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Denuncia penale nei Michele Petaroscia & Co

Last Update: 8/3/2007 4:13 PM
8/23/2006 10:46 AM
 
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REPUBBLICA ITALIANA


STAZIONE CARABINIERI BARI S.SPIRITO




Ill.mo Signor Comandante,
Noi qui sottoscritti Luigi FALLACARA, dottore in Lingue e Letterature straniere, nato a Molfetta/Ba il 30/11/79 e residente in Bitonto/Ba, Borgo San Francesco 39, e Vito PUCCI, avvocato, nato ad Altamura/Ba il 12/4/55, residente in Bari Santo Spirito, Via Napoli 6/8, in proprio e, segnatamente, quale genitore esercente la potestà legale sul figlio minore Fulvio, nato a Bari il 23/4/89, esponiamo e denunciamo quanto segue:

Da alcuni anni, ormai, anche le condizioni di vita del sottoscritto Luigi Fallacara sono state oltremodo alterate dal “TERRORISMO PSICOLOGICO FINALIZZATO ALLA DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA” (“SANTA MAFIA”), posto in essere ai miei danni dai Sigg.ri Giuseppe BUFANO, Michele PETAROSCIA, Giovanni GENTILE e altri che, abusando del loro ‘ruolo di anziani’ della locale congregazione dei Testimoni di Geova di Bari San Paolo, con sede al Quartiere San Paolo alla via Pordenone, hanno posto in essere una lunga serie di azioni tutte finalizzate a disciplinarmi in modo ‘esemplare’ al dichiarato fine di rendermi docile e sottomesso (cosiddetto “lavaggio del cervello”) alla loro ‘direttiva’ di stampo dispotico e dittatoriale.
L’evidente peggioramento del trattamento riservatomi dai Sigg.ri Petaroscia & Co. è coinciso, non a caso, con la traumatica sostituzione dei vertici dell’Ente giuridico Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, via Bufalotta 1281, Roma, che -a livello nazionale- pretende di rappresentare ad ogni effetto di legge tutti i Testimoni di Geova.
Infatti, nell’estate 2002, la precedente ‘gestione Farneti’ (dal nome del giubilato Valter FARNETI, Presidente dei Testimoni di Geova italiani dal 1963) caratterizzata da una ‘mentalità aperta al pluralismo’ e dal rispetto delle differenti opinioni religiose personali dei singoli fedeli, fu bruscamente sostituita dalla ‘nuova gestione’ facente capo al nuovo Presidente Roberto FRANCESCHETTI, ed ai suoi fedelissimi luogo-tenenti Denni ANGELI e Massimiliano BRICCONI, fieri rappresentanti di una ‘politica di estrema durezza e rigore’ che già in passato, ai tempi del nazismo, del fascismo e dello stalinismo, aveva
caratterizzato in maniera tutt’altro che lusinghiera l’amministrazione del Presidente Joseph RUTHERFORD.
Sta di fatto che, nel luglio dello scorso anno 2005, stanco di soprusi e vessazioni, vero e proprio ‘mobbing religioso’ caratterizzato da violenze psicologiche e da atti di incitazione alla discriminazione religiosa posti in atto dai ridetti Sigg.ri Michele Petaroscia, Giuseppe Bufano, Giovanni Gentile e dagli altri 'anziani' della congregazione locale dei Testimoni di Geova di Bari San Paolo, nella speranza di essere lasciato tranquillo, io sottoscritto Luigi Fallacara rassegnai le mie dimissioni volontarie ai sensi dell’art. 5 dello Statuto dell’Ente giuridico Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova.
Col senno di poi, sulla base degli atti e documenti in seguito descritti e allegati alla presente denuncia, ho compreso che il trattamento che mi è stato riservato è stato particolarmente duro e impietoso a motivo del fatto che, in tale opera di difesa del mio buon nome e della mia dignità personale, mi feci assistere dall’avv. Vito PUCCI, domiciliato in Bari Santo Spirito, Via Napoli 6/8, socio fondatore e attivista dell’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEI TESTIMONI DI GEOVA PER LA TUTELA DELLA LIBERTA’ RELIGIOSA, con sede in Roma alla via Cermenati 80, caratterizzata dalla ‘mentalità aperta al pluralismo’ e dal rispetto delle Libertà e dei Diritti Umani fondamentali di tutti gli individui.
E’ accaduto che negli ultimi dieci giorni, dopo un anno di relativa normalità dovuta all’apparente accettazione -sic et simpliciter- della mia lettera di dimissioni, diversi conoscenti e amici mi hanno telefonato con tono allarmato per informarmi che, giovedì 10 agosto 2006, nel corso di una delle adunanze pubbliche tenute dai Testimoni di Geova della congregazione locale di Bari San Paolo, il ridetto signor Michele PETAROSCIA ha incitato i fedeli alla discriminazione religiosa nei miei confronti pronunciando un annuncio speciale, solo apparentemente innocuo, del seguente tenore letterale: “LUIGI FALLACARA NON E’ PIU’ UN TESTIMONE DI GEOVA”.

L’atto del Sig. Petaroscia e dell’intero corpo degli anziani della congregazione locale di Bari San Paolo è assolutamente illegittimo:

a) perché, a tacer d’altro, viola espressamente la Legge Speciale n. 205/93 recante “Misure urgenti in materia di discriminazione … religiosa” (vedi infra); ed inoltre perché:

b) l’Art. 9, comma decimo, dello Statuto dell’Ente giuridico citato, stabilisce espressamente che le dimissioni, immediatamente efficaci, dei soci aderenti (quale è stato il sottoscritto Luigi Fallacara fino al 17/7/2005) sono ratificate solo ed esclusivamente dal Comitato Direttivo, e non dagli anziani o da altri individui e/o organismi sociali.

A causa del tempo trascorso (oltre un anno!) dalla data delle dimissioni alla data del fatidico ‘annuncio speciale’, nonché sulla base di testimonianze dirette di altri ‘dimissionari ex art. 5 Statuto’, io Luigi Fallacara affermo con sicurezza che il comportamento discriminatorio dei Sigg.ri PETAROSCIA & Co. è stato ideato e realizzato nell’ambito di un unico ‘piano’ finalizzato alla completa quanto ingiusta delegittimazione di ogni dissenso all’interno del ‘popolo’ dei Testimoni di Geova (oltre sei milioni di persone) al quale noi sottoscritti Luigi Fallacara e Vito Pucci non abbiamo mai smesso di appartenere. Al riguardo l’Art. 1 della Legge 205/93 appena citata stabilisce espressamente quanto segue: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione sino a tre anni chiunque … incita a commettere atti di discriminazione per motivi religiosi”.
Nel caso di specie che mi riguarda, praticamente, a seguito e per effetto dello scellerato ‘annuncio speciale’ innanzi riportato, la totalità dei fedeli Testimoni di Geova di Bari (e di ogni altra parte d’Italia) è tenuta a riservarmi lo stesso trattamento discriminatorio (“MICIDIALE OSTRACISMO PERENNE E ASSOLUTO”) riservato ai colpevoli impenitenti che, a seguito di un formale procedimento disciplinare dinanzi ad un ‘comitato giudiziario’ composto da almeno tre anziani, dopo formale contestazione degli addebiti e concreta possibilità di esercitare il proprio fondamentale ‘diritto di difesa’ (art. 24 Cost.), viene ritenuto responsabile degli addebiti contestati e condannato alla pena massima dell’espulsione/disassociazione.
Naturalmente, con riferimento agli effetti pratici ‘discriminatori’, a nessuno sfugge l’indebita assimilazione ai ‘colpevoli impenitenti’ riservata al sottoscritto Luigi Fallacara dal corpo degli anziani di Bari San Paolo che, a norma di Statuto, come innanzi indicato, non è neppure legittimato a ‘ratificare le dimissioni’ presentate ai sensi dell’art. 5.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, qui di seguito si riportano alcuni passi specifici tratti dalle pubblicazioni ufficiali della Confessione religiosa dei Testimoni di Geova che indicano esattamente le ‘rigidissime’ disposizioni che ogni fedele deve necessariamente rispettare nei rapporti interpersonali con il Testimone che, a torto o a ragione, è stato espulso dalla congregazione.

Come trattare chi è stato espulso. …
«Gli ascoltatori di Gesù sapevano bene che a quel tempo gli ebrei non fraternizzavano con i gentili ed evitavano gli esattori di tasse considerandoli dei reietti. Pertanto, Gesù stava insegnando ai suoi seguaci a non stare in compagnia di chi era stato espulso. Questo significa che i cristiani leali non intrattengono rapporti spirituali con coloro che sono stati espulsi dalla congregazione. Ma c’è dell’altro. ... Pertanto evitiamo anche di avere contatti sociali con chi è stato espulso. Questo significa che non staremo con lui né in occasioni come picnic, feste e partite di pallone né per andare in un centro commerciale, a teatro o a mangiare a casa o al ristorante».
- Vedi Il Ministero del Regno, Agosto 2002.

«Che dire del parlare a un disassociato? … A questo riguardo, La Torre di Guardia del 1° gennaio 1982, pagina 25, dice: “Un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato?”». (idem)

«È proprio come viene detto a pagina 31 dello stesso numero della Torre di Guardia: “La realtà è che quando un cristiano si dà al peccato e deve essere disassociato, perde molte cose: la sua posizione approvata dinanzi a Dio; … la piacevole compagnia dei fratelli, inclusa gran parte dell’associazione che aveva con i parenti cristiani"». (idem)

«Oggi non viviamo fra nazioni teocratiche in cui i membri della nostra famiglia carnale potrebbero essere sterminati da Dio e dalla sua organizzazione teocratica per apostasia come era possibile ed era ordinato di fare nella nazione d'Israele. Essendo circoscritti dalle leggi delle nazioni in cui viviamo ed anche dalle leggi di Dio mediante Gesù Cristo, possiamo agire contro gli apostati soltanto fino a un certo punto, vale a dire conformandoci alle due serie di leggi. La legge dello Stato e la legge di Dio mediante Cristo ci proibiscono di uccidere gli apostati, anche se sono membri della nostra famiglia carnale. Naturalmente, se i figli sono maggiorenni, vi può essere una separazione e una rottura vera e propria nei vincoli familiari, perché i vincoli spirituali sono già spezzati». - Vedi La Torre di Guardia 15/1/1954, pagina 62.

«Nel caso del parente disassociato che non abita nella stessa casa, i rapporti con lui sono pure limitati a ciò che è assolutamente necessario. ... questi rapporti sono limitati ed anche eliminati completamente se è possibile. ... Che fare se una persona espulsa dalla congregazione visita improvvisamente parenti dedicati? Che deve fare in tal caso il cristiano? Se è la prima volta che viene fatta la visita, il cristiano dedicato può, se la coscienza glielo permette, mostrare riguardi familiari in questa particolare occasione. Ma se la coscienza non glielo permette, non ha l’obbligo di farlo. Se gli usa cortesia, il cristiano deve però specificare che questa non deve diventare un’abitudine. Se lo diventa ciò non è diverso dall’'associarsi a qualsiasi altra persona disassociata, e va contro lo spirito del decreto di disassociazione. Si dovrebbe far capire al disassociato che ora le sue visite non sono benvenute come prima, quando camminava rettamente con Geova». - Vedi La Torre di Guardia 15/1/1962, pagina 42.

«Perciò i membri della congregazione non si assoceranno al disassociato, né nella Sala del Regno, né altrove. Non converseranno con lui né mostreranno in alcun modo di notarlo. Se il disassociato tenta di parlare ad altri nella congregazione, essi dovranno allontanarsi da lui. In tal modo capirà pienamente l'entità del suo peccato … Inoltre, il disassociato che vuol fare ciò ch’è giusto dovrebbe dire a chiunque gli si avvicina inconsapevolmente che è disassociato e che non dovrebbero parlare con lui». - Vedi La Torre di Guardia 15/12/1963, pagine 761, 762.

«L'amore verso Dio e la lealtà verso la vera adorazione ci dovrebbero spingere a rispettare il decreto di disassociazione. Se qualcuno persiste in un'associazione che non è assolutamente necessaria con un familiare disassociato che vive fuori di casa, il comitato dovrebbe amorevolmente aiutarlo a capire i princìpi inerenti e a conformarsi ai consigli biblici. … L'insistenza a trascurare il comando biblico di "cessar di mischiarci in compagnia" di tale persona può condurre alla disassociazione, ma questa non dovrebbe essere la ragione della nostra ubbidienza, non è vero?». - Vedi Il Ministero del Regno, febbraio 1971.

«Con fedeltà verso Dio, nessuno della congregazione dovrebbe salutare tali persone quando le incontra in pubblico né dovrebbe accoglierle nella propria casa. Anche i parenti consanguinei che non abitano nella stessa casa con un parente disassociato, siccome valutano la parentela spirituale più di quella carnale, evitano il contatto contatto con tale parente disassociato. … E quelli che possono essere membri della stessa casa di un individuo disassociato cessano di avere associazione spirituale con il trasgressore impenitente. In questo modo il trasgressore è indotto a sentire l’enormità del suo errore, e, nello stesso tempo Geova sostiene il buon nome della sua organizzazione terrestre, e protegge il benessere spirituale dei suoi servitori sulla terra … non c’è nessuna ragione per ascoltare un figlio o il coniuge disassociato se tenta di giustificarsi o tenta di trarre il fedele dalla sua parte per farlo pensare o agire come lui. Né dovrebbe essere ascoltato riguardo a obiezioni nel modo in cui il suo caso è stato considerato dal comitato giudiziario». - Vedi Organizzazione per predicare il Regno e fare discepoli, 1973, pagine 172, 173.

«L’ora dei pasti è un momento di distensione e compagnia. Perciò … la Bibbia vieta di frequentare anche a scopo di compagnia una persona espulsa, per esempio partecipando insieme a un picnic, a una festa, a una partita di calcio, a una gita al mare, andando insieme a teatro o mangiando insieme. [...] Altri problemi sorgono in relazione agli affari o al lavoro. Che dire se foste dipendenti di un uomo che venisse espulso dalla congregazione o se tale persona fosse un vostro dipendente Che fare? Se per il momento foste obbligati sotto il profilo contrattuale o finanziario a continuare il rapporto di lavoro, certamente ora assumereste un atteggiamento diverso nei confronti del disassociato. Potrebbe essere necessario discutere con lui su questioni di lavoro o stare a contatto con lui sul posto di lavoro, ma le conversazioni spirituali e i rapporti d’amicizia sarebbero cose del passato. In questo modo potreste dar prova della vostra ubbidienza a Dio e sareste personalmente protetti. Inoltre questo potrebbe far capire alla persona quanto il suo peccato le sia costato caro sotto molti aspetti». - Vedi La Torre di Guardia 1/1/1982, pagina 24.

«Se un cristiano si schierasse dalla parte di un trasgressore che è stato rigettato da Dio e disassociato, o che si è dissociato...[se] gli anziani vedessero che è diretto in quella direzione, stando regolarmente in compagnia con una persona disassociata, cercherebbero con amore e pazienza di aiutarlo a vedere le cose dal punto di vista di Dio…Lo ammonirebbero e, se necessario, ‘lo riprenderebbero con severità’. Vogliono aiutarlo a rimanere ‘sul monte santo di Dio’. Ma se egli non smettesse di accompagnarsi con la persona espulsa, si renderebbe in tal modo ‘partecipe (sostenitore o complice) delle sue opere malvage’ e dovrebbe quindi essere rimosso dalla congregazione, espulso». (pagina 26).

«... I cristiani imparentati con un disassociato che non vive in casa con loro dovrebbero sforzarsi di evitare l’associazione non necessaria, riducendo al minimo anche i contatti d’affari». (pagine 29, 30).

«... La realtà è che quando un cristiano si dà al peccato e dev’essere disassociato, perde molte cose: la sua posizione approvata dinanzi a Dio; l’appartenenza alla felice congregazione dei cristiani; la piacevole compagnia dei fratelli, inclusa gran parte dell’associazione che aveva con i parenti cristiani. … I problemi che egli ha causato possono addirittura continuare dopo la sua morte. Se morisse mentre è disassociato, le disposizioni per il suo funerale potrebbero costituire un problema. I suoi parenti cristiani forse gradirebbero un discorso nella Sala del Regno, se tale è l’usanza locale. Ma ciò non sarebbe appropriato nel caso di una persona espulsa dalla congregazione». (pagina 31).

«Se qualcuno è disassociato, allora deve aver avuto un cuore veramente cattivo e/o deve essere stato deciso a perseguire una condotta che disonora Dio. Pietro disse che la condizione di una tale persona è peggiore di prima che divenisse cristiana; è come ‘una scrofa lavata che torna a rivoltolarsi nel fango’. Questo dovrebbe aiutare i parenti cristiani e altri ad avere la veduta di Dio circa una persona disassociata. … Ora i genitori sono disassociati perché hanno rigettato le norme e le vie di Geova. Quindi le cose non sono le stesse nella famiglia. Senza dubbio, i nonni devono determinare se qualche necessaria questione familiare richieda un limitato contatto con i figli disassociati. E a volte i nipoti potrebbero visitarli. Com’è triste, però, che con la loro condotta non cristiana i figli interferiscano col normale piacere che provavano i nonni! … A volte un cristiano il cui coniuge sia stato disassociato si sente isolato. Com’è stato menzionato sopra, il coniuge espulso ha mostrato di non essere la sorta di persona che vogliamo avere attorno. E dobbiamo stare attenti per non essere implicati nell’associazione con lui solo perché vogliamo visitare o aiutare il coniuge cristiano. Perciò la visita si può fare forse quando il disassociato è fuori di casa». - Vedi La Torre di Guardia 15/6/1983, pagina 31.

«La situazione è diversa se il disassociato o dissociato è un parente che vive fuori di casa o non è dell’immediata cerchia familiare. Potrebbe essere possibile non avere quasi nessun contatto col parente. Anche se eventuali questioni di famiglia richiedessero qualche contatto, è certo che questi contatti dovrebbero essere mantenuti al minimo». - Vedi La Torre di Guardia 15/10/1988, pagina 28.

******


In realtà la grave condotta criminosa del Sig. Michele Petaroscia e dell’intero corpo degli anziani della congregazione locale di Bari San Paolo, è attestata dalla Raccomandata A/R datata 05/08/2006, pervenuta a destinazione il giorno 08 successivo, che -indebitamente, a motivo dell’identico tenore letterale dell’annuncio- parifica le conseguenze nefaste delle semplici dimissioni volontarie da ‘socio aderente’ dell’Ente giuridico a quelle dei ‘colpevoli impenitenti’ che, a seguito di un formale processo tenuto dinanzi ad un ‘comitato giudiziario’, sono stati ritenuti passibili della ignominiosa pena della ‘espulsione/dissociazione/disassociazione’ dall’Organizzazione Mondiale dei Testimoni di Geova, una vera e propria micidiale ‘FATWA’.
Infatti, a seguito delle nuove disposizioni pubblicate alle pagine 155-156 del libro Organizzati per fare la volontà
di Geova
, edizione 2005, né gli anziani di Bari San Paolo né altri possono aggravare gli effetti deleteri delle dimissioni volontarie ex art. 5 Statuto atteso che “il termine ‘dissociazione’ si applica all’azione di un componente battezzato della congregazione che ripudia deliberatamente la sua posizione di cristiano, rinnegando la congregazione con le proprie azioni o dichiarando di non voler più essere considerato testimone di Geova, né riconosciuto come tale ... ripudiando la fede e abbandonando deliberatamente l’adorazione di Geova”.
Tale ipotesi non ricorre minimamente nel caso del sottoscritto atteso che, al contrario, nella lettera di dimissioni del 17/07/2005, ultimo capoverso, risulta specificamente precisato quanto segue:
Chiedo espressamente di non essere discriminato per le dimissioni rassegnate con la presente perché la mia fede in Dio, il cui nome personale è Geova, è più solida che mai e immutata resta la mia stima nei confronti dei fratelli del Corpo Direttivo e di tutti i fratelli che si riconoscono nell’organizzazione mondiale dei Testimoni di Geova che, come è noto, ha carattere spirituale e non giuridico”.

La deliberazione del corpo degli anziani della congregazione locale dei Testimoni di Geova di Bari San Paolo è inoltre stata adottata in patente contrasto con la lettera e con lo spirito positivo delle seguenti disposizioni di legge:

A) degli artt. 2, 13, 19 e 21 della Costituzione atteso che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”;

B) dell’art. 9 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali secondo la quale “Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; questo diritto importa la libertà di cambiare religione o pensiero, come anche la libertà di manifestare la propria religione o il proprio pensiero individualmente o collettivamente … ”;

C) degli artt. 18-20 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata e promulgata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in data 10/12/1948, che, al riguardo, così testualmente si esprime:

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione
.


A tale riguardo è stato dovutamente chiarito dalla giurisprudenza e dalla dottrina più qualificata che “nel novero delle libertà fondamentali riconosciute alla persona umana intesa come membro di un gruppo sociale, debba attribuirsi un rilievo preminente alla libertà individuale di interrompere il rapporto di appartenenza nei confronti della comunità, senza che la decisione di abbandono possa essere foriera di sanzioni lesive dei diritti costituzionalmente garantiti. In questo senso, la libertà religiosa, concepita quale diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, si ritiene comprensiva del diritto della persona umana ... di interrompere, in qualsiasi momento e senza alcuna condizione, il rapporto di appartenenza con un gruppo confessionale”. – Marco Parisi, Provvedimenti delle organizzazioni religiose in materia disciplinare e tutela giurisdizionale dei diritti: divieto di ingerenza o sindacabilità?, in Giustizia Civile, Anno LV, Fasc. 11 – 2005, Parte prima, pagina 2814.

E ancora:

Fra i diritti fondamentali individuali deve annoverarsi la libertà di recesso dell’affiliato, non solo dall’associazione religiosa, ma pure dalla confessione, libertà il cui utilizzo deve in ogni momento essere consentito all’interessato senza alcuna forma che ne condizioni o limiti l’esercizio”. – Guido Lagomarsino, Espulsione ad nutum da associazione religiosa e garanzie costituzionali fondamentali disapplicate, in Giurisprudenza di merito, Anno XXXVIII, maggio 2006 n. 05, pagina 1149.

Pertanto, per tutti i fatti innanzi esposti, per i reati ivi ravvisabili secondo le norme del codice penale e della stessa Legge speciale n. 205/93 recante “Misure urgenti in materia di discriminazione … religiosa”, chiedo che l’Autorità giudiziaria competente proceda nei confronti dei Sigg.ri Roberto FRANCESCHETTI, nato a Vicenza il 6/3/1933, domiciliato per la carica in Roma, via Bufalotta 1281, presso la sede legale dell’Ente giuridico Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, di cui è Presidente pro tempore; Michele PETAROSCIA, residente in Modugno/Ba, piazza E. De Nicola 2/A; Giuseppe BUFANO, residente in Bitonto/Ba, Borgo San Francesco 39; Marco SCHIAPPA, residente in Bari Palese, Vico VI Vittorio Veneto 4; Antonio SIGNORILE, residente in Bari, via Candura 1; Giovanni COLELLA, residente in Bari San Paolo, via Ravenna 3; nonché nei confronti di tutti coloro che risulteranno eventualmente corresponsabili, chiedendo espressamente la loro punizione, ferma ed esemplare, a norma di legge.
Con espressa riserva di costituzione di parte civile.

FACCIAMO ESPRESSAMENTE RILEVARE CHE, PER UN MALINTESO SENSO DI IPER-PROTEZIONISMO DEGLI ENTI RELIGIOSI CATTOLICI E NON CATTOLICI, FINO A QUESTO GIORNO SONO STATE INDEBITAMENTE ARCHIVIATE TUTTE LE PRECEDENTI DENUNCE DI “VIOLAZIONE SISTEMATICA DEI DIRITTI UMANI FONDAMENTALI” DEI SINGOLI FEDELI TESTIMONI DI GEOVA, NONOSTANTE L’ESTREMA GRAVITA’ DEI
FATTI DENUNCIATI, CON GRAVISSIMO NOCUMENTO DEI DIRITTI UMANI FONDAMENTALI DEI SINGOLI DENUNCIANTI E DEI LORO FAMILIARI INNOCENTI.
PER L’EFFETTO, CHIEDIAMO ESPRESSAMENTE CHE TUTTE LE AUTORITA’ DI OGNI ORDINE E GRADO, OGNUNA NELL’AMBITO DI PROPRIA COMPETENZA, DIANO PRATICA ATTUAZIONE AI PRECETTI COSTITUZIONALI INNANZI TRASCRITTI ED IN PARTICOLARE ALLA NORMA GENERALE DELL'ART. 2 COST. SECONDO CUI LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE I DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO, SIA COME SINGOLO SIA NELLE FORMAZIONI SOCIALI OVE SI SVOLGE LA SUA PERSONALITÀ”.

Facciamo rilevare infine che i fatti denunciati, ivi inclusi quelli indicati negli atti e documenti allegati, sono strettamente connessi a quelli oggetto degli esposti-denuncia a firma del sottoscritto Avv. Vito Pucci presentati a questa Stazione Carabinieri in data 8/12/2003 e 17/08/2005, nonché a quelli oggetto dei procedimenti incardinati dinanzi alla Procura della Repubblica di Bari, R.G.N.R. 20472/01 P.M. Dott. Emanuele De Maria e 1348/03 P.M. Dott. Marco Dinapoli.




Bari, 22 Agosto 2006


f.to Luigi Fallacara Vito Pucci


[Modificato da presso 23/08/2006 12.57]

8/23/2006 10:50 AM
 
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Copia Relazione 26/05/2005 a firma di Michele Petaroscia, Giuseppe Bufano e Giovanni Colella
CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA DI

BARI SAN PAOLO N°23325


Sig. G.ppe Bufano – via Borgo S. Francesco 39, -70032-Bitonto-BA tel. 0803745337/3394795873

26 luglio 2005

Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova
Via della Bufalotta 1281, 00138 – Roma – Rm



Cari fratelli,

Desideriamo fornirvi una relazione degli ultimi episodi che hanno visto coinvolto il fratello Luigi Fallacara associato alla nostra congregazione.

Figlio unico di 25 anni della sorella Anna Fallacara, vedova zelante di uno stimato fratello, Cosimo, morto circa 18 anni fa quando Luigi aveva circa 7 anni. Tuttora la sorella Anna è vedova fedele attiva proclamatrice della congregazione Bitonto Sud. Ha dovuto lavorare duramente per provvedere dignitosamente alla famiglia, sforzandosi di non far mancare al figlio, con l’aiuto degli anziani, il necessario sostegno spirituale mediante uno studio biblico, ponendo davanti a lui mete spirituali, tanto che all’età di 15 anni si è battezzato.

Nel corso del tempo il fratello Luigi Fallacara ha sviluppato uno spiccato carattere egocentrico e una smisurata considerazione di sé. Ha conseguito un Diploma di Laurea, ovviamente con i costi sostenuti solo dalla madre perché lui non ha mai avuto la seria intenzione di trovarsi un lavoro per pagarsi i suoi abiti sempre rigorosamente griffati.

La sua attività preferita è lo svago; è solito frequentare spesso senza essere invitato, le numerose comitive di giovani che ci sono nelle varie circoscrizioni della nostra zona, nell’ambito delle quali un tempo era ben accettato per il suo apparire, es. taglio di capelli alla moda; barba incolta rasata una volta alla settimana e abbigliamento eccessivamente appariscente.

Sia gli anziani delle congregazioni alle quali si è associato nel corso degli anni che la madre si sono sempre sforzati di aiutarlo con amorevoli consigli scritturali che sono stati a parole accettati ma sempre disattesi con i fatti.

Col tempo la sua presenza è diventata appena sopportabile dai fratelli che frequentava per via della sua attitudine a criticare tutti e tutto dei fratelli non curandosi non curandosi minimamente se ciò avveniva regolarmente anche in presenza di persone interessate. Inevitabilmente la sua personalità irrita i fratelli che lo sopportano malvolentieri.

A causa di ciò gli anziani della congregazione di Bitonto Sud dopo ripetuti consigli rimasti inascoltati, gli tolsero alcuni privilegi che aveva in congregazione. Da notare che in quel periodo nella congregazione di Bitonto Sud si era trasferito Vito Pucci con la sua famiglia con il quale Luigi Fallacara aveva stretto una forte amicizia.

Sempre in quel periodo e successivamente, il fratello Luigi Fallacara aveva cominciato a usare i commenti alle adunanze come mezzo per fare sarcasmo sugli anziani e su alcune famiglie presenti in congregazione.

Ammonito più volte si calmò; e poiché gli era rimasto del risentimento nei confronti degli anziani si trasferì nella congregazione di Bari San Paolo, lasciando la madre sola alla congregazione di Bitonto Sud.

Inizialmente sembrava che il trasferimento avesse influito positivamente sul suo comportamento tanto che gli anziani gli avevano ridato alcuni privilegi in congregazione. Invece col passare del tempo si è scoperto che ha influito negativamente sui giovani di diverse congregazioni come si è detto all’inizio.

Il tutto è emerso quando su suggerimento del D.O. Valeriano Vignoli e del C.O. Marino Cerrutti, gli anziani delle congregazioni di Bari San Paolo e Corato, hanno cercato di conoscere quali sono stati i fatti, dei quali siete già a conoscenza, (vedi nostra relazione in risposta alla vostra SH SSH dell’1° aprile 2005) che si sono verificati alcuni mesi fa in una pizzeria di Modugno (BA) alla presenza di circa 60 persone, che vedeva protagonista anche Luigi Fallacara e diversi altri giovani delle suddette congregazioni.

Quest’ultimi, insieme ad altri giovani che hanno smesso di frequentare Luigi Fallacara hanno riferito che spesso strumentalizzava i ragionamenti di carattere spirituale, (quando si commentava fra di loro un discorso pubblico o un articolo W. Studiato) per fare domande o affermazioni che suscitavano dubbi in altri giovani, cosa che Luigi Fallacara ha confermato successivamente agli anziani di Bari San Paolo.

Gli argomenti in questione erano del tipo: “Se un giovane cristiano è cresciuto in una famiglia cristiana come fa a opporsi al mondo se non ha esperienze mondane?”, “Se un giovane che sia cresciuto o no in una famiglia cristiana, si sente attratto dal mondo, non sarebbe sbagliato fare esperienze mondane così da saper valutare meglio se rimanere nella “verità” o nel mondo, cosciente che avrebbe dovuto affrontare i propri genitori i quali dovrebbero essere contenti di avere figli liberi di fare delle scelte anziché ipocriti”. “Il cristiano può andare alle urne a votare o no?”. “I rapporti orali e anali sono leciti nell’ambito del matrimonio?”. “Si possono intrattenere rapporti con i disassociati?” I risultati sono stati: evidente imbarazzo tra i giovani e alcuni addirittura hanno lasciato la verità creando molto dispiacere ai genitori.

Affermava anche che: “Il ‘Corpo Direttivo’ è formato da persone avanti con gli anni e anche loro sbagliano”, riferendosi alla disassociazione di Vito Pucci; tanto che suggeriva ad alcuni giovani di visitare il sito web di quest’ultimo allo scopo di avere prove della sua innocenza.

Nel contempo il corpo degli anziani aveva stabilito che un anziano qualificato tenesse con lui uno studio biblico allo scopo di aiutarlo spiritualmente. Studio che si è tenuto solo un paio di volte perché volutamente eluso dallo stesso fratello Fallacara.

Circa due mesi fa la madre di Luigi Fallacara molto preoccupata riferiva al fratello Bufano, anziano della congregazione di Bari San Paolo, che era venuta a conoscenza che il figlio aveva contatti con Vito Pucci a suo tempo disassociato dalla congregazione di Bari Santo Spirito.

Contattato dai fratelli Bufano e Gentile, incaricati dal corpo degli anziani, Luigi Fallacara ha confermato di aver avuto contatti con Pucci ma che erano per motivi di lavoro; e che comunque non parlava più di Organizzazione e Statuti dei testimoni di Geova. E’ evidente che ciò non è vero come si capisce dalla lettera di dimissione dall’Ente Giuridico che ha inviato agli anziani tramite lo Studio Legale del Pucci.

Comunque altri fatti spiacevoli si sono verificati circa un mese fa sempre causati da Luigi Fallacara.
Una sera sul tardi, in una affollata piazza della città di Trani, Luigi Fallacara ha fatto pesanti allusioni, (ad alta voce e in presenza di diversi altri ripetendo il modulo della pizzeria di Modugno) all’indirizzo dei fratelli [OMISSIS] e [OMISSIS]; ed è stato grazie all’intervento di altri fratelli presenti che si è evitato l’uso delle mani; comunque sono state usate parole scurrili e pesanti da entrambe le parti.

Gli anziani sono riusciti a ristabilire la pace fra di loro. Comunque per giustificare il suo comportamento, Luigi Fallacara diceva che “non c’è niente di male a fare il cabarettista” e che comunque lui è libero di dire qualsiasi cosa anche in presenza di chiunque.

Oltre a dargli consigli appropriati sul suo modo di agire, gli anziani gli hanno comunicato che era stato preso nei suoi confronti il provvedimento della segnatura (2 Tess. 3:14,15) perché aveva ignorato sistematicamente i ripetuti consigli e ammonizioni avuti nel tempo, e per i fatti accaduti a Modugno (W. 03 15/9 p. 22).

Ha detto che accettava la decisione, e rimproverava gli anziani per non aver tenuto conto della sua condizione di ragazzo orfano e senza padre; quindi era offeso perché si sentiva discriminato.

Gli è stato fatto notare che non era stata trascurata nessuna cura nei suoi confronti perché gli anziani uscivano in servizio con lui, gli facevano amorevoli visite pastorali e in ultimo studiava con uno di loro.

Poiché abbiamo ricevuto tramite lo Studio Legale di Vito Pucci la sua lettera di dimissione sa “socio aderente all’Ente Giuridico dei testimoni di Geova” assieme a diffide e altre considerazioni scritte dallo stesso Pucci, il fratello Ruggero Nardello nostro C.O. da noi contattato ci ha suggerito di non prendere iniziative circa la segnatura di Luigi Fallacara e di aspettare vostre istruzioni sugli eventuali successivi sviluppi della questione.

Sicuri della guida del nostro onnipotente Geova Dio e di Cristo Gesù che insieme a voi serviamo, ci è gradito inviarvi i nostri affettuosi e fraterni saluti.

Il comitato servizio: f.to GIUSEPPE BUFANO GIOVANNI COLELLA MICHELE PETAROSCIA





[Modificato da WorldInMyEyes1979 23/08/2006 10.53]

[Modificato da presso 23/08/2006 12.58]

8/23/2006 11:15 AM
 
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Messaggio per questi "cari fratelli"
Le cose scritte e descritte sul mio conto nella Relazione 26/07/2005 inviata alla Betel di Roma da questi tre sedicenti "fratelli" mi hanno lasciato a dir poco esterrefatto.
Sono certo che se mia madre -una sorella testimone di Geova "all'antica"- avesse mai il coraggio di leggerle, si disgusterebbe.

Le CALUNNIE DIABOLICHE sul mio conto che compaiono in questa lettera la dicono lunga sul valore, sullo spessore e soprattutto sugli obiettivi di costoro.
Alcune cose scritte sono gravemente lesive della mia reputazione e non rispecchiano assolutamente la realtà dei fatti.
Il mio nome e la mia reputazione è stato pesantemente offeso e vilipeso da questi tre signori.
"Dov'è lo spirito di Geova?"

Sono tanti gli spunti e le riflessioni forniti da questo documento.

Lascio a voi i commenti sulla denuncia penale esposta e sui contenuti della scandalosa relazione allegata.

L'unica osservazione -in verità ne avrei tante da esprimere!- che sento di dover condividere con voi riguarda il ruolo di Vito Pucci nella vicenda. Sembrerebbe proprio che, secondo questi "signori", quell'uomo mi abbia rovinato! [SM=g27991] [SM=g27991] [SM=g27991]


LUIGI FALLACARA, un cristiano testimone di Geova








[Modificato da WorldInMyEyes1979 23/08/2006 11.19]

8/23/2006 11:37 AM
 
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Personalmente sono stufa di veder trasformato un forum la cui finalità è un sereno e costruttivo dialogo interreligioso,
nello spirito Agape della comprensione solidale fra persone di diverso credo religioso, in un aula di tribunale o in una sezione di polizia, dove vengono scagliate accuse allo scopo di gettare discredito nei nostri confronti.

Questa continua campagna di aggressione nei nostri confronti
che hanno trasformato il forum Agape di un campo di battaglia,
mi inducono, seguendo altri foristi TdG, effettivamente feriti nei loro sentimenti, ad abbandonare senza indugio la mia partecipazione alle discussioni del forum.

Tanto più che entrare nel merito dei discutibilissimi contenuti
di tali attacchi ( come quello del presente 3D )esporrebbe la mia persona, come è già avvenuto, ad inqualificabili e inaccettabili attacchi personali.

Mi auguro una svolta che segni una inversione di marcia nel deterioramento in atto dello spirito di questo forum.

Cordialmente, Ebe.
8/23/2006 12:05 PM
 
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per ebe
cara e sensibile ebe, luigi ha il diritto di difendersi e di difendere la sua dignità.
oltre che di informare la comunità virtuale alla quale apparteniamo sulle vicessitudini che gli stanno in torno.

ti prego di prendere in esame il fatto che Luigi si definisce un testimone di Geova, e quindi ama e crede ciò che credi tu.

che poi lui abbia delle idee personali, non vi sono dubbi, ma la sua denuncia è rivolta ad una situazione che gli appartiene e che sta vivendo, questa stessa denuncia non riguarda ne te ne i fratelli che lui dice di amare.

quindi ti prego, fai tesoro delle mie parole e non ci lasciare anche tu.

spero che anche tu riveda la tua decisione, e ci sia affianco nelle discussioni di tuo interesse.

con rispetto e stima Stefano.

se cerchi una mano disposta ad aiutarti, la trovi alla fine del tuo braccio."
8/23/2006 12:22 PM
 
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Anch'io desidererei che la nostra cara sorella in fede Ebe non abbandonasse il forum come dichiarato nel suo ultimo intervento. Ovviamente se Justee lo ritiene opportuno, visto che qui siamo nella sezione dei Tdg mentre l'argomento del thread mi pare pertinente all'istituto della difesa dei diritti fondamentali degli esseri umani, sarebbe meglio spostare la discussione nella sezione più idonea piuttosto che in questa.
Inserito in questa sezione il topic sembrerebbe un attacco a tutta la comunità dei Testimoni di Geova, mentre le persone denunciate sono soltanto alcune con tanto di nome e cognome.

Spero che comunque non si intenda un attacco alla comunità cristiana dei Tdg anche se l'argomento venisse spostato perchè infin dei conti, anche fra cattolici accadono contenziosi legali. Se un cattolico ad esempio attacca un cardinale per illeciti civili o penali, il cattolico non si sta mettendo contro tutta la Chiesa Cattolica, ma soltnato contro la persona cui rivolge le sue accuse. Questa mi sembra infatti la cosa più logica e ovvia che trasparirebbe. Spero che invece non si tenti di trasformare ogni legittima difesa di diritti violati da parte di persone definentesi Testimoni di Geova, come un attacco totale a un'intera comunità di credenti.
Va bene lo spirito di solidarietà ma quando la legge viene violata, viene violata. Chi la viola automaticamente si rende estraneo ai principi biblici che si pregia di seguire.

Saluti cordiali
Bikky
La verità non è qualcosa di statico ma è basata su una conoscenza progressiva, in grado di mettere in discussione anche i precedenti concetti raggiunti usando il modello del metodo scientifico
8/23/2006 1:40 PM
 
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Perfetto!

Scritto da: Bicchiere mezzo pieno 23/08/2006 12.22
Anch'io desidererei che la nostra cara sorella in fede Ebe non abbandonasse il forum come dichiarato nel suo ultimo intervento. Ovviamente se Justee lo ritiene opportuno, visto che qui siamo nella sezione dei Tdg mentre l'argomento del thread mi pare pertinente all'istituto della difesa dei diritti fondamentali degli esseri umani, sarebbe meglio spostare la discussione nella sezione più idonea piuttosto che in questa.
Inserito in questa sezione il topic sembrerebbe un attacco a tutta la comunità dei Testimoni di Geova, mentre le persone denunciate sono soltanto alcune con tanto di nome e cognome.

Spero che comunque non si intenda un attacco alla comunità cristiana dei Tdg anche se l'argomento venisse spostato perchè infin dei conti, anche fra cattolici accadono contenziosi legali. Se un cattolico ad esempio attacca un cardinale per illeciti civili o penali, il cattolico non si sta mettendo contro tutta la Chiesa Cattolica, ma soltnato contro la persona cui rivolge le sue accuse. Questa mi sembra infatti la cosa più logica e ovvia che trasparirebbe. Spero che invece non si tenti di trasformare ogni legittima difesa di diritti violati da parte di persone definentesi Testimoni di Geova, come un attacco totale a un'intera comunità di credenti.
Va bene lo spirito di solidarietà ma quando la legge viene violata, viene violata. Chi la viola automaticamente si rende estraneo ai principi biblici che si pregia di seguire.

Saluti cordiali
Bikky



Come direbbe qualcuno su un Forum di nostra conoscenza [SM=g27988] "Quoto in toto", anzi... RATIFICO.

Grazie Bikky

LUIGI
8/23/2006 2:10 PM
 
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Tutta la mia solidarietà all'amico e fratello Luigi.
Sarà una battaglia dura e ardua per te, in certi momenti penserai se ne è valsa la pena. Io spero di si, comunque vada, è già un successo!! [SM=g27988]


ciao da gandhi
8/23/2006 2:26 PM
 
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Vorrei commentare 3 passaggi della relazione dei tdg che mi hanno colpito:

"Gli argomenti in questione erano del tipo: “Se un giovane cristiano è cresciuto in una famiglia cristiana come fa a opporsi al mondo se non ha esperienze mondane?”, “Se un giovane che sia cresciuto o no in una famiglia cristiana, si sente attratto dal mondo, non sarebbe sbagliato fare esperienze mondane così da saper valutare meglio se rimanere nella “verità” o nel mondo, cosciente che avrebbe dovuto affrontare i propri genitori i quali dovrebbero essere contenti di avere figli liberi di fare delle scelte anziché ipocriti”. “Il cristiano può andare alle urne a votare o no?”. “I rapporti orali e anali sono leciti nell’ambito del matrimonio?”. “Si possono intrattenere rapporti con i disassociati?” I risultati sono stati: evidente imbarazzo tra i giovani e alcuni addirittura hanno lasciato la verità creando molto dispiacere ai genitori. "

Cavolo, ma che domande sconcie fai Luigi ! jyhu Che cosa disdicevole nevvero ? Ironia a parte, credo che leggendo questa relazione si capisce con chiarezza assoluta quanto siano bigotti ed iporcriti coloro che l'hanno redatta. Farsi queste domande è il MINIMO che un essere umano che sta crescendo e imparando deve fare. Si confonde l'egocentrismo con il volere conoscere e sapere. Il sapere è in DIRITTO assoluto dell'essere umano.

"Affermava anche che: “Il ‘Corpo Direttivo’ è formato da persone avanti con gli anni e anche loro sbagliano”, riferendosi alla disassociazione di Vito Pucci; tanto che suggeriva ad alcuni giovani di visitare il sito web di quest’ultimo allo scopo di avere prove della sua innocenza"

Perchè non hanno sbagliato ? Certo che lo hanno fatto, lo ammettono gil stessi tdg con la storia dell'intendimento progressivo. Quindi non vedo cosa abbia detto di assurdo Luigi, ha detto solo l'assoluta verità.

"Circa due mesi fa la madre di Luigi Fallacara molto preoccupata riferiva al fratello Bufano, anziano della congregazione di Bari San Paolo, che era venuta a conoscenza che il figlio aveva contatti con Vito Pucci a suo tempo disassociato dalla congregazione di Bari Santo Spirito"

Ed ecco a cosa porta la dottrina geovista. La madre che invece di risolvere il problema parlando direttametne con il figlio, si affida a costoro che non solo non mettono l'amore materno al primo posto, ma invitano le madri a riferire i comportamenti dei figli, come se fossero loro i "padroni" della vita degli altri, assurdo.

Non commento oltre perchè sarei censurato.

saluti
Andrea



8/23/2006 2:32 PM
 
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Spirito scrive:
Non commento oltre perchè sarei censurato.

Pensa a cosa mi viene voglia a me di scrivere. Anch'io sono allucinato e demoralizzato da ciò che ho letto. Solo che vedi, fra i tdg questa è la prassi. Comportamenti considerati normali e adirittura positivi da te, all'interno della congregazione sono considerati una forma di orgoglio e di arroganza.
Ilt tutto per abbassare la testa e piegare la schiena di chi ha la voglia e il desiderio di pensare con la sua testa.

SALUTI
gandhi
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