrena alla vita eterna, sara' semplice e naturale come un felice tramonto di sole, ed entreremo con gioia nell'eterna felicita' del Paradiso.

PREGHIERA


O Dio, Padre misericordioso, accogli la mia preghiera e fa' che, per l'intercessione di Maria Vergine assunta in Paradiso, anch'io possa unirmi un giorno al Coro dei tuoi santi, per cantare in eterno la tua lode.
Te lo chiedo per mezzo di Gesu' Cristo, mio redentore.




FINE! [SM=g27838]
7/19/2005 9:54 AM
 
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A chiusura per coloro che allo sguardo limpido preferiscono quello accigliato
... ricorderò che l'esposizione che abbiamo letto è fatta per le anime semplici.
Quelle accigliate, come me, dovrebbero stare alla severità e stringatezza, e ruvidezza della Bibbia che dichiara:
- che queste realtà sono trascendenti e perciò inesprimibili in maniera adeguata con parole umane. E sbaglia chi si indigna di una descrizione che perciò è OBBLIGATORIAMENTE SEMPRE METAFORICA;
- che la cosa certa è che nella vita del paradiso si starà in un modo di essere del tutto diverso da quello che ora sperimentiamo. "Occhio mai vide, orecchio mai udì ciò che il Signore ha riservato per coloro che Lo amano";
- che il corpo un giorno, risuscitato e trasfigurato, sarà associato alla sorte eterna dell'anima, sia paradisiaca sia infernale;
- che la beatitudine essenziale del paradiso consiste nella stessa beatitudine che non ha "stancato o annoiato" i soggetti della SS.ma Trinità. Dio associa il servo buono e fedele "al gaudio del tuo Signore". Questa è anche detta visione beatifica, gloria, banchetto dei cieli, regno, vita eterna, seno di Abramo e altro...

Coloro che preferiscono davvero fare gli accigliati pensatori, come me, non avranmno che da chiedere e saranno serviti. Non possiamo far torto alla intelligenza di profondi teologi che hanno sviscerato i misteri del soprannaturale scrivendo tomi grissi così... Essi non hanno la semplicità di Cinuzza ma allo stesso tempo si guardano bene dal disprezzare una descrizione che, pur indulgendo molto al fiabesco e fantasioso, non è contro il dogma perché tutto ciò che è di più è e resta metafora di una realtà ineffabile.
Io sono sicuro che in paradiso potrò pattinare!:[SM=g27826] Sm14:
----------------------
est modus in rebus
7/19/2005 10:23 AM
 
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Pattineremo insieme Bery! [SM=g27824]

P.S. : stavo aspettanto la tua risposta... sapevo che non saresti mancato e come sempre hai dato il meglio!

Grazie!
7/20/2005 2:05 PM
 
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Grazie! continuerò a farlo e molto volentieri! visto che questo "sognare" mi ha portato ad essere la persona che sono:
esta,leale,sincera ed altruista! capace di amare con tutta se stessa e capace di provare compassione per chi compassione non ha! e soprattutto INcapace di provare odio e disprezzo per chi la pensa diversamente!
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Credendo nella tua religione, cioè, sognando come vero quello che ti raccontano, sei quello che sei, cioè:
"onesta".
Vuoi forse alludere che se non fosse per i "sogni" saresti l'incontrario di onesta? cioè :"disonesta, sleale,corrotta?" Hai bisogno che altri ti diano lo spessore morale? La tua morale è vincolata al pensiero di altri?
Solo grazie alla tua religione sei "sincera"? Perchè senza la religione saresti "falsa" "ipocrita" "subdola" "bugiarda"?
Forse confondi, la tua innata onestà morale personale, con una virtù acquisita dalla religione la quale invece, non c'entra.
Mi sembra che queste virtu morali, siano solo tue e non di altri.
Non è stata una educazione familiare e scolastica che ha rafforzato quanto di positivo c'era già in tè?
La tua onestà morale non nasce da quì, prima che da una religione?
Sai bene che la moralità è personale. L'elevatura dei valori morali non sono dati per il "timore di Dio o della Legge dell'uomo".
Esistono credenti immorali e non credenti morali, come esistono credenti morali e non credenti immorali.

Ciao
con affetto
Maurizio

7/20/2005 3:00 PM
 
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Posso solo dire che devo solo ringraziare la mia famiglia e proprio la mia religione per essere diventata la persona che sono!

La mia religione mi ha portata ad essere onesta!
La mia religione mi ha portata ad essere leale!
la mia religione mi ha portata ad essere sincera!
la mia religione mi ha portata ad essere altruista!

Se fossi TDG ora odierei chi non la pensa come me o chi è apostata! Invece no! credimi che non sono capace di esserlo!

A scuola pur avendo dei buoni insegnamenti, non mi hanno dato certo l'esempio (e parlo di esperienza puramente personale!) di buoni comportamenti, al punto che non vedevo l'ora che finisse da quanto sono stata maltrattata da vari insegnanti!

E anche se "sogno" come dici tu, non vuol dire che ritenga vero e giusto tutto quello che leggo o che sento dalla mia religione! A differenza di tante altre, nella mia religione c'è la libertà di pensiero!

Riguardo al Paradiso, solo Dio sa come è fatto e noi possiamo solo immaginare in base a quello che sta scritto nella Bibbia! come ha fatto il Padre che ha scritto il libretto che ho riportato!

Io sogno si! E mi piace farlo! Sognare mi emoziona e continuerò a farlo! non sarà di sicuro un certo Maurizio Pederzini (di cui ho rispetto delle sue idee come spero lui abbia delle mie), a impedirmi di farlo!
E sognando, dentro di me, penso che la mia immaginazione è niente rispetto a quello che troverò(se ne sarò degna), anzi credo proprio che rimarrò sbalordita! Ed è quello che succederà anche a te!

Te lo auguro con tutto il cuore!

Con immenso affetto e gratitudine!
7/21/2005 6:50 AM
 
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Pattinare insieme? cominciamo subito...

Anche a me caro Maurizio è stata la religione a farmi migliore. Ieri se vedevo uno che si perdeva il portafoglio esultavo già per la gioia di un guadagno facile. Oggi, vari anni prima dell'euro, quando guadagnavo 30.000 al mese, ho riportato 750.000 lire al proprietario che mi sono pervenute per errore tra le mani, e in più ci ho perso del tempo e della benzina.

Attorno a me, tanto per un piccolo paragone, ho decine e decine di parenti e condomini che tuttora la pensano e agiscono come me, ieri.

Che esista onestà nel mondo laico, io sono stato forse il primo a rivendicarlo, e continuerò a farlo. Ma se consideriamo la cosa a livello percentualistico, la bilancia pesa tutta a favore della persona religiosa la quale - è lapalissiano! - aggiunge alla sua etica laica la morale religiosa, e se si convince che questa dev'essere al livello di "tempio di Dio" e "incarnazione di Cristo", beh... è indubbio che salga di un bel gradino.

Quanto ai sogni, non dimenticare che accanto a Cinuzza che si muove secondo il suo livello (e, si sente, dando il massimo con entusiasmo) esistono anche le persone accigliate come me che procedono con una certa RATIO nella loro FIDES. In base a questa RATIO tu sai che nella fede cattolica c'è una tale ragionevolezza che permette sia di confrontarsi con altre fedi e di evidenziarne le carenze, sia di esigere e trovare validi argomenti per non rischiare che la propria fede sia un fideismo basato su favole e speranze senza fondamento.
Posizione che, se non erro, Tu hai più volte dimostrato di apprezzare, così come io ho apprezzato e apprezzo l'onestà della tua laicità.
Perché non ti leggi qualcosa di Messori?
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7/21/2005 2:45 PM
 
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Ti auguro Bery di dimagrire già in questo mondo per pattinare..[SM=g27824] [SM=g27824]
Ma poi..dai..che non sei così come ti descrivi..io lo so[SM=g27818]

Comunque..posto per ringraziare tanto la nostra Vale..
é stato molto bello seguirla in questi discorsi semplici come il pane di una volta..che ricorda che le radici della nostra religiosità..sono quelle semplici e colorate..che come direbbe Cinù..sanno sognare solo i bambini.. bambini come quel bimbo che duemila anni fa dormiva in una mangiatoia..dove sognava di tutti..tutti coloro che ama.e che con sè vuole ricongiungere..

Grazie..

Marco[SM=g27821]

[Modificato da libmarco 21/07/2005 14.48]

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odio ciò che dici..me darei la mia stessa vita per darti la possibilità di dirlo..
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7/21/2005 4:29 PM
 
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Veniamo al “paradiso” così come lo ha espresso cinuzza e come lo ha sintetizzato berescitte:
“Ineffabile”
Giusto, tutte le principali religioni (prima, durante e dopo, quella cristiana) hanno in comune questa “ineffabile” fantasiosa invenzione. Inventare un luogo dove il defunto ha una ricompensa per le buone azioni condotte in vita terrena. I Babilonesi avevano per “alcuni priviligiati” inventato l’sola dei “beati”. I Musulmani hanno piaceri sensuali (naturalmente per i maschi 12 vergini) tu berry ti accontenti di poter sciare!
La maggioranza delle religioni che hanno escogitato questa “beatitudine dei cieli” non dice dove sarà. Ed è evidente che non si tratta di un mistero divino, ma di una ben più prosaica trovata geniale. Come fare a spiegare cos’è una cosa che non c’è? Basta una parola: “INEFFABILE”.
Dio è ineffabile, il paradiso è ineffabile, gli angeli sono ineffabili, i cherubini ineffabili, l’anima immortale che in cielo andrà è, ineffabile, il cielo biblico è ineffabile.
Cari amici, credete nell’ineffabilità più totale.
Ecco spiegato perché i vostri non sono altro che “ineffabili sogni”.

Cara cinuzza, non voglio convincerti chi ti sbagli.
Dico che ti sbagli.
Ma il mio potere di parola è identico al tuo.
Vedi, a differenza di te, e di chi è fervente credente, io esprimo la mia opinione di laico e ateo. Non ho uno “sponsor” religioso che mi sprona a fare proseliti.
Non sono certo io, mite e banale Maurizio Pederzini , a volere impedirti di sognare e tanto meno di parlare liberamente.
Vorrei ricordarti, cara amica, che la tua confessione religiosa è molto antica e, nel suo cammino, a volte, chi la guidava, ha impedito “fisicamente” chi cercava di tradurre in “parole” i propri “sogni”. Comportamento questo "uniforme" o "interreligioso" di tutte le religioni.
Sei fortunata di trovarti a tradurre il parole scritte, i tuoi “sogni”, qui, in occidente, in questo momento storico.

Oggi, la fede cattolica, caro “berescitte” usa la RATIO nel confronto interreligioso e, per non finire nell’apatia incredula di “favole” e”favolette” punta più alto, nel concreto, anche se consente inevitabilmente che il suo “popolo” si aggrappi a “ineffabili” utopie.
Ma ne riparleremo.
Per il consiglio di una lettura interessante, ti ringrazio. Il mio concittadino Messori, lo leggo non solo nelle pubblicazioni letterarie, ma anche negli articoli scritti sul Corriere della Sera, come esperto “vaticanista”.
Non mi piace. Ultimamente è peggiorato. Troppo.... fervore clericale acritico.

Un caro saluto
Maurizio
7/21/2005 5:11 PM
 
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Rispondo a Pederzini..

La chiesa caro amico..

ha sempre utilizzato la Ratio..forse più nel medioevo che oggi..questo è sicuro..

Tuttavia la storia non può essere cancellata da un colpo di spugna..e dunque ciò che si diceva 50anni fa non si contraddice..e dunque la chiesa non deve rimodernarsi per parer più belle e più simpatica..deve continuare ad essere ciò che è stato da sempre..

solo così potrà salvaguardarsi per altri cento secoli..

Marco
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7/21/2005 5:13 PM
 
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Re:
Ciao a tutti...
Mi permetto di dire che sognare non fa certo male.
E sognare un paradiso,che sia vero o falso é bello.
Caro Maurizio non sono d'accordo quando dici che le religioni nascondono dove sarà questo paradiso.
I cattolici-penso,perche io non conosco cosí bene la religione...ma sto rimediando-dicono in cielo,i tdg in terra ecc...
Cmq ognuno ha il suo modo di pensare e do ragione a chi dice che le religioni devono avere la libertá di pensiero.
I tdg che pensano con la propria testa sono "guidati da Satana" e apostati...

...era solo un mio pensiero...

ciao a tutti

[Modificato da E.A. 21/07/2005 17.35]

"La religione non deve dividere ne ora ne mai,ideologie estreme portano sempre guai"
7/22/2005 6:46 PM
 
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La maggioranza delle religioni che hanno escogitato questa “beatitudine dei cieli” non dice dove sarà. Ed è evidente che non si tratta di un mistero divino, ma di una ben più prosaica trovata geniale. Come fare a spiegare cos’è una cosa che non c’è? Basta una parola: “INEFFABILE”.



Caro Maurizio,

anche se potrà sembrarti strano, comprendo piuttosto bene la tua posizione, essendo stato anch’io per moltissimo tempo un accanito agnostico (e menefreghista); non ateo, perché ritenevo e ritengo che essere atei è come essere credenti, occorra cioè un grande atto di fede comunque.
Pensare che tutto si sia fatto da solo, che la materia si sia fatta da sola o che sia sempre esistita, che per “caso”, per una impressionante serie di coincidenze, da questa materia autoesistente sia nata questa perfettissima macchina ad incastri che è l’universo ed i suoi abitanti, richiede più che un atto di fede.
Non me la sentivo di credere in un Dio buono, né di credere nell’assenza di un qualsiasi dio, perciò mi barcamenavo nella posizione più facile, l’agnosticismo.
Ora che, nonostante la mia strenua resistenza, che tutt’ora permane, sono stato “pescato” da Dio, io scappavo e più scappavo in qualche modo Lui mi riprendeva, non riuscirei a dare un qualsiasi senso, in qualche modo consolatorio, a tutto ciò che esiste, se non in vista ed a motivo di Dio.
E’ un’utopia?
No, è fede. E’ la sola risposta. “Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!”
Ed è chiaro che ciò che riguarda Dio sia “ineffabile”, in quanto nessuna parola lo può descrivere; se non fosse così ridurremmo il Creatore ad una creatura come noi.
Il paradiso è la fine dell’ineffabilità di Dio: è la condizione nella quale “Lo vedremo come Egli è”, perciò non sarà più ineffabile, perché lo vedremo “faccia a faccia” e anche noi saremo resi ineffabili.
Dove si trova quindi il paradiso? Da nessuna delle nostre parti perché non è un luogo fisico, ma uno stato, la condizione nuova nella quale il seme (il vecchio corpo) è morto ed al suo posto c’è la pianta, che è la trasformazione di quello stesso seme nel nuovo corpo spirituale.

[Modificato da peraskov 22/07/2005 18.49]

Sandro

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Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia (Matteo 5,11)
7/27/2005 1:36 AM
 
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libmarco scrive:

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Bè, caro "libmarco", le tue affermazioni:
"forse" e aggiungere " è sicuro" induce ad una "sicura" "insicurezza".
L'argomento ci porterebbe, comunque, (con mia grande gioia) fuori dal tema tanto a cuore di cinuzza del suo "paradiso".
Ma una veloce nota sull'uso della "Ratio" della Chiesa del medioevo, il moderatore la concederà.
Ho sottomano un volume di 340 pagine pubblicato Dall'AEDES MURATORIANA MODENA, del 2003. " Inventario Generale Analitico" "I processi Dell'Inquisizione di Modena 1489. 1787" custodito nell'Archivio di Stato di Modena.
Modena è la mia città.
Non voglio riportare tutte le 340 pagine :-( ma alcuni dati sull'uso della "Ratio" cristiana sì!!

A pag.49 c'è un prospetto dell'inventario generale analitico dei "PROCESSI", ed è interessante la voce "Casistica di Perseguibilità"
e la casistiche sono così elencate:

AP Apostasia
AS Astrologia
BE Bestemmie ereticali
BG Bigamia
CF Sollecitazione in Confessione
CP Comportamento gravemente irrelegioso
EC Illeciti collegati allo stato ecclesiastico
ER Eresia manifesta, convinta e pertinace
GR Offese e inralci al S' Uffizio
HB Reati relativi agli ebrei
IP Inosservanza dei precetti della Chiesa
LP Lettura e possessi dei libri proebiti
MS Magia, stregoneria e superstizione in genere
MSt Superstizione qualificata per ricerca tesori
OS Ossessione diabolica
PE Proposizioni ereticali
QT Questua illecita
SA Atti sacrileghi o gravementi irreveranti
SM Santità millantata
(AB) Abiura di eretici d'origine (luterani, etc.)

Nelle tabelle a seguire, di questo inventario, c'è una suddivisione di sei colonne così esposte:
1° colonna - Numero del fascicolo
2° colonna - Dati anagrafici dell'inquisito
3° colonna - Nome del luogo di consumazione del reato
4° colonna - La crocetta indica l'applicazioone della tortura
5° colonna - L'asterisco indica sentenza o decreto formale
6° colonna - Tipo di reato indicato dalle rispettive sigle

Bella la colonna 4°là dove cita: "La crocetta indica l'applicazione della tortura"
Caro "libmarco" quì c'è la "Ratio" del randello.
Ora, senza polemica, ogni tanto ricordare le vostre "Radici Cristiane" non fà male, che dici?

Abbracci
Maurizio






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